Annozero 10 marzo… finalmente

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Ieri sera, finalmente, il sottoscritto, ultimo romantico che prova a seguire i programmi televisivi politici sperando di intravvederci una conduzione non sfacciatamente schierata, ha potuto gustarsi una puntata di Annozero veramente all’altezza della sua fama, con un contradditorio pacato, benché l’eterogeneità dei partecipanti, dal ministro Giulio Tremonti, al fondatore de La Repubblica Eugenio Scalfari, al direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli e all’ex Presidente della Camera Fausto Bertinotti. Michele Santoro ha svolto il proprio lavoro con l’abilità e competenza riconosciutagli ma, soprattutto, sottolineo finalmente, è stata una puntata dove al centro del dibattito il tema non è stato il solito attacco a Berlusconi e alle sue note vicende giudiziarie, a parte il monotono monologo a senso unico di Marco Travaglio ( uno lo ascolti interessato, due un po’ meno, tre ci può stare… ma sempre!?… ), il quale, come ironicamente ha sottolineato Tremonti, quando il soggetto preferito dei suoi editoriali andrà in pensione, forse sarà costretto a seguirlo pure lui per esaurimento di tematiche. Dicevo, è stata una puntata dove serenamente si sono affrontati problemi essenziali quali i motivi e le conseguenze dell’ultima crisi finanziaria causata da speculazioni internazionali aberranti che, in qualche modo, sono anche la causa di tutto ciò che sta avvenendo nel mondo e, soprattutto, sulle coste africane dirimpettaie. La povertà conseguente, se a noi ha ridotto i consumi, ai popoli già poveri ha causato la fame… e non c’è nulla come la fame in grado di smuovere le masse ed a spingerle ad affrontare a petto nudo i carri armati. Purtroppo le speculazioni sono nuovamente in atto e lo si può meglio intendere dal vergognoso aumento del prezzo dei carburanti con conseguente rincaro soprattutto dei prodotti di genere alimentare. Qui i governi, in qualche modo, devono studiare una soluzione riparatrice e calmierante, se no la catastrofe sarà inevitabile.

Per fortuna, noi italiani, se non sopraffatti ed annebbiati dallo stalking continuato delle dispute di potere politico alimentate quotidianamente da una risonanza mediatica ossessiva, siamo un popolo dalle mille risorse. E se il mondo industriale è in crisi per le note concause, i nostri nonni possono indicarci le vie naturali dove poter attingere risorse e credibilità, come nell’artigianato, nell’agricoltura e nel turismo, doni naturali della nostra italica penisola che, se il governo si sforzerà di agevolarne il restyling con delle norme che ne facilitino il ripristino, saranno in grado di offrire dignitosa sopravvivenza  a noi ed alle genti  che sfidano le intemperie del mare nella speranza di guadagnarsi un tozzo di pane.

Famiglie d’Italia

Umberto Napolitano

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