L’amore fa bene alla salute della mente… e del cuore ( Famiglie d’Italia news )

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Bene, con il nuovo anno ricomincia la ” caccia ” di Famiglie d’Italia alle news interessanti ed importanti che, per una strana magia malefica mediatica, chissà perché, non ricevono quell’attenzione dovuta e necessaria. Oggi, con un articolo preso da Salute 24, voglio ricordare a tutti come la stabilità nei rapporti affettivi sia uno degli ingredienti essenziali per meglio alimentare il motore che ci permette di affrontare la vita quotidiana al top delle proprie possibilità.

Salute: lunga vita di coppia favorisce benessere mentale

Avere una relazione stabile migliora notevolmente lo stato di salute e tanto è più longeva, tanto più il benessere personale ci guadagna. E lo status giuridico non c’entra nulla: secondo lo studio condotto dai ricercatori dell’Universtiy of Otago e pubblicato sul British Journal of Psychiatry, infatti, essere sposati o fidanzati non fa differenza: l’importante è che la relazione sia il più duratura possibile, così da allontanare il più possibile la depressione e l’uso di alcol e sostanze stupefacenti.
Il “giro di boa” sembrano essere i due anni: dopo  24 mesi di relazione si comincia a beneficiare degli effetti positivi sulla salute. Non prima: gli studiosi, dopo aver esaminato lo stile di vita di circa 1.000 neozelandesi, hanno rilevato che intorno ai 30 anni il 16% delle persone che non aveva un rapporto stabile ha mostrato sintomi di depressione rispetto al 23% di coloro che avevano una relazione da meno di due anni. Il tasso è invece sceso a meno del 10% tra le persone che avevano una storia che durava da due-quattro anni, e arrivava appena al 9% per i componenti della coppia che avevano una relazione da più di cinque anni.
Gli studiosi hanno anche riscontrato che il tasso di abuso di alcol o stupefacenti era del 12% tra i trentenni single e del 13,5% tra le persone che avevano una relazione da meno di due anni, mentre solo il 4% di coloro che avevano una storia di due-quattro anni hanno fatto rilevare problemi di alcol, e la percentuale è scesa al 3% per i soggetti che avevano una relazione da più di cinque anni. I ricercatori hanno scoperto che i dati sono risultati confermati anche dopo aver controllato altri fattori come il background familiare e precedenti problemi di salute mentale: “Abbiamo scoperto che lo status giuridico del rapporto non fa la differenza – spiega Sheree Gibb, che ha partecipato alla ricerca -. È la durata del rapporto che ha un effetto positivo sulla salute mentale dei cittadini, e non importa se la coppia è sposata o convivente. Il nostro studio contrasta con ricerche precedenti che hanno messo in evidenza una minor incidenza di problemi mentali solo tra le persone sposate e non tra quelle conviventi”.

Salute 24

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

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