Aids, la sua storia… i suoi perché

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Come promesso, attingendo dal web, sono in grado di fornirvi qualche notizia in più su quello che già sapete della malattia dell’AIDS. In questi giorni si è evidenziato il trentennale dai primi casi, come vi ho già accennato nel post precedente. Però, ho trovato un articolo interessante di qualche tempo fa , a firma Ennio Caretto e pubblicato da CORRIERE DELLA SERA.it,che svela una  ” novità ” interessante e che offro di seguito alla vostra attenzione, aggiungendo il link Aids ( di www.epicentro.iss.it ), che vi invito a cliccare per saperne ancora di più. Vorrei concludere questo breve preambolo con un mio ” perché ” di considerazione finale, evitando di eccedere in moralismo eccessivo e fuori luogo…  ” Noi, la natura e il nostro corpo, li abbiamo sfruttati in modo sfrenato in rapporto più che proporzionale allo sviluppo ed al progresso che ci sono esplosi intorno. Abbiamo ecceduto nei piaceri, impigrendoci dentro, nel contempo, ed indebolendoci nel fisico. Le malattie sono figlie e conseguenza dei tempi che si vivono, la prudenza in qualche modo le indebolisce, la cecità  le rinvigorisce: chi vuole intendere intenda! 

 

RIVELAZIONI NEGLI STATI UNITI Il primo caso di Aids risale al 1959

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE WASHINGTON – Gli scienziati americani hanno scoperto che il primo caso di Aids risale non, come si credeva, all’inizio degli anni Ottanta, ma al ’59. La malattia accompagnerebbe l’umanita’ da almeno quarant’anni e si sarebbe inizialmente sviluppata nell’ex Congo Belga, dove avrebbe colpito un cittadino bantu’ di Leopoldville, l’attuale Kinshasa. La notizia e’ stata data alla quinta conferenza sui “Retrovirus” a Chicago, e ha destato molta sensazione. Si riteneva infatti che l’Aids fosse stata introdotta in America da un assistente di volo canadese nell’81 – ’82. Non e’ escluso, inoltre, che la malattia sia apparsa ancora prima, negli anni Quaranta. “Ma le analisi di laboratorio sulle possibili precedenti vittime sono molto difficili” ha spiegato il dottor Toufu Zhu dell’universita’ di Washington. “Questo e’ il massimo a cui siamo riusciti a risalire”. Un altro scienziato, il dottor David Ho dell’universita’ Rockefeller di New York, ha aggiunto inoltre che il virus dell’HIV varia da continente a continente: in Europa e negli Stati Uniti, ad esempio, e’ di tipo B; in Africa di tipo D. “Era importante scoprire come il virus si evolve” ha sottolineato il medico; “percio’ siamo andati il piu’ possibile indietro nel tempo ottenendo questo sorprendente risultato”. Ma come si propago’ il virus in Africa dopo il ’59? “Attraverso i viaggi della gente e la prostituzione” ha risposto. “La malattia, tuttavia, fu scoperta solo quando arrivo’ da noi”. Attualmente, negli Usa, ci sono tra 450 mila e 650 mila malati, di cui ben 100 mila a New York. Tuttavia la conferenza di Chicago ha fornito una buona notizia: dal ’96 le morti per Aids sono in netto calo negli Usa. Quell’anno sono diminuite in tutta l’America del 21 % , e nel primo semestre del ’97 del 44 % . Il merito andrebbe al cosiddetto “cocktail” di farmaci, un composto di venti pillole al giorno. I risultati piu’ incoraggianti sono stati registrati a New York, dove le morti sono scese del 29 % nel ’96 e del 48 % nel primo semestre del ’97. Il dottor Ho ha pero’ messo in guardia: “Potrebbe trattarsi di un successo temporaneo: il virus potrebbe modificarsi e rendendo necessari altri farmaci”.

Caretto Ennio

P.s. Nella foto in alto a sinistra è rappresentato il post dedicato alla Giornata Mondiale Lotta all’Aids… credo sia superfluo sottolineare che ogni giorno debba essere considerato tale.

introduzione a cura di

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia
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