Grazie ai topi, le nostre cellule potranno ringiovanire ( Famiglie d’Italia Salute News )

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Articolo interessantissimo pubblicato da SaluteCorriere della Sera e che vi propongo interamente proprio per rimarcarne l’importanza ed invitarvi a visitare con attenzione e quotidianità la pagina il cui link è ben evidenziato, perché sempre ricca di informazioni utili al nostro buon vivere.

” IL GENETISTA NOVELLI ” RISULTATO ECCEZIONALE, MA SERVONO ALTRI PASSI “

Cellule ” ringiovanite ” in un topo vivo

Importante studio spagnolo: cellule adulte riprogrammate per fare un viaggio indietro nel tempo fino a diventare totipotenti

CELLULE

MILANO – Cellule adulte “indotte” a recuperare le caratteristiche di staminali embrionali in un organismo vivo. L’eccezionale risultato, mai descritto prima, è stato ottenuto da un gruppo del Centro di ricerche spagnolo sul cancro (Cnio), coordinato da Manuel Serrano, ed è descritto su Nature. I ricercatori hanno riprogrammato cellule di alcuni organi e tessuti di topi vivi, portandole a uno stato primitivo mai osservato prima in un organismo adulto. Una tappa fondamentale nella marcia di avvicinamento verso la medicina rigenerativa, con la speranza di poter un giorno riparare lesioni di organi come cuore o cervello senza ricorrere a trapianti cellulari.

LA TECNICA – I ricercatori si sono basati sulla tecnica messa a punto dal premio Nobel Shinya Yamanaka, grazie alla quale le cellule adulte compiono un viaggio indietro nel tempo, fino a diventare cellule primitive. Il cocktail per riprogrammare le cellule adulte in provetta è formato dai quattro geni: Oct4, Sox2, Klf4 e c-Myc. Ciò che rende importantissimo il nuovo studio è che la riprogrammazione avviene invece direttamente nel corpo di un essere vivente. I ricercatori hanno creato topi modificati geneticamente contenenti i quattro geni, poi attivati attraverso un antibiotico sciolto nell’acqua e dato da bere agli animali. Una volta che la sostanza ha “acceso” i geni è stato osservato che alcune cellule adulte di tessuti e organi, come rene e stomaco, sono state in grado di ritirarsi dal loro sviluppo evolutivo e percorrere un viaggio all’indietro per diventare cellule staminali che sembrano più simili alle cellule staminali embrionali rispetto alle pluripotenti indotte create in coltura. I ricercatori hanno anche scoperto che queste simil-staminali embrionali ottenute direttamente dall’interno dell’organismo hanno una capacità più ampia di differenziazione rispetto a quelle ottenute in vitro. In particolare hanno le caratteristiche delle cellule totipotenti: uno stato primitivo mai ottenuto in laboratorio.

YAMANAKA – Le staminali embrionali sono in grado di generare qualsiasi tipo di cellula che costituisce un organismo adulto, quindi celano la chiave per curare malattie come l’Alzheimer, il morbo di Parkinson o il diabete. Tuttavia queste preziose cellule hanno una vita molto breve, limitata ai primi giorni dello sviluppo embrionale. Uno dei più grandi successi della ricerca biomedica è stato, nel 2006, quello messo a segno dallo scienziato giapponese Yamanaka, riuscito a creare staminali pluripotenti indotte in vitro (iPs), attraverso il cocktail di quattro geni. La scoperta, che è valsa allo studioso il Nobel per la medicina nel 2012, ha aperto un nuovo orizzonte nel campo della medicina rigenerativa. Ora i ricercatori spagnoli hanno fatto un passo avanti, raggiungendo lo stesso risultato, ma all’interno di un organismo vivente. Generare queste cellule all’interno di un organismo, spiegano gli autori dello studio, porta questa tecnologia ancora più vicina all’uso in medicina rigenerativa.

TOTIPOTENTI – La prima sfida per i ricercatori del Cnio era proprio quella di riprodurre l’esperimento di Yamanaka in un essere vivente. «Questo cambiamento di direzione nello sviluppo cellulare – spiega María Abad, autore principale dell’articolo e ricercatrice del gruppo di Serrano – non è mai stato osservato in natura. Abbiamo dimostrato di essere in grado di ottenere staminali embrionali in organismi adulti e non solo in il laboratorio». «Ora – aggiunge Serrano – possiamo iniziare a pensare a metodi per indurre la rigenerazione a livello locale e in modo transitorio per un particolare tessuto danneggiato». Le staminali ottenute in topi mostrano caratteristiche totipotenti equivalenti a quelle presenti negli embrioni umani allo stadio di 72 ore di sviluppo. Rispetto alle cellule ottenute con la tecnica sviluppata da Yamanaka, le staminali ringiovanite spagnole rappresentano quindi uno stato embrionale precedente, con maggiore capacità di differenziazione. Il team spagnolo è stato persino in grado di indurre la formazione di strutture pseudo-embrionali nelle cavità toracica e addominale dei topi. Questi pseudo-embrioni mostrano i tre strati tipici degli embrioni (ectoderma, mesoderma ed endoderma) e strutture extra-embrionali quali la membrana vitellina. «Questi dati ci dicono che le nostre cellule staminali sono molto più versatili di quelle ottenute in vitro da Yamanaka», sintetizzano gli autori. «Le nostre staminali sopravvivono anche al di fuori dei topi, in coltura – conclude Abad -. Il prossimo passo sarà studiare se queste nuove cellule sono in grado di generare in modo efficiente diversi tessuti come quello di pancreas, fegato o reni».

«RIVOLUZIONARIO» – Quello del team spagnolo è uno studio «rivoluzionario» per la medicina rigenerativa. Ne è convinto il genetista Giuseppe Novelli, preside della Facoltà di Medicina dell’Università di Roma Tor Vergata. «Per la prima volta si dimostra che è possibile creare staminali simili alle embrionali in un organismo vivente a partire da cellule adulte – spiega -. Un risultato sperimentalmente importantissimo, perché dimostra in vivo quanto ottenuto finora solo in vitro. Per passare però dal laboratorio alla medicina rigenerativa, occorrono alcuni passaggi chiave – dice il genetista -. Infatti non è utile né sicuro attivare la produzione di staminali simil-embrionali nell’organismo, senza poter “spegnere” questo processo o controllarlo. La ricerca apre dunque la strada a metodi di attivazione cellulare selettiva. Penso – conclude – a un sistema di interruttori che “spengano” e “accendano” la produzione di cellule simil-embrionali a livello di singoli organi e tessuti. Questa è la sfida più difficile per la medicina rigenerativa».

11 settembre 2013 (modifica il 12 settembre 2013)
Cellule «ringiovanite» in un topo vivo “

Famiglie  d’Italia


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