Roma: Conferenza mondiale della International Aids Society ( Famiglie d’Italia news )

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Si apre a Roma la Conferenza mondiale  della International Aids Society e durerà due giorni. La sfida del futuro passa per la prevenzione attraverso i farmaci antiretrovirali.  Purtroppo ancora il contagio non tende a calare ed i dati restano allarmanti. Questo blog ha sempre invitato a non  calare mai l’attenzione, ed anche quest’oggi vi proponiamo un interessante post edito da NewNotizie salute e firmato da Adriana Ruggeri.

AIDS: UNA NUOVA INFEZIONE OGNI 2 ORE IN ITALIA

In Italia un contagio ogni 2 ore. L’Aids non è affatto sotto controllo. Ogni 2 ore in Italia una persona viene contagiata dal virus Hiv, per un totale di 4.000 nuove infezioni l’anno. Nel mondo la diffusione è ancora più rapida: un’infezione ogni 6 secondi (circa 7.400 al giorno) e 200 decessi ogni ora. A 30 anni dal primo caso documentato di Aids e a 15 dall’arrivo delle terapie che hanno allungato la vita delle persone sieropositive la lotta contro l’Aids è tutt’altro che alle ultime battute, come emerge dai dati presentati alla Conferenza mondiale della International Aids Society (Ias), in corso fino a domani a Roma.

Farmaci antiretrovirali come prevenzione. La sfida del futuro passa per la prevenzione attraverso i farmaci antiretrovirali, usati finora per la cura, ma da nuovi studi considerati decisivi come arma della prevenzione per ridurre la diffusione del virus soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. “I risultati delle sperimentazioni cliniche condotte per anni e diffusi recentemente, dimostrano che la terapia funziona sempre più come prevenzione. E questa sarà l’idea portante della conferenza”, racconta Stefano Vella, virologo dell’Istituto superiore di sanità e fra gli organizzatori del convegno.

I numeri dell’Aids in Italia. Sono fra 143.000 e 165.000 le persone che in Italia vivono con il virus Hiv responsabile dell’Aids, delle quali 22.000 hanno l’Aids e almeno 30.000 non sanno di avere l’infezione. “Dati – rileva l’Iss – che inquadrano l’Italia fra i Paesi dell’Europa occidentale con un’incidenza di nuove diagnosi di Hiv medio-alta”. Emerge inoltre che l’età al momento della diagnosi è sempre più avanzata e il numero delle cellule immunitarie CD4, che sono il principale bersaglio del virus, è inferiore a 200 per microlitro di sangue: se nel 1985 era di 26 anni per i maschi e 24 anni per le femmine, nel 2009 è aumentata rispettivamente a 39 e 36 anni. Cambiano anche le modalità con cui si trasmette il virus: i tossicodipendenti, fra i quali nel 1985 la trasmissione del virus era la più elevata (74,6%), nel 2009 erano appena il 5,4%, mentre attualmente il virus Hiv viene trasmesso nella maggioranza dei casi (79%) per via sessuale (nel 1985 solo il 7,8%).

Adriana Ruggeri

introduzione a cura di

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia
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