Sla, scoperta la causa del suo insorgere ( Famiglie d’Italia news )

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Finalmente oggi una buona notizia che riempie di speranza tutti coloro che in qualche modo temono o convivono con gli effetti devastanti di una malattia terribile come la Sla ( Sclerosi laterale amiotrofica ) che aggredisce circa 350mila persone in tutto il mondo, di ogni età, ed almeno la metà di essi muore entro i primi  tre anni dal suo insorgere. La Sla è anche tristemente nota perché colpisce maggiormente  nel mondo del gioco del calcio per un’incidenza di circa 24 volte superiore a quella del resto della popolazione, vedi i casi di Stefano Borgonovo ( nella foto con Roberto Baggio ) e Gianluca Signorini, recentemente scomparso. La Sla è legata a guasti nel riciclaggio dei neuroni, per cui nel Dna dei pazienti colpiti  è alterato il gene che controlla la produzione della ubiquilina2, proteina fondamentale per dirigere i processi di smaltimento. Il post scelto oggi per documentarvi meglio è firmato da Silvia Soligon e pubblicato da Salute 24.

Sla, scovato il meccanismo molecolare che la causa

Identificato il processo alla base della sclerosi laterale amiotrofica (Sla): secondo uno studio pubblicato da Nature all’origine di qualsiasi forma di questa malattia – che sia familiare, sporadica o associata alla demenza – c’è il mancato funzionamento del sistema cellulare di «riciclaggio» delle proteine nel midollo spinale e nel cervello, un meccanismo che, nelle cellule sane, permette di «rimpiazzare» le proteine danneggiate.

Secondo i ricercatori della Feinberg School of Medicine della Northwestern University (Chicago, Stati Uniti) è la mancata attività della proteina ubiquilina 2 a non garantire il funzionamento del sistema di riciclaggio. La principale conseguenza è l’accumulo delle proteine danneggiate e della ubiquilina 2 in vere e proprie «matasse» che causano la degenerazione dei neuroni.

Secondo Teepu Siddique, supervisore dello studio, “questi risultati aprono un nuovo scenario nella ricerca di trattamento efficace per la Sla. Ora sarà possibile testare nuovi farmaci che, regolando questo sistema o ottimizzandolo, facciano funzionare il tutto nel modo corretto”. E non si escludono risvolti positivi anche nella cura di altre patologie neurodegenerative, come l’Alzheimer e il Parkinson, in cui la rimozione delle proteine danneggiate è essenziale per il corretto funzionamento dei neuroni.

di Silvia Soligon (23/08/2011)

introduzione a cura di

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia
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