Le uova non sono d’oro ma… quasi ( Econota 41 )

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Un tesoro naturale ( by Dr.ssa Maurizia Pallante )

Per 100 grammi di prodotto ci sono circa 26 grammi di proteine, circa 6 grammi di lipidi, di cui solo il 6% è costituito da colesterolo; 65% di trigliceridi e 31% di fosfolipidi. Si tratta quindi di un prodotto «magro»: i grassi contenuti sono essenzialmente acidi grassi insaturi, quali gli omega 3  

Le uova, così ricche in proteine nobili, sono un’autentica miniera di principi nutritivi. Per migliorarne ulteriormente il valore nutritivo possiamo agire sull’alimentazione della gallina o mediante selezione genetica degli animali riproduttori.

Dalle uova vengono ricavate anche molecole di uso tecnologico, industriale e sanitario.

Analizziamo nel dettaglio le proprietà nutrizionali e funzionali delle uova.

Proprietà nutrizionali

 Le uova sono costituite per il 60% dall’albume e per il 30% dal tuorlo. Le proteine dell’uovo, ricche di amminoacidi essenziali, fra cui la lisina, sono poco assimilabili allo stato crudo, ma diventano altamente digeribili con la cottura. Per 100 grammi di prodotto senza guscio ci sono circa 26 grammi di proteine, ripartite in egual misura fra tuorlo ed albume.

Diverso, invece, il discorso dei lipidi: circa 6 grammi concentrati esclusivamente nel tuorlo. Di questi solo il 6% è costituito da colesterolo; poi abbiamo un 65% di trigliceridi ed un 31% di fosfolipidi, composti essenziali per il corretto funzionamento del nostro sistema nervoso. Si tratta quindi di un prodotto «magro», laddove i grassi contenuti sono costituiti essenzialmente da acidi grassi insaturi, quali gli omega 3.

Le uova sono praticamente prive di zuccheri, mentre possiedono un’ampia gamma di minerali tra cui spiccano fosforo, zolfo e ferro. La biodisponibilità di quest’ultimo è elevatissima. Può raggiungere picchi del 60% dopo la cottura, motivo per cui le uova sono alimenti consigliati nella dieta degli anemici.

Le uova hanno un basso tenore di sodio, mentre sono ricche di vitamine (A, D, E, K e B). 100 grammi di prodotto fresco consentono di soddisfare circa il 30% del fabbisogno vitaminico giornaliero di una persona adulta. Assente, purtroppo, la vitamina C.

Miglioramento del valore nutritivo dell’uovo

 Per migliorare ulteriormente il valore nutritivo delle uova si può agire mediante la selezione genetica o l’alimentazione delle galline ovaiole.

La prima tecnica richiede molto tempo e i risultati sono spesso molto difficili da valutare.

Agire sull’alimentazione, invece, sebbene sia più semplice, può portare i suoi frutti solo nel caso di fattori nutritivi facilmente modulabili attraverso l’impiego di determinate materie prime o di adeguate integrazioni alimentari. Facciamo un esempio.

Poiché i lipidi dell’uovo vengono trasferiti dal fegato all’ovaio della gallina secondo un rapporto pressoché costante, si deduce facilmente che il tenore lipidico dell’uovo non è modificabile in modo significativo. Al contrario, possiamo intervenire sul profilo degli acidi grassi insaturi, gli omega 3, incrementandolo anche di 5-10 volte. Per far questo basterà utilizzare farine di pesce, lino, colza o girasole nella razione alimentare delle galline, ma sempre entro certi limiti, al fine di non provocare odori sgradevoli e non incorrere nel rischio di perossidazione dell’uovo. A tal fine possono essere aggiunte sostanze antiossidanti, mediante integrazione di vitamina E.

Anche il profilo minerale delle uova può essere modulato attraverso l’alimentazione della gallina, ma solo nei tenori di selenio e di iodio. In molti paesi (tra cui Cina e Russia), il cui terreno è povero di selenio, sono già in commercio uova ad elevato tenore di questo oligoelemento.

Molecole ad uso tecnologico-industriale

Come ricordato in precedenza, le uova possono essere anche una fonte importante di molecole utilizzate a scopo tecnologico o industriale. Le più note a questo riguardo sono l’ovotransferrina e il lisozima. La prima, dotata di una spiccata attività legante nei confronti del ferro, viene impiegata nella preparazione di integratori alimentari e di prodotti ad azione antibatterica ed antivirale.

Il lisozima, invece, svolge un’azione batteriostatica e battericida soprattutto nei confronti di germi Gram positivi. Per questo motivo trova impiego in farmaci per uso umano, come colliri, unguenti e prodotti per aerosol. Inoltre, a livello industriale, il lisozima viene utilizzato nella conservazione degli alimenti, nella maturazione di alcuni formaggi e nel controllo delle fermentazioni lattiche per la produzione di birra e vino.

Come integratori alimentari trovano impiego anche la colina e la luteina, due importanti ovoproteine. Quest’ultima svolge un’importante attività nella prevenzione dei fenomeni degenerativi della retina. Infine, l’avidina, altra proteina dell’uovo, trova applicazione nella produzione di strumenti diagnostici (come le colonne di affinità cromatografica).

Molecole di impiego sanitario

Altro potenziale utilizzo tecnologico delle uova riguarda la produzione di anticorpi.

Com’è noto e come avviene in qualsiasi altro animale, uomo compreso, in seguito a vaccinazioni o infezioni, la gallina produce anticorpi.

Questi anticorpi, passando nel tuorlo e quindi nel pulcino, andranno a costituire l’immunità materna, così come avviene con il latte dei mammiferi.

Immunizzando la gallina è pertanto possibile estrarre dal tuorlo anticorpi specifici nei confronti di agenti batterici o virali, anche di origine non aviare, con i quali eseguire le cosiddette «immunoterapie». Con questo sistema sono già stati ottenuti risultati promettenti nella cura delle enteriti virali del vitello e del suino, nonché delle mastiti stafilococciche della vacca da latte. Questo sistema presenta un rendimento superiore rispetto all’impiego degli animali siero-produttori. Ad esempio, dalle uova prodotte da una singola gallina in un periodo di 6 settimane si ottengono 300 mg di immunoglobuline, contro i 17 mg ottenuti dalla stimolazione di un singolo coniglio.

A ciò si aggiungono gli indubbi vantaggi che si ottengono dal punto di vista etico e del benessere animale.

Maurizia Pallante, Medico Veterinario

 

 La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano

 

Quanto ne sai sui carburanti alternativi? 

 

Firesign una volta disse che “tutto quello che sai è falso”; forse il concetto è un po ‘esagerato ma ci sono un sacco di cose non molto chiare e i carburanti alternativi sono una di queste. Una nuova indagine condotta da Harris Interactive per Mercedes-Benz USA rileva che “gli americani non hanno le conoscenze di base per prendere decisioni  sulle opzioni date dai carburanti alternativi rinunciando all’acquisto di un veicolo a carburante alternativo.”Siamo confusi e che ci fa paura  agire.

 La Tesla Roadster può viaggiare più di
200 miglia con  una carica. (Jim foto Motavalli)

L’indagine ha detto che quasi uno su due (48%) degli adulti sarebbe interessato a comprare una macchina verde ma non sa che tipo. (L’indagine elenca le scelte ibride, idrogeno puro elettrico, elettronico, e diesel / biodiesel ma assumere la scelta dell’ idrogeno sarebbe un po’ fuorviante perché quelle vetture non saranno disponibili fino al 2015.) Solo uno su tre (35%) ha dichiarato di ritenere una di queste scelte  la più adatta per la città, percorsi extraurbani o guida autostradale.

Ognuno ha un suo  parere circa il Presidente Obama, la differenza tra colesterolo buono e cattivo e chi è responsabile della fuoriuscita del petrolio nel Golfo del Messico ma cosa realmente è un carburante o un’auto  alternativa è un mistero per il 71% di noi. Solo uno su quattro dice di conoscere bene  queste auto e camion. E non è sorprendente che gli uomini (41%) sono più propensi a rivendicare una profonda intuizione dell’argomento rispetto alle donne (18%). Gli uomini, ovviamente, pensano di sapere di più. Poiché solo il tre per cento delle persone intervistate possiede in realtà un proprio  veicolo a carburante alternativo, sembra  che un po ‘di istruzione sia necessaria.

Alcune precisazioni :

Può un auto diesel funzionare con olio da insalata?

Qualsiasi vettura diesel può funzionare con  biodiesel che è una miscela con il gasolio standard. Per funzionare  con olio vegetale puro”, l’ auto diesel deve essere modificata con un kit che include una resistenza elettrica per riscaldare l’olio ( che si  trasforma in una maionese quando fa freddo ). Le conversioni sono fatto da aziende specializzate come Greasecar.

E utilizzare celle a combustibile a gas idrogeno o idrogeno liquido?

L’ alimentazione a idrogeno ( ottimale ) significa che occorre anche trasportare i serbatoi di idrogeno liquido (che deve essere mantenuto in freddo criogenico a – 400 gradi Fahrenheit), che convertono l’idrogeno in un gas prima di entrare nella cella a combustibile.

Cosa si può dire sull’alimentazione mista elettrica /combustibile classico ?

Ci sono standard ibridi come la Toyota Prius ( nella foto ) ma la conversione combustibile/elettrico può essere eseguita solo per un breve tratto ( un chilometro e mezzo al massimo) utilizzando la loro batteria. Altri ibridi, alcuni dei quali verranno prodotti a breve, aggiungono un pacco batteria più grande aumentando la loro autonomia da 20 a 50 miglia. La Fisker Karma, la cui produzione è prevista per la fine dell’anno, è un ibrido e Ford, General Motors e Toyota stanno lavorando su nuovi modelli anche loro.

Qual è la probabilità di “ rimanere a secco “ con un auto della batteria? Dovrei preoccupare di questo, una condizione nota come “ansia da ricarica”?

Le auto a batteria generalmente hanno una possibilità di “tenuta “ di circa 100 miglia anche se ci sono delle eccezioni: la Tesla Roadster può viaggiare più di 200 miglia  e la sua futura Model S includerà una opzione di 300 miglia.

Gli appassionati di vetture elettriche vi diranno che la maggior parte dei pendolari utilizza l’auto per 40 miglia o meno ( andata e ritorno ), quindi non dovrebbero preoccuparsi di rimanere a corto di carica. Ma che dire se volessi andare a casa di mia nonna appena tornato a casa? Ecco perché, per molti l’ auto a batteria sarà una seconda auto. La maggior parte delle regioni interessate per l’inizio delle vendite ti questa tipologia di auto si sono attrezzate ricevendo caricabatterie pubbliche utilizzabili in caso di emergenza.

L’auto a batteria e le auto a idrogeno sono costose?

In una parola, sì.  Ma il dolore della spesa sarà alleggerito dalle disposizioni statali e locali che interverranno con sussidi. Gli acquirenti di veicoli elettrici a batteria potranno beneficiare di un credito di 7.500 dollari di tasse federali e una seconda erogazione di fino a $ 2.000 per installare un caricatore per casa da 220 volt. Gli Stati stanno anche offrendo sconti: 5.000 dollari in California, per esempio, e $ 2.500 in Tennessee. Altri stati pronti con le sovvenzioni sono la Georgia, Hawaii, Oregon, Washington, Maryland e Carolina del Sud. La batteria per auto ha un costo di $ 30.000 (la Nissan Leaf è 32.780 $, e la berlina Coda $ 44.900). Il motivo principale del prezzo elevato sono le batterie che vanno da $ 10.000 a $ 30.000, a seconda delle dimensioni. Andando avanti si potrà trovare una batteria più piccola ma di più corto raggio. Speriamo di aver contribuito a chiarire alcuni aspetti relativi ai carburanti e  auto alternative che potrebbero essere utili anche agli Europei. Saludos amigos !

Ristampato con il permesso di Hearst Communications, Inc

a cura di:

Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

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3 Risposte to “Le uova non sono d’oro ma… quasi ( Econota 41 )”

  1. Vemma Marche ( Daniele ) Says:

    Le uova sono molto nutrienti.

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