L’Italia dei suicidi e dell’indifferenza

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E’ sempre più difficile per me dissertare su questo blog con serenità ed obiettività. Sono gli argomenti ” nuovi ” che scemano. Oddio, ogni giorno qualcosa capita, anzi, fin troppe cose, ma in una scadenza così di routine che ormai le notizie, anche le più tragiche, ci scivolano addosso. La tragedia è all’ordine del giorno, ma il peggio è che spesso non è una tragedia naturale, bensì annunciata ed in maniera  consequenziale voluta e cercata. La politica è morta e con essa i pochi punti di riferimento che legavano un cittadino al concetto di ” Nazione “. Non esistono più partiti ” vergini “, ma solo uomini alla deriva che evidenziano le proprie debolezze ed i propri errori con incallita disinvoltura, come fossero normali, un fatto dovuto… una conseguenza storica. L’Italia in mano ad un Governo Tecnico, appoggiato da politici che non ne sono più degni per tutto il marcio affiorante nelle loro azioni passate e presenti. Passate, per lo spreco dei soldi che abbiamo loro messo a disposizione… presenti, per la loro innata capacità nel riuscire a rinunciare a nulla di quanto indebitamente acquisito. Siamo tutti nel guano più profondo, ma essi insistono nel reclamare soldi di finanziamenti ormai dimostratisi eccessivi ed ingiustificati… e quel che è peggio è che affamano il popolo ma non si tolgono un euro dal portafoglio: quanta ignobile ingiustizia ed aberrante nostra coglioneria nel permettere ed accettare tutto ciò passivamente! Siamo capaci di scendere in piazza in massa per seguire battaglie idealistiche per ” diritti acquisiti ” in un tempo ormai ” fuori tempo “, perché organizzati e mossi da chi teme più di perdere in potere che in interessi dei cittadini rappresentati… ma non siamo capaci di organizzare da soli alcuna forma di protesta incisiva e credibile  per far mollare l’osso a chi per troppi anni l’ha rosicchiato spudoratamente a causa della nostra totale indifferenza… Sì, un’ indifferenza colpevole che ora ci sta presentando un conto sempre più amaro, un conto che mette la maggior parte di noi con le spalle al muro costringendo i più  ” deboli ” alla fuga nel suicidio … ed i più ” forti ” all’arroccamento nella  sopportazione  galoppante verso un’inedia quasi assoluta di dignità e sostentamento.

Ecco perché mi è sempre più difficile scrivere e dissertare, perché come un disperato sto cercando di reagire sforzandomi di studiare soluzioni alternative, e, nel contempo, mi sento sporco ed inutile nel limitarmi anch’io a lamentarmi solamente, come fanno tutti ormai, sottolineando le brutture, anzi, le schifezze che ci contornano quotidianamente, ma poco o nulla proponendo.

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

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Una Risposta to “L’Italia dei suicidi e dell’indifferenza”

  1. Giuliano Maria Lodi Says:

    questa è una lettera degli italiani verso quelle famiglie colte dalla disperazione per la perdita di un caro.

    Coscienti del fatto che nessuna parola al mondo, in questo momento, potrà riempire quel vuoto che si è creato dentro di voi per questa atroce perdita
    non siamo riusciti in ogni modo a restare passivi, a stare a guardare questo scempio che si continua a consumare ogni giorno che passa, e quindi, abbiamo deciso di scrivere qualche parola, nero su bianco, per voi e in memoria dei vostri cari, vittime di un sistema silenzioso, che da l’illusione del benessere ma che aspetta il momento esatto per poter ritirare l’amo, per poter opprimere la gente che ogni giorno deve lavorare duramente per portare a casa il frutto del proprio sudore.
    Siamo in tanti a scrivere questa lettera, più di quanti potete immaginare, tutti accomunati dall’idea di essere arrivati alla linea di confine tra la decenza e il suo penoso contrario,
    tutti consapevoli del fatto che è impossibile vincere le piccole battaglie se non si risolve il problema che sta alla base e che sta appunto diventando una guerra intestina ben organizzata dall’alto. Siamo arrivati al punto di voler riprendere in mano la situazione, chiedendo nel modo più “gentile” possibile che tutta la gente che ha causato questo disastro – e per questa gente intendiamo tutto il sistema dei partiti italiani e i marionettisti che li capeggiano a bacchetta – di andare via, di scendere da quelle poltrone che spesso sono diventate simbolo di strapotere e di lasciare il posto a una nuova categoria di giovani, volenterosi di cambiare lo stato delle cose, che provano disgusto per lo scempio che hanno fatto queste persone delle famiglie italiane, di cui voi al momento ne siete i portavoce. Noi il 28 Maggio scenderemo in strada per far valere i nostri diritti, per chiedere che sia riveduto tutto il sistema di governance nazionale, per far si che questa carneficina non si ripeta, per fare onore a voi e a coloro che, in questo inutile campo di scontro tra governatori e governati, avete perso.

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