Il deserto dopo il mais ( Econota 71 )

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Duemila litri d’acqua per un litro di carburante ,e, per un pieno della nostra auto… l’equivalente per nutrire una persona per un anno intero. Da uno studio dei ricercatori Università del Minnesota.

Il deserto dopo il mais per… carburanti

L’eccessivo uso di fertilizzanti e fitofarmaci chimici per le monocolture di mais sta salinizzando i terreni e in alcuni casi li sta avviando verso la completa sterilità. Per produrre un litro di biocombustibile possono servire oltre 2.000 litri di acqua

Da anni il Brasile, ma da qualche tempo anche gli Stati Uniti, hanno sottratto alla produzione di alimenti per l’uomo, migliaia e migliaia di ettari di terre fertili per produrre la cosiddetta benzina verde dal mais. Ora si scopre che l’eccessivo uso di fertilizzanti e fitofarmaci chimici per le monocolture di mais sta salinizzando i terreni e in alcuni casi li sta avviando verso la completa sterilità.

La prova inconfutabile si trova già  nel Golfo del Messico dove molte aree prima fertili sono diventate deserto. Ma i ricercatori dell’Università del Minnesota, in un recente studio da loro pubblicato su Environmental Science and Technology, hanno anche fatto notare che la produzione di etanolo accelera il fenomeno dell’effetto serra per l’alta emissione di biossido di azoto, un gas serra rilasciato dai batteri che prosperano nelle coltivazioni forzate di mais molto ricche di azoto. Non solo, ma si è evidenziato un problema tenuto nascosto fino a poco fa ai mass media di tutto il mondo dagli industriali che producono la benzina verde: per produrre un litro di biocombustibile possono servire oltre 2.000 litri di acqua: una quantità tre volte maggiore del previsto, uno schiaffo morale e non solo al problema della carenza d’acqua nel pianeta. In conclusione i ricercatori del Minnesota hanno detto: «Il rischio è che, alla fine, l’energia generata dall’etanolo sia minore di quella necessaria per produrlo».

(Fonte Accademia Kronos )

La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero quelli che fanno “……o almeno ci provano

 

Una tecnologia sorprendente : la levitazione quantistica potrebbe aprire la porta a veicoli galleggianti

by Molly Cotter

 Levitazione non è solo per il mago Houdini . Un team di ricercatori della Tel-Aviv University ha scoperto un modo per rendere gli oggetti fluttuanti a mezz’aria con un processo chiamato levitazione quantistica e pensano che la tecnologia potrebbe anche portare ad alternative galleggianti per i veicoli alimentati a gas tradizionali. La loro dimostrazione  comporta l’uso di un singolo wafer di zaffiro (come in anello principessa Kate !) rivestito con un sottile strato di un materiale chiamato  ossido di bario ittrio rame e recentemente ha entusiasmato le folle dell’Associazione Scienza-Technoloy Centers (ASTC) Conferenza annuale . L’azoto liquido utilizzato per congelare il disco diffonde fuori una nebbia fredda che rende l’esperimento ancora più scenografico.

 La scoperta si  basa sul rapporto tra  superconduttori e  magneti i quali “si odiano e si respingono” istantaneamente. Dal momento che il superconduttore particolare che hanno usato era estremamente sottile le onde magnetiche penetrano lo zaffiro attraverso punti dei deboli chiamati tubi di flusso . I tubi sono bloccati all’interno del superconduttore permettendo a questi di galleggiare, ruotare e anche muoversi a mezz’aria.

Questo tipo di tecnologia è nella sua fase iniziale ma diversi gruppi economici stanno già pensando a come applicarla. Potrebbe esserci un’auto galleggiante finalmente nel nostro prossimo futuro?

rubrica a cura di:

Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

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Una Risposta to “Il deserto dopo il mais ( Econota 71 )”

  1. article Says:

    Good way of telling, and pleasant post to obtain information concerning my presentation subject, which i am going
    to present in university.

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