Il male di vivere… no, meglio darsi una mossa e tornare a camminare con le proprie gambe

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Cari amici, ogni giorno il nostro fardello di cattive notizie aggiunge nuovi elementi che gravano sul nostro umore e sulla nostra psiche. Ieri, una domenica serena si è trasformata in un violento sbattere la faccia sulla realtà e sulla caducità della vita terrena. L’ennesimo terremoto devastante, questa volta in Turchia, che in un istante sbriciola vite, progetti e sacrifici e la morte di un giovane centauro, Marco Simoncelli, spot naturale della gioia di vivere e del non prendersi mai più di tanto sul serio… ma anche monito che ti riporta sul pianeta terra ricordandoti che non esistono immortali, ma ogni istante di vita ha il suo prezzo e la sua collocazione. Quanto accaduto ieri, e nei mesi precedenti con la distruzione finanziaria di un intero sistema basato soprattutto sull’astratto, la ” primavera araba ” sfociata con la caduta rovinosa di un, fino a poco tempo prima, considerato, almeno da se stesso, intoccabile Mu’Ammar Gheddafi… ci conferma che sempre meno possiamo far affidamento sugli altri e sui modelli da loro proposti. Sì, possono indicare dei percorsi  e creare dei paletti, ma alla fine il problema del dover procurare il minimo sostentamento a se stessi e ai propri cari spetta a noi e non certo ai ” potenti ” in alto loco…. Tutto ciò crea naturalmente scompenso ed alterazione nei nostri umori, causando in molti senso di impotenza ed incertezza futura che spesso può sfociare in depressioni o sensazioni confluenti nella nuova malattia denominata ” il male di vivere “, scoperta quest’ultima da personaggi famosi, ricchi e anche contornati da affetti solidi, ma insicuri o, maledettamente  furbi,che con ” il male di vivere ” giustificano carenze e  pecche causate dall’usura del tempo che, per una legge naturale, non risparmia proprio nessuno.

Perché questa mia riflessione?… Perché a noi gente comune non è consentito rifugiarci o compiangerci nei ” mali di vivere “, perché essi appartengono ad un’elite che in ogni caso non ha il problema della ” pagnotta quotidiana “, e non possiamo nemmeno soffermarci più di tanto sulle tragedie quotidiane, dispiacercene senz’altro, ma cercare di coglierne i moniti in modo da proiettarle in modo pratico  nei nostri comportamenti futuri. Insomma, noi dobbiamo essere sempre pronti a reagire e fare affidamento solo sulle nostre gambe e sulle opportunità che siamo in grado di procuraci. Lo so che non sono molte, ma per coloro che sanno essere più forti di qualsiasi sventura, e possono contare ancora sull’onestà delle proprie qualità di adattamento lavorativo… all’inizio magari dovranno ingoiare qualche rospo di troppo, ma alla fine qualche via di uscita sicuramente saranno in grado di trovarla. Famiglie d’Italia cerca di creare una rete di conoscenza e di occasioni di confronto allargato con scambio di idee e, fra un po’, anche di opportunità di collaborazioni reciproche e lavoro. E’ un percorso iniziato tre anni fa e che piano piano sta cominciando a delineare tragitti e lineamenti più chiari… Per ora non mi sento di aggiungere altro ma al futuro, in ogni caso, preferisco guardare con occhi positivi, parti essenziali di un corpo ben assestato su arti solidi, piuttosto che offrimi indifeso allo stesso, annebbiato dai ripari giustificativi del cosiddetto, entrato nell’uso comune, ” male di vivere “.

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia
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2 Risposte to “Il male di vivere… no, meglio darsi una mossa e tornare a camminare con le proprie gambe”

  1. Mauro Munari Says:

    E’ una bella riflessione quella che fai, Umberto!!!!
    Certamente, anch’io che avevo poco tempo fa fatto una nota, che chi ha il piacere di guardare su FB può fare, in quanto pubblica, Mi richiamo a quei valori – parlando nel mio caso di sociale – che partono da lontano ma sono sempre attuali e vicini: quelli della solidarietà!!!! Del non prendere posizioni che abbiano lo stesso fine in maniera separata e distinta, di far sentire la propria voce possibilmente in maniera univoca, pur mantenendo la propria identità; di credere sempre che “si può!” ed è giusto essere in tanti a condividere perchè la depressione, il Mal di vivere, come viene chiamato, è contagioso e dobbiamo rispondergli con fermezza e decisione “gridando” che non siamo soli e non lasciando soli gli altri e non emarginando nessuno in nessuna maniera!!! Apprezzo molto il messaggio positivo di Famiglie d’Italia e sono certo che arriverà….come un onda positiva fino al cuore di tutti, accendendo la certezza che per cambiare il mondo dobbiamo aver coraggio di cominciare a cambiare noi stessi, perchè il mondo siamo NOI!!!

  2. Il male di vivere… no, meglio darsi una mossa e tornare a camminare con le proprie gambe « +L'Usignolo+Veritatem invenire cum gaudio+ Says:

    […] https://famiglieditalia.wordpress.com/2011/10/24/il-male-di-vivere-no-meglio-darsi-una-mossa-e-tornar… Like this:LikeBe the first to like this post. Commenti (0) Trackback (0) Lascia un commento Trackback […]

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