Torino urla ” Politici Assassini “… un sintomo serio, un messaggio disperato che questa volta il vento non disperderà!

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forconi

Come agli albori del ’68 a Torino affiora il malessere che in quegli anni portò ad un grande fermento ed al sogno di una rivoluzione che solo sulla carta si enfatizzò, ma che nella realtà si dissolse nel vento depredata da chi se ne assunse i meriti e che tutto cambiò…perché nulla cambio! Allora era un popolo di giovani studenti insofferenti ad un sistema conservativo e nessuno come me se lo ricorda come fosse ieri, ieri, 9 dicembre 2013,  un popolo eterogeneo di gente povera, stanca ma decisa: studenti accompagnati dai genitori! Ovvero generazioni che convergono sui problemi che globalmente li attanagliano e decidono insieme di mandare al potere un segnale, per ora ” civile “, ma presto mutabile se non interverranno veloci segnali di cambi di rotta per presa coscienza del reale stato di inedia di una grande fascia della nazione che accomuna non solo studenti e genitori ma anche e, soprattutto, operai e padroni.

Mentre scrivo su La7 a Coffee Break scorrono le immagini del solito dibattito mattutino e la conduttrice, sottolineando la civiltà della protesta di Torino,  prova subito a trovare un nesso col grande successo di Renzi alle primarie del Pd, dove la gente è andata a votarlo in massa per desiderio di cambiamento del grande popolo della sinistra… squallido ennesimo tentativo di etichettare politicamente un movimento di protesta solo perché ieri  ” civile ” e nei parametri di una politica di partito dove la civiltà spesso si manifesta solo sulla carta.

Panella

Eh no, cara Tiziana Panella, non ci provare: il movimento di ieri non aveva colore politico, c’era solo la rappresentanza di un popolo che della politica, tutta, ne ha gonfie le sacche scrotali, un popolo che è stato subito etichettato come quello dei forconi, tanto per limitare etichettando, ma che ha dei motivi molto validi per paventare l’uso dei forconi: se la politica non si sveglia e trova delle soluzioni l’uso della forza della rivolta non più ” civile ” diventerà una logica conseguenza.

Mentre continuo a scrivere sullo schermo appare il volto della Polverini che dal microfono di un recente comizio dichiara con enfasi che uscire ora dall’Euro è solo un’utopia… io penso che sia un’utopia pensare di sopravvivere se si resta nell’euro a queste condizioni. O a Bruxelles si decide di stampare euro da destinare a chi ne ha bisogno per rimettere in moto il meccanismo lavorativo e produttivo, come si fa in qualsiasi Nazione nei casi estremi, vedi Stati Uniti e Giappone, o molti Stati verranno cancellati e depredati della loro storia e identità.

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Quindi, uscire dall’Euro non è un’ utopia, ma la triste necessità, se qualcosa non cambia, per cercare di salvare quel che rimane di quanto abbiamo costruito con sacrifici e dignità. Ribellarsi ai progetti dei grandi burattinai internazionali che ci vogliono eliminare assimilandoci è un dovere che il popolo non si arroga, gli è dovuto. E se il popolo si muove, ieri il primo sintomo, nulla lo ferma perché anche la polizia è parte del popolo. Torino urla ” politici assassini ” , io che sono tutto sommato un buono, preferisco tramutarlo in ” politici scimmioni  accondiscendenti”, perché non vogliono vedere, non sanno ascoltare e non sono all’altezza di raccontare il vero.

Famiglie d’Italia

Umberto Napolitano

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