L E O N A R D O: Scienza e Tecnologia nella Conservazione dei Beni Culturali

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Evento del 29 gennaio 2011, conferenza sul tema Leonardo: scienza e Tecnologia nella Conservazione dei Beni Culturali alle Scuderie della Villa Borromeo d’Adda.

Il dott. Antonio Mansueto, Presidente dell’Associazione Villa d’Arcore unitamente ai  Prof  Duilio Tanchis  Coordinatore della Scuola di Restauro “Camillo Boito” ed alla Prof Paola Salvi docente di Storia dell’Arte,entrambi in rappresentanza dell’Accademia di Belle Arti di Brera hanno dato il benvenuto a questo incontro inedito con Leonardo sottolineando come la Scuola di Restauro sia sorta nel 1997 per affrontare i problemi che riguardano in particolar modo il recupero delle opere d’Arte Contemporanea, successivamente è stato istituito il modulo così detto 3 +2, tre anni di  apprendimento generalistico  ed un biennio mirato al restauro dell’Arte Contemporanea.

Nel 2008 la Scuola è stata intitolata a Camillo Boito, figura storica e di grande rilievo  che negli anni in cui insegnò Restauro all’Accademia di Brera dal 1860 al 1908 propose degli interventi di recupero anche una visione innovativa. Dall’anno Accademico 2010/11 è stato istituito il percorso quinquennale a ciclo unico riguardante tre percorsi formativi personalizzati per adeguarsi al nuovo D.M. del maggio del 2009.

Possiamo dire con assoluta certezza che la giornata di ieri organizzata dall’Accademia di Belle Arti di Brera e dal suo Direttore il Prof Gastone Mariani non è stata uno dei soliti eventi culturali  ma, l’Evento e questo grazie al grandissimo interesse ed alle forti emozioni che gli interventi, in particolare quello dell’Ing Maurizio Seracini dell’Università di San Diego in California hanno suscitato a tutto il numeroso pubblico intervenuto.

La locandina degli inviti recitava cosi: “I disegni inediti di Leonardo nella Tavola della Adorazione dei Magi” e come nel Bolero di  Ravel i vari professori e personalità pubbliche  intervenute all’incontro (assente dobbiamo dirlo con rammarico qualsiasi rappresentante di  governo)  hanno magistralmente creato un crescente pathos artistico e per il pubblico non è stata solo semplice curiosità, ma il voler capire cosa ancora una volta il nostro Paese sia riuscito a realizzare per primo nel meraviglioso ed affascinante mondo del restauro, un mondo che non solo in termini di immagine, ma anche con la creazione di innumerevoli posti di lavoro potrebbe  contribuire e non poco alla molto delicata situazione economica del nostro Paese.

La manifestazione è stata ospitata all’interno di quelle che una volta erano le scuderie, ora splendidamente restaurate, della Villa D’Adda Borromeo nel Comune di Arcore, in quella Brianza famosa per la lavorazione del legno e  ricchissima di questo tipo di patrimonio artistico che giustamente si vuole e si deve  restaurare, rivalutare e rilanciare approfittando anche di tutte le iniziative collaterali legate all’Expò del 2015 come ha tenuto a sottolineare l’Assessore provinciale MB Enrico Elli nell’introduzione al suo intervento.

Fondamentale è che, ha proseguito l’Assessore ,visto che il nostro Paese sta attraversando anche una profonda crisi culturale;sia il territorio a cercare di valorizzare le proprie eccellenze ed ha citato il suo rapporto pluriennale di collaborazione con l’ENEA che progetta ed elabora nuove tecnologie applicate proprio alla conservazione dei beni culturali ed ha portato come esempio i lavori che si stanno portando avanti da tempo a Monza all’interno della Cappella della Regina Teodolinda, le più sofisticate apparecchiature si riescono infatti a vedere non solo le originarie tecniche di costruzione ma,anche i successivi interventi sia strutturali sia di restauro.

Ha preso poi la parola il Prof Vittorio Perrella Assessore alla Cultura e Sport del Comune di Arcore ricordando Leonardo non solo come sommo artista ma anche come uomo di Scienza e Filosofo perché ai suoi tempi, bisogna ricordarlo, era normalissima, per così dire,  la “coabitazione” con diverse scienze ed alcuni dei suoi pensieri e scritti rinvenuti sono una chiara denuncia degli autocrati del suo tempo che, con la loro “rigidità”, soffocavano il pensiero e con questo Leonardo da Vinci, come sappiamo, ha posto per primo le fortissime basi di quella che poi sarà la Rivoluzione Scientifica del Seicento.

 

I “milanesi” ha proseguito il Prof  Perrella si meravigliano della concentrazione di bellezze artistiche che si trovano fuori dalla metropoli e portare quindi il pubblico grazie anche all’interesse che l’Accademia di Brera suscita e rappresenta, dando un fortissimo contributo al tessuto sociale, e quindi promuovere l’arte con e per il tramite dell’arte medesima.

Tecnologia, arte, restauro devono andare insieme e se non investiamo in Cultura conseguentemente non investiamo in conoscenza, ed il nostro Paese, che proprio della Cultura ne ha rappresentato la culla, arretra e si impoverisce inesorabilmente. Dobbiamo approfittare quindi dell’opportunità che le nuove tecnologie, che solo noi italiani siamo riusciti ad elaborare, ci offrono per essere applicate alla salvaguardia dell’Arte e conseguentemente alla nostra.

 

E’ stata poi la volta dell’intervento magistrale dell’Ing Maurizio Seracini ,direttore del centro Interdisciplinare di Scienze per l’Arte, Architettura ed Archeologia (CISA3) presso L’Università di San Diego in California per le telecomunicazioni e tecnologie informatiche (Calit 2).

E’ doveroso ricordare il profilo professionale dell’Ing Seracini che è stato un pioniere nell’uso di immagini multispettrali e di altri strumenti diagnostici, nonché di tecnologie di analisi applicata alle opere d’arte e di strutture.

Ha svolto indagini su più di 2300 opere d’arte ed edifici storici e si è laureato in bioingegneria all’UCSD nel 1973.  Rientrato in Italia, consegue la Laurea in Ingegneria Elettronica presso l’Università di Padova.

 

Dal 1973 al 1997 partecipa al progetto LEONARDO per individuare L’affresco perduto della Battaglia di Anghiari , l’Icona del RINASCIMENTO  Italiano (Progetto sponsorizzato dalla Armand Hammer Foundation, Kress Foundation e la Smithsonian Institution) – ( Nella foto uno studio di Leonardo del capolavoro che andrà a realizzare ) –

Dal 1977 ha istituito la Seracini Editech, una società fiorentina che fu la prima a fornire servizi diagnostici per l’arte, e nel 1979 a Firenze ha co-fondato il Centro Interdisciplinare per la diagnostica ad ultrasuoni in Medicina.

Dal 1980, l’Ing Seracini ha tenuto conferenze presso Istituzioni in Italia ed all’estero, tra cui Argentina e Stati Uniti. E’ stato docente presso l’Università di Firenze nella Sua scuola di Ingegneria, Facoltà di Architettura e Scienze Matematiche. Ha insegnato presso l’Università Internazionale dell’Arte di Firenze, l’Università Ca’ Foscari (Venezia) e l’Università della Calabria (Cosenza), dove riveste il ruolo di professore aggiunto di ricerca presso la Scuola di Ingegneria e al Scuola di Arti e Scienze Umanistiche.

 

L’Ing Seracini ha quindi iniziato il suo intervento ricordando come Leonardo, partendo dai testi di anatomia che ai suoi tempi erano praticamente quasi privi di disegni anatomici, elaborò con i suoi studi   un concetto rivoluzionario per interpretare e raffigurare  l’anatomia  ponendo le basi quindi della moderna medicina. Il Leonardo filosofo ha sempre rispettato tutti i suoi contemporanei ma, partendo proprio dalla forma mentis dell’artista, si eleva portandosi ad una conoscenza del sapere che ha fatto fare una passo avanti alla Scienza e che ne ha condizionato le scelte future.

Il continuo confronto, le  meditazioni e le sue osservazioni li ritroviamo in tantissimi suoi scritti che partono dall’occhio, il primo organo che  lui studia proprio perché l’occhio percepisce la realtà, e la trasferisce alla mente, quell’occhio, quindi, che deve indispensabilmente avere il restauratore nella sua altissima professione. Questo suo atteggiamento di sperimentatore ne delinea quindi anche un profilo filosofico,

 ed è un atteggiamento assolutamente unico e rivoluzionario, siamo agli inizi del 1500, e le sue idee ed i suoi disegni affrontano le cose in anticipo su tutto, mentre la sua tecnica ed i suoi dipinti pongono problemi di restauro non indifferenti.

 

Per realizzare la Battaglia di Anghiari, l’ICONA DEL RINASCIMENTO, sappiamo che Leonardo deve avere usato dei bracieri per fissarne con il calore da essi sviluppato i colori alla parete, ma sappiamo anche che la disomogenea distribuzione del calore ne avrebbe anche provocato la colatura della pittura delle parti alte dell’affresco e, quindi, la diagnostica diventa basilare per la conoscenza precognitiva dell’opera d’arte… restauro vuole dire conoscenza oggettiva.

Bisogna sapere come è stata fatta l’opera ma anche avere una conoscenza che offra dei dati oggettivi per vederne lo stato di conservazione e la patologia che l’opera ha; tornando, infatti, alla Battaglia di Anghiari, occorre indagare proprio sulle tecniche di realizzazione perché il calore non avrebbe mai provocato colatura ma, eventualmente, essiccatura e/o crepatura dei colori, mentre sappiamo che si parla di colatura escludendo che possa trattarsi della cera e, proprio perché questo materiale usato per isolare l’umidità del muro era applicato dietro l’affresco. si potrebbe ipotizzare l’uso di particolari colori contenenti olio che avrebbero reagito al calore liquefacendosi.

Attualmente nel restauro questa prassi di ispezione scientifica  non c’è e non c’è nemmeno la legge che abbia previsto pertanto la figura del Conservatore Scienziato nonostante in Italia ci siano ben 18 diversi distinti corsi di Laurea. Non esiste il riconoscimento di questa disciplina e, ad oggi, ha aggiunto con profonda amarezza l’Ing Seracini, non esiste nemmeno una idea di sviluppo di tecnologie avanzate: dovremmo essere il Paese all’avanguardia, si sente parlare di restauro, ma le discipline sono assurdamente separate quando invece, proprio ai tempi di Leonardo, Arte e Scienza viaggiavano sempre, ed a ragione, insieme.

L’auspico che l’Ing Seracini ha rivolto alla Scuola di Restauro di Brera è che in base a questo nuovo percorso di 5 anni gli studenti possano sapere il primo stato dell’opera, non solo la conoscenza, ma l’evoluzione e gli interventi, passando in pratica dai Beni Culturali alla Medicina.

Poi una amara denuncia che fotografa la nostra realtà “ I Beni Culturali non hanno professionalità “, c’è cronica mancanza di competenze specifiche dovuta anche al fatto che non c’è coordinamento tra le varie discipline scientifiche, quando invece lo Storico, il Restauratore e chi fa la Diagnosi dovrebbero essere un tutt’uno portando ad esempio l’ottimo lavoro svolto con i Musei Vaticani e con il loro responsabile Prof Paolucci.

Parlare di Leonardo riporta al concetto di come Arte e Scienza si debbano integrare in un’unica e vera opera d’Arte, perché non ci può essere Scienza senza Conoscenza e la scuola di Restauro C. Boito dell’Accademia di Belle Arti di Brera in collaborazione con l’Università di San Diego in California prenderà questo indirizzo (Arte, Architettura, Archeologia).

Ad oggi abbiamo potuto esaminare solo il 30% delle opere di Leonardo e, proprio perché ogni opera è unica, c’è ancora un Mondo da scoprire così come il Sommo Artista creava i suoi capolavori patrimonio dell’intera umanità.

L’Ing Seracini vero Maestro della Bottega Rinascimentale dell’Arte, al termine del suo memorabile intervento durante il quale si sono intervallate le proiezioni dei disegni Leonardeschi, nascosti in opere mirabili come La Gioconda o l’Adorazione dei Magi, che ci hanno profondamente emozionato, splendidamente belle e riportate alla luce dopo oltre 500 anni di buio, ha concluso il suo intervento con l’auspicio di riuscire a trovare in Italia (per la prima volta e non all’estero) quei 2/M di dollari che gli potrebbero consentire di arrivare a  completare le ricerche di ben 35 anni e scoprire proprio la Battaglia di Anghieri.

Sarebbe la scoperta più grande del secolo e qui il nostro Paese potrebbe riappropriarsi a diritto della sua cultura: è mortificante, dice l’Ing Seracini, quando all’estero per un progetto mondiale come questo gli chiedono cosa abbia fatto il nostro Governo… perché la risposta ancora una volta è nulla, assolutamente il nulla, nemmeno un euro e solo e, sottolineo solo, contributi dall’estero.

 

Ringrazio pubblicamente l’Ing Seracini ( nella foto, il primo a sinistra, in compagnia di Stefano Micheli, l’autore del post ), l’Accademia di Belle Arti di  Brera, le autorità pubbliche ed i professori che hanno reso possibile l’Evento,  ed in particolare la direttrice Anna Virno dell’Accademia di Brera che mi ha dato la possibilità di partecipare. Ho dato la mia parola all’Ing Seracini di veicolare la sua istanza all’interno dell’Istituto al quale mi onoro di appartenere e che sostiene da anni progetti culturali e di spessore mondiale, nella speranza di poter risolvere od almeno contribuire in misura determinare al completamento ed al successo della sua ricerca che è Patrimonio dell’intera Umanità e perché il suo successo sarà anche il nostro successo.

 

 Stefano Micheli

 

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Una Risposta to “L E O N A R D O: Scienza e Tecnologia nella Conservazione dei Beni Culturali”

  1. Jewellery Says:

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