Vitoria-Gasteiz, ” Capitale verde europea 2012 ” ( Econota 57 )

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Le città fabbriche di inquinamento… ma non tutte. «Gli effetti negativi potrebbero essere minimizzati se nelle città attuassero una giusta politica ambientale» basata sulla sostenibilità. Un esempio virtuoso è la città basca Vitoria-Gasteiz

di Stefania Petraccone

Nell’ultimo rapporto rilasciato dall’UN-Habitat, un Programma delle Nazioni unite per gli Insediamenti umani, è stato costatato che la città è diventata la più grande fonte di inquinamento ambientale a livello mondiale, e che la quantità di emissioni di gas serra che si generano nelle città rappresentano circa il 70% delle emissioni totali di gas serra globali. E il segretario delle Nazioni unite Joan Clos ha messo in evidenza che questi effetti negativi che nascono dalle città e che influenzano drasticamente sui cambiamenti climatici potrebbero essere ridimensionati se solo le città attuassero una giusta politica ambientale basata su «un sistema efficiente di trasporto urbano e una pianificazione razionale, fornendo contemporaneamente opportunità di sviluppo economico e sociale ai cittadini».

E proprio in linea con quello che ha affermato il segretario dell’Onu, è stata designata come «Capitale verde europea 2012», dopo Stoccolma nel 2010 e Amburgo nel 2011, la città basca di Vitoria-Gasteiz. La città è stata premiata per i suoi ambiziosi piani relativi alla lotta ai cambiamenti climatici, la qualità dell’aria, la green belt (cintura di spazi verdi), la riduzione dei consumi pro capite di acqua e il miglioramento della qualità delle acque, una corretta gestione dei rifiuti, la politica di efficienza energetica, l’urbanistica sostenibile, i parchi e giardini, un sistema di trasporto pubblico tale da permettere alla gente di muoversi più agevolmente con i mezzi pubblici e con le biciclette. Ma il fattore fondamentale è stato rappresentato soprattutto dai 238.247 abitanti (al 2010) che vivono a Vitoria-Gasteiz, che con il loro impegno hanno partecipato attivamente per rendere la città quella che è oggi, una città ecosostenibile.

Il premio di «Capitale verde europea 2012», è stato istituito dalla Commissione europea nel 2008 per valorizzare le città che più delle altre applicano politiche di sostenibilità ambientale. Un premio aperto a tutte le città dell’Unione, dei Paesi candidati (Turchia, Ex Repubblica iugoslava di Macedonia e Croazia) e dei Paesi dello spazio economico europeo (Islanda, Norvegia e Liechtenstein), con più di 200mila abitanti. La «green capital» per il 2013 sarà invece Nantes.

Gli obiettivi che Vitoria-Gasteiz si è posta per il prossimo anno sono quelli incentrati sulla mobilità sostenibile, aumentando il trasporto pubblico del 10%; sul risparmio energetico degli impianti comunali, riducendoli del 5%; sull’eliminazione dell’uso dei sacchetti di plastica, sostituendoli con materiali riciclabili o biodegradabili; sul riutilizzo degli spazi urbani non utilizzati, creando giardini urbani; sulla riduzione del consumo di acqua del 5%.

Per quanto riguarda il programma di mobilità sostenibile, esso prevede lo sviluppo sempre più crescente dei mezzi pubblici dotati di dispositivi per disabili, con fermate frequenti e puntuali poste ad una distanza di circa 300 metri una dall’altra presupponendo con questo un limitato uso dell’auto.

Per scoraggiare ulteriormente i cittadini al’uso dell’auto sono state aumentate le tariffe dei parcheggi. Questo ha agevolato lo spostamento a piedi e in bicicletta, infatti il 25% dello spazio urbano è stato dedicato esclusivamente ai pedoni e sono stati creati 97 Km di piste ciclabili.

Per la gestione dei rifiuti esemplare invece è stata creata «un’isola verde itinerante» che gira per i diversi quartieri della città in giorni ben precisi per consentire ai cittadini di consegnare rifiuti di difficile smaltimento, come oli esausti, elettrodomestici rotti, ecc.), evidenziando anche in questo caso come l’impegno individuale dei vitoriani-gasteiztar è importantissimo per proseguire nel progetto comunitario. Per la lotta ai cambiamenti climatici la città di Vitoria- Gasteiz si è anche impegnata a ridurre le emissioni di CO2 di oltre il 20% entro il 2020, aderendo anche al Patto dei sindaci nel 2009, incentivando l’istallazione di pannelli fotovoltaici su molte abitazioni, ottimizzando la sostenibilità degli edifici già esistenti mirando al risparmio, all’efficienza e all’uso di energia da fonti rinnovabili (circa il 70% delle abitazioni utilizza pannelli solari).

Un altro punto cruciale è la gestione degli spazi urbani che hanno visto un’alta qualità delle nuove costruzioni che hanno subito una diminuzione per non rovinare l’adeguato rapporto tra spazi verdi e numero di abitanti.

Per sostenere questo progetto e porsi obiettivi sempre più elevati è necessario e indispensabile l’appoggio dei singoli cittadini, perché senza la loro piena consapevolezza la città non sarebbe riuscita in questi anni a raggiungere un tale livello di sostenibilità e diventare l’eco-città esemplare. Essi sono stati messi in prima fila nei progetti di sostenibilità, sono stati informati sull’importanza di fare quello che sarebbe stato fondamentale per effettuare un cambiamento per migliorare la qualità della vita come la raccolta differenziata, usare meno l’auto, non consumare troppa acqua, limitare il consumo energetico, ecc. Ma come ha dichiarato il sindaco Patxi Lazcoz questo «risultato» è il frutto di scelte politiche ambientali e di sostenibilità acute fatte più di trent’anni fa e che hanno portato la città di Vitoria-Gasteiz a diventare una «capitale verde».

Le scelte strategiche attuate dall’amministrazione della città basca dovrebbero esser prese come esempio da tutte le altre città europee e non. L’importanza di un’azione a livello «comunale» è necessaria per far sì che dei «piccoli» cambiamenti si trasformino in grandi cambiamenti che negli anni possono portare ad un beneficio di tutto il Pianeta.

Il Commissario europeo dell’Ambiente Janez Potočnik quando ha proclamato Vitoria-Gasteiz «European green capital» ha dichiarato che «è proprio nelle città che la maggior parte degli europei possono vedere all’opera la politica ambientale, ed è nelle città che le decisioni ambientali contano».

In Italia manca però la motivazione della classe dirigente e di conseguenza viene a mancare l’entusiasmo da parte dei cittadini che non trovano una giusta spinta alle azioni sostenibili se non vedono la classe dirigente decisa ad attuare certe scelte politiche. Invece tutta la classe politica italiana attuale non ha ancora imboccato la strada della sostenibilità. Approvare leggi a singhiozzo per simulare un avvicinamento ai Progetti di politica ambientale e di sostenibilità non serve, finché non si attuerà una vera realizzazione di un sistema integrato di soluzioni volte all’ecosostenibilità di tutte le attività cittadine. Quindi finché non verranno investiti concretamente ingenti risorse economiche verso il settore dello sviluppo sostenibile, nulla di quello che è accaduto nelle tre capitali europee green potrà mai accadere in Italia, anche se da un punto di vista tecnologico l’Italia ha grandi idee, che spesso restano tali oppure vengono realizzate all’estero! Milano se ci sei batti un colpo ! 

Fonte:

 

 

 

La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero quelli che fanno “……o almeno ci provano

 

Abici lancia il Velocino italiano

Il produttore italiano Abici ha appena lanciato il loro Velocino, un affascinante re-design di una bicicletta prima commissionata da Mussolini, che è di dimensioni ideali per portare in giro con voi. L’idea è nata da tre imprenditori della Lombardia i quali si sono stati ispirati da pezzi classici degli anni ’30, anni ’40 e ’50 che hanno trovato nei negozi di bici vecchie e in cantieri di demolizione fino a quando fortunatamente si sono imbattuti in una vera vecchia bicicletta Velocino.

 Quando hanno lanciato Abici, Cristiano, Stefano e Giuseppe si sono ispirati alla gloriosa storia delle biciclette italiane che mettono in risalto l’eccellenza del paese nella progettazione e produzione di queste macchine. Quando hanno trovato un vecchio Velocino ne hanno ricercato la storia, furono sorpresi di trovare che originariamente era stato commissionato da Benito Mussolini  il quale nei primi anni ’40 voleva offrire agli italiani un veicolo compatto, leggero e maneggevole che la gente potesse conservare a casa  o  prendere in qualsiasi altro modo. Anche se questo modello sembra una modello molto comodo per la città non è mai decollato ( ai vecchi tempi ). Il progetto è stato cancellato per tutto il tempo che l’Italia partecipò alla seconda guerra mondiale. Il inventore era così devastato dalla quantità di energia e di soldi spesi per il suo sviluppo che si tolse la vita.

Sull’onda di questa triste storia, Abici ha deciso di dare una seconda chance al Velocino con un omaggio al design del meccanico rilanciando una bicicletta che si basa sul modello classico. Dopo un anno di test e un paio di presentazioni in giro per fiere di design, la bici è ora pronto per essere venduto.

Le biciclette Velocino sono disponibili presso la Experimenta Online Store  e, stanamente, non in Italia !

a cura di:

Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

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