Travaglio e Bertolaso sul ring di Anno Zero: purtroppo, vince sempre e solo l’odio

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I problemi in Italia si risolvono quasi sempre  alzando la voce, prevaricando, odiando l’avversario, incalzandolo fino ad abbatterlo inesorabilmente… e tutto questo sotto gli occhi attoniti di spettatori ipnotizzati davanti ad un video che scarica quotidianamente, tra cronache di delitti efferati e dibattiti politici degeneranti in risse verbali, il peggio che l’umanità possa offrire di se stessa. Noi abbiamo scelto un percorso diverso che cerca di sottrarsi da logiche editoriali di convenienza  “odiens ” ( rubando il termine alla Tv ), perché non siamo né un giornale né, appunto, una Tv, ma solo un blog che cerca di diffondere notizie utili e, in qualche modo, rasserenanti e acculturanti, nel tentativo di volgere al positivo, specialmente in un campo delicato come quello dell’habitat ambientale.

Il problema dei rifiuti di Napoli è annoso e di difficile risoluzione, specialmente se non si riesce in nessun modo a mettere in moto quella raccolta differenziata in grado, da sola, a risolvere la maggior parte del problema stesso. Evidentemente a qualcuno non conviene ed i politici locali non hanno armi o attributi sufficienti per intervenire adeguatamente. Molti attribuiscono la colpa originaria al Sindaco Jervolino o all’ex governatore Bassolino, ma la Jervolino dribbla abilmente le critiche con somma arte ” maradoniana ” rimanendo ben ancorata al suo posto, mentre Bassolino…

 

BASSOLINEIDE: EPILOGO COME VOLEVASI IMMAGINARE

Post n°1544 pubblicato il 16 Ottobre 2010 da LA VOCE DI MEGARIDE

(da Il Fatto quotidiano)

 

BASSOLINO VERSO LA PRESCRIZIONE DEL PROCESSO.UNA VERGOGNA SE L’ACCETTERA’!
 

sabato 16 ottobre 2010

Disastro rifiuti in Campania
Bassolino verso la prescrizione
Il giudice Scaramella: “Il dibattimento probabilmente non terminerà nemmeno per dicembre 2012”. Il processo che vede imputati tra gli altri l’ex Governatore e gli ex vertici di Fisia-Impregilo protrebbe non arrivare nemmeno alla sentenza di primo grado
“Il dibattimento probabilmente non terminerà nemmeno per dicembre 2012”. E’ sera inoltrata, si è appena conclusa l’ennesima udienza del processo che vede imputati tra gli altri l’ex Governatore Antonio Bassolino e gli ex vertici di Fisia-Impregilo per il disastro rifiuti degli anni scorsi in Campania. Le parole del presidente del collegio giudicante Maria Adele Scaramella risuonano nell’aula bunker di Poggioreale, Napoli. Lo slittamento al 2013 del cronoprogramma di udienze, già abbondantemente dilatato, rappresenta di fatto la pietra tombale del processo. La prescrizione salva-tutti, che per gran parte delle accuse scatterebbe già nel corso del 2012, è assicurata. E senza nemmeno attendere l’Appello o la Cassazione. A questo punto la Corte non riuscirà ad emettere neppure una sentenza di primo grado. Ma le udienze proseguiranno ancora per anni, con dispendio di tempo e di risorse, per sentire le centinaia di testimoni rimasti in lista. Nel silenzio forzato dei media imbavagliati dal divieto di entrare in aula con le telecamere, i registratori, persino i cellulari, in ossequio a un’ordinanza del procuratore generale Vincenzo Galgano. E dire che il processo, iniziato nel luglio 2008, stava finalmente entrando nel vivo, tra testimonianze di tecnici, ex commissari, consulenti. In estate è stato convocato il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, uno degli ex commissari dell’emergenza rifiuti campana, che in qualità di indagato in procedimento connesso si è avvalso della facoltà di non rispondere. E nei giorni scorsi è stato ascoltato come testimone il prefetto Corrado Catenacci, il commissario del dopo Bassolino per circa diciotto mesi, dal 27 febbraio 2004 al 9 ottobre 2006, in tempi più recenti nominato dal presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro alla guida della Sapna, la società che dal 2011 dovrà gestire la questione spazzatura nel napoletano. In una deposizione durata circa 8 ore, Catenacci ha ricostruito i rapporti non semplici con la Fibe e con uno dei dirigenti del gruppo Impregilo, l’ingegner Piergiorgio Romiti, imputato nel processo. Tra commissariato e Fibe, l’associazione temporanea di imprese appaltatrici del ciclo dei rifiuti in Campania guidata da Fisia-Impregilo, le reciproche contestazioni di inadempienze al contratto – risolto nel 2006 – erano all’ordine del giorno. E Romiti, ha ricordato Catenacci, un giorno del 2004 gli dice: “Ma lei ci considera la Banda Bassotti?”. E’ il loro primo incontro, avvenuto nell’ufficio di Bertolaso a Roma. In seguito tra i due si ripristinerà un rapporto di cordialità. Per quanto riguarda i problemi tecnici degli impianti, Catenacci ha affermato: “Io firmavo tutto, ma la mia firma era una presa di responsabilità, ma non assumo la responsabilità delle questioni tecniche. Alle riunioni io non discutevo, mi limitavo ad essere presente, erano gli esperti a discutere tra loro”. E quando uno degli avvocati ha chiesto ragguagli sull’inceneritore di Acerra nel periodo 2004-2006, l’ex commissario ha risposto così: “Non era pronto a causa di Fibe, ma il ritardo era dovuto anche a politici e parlamentari… erano decine”. Il cantiere verrà aperto nell’estate 2004 solo con l’intervento dell’esercito e della polizia. “Ho una mia convinzione – ha poi spiegato Catenacci a una precisa domanda del pm Giuseppe Noviello – le proteste contro l’inceneritore erano fomentate dai camorristi. Un elemento di questa convinzione era la famiglia di imprenditori che si trovavano di fronte all’inceneritore, penso che le proteste erano organizzate da uno di loro”. Catenacci ha pure ricordato di averli denunciati: “Ma adesso mi trovo sotto processo per calunnia, pare che non siano più camorristi”.
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MEGARIDE ringrazia Erminia Mazzoni presidente della Commissione per le Petizioni all’U.E. in Bruxelles e l’intero staff dell’inutile e dispendiosa Commissione, per aver pervicacemente palleggiato dal 2007 la Denuncia di Strage con richiesta indennizzo alla popolazione nonché di equa detronizzazione a carico del vicere’ Bassolino & Casta locale. Si dichiara commossa per l’impavido sforzo economico e burocratico della segreteria della Commissione che, prontamente prendendo in seria considerazione la Denuncia de quo , inoltrava ben 3 messaggi (tutti uguali a quello costì pubblicato) di aggiornamento avanzamento stato della petizione in tre anni, senza aggravio di spese di affrancatura al destinatario, SORBOLE! Ringrazia il Parlamento Europeo e la severa ed autoritaria Commissione d’Indagine preposta allo studio dello scempio, più volte costretta – a spese nostre – a venirsi a fare uno “spago” a vongole ed un baba’ dalle parti nostre, onde capacitarsi della vergogna e verbalizzare all’Alta Corte… eppoi… eppoi… meglio finirla qui con la “gratitudine” ed i commenti, per non rischiare di sparare parolacce in vulgata dal tono onomatopeico… del tipo a pernacchia!  

(vedi http://blog.libero.it/lavocedimegaride/8907847.html Se vuoi unirti alla protesta scrivi a  IP-PETI@europarl.europa.eu )

 introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

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2 Risposte to “Travaglio e Bertolaso sul ring di Anno Zero: purtroppo, vince sempre e solo l’odio”

  1. Giacomo Carone Says:

    Guarda caso, proprio pochi minuti fa ho inoltrato il seguente messaggio all’amica comune Giulia Fresca, in un suo post su Facebook relativo all’arrivo in Calabria dei primi camion che trasportavano rifiuti Campani: “Cara Giulia, i rifiuti sono un grande affare. Nel lontano 1989 avevo inoltrato una mia idea di “gestione” dei rifiuti al wwf ed al Ministero dell’Ambiente. Dopo qualche anno è stata introdotta la differenziazione, giusta, ma che non risolve… il problema alla radice, cioè trasformare i rifiuti in risorse. Sai bene che con ESAE Srl stiamo affrontando da tempo anche una parte di questi argomenti, ma probabilmente sono più forti gli interessi nel mantenere vivo il problema che nel cercare vie per risolverlo. Come formatore e consulente nell’ambito delle ceertificazioni LEED in Italia, sto vedendo sempre più viva l’esigenza di trattare materiali riciclati all’interno delle costruzioni, ma con i dovuti criteri. Due anni or sono ho tirato fuori dal cassetto quel progetto del 1989, me lo sono riletto ed ho apportato i dovuti aggiornamenti, rimanendo stupito di come un’idea a basso costo economico, potrebbe essere decisamente positiva nell’ambito del recupero di risorse dagli scarti e non da meno di generatore di lavoro per molte persone, con possibilità di replicare il tutto con semplici adattamenti. Se ti interessa, ti spedisco volentieri il file, come pure a tutti gli altri amici che ti seguono; basta mandarmi un messaggio ed inoltro il link.Ciao”.
    Caro Umberto ed Amici di Famiglie d’Italia, se non ci si muove dal basso con proposte, opinabili fin che si vuole, migliorabili, cassabili, ma pur sempre proposte, non risolveremo alcuno dei problemi che ci assillano, e lasceremo che i soliti caimani ci mangino vivi. Ho deciso di non lamentarmi più e di agire per il bene di tutti coloro che possono trarre vantaggio sociale (non proprio). Ho già dato 5 anni della mia vita alla politica e ne sono contento, ma la politica oggi, fatto salvo per pochi elementi, sono solo chiacchiere e scranni da occupare, in una scalata verticale nella quale ad ogni gradino si dimenticano coloro che ti hanno permesso di arrivare fino a lì.
    Un cordiale saluto a tutti,
    Giacomo Carone

  2. Aldo Cannavò Says:

    Si può risolvere definitivamente,a basso costo e senza inquinare la crisi dei rifiuti solidi urbani, incorporandoli in blocchi di cemento secondo un nuovo sistema brevettato,che descriverò a chi ne sia seriamente interessato.
    Genova – aldocannavo@fastwebmail.it

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