Progetto «Intamap», l’inquinamento in tempo reale ( Econota 42 )

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Mappe d’inquinamento in tempo reale (www.vglobale.it )

Grazie al software Intamap ora è possibile l’elaborazione di mappe dell’inquinamento di una determinata area in tempo reale. Utile ai decisori ma anche ai cittadini per scegliere il tragitto a piedi o in bicicletta «più pulito».

Dopo tre anni di ricerca (dal 2006 al 2009) sono ora disponibili le mappe in tempo reale sullo stato dell’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo grazie ad un software 100% open-source, messo a punto da un team di ricercatori di nove centri di ricerca provenienti da Austria, Belgio, Germania, Grecia, Paesi Bassi e Regno Unito. Questo progetto «Intamap», è stato finanziato nell’ambito del Sesto programma quadro (6°Pq) di ricerca dell’Ue con 1,8 milioni di euro. L’acronimo sta per Interoperability and automated mapping (Interoperabilità e mappatura automatizzata). «L’applicazione dei risultati della ricerca Information and communication technology (Tic) a beneficio dei cittadini e delle imprese dell’Ue è uno degli elementi fondamentali dell’Agenda digitale per l’Europa, adottata dalla Commissione nel maggio 2010» ha spiegato la Commissione Ue.

Nel progetto Intamap è stato sviluppato un software basato appunto sulla realizzazione di mappe relative alle curve di isolivello che mostrano con precisione non solo le zone inquinate, ma anche l’origine e la destinazione di questo inquinamento.

Queste mappe dell’inquinamento sono utili per poter dare prontamente informazioni ai decisori per avere ben chiaro il quadro della situazione in esame e quindi facilitare la scelta delle misure da prendere (come evacuare una determinata zona), ma utili anche al singolo cittadino sulla scelta delle zone da preferire perché più pulite ed evitare così quelle più inquinate. Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione europea per l’Agenda digitale afferma che «il progetto Intamap è un buon esempio del contributo che la ricerca può apportare al miglioramento della vita quotidiana in Europa». Il punto di partenza di questo software sono le misurazioni rilevate in punti specifici per elaborare da questi dati una mappa di isolivello on-line che indica la concentrazione degli inquinanti aggiornata in tempo reale. Con il ricorso ai metodi di «interpolazione» (metodo statistico che partendo da dati ambientali già presenti ne calcola altri in un determinato spazio-tempo), la mappa mostra la situazione tra i diversi punti di rilevamento e offre quindi una panoramica più accurata e più ampia. Il software permette di controllare il tempo necessario per la realizzazione della mappa, perché se la quantità di dati è considerevole il tempo di elaborazione aumenta e per questo il programma tiene conto del tempo a disposizione per indicare se occorre impiegare le tecniche di interpolazione più accurate per produrre una mappa estremamente particolareggiata o se è necessaria una valutazione meno sofisticata e più veloce, generando quindi un’immagine più approssimativa. Il programma di interpolazione open-source alla base del progetto si collega al mondo esterno attraverso servizi web. Il sistema accetta dati grezzi pubblicati in rete utilizzando norme aperte sviluppate dall’Open geospatial consortium (Ogc). Al termine dell’elaborazione dei dati, i servizi web conformi alle norme Ogc sono in grado di creare automaticamente mappe, pubblicarle in linea, aggiornarle quando è necessario e consultabili on-line da tutti. Da ora in poi gli enti pubblici e tutti gli enti decisori possono utilizzare questo programma per poter intervenire tempestivamente con giuste misure nell’eventualità di eventi inquinanti così da poter individuare con rapidità l’entità dell’inquinamento e l’origine dello stesso e agire così con misure giuste e mirate. Così anche il singolo cittadino potrebbe usare, per esempio, le mappe relative all’inquinamento atmosferico elaborate da Intamap e scegliere il tragitto a piedi o in bicicletta più «pulito possibile» evitando le zone con livelli di inquinamento più elevati.

Di Stefania Petraccone con commento di Paolo Broglio

 La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano.

 

Il primo parco eolico off shore in Italia

È stato approvato il progetto della Sky Saver, che prevede 24 pale eoliche nelle acque del canale di Otranto a 20 Km a largo di Tricase, che produrranno circa 90 Mw di potenza elettrica

 di  Stefania Petraccone

Il Comitato regionale di Valutazione d’impatto ambientale ha approvato il primo Parco eolico offshore (quegli impianti installati al largo del mare o dei laghi, ad alcuni kilometri dalla costa) al largo delle acque di Tricase (Lecce), e il Presidente della Regione, Nichi Vendola ha espresso tutta la sua contentezza e soddisfazione durante la trasmissione di approfondimento «Otto e mezzo», in diretta su La7, affermando che con questo progetto la Puglia ancora una volta dice no al nucleare. Il Parco sorgerà nelle acque del canale di Otranto a 20 Km a largo di Tricase (Lecce) e l’impatto ambientale è ritenuto minimo per la notevole distanza dalla costa e anche perché essendo caratterizzato da piattaforme galleggianti si potrà sfruttare una fonte energetica pulita senza intervenire e alterare il fondale marino. Infatti dall’Ufficio di Valutazione d’impatto ambientale chiariscono che «il Parco eolico non rovinerà il panorama di Tricase.

A quella distanza le turbine sono praticamente invisibili a occhio nudo. Anche il fondale sarà tutelato da questo tipo di impianto. In mare aperto, le turbine non possono essere ancorate al suolo ma sospese su enormi piattaforme galleggianti». E infine «in considerazione della notevole distanza dalla costa si può affermare che le turbine non interferiscono con le rotte migratorie degli uccelli». Con queste affermazioni l’Ufficio Via risponde a tutti i dubbi avanzati negli ultimi anni dagli ambientalisti salentini, che ancora oggi rimangono in allerta per quanto riguarda la corretta gestione e la tutela del territorio contro eventuali autorizzazioni illegittime.È il primo Parco eolico off shore a livello regionale e rappresenta un progetto tecnologico innovativo composto da 24 pale che produrranno circa 90 Megawatt(Mw) di potenza elettrica. È il primo progetto approvato dalla commissione di Valutazione d´impatto ambientale che è stato presentato dalla Sky Saver, una società creata a Santeramo in Colle (Bari) della multinazionale Blue H e partecipata dalla Dufenergy, compagnia elettrica lussemburghese.Come si legge dalla relazione tecnica progetto del Sia (Studio d’impatto ambientale) «la realizzazione dell’impianto eolico offshore di Tricase, primo esempio di applicazione della tecnologia eolica offshore in acque profonde, sarà avviato con l’installazione di una piattaforma galleggiante a spinta idrostatica bloccata, sormontata da una turbina eolica da 2,5 Mw.

Il programma di realizzazione degli impianti costituenti il Parco offshore, concepito in maniera modulare, vedrà, come prima fase, l’installazione di una piattaforma sormontata da una turbina da 2,5 Mw, e un sistema di ancoraggio ad un basamento di fondazione costituito da una struttura in acciaio. Lo sviluppo del Parco proseguirà con l’installazione di ulteriori 5 piattaforme a completamento della prima fila, sulle quali è prevista l’installazione di turbine eoliche da 2,5 a 3,5 Mw. La tecnologia di tali unità eoliche è coperta da brevetto. Le successive unità eoliche, a completamento del Parco, saranno di taglia ancora maggiore, realizzate in applicazione di una tecnologia che, pur conservando il cuore di quella della prima unità, introduce importanti innovazioni anch’esse oggetto di brevetto».Per la costruzione delle unità di produzione sono stati considerati diversi parametri specifici frutto di un apposito studio meteo-marino condotto da Rina Industry, per l’arco temporale 10-25-100 anni.Un’altra caratteristica che è stata considerata è la velocità del rotore che sarà variabile così da poter ottenere la velocità desiderata riuscendo ad ottenere potenze e rendimenti più elevati. Per questo sarà presente un sistema di monitoraggio anche dei parametri ambientali posizionato in prossimità del sito.I dati rilevati verranno analizzati da un apposito modello di simulazione della dinamica del mare in cui è inserito il sito stesso e successivamente confrontati con i dati provenienti dai modelli satellitari di previsioni meteorologiche, tutto questo servirà ad rilevare eventuali perturbazioni in immediato arrivo relative al vento e alle onde. Con tali informazioni, un apposito software consentirà, nel caso di perturbazioni eccessive, di arrestare le macchine o ridurne la potenza col risultato di non sollecitare inutilmente le unità e sostanzialmente non penalizzare la produzione.

Investire nelle energie pulite è un nuovo modo di fare imprenditoria innovativa e nel rispetto del territorio e dell’ambiente, una scelta fatta anche da altri paesi europei come Gran Bretagna, Olanda, Danimarca, Germania, Scozia, Norvegia (dove a Havsui sta sorgendo la centrale eolica off shore più grande al mondo, con 1,5 Gw di potenza elettrica) e Spagna che stanno già investendo tantissimo per poter realizzare medie e grandi centrali eoliche off shore. In Italia un primo passo concreto verso la tutela ambientale e di sfruttamento delle energie rinnovabili è stato appena fatto, altri 6 impianti off shore al largo di Taranto, Manfredonia, Brindisi e Isole Tremiti sono in attesa di valutazione…

a cura di:

Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

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