La caduta dei valori: il futuro riposa sulle ginocchia di Giove

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 ” … secondo il mito, Poseidone si era innamorato di Medusa quando ancora era una bellissima fanciulla. Una notte dunque il dio la sedusse (o la violò) nel tempio di Atena. Quest’ultima profondamente irritata dall’affronto subito, aveva trasformato la fanciulla in un orribile mostro: le mani erano state trasformate in pezzi di bronzo; erano state fatte comparire delle ali d’oro e ricoperto il corpo di scaglie; i denti erano diventati simili alle zanne di un cinghiale; i capelli erano stati trasformati in serpenti ed al suo sguardo aveva dato la capacità di trasformare in pietra chiunque la guardasse negli occhi… ” ( nella foto la Medusa di Caravaggio )

Ogni tanto l’estro e la fantasia, ultimi scampoli di un  mio trascorso artistico, prendono il sopravvento su di me e mi ritrovo ad avventurarmi in considerazioni accompagnate da descrizioni allegoriche, o folli per chi preferisce, che mi spingono a rappresentare concetti e fatti attraverso simboli ed immagini che rimandano ad una realtà diversa da quella espressa letteralmente. Qualcuno penserà: ma cosa centra il concetto della ” caduta dei valori ” con la rappresentazione del nostro bel Paese trasformato dagli eventi in un’ orribile e ” sofferente ” Medusa?… Beh, a seguito di un complicato ragionamento, conseguenza naturale  dei recenti e prolungati stress che la situazione politica, attraverso i suoi rappresentanti, offre quotidianamente ai propri cittadini con sadica  ed indomita determinazione, ci può anche stare… ed io cercherò di convincervi a seguirmi nella mia insolita ed ingegnosa elucubrazione, anche se alla fine qualcuno potrà storcere il naso imputandomi interpretazioni e paragoni storici un po’ troppo personali.

Immaginiamo la nostra Italia nel 1994, alla nascita della Seconda Repubblica, come un’ambita preda agognata, una stupenda fanciulla radiosa e sognante, una giovane verginella portatrice di buone nuove e sacri concetti. L’immagine inviolabile di un’etica e moralità accostabili solo ad una certo tipo di cultura e politica  che da sempre ne  rivendica la proprietà come la dea Atena, nei tempi antichi, rivendicava la proprietà dell’integrità e devozione delle proprie vestali a guardia di ogni tempio eretto a suo nome, tra le quali la bellissima Medusa prima dell’orrenda metamorfosi.

Immaginiamo ora che improvvisamente anche nel 1994, da noi, si ripeta l’ orrido stupro e violazione di proprietà: un moderno Poseidone emerge inaspettato dagli abissi marini più profondi, profana il tempio di Atena e si impossessa della giovane Medusa, la rapisce e… la fa sua. Ebbene, Atena si imbestialisce, e di brutto, per cui, usando abilmente tutti i suoi poteri e navigate tecniche malefiche, trasforma la bellissima Medusa in un orrendo mostro, inguardabile, portatore ormai solo di lutti e disperazione; un mostro che non servirà più ne a Poseidone ne ad Atena, ma, soprattutto, a nessun altro!

Orbene, nella mia intricata riflessione, ho voluto immaginare Atena come la Vecchia Politica,  un’ antica istituzione, consolidata ed incatenata al proprio potere, e Poseidone come il nuovo ( non adesso, nel 1994 ), l’intruso profanatore, il Cavaliere, l’imprenditore televisivo Silvio Berlusconi, che si impossessa della verginella, l’Italia della Seconda Repubblica nascente, strappandola alle cure di chi con dovizia l’aveva pazientemente progettata e creata, e…

…, e da quel preciso istante sono morti tutti, immediatamente! Ognuno ha perso la forma e le intenzioni originali ma, soprattutto, ciò che di buono le aveva generate. La Vecchia Politica in primis, resa inefficiente ed imbarbarita da un odio eccessivo per l’affronto subito; il Cavaliere poi, menomato nell’entusiasmo e nell’operosità per le troppe ferite personali da dover continuamente rimarginare; la Seconda Repubblica infine resa orrida e scempiata, invivibile e ingovernata, dall’una e dall’altro, nell’infinita contesa e, dulcis in fundo, più appropriato dire ”  amaro “, noi… sì, anche noi !Morti dentro e fuori, spettatori indifesi, oggetti senza anima, succubi di tutto ciò, impietriti e rovinosamente trascinati nel limbo dall’inevitabile caduta di qualsiasi valore e  senza alcun futuro certo, perché, come dice Maroni…il futuro riposa sulle ginocchia di Giove.

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

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2 Risposte to “La caduta dei valori: il futuro riposa sulle ginocchia di Giove”

  1. Home Page Pays Says:

    Pretty! This has been a really wonderful
    article. Many thanks for providing this info.

  2. famiglieditalia Says:

    Thanks to you…Umberto Napolitano

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