E’ una domenica di voto: facciamo un voto a Dio affiché ci perdoni e riporti un po’ di senno fra gli uomini

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Oggi si vota in molti comuni d’Italia, l’ennesimo voto di un’Italia in perenne campagna elettorale. Un’Italia sempre in cerca di conferme che evidenziano la mancanza di certezze e di credibilità in se stessi da parte degli uomini che dovrebbero governarla. Una frammentazione che ci porta tutti all’esaurimento e ad un allontanamento e disaffezione nei confronti di una politica sempre più aggressiva, confusa e… vuota. Oggi è anche una domenica di ” prime comunioni “, ovvero un passaggio fondamentale dalla fanciullezza ad un’età contrassegnata da maggiori responsabilità ed, anche attraverso la somministrazione del sacramento, i ragazzi formano la propria personalità e rafforzano il senso d’appartenenza alla comunità religiosa e civile. E’ un rito fondamentale che coinvolge la famiglia, i parenti e gli amici dei ragazzi che sono protagonisti sia nel corso della cerimonia sia della festa che completa il felice giorno.

La Prima Comunione è quindi come un voto, il primo voto nel quale i ragazzini fanno proprio il corpo e il sangue di Dio, prendendo parte attiva ad un rito tra i fondativi della religione cattolica. Un voto, spontaneo e non coatto, che si rinnoverà nel tempo, come un invito a pranzo, ogni volta che, crescendo, si sentirà il bisogno di un colloquio e di un legame spirituale con il nostro Creatore nel rinnovarne l’alleanza. 

Anche il voto politico, volendo trovare una relazione senza cadere nel blasfemo, dovrebbe rappresentare un appuntamento periodico fra cittadini e i politici demandati a creare opportunità di sopravvivenza quotidiana con regole e mezzi logici ed efficaci, per rinnovarne insieme l’alleanza in modo spontaneo, sereno e costruttivo. Ma ciò non avviene: il voto è diventato un appuntamento coatto, ossessivo e distruttivo. Una tempesta di parole ed ingiurie che ci disturbano e ci confondono… Oggi parteciperò come ospite alla prima comunione del figlio di un caro amico. Nel mio comune non si vota, ma un voto durante la sacra funzione mi sgorgherà spontaneo dal cuore: che Dio ci perdoni e riporti un po’ di senno fra gli uomini.

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia
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