Mario, giovane imprenditore, fallito per avere guadagnato troppo!… Novella di Capodanno

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Ieri è iniziato l’anno nuovo… oggi ricomincia la nostra sfida per la sopravvivenza. Il discorso del nostro Presidente Giorgio Napolitano è stato di alto contenuto nella forma ma nella sostanza ben poco ha aggiunto di nuovo. La politica dell’austerità potranno elogiarcela all’infinito ma nulla nasconderà la realtà: al popolo per l’ennesima volta è stato affidato il compito di rimediare alle scelleratezze precedenti di una politica allegra ed approssimativa, per non dire truffaldina.  I buchi enormi creati dai nostri condottieri richiedono solo sangue popolare, quello blu dei governanti non viene intaccato, anzi! la politica dell’austerità riguarda solo noi, un popolo a cui viene chiesto tanto e ridotto di molto l’eventuale reso. Tasse portate all’eccesso, servizi dimezzati ed aumenti di ogni genere per cui diventa ormai quasi impossibile per chiunque provare a dare un cambio di marcia alla propria squallida esistenza. Ed è così che mi è venuta in mente una novella, nella quale ho provato ad immaginare un giovane imprenditore che si inventa un modo geniale per arricchire onestamente… e leggete che cosa gli accadrà alla fine dei giochi…

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Mario, giovane imprenditore, fallito per avere guadagnato troppo!

” Mario, ragazzo intraprendente e mago del pc si inventa un sistema semplice ma efficace in grado di creare una rete telematica capace mettere in contatto varie persone interessate allo scambiarsi il superfluo ottenendone un vantaggio reciproco e riservando ognuna delle parti una giusta commissione al ragazzo, un tot indipendentemente dall’entità del valore dell’operazione. Esempio: il signor A ha un vecchio motorino in cantina che non usa da tempo e il signor B un paio di sci ancora efficienti ma da tempo dimenticati in un angolo. Ebbene i due decidono di scambiarsi i beni inutilizzati e pagano al ragazzo, dietro ricevuta o fattura, entrambi una commissione di 5 euro cadauno… Il giochino è interessante ed ottiene in breve un discreto successo, poi un successone, anche internazionale, per cui si arriva presto a migliaia di scambi giornalieri. Il ragazzo è felicissimo, decine di migliaia di euro incassati ogni giorno e regolarmente annotati e non nascosti al fisco. Siccome è un sistema che non produce costi, alla fine del primo anno il giovane imprenditore si ritrova con un utile di oltre 10 milioni di euro. Evviva, il ragazzo ha risolto i problemi della sua vita!… E invece no amici, in quel momento inizia la sua rovina! Il suo commercialista gli prepara la dichiarazione dei redditi e lui si ritrova per un giochetto magico i suoi 10 milioni più che dimezzati, diciamo a spanne che deve dare al fisco 6 milioni… beh, gliene rimangono altri 4 e, direi, più che sufficienti per sentirsi appagati e comprarsi una casa, una bella macchina, etc. E invece ancora no, non è così!… Una machiavellica legge che impedisce di creare nuovi ricchi, quelli vecchi si sono organizzati in tempo, chiede al contribuente di versare a breve in anticipo il 90 per cento di quanto appena pagato. Il povero ragazzo deve versare il 90% di 6 milioni, ovvero 5, 4 milioni ulteriori. Ma a lui ne sono rimasti solo 4 se non si è comprato ne casa ne auto di lusso, come fare?… Ebbene, ricorre ad un prestito bancario di 1,4 milioni rimandando all’anno prossimo i propri sogni di agiatezza: l’aver creato nel primo anno un utile netto di 10 milioni, in realtà gli ha causato un grosso debito nei confronti della banca che ” amorevolmente ” gli è giunta in soccorso visto il positivo andamento della sua azienda… Nel frattempo, però, altri imprenditori , quelli scafati, hanno capito la genialità del suo sistema e si sono immessi a loro volta nel mercato, migliorandolo e pubblicizzandolo al massimo, fino ad oscurare quello del suo ideatore, fino a cancellarlo completamente dal mercato. Il giovane non incassa più quanto sperava e non riesce quindi a far fronte alle richieste della banca che pretende il rientro delle sue esposizioni e… patatrak, il fallimento è servito! Il neo imprenditore ritorna nell’anonimato, segnato a vita come cattivo pagatore, con un credito di imposta che lo Stato a suo piacere nel tempo gli restituirà, quando potrà, se potrà e, se possibile… alla memoria. “

F I N E

( Buon Anno Nuovo )

 

Umberto Napolitano

Famiglie                        d’Italia

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