V domenica di Quaresima… Lazzaro, alzati e cammina!

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La quinta domenica di Quaresima, che precede la domenica delle Palme e quindi quella della Santa Pasqua è importante perché evidenzia un concetto inconfutabile: la vittoria della vita sulla morte che, con parole dottrinali, si può riassumere così:

” La vittoria della vita sulla morte è al centro della nostra attenzione in questa ultima domenica di quaresima. È una vittoria che si realizzerà solo nel mistero pasquale di Cristo (passione, morte e resurrezione), ma in questa liturgia si prefigura già nella visione del profeta Ezechiele (i morti che tornano alla vita, prima lettura) e, soprattutto, nella resurrezione di Lazzaro (vangelo), l’amico di Gesù. Il tema di fondo è di grande interesse: la morte è ed è sempre stata un enigma insolvibile per il genere umano. Possiamo dire che dopo i vangeli quaresimali della samaritana e del cieco dalla nascita, questo ultimo brano su Lazzaro promuove la speranza dell’uomo peccatore ad un’altezza inimmaginabile. Benché l’uomo sia morto a causa dei suoi peccati e delle sue colpe, è assai più grande il potere del Signore che lo salverà. “

Ho voluto dare spazio a quanto sopra riportato per cercare di offrire una visione più terrena e più vicina alla realtà dei nostri giorni, giorni tribolati e sofferenti per la crisi finanziaria, mancanza di lavoro, Parlamenti che litigano invece di legiferare, rumori di guerra incombenti nel mondo, grandi esodi di massa, catastrofi ampliate nella loro drammaticità da un’informazione sempre più presente ed analitica… insomma, una serie di fatti tragici che rischiano di portarci ad una lenta morte interiore, una morte peggiore di quella fisica perché parallela ad una vita spenta e priva di speranze. Una morte apparente peggiore di quella reale perché intorno a noi la vita continua a muoversi con le sue esigenze irrinunciabili quali la sopravvivenza e la continuazione della specie attraverso i nostri figli, il tutto in un limite di decenza sempre più fievole e difficilmente sopportabile… Ed allora perché trovo importante soffermarsi su questa V domenica di quaresima?… Perché con essa e con la rappresentazione della risurrezione di Lazzaro si ” promuove la speranza dell’uomo peccatore ( siamo tutti peccatori, specialmente quando ci lasciamo andare e ci adagiamo nell’attesa che qualcuno ci risolva i problemi ) ad un’altezza inimmaginabile. Benché l’uomo sia morto a causa dei suoi peccati e delle sue colpe, è assai più grande il potere del Signore ( Signore che è la massima rappresentazione dell’amore e della fiducia nell’uomo e della sua enorme forza di reazione e creatività ) che alla fine lo salverà. “

Noi siamo come tanti Lazzaro distesi su un sepolcro che sembra non poterci più offrire un futuro tangibile su questa terra… ma NON PERMETTIAMO PIU’ AI NOSTRI CARI DI PIANGERCI E DI PIANGERSI ADDOSSO… alziamoci ritrovando in noi la forza dell’amore e della speranza nella certezza della nostra forza e volontà nel reagire. Usciamo dall’imborghesimento che ci ha resi tutti degli anonimi pretendenti di diritti privi di iniziative e di risorse proprie. Se i lavori moderni ” per grazia ricevuta ” ci hanno traditi esistono ancora quelli antichi ” per sudore ed iniziativa personale “… Secondo voi, perché questo grande esodo di massa verso il nostro Paese e verso l’ Europa di tanti poveracci che sfidano la morte su barconi traballanti?… Perché sanno che da noi ci sono infinite possibilità di lavori ” umili ” e faticosi che ti permettono di sopravvivere con onestà, lavori che la maggior parte di noi ha rifiutato perché considera degradanti della propria dignità. Ma la dignità la si perde nell’attesa di un’offerta migliore che ormai non esiste più, se non per pochi, nel lamentarsi in continuazione e nel non reagire. E chi ve lo dice è uno che è stato un tempo un famoso cantante ed autore, ma che, quando ha deciso di dare una svolta alla propria vita e di cambiare mestiere per motivi ed ideali propri, non si è disdegnato per necessità di fare anche il cameriere, il vocalist in una birreria, il venditore di cartelle in una sala bingo… ed il tutto con orgoglio e con il sorriso sulle labbra, perché tutto questo mi avrebbe permesso di mantenermi e mantenere i miei cari onestamente e ripresentarmi arricchito il giorno che avrei voluto o potuto di nuovo calpestare un palcoscenico.

E lo stesso vale per tutti: se in questo momento non riusciamo più a sopravvivere a causa lavoro perso o che ci sarebbe dovuto per i sacrifici e gli studi sostenuti, ebbene non limitiamoci a lamentarci ed aspettare questo lavoro, ma andiamo in cerca di un qualsiasi altro lavoro, almeno per ora, anche quello più umile che, in ogni caso, è sempre meglio dell’immobilità dell’attesa o dei sotterfugi della disonestà.

Il messaggio di Famiglie d’Italia in questa V domenica di quaresima è uno solo:  LAZZARO, ALZATI E CAMMINA!

 
 

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

 

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