Oggi è il giorno di Mario Monti, ma anche l’occasione per una nuova Italia in un mondo sempre in guerra,e allora… facciamo la guerra, ma con amore!

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Fra qualche ora dovremmo saperne di più e dovrebbe iniziare l’era Monti… ma più che ” era Monti ” preferirei appellarla con un’altro nome: l’era del grande rinnovamento politico.

Quale occasione migliore per dare un taglio al passato e, con tutti gli onori, mandare in meritata pensione una serie di grandi nomi della politica che ci hanno accompagnati nel bene e nel male, più in quest’ultimo purtroppo, per varie generazioni?… Il mondo è cambiato, o meglio, il mondo cambia e si rinnova a velocità siderali e per stargli dietro e non farsi sopraffare e distanziare, è giunto il momento di lasciare da parte un bel po’ di ideologie trascorse ed affidarsi con meno diffidenza alle nuove regole, quelle dettate ormai soprattutto dalla logica e dal buon senso. Qualcuno dice: la finanza ci ha portati alla miseria ed ora pretende di imporci i rimedi obbligando gli Stati a determinate scelte senza alternative!… Ebbene, un governo tecnico io non lo vedo come un governo imposto ( infatti come potete constatare anche in queste ore non è che le contrattazionin delle borse ci premino, anzi… ), bensì come un governo del popolo colto, preparato tecnicamente perché i suoi componenti hanno studiato, il qual crea in modo naturale e meno indolore, quel compromesso storico necessario per creare un mix opportuno per prendere decisioni inderogabili per ritornare sui binari e riprendere una corsa adeguata verso un futuro ancora disegnabile in modo accettabile.

La globalizzazione è figlia dei tempi che hanno preceduto questo momento di rottura: l’abbiamo pretesa ed incoraggiata ed ora è parte di noi, noi come umanità globale e non più come elite predestinata. Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca, dobbiamo adattarci a esigenze diverse ed allargate, conviverci e…sopravvivere.  Non può più esistere un tipo di politica che cerchi di favorire il proprio elettorato a discapito dell’altro, perché non esiste più il prototipo di un elettorato perennemente schierato. Le nuove generazioni hanno altre esigenze, il tempo dei figli dei fiori è finito, il grande sogno è finito!… Fate l’amore e non fate la guerra va in pensione, perché la guerra fa parte del mondo da quando questo esiste, e non è solamente guerra di cannoni e bombe atomiche, ma è guerra di vita dal primo vagito quando ti impegni al massimo per respirare. E’ guerra di sopravvivenza fisica, intellettuale e spirituale! Da quando vai a scuola e combatti con la tua poca voglia di apprendere se rapportata a quella più allettante di giocare, a quando ti innamori e combatti tra il tuo desiderio di libertà e la naturale esigenza di crearti una famiglia; è guerra in ogni tua giornata lavorativa per cercare di adempiere al tuo dovere, portare a casa un compenso e nel contempo migliorare le prospettive future; è guerra nel confronto con i propri figli nel cercare di mediare la propria volontà con lo spirito di ribellione di chi cresce e vuole farlo a modo proprio; è guerra quando si invecchia combattendo e convivendo con i malanni che ti affliggono e rendono impotente… è guerra sempre, in ogni istante della nostra vita. Secondo me insieme alla vecchia politica, devono andare in pensione anche i vecchi proclami… se io potessi, cambierei il vecchio slogan con: fate la guerra, ma con amore!

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia
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2 Risposte to “Oggi è il giorno di Mario Monti, ma anche l’occasione per una nuova Italia in un mondo sempre in guerra,e allora… facciamo la guerra, ma con amore!”

  1. paolo predieri Says:

    Ciao Umberto!

    felice di leggere grandi novità da parte tua: l’Associazione che si definisce, un tuo nuovo singolo che finalmente possiamo sentire!!!
    Complimenti!

    Una battutina su questa tua conclusione.

    E’ chiaro e condivisibile quello che dici, ma occorre andare un po’ più a fondo.

    Quello che l’umanità si porta dietro dalla nascita è il conflitto, la necessità di impegnarsi e di lottare per risolvere i conflitti che necessariamente nascono. Nell’ultimo secolo sono state contate circa 300 rivoluzioni: 200 armate di cui solo il 25% ha avuto successo e 100 non armate di cui il 50% ha avuto successo! Anche questo è un piccolo segno non troppo conosciuto di un’evoluzione positiva che il cammino dell’umanità sta attraversando, nonostante tutto. La guerra così come noi la conosciamo, con un apparato che va costruito, tenuto in funzione e finanziato (nei mesi scorsi qualcuno inascoltato ha detto che bastava ridurre del 10% le spese militari per dare ossigeno ai conti dello stato senza sacrifici tipo tagli alle pensioni e altro da affibbiare ai cittadini e alle famiglie comuni…) non è un dato scontato e può avere un’evoluzione verso sistemi intrinsecamente non distruttivi.

    Dunque alla fine di quel discorso avrei preferito dire: lotta come amore o amore come lotta…

    Non è solo questione di terminologia!

    A proposito: io ho sempre un po’ di copie di quella rivista con la tua intervista…

    Salutoni e in gamba per tutto!

    Paolo Predieri

  2. famiglieditalia Says:

    Caro Paolo, ti ringrazio per la tua continua presenza ed attenzione… per me il significato della parola ” guerra “, come ho specificato nel post ” guerra non significa solamente cannoni e bombe atomiche “, racchiude le difficoltà quotidiane che io auspico di affrontare con più ” amore “, quindi lottare sì per la propria sopravvivenza, ma sempre con ” amore, rispetto e solidarietà “.. Un abbraccio, Umberto Napolitano

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