Dormire poco non fa bene alla salute ( Famiglie d’Italia news )

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Dormiamo tutti molto meno di quanto il nostro fisico richiederebbe, specialmente in questi ultimi tempi affannati come siamo dalle polemiche e problematiche politiche nazionali ed internazionali, nonché dalle non molto tranquillizzanti prospettive future. Tra le news cercate in rete, pescando proprio tra quelle che più sono relegate ad una visualità non adeguata alla loro importanza, (interessante il matrimonio regale in Inghilterra, bella favola benaugurante… ma forse ci potrebbe essere un po’ di spazio anche per qualcos’altro ), ne ho trovata una molto interessante per la nostra salute relativa ad una ricerca tendente a creare un identikit del rapporto tra gli italiani e il sonno. Post a firma di Elisa Accurso e proposto da ItaliaNews Notizie.

Gli italiani e il sonno: importante dormire bene ad ogni età 

Da un’inedita ricerca ISPO per TENA, emerge un chiaro identikit del rapporto tra gli italiani e il sonno. Giovani e adulti sono fermamente convinti che dormire bene sia il segreto per avere una buona qualità di vita. Tuttavia, solo la metà di loro dorme serenamente senza interruzioni. Tra i motivi che turbano le loro notti: ansia, stress e insonnia, mentre per gli anziani è l’incontinenza che mette a rischio sonni sereni.

PUBBLICITA’ Milano, 29 aprile 2011 – Per il nostro organismo, dormire – e dormire bene – è importante quanto nutrirsi o dissetarsi. Il sonno, infatti, è fondamentale per la salute in generale, per l’efficienza del sistema immunitario, per le corrette funzioni organiche e per il nostro benessere quotidiano. Al contrario, la mancanza di sonno, oltre ad interferire con i processi di crescita e ridurre le difese immunitarie, produce effetti negativi sulla concentrazione, sulla capacità di decisione e sull’efficienza. Ma cosa pensano del sonno, e soprattutto come dormono, gli Italiani? L’indagine ISPO ‘Italiani e il sonno. L’importanza di dormire bene ad ogni età’, realizzata per TENA e condotta su un campione di oltre 600 persone, rappresentative della popolazione adulta, rivela un quadro molto interessante che documenta, in maniera ampia e approfondita, qual è il rapporto con il sonno degli Italiani, oltre a rivelare anche gli aspetti più emozionali, sia positivi che negativi, del riposo notturno. «Il sonno – spiega il prof. Renato Mannheimer, Presidente ISPO e curatore della ricerca – è considerato di grande valore per gli italiani. Ha effetti fisici e psicologici. E aiuta ad accrescere fortemente la nostra qualità di vita. È un’esperienza piacevole, specie per i più giovani. Non a caso, la maggior parte della gente dorme il tempo giusto, 8 ore. E, contrariamente a quello che molti pensano, tra gli anziani è superiore la quota di chi dorme di più». Italiani, gufi o allodole? Se su una cosa non c’è dubbio, ovvero che un buon riposo notturno è il vero elisir di salute per poter affrontare con energia e vitalità ogni giornata, tuttavia non sempre gli Italiani dichiarano di riuscire a dormire come si dovrebbe, consapevoli però di come la cattiva qualità del sonno influenzi negativamente umore, salute e il benessere psicofisico. Tanto che l’80% della popolazione non ritiene che il tempo speso a dormire sia anche un po’una perdita di tempo e che dormire un numero sufficiente di ore per notte è indispensabile per condurre una vita sana. Addirittura 9 Italiani su 10, poi, ritengono che dormire bene la notte può considerarsi un grande privilegio e che chi ci riesce può ritenersi davvero fortunato. «E’ fondamentale questo riconoscimento dell’importanza del sonno – dichiara il prof. Luigi Ferini Strambi, neurologo, responsabile Centro per i Disturbi del Sonno, Istituto Scientifico Ospedale San Raffaele di Milano e responsabile europeo Ass. Mondiale di Medicina del Sonno –. Uno dei nostri obiettivi, infatti, è proprio quello di ridurre la schiera dei ‘privati di sonno’, cioè di quei soggetti che per propria volontà e necessità devono ridurre il proprio tempo di sonno». Gli effetti del sonno sulla qualità della vita Quasi la totalità della popolazione (98%) riconosce che il sonno sia assolutamente necessario per recuperare le forze e le energie, anche se il momento di andare a dormire viene vissuto con una certa ansia da 1 italiano su 5. Non stupisce che questo disagio cresca con l’età degli intervistati, come dichiara il 26% della popolazione anziana (over 65 anni). Abitudini lavorative e consuetudini influiscono sulla qualità del sonno per il 65% degli intervistati. E addirittura il 76% dei lavoratori confessano di dormire molto meglio nel week-end o durante le vacanze! Il non dormire a sufficienza inoltre, o il dormire male, incide notevolmente sull’umore per il 73% degli italiani: «diverse ricerche hanno chiarito lo stretto rapporto tra sonno e umore – precisa il prof. Ferini Strambi – l’insonnia, infatti, non solo è spesso la prima spia di una depressione, ma anche un fattore che facilita la depressione ed eventuali ricadute». Dimmi quanto dormi e ti dirò chi sei. Dall’indagine emergono, poi, alcune curiosità legate anche agli orari in cui gli italiani si alzano e vanno a dormire. Se, ad esempio, viene confermata l’abitudine degli operai ad alzarsi prima delle 6.00, si scopre invece che sono le casalinghe e i 55-64enni ad alzarsi più tardi, ovvero tra le 7.00 e le 8.00. Chi lavora, specie tra i 35 e 54 anni, si alza mediamente intorno alle 7.00, mentre gli ultra65enni sono tra i più mattinieri. Parlando, invece, dell’orario in cui abitualmente si va a dormire, scopriamo che sono soprattutto gli uomini (15%), imprenditori, liberi professionisti e lavoratori autonomi (29%) ad andare a letto più tardi, ovvero ben dopo la mezzanotte. Al contrario degli ultra65enni (22%) e dei pensionati (19%) che, invece, si coricano abitualmente entro le 21.30 e che passano più tempo a letto (anche 10 ore ed oltre). Non siamo, comunque, un popolo di nottambuli: la fascia più consistente degli intervistati (36%) infatti dichiara di andare a dormire tra le 23 e le 23.30. In media, nel nostro paese sono circa 8 le ore dedicate al sonno ogni notte, anche se più di un italiano su 4 (28% del campione) si ritiene invece a debito di ore di sonno. Soprattutto nella fascia 45-54 anni. L’importanza della qualità del sonno A fronte delle circa 8 ore di sonno dichiarate, stupisce però il fatto che un italiano su 2 non riesca a dormire continuativamente per tutto il periodo. Tra questi sono gli ultra65enni ad avere un sonno meno regolare e questo anche per possibili problematiche urologiche. «Le patologie urologiche – spiega il dott. Alberto Trinchieri, urologo presso l’Ospedale di Lecco – sono certamente una delle maggiori cause dei disturbi del sonno. Possiamo riconoscere disturbi irritativi legati ad infezioni o infiammazioni croniche delle vie urinarie che possono causare uno stimolo alla minzione frequente e poco controllabile o disturbi ostruttivi dovuti a patologie che ostacolano il completo svuotamento della vescica e rendono meno efficace e di volume ridotto la minzione che deve essere così ripetuta più volte per smaltire il normale carico urinario. Non deve però essere sottovalutato il fenomeno della poliuria notturna, spesso misconosciuto, che comporta l’emissione di una eccessiva quantità di urina durante la notte. La poliuria notturna ha diverse cause ma la più frequente, e tipica degli anziani, è una moderata insufficienza cardiaca che comporta accumulo di liquidi negli arti inferiori durante il giorno che vengono poi “scaricati” di notte in posizione sdraiata quando il cuore è meno affaticato». Ansie, timori e preoccupazioni che tolgono il sonno… La difficoltà a dormire è sintomo di un disagio psichico (preoccupazioni, stress e ansia) o fisico (perdite urinarie, problemi cardiovascolari), per questo motivo molti ritardano il momento di andare a letto per la paura di non riuscire a dormire o di alzarsi più volte durante la notte. Insonnia, preoccupazioni di lavoro o di salute, pensieri riguardanti la propria famiglia sono tra le maggiori ansie del non riuscire a dormire insieme all’essere costretti ad alzarsi di notte. Chi si alza dal letto la notte, lo fa principalmente per andare in bagno (68%), per andare a bere (22%) o a causa di perdite urinarie (9%). Questo problema, addirittura, condiziona i sonni degli Italiani anche più dell’aver sentito rumori sospetti (6%) o dell’ansia di aver chiuso correttamente la porta di casa (2%). Sembra, dunque, che proprio l’incontinenza sia una grossa causa di stress, anche notturno, soprattutto per gli ultra65enni (1 anziano su 5 si alza nottetempo proprio per questo motivo) e per le signore (13%), anche a causa della scelta di un prodotto non specifico per sonni tranquilli. «Le levate notturne per urinare, oltre a causare disagio immediato, hanno poi conseguenze durante il giorno- conclude il dott. Trinchieri – quali alterazioni dell’umore, affaticabilità, ridotta capacità di concentrazione, ridotta motivazione, ridotte prestazioni lavorative fino alla depressione. Quando poi il fenomeno della nicturia si complica con la comparsa dell’incontinenza notturna il peggioramento della qualità di vita è ancora più marcato. Si instaura una condizione di grave stress emotivo per la perdita di autostima e si possono manifestare problemi relazionali all’interno della coppia e della famiglia».

Elisa Accurso (ItaliaNews Notizie )

introduzione di

Umberto Napolitano

 Famiglie  d’Italia

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