Caro Adriano, ” facciamo finta che sia vero ” e… che tu abbia scherzato

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E’ uscito il nuovo album di Adriano Celentano e nelle radio imperversa ” Non so più cosa fare “…  “ mi fa schifo anche il mare e   un poquito anche te  ( ? )”… ( forse un poquito la fede in Dio o in Dio stesso … speriamo di no e che sia solo una mia interpretazione sbagliata causata dalla confusione, mia….anche mia ).

Nel bene e nel male Adriano Celentano ci accompagna da oltre mezzo secolo… ecco lui forse è il volto più rappresentativo dell’italiano vero… sveglio e intraprendente, che capisce e conosce i mali del mondo, ci sguazza dentro, cerca di evitarli…anzi ti avverte anche… ma quasi sempre non va oltre!… Evidenzio alcuni passaggi:  ” sento che sto precipitando in un acquario senza pesci “… ” e laggiù la pace ancora non c’è “… ed è colpa della ” Radio ” che racconta sempre le stesse cose ” ( ma non solo lei, Adriano )… ” e non so più cosa fare, non so più  cosa  sono “… però,  “ non fare il mutuo e non cercare di comprare quello che non puoi, i debiti uccidono ”  ( anche l’insoddisfazione uccide )… ” sento che stai precipitando in un acquario senza pesci ” … ” e il cuore è un serbatoio pieno di rabbia e di pietà ” … per cui… ” mi fa schifo anche il mare e d un poquito anche te ( ? ) “… e, con mie parole riassuntive, concludo con ” facciamo finta che sia vero che vi dica… ma è giusto essere governati… anche se siamo nel peggior stile di vita nelle mani di insensati governanti che si danno il turno mentre navighiamo senza più comando in preda alla tempesta… quando ero giovane sognavo….  ecc… com’era bella Milano negli anni ’60…  sognavo, etc… “

Eh no Adriano… belle parole, musica e arrangiamenti con monologhi suggestivi… ma non basta più!…Cambia il mondo “… e sta cambiando davvero. Io ti adoro come artista, sei stato un innovatore e mi hai ispirato ed accompagnato per quasi tutto il percorso della mia vita, nel senso che c’eri e nessuno poteva e può negarlo… da ” Rock around the clock ” al ” Il ragazzo della via Gluck ” a ” Un albero di 30 piani ” a ” Joan Lui “… forse il tuo figlio prediletto, ma il più ingrato, per arrivare………………. ( il tuo percorso è lunghissimo ) a ” Facciamo finta che sia vero “… Però qui, mi pare che, come in Joan Lui, forse tu sia andato oltre… cioè…oltre quello che vorresti veramente esprimere… non ho capito bene cosa  ” volasse su Milano negli anni ’60 “, sinceramente potrebbero essere Ufo o bombe atomiche, ripeto… non ho capito, ma so, forse anche se non centra nel contesto, che MILANO NON ERA BELLA NEGLI ANNI  ’60… il ’68 non è stato bello, perché è stato un sogno ed anche un fallimento… noi giovani siamo stati illusi… ci hanno permesso di dire belle parole e proporre grandi cambiamenti e poi, noi stessi, crescendo, abbiamo permesso che tutto ciò si perdesse nel vento… ed ora, alcuni di noi, figli di quel ” quanto era bella Milano, o l’Italia, o il mondo negli anni ’60 ” comandano, peggio dei predecessori combattuti, questa Milano, questa Italia, questo mondo… totalmente dimentichi di quanto predicato, diventati anche noi ” servi del potere e di quattro soldi “

Grazie Adriano, sei stato un grande e sincero predicatore, ma oggi non basta più predicare! L’uomo non ha più bisogno di prediche, ma di esempi e fatti reali. Tu dici, proprio in quest’ultimo tuo album, che non sei un qualunquista…e allora, devi dimostrarlo davvero… non basta più lanciare il sasso ed osservare, dire  che bisogna svegliarci e reagire… devi anche provare a sforzarti e a dirci come… perché non è ancora troppo tardi!  Con degli esempi!… quali?… beh, ti devi ingegnare…

… tu, noi… dobbiamo cominciare ad istruire le nuove generazioni e creare alternative ad un mondo che procede solo mosso da fili ben comandati da abili burattinai… occorre andare avanti, guardando indietro e recuperando il meglio. Rimandare, per esempio, il nuovo ragazzo della via Gluck in campagna, dove viveva Serafino, e, rispiegargli l’importanza della terra ed insegnargli a coltivarla, anche se nel frattempo è diventato un dottore… ma se non trova lavoro come dottore, vuol dire che non ha eccelso negli studi per cui ora, se non raccomandato, non emerge rispetto a chi si è impegnato di più ( è già dura per lui )… allora, la cultura e ciò che ha appreso, non gli faranno mai male e non saranno andate del tutto perse, perché gli faranno meglio comprendere e coltivare la terra, o essere un migliore lavoratore manuale… sì, manuale, perché anche quello serve e fa progredire… dobbiamo riproporre la scienza del lav0ro fisico e non solo di quello pensante, perché non è inferiore o cosa di cui ci si debba vergognare ( affermo ciò perché l’ho provato personalmente sulla mia persona dal giorno in cui 20 anni fa ho smesso di fare il cantante e di scrivere canzoni… ed ora posso permettermi di riprovarci, sentendomi completato e migliorato ). Bisogna smettere di illudere la gente che il mondo possa cambiare solo schiacciando un interruttore, spegnendo una luce per accenderne un’altra! Il nostro risveglio sta nel prendere prima di tutto in considerazione la forza e la volontà che è in ognuno di noi. Sforzarci di offrire alternative mettendo in piedi iniziative senza aspettare un movimento di filo che venga dall’alto... occorre essere consapevoli di poter diventare i burattinai di noi stessi!

Ecco Adriano, questo è quanto volevo dirti da questo blog che con serenità porto avanti da tempo. Sono ben consapevole di non essere ” il verbo ” ne di avere la certezza delle risposte in mano, ma sono anche conscio ed orgoglioso delle mie riflessioni quando affermo che di parole se ne sono dette e se ne dicono troppe, e quando immagino quel che tu potresti dire e dare ancora di più. Le parole e gli sfoghi senza spiragli di soluzioni  alternative positive “ ci  riempiono il cuore di rabbia e di pietà ” … mentre il nostro cuore deve essere rigonfio di amore, di speranza, di buona volontà e soprattutto di… fiducia in noi stessi e nel Creato che ci circonda.

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia
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2 Risposte to “Caro Adriano, ” facciamo finta che sia vero ” e… che tu abbia scherzato”

  1. Aldo Cannavò Says:

    Tutta la vita di Adriano Celentano è stata in contraddizione con sè stesso e con i suoi argomenti. Non possiamo rimproverarlo se è fatto così. Anche le sue ultime espressioni su Dio sono contraddittorie,poichè tante sue affermazioni passate hanno fatto capire che ha una sua vita interiore,anche se contraddittoria.Una volta che a mio figlio,non ricordo per quale motivo,ho detto: ma tu non sei mica normale, mi ha risposto: papà le persone normali fanno solo cose normali.Così è Celentano. Stà a noi filtrare la sua parte artistica positiva, da quella ovviamente meno.

  2. famiglieditalia Says:

    Caro Aldo, ti ringrazio per la continua attenzione che offri al mio blog. Hai raione quando affermi che Adriano vada accettato ed interpretato attraverso la sua storia che va ben oltre il normale; ma in questo articolo egli non è il soggetto, ma solo lo spunto per evidenziare quello vero, cioè la necessità attuale, dopo tante parole, di azioni finalmente propositive. Un caro saluto, Umberto

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