Museo d’Arte Contemporanea di Luzzana ( Donazione Alberto Meli )

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 Qualche sera fa poco prima di Natale ho avuto la fortuna di partecipare ad un bellissimo evento culturale dal titolo Arte: Un incontro nel tempo che è stato organizzato a Luzzana ,paesino  a pochi km ad est di Bergamo, nella bellissima Chiesa  Parrocchiale di  San Bernardino da Siena .

La particolarità direte voi ? Ebbene  posso rispondere …non il solito evento culturale ma, una circostanza veramente molto bella e particolare organizzata in occasione del  90° anno dalla nascita del grande scultore ed illustre concittadino Alberto Meli che nacque in questo bel paesino della Val Cavallina nell’agosto del 1921 e dove poco più di cent’anni prima nel 1816 nasceva un altro Meli, Giosuè che è stato uno dei più grandi scultori di impronta classica dell’ottocento.

      Meli poco prima di morire nel 2003 donò al Comune oltre 250 sue opere che, come ha tenuto a ricordare Ivan Beluzzi –sindaco di Luzzana, sono ora ospitate  nel museo intitolato al grande maestro che è stato ricavato all’interno del Castello Giovannelli,un bel  maniero di origine medioevale trasformato poi in palazzo civile alla fine del 500 dai Conti che lo acquistarono e di cui porta il nome.

      Lo scultore Alberto Meli, lo ricordo brevemente,a soli 16 anni iniziò a frequentare il laboratorio di un altro grandissimo scultore bergamasco Gianni Remuzzi, dal quale apprese i segreti dell’uso della pietra, delle sue caratteristiche e delle modalità di lavorazione passando poi dal 47 al53 afrequentare l’Accademia Carrara.

      In seguito dopo aver ottenuto diversi premi  e prestigiosi attestati come per esempio il Premio Biennale alla Permanente di Milano e il riconoscimento del Presidente dell’Accademia delle Belle Arti di Brera, il fervore artistico e soprattutto la voglia di ricercare nuove soluzioni  lo porteranno a Locarno in Svizzera e quì nell’atelier di Remo Rossi diverranno fondamentali alcuni incontri con diversi artisti, tra questi Fischer, Richter, Beninger,Probst, Max Bill ma in particolare con Hans Jean Arp del quale per oltre un decennio (1957-1966) diventerà il più stretto collaboratore.

      Proprio la collaborazione con Arp sarà essenziale per sviluppare  il proprio personale percorso artistico e nel 1966 dopo aver partecipato ad una mostra collettiva accanto a Rossi,Ritcher,Guttuso,Cantatore,Borlotti ed anche Arp , Meli rientrerà nella sua amata Luzzana.

Gli anni che seguiranno saranno anni di grande fervore e  creatività artistica, con la sperimentazione e l’uso di materiali diversi come pietra, marmo, bronzo,piombo,legno ma, anche materiali sintetici e di recupero e soprattutto con l’attenta osservazione della natura , di quella natura a volte incantata e magica della Val Cavallina che custodisce  nelle sue rocce, negli alberi, nel fluire delle acque o nel respiro del vento il significato stesso dell’arte.

L’icona di questo periodo può  senza dubbio considerarsi a mio avviso il bellissimo documentario realizzato negli anni 80 che è stato proiettato nel corso della serata , dal titolo “Trasfigurazioni Ecologiche” nel quale con una sapiente regia sono stati filmati non solo i momenti di creatività artistica anche en plein air dello scultore Meli e del grande artista ed amico Cesare Benaglia  ma, soprattutto quella storica mostra d’arte del 1979 nella galleria La Roggia di Palazzolo dove, come riferito dallo stesso Benaglia, la sorpresa più grande fu quella di scoprire osservando le opere scultoree e pittoriche che le loro visioni artistiche erano identiche svelando cosi’ due vere e proprie anime gemelle,il tutto ha trovato sublimazione nelle splendide note che hanno fatto da sottofondo, eseguite al pianoforte dal maestro Alessandro Fabiani che da tempo ha assunto la veste di ambasciatore della cultura del Museo Meli di Luzzana proprio per far conoscere un grande scultore di grandissima levatura al pari dei contemporanei Minguzzi o Manzu’.

Per concludere nel  castello di Luzzana c’è pertanto  un vero e proprio tesoro, ancora purtroppo non adeguatamente conosciuto come meriterebbe  ma, che proprio per questo merita di essere scoperto,valorizzato apprezzato ed anche aiutato,il bellissimo obiettivo che si è posto il Museo è quello di avvicinare non solo le nuove generazioni all’arte contemporanea ma anche alla Cultura Bergamasca della tradizione proprio attraverso le opere che l’artista ci ha lasciato siano queste astratte e collocate quindi oltre la realtà in mondi fantastici e fortemente simbolici alla continua ricerca di nuove forme espressive oppure figurative nelle quali Meli ha saputo raggiungere l’apice dell’essenza umana e delle sue componenti psicologiche e soprattutto spirituali.

info@museoluzzana.it  www.museoluzzana.it

 

Stefano Micheli

Famiglie  d’Italia

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