2011, Anno Nuovo: di qua o di là, per un bimbo da crescere senza più compromessi o insalatone anemiche

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L’anno nuovo dovrebbe iniziare ufficialmente oggi… e invece no, teniamo il bimbo in standby un’altra settimana. Troppi di noi sono sotto effetto dei non ancora smaltiti bagordi di fine anno, mentre i più fortunati o stanno sfrecciando su qualche pista innevata o si stanno rosolando al sole di qualche esotico paradiso. Quelli che hanno ripreso a lavorare sono, per lo più, alle prese con inventari di vario genere: io ad esempio sto cercando di mettere ordine tra quanto di giusto o sbagliato ho fatto nel 2010, capire quanti traguardi ho raggiunto di quelli programmati e, soprattutto, individuare quelli da impostare per l’anno in corso. Insomma, visto che a quanto dicono sarà un anno povero di ” ponti ” festivi, forse questo prolungato di inizio anno potrebbe non cadere a sproposito.

Gli sviluppi dei prossimi mesi, in positivo o in negativo, diciamocelo chiaro, saranno tutti sulle nostre spalle. Come ho finito l’anno, nello stesso modo riapro: non aspettiamoci nulla dalla nostra politica! Prima che essa sia in grado di offrirci indirizzi e prospettive accettabili deve risolvere un’infinità di beghe interne. L’anno scorso abbiamo assistito allo scontro cruento fra le parti, quest’anno, spero, dovremmo assistere all’ultima battaglia, forse la più cruenta ma, speriamo, almeno la definitiva. Un altro anno di  ” armistizio traballante ” non so quanto bene potrebbe apportare alla nostra Italia, e non per controbattere negativamente alle parole di auspicio in tal senso del nostro Presidente Giorgio Napolitano. Lui è una persona equilibrata a cui preme un quieto vivere per risolvere i nostri problemi, ma Berlusconi si è creato troppi nemici intorno, oltre a quelli naturali che lo attorniano da sempre. Fini e Casini lo vogliono fuori dai giochi, Di Pietro e Bersani fuori dai piedi, Bossi… finché può lo sostiene, ma ancora per quanto?

La guerra di Troia durò dieci anni, quella del Cavaliere, rapitore dell’Elena Italia, da più di sedici. Se Omero fosse ancora vivo ne avrebbe da scrivere e tramandare ai posteri e ciò accrescerebbe la sua gloria e le sue fortune… Ma noi non siamo Omero, noi siamo l’oggetto della contesa e nel contempo le vittime sacrificali: siamo i burattini appesi ai fili che si muovono sballottati nelle direzioni decise dai contendenti. Per sopravvivere è necessario che nei momenti di pausa non ci adagiamo anche noi, a noi non è consentito riposarsi. I momenti di standby ci capitano a fagiolo per riorganizzarci, prima le idee e poi il resto. Probabilmente ci richiameranno a votare: io penso che sia arrivato il momento di non frammentarci più e decidere definitivamente da che parte stare: io non credo, e non me ne voglia Casini,  ad un Terzo Polo risolutivo e calmierante, perché rischierebbe di trasformare un sano progetto di bipolarismo in un monopolarismo dittatoriale, nel senso che ogni decisione dipenderebbe dal polo ago della bilancia, dai suoi umori e dalla convenienza del momento di quale parte appoggiare… troppo comodo per lui e troppo scomodo per noi che abbisogniamo di certezze. Casini rappresenta le famiglie, o almeno così afferma. Una famiglia è composta da padre, madre e figli e i terzi incomodi creano solo confusione e tensioni. In uno Stato, e questo l’ho già affermato tempo fa, la maggioranza svolge la figura del padre che conduce la famiglia, l’opposizione quello della madre che vigila e media nei modi opportuni ed il popolo è la figliolanza: un terzo incomodo dovrebbe essere l’amante di uno dei genitori o di tutti e due in alternanza. Questo è una prospettiva di famiglia allargata, che mal si sposa con le leggi  della coerenza o divine, per chi crede.

Quindi amici, benvenuta questa settimana in più di riflessione, e che sia la settimana del riposo del guerriero che è in ognuno di noi. Se la maggior parte delle voci di chi governa, o vorrebbe, ci esorta spesso a tirarci su le maniche… bene, questa volta, diciamocelo da soli: affrontiamo il nuovo anno con energia e, soprattutto, con più idee proprie e meno raccattate… di qua o di là!… Ancora buon Anno Nuovo,

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

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