Berlusconi vince ed apre alla crisi pilotata, ma in piazza, pilotata o no, è guerra!

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Ieri si è svolto a Roma l’ultimo atto di una farsa senza fine: Berlusconi ha vinto la sua ennesima battaglia, ormai solo, a parte Bossi, contro tutti… ma in piazza è guerra! Fini, più che ridimensionato, esce a pezzi, e noi con lui. Il suo attacco all’uomo nero, il cavaliere intruso, è fallito miseramente: si era illuso, lo hanno illuso… si è fatto usare. E’ uscito a pezzi, come dicevo, e con lui anche noi dato che per il suo desiderio di sovvertire  l’odiato partner di tanti anni ( il padre padrone che lo aveva in qualche modo rigenerato ) ha bloccato l’Italia per sei mesi. Questo ci può anche stare se ottieni dei risultati, ma così no! E’ apparso evidente che non c’era alcun progetto politico valido ed alternativo, solo un desiderio di rivalsa e di predominio per cui, come in ogni azione a cui manchi l’anima, si è dissolta da sola come il suo drappello di futuristi già pronti, in parte, a rientrare concretamente nel presente.

Bersani e la sinistra lo hanno appoggiato e, in qualche modo, anche istigato per meglio usarlo: priva anch’essa attualmente e da lungo tempo, purtroppo, di qualsiasi proposta o minima azione alternativa politica concreta, ha accettato il ruolo del lamento e dell’attesa, scaldando gli animi ma producendo poco. E’ salita sui tetti, ma non è scesa nei cortili! Ha abortito ogni iniziativa del governo denunciandone i limiti, ma aggiungendo il nulla. Ha denunciato i problemi dei disagi familiari dal di fuori, ma non ha varcato le soglie dei casolari: si sarebbe resa conto così che la gente non ha bisogno di risse, ma di azioni comuni. Non ha bisogno di urla, ma di parole di conforto e di speranza. Non ha bisogno di colpevoli… necessita di soluzioni!

Intorno alla scuola sta succedendo un putiferio: è giusto che gli studenti o una parte di essi scendano in piazza e chiedano spiegazioni, ma non è giusto che siano affiancati dall’odio e dalla violenza di chi crea disordine e distruzione. Chi ne subisce le conseguenze peggiori è sempre il cittadino: le auto che bruciano e le vetrine danneggiate sono il simbolo dell’ennesimo delitto nei confronti del più debole.

Ritornando alla farsa che ieri si è nuovamente consumata in Parlamento, mi auguro e se lo augura la maggior parte delle persone con un minimo briciolo di intelligenza, che a questo punto le parti si mettano l’anima in pace: Berlusconi da solo non ha i voti per ben governare, gli avversari non hanno argomenti e numeri per abbatterlo e il nostro Presidente Giorgio Napolitano pretende, insieme a noi, un governo forte ed allargato, per cui basta chiacchiere o proclami, basta azioni di disturbo… su le maniche e tutti al lavoro, con onestà e coerenza!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

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