La plastica dal guscio delle uova ( Econota 91 )

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La plastica prodotta dal guscio delle uova  ( La ricerca apre prospettive utili anche al setore farmaceutico – fonte: Rinnovabili.it )

Il progetto di ricerca a cui sta lavorando un team di scienziati mira a trasformare il guscio dell’uovo in un materiale molto simile alla plastica

Riciclare i gusci d’uovo attualmente smaltiti in discarica e reimpiegarli in nuove applicazioni.

È questa l’idea alla base del progetto che gli scienziati dell’Università di Leicester e alcuni esperti del settore alimentare stanno mettendo a punto, allo scopo di trasformare il guscio dell’uovo in un materiale molto simile alla plastica e poterlo, quindi, reimpiegare non solo negli imballaggi, ma anche come materiale da costruzione. La ricerca è stata finanziata da iNet, un network che opera per l’innovazione di cibi e bevande; grazie alla somma di denaro che è stata elargita all’università, gli scienziati del dipartimento di chimica, specializzati in materiali sostenibili, stanno cercando di estrarre le proteine che si trovano all’interno del guscio dell’uovo, una ”estrazione” che potrebbe risultare utile anche al settore farmaceutico. Gli scienziati coinvolti nel progetto di ricerca sperano di riuscire a individuare il modo per impiegare questo innovativo materiale come riempitivo e rinforzante per varie tipologie di plastica, da quella per i vassoi per il cibo fino a quella impiegata nella costruzione di particolari attrezzature, oppure utilizzarlo nelle confezioni che proteggono i prodotti a base di uova. Il recupero e il riutilizzo dei rifiuti in modo sostenibile, lo ha ricordato il Prof. Andy Abbot dell’Università del Leicester, è alla base dell’intera attività di ricerca.

 La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero quelli che fanno “……o almeno ci provano

La ruota verde. Un giardino idroponico rotante inventato dalla NASA ( by Timon Singh, )

Mentre la funzione rimane la stessa, il giardino rotante ha subito un massiccio cambiamento evolutivo dal punto di vista estetico. Uno studio milanese ha combinato l’ esperienza di interior design, architettura, product e graphic design per creare un oggetto unico. Il Giardino Idroponico Rotante ( GIR ) consente ai proprietari di casa di produrre una varietà di prodotti agricoli nella propria casa.

La grande area della ruota verde e la particolare illuminazione aiuta a coltivare un maggior numero di piante. Tutte le piante sono disposte intorno alla sorgente di luce che si trova al centro della ruota, aiutando a ridurre il consumo. Nel frattempo l’effetto di gravità provocato dalla ruota aiuta a ottimizzare la produzione vegetale. Costituito da un involucro esterno solido che nasconde un motore che ruota le piante, il giardino rotativo comprende anche un serbatoio d’acqua e la pompa per l’ impianto automatico di irrigazione. All’interno della ruota forata ci sono vasi di copertura, ognuno dei quali contiene fibre di cocco che forniscono il supporto ideale per la pianta e le sue radici.

La ruota è anche semplice da usare con un’interfaccia di controllo intuitivo che può essere gestita tramite un smartphone o tablet. I controlli variabili permettono all’utente di impostare la quantità di illuminazione e di luce, temperatura ed essere informati dei livelli d’acqua, consentendo la crescita di qualsiasi tipo di vegetazione.

rubrica a cura di

Paolo Broglio Famiglie  d’Italia
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