Ricerca: diminuisce l’interesse dei giovani ( Econota 46 )

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La scienza preoccupa i giovani e non li informa
Evidenziata una diminuzione di interesse verso la ricerca.

«Gli specialisti non devono comunicare certezze senza sollevare le relative domande. Gli scienziati si devono sentire responsabili di tale funzione comunicativa, poiché i cittadini li ritengono poco impegnati nell’informare il pubblico». L’indagine ha toccato Ogm, elettrosmog e spazio.
Il 94,3% degli studenti sa cos’è un Ogm e l’86,7% sa che possono essere modificati piante, batteri, virus e funghi. Il 92,5% sa che il termine elettrosmog si riferisce all’inquinamento da campi elettromagnetici e il 95,6% che il fenomeno riguarda antenne, ripetitori, elettrodotti, ma la parola «smog» inganna il 10,3% degli intervistati, convinti che esso si riferisca al traffico urbano. Sull’esplorazione spaziale la teoria del big bang è ben conosciuta (il 95,1%), ma il 25,3% non sa rispondere sul moto dei satelliti e il 12,7% non conosce la galassia che ospita il nostro pianeta.

«Percezione e consapevolezza della scienza», progetto realizzato nell’ambito del ciclo «Ethics and Polemics» dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, in collaborazione con British Council e Fondazione Rosselli, ha avviato tre iniziative sugli organismi geneticamente modificati, sulle onde elettromagnetiche e sull’esplorazione dello spazio, svolte rispettivamente a Bologna, Roma e Napoli.
«All’inizio e al termine delle inchieste sono stati distribuiti più di duemila questionari a 25 istituti secondari di tipo tecnico, scientifico, classico, professionale, magistrale», spiega Adriana Valente dell’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali (Irpps) del Cnr, responsabile del progetto. Dalle indagini emerge che la minore percentuale di risposte errate è del liceo scientifico e che nel complesso le risposte corrette sono comunque alte.

L’iniziativa ha l’obiettivo di avvicinare i giovani alla scienza promuovendo incontri con esperti su temi di interesse generale. Così come è avvenuto sull’emergenza clima oggi a Roma con Franco Miglietta dell’Istituto di Biometeorologia (Ibimet) del Cnr di Firenze, Chris Reid, responsabile per la sostenibilità del distretto londinese di Sutton (il primo quartiere del mondo a massimo rispetto ambientale), e Claudio Baffoni, direttore del Progetto Roma per Kyoto. E a Milano, con Bernardo Gozzini dell‘Ibimet-Cnr e Paolo Crosignani dell’Istituto Nazionale sui Tumori.
Sui rischi connessi alla ricerca, l’85,5% dei giovani ritiene le biotecnologie poco o non accettabili anche nel caso in cui consentano all’economia di essere più competitiva, ma il 28,9% si dichiara disposto a correre dei rischi qualora esse contribuiscano a risolvere il problema della fame nel mondo. «Per i giovani è comunque fondamentale una corretta informazione – nota Adriana Valente – l’88,5%, infatti, chiede l’etichettatura dei cibi contenenti Ogm e per il 60,2% va resa nota l’ubicazione delle coltivazioni sperimentali». Pareri analoghi per le onde elettromagnetiche: l’84,1% dei ragazzi vuol costruire i nuovi elettrodotti lontano dalle scuole per evitare l’aumento della leucemia infantile e il 73,6% ritiene sia meglio demolire anche le linee troppo vicine. Il 68% giustifica misure restrittive perfino per evitare un solo caso di leucemia. Sulla ricerca spaziale, l’81,7% risponde che va finanziata per generare nuove conoscenze sull’origine e il futuro della Terra, il 63,75 per cercare forme di vita aliene e solo il 48,6% e il 22,7%, rispettivamente, per le ricadute in campo civile e militare.
L’inchiesta rileva, in generale, che il 18% dei giovani è molto interessato ai temi scientifici, il 55% lo è poco e il 25% non lo è affatto. Questi dati sono in linea con quelli dell’Eurobarometro Europeans S&T e quindi certificano una sostanziale ignoranza dei giovani sulle tematiche scientifiche. La corsa del Bel Paese verso l’abisso culturale ( e non solo….) è iniziata da tempo. La permanenza di alcuni ricercatori italiani come protagonisti nella ricerca ( fisica, neuro medicina, ambiente, genetica applicata ) rimane merito dei singoli evidenziando sempre più la cronica incapacità della politica nel rispondere alle necessità del Paese e dei giovani ricercatori in particolare.

 

La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero quelli che fanno “……o almeno ci provano

 

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di Pham Diane

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a cura di:

Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

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