Quantum Dot, triplicano l’efficienza del solare( Econota 53 )

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Molecole organiche per triplicare l’efficienza del solare Quantum Dot

 

Alla Stanford si investigano le nanostrutture per ottenere un miglioramento nelle prestazioni della tecnologia fotovoltaica

(Rinnovabili.it) – Se solo fossimo in grado di sfruttare il sole in maniera economica ed efficiente i suoi raggi ci fornirebbero più energia di quella di cui necessitiamo. Per rendere possibile tutto ciò la ricerca non conosce tregua, come dimostra il lavoro condotto alla Standford University. Nei laboratori di ingegneria chimica dell’ateneo un gruppo di scienziati ha scoperto che l’aggiunta di un singolo strato di molecole organiche a una cella solare in semiconduttori nanocristallini è in grado di triplicarne l’efficienza. I loro risultati, pubblicati questo mese sulla rivista ACS Nano, sono stati presentati ufficialmente al meeting annuale dell’Associazione Americana per l’Avanzamento della Scienza di Washington, DC. Le celle in questione utilizzano minuscole particelle di semiconduttori, chiamati “quantum dot” (“punti quantici”), elemento non nuovo al settore della ricerca fotovoltaica. Si tratta di dispositivi più economici da produrre rispetto a quelli tradizionali, in quanto possono essere realizzati con semplici reazioni chimiche, ma che ancora oggi non hanno mostrato grandi efficienze di conversione. Di contro presentano il grande vantaggio di non essere limitati da un livello fisso di energia da assorbire, come accade ad esempio alle celle in silicio.

I livelli energetici degli elettroni nei semiconduttori nanocristallini dipendono dalla loro dimensione – più piccolo è il quantum dot, maggiore è l’energia necessaria per eccitare gli elettroni al livello successivo. In altre parole possono essere adattati ad assorbire un certa lunghezza d’onda della luce semplicemente cambiandone la taglia ed essere impiegati, quindi, per costruire celle solari più complesse.
L’aumento d’efficienza raggiunto dal professor Stacey Bent e dal suo team è stato reso possibile tramite il rivestimento di un semiconduttore in biossido di titanio nella loro cella “quantica” con un sottilissimo strato singolo di molecole organiche auto assemblate. I ricercatori hanno scoperto che per triplicare l’efficienza non era tanto il tipo di molecola ad essere importante, quanto l’ottenere un singolo strato organico spesso meno di un nanometro, con molecole “corte”. La loro funzione sarebbe quella di tenere separati l’elettrone e il buco corrispondente una volta creatisi. Il gruppo deve ancora ottimizzare le celle solari che attualmente ha raggiunto un grado di efficienza dello 0,4 per cento.

fonte: Rinnovabili.it

La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero quelli che fanno “……o almeno ci provano

  

Mobili  ” carnivori ” che si nutrono di insetti e parassiti per produrre energia

  

Due designer britannici James Auger e Jimmy Loizeau hanno ideato una serie di arredi inquietanti che sono sicuri di dividerà il pubblico quando si tratta di definire se sono  “green design”. Questi meccanismi ( formati principalmente da celle a combustibile microbiche )  generano energia da i parassiti catturati  ovvero topi e insetti. Gli amanti degli animali tra di voi potrebbero non gradire l’idea ma è un’idea unica e geniale ( pensate se il vostro appartamento dispone di una infestazione da vermi…..)

 

I due designer hanno prima creato un orologio da parete alimentato da una pila a combustibile microbico che è alimentata da insetti morti che osano avvicinarsi al marchingegno vicino. L’ orologio mangia-insetti viene fornito con una coperta di nastro bianco miele che attira gli insetti e funziona come la carta moschicida. Una volta che l’insetto è bloccato allora è raschiato fuori da una lama  cadendo in una pila a combustibile microbico. Tale dispositivo sarà quindi in grado di trasformare la materia organica in energia elettrica. A quanto pare, ci vogliono otto mosche morte per fornire abbastanza energia per permettere all’orologio di andare avanti per 12 giorni.

Auger e Loizeau sono consapevoli che le persone saranno inorridite davanti alla loro creazioni ; tuttavia giustificano le loro creazioni come una “versione tecnologica delle diavolerie presentate in televisione come caccia selvaggia”.

Una mosca che ronza intorno alla finestra”, dice Auger “, diventa improvvisamente un attore in un gioco di vita dal vivo come vuole la metà degli spettatore ( l’altra metà è per la sua fuga dal triste destino ). Alcune persone sono spaventate ma altre sono affascinate. Noi giochiamo su qualcosa che è potente nella natura umana, l’idea della vita e della morte “.

 

 

a cura di:

Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

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