Dormire bene tiene lontano l’Alzheimer

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Famiglie d’Italia è sempre vigile e pronta ad offrirvi informazioni utili alla salute. Oggi vi propone uno studio della Washington University School of Medicine St. Louis sulle conseguenze negative di un dormire disordinato sullo sviluppo della malattia dell’Alzheimer, studio proposto da un post a firma Francesca Mancuso e pubblicato da NextMe

Alzheimer: dormire bene aiuta a prevenirlo

Il sonno fa bene alla salute e ci tiene lontani anche dall’Alzheimer. Ne sono certi gli scienziati della Washington University School of Medicine St. Louis, secondo i quali, dormire poco e male aumenta il rischio di sviluppare la malattia neurodegenerativa.

Essi hanno infatti scoperto che le persone con un sonno disturbato avevano un maggiore accumulo di placche amiloidi, ossia ammassi di proteine che sono un indicatore chiave del morbo di Alzheimer. Il team ha monitorato per 14 notti il sonno di 100 volontari sani di età compresa tra i 45 e 80. Metà di essi avevano una storia familiare di Alzheimer. Dagli esami è emerso che coloro che si svegliavano più di cinque volte all’ora avevano una maggiore probabilità di accumulo di placche amiloidi nel cervello, rispetto invece a quelli che non si erano svegliati.

Il dottor Yo-El Ju, autore principale dello studio, ha spiegato: “Un sonno turbato sembra essere associato all’accumulo di placche amiloidi, un marker distintivo della malattia di Alzheimer, nel cervello di persone senza problemi di memoria.

Sembra dunque che la perdita di sonno, o comunque un ritmo non regolare, possano influire nello sviluppo della malattia. Ma si tratta ancora di ipotesi da verificare ulteriormente. “Sono necessarie ulteriori ricerche per determinare perché questo accada e se le modifiche del sonno possono predire il declino cognitivo” ha spiegato Ju. “L’associazione tra il sonno interrotto e placche amiloidi è interessante, ma le informazioni tratte da questo studio non sono ancora in grado di determinare un rapporto di causa-effetto”.

Gli autori dello studio, che presenteranno la ricerca presso l’incontro dell’American Academy of Neurology a New Orleans nel mese di aprile, hanno aggiunto che le loro scoperte potrebbero però fornire le basi per indagare se modificare il ritmo del sonno di una persona potrebbe rallentare o prevenire l’Alzheimer.

by Francesca Mancuso ( fonte NextMe )

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

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