Nucleare sì nucleare no: i torti e le ragioni

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E’ consuetudine di questo blog riportare news che spesso sfuggono per palese sopraffazione da parte di altre notizie maggiormente evidenziate dai media per vari motivi strategici o opportunistici. C’è in corso una polemica, l’Italia è il Paese delle polemiche, riguardo ad uno spot che in questi giorni imperversa sui nostri teleschermi. E’ uno spot che in qualche modo, anche un po’ furbescamente, cerca di far soffermare l’attenzione del pubblico sul fatto che forse il ” nucleare ” non sia poi il male peggiore per la nostra collettività. Ognuno ha il diritto di esporre i propri pensieri, ma mi pare ” eccessivo ” urlare alla pubblicità ingannevole, quando nei vari anni è stata attuata una politica non molto dissimile basata sulla “ paura “, ma che ci ha nascosto che gli altri Stati non solo avrebbero adottato la politica del nucleare, ma alcuni, come la Francia, ci avrebbero costruito le centrali proprio ai piedi delle Alpi ed in zone nelle quali, per effetto delle correnti, in caso di incidente, guarda caso… probabilmente, i primi ad essere investiti dalle radiazioni saremmo stati proprio noi. Secondo Corriere della Sera – Home Page esistono in Europa ben 13 centrali nucleari a meno di 200 chilometri dai nostri confini.

Morale della favola: i rischi a noi ed il 30% in più dei costi energetici…ancora a noi. Per cui, io penso che questa pubblicità “ pro ” considerata ingannevole non molto si distanzi da quelle a suo tempo ed attuali ” contro “. Il mondo si evolve in continuazione e stare al passo non è facile: un passo avanti, per non restare sempre indietro, è possibile per noi con il raggiungimento di una propria consapevolezza ed onestà nel non raccontarsi più ” balle ” a vicenda… L’articolo che segue è pubblicato da SCELTEIL SALVAGENTE

Nucleare: fa discutere lo spot truccato di Chicco Testa (il video)

La pubblicità pone dei dubbi, ma poi rimanda a un sito internet pro energia atomica. E fioccano le polemiche sul web.

Potrebbe essere quasi definita una pubblicità ingannevole. È lo spot sul nucleare che da giorni impazza sui canali Rai, Mediaset, La7 e Sky (guarda il video).
Inizialmente colpisce perché appare come una reclame assolutamente neutra. Quasi una “pubblicità progresso”. Che pone nello spettatore tutti i dubbi che avvolgono il ritorno al nucleare italiano. Una cosa assolutamente insolita in Italia. Tant’è che in molti si sono posti la domanda “ma chi paga questo spot?”.
La risposta è assolutamente facile. E giustifica quel fastidio provato alla visione della pubblicità, da chi un tempo si è schierato apertamente contro all’energia atomica nel referendum che in Italia l’ha abolita.

Dietro ci sono i nuclearisti

Basta infatti collegarsi al sito internet cui rimanda lo spot (www.forumnucleare.it) per chiarire chi c’è dietro quello spot. Il Forum Nucleare presieduto da Chicco Testa, infatti, è uno dei principali sponsor del ritorno del nucleare in Italia. E il sito internet è finanziato proprio da aziende che hanno interesse nel nucleare.
Poco conta, quindi, se lo spot raffigura su una scacchiera le domande e le risposte dei presunti favorevoli e contrari al ritorno dell’energia nucleare. Perché dietro quello spot di alta qualità per quello che riguarda immagine, linguaggio e senso, tanto che sembra un vero messaggio super partes, c’è un’idea ben precisa: far riaprtire il nucleare italiano.

Finto spot neutro

Non a caso la pubblicità in questione termina con la domanda “e tu sei a favore o contro l’energia nucleare? O non hai ancora una posizione?”, per poi rimandare a un sito internet che ha il chiaro intento di convincere sull’opprtunità del ritorno all’energia atomica.
Lascia perplessi poi che quel Chicco Testa, che un tempo manifestava da fervente ambientalista contro il nucleare adesso si sia convinto del contrario.

Le polemiche politiche

Inevitabili quindi le polemiche susseguite alla messa in onda dello spot.

Prima gli Ecodem, poi lo stesso Di Pietro sono insorti contro questa pubblicità fintamente neutra. “Ma non era meglio fare direttamente uno spot pro nucleare?”, hanno infatti detto. Per non parlare delle denunce giunte all’Antitrust e all’Agcom e di tutto un ribollio che c’è su blog e siti sul web.

Una lettura attenta delle immagini fa capire…

Il sito italianimbecilli.blogspot.com poi, ha analizzato benissimo lo spot. Ed è arrivato a una conclusione chiarissima: “Il filmato è stato creato per orientare in maniera precisa lo spettatore verso il nucleare. La tecnica è quella di colpire la parte emotiva”.
Non a caso gli scacchi bianchi sono pro nucleare (il nero rimanda al male).

Non a caso la voce fuoricampo pro è piacevole e suadente mentre l’altra è più dura.
E sempre per gli stessi motivi l’ultima mossa nella scacchiera è a favore dei pro nucleare, il dialogo è costruito in modo che a ogni obiezione della parte contro corrisponda una risposta plausibile dei pro che ha l’effetto di chiudere il discorso, e mentre le argomentazioni della parte contro sono brevi e semplicistiche quelle della parte pro sono più suadenti e argomentate.
Davide Sfragano

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

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Una Risposta to “Nucleare sì nucleare no: i torti e le ragioni”

  1. Giacomo Carone Says:

    Ho un caro amico specializzato in E.S.Co. (Energy Service Company) che è solito ripetere una frase che considero bellissima: “la prima fonte di guadagno è il risparmio”.
    Quanta verità in questa frase.
    Invece di costruire nuove centrali per rispondere alla crescente richiesta di energia (ma sarà proprio vero?), perchè non investire quel denaro per fornire sistemi che permettano di ridurre le richieste di energia dalla rete? In questo periodo, noto una tale confusione nell’informazione e di conseguenza nella società, nel senso che da un lato vengono promosse azioni che se messe in atto “correttamente” permetterebbero di abbattere le richieste energetiche (costruzioni rispondenti a protocolli evoluti quali LEED, CasaKlima, ITACA, VAT, SB100, BREEAM e chi più ne ha più ne metta), ma dall’altro versante, i costruttori, i progettisti, gli impiantisti e soprattutto i “conduttori”, cioè noi stessi, siamo in grado di sfruttare le performaces di tali edifici? o nonostante la ventilazione meccanica controllata lasciamo le finestre aperte per “cambiare aria”? Nonostante i progressi nel campo della Building Automation (domotica, detta in italiano), vediamo tali opportunità come gadget o come status symbol da ostentare agli amici? Potrò sembrare polemico, ma mi imbatto quotidianamente in queste problematiche a tutti i livelli.
    Formazione ed Informazione!!!! E’ necessario fare questo a 360°, dall’Architetto all’ultimo “apprendista muratore”, passando anche per la committenza e l’utilizzatore finale.
    Poi è necessario adottare uno strumento standard di monitoraggio (es. REM-NG) delle performances dichiarate in fase di progetto, per validare l’effettiva vedidicità di quanto dichiarato dalle certificazioni varie, indipendentemente dal protocollo adottato, e che si basi su dati effettivi (costi e consumi in bolletta) e non su basi teoretiche di progettazione a tavolino, spesso interpretabili a modo proprio dal progettista di turno.
    Vi sono poi soluzioni di captazione (calore e fotovoltaico) che sono inusuali e spesso sconosciute al grande pubblico, ma che rispondono di gran lunga meglio alle esigenze dell’ambiente e delle tasche dei contribuenti rispetto ad altre, ma che il “mercato” non vuole digerire, da un lato perchè sono richieste un minimo di competenze per la progettazione (progettisti ed impiantisti) e per il loro finanziamento (banche), dall’altro il fatto che spesso in captatore “non si vede”, in quanto questo è conglobato nell’edificio (non posso ostentare il mio status symbol – pannellino sun tetto). Per uno che come me da anni vive in località spesso innevate, avere un pannello sul tetto vuole dire aver spercato denaro in quanto finchè esso è coperto dalla neve, periodo nel quale è necessario apportare calore – energia all’interno per il riscaldamento e per l’acqua calda sanitaria, in sua vece lavora una energivora caldaia a metano o a gasolio, con grande gioia:
    1 dell’impiantista che mi ha propinato l’impianto;
    2 la banca che lo ha finanziato;
    3 il fornitore del gas o del gasolio
    4 coloro che costruiscono gasdotti o oleodotti.
    Pensiamo anche a tutti gli edifici storici spesso deturpati da pannelli di vario genere e dalle unità esterne dei climatizzatori.
    Le soluzioni alternative ci sono già; io stesso collaboro con società (una di queste è ESAE S.r.l.) che producono sistemi di climatizzazione solare che ovviano ai limiti succitati (ho parlato di climatizzazione, non riscaldamento, per cui impianti che producono calore e raffrescamento secondo le proprie necessità). Non ci limitiamo a questo, ma anche al trattamento delle acque reflue, irrigazione di ampi spazi con l’ottimizzazione dei consumi dell’acqua e dei fertilizzanti, dissalatori solari a bassissimo consumo, ed altri brevetti proprietari. Parallelamente collaboro con centri di formazione specialistici nell’ambito dell’edilizia sostenibile e della certificazione dei materiali da costruzione e rifinutura (LEED Team) e faccio parte del Comitato Tecnico Scientifico del Green Building Council Italia, associazione senza scopo di lucro che promuove il Protocollo LEED in ambito Italiano ed internazionale.
    Insegnamo ai nostri figli a spegnere la luce se non serve, a limitare i tempi sotto la doccia; aiutiamo le scuole nel diffondere nozioni di base sul risparmio energetico e la differenziazione dei rifiuti ai ragazzi, fin da piccoli; facciamo installare nelle case dei nostri genitori sistemi di controllo della temperatura e dei grossi elettrodomestici che permettano di evitare sprechi con il massimo comfort personale; consigliamo al nostro negoziante di fiducia di chiudere fisicamente le porte del locale invece di utilizzare le “barriere ad aria” tanto di moda negli ultimi periodi (penso che queste siano commercializzate dagli stessi fornitori di carburanti e/o di gas sotto altro nome).

    Possiamo fare molto già da ora; tutti noi per evitare di ipotecare il futuro delle prossime generazioni.

    E ricordiamoci sempre che “La prima fonte di guadagno è il risparmio.”

    Buon anno a tutti,
    Giacomo

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