Archive for the ‘Bacheca articoli’ Category

Non mi sento cittadino europeo di un’ Europa così, ma non permetto a nessuno di farmi fuori senza reagire!

ottobre 9, 2013

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Il popolo italiano è governato da una manica di incompetenti  sanguisughe che stanno portando al default un’ intera Nazione. Aumentano scriteriatamente anche l’inimmaginabile con il solo risultato di asciugare le risorse, indurci all’evasione e diminuire le entrate fiscali. Il super bollo che doveva portare più di 180 milioni di euro nelle tasche dell’Erario, ha causato un deficit di oltre 140 rispetto all’anno prima, l’aumento di un punto dell’Iva ha causato a sua volta un mancato introito di oltre un miliardo ed ora hanno aggiunto l’aumento di un ulteriore 1%… e questi non sono che due piccoli esempi. Una gran quantità di aziende ( si parla del 15% ) falliscono per colpa dello Stato che non salda i propri debiti… assurdo, siamo in mano a dei carnefici! Il destino di molti di noi, non essendo in grado di emigrare altrove, è diventare dei barboni o ammazzarsi, come molti purtroppo stanno facendo. Io abito a Desenzano e solo la settimana scorsa ( non lo hanno pubblicizzato ) i treni hanno subito vari ritardi per tre, sottolineo tre, suicidi nei pressi delle stazioni di Desenzano, Peschiera del Garda e Brescia.

Il lutto nazionale viene dichiarato per i poveri morti di Lampedusa ( quello doveva  essere un lutto planetario ), mentre i nostri morti suicidi, disperati almeno come i naufraghi che fuggono da paesi devastati da guerre e povertà, passano ormai inosservati.

Quando si creò l’Europa Unita si gridò al miracolo ed al benessere assicurato: che delusione, che fregatura! Abbiamo perso la nostra identità e il nostro benessere. Siamo sotto scacco matto di nazioni che pensano agli interessi dei propri confini ed attendono la nostra morte per spartirsi i resti con il compiacimento di alcuni nostri politicanti che, invece di insorgere, vanno a leccare loro i posteriori lasciando indifesi i propri e, di conseguenza, i nostri.

No, io non mi sento cittadino europeo di un’Europa così… e prego Dio che un giorno le cose possano migliorare trovando un timoniere in grado di invertire la rotta e provare a ricondurci nei patri porti. Nel frattempo, dato che non amo arrendermi mai, mi adopero con altri che la pensano come me per cercare da soli delle soluzioni alternative dato che il nostro territorio ha molte risorse… per esempio un vecchio camper barattato con un’ altrettanto vecchia automobile se per caso ancora in nostro possesso ( paga molto meno tasse ), un pezzo di terra agricola affittato con la pensione sociale o con gli ultimi spiccioli residui ( se ne trova molta nelle nostre campagne ), un orto da coltivare e qualche gallina o coniglio… C,,,,, IO NON MI FACCIO AMMAZZARE FACILMENTE, E NEMMENO TU PUOI PERMETTERLO!!!!

Vi propongo in calce una mail inviata ad IntermarketAndMore da un imprenditore disperato e agonizzante, nella quale troverete il succo di quanto sopra esposto.

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Carissimo DT,

sono ormai anni che ci scriviamo, ci messaggiamo, ci parliamo. Oggi purtroppo il tono di questa mia missiva è una mistura di delusione, rassegnazione, disperazione, e permettimi il termine, incazzatura.
Tu conosci la mia azienda. Sai benissimo come lavoriamo, sai quante famiglie stipendiamo. Sai come sia impossibile nel mio settore fare anche del nero e quindi sono costretto (se avessi potuto, magari, col senno di poi…) a denunciare tutto.
Insomma, io rappresento il classico imprenditore “modello” per lo Stato, che però alla fine, risulta essere cornuto e mazziato.

Si, cornuto e mazziato. Perché sto per chiudere. Non lo avresti mai detto eh? Invece si. Colpa della crisi penserai tu e tutti quelli che, una volta sentita la notizia, la commenteranno nel bar di paese, scuotendo al testa e alzando le mani in segno di arresa. E invece no. Il giro di affari è buono, ho delle commesse importanti, dei contratti con aziende primarie e molto sane. E allora perché mai dovrei chiudere se io non subisco la crisi più di tanto? Per colpa dello Stato. Si, lo Stato. Quello che ha sempre preteso, che ha sempre incassato, che non mi ha mai aiutato e che ora mi sta facendo fallire. Una situazione al limite del paradossale, se si pensa che questa situazione non è causata da un eccesso di ricorso al debito, ma dai ritardi con cui lo Stato rimborsa alle aziende i crediti Iva.

Tanto per intenderci ed andare al sodo, per il 2011 lo Stato mi deve rimborsare 8 diconsi 8 milioni di Euro. Tu sai cosa significa per il mio giro aziendale 8 milioni di Euro? Se poi devo dirla tutta, per il primo trimestre 2012 ci sarebbero poi da aggiungere altri 5 milioni di Euro. Totale 13 milioni. Nelle mie casse mancano 13 milioni di Euro. Sul tuo splendido blog, che merita tutta la stima e l’attenzione del mondo, hai più volte spiegato una cosa fondamentale. A farti fallire non è il debito.Ma la mancanza di cash. Io ora ho le casse vuote o comunque non sufficientemente piene per pagare le spese di ordinaria amministrazione. Vedasi pagare i creditori, i fornitori, e (giuro, mi piange il cuore) gli stipendi ai dipendenti con cui si faceva squadra e si andava ben oltre al semplice rapporto di manovalanza.

Questo è quanto. L’azienda va bene, ma fallisco. Grazie allo Stato che ha promesso sostegno e crescita e che per l’ennesima volta mi ha fregato perché NON PAGA. Ma lui può farlo, perché è lo Stato. Invece io i miei fornitori, i miei lavoratori DEVO pagarli. Due pesi , due misure. Io ho solo sempre pagato e ora mi vedo rovinato.

Scusa lo sfogo, ma tutto questo mi sta facendo impazzire tanto che sto iniziando a capire quegli imprenditori che ultimamente hanno fatto gesti estremi. Si, lo ammetto, ci ho pensato anche io. Ma non voglio riempire di dolore la mia famiglia, la mia amata E. con i miei tre angioletti a cui non potrò più regalare un futuro.
E come non potrò regalare un futuro a loro, così metterò a disagio quelle famiglie che, con me, portavano avanti un progetto nella mia azienda. Il sogno è finito, è una questione di giorni. 15 giorni. E poi sarà “game over”.
Con tutta la stima del mondo.
G.

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Un sorriso alza la qualità della vita

ottobre 7, 2013

sorriso

Oggi intendo farvi cominciare la settimana con un sorriso che, forse,pochi giorni fa è passato del tutto inosservato. Ebbene, venerdì 4 ottobre è stata la ” Giornata del Sorriso “, una ricorrenza internazionale che, a quanto pare, a pochi media interessa evidenziare perché… perché sorridere fa bene, alla salute ed al lavoro. Invece, si preferisce che l’individuo sia depresso e più facilmente attaccabile da speculazioni varie che tendono a corroderci e a renderci sempre più dei numeri preda di politicanti o faccendieri senza scrupoli. Ebbene, vi chiedo scusa, ma era una notizia sconosciuta anche al sottoscritto: per quest’anno arrivo in ritardo, ma per l’anno prossimo, credetemi, comincerò con i manifesti esposti sul blog almeno un mese prima.

Sorridere fa stare in salute, la Giornata mondiale del sorriso

Pubblicato 04 Ottobre 2013
Di Antonio Luzi ( fonte: Vitadidonna.it )

Il primo venerdì di ottobre è la giornata internazionale dedicata al sorriso, cosa che dovremmo fare spesso, giornata che venne inventata da Harvey Ball, l’inventore della faccina sorridente, divenuta con il tempo l’emoticon, ossia quelle riproduzioni stilizzate delle principali espressioni facciali umane che esprimono un’emozione (sorriso, broncio, ghigno, ecc.).

I giovani ed a volte anche noi, quando sappiamo come fare, le utilizziamo prevalentemente su Internet e negli SMS, per aggiungere componenti extra-verbali alla comunicazione scritta.

Harvey Ball, l’uomo che nel 1963 inventò quella icona, impiegò meno di dieci minuti a disegnare quella faccina che gli venne richiesta dalla State Mutual Life Assurance Company of Worcester, Massachusetts, ora conosciuto come Hannover Assicurazioni, la quale aveva acquistato Garanzia Mutua Società dell’Ohio.

La fusione aveva provocato un pessimo morale da parte dei dipendenti e cosi Ball, che era un artista free lance, venne incaricato di inventare qualcosa che aiutasse a far rinascere l’allegria ed il sorriso.

In circa dieci minuti, come lui raccontò aveva appunto creato una faccina sorridente per essere utilizzato su pulsanti, schede di scrivania, e manifesti, spillette.

Da allora questa icon è divenuta giorno dopo giorno sempre più famosa e nel 1999 Ball fondò la “Harvey Ball World Smile’ che decise di dedicare il primo venerdì di ogni ottobre alla giornata del sorriso.

Sorridere è importante perché, come molti studi scientifici hanno dimostrato, sorridere fa bene alla salute perché ridendo si rilassano i muscoli e si mettono in circolo molecole ‘positive’ come le endorfine.

Sorridere attiva la messa in circolo della dopamina, un ormone che ci aiuta a rilassarci ed ad abbassare le nostre tensioni. Una risata irrefrenabile equivale a 45 minuti di relax e costa molto meno.

La geloterapia,ossia la terapia del sorriso, finalizzata a ristabilire uno stato di buonumore e di benessere psicofisico, suscitando allegria nei pazienti, ha funzione terapeutica riconosciuta in ambito medico.

Sono ormai molti gli studi scientifici che hanno dimostrato il valore terapeutico.

Ilona Papousek, del dipartimento di psicologia dell’Università di Graz in Austria, ha pubblicato uno studio nel quale ha dimostrato che “sorridere abbassa la pressione del sangue e che potrebbe essere un ottimo esercizio di riabilitazione dopo ictus”.

Lo studio condotto dall’Università del Maryland a Baltimora, ha ad esempio dimostrato che il senso dell’umorismo insieme alla capacità di sorridere diminuiscono i rischi di malattie cardiovascolari.

Quindi cari lettori ricordatevi di sorridere oggi perché è la giornata mondiale del sorriso e dio farlo ogni volta che potete perché ci fa bene.

 Antonio Luzi ( fonte: Vitadidonna.it )

Introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Sul Frecciarosa ottobre è il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno ( Famiglie d’Italia Salute News )

ottobre 3, 2013

presentazione del treno "Frecciarosa, le donne viaggiano ad alta velocità"

Frecciarosa 2013: un mese dedicato alle donne

di Valeria Leone ( fonte: Donne – MSN Italia )

Pubblicato il: 02-10-2013

Sanihelp.it – Ottobre è il mese della prevenzione del tumore al seno e tra le tante iniziative ritorna Frecciarosa: la campagna di sensibilizzazione e prevenzione delle malattie femminili condotta dalle FS insieme all’ Associazione Incontra Donna onlus (con il patrocinio del Ministero della Salute) è giunta alla sua terza edizione.

Saranno disponibili consulenze mediche in treno e vademecum ricchi di consigli e indicazioni utili non solo per le donne ma per tutta la famiglia: prevenzione al maschile, sane abitudini alimentari, stili di vita, suggerimenti per la salute del seno, indicazioni sulla vaccinazione HPV (Papilloma Virus) anche per gli uomini, informazioni sulla prevenzione dei tumori del colon retto e consigli sull’attività fisica, con un’attenzione particolare ai bambini e al tema del rischio genetico.

Dal 3 al 31 ottobre, dal lunedì a venerdì, su due Frecciarossa Trenitalia in viaggio fra Roma e Milano (il 9614 delle ore 9.00 in partenza da Termini e il 9639 delle ore 15.00 da Milano Centrale) ospiteranno medici specialisti che offriranno consulenza gratuita alle clienti e, su richiesta, anche una visita senologica. Le visite si svolgeranno nel 1° Salottino Business.

by Valeria Leone ( fonte: Donne – MSN Italia )

Famiglie  d’Italia

 

Nalmefene, farmaco ” speranza ” nella lotta contro l’alcolismo ( Famiglie d’Italia Salute News )

settembre 27, 2013

Nalmefene 2

Famiglie d’Italia Salute News è una rubrica che propone post che trattano temi essenziali per la salvaguardia della nostra salute e vi invita a visitarne i blog originari.

In vendita il primo farmaco contro l’alcolismo

scritto da: in Farmaci | Permalink

nalmefene

Grazie a Nalmefene sarà più facile contrastare l’alcolismoSi chiama Nalmefene e si tratta del primo farmaco utile per curare l’alcolismo. Dal 1° ottobre sarà disponibile anche in Italia, dopo che il comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) l’ha approvato come rimedio efficace contro l’assuefazione. Un nuovo passo per superare la dipendenza da alcol, che però sarà solo uno strumento da affiancare obbligatoriamente a un percorso psicosociale di recupero e presa di coscienza del proprio disturbo (leggi i consigli degli esperti di OK salute su come uscirne).

Un milione di persone in Italia soffre di alcoldipendenza, ma, secondo i dati del Ministero della Salute, solo 58mila circa si rivolgono a servizi di cura e riabilitazione. E anche tra chi è motivato non pochi rinunciano per la difficoltà di seguire un percorso di completa astinenza dal bere. Il vantaggio di Nalmefene, prescrivibile da un medico specialista solo se accompagnato da interventi di supporto psicologico personalizzati, è proprio aiutare il paziente a ridurre gradualmente il consumo di alcol, prima di passare a una completa rinuncia.

Nei trial clinici su oltre 3mila persone, il farmaco ha mostrato una notevole efficacia, a fronte di lievi effetti collaterali coincidenti con l’inizio del trattamento e transitori (principalmente nausea, vertigini, insonnia e cefalea). Il medicinale va preso al bisogno non più di una volta al giorno (una compressa 1-2 ore prima di bere) e si basa su un principio di modulazione e contrasto del sistema degli oppioidi. L’effetto è di far provare alla persona meno piacere dall’assunzione di alcol, con la conseguenza di portare a una riduzione di alcol (40% nel primo mese e fino al 60% a sei mesi dall’inizio del trattamento).

( fonte: OK Salute e benessere )

Chiedi un consulto agli specialisti nelle dipendenze di OK

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Introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

In Italia 5 milioni di ammalati di Diabete, e non solo… ( Famiglie d’Italia Salute News )

settembre 25, 2013

Diabetes

A volte occorre essere noiosi e ripetitivi per cercare di attirare l’attenzione ed essere in qualche modo ascoltati: noi siamo quello che mangiamo e la nostra salute di conseguenza ne riceve benefici o danni irreparabili. Il cibo, in primis, è la causa principale, se mal selezionato ed ingerito, delle nostre malattie più croniche. Nel post che segue ( proposto da ANSA.it – Salute e Benessere ) numeri crudi, 5 milioni, ci informano solo di un certo tipo di malattia, il diabete, che ci affligge… ma sappiate che a questa se ne aggiungono molte altre, arteriose, intolleranza a certi cibi, obesità, eccetera eccetera. Ebbene, alla nostra salute dobbiamo pensare noi stessi, prima con un’azione preventiva che parte proprio dalla conoscenza di ciò che introduciamo nel nostro corpo: non accontentiamoci di ciò che costa meno o appare allettante, ma andiamo a fondo nella nostra indagine cognitiva, perché troppi cereali modificati geneticamente o animali dopati spudoratamente ci stanno avvelenando quotidianamente, lentamente.

il 23% malati con problemi di cuore, il 22% agli occhi

Potrebbero essere addirittura 5 milioni le persone in Italia con una forma di diabete, nel 95% dei casi di tipo 2. Lo affermano l’osservatorio Arno Diabete e la Società Italiana di Diabetologia, che hanno presentato al congresso della società europea di diabetologia a Barcellona i risultati preliminari delle osservazioni per il 2012. La stima è stata ottenuta da un campione di 11 milioni di persone tra cui la prevalenza è risultata del 6.2%, un valore del 70% superiore rispetto a quello rilevato nel 1997, complice il peggioramento degli stili di vita. Il 65% dei malati ha un’età pari o superiore a 65 anni e 1 su 5 ha età superiore a 80 anni, mentre meno del 3% dei diabetici ha un’età inferiore a 35 anni. Di pari passo con il numero dei casi cresce la spesa per il Ssn dovuta alla malattia, che lo studio calcola in circa 12 miliardi di euro. La spesa per ogni diabetico è circa 4mila euro, ed è composta per il 71% dai ricoveri, per il 15% dai farmaci per complicanze e comorbidità, per il 4% per i farmaci per il diabete e per il 10% per visite specialistiche ed esami. Nonostante le complicanze siano responsabili della maggioranza della spesa, sottolinea un altro studio presentato al congresso, l’Italia con la sua rete diabetologica è riuscita a contenerle. ”Nei diabetici italiani – spiega Enzo Bonora, presidente eletto della Sid – retinopatia, nefropatia, neuropatia, piede diabetico, pur se presenti, lo sono con prevalenza ed incidenza inferiori a quella di altri paesi simili al nostro. Questo non deve però indurre ad abbassare la guardia perché le complicanze sono comunque presenti”. Secondo lo studio Riace il 23% dei diabetici ha avuto un evento cardiovascolare, il 22% ha una retinopatia, il 27% ha una albuminuria, il 19% ha una insufficienza renale moderata-severa.

ANSA.it – Salute e Benessere

Introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Oggi, 22 settembre, 40 anni di matrimonio e non sentirli

settembre 22, 2013

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Oggi per me e mia moglie Natalina ( nella foto in compagnia di amici carissimi ) è un giorno particolare perché entrambi tagliamo un traguardo ambito ed importante, ovvero 40 anni di matrimonio, uniti davanti a Dio e agli uomini dal 22 settembre 1973, quando nella chiesetta di Basiglio ( Mi ) insieme pronunciammo un ” sì “, titubante forse allora, ma diventato  granitico nel tempo trascorso insieme, nell’amore che ci ha uniti nel bene e nel male, nella buona e nella cattiva sorte.

Gli amici che mi leggono regolarmente da anni forse rimarranno stupiti da questa pagina che per una volta racconta di vita strettamente personale, ma credete… lo faccio con orgoglio ed immensa felicità per rendervi compartecipi di una realtà spesso poco evidenziata: la famiglia creatasi dall’amore di due persone esiste ancora, benché tutto, ed è il collante più forte per tenerci saldamente incollati alla vita e meglio comprenderla per goderne in armonia i pro e i contro.

Con questo non voglio discriminare chi non è sposato regolarmente, per scelte o per eventi incontrollabili della vita, se il suo rapporto col partner e il nucleo del quale è parte integrante è fondato sull’amore, ma voglio solo sottolineare che la famiglia tradizionale, tanto messa in discussione ultimamente, esiste ancora… e come! Come me e mia moglie ogni giorno molte coppie festeggiano convinti e grati anniversari come il nostro, solo che si tende a non evidenziare i lati positivi e le cose buone e corrette della vita, ma si cerca di dar voce stentorea ai fatti più negativi per destabilizzare l’armonia in ognuno di noi e renderci più vulnerabili agli attacchi quotidiani per incanalarci più facilmente in percorsi che meglio possano sfruttarci e trasformarci in marionette spente e mosse da fili ben orchestrati da abili burattinai.

Nati

Ora, proprio in un periodo storico in cui le violenze sulla donna finalmente vengono evidenziate con lo sdegno dovuto, io voglio ringraziare pubblicamente la mia compagna di vita Natalina ( nella foto con il nostro amato ed indimenticabile Ginger , che mi ha reso padre di due splendide creature, Pierluca ed Alessia, e da un po’, per naturale conseguenza, anche nonno del piccolo e dolce Tommaso ) per avermi accompagnato e sopportato in tutti questi anni. Se non l’avessi avuta accanto non so se sarei stato in grado di risollevarmi da solo ogni volta che le bastonate si abbattevano sulle mie spalle. La donna che può sembrare debole rispetto alla fisicità maschile ha in sé determinazione e qualità morali inimmaginabili che ben si abbinano e creano le fondamenta indistruttibili sulle quali la famiglia si assesta e si cementa.

Come ho evidenziato nel post precedente, tempi difficili  ci gravano e debilitano giornalmente, ma penso che possano meglio essere affrontati se alle notizie catastrofiche si affiancano ogni tanto anche quelle positive: spero, con la gioia manifestata da una coppia che oggi festeggia un percorso insieme di ben 40 anni, di donare la speranza di un piccolo spiraglio di porta aperta ad un miglioramento collettivo spirituale e materiale.

Permettetemi ora, senza tacciarmi di smielato ed opportunistico  romanticismo, di chiudere con una frase che senza fatica mi sgorga spontanea dal cuore e non mi vergogno di esternare al mondo:

mia dolce Nati, mia discreta compagna,  buon anniversario, ti amo  come allora, anzi di più, e ti ringrazio per avermi aiutato a crescere, Umbi

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Grande Italia, questa politica ci deprime e ci reprime: facciamo conto che non esista e riappropriamoci del nostro talento!

settembre 16, 2013

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Non è possibile! Siamo forse l’unica Nazione al mondo autosufficiente al 95%… e navighiamo nel guano grazie a quattro scellerati, arrivisti e ” scaldatori ” di poltrone alle quali restano incollati da ventenni ( e ultimamente anche quelli appena sedutisi ),  che con le loro lotte di potere ci deprimono e ci reprimono quotidianamente n ogni nostro tentativo di rialzare la testa e provare a respirare aria più salubre.

Ma noi questa aria dobbiamo continuare a cercarla, in noi e fra di noi, nelle nostre famiglie: guardiamoci intorno, non ci manca nulla!... Abbiamo terra, mare, monti e, soprattutto, storia!

Spremiamo il nostro ingegno e recuperiamo la voglia di lottare ed inventare! Siamo troppo legati a degli schemi che ormai non stanno più in piedi. Portare i soldi in banca, per chi può ancora permetterselo, come solamente fonte di risparmio ed investimento, ormai non rende più. Queste ricevono i soldi ma non li rimettono in circolo. Se li tengono stretti, si pagano i loro errori e può succedere un giorno di ritrovarsi con un pugno di mosche in mano, o meglio di ” titoli vari ” di dubbia provenienza! Vi posso raccontare una storia recentemente accaduta, quella di una suocera che ha negato al proprio genero il prestito di una certa cifra per permettergli di intraprendere un’attività nuova, dato che era rimasto senza lavoro, Questi glieli avrebbe restituiti col 5% degli interessi, più una quota degli utili, Lei, invece, ha preferito consegnarli ad una banca in cambio di ” titoli ” ad un rendimento equivalente e presto rivelatisi un flop e una perdita desolata di oltre il 50% del capitale versato…. Morale: il genero è ancora disoccupato e la suocera sta piangendo i suoi risparmi perduti!

Dobbiamo ritrovare la fiducia in noi stessi e nei nostri cari!

Non comportiamoci come quella suocera ancorata a schemi antichi che non funzionano più! I soldi di chi li ha fruttano meglio se usati in casa propria: non nascosti nel materasso o sotto una mattonella, ma impiegati in attività familiari ben congegnate e discusse insieme. Evitiamo di disperdere inutilmente i nostri risparmi. I nostri soldi le banche li vedranno ugualmente, ma solo di passaggio girare, per far fruttare i nostri affari e non i loro.

Il futuro sta nell’agricoltura e negli antichi mestieri.

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Anche se la burocrazia ci massacra, guardandoci intorno e, grazie alle innumerevoli sopracitate risorse del nostro territorio, abbiamo molteplici possibilità per creare reddito e sopravvivenza. Riscopriamo, per esempio, le infinite variabili offerte da un’agricoltura messa troppo frettolosamente da parte nell’illusione di trasformarci in un paese industriale: la terra crea lavoro e, in ogni caso, prodotti da consumare con cui sostenersi… e poi, riscopriamo anche gli antichi mestieri che anch’essi, troppo in fretta, abbiamo lasciato in mano ad altri giunti sul nostro territorio con mezzi di fortuna: lavorare di mano,con sudore e fatica, non è umiliante, anzi! E’ più umiliante vivere di cassa integrazione o sussidi vari che, prima o poi, saranno destinati ad esaurirsi.

La politica e le politiche derivanti ci stanno deprimendo e reprimendo… facciamo conto che non esistano! Facciamocele scivolare addosso, ritroviamo la nostra personalità, o meglio…recuperiamo la nostra identità: con un po’ di buona volontà ed intelligente solidarietà familiare possiamo ancora farcela!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Grazie ai topi, le nostre cellule potranno ringiovanire ( Famiglie d’Italia Salute News )

settembre 14, 2013

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Articolo interessantissimo pubblicato da SaluteCorriere della Sera e che vi propongo interamente proprio per rimarcarne l’importanza ed invitarvi a visitare con attenzione e quotidianità la pagina il cui link è ben evidenziato, perché sempre ricca di informazioni utili al nostro buon vivere.

” IL GENETISTA NOVELLI ” RISULTATO ECCEZIONALE, MA SERVONO ALTRI PASSI “

Cellule ” ringiovanite ” in un topo vivo

Importante studio spagnolo: cellule adulte riprogrammate per fare un viaggio indietro nel tempo fino a diventare totipotenti

CELLULE

MILANO – Cellule adulte “indotte” a recuperare le caratteristiche di staminali embrionali in un organismo vivo. L’eccezionale risultato, mai descritto prima, è stato ottenuto da un gruppo del Centro di ricerche spagnolo sul cancro (Cnio), coordinato da Manuel Serrano, ed è descritto su Nature. I ricercatori hanno riprogrammato cellule di alcuni organi e tessuti di topi vivi, portandole a uno stato primitivo mai osservato prima in un organismo adulto. Una tappa fondamentale nella marcia di avvicinamento verso la medicina rigenerativa, con la speranza di poter un giorno riparare lesioni di organi come cuore o cervello senza ricorrere a trapianti cellulari.

LA TECNICA – I ricercatori si sono basati sulla tecnica messa a punto dal premio Nobel Shinya Yamanaka, grazie alla quale le cellule adulte compiono un viaggio indietro nel tempo, fino a diventare cellule primitive. Il cocktail per riprogrammare le cellule adulte in provetta è formato dai quattro geni: Oct4, Sox2, Klf4 e c-Myc. Ciò che rende importantissimo il nuovo studio è che la riprogrammazione avviene invece direttamente nel corpo di un essere vivente. I ricercatori hanno creato topi modificati geneticamente contenenti i quattro geni, poi attivati attraverso un antibiotico sciolto nell’acqua e dato da bere agli animali. Una volta che la sostanza ha “acceso” i geni è stato osservato che alcune cellule adulte di tessuti e organi, come rene e stomaco, sono state in grado di ritirarsi dal loro sviluppo evolutivo e percorrere un viaggio all’indietro per diventare cellule staminali che sembrano più simili alle cellule staminali embrionali rispetto alle pluripotenti indotte create in coltura. I ricercatori hanno anche scoperto che queste simil-staminali embrionali ottenute direttamente dall’interno dell’organismo hanno una capacità più ampia di differenziazione rispetto a quelle ottenute in vitro. In particolare hanno le caratteristiche delle cellule totipotenti: uno stato primitivo mai ottenuto in laboratorio.

YAMANAKA – Le staminali embrionali sono in grado di generare qualsiasi tipo di cellula che costituisce un organismo adulto, quindi celano la chiave per curare malattie come l’Alzheimer, il morbo di Parkinson o il diabete. Tuttavia queste preziose cellule hanno una vita molto breve, limitata ai primi giorni dello sviluppo embrionale. Uno dei più grandi successi della ricerca biomedica è stato, nel 2006, quello messo a segno dallo scienziato giapponese Yamanaka, riuscito a creare staminali pluripotenti indotte in vitro (iPs), attraverso il cocktail di quattro geni. La scoperta, che è valsa allo studioso il Nobel per la medicina nel 2012, ha aperto un nuovo orizzonte nel campo della medicina rigenerativa. Ora i ricercatori spagnoli hanno fatto un passo avanti, raggiungendo lo stesso risultato, ma all’interno di un organismo vivente. Generare queste cellule all’interno di un organismo, spiegano gli autori dello studio, porta questa tecnologia ancora più vicina all’uso in medicina rigenerativa.

TOTIPOTENTI – La prima sfida per i ricercatori del Cnio era proprio quella di riprodurre l’esperimento di Yamanaka in un essere vivente. «Questo cambiamento di direzione nello sviluppo cellulare – spiega María Abad, autore principale dell’articolo e ricercatrice del gruppo di Serrano – non è mai stato osservato in natura. Abbiamo dimostrato di essere in grado di ottenere staminali embrionali in organismi adulti e non solo in il laboratorio». «Ora – aggiunge Serrano – possiamo iniziare a pensare a metodi per indurre la rigenerazione a livello locale e in modo transitorio per un particolare tessuto danneggiato». Le staminali ottenute in topi mostrano caratteristiche totipotenti equivalenti a quelle presenti negli embrioni umani allo stadio di 72 ore di sviluppo. Rispetto alle cellule ottenute con la tecnica sviluppata da Yamanaka, le staminali ringiovanite spagnole rappresentano quindi uno stato embrionale precedente, con maggiore capacità di differenziazione. Il team spagnolo è stato persino in grado di indurre la formazione di strutture pseudo-embrionali nelle cavità toracica e addominale dei topi. Questi pseudo-embrioni mostrano i tre strati tipici degli embrioni (ectoderma, mesoderma ed endoderma) e strutture extra-embrionali quali la membrana vitellina. «Questi dati ci dicono che le nostre cellule staminali sono molto più versatili di quelle ottenute in vitro da Yamanaka», sintetizzano gli autori. «Le nostre staminali sopravvivono anche al di fuori dei topi, in coltura – conclude Abad -. Il prossimo passo sarà studiare se queste nuove cellule sono in grado di generare in modo efficiente diversi tessuti come quello di pancreas, fegato o reni».

«RIVOLUZIONARIO» – Quello del team spagnolo è uno studio «rivoluzionario» per la medicina rigenerativa. Ne è convinto il genetista Giuseppe Novelli, preside della Facoltà di Medicina dell’Università di Roma Tor Vergata. «Per la prima volta si dimostra che è possibile creare staminali simili alle embrionali in un organismo vivente a partire da cellule adulte – spiega -. Un risultato sperimentalmente importantissimo, perché dimostra in vivo quanto ottenuto finora solo in vitro. Per passare però dal laboratorio alla medicina rigenerativa, occorrono alcuni passaggi chiave – dice il genetista -. Infatti non è utile né sicuro attivare la produzione di staminali simil-embrionali nell’organismo, senza poter “spegnere” questo processo o controllarlo. La ricerca apre dunque la strada a metodi di attivazione cellulare selettiva. Penso – conclude – a un sistema di interruttori che “spengano” e “accendano” la produzione di cellule simil-embrionali a livello di singoli organi e tessuti. Questa è la sfida più difficile per la medicina rigenerativa».

11 settembre 2013 (modifica il 12 settembre 2013)
Cellule «ringiovanite» in un topo vivo “

Famiglie  d’Italia


Come difendersi dalle zanzare ( Famiglie d’Italia Salute News )

settembre 11, 2013

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Questa è una notizia interessantissima che Famiglie d’Italia ha pescato sul web con un certo piacere, anche se, per dirla tutta, avrebbe preferito offrirla all’inizio dell’estate e non ora che il flagello del quale andiamo a trattare sta per ” togliere il disturbo ” alla ricerca di un luogo sicuro dove deporre le proprie uova in modo da ripresentarsi l’anno prossimo più agguerrita ed arrabbiata che mai: stiamo parlando delle zanzare.

Difendersi dalle zanzare inibendo il loro olfatto ( fonte : In dies )

Gli scienziati hanno scoperto un modo naturale per proteggere la pelle umana dal morso delle zanzare.

Delle sostanze possono creare una specie di mantello sulla pelle e inibire l’olfatto di questi insetti, bloccando la loro capacità di sentire l’odore e di indirizzarsi verso le vittime.

Ulrich Bernier, ricercatore a Gainesville, in Florida, ha detto che l’odore di una persona proviene da centinaia di composti della pelle, molti emessi attraverso il sudore e altri prodotti dai batteri.

Per identificare quali di questi odori attirino le zanzare, con i suoi colleghi ha utilizzato una gabbia speciale con uno schermo, ai lati della quale ha spruzzato varie sostanze documentando i loro effetti nell’attrarre le zanzare.

E’ emerso che alcuni composti, come l’acido lattico, un componente comune del sudore umano, erano esche per il 90 per cento delle zanzare. Con altri composti, invece, molte zanzare non volavano o sembravano confuse.

Bernier ha detto che un gruppo di composti chimici, tra cui la 1-methylpiperazine, bloccano l’odorato di questi pericolosi insetti.

Lo studio è stato presentato al 246esimo National Meeting & Exposition of the American Chemical Society.

Le zanzare rappresentano un vero problema in campo sanitario in quanto sono vettori di numerose e pericolose malattie per uomini e animali.

Introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

8 settembre 1943: Badoglio proclama l’Armistizio

settembre 8, 2013

armistizio

In questi giorni venti di guerra soffiano funesti sul nostro futuro già martoriato da irruenti battaglie finanziarie delle quale noi siamo solo le vittime sacrificali. Ieri Papa Francesco ha invitato tutto il mondo e tutte le religioni al digiuno ed alla preghiera nel tentativo di riportare i governanti alla ragione: la guerra non è mai un rimedio di pace, ma il preannuncio di violenze inaudite che puzzano solo di morte e di meschine giustificazioni. Grazie al’aiuto di Google e Wikipedia vi offro uno spaccato di storia, datato 8 settembre, nel quale 3 anni di sofferenza e distruzione mostrano la loro tragica inutilità. l’uomo sbaglia, ma non impara!

badoglio

” Il proclama Badoglio dell’8 settembre 1943, che fece seguito a quello del generale Dwight D. Eisenhower delle 18.30,[1] trasmesso dai microfoni di radio Algeri, fu il discorso letto alle 19.42 dai microfoni dell’EIAR da parte del Capo del Governomaresciallo d’Italia Pietro Badoglio con il quale si annunciava l’entrata in vigore dell’armistizio di Cassibile firmato con gli anglo-americani il giorno 3 dello stesso mese. “

Il proclama letto alla radio

” Il governo italiano, riconosciuta la impossibilità di continuare la impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell’intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla Nazione ha chiesto un armistizio al generale Eisenhower, comandante in capo delle forze alleate anglo-americane.La richiesta è stata accolta.Conseguentemente, ogni atto di ostilità contro le forze anglo-americane deve cessare da parte delle forze italiane in ogni luogo.Esse però reagiranno ad eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza “

Badoglio annuncia l’armistizio dell’Italia( audio originale del messaggio )

E da lì seguì la fuga da Roma dei vertici militari, dello stesso Badoglio, allora capo del governo, del Re Vittorio Emanuele III e di suo figlio Umberto: a quella data, che per molti aveva erroneamente rappresentato la fine della guerra, seguì purtroppo ancora un lungo periodo di confusione, di lutti e di battaglie fratricide, a dimostrare che entrare in guerra è facile… uscirne un’ impresa.

Sono passati 70 anni da allora e ovunque si festeggia, a seguito dell’Armistizio, la nascita della lotta e della Resistenza antifascista che, dopo ulteriori due anni di lotta, sacrifici ed enormi perdite, con l’aiuto delle forze alleate, si arrivò finalmente alla liberazione dell’Italia, il 25 aprile 1945. .. 5 anni di guerra e di sangue versato per ritrovarsi un mucchio di macerie ed un futuro da ricostruire.

Festeggiamo pure l’8 settembre, ma non dimentichiamo mai l’orrore che lo ha preceduto e seguito grazie all’avidità di pochi nei confronti di molti.

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Venti di guerra nel mondo…

settembre 5, 2013

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MA ANDATE TUTTI A… E LASCIATECI LAVORARE IN PACE !!!

 

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

 

 

Enzo Marascio e il suo ” Muscolo di Grano “, la carne vegetale proteica e priva di colesterolo ( Eccellenze d’Italia 3 )

agosto 29, 2013

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Continua il mio viaggio fra le ” Eccellenze d’Italia“: ma quella di oggi è proprio un’eccellenza speciale, ” over the top “, come si usa ormai dire per qualcosa di veramente eccezionale… Ieri sera, in una cena speciale da me organizzata per degli amici appena conosciuti, ho fatto vivere loro un’esperienza nuova e speciale. Li ho fatti toccare con mano, o meglio ancora, gustare col palato, lasciandoli sbalorditi e fidelizzandoli a vita, un prodotto del quale a voi racconto da tempo e in modo sempre più che positivo. Un cibo innovativo, che ogni volta che gusto, e da anni ormai, trovo ogni volta sempre più incredibile e unico: il  ” Muscolo di Grano “, creato molti anni fa dal ” genio ” italico di una persona diventata ormai per me un amico carissimo ed insostituibile, Enzo Marascio ( nella foto mentre affetta la sua ” creatura ” ). Io posso anticiparvi ed assicurarvi che questo ” magico ” prodotto, ormai riconosciuto nel mondo come ” eccellenza ” d’Italia, contiene tutte le proteine della carne, ma… a differenza della carne, essendo a base vegetale, è totalmente privo di grassi saturi, ovvero il famigerato colesterolo. Ma per meglio entrare nel mondo di questa prelibatezza e saperne qualcosa di più  consiglio, come sempre, di cliccare su www.muscolodigrano.biz , sito dal quale ho estratto quanto andrete a leggere di seguito.

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Né carne, né prosciutto A tavola c’è muscolo di grano

Bistecche, roast-beef, spezzatino, cotolette, melanzane ripiene, polpettine,prosciutti.
Una tavola imbandita come tante. Certo l’aspetto è dei migliori e il primo, classico istinto è quello di prendere forchetta e coltello e sedersi a mangiare.

Ma è lo stesso padrone di casa a svelare ciò che si nasconde dietro le apparenze: è tutto a base di frumento.

Si stenta a credere ai propri occhi, ma sono anni ormai che Enzo Marascio, calabrese di Isca sullo Ionio, 50 anni, sposato e padre di due figli, ha sostituito la carne con i suoi prodotti a base di grano.

Il protagonista di questa storia non è un agronomo o un chimico. In passato aveva un piccolo laboratorio per la lavorazione delle pelli e oggi si occupa d’intermediazioni immobiliari. Ma c’è qualcosa che ha “cambiato” la sua vita. L’ipertensione e il diabete lo hanno costretto da una quindicina d’anni a una dieta vegetariana.

“Ora però – dice – mi ritengo fortunato, perché dopo molti tentativi il mio muscolo di grano non ha niente da invidiare alla carne, ai prosciutti, alle mortadelle né dal punto di vista nutrizionale, né per quanto riguarda il gusto”.

Muscolo arrosto

Provare per credere

Il segreto sta tutto qui: nel muscolo di grano. Così Enzo Marascio  ha chiamato il suo impasto a base di farina di frumento, farina di legumi o di soia, acqua e olio con l’aggiunta di spezie. Una miscela dalla quale riesce a trarre i suoi prodotti. Ma è possibile – viene da chiedersi – che da un impasto di farine nascano alimenti simili alla carne per aspetto, consistenza e gusto? Per quanto possa sembrare strano è proprio così.

Sulla bistecchiera, la fettina di muscolo di grano è praticamente uguale a quella tradizionale. Certo inizialmente, durante la cottura, il colore non è il rosso tipico della carne al sangue, ma un giallo opaco. Messa nel piatto, però, ha le sembianze della classica bistecca. Ciò che l’occhio non vede, non sfugge comunque all’olfatto e al palato. Qui si entra nel campo dei giudizi soggettivi.

L’odore richiama leggermente quello del pane appena uscito dal forno. Al primo boccone si ha la sensazione di assaggiare qualcosa dal sapore molto simile a quello del fegato o carne miscelata a funghi, con un retrogusto particolare, dato anche dal peperoncino di cui si scorgono i pezzetti. Colpisce la consistenza: il prodotto non è per nulla gommoso, anche se il taglio con il coltello rivela una morbidezza che per forza di cose è maggiore rispetto a quella di una bistecca.

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Non solo bistecche

Sulla tavola, non ci sono solo bistecche e arrosti. Campeggia un piatto di spezzatino di muscolo di grano ai funghi: due sapori che si sposano bene. Ma c’è qualcosa che richiama subito l’attenzione: gli affettati. Hanno un colore particolare, rossastro. “Nessun colorante – precisa Enzo Marascio – perché per dare questo aspetto, aggiungo al muscolo di grano semplicemente della salsa di pomodoro”. Ciò che si ha di fronte sembra quindi del prosciutto cotto, anche se con un sapore diverso e magari più intenso. Fa anche un certo effetto provarlo nei toast. Viene da dire: tutto qui? Eppure si parla di alimenti prodotti con il grano. Meglio quindi fare un passo indietro.

Spero di aver positivamente incuriosito al punto giusto chi ancora non conosce Muscolo di Grano. L’incontro con questa eccellenza italiana lo deciderete voi, quello che io posso consigliarvi e di accelerane l’avvento al massimo: ne riceverà un beneficio la vostra salute.

rubrica a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Epeo, un Artista con la A maiuscola ( Eccellenze d’Italia 2 )

agosto 27, 2013

ENZA, FRANCESCA, TONINO, FOTO VARIE, OPERE 067 - Copia[1]

Oggi Famiglie d’Italia vi presenta un’ altra ” Eccellenza d’Italia “, Epeo, un Artista con la A maiuscola. che attraverso lo studio e l’estro ha saputo occupare uno spazio importante, tutto suo, in un mondo molto affollato, quale quello della pittura e scultura. Le sue caratteristiche artistiche emergeranno più chiaramente dalla bibliografia allegata: mi fa piacere, però, aggiungere un’informazxione non riportata e, cioè, che Peleo è un Artista completo che eccelle in tutte le Arti in cui si applica, anche in quella musicale, avendo scoperto che è un ottimo intrattenitore e cantante, capace di deliziare il suo pubblico con trovate sempre innovative ed aggreganti, come, a conferma, quella di aver organizzato recentemente un concerto notturno nel quale il pubblico assisteva seduto sulla spiaggia di Trebisacce mentre lui si esibiva su un peschereccio all’ancora di fronte con un palco improvvisato ma completo di impianti audio e strumentazione.

BIO-BibliografiaEssenziale
Epeo nasce a Trebisacce (CS) nel 1956. Il suo percorso si snoda da un primo periodo, di formazione, attraverso cui l’artista evidenzia gli aspetti di un mondo bucolico, carico di sentimenti, che rimanda all’importanza”della-essenzialità-“. Successivamente, Epeo muove verso un campo d’azione in cui soprattutto la gestualità rivela il suo desiderio di voler andare oltre la convenzionalità.

Il secondo periodo è caratterizzato dalla maturazione di diverse esperienze, derivanti da una serie di viaggi nel nord Italia ed all’estero; in questo arco spazio-temporale, l’artista realizza una serie di mostre nell’hinterland milanese e, in un secondo momento, il contatto con la “Nuova Scuola Romana”, da cui nasce un proficuo rapporto di amicizia con il pittore Bruno Ceccobelli; la ricerca dell’artista umbro sul pensiero teosofico, diventa per Epeo motivo ispiratore di molte sue opere e la sua principale inclinazione diventa quella di “scavare nel proprio inconscio, esorcizzando la materia, alla ricerca di sostanze rigeneratrici che aiutino a raggiungere la propria identità più
autentica e ad elevarsi spiritualmente”. Benché caratterizzate prevalentemente da “Segno” e “Materia”, che sottolineano, inequivocabilmente, la personalità dell’artista, le opere
di tale periodo, oltre a presentare elementi da cui si denota l’influenza dell’artista umbro, hanno come comune denominatore una chiara desinenza “esoterica” corredata da una sorta di “sacralità primordiale”.

E’ nel 1990 che Epeo crea il ciclo dei “Tabernacoli” e, nel 1995, ha inizio quello degli “Angeli della scrittura” e dei “Pret à porter”. Appartengono allo stesso periodo anche alcune tecniche miste, che l’artista denomina “Carte”.Sono del 2000 le “Litoscritture” e le “Litosculture” in cui, protagonista essenziale, è la pietra. Nelle opere più recenti, Epeo intensifica il suo rapporto con lo spazio attraverso una serie di sculture minimali, che rimandano ad una sorta di arcaicità spirituale: in sostanza, prende come riferimento un luogo in cui sono deposte le essenze della sua identità più autentica come il sito protostorico di ‘Broglio’ di Trebisacce, (1700 a.c.); a tale fonte ispiratrice
fanno riferimento anche alcune sue performance poetiche, che celebrano lo spirito della vicenda bruzia.

epeoPERSONALI E COLLETTIVE“Teatro Rendano”, Cosenza – “Palazzo dei Priori”, VolterraPI – “Centro Di Sarro”, Roma – “Dadodue” Salerno – “Open-Art Cafè”, Lissone MI – Galleria La Pesa, Monza – Sala delle Arti, Castrovillari CS – “Laboratorio 66 G.Gini”, Milano – “Polo Museale della Sibaritide”, Sibari CS – Fortezza Spagnola”, L’Aquila – “Salone del Libro”, Torino – Open-Art, Catanzaro -Galleria “Centro Storico”, Firenze – “Fortezza Da Basso”, Firenze – Expo Bologna – “Bidart” Bergamo – Expo Bari – “Santa Maria in Montesanto”, Roma – Galleria “La Scala”, Roma – “Il Graffio”, Cosenza – “Giffoni Film Festival”, Salerno – “Aeroporto Malpensa” Milano, “Airport J.F.Kennedy” New York. Pubblicazioni: Plaquettes con Vincenzo Varlaro, Paolo Aita, Rosa Foschi, Luca Maria Patella, Alda Merini – Ed.Pulcino-Elefante.Palazzo delle Esposizioni – Flash Art, Il giornale dell’arte, segno, tema celeste. Hanno scritto: Paolo Aìta, Tiziana Altomare, Luigi Bianco, Mario Candido, Teodolinda Coltellaro, Alfredo Granese, Dante Maffia, Giuseppe Selvaggi, Massimo Duranti, Giancarlo Pedicini,RobertoPinto,Tonino Sicoli.

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 Introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

La Grotta delle Ninfe a Cerchiara di Calabria ( Eccellenze d’Italia)

agosto 24, 2013

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Con la grotta delle Ninfe di Cerchiara di Calabria si apre una nuova pagina dal nome  Eccellenze d’Italia “, che sarà dedicata alle varie Eccellenze che il nostro patrio suolo si vanta di possedere, col compito di informare il mondo e, soprattutto, ricordare a noi stessi che l’Italia è un Paese unico che, grazie alla sua Storia, alle sue Coste e alle sue Montagne, all’Ingegno del suo Popolo, cocktail ineguagliabile di Arte, Cultura e Tradizioni, può vantarsi di essere autosufficiente al 95%. per cui, l’Europa è un grande sogno e una gran realtà… ma che nessuno  dimentichi che senza Italia l’Europa rischia, ma  senza Europa l’Italia vive..

Oggi presentiamo un piccolo comune calabrese, Cerchiara di Calabria, poco distante da Sibari e quasi accanto a Trebisacce, da tanti soprannominata la ” città dell’amore “. Siamo di fronte alla realtà miracolosa di una fonte termale dalle acque e fanghi curativi che sgorga nel cratere di un vulcano spento da milioni di anni e contornato da un mix di mistero, storia e leggende di un angolo magico riconducibile all’antica Magna Grecia: la Grotta delle Ninfe di Cerchiara di Calabria.

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Terme di Cerchiara
” Le sorgenti termali calabresi vantano un’antica tradizione che si perde in curiose leggende e miti ancestrali tutti da scoprire.

Una delle sorgenti più interessanti da questo punto di vista è quella che nasce nella Grotta delle Ninfe, situata alle pendici del Monte Pollino, a Cerchiara di Calabria. Secondo la leggenda, la Grotta delle Ninfe Lusiadi era un antro segreto che nascondeva agli occhi dei mortali l’alcova della Ninfa Calipso. Altre leggende raccontano che la stessa caverna fosse la dimora delle Ninfe Lusiadi, che custodivano gelosamente il loro segreto di bellezza eterna, legato all’utilizzo delle acque sulfuree che nascono da questa sorgente termale.

Si tratta di un incantevole antro che, in alto, si apre in una fessura dalla caratteristica forma di mezzaluna, da cui di giorno si insinua la luce del sole. All’interno della suggestiva grotta calcarea, si è creata una piscina di acqua termale che si mantiene costantemente sui 30 gradi centigradi e da cui fuoriesce un ruscello che corre verso il mare, portandosi dietro il suo caratteristico odore sgradevole.. Si tratta infatti di acque sulfuree che, seppure notoriamente non dotate di un buon odore, erano già note agli antichi Sibariti per la cura delle malattie della pelle e di quelle reumatiche.

Le mitiche acque sulfuree alimentano l’omonimo complesso termale, costruito intorno alla grotta, senza intaccare la bellezza naturale del luogo.
Poche piscine ed un ampio spiazzo in cui godere dei raggi del sole, soprattutto in estate, e soprattutto dei fanghi di cui si può liberamente usufruire.

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Grotta delle ninfe
Di grande importanza sono anche le sorgenti della Grotta delle Ninfe, le cui acque sulfuree alimentano l’omonimo complesso termale.

Nella suggestiva grotta, le cui pareti di roccia calcarea si aprono, in alcuni punti, verso il cielo, si è creata una piscina di acqua calda (30 °C), già nota agli antichi Sibariti.

Qui si formano fanghi dalle proprietà terapeutiche. Secondo l’antica leggenda, la Grotta delle Ninfe Lusiadi era l’antro nascosto che custodiva il talamo della mitica Calipso.

Introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Una foresta artificiale ed una spugna intelligente al servizio dell’uomo ( Econota 111 )

agosto 20, 2013

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Dal Lawrence Berkeley National Laboratory. Una foresta artificiale darà all’uomo il potere della fotosintesi

Creata da un team di ricercatori californiani una struttura integrata capace di convertire l’energia solare in combustibili chimici.

( Fonte:Rinnovabili.it) – La fotosintesi non è più un lavoro solo per le piante. Gli scienziati del Lawrence Berkeley National Laboratory hanno infatti dato vita al primo nano-sistema, pienamente integrato, per la fotosintesi artificiale.

La chiave del successo per i ricercatori americani è stata l’aver messo a punto un sistema più completo di quelli fino ad oggi studiati creando, lì dove molti si erano cimentati nella realizzazione di una “foglia”, una vera e propria “foresta artificiale”. “Analogamente a quanto avviene nei cloroplasti vegetali, il nostro sistema fotosintetico si affida a due assorbitori di luce semiconduttori, uno strato interfacciale per il trasporto della carica e co-catalizzatori spazialmente separati”, ha spiegato il chimico Peidon Yang, autore della ricerca.

Per facilitare fotolisi dell’acqua nel nostro sistema, abbiamo sintetizzato eterostrutture di nanofili simili ad alberi, costituiti da tronchi di silicio e rami in ossido di titanio. Visivamente, le matrici di queste nanostrutture ricordano una foresta artificiale”.

Nella fotosintesi naturale, l’energia della luce solare assorbita produce trasportatori di carica energizzati che eseguono le reazioni chimiche in regioni distinte del cloroplasto; l’etero struttura di nanofili di Yang è stata integrata in un sistema funzionale che imita i cloroplasti. Per ora, posto sotto la luce, il sistema integrato di fotosintesi artificiale raggiunge una conversione dello 0,12 per cento della luce solare in idrogeno tramite la scissione delle molecole d’acqua.

La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano

Un materiale creato dai ricercatori dell’Università di Tor Vergata .Una spugna intelligente per pulire le acque inquinate

Composta da nanotubi di carbonio, è in grado di assorbire una quantità d’olio pari a 150 volte il suo peso

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(Rinnovabili.it) – Chiazze di olio addio grazie alla spugna “intelligente” direzionabile a distanza e riutilizzabile un numero infinito di volte: non si tratta dell’ultimo prodotto per la pulizia della casa, ma di un nuovo materiale creato dai ricercatori dell’Università di Tor Vergata capace di purificare le acque dalle sostanze inquinanti.Composta da nanotubi di carbonio, la spugna ha le stesse dimensioni di una moneta da 20 centesimi, ma è ben 4.000 volte più leggera della stessa; galleggiando sull’acqua inquinata, è capace di assorbire una quantità di olio pari a 150 volte il suo peso.La particolarità della spugna pulente è rappresentata dalle sue proprietà magnetiche, grazie alle quali può essere direzionata a distanza verso le chiazze di inquinamento, utilizzando delle semplici calamite.

”La spugna può essere pensata come una matassa formata da milioni e milioni di nanotubi intrecciati, dove circa il 90% del suo volume e’ costituito dagli spazi vuoti tra i nanotubi stessi, il che le conferisce una straordinaria leggerezza” sottolinea Maurizio De Crescenzi, il coordinatore del progetto, come riportato da Ansa.”Grazie a questa sua particolare struttura, la spugna risulta super-idrofobica: repelle dunque completamente l’acqua, ma al tempo stesso e’ capace di assorbire efficacemente gli eventuali inquinanti disciolti in essa immagazzinandoli negli spazi vuoti”.

rubrica a cura di

Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

Un’ulteriore caratteristica della spugna è la sua capacità di rigenerazione: basterà semplicemente strizzarla o bruciarla per rimuovere l’olio, senza che i nanotubi subiscano alcun tipo di alterazione; in questo modo la “spazzina delle acque” potrà essere utilizzata un numero infinito di volte.

Pillole di positività 2 ( Famiglie d’Italia Salute News )

agosto 10, 2013

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Cervello più attivo con il cacao, due tazze di cioccolato al giorno

PUBBLICATO 09 AGOSTO 2013 DI ANTONIO LUZI  fonte: VitadiDonna Community

Gli amanti del cioccolato non potranno che essere soddisfatti dalla notizia che arriva grazie un recente studio pubblicato su Neurology. Due tazze al giorno per migliorare le condizioni del cervello, le sue prestazioni e la memoria.

I ricercatori statunitensi della Harvard Medical School di Boston hanno arruolato 60 anziani con un’età media di 73 anni. A nessuno dei volontari era stata diagnosticata la demenza senile, ma per 17 dei partecipanti era stato invece rilevato un ridotto afflusso sanguineo (e quindi di ossigeno) al cervello.

Per un mese hanno assunto due tazze di cacao ogni giorno senza però assumere altro cioccolato in altre forme.

Successivamente i volontari sono stati sottoposti a test per valutare le funzionalità cerebrali attraverso la misurazione della memoria, delle capacità cognitive e e quelle di pensiero.

Grazie agli ultrasuoni è stata rilevata la quantità di afflusso di sangue nel cervello e, tra alcuni di questi, una risonanza magnetica ha rivelato danni in alcune aree del cervello.

I dati hanno indicato che nei 17 partecipanti che presentavano inizialmente un ridotto afflusso sanguineo avevano ottenuto un miglioramento pari all’8,3% rispetto agli altri che non avevano alcuna insufficienza.

Sempre nei 17 volontari con ridotto afflusso di sangue al cervello è stato possibile rilevare un miglioramento della performance nei test di memoria con dei tempi di risposta che passavano da 167 secondi a 116.

Nel tentativo di individuare quale sostanza del cacao potesse produrre gli effetti benefici, alla metà dei volontari è stata somministrata una cioccolata ricca di flavanoli. Al contrario, l’altra metà ha assunto cacao povero di queste sostanze.

Ebbene, l’analisi dei dati non ha evidenziato alcuna differenza tra i due gruppi.

Già uno studio dello scorso anno, eseguito dai ricercatori della Geriatria dell’ospedale di Avezzano e dall’Università dell’Aquila, aveva indagato sui flavonoidi contenuti nel cacao. Il lavoro, pubblicato su Hypertension dopo la supervisione dell’American Heart Association, ha provocato l’interesse degli addetti ai lavori a livello internazionale.

I dati, pur andando nella stessa direzione della Harvard Medical School di Boston, non dimostravano con certezza se l’azione dei flavonoidi del cacao avesse una conseguenza diretta o un effetto secondario sul miglioramento della funzione cardiovascolare.

Tornando allo studio più recente, Farzaneh Sorond, neurologo e coordinatore della ricerca, ha spiegato “Come le diverse aree del cervello hanno bisogno di più energia per completare i loro compiti, hanno anche bisogno di maggiore flusso di sangue. Questa relazione, denominata accoppiamento neurovascolare, può svolgere un ruolo importante nelle malattie come il morbo di Alzheimer”.

Famiglie  d’Italia

Attenzione quando fate la spesa! Potreste acquistare del latte al botulino ( Famiglie d’Italia Salute News )

agosto 6, 2013

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Soffermatevi con attenzione su questa notizia e sul link aggiunto in calce:  La nostra vita è sempre più nelle mani di speculatori senza scrupoli che mettono al primo posto il business, specialmente nell’alimentazione. Noi siamo quello che mangiamo, non dimentichiamolo mai! Ci fidiamo troppo di tutto e di tutti, e questo a scapito della nostra salute e quella dei nostri figli. Nell’articolo che segue si descrive lo scenario di un gruppo internazionale che, venuto a conoscenza di un qualcosa di veramente pericoloso presente nei propri prodotti, non avverte subito il mondo ma, in qualche modo, studia prima il sistema per far sì che il tutto avvenga nel modo aziendalmente più indolore. Il latte è il primo alimento di un bambino e su di esso si scatenano le offerte: è sempre più difficile valutare quella giusta! Questo blog da tempo cerca di informarmi sul ” meglio ” e presto, proprio sul latte, vi informerà su un prodotto genuino ed altamente innovativo sia al latte vaccino che di soia e di riso, creato da Enzo Marascio, l’inventore del  Muscolo di Grano, prodotto alternativo alla carne, eccellenza italiana da tempo conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo. Per ora vi lascio in sospeso, ma vi anticipo che sarà qualcosa di veramente incredibile e salutare.

Sospette partite di prodotti contaminate. Gigante agroalimentare Fonterra nella bufera:

È il primo gruppo esportatore mondiale di derivati del latte, vale un terzo dell’economia neozelandese e lo scandalo dell’agroalimentare,latte neozelandese, latte al botulino che lo vede coinvolto potrebbe avere effetti catastrofici sull’ economia del paese australe.

Sempre più nazioni infatti, hanno deciso di ritirare i prodotti della Fonterra che si presume possano essere contaminati dal batterio.

Anche Danone ha richiamato da numerosi paesi dell’Asia alcune partite di latte in polvere per bambini di marca Danone,.

Lo scandalo ha gettato nell’incertezza i consumatori in Cina. “Credevamo di essere al sicuro, ma questo dimostra che nemmeno i prodotti esteri lo sono. Adesso dobbiamo davvero pensare a cosa dare al bambino”, dice un acquirente cinese.

Dalla politica alla gente comune tutti sono d’accordo nel criticare Fonterra per il ritardo con cui ha richiamato i lotti sospetti. Questo ritardo potrebbe costare carissimo al gigante agroalimentare che muove quasi 7 miliardi di euro all’anno.

“I consumatori avrebbero dovuto sapere da subito se c’erano problemi”, dice una madre neozelandese.

Il ritardo ha avuto anche l’effetto di provocare il panico. Centinaia le telefonate ai centri di assistenza neozelandesi. “Le chiamate aumentano in modo esponenziale eva sempre peggio”, dice un’assistente telefonica.

Il sospetto della presenza di botulino riguarderebbe appena tre lotti di siero di latte in giro dall’anno scorso. Un ritardo che potrebbe costare carissimo a Fonterra e all’intera economia neozelandese.

fonte euronews

http://it.euronews.com/2013/08/05/sospetto-botulino-in-prodotti-caseari-neozeleandesi

Introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

La Marina americana diventa ” ecologica ” ( Econota 110 )

agosto 1, 2013

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Un pieno di erba paglia per la Marina americana

Il braccio scientifico del Dipartimento dell’Energia sta collaborando con l’US Navy e il mondo industriale per realizzare un efficiente carburante jet a partire dal “panico verga” ( erba paglia ).

 (Rinnovabili.it) – Utilizzare la biomassa al posto del petrolio. L’obiettivo non è nuovo per le forze armate statunitensi, in perenne ricerca di metodi per vincere la battaglia dell’autosufficienza energetica. Ecco perché non deve sorprendere sapere che il National Renewable Energy Laboratory  (NREL) del Dipartimento dell’Energia (DOE), in collaborazione con la Marina e due società, la Show Me Energy Cooperative e la Cobalt Technologies, è attualmente al lavoro per realizzare fuel jet di ottima qualità ed a un prezzo economico a partire dall’erba paglia o panico verga, una delle specie vegetali dominanti delle praterie di erba alta nell’America settentrionale. Si tratta di uno dei quattro progetti finanziati di recente dal DOE come parte degli sforzi dell’Amministrazione Obama per sostenere i biocarburanti rinnovabili come alternativa “domestica” per gli aerei e i veicoli, sia militari che civili.

In questo caso la biomassa vegetale, fornita da Show Me Energy Cooperative di Centerville, viene trattata nel digestore enzimatico in possesso al NREL per scinderla in zuccheri semplici. Il processo del laboratorio combina insieme diverse fasi, dal pretrattamento, all’idrolisi enzimatica, fino alla fermentazione batterica e, grazie al brevetto tecnologico concesso dalla Cobalt Technologies alla Navy, gli zuccheri vengono trasformati in butanolo da cui si ottiene carburante JP5. Il processo, spiega gli scienziati del NREL, dovrebbe tradursi in una riduzione del 95% delle emissioni di gas a effetto serra rispetto alla  attuale produzione di carburante per velivoli militari.

 “Tutto ciò può davvero costituire un passo importante negli sforzi per continuare a spostare la nazione dal petrolio alle risorse della biomassa”, spiega Dan Schell, manager del NREL. I risultati dei test, attualmente in svolgimento, contribuiranno a determinare se il processo è pronto per il debutto su scala commerciale. Se è così, il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti e il Dipartimento della Difesa aiuteranno le imprese private a realizzare le enormi bioraffinerie necessarie.

La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano

La Turbina Sole/Vento della McCamley

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Di Morgana Matus

Una squadra dell’Università di Bath in collaborazione con PMI McCamley Medio Oriente Ltd ha sviluppato una nuova turbina eolica che, affermano, permetterà di superare molti dei problemi connessi con la produzione di energia rinnovabile tradizionale. La loro tecnologia ibrida racchiude una turbina a vento verticale a lama in una cornice esterna provvista di celle solari. Il design è in grado di permettere l’installazione su edifici al fine di attivare i progetti urbani di elettricità.

La maggior parte delle turbine perdono la loro capacità di funzionare quando i venti sono estremamente elevati; il nuovo design è in grado di operare in sicurezza in caso di tempesta. Il modello può funzionare ancora anche quando il flusso d’aria è basso ( es.1,8 m/s ) e può auto-avviarsi senza succhiare energia dalla rete. Utilizzando la tecnologia ad asse verticale, le turbine sono in grado di gestire meglio la variazione di velocità e la direzione del vento. L’aggiunta del solare potrebbe aumentare l’efficienza dell’unità ed essere in grado di sfruttare fonti di energia rinnovabili che tendono a verificarsi in momenti diversi della giornata. PMI McCamley Medio Oriente Ltd. ha già testato 1 kilowatt di prototipi nel Regno Unito e Bulgaria e sarà in grado di accettare ordini per un modello di 12 chilowatt nel mese di agosto di quest’anno. La società vede il loro prodotto come un modo eccellente per le piccole imprese che vorrebbero diventare energia indipendenti e alleviare la pressione e i costi sui combustibili fossili.

rubrica a cura di

Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

Pillole di positività ( Famiglie d’Italia Salute News )

luglio 27, 2013

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SIGARETTE ELETTRONICHE – SALTA LA TASSA

Tolta l’imposta del 58,8% dal ddl svuota carceri. Valeva 35milioni di euro.

Il mercato delle sigarette elettroniche è salvo. E’ stata infatti tolta da ddl svuota carceri l’imposta del 58,5% che sarebbe dovuta entrare in vigore il 1 settembre di quest’anno.
La supertassa sarebbe servita ad accumulare circa 35milioni di euro che poi sarebbero stati dirottati per evitare dei dolorosi tagli del personale nelle carceri.
La cancellazione di questa tassa ha fatto tirare un sospiro di sollievo ai proprietari dei negozi di sigarette elettroniche, che avevano visto negli ultimi mesi un forte calo di vendita di questo prodotto proprio per il rischio dell’introduzione di una tassa così pesante.
Da maggio a giugno di quest’anno infatti hanno chiuso ben 123 punti vendita in tutta la penisola. In netta controtendenza rispetto al trimestre che va da gennaio ad aprile dove i nuovi negozi aperti erano stati circa 370.
Una decisione che è arrivata anche perché i proprietari dei negozi di sigarette elettroniche si sono fatti sentire, scendendo in piazza lo scorso 23 luglio e puntando il dito contro le lobby del tabacco.
fonte: OGGI NOTIZIE salute
cancro
CANCRO NON E’ SINONIMO DI MORTE
di Ilaria Durante

La collaborazione fra medici e pazienti è il punto di forza di “Insieme contro il cancro”, fondazione di lotta ai tumori. Il progetto è stato promosso da Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e Aimac (Associazione Italiana Malati di Cancro). Il valore aggiunto del progetto sta nel fatto che gli oncologi l’opportunità di crescere dal punto di vista professionale ed umano, i malati potranno invece usufruire di un percorso terapeutico più efficace. L’impegno della fondazione mira inoltre al coinvolgimento politico del governo nazionale ed europeo. “Insieme contro il cancro” chiede infatti di considerare la possibilità di inserire il tema della lotta ai tumori nell’agenda del prossimo semestre di Presidenza dell’Unione europea.

fonte: West – Quotidiano sulle politiche sociali

 

Famiglie  d’Italia

Sistema per la produzione ottimale delle alghe e ” L’abbracciapalo ” : largo ai giovani! ( Econota 109 )

luglio 22, 2013

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Una sedicenne mette a punto l’ennesimo sistema per la produzione ottimale di alghe

Morgana Matus fonte: Inhabitots

Se vi sentite un po’ pessimisti circa il futuro ricordate che ci sono brillanti giovani che sono disposti a prendere in carico e sviluppare soluzioni per le grandi sfide del mondo. 16 anni, Evie Sobczak da St. Petersburg, Florida ha progettato un nuovo metodo di trasformare le alghe in biocarburante. Ha determinato un nuovo e più efficiente modo per far crescere i organismi vegetali, estrarre l’olio e utilizzare il prodotto come biodiesel. Il suo metodo non utilizza agenti chimici e crea olio per un 20 per cento in più rispetto alle attuali tecnologie. Grazie ai suoi sforzi ha vinto il suo primo posto di Intel International Science and Engineering Fair. Il Progetto di  Sobczak, dalle alghe all’ olio via coltivazione foto autotrofica e osmotica, è il più recente nella sua lunga serie di sforzi scientifici. Ha già realizzato un orologio che era alimentato dall’acido proveniente da arance, un generatore di energia a pale per il vento. Evie ha iniziato il suo lavoro con le lghe in terza media e ha lavorato per quattro anni per perfezionare la sua tecnica.

“Credo davvero che le alghe potrebbero essere la nostra prossima fonte di combustibile, perché non ci vuole un sacco di terra e non si consumano nostre fonti di cibo. Se si utilizzasse i miei processi, così da non usare prodotti chimici, non danneggeremmo il nostro ambiente. Io vivo in Florida, quindi abbiamo un sacco di problemi di alghe, così ho pensato : perché non utilizzare qualcosa di negativo per aiutare il nostro mondo? “.

Oltre a formare un nuovo metodo per la generazione di biodiesel, ha progettato tutta la propria attrezzatura compreso un bioreattore, cellulosa blaster e vasi.  Evie è già un bioingegnere brillante ; non vediamo l’ora di vedere che cosa ci farà vedere Sobczak all’Università.

La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano

L’abbracciapalo

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Un’idea semplice e alla portata di tutti perché ognuno possa concorrere a migliorare la città. Nasce da un paio di ragazzi amanti del verde e del “bene comune”. Facciamola vivere tutti insieme nelle nostre strade, la prossima DomenicAspasso. Tutto è nato da due ragazzi con percorsi di studio diversi, ma una comune passione per il verde e la sua cura e la voglia di ideare qualcosa di concreto per abbellire la città.
Nasce così l’idea dell’”abbracciapalo” (questo è il nome del progetto che si può guardare nel dettaglio sul blog blogspot.it/”>http://abbracciapalo.blogspot.it/), un’idea semplice, caratteristica, poco costosa e facilmente condivisibile per gli spazi pubblici di Milano. Un’idea che è piaciuta agli amici, tanto da decidere di proporla al Comune di Milano, attraverso alcuni Consigli di Zona, con l’intento di partecipare attivamente alla prossima “DomenicAspasso”. La funzione principale di “abbracciapalo” è quella di andare a “colpire” le periferie, le zone più bisognose di un tocco di verde e colore. Bastano un contenitore riciclato (ad es. una latta di passata), un po’ di terriccio, una piantina e un laccio e ognuno può regalare una pennellata di bellezza e di grazia allo spazio comune.
Il progetto è nato per affrontare il tema del verde in città, ma anche quello del proprio essere cittadino in modo più attivo e partecipato. Piccole azioni individuali a bassissimo costo, sparse sul territorio, che cambiano il volto della propria via, del quartiere, della città.
L’idea vive sull’impegno di ognuno di noi, senza dover aspettare ingenti risorse, patrocini e permessi. L’azione è molto semplice quanto intelligente: utilizzare contenitori di scarto di piccole/medie dimensioni (come le latte, piccole ceste di legno o vimini, ecc), abbellirli, riempirli di terra e metterci una piantina. Può essere un’erba aromatica, fiori (possibilmente non troppo fragili) o piante grasse. Una volta pronta, si lega il barattolo con un laccio a un palo, a una ringhiera o in tanti altri posti, in tutti quei punti della città particolarmente grigi o da recuperare, per dar loro un tocco di verde o una nota olfattiva.L’abbracciapalo è un progetto che muta a seconda di chi lo fa: può arricchire di aromi il quartiere regalando a tutti i profumi della natura, può colorare una zona con piante fiorite, può creare un percorso di piante da scoprire per adulti e bambini, può essere un momento di scambio di semi, di talee, di consigli.L’idea, quindi, è proprio questa: ognuno può fare una piccola cosa per migliorare la propria città e, in fin dei conti, la qualità della vita di tutti.

Ci piacerebbe molto riuscire a portare l’iniziativa anche in zona 3.

Gli amici di “abbracciapalo” ( fonte: www.100ambiente.it)

 

rubrica a cura di

Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

Fusione fredda: l’E-Cat di Andrea Rossi funziona ( Econota 108 )

luglio 19, 2013

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E-Cat: la fusione fredda di Andrea Rossi funziona

fonte : GreenMe.it

L’E-Cat, dispositivo prodotto dall’ingegnere italiano Andrea Rossi, funziona davvero. Questa volta a dimostrarlo è il rapporto del professor Giuseppe Levi dell’Università di Bologna, scritto con Evelyn Foschi, Torbjörn Hartman, Bo Höistad, Lars Tegnér, Hanno Essén, Roland Pettersson, pubblicato su arXiv e annunciato da Prometeon s.r.l.. Sarebbe stata dimostrata, infatti, una volta per tutte, l’emissione di calore anomalo da parte del “marchingegno” che ha sollevato tanto entusiasmo ma anche molte, moltissime polemiche e critiche. Forbes si sbilancia: “Forse il mondo cambierà davvero”, scrive addirittura la rivista economica in riferimento agli ultimi risultati dei test condotti dalle terzi parti indipendenti che erano stati a lungo rimandati, tanto da far dubitare dell’affidabilità di Rossi.  Ma gli esperimenti, condotti da esperti internazionali in diversi campi della scienza, dalla fisica nucleare, alla chimica, all’ingegneria elettrotecnica, che avevano il divieto di aprire il dispositivo, hanno verificato solo come l’energia emessa non provenga da fonti e/o da processi già noti. E non è poco. I problemi comunque non mancano. Non ci sono dati, ad esempio, sul combustibile utilizzato durante i test, cu cui Rossi mantiene il massimo riserbo.

Secondo le indiscrezioni si tratterebbe, tuttavia, di un composto di nichel, idrogeno e un catalizzatore segreto. In conclusione, per usare le parole di Forbes, “o si tratta di una delle truffe più elaborate della storia della Scienza, oppure stavolta il mondo potrebbe cambiare davvero. La velocità di questo cambiamento dipende esclusivamente da Rossi”.

Roberta Ragni

La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano

La bici in cartone riciclato cerca fondi su Indiegogo

Cardboard Technologies punta in alto, mirando a raccogliere ben 2 milioni di dollari nei prossimi 45 giorni e già preannuncia che le prime consegne inizieranno nella primavera del 2015

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Fonte:Rinnovabili.it

La notizia era rimbalzata qualche mese me fa nel web attirando la curiosità di cicloamatori e non: l’inventore israeliano Isear Gafni aveva fatto il suo ingresso nel mondo dell’ecodesigner con una bicicletta creata da cartone di recupero e con il dichiarato intento di offrire una versione economica dello strumento numero uno della mobilità sostenibile. Con un prezzo di produzione stimato in soli 10 dollari ed un telaio ottenuto direttamente dai rifiuti del packaging, l’idea non ha faticato a farsi notare. Ora il progetto ha raggiunto un nuovo livello e il prototipo della Alpha Bike – così è stata battezzata – potrebbe tra non molto arrivare anche nei rivenditori della vostra città.

Sì perché, Cardboard Technologies – la società che ha brevettato la speciale due ruote – ha appena lanciato una campagna di raccolta fondi sul sito di crowdfunding Indiegogo. L’obiettivo è semplice: raggiungere il capitale iniziale per potere iniziare una produzione su scala commerciale della bici in cartone. L’azienda punta in alto, mirando a raccogliere ben 2 milioni di dollari  nei prossimi 45 giorni e già preannuncia che le prime consegne inizieranno nella primavera del 2015.

Fondamentalmente l’idea è quella di un origami giapponese, ma noi non comprimiamo il cartone, né rompiamo la sua struttura“, ha spiegato in un comunicato stampa Gafni. “Al contrario superiamo le falle del materiale, mediante una ripartizione del peso per creare resistenza”. Per realizzare un telaio resistente a partire dai rifiuti di imballaggio, la società provvede a sottoporre il cartone ad un trattamento in grado di rendere la struttura completamente impermeabile ed ignifuga. I copertoni delle ruote sono ricavati da vecchi pneumatici, mentre i pedali sono in Pet riciclato e le cinghie di distribuzione in gomma, anche questa recuperata da auto rottamate. Cardboard Technologies ha spiegato di aver ricevuto diverse proposte di investimento, ma di aver scelto di raccogliere fondi attraverso il crowdsourcing, per non compromettere i propri valori sociali per i margini di profitto.

rubrica a cura di

Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

L’importanza del dormire bene ( Famiglie d’Italia Salute News )

luglio 16, 2013

Insonnia_2253.jpgIl sonno regolare aiuta le performance del cervello.

Le notti in bianco influenzano negativamente l’attività celebrale (fonte: www.italiasalute.it )

Il sonno è un’attività fondamentale per il nostro cervello e per quello dei bambini in particolare. Rispettare degli orari regolari li aiuta infatti a migliorare le proprie performance cognitive, stando alle conclusioni di una ricerca pubblicata sul Journal of Epidemiology and Community Health.
Yvonne Kelly, coordinatrice della ricerca che lavora presso lo University College di Londra, spiega: “nei bambini gli stimoli ambientali durante la veglia portano a cambiamenti plastici nel cervello, e le attività metaboliche associate rendono necessario il sonno, che serve a smaltire l’attività cerebrale del giorno precedente e a prepararsi per apprendere nuove cose il giorno successivo”.
“L’importanza dei ritmi circadiani viene sconvolta se gli orari del riposo sono incostanti. La quantità di sonno necessaria varia da individuo a individuo e, nei bambini di 7 anni si stima che 10-11 ore su 24  siano sufficienti”.

In Gran Bretagna il Millennium Cohort Study ha analizzato le abitudini di 11.178 bambini fra il settembre del 2000 e il gennaio del 2002, attraverso delle visite a domicilio periodiche, la prima delle quali al compimento dei 9 mesi, e poi a 3, 5 e 7 anni. Ai genitori sono stati somministrati dei questionari sulle loro condizioni socio-economiche, le caratteristiche demografiche e le abitudini riguardanti il riposo e l’ambiente psicosociale circostante.
Al compimento dei 7 anni, i ricercatori hanno effettuato una valutazione cognitiva, dalla quale è emerso che i bambini che andavano a letto in orari irregolari o dopo le 9 di sera venivano nella maggior parte dei casi da ambienti sociali svantaggiati e mostravano punteggi più bassi per quanto riguarda i vari aspetti cognitivi: “ciò suggerisce che tre anni è un’età cruciale per lo sviluppo cerebrale e che, almeno da qui in poi, il ritmo sonno veglia va rispettato il più possibile per evitare ripercussioni sulla salute per tutta la vita”, conclude Kelly.
Passare notti tormentate a causa della mancanza di sonno ha effetti negativi sulla materia grigia del cervello anche degli adulti, peggiorandone sensibilmente le prestazioni per ciò che riguarda la memoria, la capacità di concentrazione, le abilità linguistiche e la lucidità complessiva.
È questo in sintesi il risultato di una ricerca pubblicata sulla rivista Biological Psychiatry secondo cui l’insonnia rientra a buon diritto tra i fattori di rischio per il nostro cervello, alla stregua di una depressione, di situazioni di stress cronico o post-traumatico.
Lo studio è a firma di un gruppo di ricercatori dell’Istituto olandese di neuroscienze che ha misurato le dimensioni del cervello nelle persone affette da insonnia cronica. L’innovativa tecnica utilizzata dalla dott.ssa Ellemarije Altena e dal dott. Ysbrand van der Werf per giungere ai risultati ottenuti prende il nome di “voxel-based morphometry”, che ha consentito loro di scoprire negli insonni una percentuale di materia grigia inferiore nelle zone del cervello legate al piacere e alla condizione di rilassamento e di riposo.
La minor densità di materia grigia nelle aree interessate al piacere complica le cose in quanto rende più problematico per il soggetto il riconoscimento di una situazione di benessere che potrebbe essere legata a uno stadio immediatamente precedente al sonno, creando così un circolo vizioso al quale è difficile sottrarsi.
L’editore della rivista Biological Psychiatry, John Krystal, ha così commentato: “l’insonnia è una caratteristica comune a quasi tutte le condizione psichiatriche. Un sintomo comune di disturbi psichiatrici o alti livelli di stress nella vita quotidiana, in generale”.
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15/07/2013 Andrea Piccoli

Pare che i dolcificanti, oltre a far male, non servano a dimagrire…anzi ( Famiglie d’Italia Salute News )

luglio 12, 2013
docificante 2Ci sono informazioni interessanti , spesso importanti per aiutarci ad incanalarci in un sistema di vita più salutare e corretto, che spesso passano inosservate per lasciare spazio e rilevanza ad ” informazioni ” di carattere gossip, politico-allarmistico, depressivo, etc. Il compito di questo blog è rimanere vigile e cercare di sopperre a tanta anomalia pescando dal web il meglio da servire sulla nostra tavola culturale giornaliera. La fonte della notizia di oggi è dovuta ad un intelligente post pubblicato da SaluteTgcom
I DOLCIFICANTI FANNO INGRASSARE

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Inoltre.possono causare sindrome metabolica, diabete e patologie cardiovascolari.
I dolcificanti artificiali usati per sostituire lo zucchero, anche quelli a calorie zero, non sono meno rischiosi per la salute. Il risultato emerge da una revisione di recenti studi su bevande e cibi dolcificati artificialmente o zuccherati, condotta dalla Purdue University e pubblicata sulla rivista Trends in Endocrinology & Metabolism.
Non prevengono – In barba al loro basso o nullo contenuto calorico, i dolcificanti non aiutano a dimagrire né aiutano a prevenire l’aumento di peso e sono responsabili di aumentare il rischio di alcune malattie come sindrome metabolica, diabete e patologie cardiovascolari.Susan Swithers, autore principale della ricerca, spiega: “Dati recenti sia su esseri umani che su animali hanno in realtà fornito scarso supporto, per esempio, all’idea comune che le bibite dolcificate artificialmente (le bevande diet e light) promuovano la perdita di peso e prevengano le conseguenze negative sulla salute tipiche delle bibite zuccherate (sindrome metabolica, diabete, obesità, malattie cardiovascolari)”.

Rischi più elevati – La scienziata aggiunge: “Anzi un certo numero di studi suggerisce il contrario e cioè che le persone che consumano regolarmente bibite dolcificate artificialmente hanno un rischio più elevato rispetto a chi non le consuma, un rischio dello stesso ordine di grandezza di quello associato al consumo di bibite normalmente zuccherate”.

Per di più c’è un effetto boomerang: se si consumano tanti prodotti dolcificati artificialmente, la risposta dell’organismo sia a livello cerebrale sia a livello metabolico risulta attenuata perché i dolcificanti non “saziano” la voglia di dolce che è insita nel cervello e anche perché non stimolano l’insulina come sa fare lo zucchero.Fanno ingrassare di più – Chi si affida troppo a cibi e bevande dolcificati artificialmente rischia di finire per mangiare di più. La Swithers ribadisce: “Le prove che si sono accumulate negli ultimi anni suggeriscono che i consumatori assidui di sostituti dello zucchero (saccarina, sucralosio, aspartame e altri) potrebbero anche essere a maggior rischio di ingrassare di ammalarsi di sindrome metabolica, di diabete e malattie cardiovascolari”.

by Salute – Tgcom
Introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Tanta frutta al giorno toglie il medico di torno ( Famiglie d’Italia Salute News )

luglio 10, 2013

 

Foto:©Photoxpress.com/.Shock
Scorrendo fra le infinità di notizie racchiuse nel web, un ottimo consiglio ha attirato la mia attenzione ispirandomi di condividere con voi le sensazioni positive ottenute dalla lettura del post che vi ripropongo con gioia ed interesse. Fatene tesoro e buone vacanze a chi ne sta già usufruendo.

Salute

09/07/2013 – la dieta che fa bene alla salute e allunga la vita

Mangiare tanta frutta allunga la vita

( fonte: SaluteLa Stampa )

Una dieta che comprenda buone quantità di frutta e verdura, oltre a far bene alla salute pare possa allungare la vita.
Cinque porzioni di frutta al giorno sembra siano in grado di aumentare l’aspettativa di vita quasi tre anni.
Una mela al giorno toglie il medico di torno, dicevano i nostri nonni. A quanto pare, invece, tutta la frutta aiuta a stare meglio; ma non solo: secondo recenti studi infatti allungherebbe persino la vita di circa tre anni. Certo, non dona l’immortalità ma possiamo accontentarci.

A parlarci delle benefiche proprietà della frutta – ma anche della verdura – è stato un team di ricercatori del Karolinska Institutet di Stoccolma che ha preso seguito oltre settantamila volontari di entrambi i sessi, e per ben tredici anni.
Tra le persone – aventi una fascia di età compresa fra i 45 e gli 83 anni – che hanno aderito allo studio, si sono dimostrate più longeve di circa tre anni quelle che consumavano ingenti quantità di frutta e verdura. Chi invece non ne consumava affatto moriva addirittura prima – mediamente di circa un anno e mezzo – rispetto a chi consumava quantitativi minimi di frutta.

Ci sarebbe quindi da chiedersi qual è la dose giusta da consumare ogni giorno per star meglio e allungare la nostra vita. Ovviamente questa è una stima non facile da fare, considerando il fatto che ogni individuo potrebbe aver bisogno di dosaggi differenti a seconda dello stile di vita che conduce. In ogni caso è bene dire che nei tredici anni di follow-up dello studio in questione, ci sono stati più di 11mila decessi, tutti riguardanti persone che consumavano meno di cinque porzioni di frutta e verdura al giorno. E’ quindi evidente che almeno tali razioni dovrebbero essere consumate al fine di mantenere un buono stato di benessere fisico e mentale.

E’ tuttavia probabile che nei momenti di maggior stress potrebbe esserci una richiesta maggiore da parte dell’organismo. Purtroppo, però, lo studio sembra non fornici dati in merito, così come pare non offrire informazioni riguardanti l’eventuale differenza tra frutta biologica e non, maturata sulla pianta o meno. Dettagli che potrebbero emergere nei prossimi studi.
Lo studio, guidato dal dottor Andrea Bellavia dell’Istituto di Medicina Ambientale (IMM), è stato recentemente pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition.

SaluteLa Stampa

Introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

In vacanza al mare col pancione sì, ma con testa e cautela ( Famiglie d’Italia Salute News )

luglio 6, 2013

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Per molte donne la gravidanza a volte può sembrare un fardello così pesante da obbligarle a molte rinunce durante il periodo di gestazione. Certo, non tutto è come prima, ma molte cose piacevoli della vita possono ancora gustarsi usando le necessarie precauzioni. A tutte le amiche in dolce attesa offriamo questo interessantissimo post pubblicato da Gravidanzaonline.it

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Vacanze al mare col pancione, le regole da seguire

La gravidanza è una condizione speciale, e soprattutto in estate una donna incinta dovrebbe usare qualche piccolo accorgimento per preservare la propria salute e quella del bambino che porta in grembo.

Tutte in spiaggia di buon mattino

L’orario ideale per andare in spiaggia è nelle prime ore del mattino, e soprattutto è consigliabile una passeggiata sul bagnasciuga, per favorire la tonificazione e l’ossigenazione dei tessuti. La maggior quantità di iodio assimilata dall’organismo nelle prime ore del mattino, contribuisce ad attivare il metabolismo e a bruciare grassi e proteine con rapidità. Per la futura mamma non c’è niente di meglio dei bagni al mare.
Il nuoto, infatti, fa bene alla circolazione delle gambe, e permette di fare una ginnastica totale, muovendo tutti i muscoli, e alleviando anche, proprio grazie all’immersione, il peso del pancione e l’affaticamento. Due volte al giorno, mezz’ora al mattino e mezz’ora al pomeriggio, a patto di nuotare cercando di fermarsi prima di sentirsi affaticate. I movimenti a “rana” sono i più indicati e anche i più agevoli da effettuare. La principale accortezza da seguire è di tenere il collo ben sollevato, facendo lavorare tutta la muscolatura, specie quella del perineo. La tonificazione dei tessuti addominali, infatti, è essenziale per il benessere in gravidanza, ed è proprio favorita dalla leggerezza e dall’armonia con cui la futura mamma si muove nell’acqua, beneficiando della notevole riduzione del senso di gravità e di peso. Altrettanto prezioso è il massaggio esercitato dalle onde sulla pelle, che diventa subito più tonica e compatta.
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Tintarella sì, ma senza eccessi

I bagni di sole sono fra le principali attrattive di una vacanza al mare. Il loro beneficio è indubbio, sia perchéinfluiscono positivamente sull’umore, regalando una carica di energia, sia perché stimolano la produzione di vitamina D, essenziale per il rafforzamento delle ossa, da parte dell’organismo.
Il sole regala energia e buonumore:l’importante è proteggersi; la cautela, specie in gravidanza è d’obbligo. Bisogna esporsi al sole nelle prime ore del mattino e nella seconda metà del pomeriggio. Viso e corpo vanno difesi con creme solari, che devono avere filtri di protezione pari almeno a 15/20, ma sarebbe preferibile utilizzare creme protettive a schermo totale. L’applicazione deve essere ripetuta più volte al giorno, sempre dopo il bagno, riservando particolare cura al volto, per evitare la comparsa di antiestetiche macchie scure (il cosiddetto “cloasma gravidico“) che compaiono su mento e fronte, e che poi difficilmente andranno via.

Menù un po’ dolce e un po’ piccante e tanta acqua

Chi di noi, in vacanza, non ama concedersi un gelato o una fetta di dolce in più? Qualche trasgressione non guasta, anche se la futura mamma dovrebbe attenersi alla dieta prescritta dallo specialista per evitare eccessivi aumenti di peso.
Il caldo può essere combattuto anche con cibi leggermente piccanti, che favoriscono una corretta termoregolazione e aiutano l’organismo a mantenere il suo equilibrio rispetto all’ambiente esterno. Nel contempo, andrebbero evitati gli alimenti che richiedono una digestione prolungata, come la carne e ifritti. Il pesce, invece, è tra i cibi meglio assimilabili. A metà mattina e nel pomeriggio, è ideale uno spuntino come uno yogurt o un frutto. Evitare gliaperitivi alcolici e il pesce crudo, soprattutto i frutti di mare per il rischio di epatiti. Meglio sarebbe fare pasti piccoli e frazionati a base di verdura e frutta, evitando quella troppo zuccherina, come uva, banane, ananas e fichi.
Infine è necessario bere almeno 2 litri di acqua al giorno, in quanto depura l’organismo e aiuta a mantenere stabile la pressione. Bevete bevande non zuccherate, né gasate: la bevanda ideale è sempre l’acqua naturale. Possono andare bene anche alcun tisane da bere a temperatura ambiente, come la tisana al finocchio.
Nessuna controindicazione per il riposino pomeridiano, da godersi preferibilmente all’aria aperta, magari distese su un’amaca. È importante trascorrere un po’ di tempo all’ombra, in quanto l’organismo, quindi la placenta e il feto, si ossigenano più facilmente, attivando i processi metabolici.

Come vestirsi?

Uno dei massimi piaceri della vacanza in climi assolati è proprio quello di vestirsi in libertà, con indumenti comodi e leggeri. Meglio privilegiare i capi in fibra naturale come il cotone e il lino, che oltre ad essere freschi, aiutano a mantenere inalterata la temperatura corporea, in quanto formano una sorta di intercapedine tra la pelle e l’esterno.

Attenzione!

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Ma attenzione, per affrontare una tranquilla vacanza al mare col pancione è importante abbandonare la spiaggia se si inizia ad avere mal di testa, perché potrebbe essere colpa del troppo sole preso e bisogna fare attenzione ai cali di pressione causati da spostamenti anche piccoli, come quando ci si alza da un lettino.
Un’altra regola fondamentale é quella di non sedersi mai su una sdraio o sulla sabbia senza un telo, che dev’essere rigorosamente personale. In questo modo si eviteranno le infezioni vaginali, in particolare la candida.
Se soffri di gonfiori, puoi abbronzarti egualmente, camminando con lecaviglie nell’acqua. Il calore eccessivo, infatti, provoca la dilatazione dei vasi sanguigni e di conseguenza favorisce la comparsa di vene varicose.

Quindi, a giuste dosi, sole, acqua, aria pura e relax aiutano le future mamme a vivere ancora più serenamente il periodo dell’attesa.

Gravidanzaonline.it

eMMeeFFe 04.07.2013 10:00:01

Introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Sigarette elettroniche: attacco finale con l’accisa ” equiparante “

luglio 3, 2013

sigarette elettroniche

La salute dei cittadini conta molto meno degli interessi che ruotano intorno al mondo del tabacco. Le sigarette elettroniche sono arrivate come la giusta panacea per tutti coloro affetti da tabagismo cronico, come l’ultima speranza per ribellarsi ad una schiavitù fisica e mentale impostaci fin da ragazzini con atteggiamenti e messaggi ammiccanti provenienti da più fonti. Alcuni, come me, ne sono usciti in modo naturale, ma la maggior parte non ce la fa a si avvelena giornalmente in modo certo. Quello che è anche certo è che la sigaretta elettronica, in ogni caso, fa molto ma molto meno male della sigaretta killer, come affermato da tanti e tanti esperti in materia, come ad esempio l’Istituto Superiore di Sanità o dal prof. Umberto Veronesi. Di conseguenza parrebbe logico accogliere positivamente e favorire questa positiva innovazione, e invece no! E’ subito iniziata la caccia alle streghe e lo Stato, per sopperire al calo di entrate dovute al minor consumo di tabacco, decide ” intelligentemente ” di recuperare il perso in altro modo, tassando ciò che fa meno male al pari di ciò che alla lunga ammala e uccide,… senza tener conto di quanto andrebbe a risparmiare in futuro sulla salute generale dell’intera nazione. 

Per meglio informarvi su quanto sta accadendo in materia vi allego un post edito da  QS – Quotidiano Sanità, un blog del quale vi pubblico il link per esortarvi ad andare a visitarlo quotidianamente per i temi trattati.

Sigarette elettroniche. Il 9 luglio operatori in piazza contro la tassa 

La mobilitazione contro l’accisa si svolgerà il 9 luglio a Roma, davanti il Parlamento. L’Anafe, tra i promotori, accusa il governo: “Il rischio è quello di distruggere un mondo composto da 3mila imprese e da 5mila persone che hanno investito grosse cifre”. 

02 LUG – L’industria del fumo elettronico scende in piazza contro gli ultimi provvedimenti del governo che hanno introdotto una nuova tassa sulla e-cig. “Tutti gli operatori del settore – lancia l’appello una nota dell’Anafe – sono chiamati a manifestare la propria contrarietà alla tassa ammazza sigaretta elettronica per il prossimo 9 luglio a Roma, in piazza Montecitorio, davanti il Parlamento, dalle 9.00 alle 13.00”.

L’Associazione nazionale del fumo elettronico accusa il governo di “non avere minimamente idea delle conseguenze di ciò che sta facendo”. Secondo l’Anafe infatti “imporre l’applicazione dell’imposta di consumo pari al 58,5% sul dispositivo, sulle parti di ricambio dello stesso, che includono anche cavi USB e batterie come quelle dei cellulari, e sulle ricariche, parificando tali prodotti sul piano della tassazione alle sigarette, equivale a mettere sullo stesso piano un prodotto che uccide con uno che fa molto meno male. Un concetto questo riaffermato da soggetti quali l’Istituto Superiore di Sanità, dal prof. Umberto Veronesi e tanti altri”.

Il rischio è quello di distruggere “il mondo dei produttori, distributori e commercianti del settore della sigaretta elettronica, sviluppatosi in Italia negli ultimi 24 mesi”. La conseguenza sarebbe quella di “distruggere un mondo fatto di 3000 imprese e 5000 persone che hanno investito cifre importanti, spesso frutto di liquidazioni da lavoro perso, e in gran parte ancora da recuperare”.

Alla manifestazione ha aderito anche Puff, azienda torinese del settore. “Chiediamo al governo – è l’appello di Umberto Roccatti, ad della società – di sostenere e di non penalizzare le aziende serie e di rilevanza internazionale che, come la nostra, contribuiscono al Made in Italy e creano non solo profitto, ma anche migliaia di posti di lavoro, soprattutto tra i giovani”.

Introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

” Inno alla determinazione! “

giugno 29, 2013

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Inno alla determinazione!

Non c’è molto di buono intorno allora il buono cerchiamolo in noi, nella nostra tenacia nel non voler soccombere, nella convinzione di poter essere al di sopra di ogni iattura programmata ai nostri danni, nel non permettere a nessuno di scaraventarci nei baratri della depressione, nell’imporci di scavarci dentro per tirare fuori il meglio, nell’inventarci le vie di uscita, nel far crescere la certezza di essere invincibili benché tutto e tutti.  Facciamolo con amore e rispetto verso noi, i nostri figli e  le persone care che ci donano energia guardandoci con fiducia! “

Buon fine settimana dal più profondo del cuore.

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

C’è qualcosa che non quadra, c’è una strana situazione

giugno 25, 2013

scimmia_dubbiosaCari amici di Famiglie d’Italia devo confessarvi che dopo quanto sta accadendo a Milano molte perplessità stanno affiorando nel mio animo. Sono legato al mio Paese e rispetto la Costituzione, credo nella Giustizia ed accetto le Leggi che lo Stato mi impone ” a salvaguardia “… ma dopo aver seguito in qualche modo il processo ” Ruby ” e seguito le varie testimonianze, pur rimanendo rispettoso dei giudici e di ogni loro sentenza, devo ammettere che da ieri qualche dubbio in più sta lavorando come un tarlo nella mia coscienza e mi fa borbottare fra me e me ed esternare anche a voi ( riprendendo l’inizio del testo della mia ultima proposta musicale “ E non permettere più ” e che,  tratta tutt’altro tema, ma… ) credo che, almeno nella forma,  ” c’è qualcosa che non quadra, c’è una strana situazione! “

Dopo di che non aggiungo altro, lasciando ad ognuno le proprie elucubrazioni in merito.

  1. E non permettere più – Umberto Napolitano (Video ufficiale)

    P.s. Il collegamento tra l’argomento del post e la pubblicazione del video e del suo contenuto sta nel fatto che tante situazioni strane e troppi dubbi causano, specialmente nei giovani, ma non solo, mancanza di fiducia nel futuro, senso di frustrazione, rifugio in rimedi alienanti e conseguente, nei più deboli, inconscio desiderio di autodistruzione… “siamo stanchi di stranezze, c’è bisogno di certezze! 

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Perché la pace è un dono, è amore dal didentro…

giugno 19, 2013

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Cari amici di Famiglie d’Italia che da quasi 5 anni mi seguite su questo blog con attenzione, ma anche con tanta pazienza: ebbene, ho raccontato della famiglia come concetto di gruppo moderno, integrata in una società multietnica, che attraverso il contatto e l’affetto si confronta all’interno e si apre ad altri gruppi per cercare di far fronte a tutte le incombenze della vita, sopravvivere ed evolversi in meglio. Ho parlato di politica, ma sfiorandola e cercando di trattarla sempre in modo trasversale affinché ognuno la potesse interpretare in modo libero e personale, distaccandosi dalla visione superficiale e non aperta di appartenenza ad un qualsiasi partito. Ho parlato di ambiente e salute cercando di riportarvi fedelmente notizie importanti per il nostro star meglio giornaliero, insomma ho cercato di informarvi su tutto ciò che reputavo giusto ed interessante: ma ora mi sono reso conto che ciò non basta ed ho deciso di aprirmi ancor di più e di parlarvi col cuore.

Come molti di voi sapranno mi chiamo Umberto Napolitano, ho 66 anni e per oltre metà della mia vita ho cantato e scritto canzoni… finché un giorno ho deciso di smettere e per più di vent’anni mi sono addentrato nella vita per conoscerla nei vari aspetti e crescere dentro attraverso le esperienze. Un paio di anni fa ho timidamente ripreso il mio discorso comunicativo attraverso la musica, perché mi sono reso conto che è giusto e necessario che chi ha un dono come il mio non debba isolarsi ma aprirsi, anche a rischio di essere frainteso o tacciato di qualunquismo o, peggio ancora, venir liquidato come un  ” povero sognatore ” al di fuori della realtà.

La realtà attuale è confusa e nel contempo molto chiara: siamo a un bivio, o ci evolviamo o ci condanniamo all’autodistruzione.

Cosa vuol dire evolversi?… vuol dire vedere il prossimo attraverso gli occhi dell’amore e della solidarietà, non più come una moda ( negli anni ’60 si proclamava ” fate l’amore e non fate la guerra “, e coloro che lo dicevano, la maggior parte, crescendo hanno dimenticato ) o sistema lava coscienza per rimediare in qualche modo ai continui peccati di arrivismo e desiderio di accumulo sfrenato, bensì come una necessità di sopravvivenza propria e del mondo: io sono solidale con te e ti aiuto perché sei parte del mio mondo e senza te io soccombo e cesso di esistere!

Il discorso è lungo e ricco di riflessioni ed io lo affronterò con voi nel tempo, ma una cosa posso anticiparvi: di pace si parla da sempre, ma il più delle volte nel modo sbagliato. Quando le armi intervengono per riportare la pace lo fanno solo dopo che la guerra ha preso il sopravvento, da cui guerra che scaccia guerra, orrore e distruzione per rimediare ad orrore e distruzione, ingiustizie al confronto dove le ragioni di chi ha torto non varranno mai nemmeno un morto!

Bisogna cominciare a parlare di pace in un nuovo modo, non urlando o imprecando, bensì guardandoci dentro per cominciare a conoscerci meglio ed aprirci a conoscere ancor meglio chi ci sta di fronte: la pace non è un utopia irraggiungibile, è molto di più… ci spetta, è nostra… e può generarsi, per avere valore e futuro, solo attraverso un radicale cambiamento… amare iniziando proprio da se stessi, ringraziando Dio ogni giorno per questa grande opportunità che ci concede, rinnovarci attraverso l’amore per affrontare tutto in modo migliore e sereno, anche la mancanza di lavoro e le incombenti difficoltà attuali per colpa di una generazione politica carente di valori e capacità, visto che rabbia e distruzione poco ottengono e a nulla portano…  perché la pace è un dono, è amore dal didentro!

Volerò, Umberto Napolitano – Video ufficiale.m4v

http://www.youtube.com

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Caldo e afa in arrivo, il Ministero ci informa ( Famiglie d’Italia Salute News )

giugno 17, 2013

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CALDO IN ARRIVO: COME DIFENDERSI? IL MINISTERO LANCIA “ESTATE SICURA”

scritto da Sergio Anzi in Notizie Italia fonte: Mondo Informazione

 

Caldo, anzi: molto caldo. Le previsioni non lasciano spazio ad equivoci: fa caldo e le temperature saliranno ancora di più. Questa estate si è fatta pregare, ma a quanto pare ci farà pesare la sua presenza.

Caldo e afa, temperature in aumento e pericolo “ondate di calore”. Come difendersi? I consigli del Ministero della Salute.

Come ogni anno, insieme al caldo e all’estate, arrivano le ondate di calore con il loro strascico malessere e malori. Quest’anno abbiamo dovuto aspettare un po’ di più del solito, abbiamo avuto temperature più basse della media e, per questo motivo, le conseguenze delle ondate di calore potrebbero essere più pesanti ed avvertite dal nostro organismo con maggiore gravità.

Il Ministero della Salute, allo scopo di mitigare le conseguenze nefaste della tanto attesa estate, ma soprattutto di prevedere le ondate di calore almeno 72 ore prima che si possano verificare, ha reso noto, attraverso una nota del ministro Lorenzin, l’elaborazione del programma “Estate Sicura 2013″. Ecco la nota del Ministro:

In previsione di possibili incrementi di temperatura collegati all’approssimarsi della stagione estiva che potrebbero costituire soprattutto per le fasce più vulnerabili della popolazione un rischio per la salute, il Ministero ha varato anche quest’anno, a supporto delle iniziative locali, il Programma Nazionale di Prevenzione ”Estate sicura 2013” ed ha reso disponibili sul sito istituzionale informazioni e consigli sulle misure generali da adottare per affrontare il caldo senza rischi. Nell’ambito del programma è operativo nelle principali città il Sistema nazionale di Previsione e Allarme per ondate di calore, che consente di individuare, con un anticipo di almeno 72 ore le condizioni meteo-climatiche che possono avere un impatto significativo sulla salute delle categorie più esposte, consentendo alle autorità locali di attivare sul territorio piani di sorveglianza e prevenzione nei confronti delle fasce di popolazione più a rischio (anziani fragili, malati cronici, neonati e bambini piccoli, i senza fissa dimora)

I consigli sono sempre gli stessi, ma vale la pena di ricordarli e di fare attenzione, soprattutto agli anziani e alle persone che maggiormente soffrono il caldo: non uscire nelle ore più calde, rinfrescare in modo confortevole l’ambiente domestico e di lavoro (cercando di arearlo, magari bloccando il passaggio della luce, ma non quello dell’aria e facendo attenzione a non esagerare con l’aria condizionata o ancora peggio, con i ventilatori meccanici), soprattutto bere molti liquidi e avere un alimentazione ricca di frutta e verdura (che di liquidi ne contengono molti), moderare molto (meglio ancora: eliminare) l’uso di bevande alcoliche e caffeina, fare pasti leggeri, vestire in modo comodo e leggero.

Questi ed altri consigli li potete ritrovare sul sito del Ministero, seguirli è un ottimo modo per non rovinarsi la stagione più attesa dell’anno.

fonte: Mondo Informazione

Famiglie  d’Italia

Non sempre la pasta ingrassa ( Famiglie d’ Italia News )

giugno 13, 2013
pastaCarboidrati pasta, sì ma se cotta al dente ( fonte: Tgcom24 )
Meglio del pane per avere ebergia e restare snelli
Quando viene il momento di rimettersi in linea, la prima cosa che si fa di solito è eliminare i carboidrati dalla tavola. Ma gli esperti ammoniscono:
evitarli completamente è sbagliato: l’importante è semmai scegliere quelli giusti per garantire al nostro fisico la “benzina” necessaria alle attività quotidiane. Sono alleati del nostro benessere quelli che vengono assimilati lentamente: la pasta, ad esempio, è perfetta per lo scopo, purché sua di grano duro e sia cotta al dente, decisamente da preferire al pane bianco.  
L’indicazione arriva dai massimi esperti mondali di alimentazione, i quali hanno stilato il primo “Documento di Consenso” internazionale sull’Indice Glicemico (IG) dei carboidrati. L’indice misura la rapidità con cui sale il valore della glicemia nel sangue dopo aver mangiato un alimento contenente 50 grammi di carboidrati e confrontando questo valore con quello che si registra dopo l’assunzione di glucosio, al quale è attribuito convenzionalmente il valore di 100. Vengono considerati carboidrati ad alto Indice Glicemico (IG), quelli dal 70 in su, quelli a medio IG stanno fra 56 e 69 e quelli a basso IG sono inferiori a 56.
Spiega Andrea Poli, direttore scientifico di Nutrition Foundation of Italy: “Per una dieta sana non basta tener conto dei grassi, ma anche dei carboidrati, della loro quantità ma soprattutto della qualità. Da questo punto di vista, il carboidrato che ne esce meglio è la nostra pasta che, se è di grano duro e cotta ‘al dente’ ha un IG di 45, preferibile al pane bianco (70). Ma se la pasta è troppo cotta l’IG sale. Così come sale l’IG dei riso e di tutti i carboidrati contenenti amido se la cottura viene prolungata”.
Le patate si comportano in modo curioso. Se vengono cotte al microonde valgono 117, al vapore 93, bollite 77, se le mangiamo subito dopo la cottura. L’IG scende però sensibilmente se le mangiamo fredde di frigorifero, magari condite con un filo di olio extravergine e prezzemolo.
Il riso, invece, ha un indice altissimo, pari a 104: Va molto meglio il riso basmati (53) o il parboiled (69), sempre che siano cotti al dente.
Aggiunge Livia Augustin del St. Michael’s Hospital di Toronto che l’IG può essere ridotto anche da alti contenuti di fibre: per questo è bene che nella dieta siano presenti cereali non raffinati e legumi come fagioli (21-32), ceci (22-34) e lenticchie (42).

Persino i dolci, se consumati con moderazione, hanno un indice non altissimo, perché in genere sono confezionati con fruttosio (18-22), mentre il saccarosio è a 65, sempre meno del glucosio.

Famiglie  d’Italia

Latte materno o latte artificiale, questo è il dilemma ( Famiglie d’Italia Salute News )

giugno 9, 2013

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Mentre molte mamme si ribellano (Basta latte artificiale e omogeneizzati: le mamme si ribellano alla crisi) la dottoressa Chiara Cuoghi presenta un suo rapporto sull’argomento pubblicato da  Romagna Mamma.

In un anno spesi 105 milioni per latte artificiale. La pediatria: E’ un farmaco senza effetti collaterali ” 

“Biologicamente sappiamo che massimo l’uno o il due per cento delle mamme non sono in grado di allattare: dobbiamo considerare il latte artificiale come un farmaco privo di effetti collaterali“.

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Così Chiaria Cuoghi, pediatra di comunità dell’Ausl di Ferrara, inizia la presentazione del Rapporto, pubblicato a ottobre 2012 (su dati 2011), sull’allattamento al seno in Emilia Romagna nel corso della piazza sull’allattamento di Ravenna. Dati dai quali emerge che in Emilia Romagna c’è una buona diffusione dell’allattamento al seno, superiore a molte altre regioni del resto d’Italia, ma sul tema c’è ancora tanto da fare. Prima di tutto le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità: l’allattamento esclusivo al seno è indicato nei primi sei mesi di vita di un bambino. “Come tutti i mammiferi riceviamo il latte dalle nostre mamme e questo è il modello ideale a cui dobbiamo fare riferimento”, spiega Chiara Cuoghi che ha realizzato il rapporto insieme alla collega Simona Di Mario.

Ed ecco qualche dato rilevante:  le famiglie italiane, secondo il rapporto, hanno speso tra il 2005 e il 2006 105 milioni di euro per il latte artificiale, negli Usa una maggiore diffusione dell’allattamento al seno eviterebbe 720 decessi post natali all’anno.

Ma culturalmente non siamo ancora pronti al grande passo: “Su Google cliccando la parola allattamento si trovano 24.000 immagini, soprattutto religiose ma al corso di catechismo troviamo immagini che esaltano l’allattamento artificiale, così come nelle pubblicità, seppure relativamente a prodotti che non hanno a che fare con l’allattamento”.

La ricerca sulla prevalenza dell’allattamento viene effettuata in regione ogni tre anni attraverso un questionario rivolto alle mamme o agli accompagnatori di tutti i bambini che si recano a fare la prima vaccinazione, scegliendo un periodo campione. Nel 2011 i questionari raccolti sono stati 6604.  Il 28 per cento delle intervistate è straniera, il 37 ha partecipato a un corso di accompagnamento alla nascita (frequentato più dalle donne italiane).

Il tasso di prevalenza dell’allattamento al seno è pari al 55 per cento a tre mesi di vita del bambino che scende a 37 per cento a cinque mesi.  Le donne straniere allattano al seno più di quelle italiane e aumentano nel tempo, sia a tre che a cinque mesi dei piccoli. Le mamme che allattano al seno sono quindi per lo più straniere, hanno studiato, hanno più di un figlio.

Dal rapporto emerge anche un quadro a tinte non proprio chiare sulle aziende sanitarie locali: solo tre su dieci hanno un gruppo multidisciplinare sull’allattamento, la formazione è insoddisfacente: le ostetriche sono un supporto ritenuto più efficace dei pediatri.

fonte: Romagna Mamma

Famiglie  d’Italia

Meno carne, si vive meglio e più a lungo ( Famiglie d’Italia Salute News )

giugno 7, 2013

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Dieta vegetariana: si vive più a lungo

( minor rischio di morte per malattia con la dieta verde: fonte: Salute – La Stampa )

La dieta vegetariana ridurrebbe il rischio di morte per le diverse cause e malattie. Foto: ©photoxpress.com/Piotr Przeszlo

Chi segue una dieta vegetariana è stato trovato essere a più basso rischio di morte per le diverse malattie, e in particolare per quelle cardiovascolari.
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Più protezione dalle malattie e vita più lunga per chi sceglie di alimentarsi vegetariano.
Questo quanto affermato da un nuovo studio riportato su JAMA Internal Medicine.

Come suggerito da precedenti studi, la protezione offerta dalla dieta verde si otterrebbe nei confronti di diverse malattie croniche e potenzialmente mortali come, per esempio, l’ipertensione.
Ma in questo nuovo studio, l’accento è stato posto sulla riduzione del tasso di mortalità per tutte le cause. Qui, il dottor Michael J. Orlich e colleghi della Loma Linda University in California hanno analizzato i casi di morte per tutte le cause e per causa specifica di oltre 73mila uomini e donne.

Dopo aver raccolto le risposte a un questionario sulle abitudini alimentari e la dieta seguita dai partecipanti, i ricercatori hanno diviso i volontari in cinque distinti gruppi, o categorie: i non-vegetariani (o onnivori); i semi-vegetariani; i pesco-vegetariani (ossia quelli che di animale mangiano solo pesce, compresi i frutti di mare); i lacto-ovo-vegetariani (quelli che mangiano anche uova e latticini e, infine, i vegani (quelli che non mangiano alcun prodotto di origine animale).

I risultati finali hanno mostrato che durante il periodo medio di follow-up, di quasi 6 anni, ci sono stati 2.570 decessi. Il tasso di differenza tra le morti avvenute tra gli onnivori e i quattro gruppi di vegetariani variava da uno 0,88 per cento a un 12 per cento, con una maggiore riduzione di questo tasso di mortalità tra i vegetariani.

Sebbene la causalità non sia del tutto chiara, è risultato evidente che vi era una maggiore riduzione del rischio di morte tra le persone che seguivano una dieta vegetariana. In più, l’associazione sembra favorire gli uomini, piuttosto che le donne, con una significativa riduzione nella mortalità per malattie cardiovascolari, ischemie e altri eventi cardiaci.
I ricercatori concludono pertanto che vi è un’associazione tra la dieta vegetariana e la riduzione del rischio di morte per le diverse malattie croniche, rispetto alla dieta onnivora.

fonte: Salute – La Stampa

Famiglie  d’Italia

I dieci diritti del paziente oncologico ( Famiglie d’Italia Salute News )

giugno 5, 2013
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Tumori: Veronesi presenta i 10 diritti del malato (fonte:Gaianews.it )
Presentato dal professore il decalogo con le regole per mettere al centro il paziente e i suoi diritti.

Umberto Veronesi ha presentato all’Istituto europeo di oncologia, i dieci diritti inviolabili del paziente oncologico. Al centro dei dieci punti sta il paziente oncologico che deve essere sostenuto dal sistema sanitario al quale viene richiesta una vera e propria svolta che metta al centro l’etica della cura e del rapporto con il paziente

Veronesi ha spiegato che il primo diritto deve essere quello a cure che abbiano una validazione scientifica. Cure che non sono scientificamente valide non dovrebbero essere somministrate e rischiano di illudere il paziente.

Il secondo diritto riguarda i tempi di cura: le cure devono essere sollecite. Chi ha dovuto attendere tempi lunghi per un esame sa quanto sia importante quest’aspetto nel vissuto di un malato. “Per eliminare le liste d’attesa, negli istituti oncologici, l’Italia dovrebbe applicare il modello francese”, spiega Veronesi. “Dovremmo avere non 8 o 9 istituti oncologici, ma 30, su tutto il territorio nazionale”.

E sempre per tenere il malato al centro e non certo la preparazione di un medico, Veronesi indica come terzo diritto, quello di chiedere una seconda opinione ad un altro specialista senza pensare di poter offendere il primo.

Il quarto diritto è quello alla privacy: negli ospedali dovrebbero essere presenti più camere singole e la privacy del paziente dovrebbe essere sempre rispettata.

Il quinto diritto è quello di conoscere la verità sulla malattia:”Una verità che va sempre raccontata con umanità, senza terrorizzare il paziente”, spiega Veronesi “Perché una cosa è la verità diagnostica, un’altra la verità prognostica. E noi medici siamo i primi a non avere certezze. E può anche capitare, raramente, la regressione spontanea della malattia”.

Il sesto diritto del paziente riguarda il dialogo con il medico che serve a veicolare informazioni: il medico deve parlare lentamente e in maniera comprensibile. La modulistica del “consenso informato” non può essere un paravento dietro cui difendersi

Il settimo diritto riguarda quello del rifiuto alle cure che è previsto dall’articolo 32 della Costituzione: “Chi non vuole essere curato ha il diritto di non farsi curare”, dice Veronesi. “Al medico il compito di una mediazione intelligente, che permetta magari di accettare le cure se non in toto almeno in parte”.

L’ottavo diritto è quello del testamento biologico che permetto al paziente di rifiutare in anticipo lo stato vegetativo.

Il nono è il diritto a non soffrire:”È un’importante svolta culturale, quella dell’ospedale senza dolore”, spiega Veronesi. “Oggi abbiamo per fortuna farmaci validi, come la morfina, che consentono di evitare inutili sofferenze”.

Il decimo è il diritto al rispetto e alla dignità.Di difficile e ampia attuazione. Il professore ha però ricordato quanto sia importante per i malati l’affetto e la vicinanza dei cari e quanto siano importanti quindi ospedali più aperti che consentano ai pazienti di ricevere tutto l’affetto e l’attenzione possibili.

by Gaianews.it

Famiglie  d’Italia

Microbolle al servizio delle alghe destinate ai biocarburanti ( Econota 107 )

maggio 31, 2013

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Le microbolle consentono una produzione più efficiente di alghe destinate ai biocarburanti by Timon Singh

I biocarburanti derivati dalle alghe sono uno dei combustibili alternativi più promettenti sul mercato. Lo svantaggio principale finora è stato l’altoi costo di produzione e l’utilizzo di molta energia. Utilizzando un nuovo ” metodo di raccolta” con microbolle, una squadra della University of Sheffield crede di aver trovato un modo per fare delle alghe una fonte di combustibile commercialmente più valida.

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Il problema principale nella produzione di biocarburanti è rappresentato dalla rimozione delle alghe dall’acqua e in modo che possano essere elaborate in modo efficace. Questo richiede di solito un grande investimento di tempo ed energia. Il team ritiene che producendo microbolle in una soluzione contenente alghe queste possano essere fatte galleggiare sulla superficie dell’acqua rendendole facilmente estraibili.

Secondo il  professore Will Zimmerman  il metodo a microbolle utilizza 1000 volte meno energia rispetto ai metodi precedenti e può essere utilizzato a costi inferiori. Il professor Zimmerman ha detto: “Pensavamo di aver risolto un grave ostacolo per le imprese di trasformazione dei biocarburanti da alghe  quando abbiamo usato microbolle far crescere le alghe più densamente”, “Si è scoperto tuttavia che i biocarburanti  da alghe ancora non potevano essere prodotti economicamente sia a causa della difficoltà nella raccolta che nell’alimentazione delle alghe. Abbiamo dovuto sviluppare una soluzione a questo problema e ancora una volta, le microbolle hanno fornito una soluzione. “

Un certo numero di compagnie aeree, tra cui Lufthansa, British Airways, United, e Virgin, stanno già investendo in biocarburanti da alghe  e il mercato è destinato a crescere in modo esponenziale. Infatti, all’inizio di questa settimana Etihad, compagnia di bandiera degli Emirati Arabi Uniti, ha fatto volare sul Golfo il primo volo di linea alimentato a biocarburante. Anche la US Navy sta sperimentando biocarburanti derivati da alghe.

Ulteriori informazioni sulle ricerche del team si trovano nella rivista Biotecnologie e Bioingegneria

La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano

Lo Stato di Washington afferma ufficialmente che i ciclisti emettono più CO2 degli automobilisti e quindi devono essere tassati; potrebbe succedere anche da noi in Italia?by Tafline Laylin e Paolo Broglio

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Photo via Shutterstock

Nel tentativo di raccogliere fondi per un progetto di legge del valore di 10 miliardi dollari per migliorare il trasporto nello stato di Washington, i legislatori vogliono imporre una tassa di $ 25 su tutte le biciclette che costano più di $ 500. Quando i proprietari di attività commerciali locali e i frequentatori del  blog di Bike Seattle Washington hanno contattato  Ed Orcutt , un membro del Comitato Trasporti di Stato, per mettere in discussione la tassa, Orcutt ha affermato che i ciclisti non stanno contribuendo alla circolazione stradale e per la loro elevata respirazione producono emissioni di carbonio maggiori di automobilisti.

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Photo via Shutterstock

“Mi dispiace ma io credo che i ciclisti devono cominciare a pagare per le strade che percorrono  piuttosto che gli automobilisti “, ha detto Dale Orcutt Carlson, proprietario di Bici a Tacoma, in una e-mail. Il che non sembra una cosa così irragionevole.

“A ciclisti [sic] hanno un aumento della frequenza cardiaca e della respirazione”, ha detto Orcutt. “Ciò significa che i ciclisti sono in realtà inquinanti  “

Proprietari di piccole imprese che vendono biciclette sono preoccupati ; ulteriori costi legati alla nuova legge fiscale farà male il loro business. Altri sottolineano che i ciclisti dello stato di Washington State potrebbero contribuire in altri modi.

“I ciclisti già pagano tasse sostanziali per il nostro sistema di trasporto, comprese le imposte sulle vendite, imposte sulla proprietà e tasse federali che insieme coprono i due terzi di tutte le spese di trasporto a Washington”, ha detto Evan Manvel, uno scrittore per Seattle Club Cascade biciclette .

Nel frattempo ecco una domanda: perché si stanno tassando i ciclisti quando le emissioni di carbonio delle auto sono il vero nemico? Cosa succederebbe in Italia ad una simile proposta ?

rubrica a cura di

Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

Non permettiamo a nessuno di annientarci! Lottiamo ed appropriamoci della nostra vita come ha fatto Davi, nato dopo soli 4 mesi e mezzo di gestazione

maggio 28, 2013

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In questi giorni le cronache ci inondano di fatti violenti: assassini e suicidi sono diventati il nostro pane quotidiano. La vita sembra avere perso ogni valore e l’uomo tende ad allontanarsi sempre più da Dio. La speranza pare voglia abbandonarci definitivamente o, almeno, qualcuno sotto sotto lavora perché ciò accada in modo da chiuderci tutte le porte e fare di noi dei robot rassegnati ed indifferenti.

Ebbene, io da questo blog voglio urlare che tutto ciò non è vero! La vita è un dono il cui valore è inestimabile, per questo, invitandovi a meditare, vi offro un video di qualche tempo fa che attesta un miracolo sorprendente che capovolge completamente l’effimero disegno di chi tende ad inaridirci. Dedicate 10 minuti del vostro tempo e vedrete scorrere le immagini di un Davi, nato prematuramente dopo poco più di 4 mesi di gestazione, che lotta con tutte le sue forze per sopravvivere e vince la sua battaglia: è un inno alla vita, perché finché c’è vita c’è speranza, la speranza che noi siamo più forti di tutto e di tutti, di quattro politici sgangherati e degli speculatori che li accompagnano.

Prendiamo esempio da quel bimbo nato troppo presto e che sopravvive a varie infezioni e trasfusioni: non demorde, lotta… ed alla fine vince!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Italia Unita per la Scienza, sabato 8 giugno 2013 ( Famiglie d’Italia Salute News )

maggio 23, 2013

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FederFauna sostiene ”Italia Unita per la Scienza”, l’8 giugno in tutta Italia

L’ evento “Italia unita per la corretta informazione scientifica” nasce da alcune persone vicine o aderenti al gruppo di divulgazione scientifica Pro-Test Italia e si pone come obiettivo quello di far fronte ai problemi dell’Italia per quanto riguarda la cultura scientifica. I recenti episodi (caso staminali, occupazione stabulario di Milano e tanti altri) hanno reso ancora più urgente la necessità di instaurare un dialogo aperto tra ricercatori, università, mass media e cittadini comuni.

Sempre più spesso viene dato risalto all’emotività trasmessa attraverso i mezzi di informazione e sempre meno spazio viene dato alla correttezza scientifica. Se è vero che l’aspetto umano ed etico di ogni questione andrebbe sempre preso in considerazione, è fondamentale che non si faccia a meno dal secondo aspetto. L’obiettivo di questo evento è, dunque, aprire un dialogo su temi molto importanti che hanno e avranno ripercussioni sul futuro del Paese per quanto riguarda salute, alimentazione e ambiente, in modo che l’aspetto scientifico sia protagonista e non una voce tra le tante.

L’evento consiste in una serie di convegni contemporanei in diverse città sul tema della disinformazione scientifica e sullo stato della ricerca in Italia. Il modo più semplice e di minor costo per realizzare questo evento è quello di rendere ogni città, una volta stabilito un nucleo di organizzatori e responsabili, almeno parzialmente indipendente.

L’idea è, quindi, quella di iniziare l’evento con un discorso generale introduttivo sulla disinformazione scientifica e lo stato della ricerca in Italia (attraverso video registrato o streaming), tenuto da un personaggio di spicco noto al pubblico medio.

Dopodiché ogni città avrà, sotto controllo di supervisori nominati, autonomia nel proporre e gestire gli argomenti da trattare.

I temi principali sono:

Sperimentazione animale
OGM
Cellule staminali e altre frodi mediche
Vaccini e autismo
Sismologia e previsioni
Scie chimiche

Alcuni temi, come sperimentazione animale e OGM, sono indicati per tutte le sedi, mentre gli altri verranno discussi sono in alcune città e la cui scelta dipenderà prevalentemente dalla disponibilità di relatori e dall’attitudine delle università coinvolte.

Altre relazioni suggerite, di carattere generale e non attinenti a un tema specifico, possono riguardare l’importanza delle fonti (capire se chi parla ha le conoscenze per farlo) e le bufale scientifiche, temi sempre più importanti nell’era dei social network.

L’evento proposto non vuole essere una “lezione” da parte degli scienziati/professori alla cittadinanza da istruire, ma un dibattito aperto. Lo scopo di questo evento è mettere le carte in tavola e rendere argomenti complessi almeno in minima parte comprensibili, aprendo un dialogo che renda chiaro, ove possibile, come la scienza e il metodo scientifico siano mezzi imprescindibili per una visione critica.

Per saperne di più CLICCA QUI

fonte: FederFauna

Famiglie  d’Italia

Come scoprire la celiachia in tempo ( Famiglie d’Italia Salute News )

maggio 19, 2013

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Basterà un esame del sangue per scoprire la celiachia

( fonte: La Stampa .it )
Il test sviluppato dai ricercatori dell’Istituto pediatrico Gaslini
con l’Università di Verona
Alessandra Pieracci
Genova
Un test, sviluppato in anni di lavoro dai ricercatori dell’Istituto pediatrico Gaslini in collaborazione con l’Università di Verona, consente, grazie a una semplice analisi del sangue, di verificare se un soggetto predisposto alla celiachia si ammalerà o no (con un anticipo che varia da pochi mesi fino a sei anni). Si tratta di una diagnosi precoce importante soprattutto per i casi a sintomatologia atipica o silente. Il test è stato brevettato ed è pronto per un’utilizzazione pratica diffusa. Per il momento si può effettuare presso i laboratori del Gaslini. E’ un aiuto, come spiega il professor Antonio Puccetti del Laboratorio di Immunolo gia Clinica e Sperimentale del Gaslini (che ha lavorato con il professor Claudio Lunardi e la dottoressa Giovanna Zanoni di Verona) nella complessa battaglia contro una patologia benigna sì, ma molto diffusa.

La celiachia è la patologia più frequente delle malattie autoimmuni, prima ancora dell’artrite reumatoide (una persona su 100-150 in Nord America ed Europa), per un totale di 600 mila in Italia, anche se la diagnosi riguarda solo un settimo di chi ne soffre, perché ne esistono forme silenti: 135800 casi in Italia nel 2011, contro i 6000 del 2005, con un aumento del 19% l’anno. Nei bambini blocca la crescita, provoca forti dolori e disturbi intestinali, negli adulti può causare l’infertilità nelle donne, l’anemia negli uomini, in alcuni casi dermatite erpetiforme (il 5% dei celiaci diagnosticati), ma anche quadri neurologici che simulano la sclerosi multipla, come la demienilizzazione, di fatto la debolezza muscolare. L’opportuna dieta priva di glutine cancella i sintomi neurologici e l’infertilità, le dermatiti devono invece essere curate con farmaci.

Lo studio del Gaslini, pubblicato sulla rivista Immunologic Research, dimostra la possibilità di prevedere l’insorgenza della malattia prima del su esordio e della positivizzazione dei test diagnostici classici. I soggetti affetti da celiachia, ma non i soggetti sani, producono anticorpi diretti contro una particolare proteina del virus, detta VPZ. Studianto una casistica di oltre trecento bambini genericamente predisposti a sviluppare la celiachia (scelti tra piccoli affetti da diabete di tipo 1 per poter utilizzare prelievi di sangue che comunque i piccoli avrebbero dovuto effettuare) si è verificato che circa il 10 % dei soggetti analizzati ha sviluppato la malattia nel corso del follow up, e si trattava dei bimbi nel cui sangue comparivano già dieci anni prima gli anticorpi diretti contro la proteina VP7 del Rotavirus. Sono gli anticorpi che riconoscono anche una proteina presente sulla superficie di tutte le cellule intestinali e quindi interagendo destabilizzano la barriera intestinale danneggiando l’impermeabilizzazione e lasciando così aperta una via di ingresso al glutine, contro il quale viene rivolta la risposta infiammatoria che si sviluppa da parte del sistema immune dei soggetti celiaci.

Accertata la previsione di malattia, si potrà procedere con analisi del sangue semestrali per intervenire all’immediata insorgenza: una dieta preventiva infatti è inutile, oltre che costosa, dato che l’assistenza sanitaria italiana contribuisce all’alimentazione speciale solo dopo diagnosi effettuata con analisi del sangue, che verifica la presenza di particolari anticorpi diretti contro un enzima, Translutaminasi, e con gastroscopia (per effettuare una biopsia).

«La celiachia è una patologia subdola – dice il professor Lorenzo Moretta, direttore scientifico del Gaslini – che può portare danni notevoli a un organismo in accrescimento, quindi una diagnosi precoce è importantissima». Come spiega il professor Puccetti, la celiachia è una malattia cronica dell’intestino tenue, dovuta a una intolleranza al glutine (proteina contenuta nel frumento, orzo, segale e avena) assunto attraverso la dieta. La predisposizione è genetica, riconducibile alla presenza di uno di due geni, HLADQ2 o DQ4, ma non si tratta di una malattia genetica, ovvero inesorabile se i geni sono presenti. Ci si può ammalare o no, e questo nuovo test può stabilirlo in anticipo.

Fonte:  La Stampa.it ( Scienza 15/05/2013 – salute )

Famiglie  d’Italia

Alzheimer, da Milano un’ottima iniziativa

maggio 17, 2013
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Alzheimer, Milano Lancia il ” Piano ” per assistere famiglie e malati ( fonteVitadiDonna Community )
Pubblicato 16 Maggio 2013
Di Antonio Luzi
La malattia di Alzheimer è la forma più comune di demenza degenerativa invalidante, con esordio prevalentemente senile (oltre i 65 anni, ma può manifestarsi anche in epoca precedente) e con un tempo di vita media di circa sette anni.

Meno del 3% della popolazione vive più di quattordici anni dopo la diagnosi.

L’aspettativa di vita è particolarmente ridotta rispetto alla popolazione sana quando la malattia di Alzheimer colpisce i più giovani. Gli uomini hanno una prognosi di sopravvivenza meno favorevole rispetto alle donne.

La malattia è la causa di morte nel 70% dei casi. La polmonite e la disidratazione sono le cause immediate più frequenti di morte.

Al momento non ci sono prove definitive per sostenere l’efficacia di una qualsiasi misura preventiva o curativa per la malattia di Alzheimer.

Una diagnosi tempestiva è estremamente importante perché permette di formare in modo corretto e completo i familiari, programmare gli interventi assistenziali, distinguere la malattia di Alzheimer da altre forme di demenza e di impostare subito il trattamento farmacologico.

In Italia si calcola che esistano 600.000 malati di Alzheimer. Un numero, secondo alcuni, in costante aumento che ha fatto si che questa malattia sia un fenomeno sociale importante e che sempre più peserà nel futuro sulla nostra assistenza sanitaria.

Per questa ragione iniziative come quella del Comune di Milano, che ha annunciato attraverso l’assessore alle politiche sociali Pierfrancesco Majorino il lancio di un  “Piano Alzheimer”, sono estremamente importanti.

Le azioni che verranno svolte dal “Piano Alzheimer” sono il frutto del lavoro delle otto associazioni di volontariato che nel comune di Milano si occupano della malattia.

Majorino ha spiegato che “a Milano ci sono 14 mila persone malate di Alzheimer e ogni anno si registrano circa mille nuovi casi”, ed ha aggiunto “vogliamo che Milano si attrezzi ad affrontare per tempo e in modo lungimirante una situazione che altrimenti potrebbe diventare emergenza”.

Il piano prevede quattro tipi di azioni che possano aiutare i malati di Alzheimer e le loro famiglie.

  • Il primo è quello di una linea telefonica che darà informazioni ai cittadini;
  • verranno poi aperti otto nuovi centri di ascolto e accompagnamento per fornire assistenza psicologica alle famiglie dei malati che non sono stati ancora riconosciuti dal Servizio sanitario nazionale; 
  • verranno aumentati i centri di ritrovo dedicati a malati e familiari; 
  • il comune di Milano aprirà dei corsi di formazione per badanti specializzate nella cura dei pazienti di Alzheimer che verranno inserite in un albo di riferimento.

fonteVitadiDonna Community 

Famiglie  d’Italia

Si potrebbe risparmiare benzina, ma nessuno vuole ( Famiglie d’Italia notizie ripescate )

maggio 13, 2013

Inventa il sistema per risparmiare carburante ma la sua idea non interessa

Scopre un sistema per risparmiare benzina ma nessuno lo ascolta ( fonte: Infiltrato.it )

Mentre gli svizzeri, che non a caso sono avanti anni luce rispetto a noi italiani, hanno iniziato a montarlo in alcune carrozzerie. Ecco l’assurda storia di Leonardo Grieco, che ha inventato un sistema per risparmiare benzina ed abbattere le emissioni del 60% ma in Italia viene preso per pazzo.

Il meccanico Leonardo Grieco ha messo a punto il Kinetic Drive System, che permette alle auto di dimezzare i consumi di carburante, abbattere le emissioni del 60 per cento e allungare la vita del motore dell’80 per cento. Il Kds, scartato dalle grandi case automobilistiche (tra cui la Fiat), viene montato in alcune carozzerie svizzere.

Si chiama Kinetic Drive System (Kds) e promette di dimezzare i consumi di carburante, abbattere le emissioni del 60 per cento e allungare la vita del motore dell’80 per cento. L’invenzione porta la firma di Leonardo Grieco, un meccanico di lungo corso di Saltrio (Varese), uno di quelli che si è “guadagnato i galloni in officina – come dice lui stesso -, in anni di lavoro”, sporcandosi le mani oltre ad usare la testa.

Oggi il suo Kds, dopo essere stato brevettato, ha ottenuto dalla motorizzazione svizzera l’autorizzazione ad essere montato sui veicoli e in un’officina del Canton Ticino è già possibile farselo installare per poco meno di 2 mila euro. Per un non addetto ai lavori non è semplice intuirne il funzionamento, ma in buona sostanza il Kds è composto da una centralina che interviene sul meccanismo della frizione.

“Una volta accelerata la massa – spiega l’inventore – la macchina resta su un numero di giri ottimale e ad ogni cambio di marcia, grazie a questo sistema si risparmiano 700 giri motore. Infatti, mentre normalmente si scende al minimo di giri, qui si utilizza il motore soltanto quando dà la coppia migliore, fra i 1700 e i 2300 giri. Praticamente a parte lo spunto iniziale, la macchina viaggia quasi sempre a basso regime, basta dare un colpo di gas ogni tanto e ci si mantiene a velocità di crociera. Il pedale della frizione non c’è e per cambiare si usa solo la mano”.

leonardo-grieco-kdsIl signor Grieco ha montato il sistema su una vecchia Skoda 1900 turbo diesel: “Ho già fatto 50 mila chilometri con questa macchina e i risultati sono sorprendenti. Questa auto, che oggi ha 290 mila chilometri, fa abitualmente attorno ai 500 chilometri con un pieno, da quando ho montato il sistema Kds sono stabilmente sopra i mille”. Al signor Grieco dobbiamo credere sulla parola. Oltre ad aver visto la centralina montata e ad aver percepito il suo vibrante entusiasmo, non abbiamo infatti a disposizione elementi empirici sufficienti ad avvalorare la sua scoperta, se non un breve viaggio di prova da cui effettivamente abbiamo potuto constatare che il pedale dell’acceleratore viene usato davvero poco.

 Se quanto promesso fosse vero si tratterebbe di una innovazione sensazionale. Con macchine capaci di percorrere normalmente 50 km con un litro. Di questa vicenda colpisce anche un’altra cosa: “Questa scoperta potrebbe valere metà del combustibile mondiale – dice Grieco – ci ho speso dieci anni di lavoro e tentativi. Soldi, tempo e impegno. Nessuno ha però voluto darci retta. Nessuno ha voluto vederlo e capirne il funzionamento. Abbiamo scritto alle case automobilistiche di tutto il pianeta: a Marchionne, a Montezemolo, negli Stati Uniti, in Corea, dappertutto. Abbiamo speso un capitale in lettere e raccomandate. Le risposte che ci sono arrivate sono tutte uguali. Hanno tutte lo stesso desolante tenore, ne ho un cassetto pieno”.

Insomma, Grieco ha scritto e presentato il suo Kds alle principali case automobilistiche che hanno sempre risposto alla stessa maniera: “Ci dispiace tanto, ma la sua invenzione non ci interessa”. Ma l’inventore del Kds non ci sta: “Questi signori dovrebbero scendere dalle loro scrivanie e toccare con mano, sedersi sulla macchina e provarla prima di dire che non gli interessa. Prima provi, studi, poi mi dici che non funziona. Una bocciatura motivata la posso anche accettare. Ma una chiusura a priori no. Nelle cose, per capirle, bisogna metterci il naso”.

grieco-intervistaDal momento che nessuna casa automobilistica ha creduto nel progetto, Grieco ha stretto un accordo con un’officina elvetica che ha accettato di montare il sistema sulle auto svizzere: “Siamo andati alla motorizzazione del Canton Ticino, hanno provato il sistema, hanno verificato le caste e dopo dieci giorni avevamo in tasca l’autorizzazione a montarla. Una cosa simile in Italia, con tutta la burocrazia, sarebbe impossibile”.

Fonte: Infiltrato.it

Famiglie  d’Italia

Il bioreattore per la crescita algale sperimentale ( Econota 106 )

maggio 9, 2013

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Ricercatrice 17 vince un premio da 100.000 dollari con il bioreattore per crescita algale sperimentale.

di Morgana Matus

Sara Volz  ha inventato un processo che aumenta la quantità di biocarburanti prodotti dalle alghe e ha vinto  quest’anno il Intel Science Talent Search . La studentessa di Colorado Springs ha vinto il suo premio con un  progetto, che utilizza la selezione artificiale per individuare quali organismi siano in grado di trasformarsi in biocarburante. Questo nuovo metodo non solo aiuta a ridurre il costo complessivo del biocarburante da alghe  ma, curiosamente, è stato sviluppato principalmente nella camera da letto di Sara!

Sara Volz ha realizzato i cicli di luce (necessari per far crescere le alghe) in un laboratorio casalingo sotto il suo letto soppalco. La Volz ha cresciuto le sue alghe in un terreno contenente il pesticida sethoxydim che produce bassi livelli di acetil-CoA carbossilasi (ACCase), un enzima che è importante nella sintesi lipidica. Le alghe selezionate potrebbe produrre notevoli quantità di olio che potrebbero rendere il biocarburante commercialmente redditizio in futuro.

La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano

La stufa solare

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Per milioni di persone nel mondo, qualcosa di semplice come fare il pranzo di tè o di cottura richiede ore di lavoro massacrante per trovare combustibile per un fuoco duraturo. Nei paesi in via di sviluppo le donne e le ragazze passano lunghe ore di raccolta di combustibili come ad esempio la legna mentre i loro fratelli maschi sono a scuola. One Earth Designs sa che in una sola ora abbastanza luce solare raggiuge la Terra per soddisfare teoricamente tutta l’energia necessaria l’umanità per un intero anno.  Attraverso la loro linea di stufe solari portatili in cui è decisivo il prezzo particolarmente basso, il loro obiettivo di sfruttare l’energia per un pianeta più pulito e socialmente giusto si fa più vicino.

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Attualmente, il prodotto più famoso dell’azienda è il Pro SolSource . Questo piatto parabolico utilizza pannelli riflettenti per raccogliere i raggi solari. L’energia del sole viene concentrata in un unico punto nell’ambito di un fornello che è costruito sopra il centro del dispositivo dove il cibo può essere bollito,cucinato alla griglia, al vapore o fritto. Perfezionata attraverso 13 cicli di prototipazione e test di campo con le comunità rurali in Cina occidentale, Pro SolSource è stato progettato per proteggere gli occhi dell’utente dai dannosi raggi UV fornendo una cucina comoda e conveniente anche con tempo nuvoloso. Secondo la società, la Pro SolSource può far bollire un litro d’acqua in dieci minuti senza produrre un grammo di inquinamento da anidride carbonica .

rubrica a cura di

Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

La festa del 1° maggio

maggio 1, 2013

Perché si festeggia il 1° maggio

Come al solito è mio gradito compito viaggiare su Google, cliccare su Wikipedia e cercare notizie interessanti da riportarvi pari pari… perché uno dei compiti di questo blog è ” fare comunicazione di popolo “, ma non di gossip, bensì di cultura… da quella ambientale, a quella alimentare, a quella storica: ovvero su tutto ciò che è  ” essenza di vita “, fisica e spirituale. Quindi cultura conoscitiva per completare un’offerta mediatica più propensa all’esaltazione del ” fumo ” che alla consacrazione della ” sostanza “. Oggi, come ogni giorno seguente a qualche festa importante, vi informerò dell’origine e del perché della festa del 1° maggio.

” Più precisamente, con essa si intendono ricordare le battaglie operaie volte alla conquista di un diritto ben preciso: l’orario di lavoro quotidiano fissato in otto ore. Tali battaglie portarono alla promulgazione di una legge che fu approvata nel 1867  nell’Illinois (USA). La Prima Internazionale richiese poi che legislazioni simili fossero introdotte anche in Europa.

L’origine della festa risale ad una manifestazione organizzata negli Stati Uniti dai Cavalieri del lavoro (Knights of Labor, associazione fondata nel 1869) a New York il 5 settembre 1882. Due anni dopo, nel 1884, in un’analoga manifestazione i Cavalieri del lavoro approvarono una risoluzione affinché l’evento avesse una cadenza annuale. Altre organizzazioni sindacali affiliate all’Internazionale dei lavoratori – vicine ai movimenti socialisti ed anarchici – suggerirono come data della festività il primo maggio.

Ma a far cadere definitivamente la scelta su questa data furono i gravi incidenti accaduti nei primi giorni di maggio del 1886 a Chicago (USA) e conosciuti come rivolta di Haymarket. Questi fatti ebbero il loro culmine il 4 maggio quando la polizia sparò sui manifestanti provocando numerose vittime.

L’allora presidente Grover Cleveland ritenne che la festa del primo maggio avrebbe potuto costituire un’opportunità per commemorare questo episodio. Successivamente, temendo che la commemorazione potesse risultare troppo a favore del nascente socialismo, stornò l’oggetto della festività sull’antica organizzazione dei Cavalieri del lavoro.

La data del primo maggio fu adottata in Canada nel 1894 sebbene il concetto di festa del lavoro sia in questo caso riferito a precedenti marce di lavoratori tenute a Toronto e Ottawa nel 1872.

In Europa la festività del primo maggio fu ufficializzata dai delegati socialisti della Seconda Internazionale riuniti a Parigi nel 1889 e ratificata in Italia due anni dopo.

In Italia la festività fu soppressa durante il ventennio fascista – che preferì festeggiare una autarchica Festa del lavoro italiano il 21 aprile in coincidenza con il Natale di Roma – ma fu ripristinata subito dopo la fine del conflitto mondiale, nel 1945.

Nel 1947 la ricorrenza venne funestata a Portella della Ginestra (PA) quando la banda diSalvatore Giulianosparò su un corteo di circa duemila lavoratori in festa, uccidendone undici e ferendone una cinquantina.

I sindacati italiani CGIL, CISL e UIL organizzano annualmente a Roma un concerto per celebrare il primo maggio dall’anno 1990 (vedi Concerto del Primo Maggio a Roma a cui partecipano annualmente centinaia di migliaia di persone). “ ( Fonte Wikipedia )

Famiglie                        d’Italia

Umberto Napolitano

E’ in rete ” Percomprareitaliano.it “

aprile 24, 2013

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In questi giorni, a quattro anni e mezzo dalla nascita di questo blog, da noi  promosso ed attuato, ed a seguito del convegno tenutosi il 12 ottobre 2012 presso l’Aula Magna di Agraria dell’Università di Milano dal titolo ” Dall’Agricoltura le risorse per salvare l’economia “, si apre un sito nel quale sarà proposto il meglio del Made in Italy. Si comincia presentando il meglio dei Sapori di Sicilia con tre confezioni offerte e ciò servirà per collaudare e migliorare il progetto. Poi, nel giro di un mese, l’offerta si aprirà ad altre regioni e ad un carrello spesa ” riassuntivo ” scegliendo tra il meglio dei prodotti offerti dal nostro territorio nazionale.

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 ( Umberto Napolitano e Natalina Torresani, una coppia felice, sposata ed insieme da una vita, orgogliosa della propria appartenenza ad una Nazione in grado di offrire ingegno,qualità e capacità produttiva: l’Italia! )
www.percomprareitaliano.it,  nato da un’idea del cantautore Umberto Napolitano, la cui storia artistica è riscontrabile ovunque, ed affidato per la gestione amministrativa alla moglie Natalina Torresani, ha lo scopo di mettervi in contatto con produttori, consorzi e grossisti primari permettendovi di acquistare direttamente da loro prodotti di alta qualità e tracciabilità esclusivamente italiani. Quindi è un e-commerce che nasce e si sviluppa a livello familiare, che si mette al servizio vostro e delle aziende, che agisce su mandato delle realtà presentate ed offerte, e che proprio alle famiglie è rivolto. L’alta qualità e tracciabilità dei prodotti sono garantiti dalle varie certificazioni di legge degli stessi, supervisionate da ESAE srl, spin-off Università degli Studi di Milano e ecologia applicata srl, Organizzazione scientifica di ricerca ambientale QuESTIO 2012… Quindi, il compito primario di percomprareitaliano.it è quello di favorire l’incontro diretto fra produttori ed acquirenti o almeno di ridurne al massimo i passaggi intermediari. Dopodiché trasferisce “in toto“ gli ordini ed i pagamenti da voi effettuati direttamente alle aziende presentate e da voi scelte, le quali vi invieranno quanto acquistato rispondendo personalmente nei vostri confronti del buon esito completo della trattativa.
Se il progetto godrà della vostra attenzione e fiducia, ci apriremo col tempo ad altri settori, quali abbigliamento, manufatti, turismo ecc. Noi abbiamo lavorato con impegno e serietà e così continueremo sperando di non deludere nessuno.
Famiglie  d’Italia

Mostra etnografica “Ancestral” al Museo D’Arte e Scienza di Milano

aprile 20, 2013

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Il 17 aprile al Museo D’Arte e Scienza di  Via Quintino Sella a Milano è stata inaugurata la mostra etnografica “Ancestral” che resterà aperta al pubblico sino all’8 di maggio.

Il nome di questo evento non poteva essere più indovinato: Infatti,  appena varcata la soglia di questo bellissimo  museo, ospitato in un magnifico palazzo situato proprio difronte al Castello Sforzesco, si entra, come attraversando un vero e proprio “stargate”, in un’altra dimensione, fuori la metropoli frenetica di tutti i giorni, dentro una quiete quasi irreale a contatto diretto con oltre 100 oggetti rituali, idoli sacri e raffigurazioni simboliche  provenienti dai cinque continenti che ripercorrono cinquecento  anni di storia.

E’ una vera e propria visione cosmica sciamanica quella che si presenta ai nostri occhi e che ci riporta alle origini primordiali dell’uomo, al suo rapporto diretto con la natura, al culto degli antenati, alle superstizioni ed alle credenze che sono state proprie dell’umanità e che ancora oggi sopravvivono in riti e cerimonie celebrati in tante parti del mondo.

La serata è stata poi  arricchita da due eventi collaterali, una conferenza tenuta dal Prof  Hildegard Antoni Carvajal  ideatore di Ancestral , fautore e membro attivo in particolare di Sangredeamerica.org, una organizzazione no-profit che quest’anno celebra i 20 anni di attività e composta da un gruppo di persone, tra cui scrittori, antropologi, musicisti, campesions, intellettuali e gente comune con l’obiettivo di promuovere la difesa e l’autodeterminazione delle comunità indigene, riconosciute dall’ONU solo nel 2006, diffondere il valore delle tradizioni ancestrali, il rispetto delle culture, dello stile di vita di questi nativi che ancora oggi sono purtroppo oggetto delle logiche di sfruttamento della “civilizzazione progressista”.

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Il Prof Carvajal ha parlato al folto pubblico intervenuto della sua esperienza di oltre 25 anni, insieme a etnologi, antropologi e musicisti. Ha effettuato numerosi viaggi e ha soggiornato con le popolazioni indigene e rurali del Sud America, dell’Africa, dell’Asia e dell’Oceania per riportare alla luce la loro vera storia e le loro tradizioni, la musica, la spiritualità i costumi e la saggezza degli ultimi sciamani, veri conoscitori dei segreti e dei meccanismi della natura, vittime per secoli di annientamento, colonizzazione e deculturizzazione etnica.

La serata si è chiusa splendidamente con alcuni brani eseguiti dal grandissimo compositore, musicista e pluristrumentista  Roland Ricaurte (oltre 2500 concerti in tutto il mondo e 10 albums), etnologo proveniente dall’Università Nazionale di Bogotà e membro attivo di Sangredeamerica, che ha suonato alcuni strumenti a fiato e a percussione della sua collezione composta da 197 meravigliosi pezzi autentici del continente americano, raccolti in tantissimi anni, generando sonorità di una limpidezza ineguagliabile che hanno avvolto i presenti trasportandoli in mondi ancestrali dove, come dice lo stesso Ricaurte, se si ascolta bene è possibile udire anche il passo della formica, melodie che ci hanno riportato alle splendide atmosfere del film Mission e delle colonne sonore del Maestro Ennio Morricone con il quale proprio Roland Ricaurte ha collaborato.

Prima di concludere voglio ringraziare pubblicamente il grande artista Marcelo Bottaro che mi ha invitato a questa splendida mostra e che era presente alla serata, appena rientrato dal Venezuela dove ha esposto con grande successo alla Galleria d’Arte Nazionale di Caracas le 12 battaglie di Simon Bolivar. Il richiamo non è casuale perché nelle tele di Bottaro ritroviamo proprio quella simbologia, quegli oggetti e quella spiritualità ancestrali che sono stati il fulcro di una serata veramente unica ed indimenticabile.

Un ringraziamento doveroso e  sentito al direttore del Museo d’Arte e Scienza di Milano, il dott Peter Matthaes  per questa mostra e per tutte le altre splendide iniziative che danno lustro alla cultura ed alla città di Milano.

by Stefano Micheli

Famiglie  d’Italia

E’ in arrivo una nuova microbatteria ( Famiglie d’Italia News Interessanti )

aprile 19, 2013

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Una nuova microbatteria: si carica velocemente ed è potentissima

Dei ricercatori dell’Università dell’Illinois– Urbana-Champaign hanno creato delle microbatterie che si caricano 1.000 volte più velocemente delle batterie normali e possono, concretamente avviare un’automobile.

Le batterie sono agli ioni di litio e risultano non solo oltre 2000 volte più potenti di una batteria moderna, ma anche notevolmente più piccole.

Guidati dal professore di ingegneria William P King, alcuni ricercatori hanno creato una batteria che misura meno di un centimetro, ma che ha una potenza sufficiente per avviare la batteria scarica di un’auto.

Anodo e catodo utilizzano una microstruttura tridimensionale per un trasferimento di energia più veloce e un’uscita di potenza superiore.

Con tale struttura per questi due elementi essenziali per lo scambio degli elettroni all’interno della batteria, il team di ricerca ritiene che le batterie possano essere 30 volte più sottili, ma anche fornire 30 volte più energia.

La nuova tecnologia, illustrata su Nature Communications, secondo il professor King, potrebbe rivoluzionare il mondo dell’elettronica e costituire un modo tutto nuovo di pensare alle batterie.

“Una batteria può fornire molta più energia di quanto chiunque abbia mai pensato. Negli ultimi decenni l’elettronica si è rimpicciolita, ma le batterie sono rimaste indietro. Ora una microtecnologia può cambiare tutto e rimetterle in pari”, ha detto il professor King.

“È una nuova tecnologia. Non è un progressivo miglioramento delle precedenti tecnologie”, ha precisato il laureando James Pikul, primo firmatario dell’articolo apparso su Nature Communications.

Naturalmente sono necessari ulteriori studi per poter affinare la tecnologia e sono necessari dei produttori per immettere sul mercato queste batterie.

Questo articolo è stato pubblicato in Scienza

Approfondimento:Le batterie del futuro 10 volte più piccole e potentiLa Stampa (Blog )

Famiglie  d’Italia

Signor Bersani, così non va!

aprile 15, 2013

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A volte penso che Grillo non abbia tutti i torti a sottolineare che quasi sempre gli interessi di Palazzo contino molto più dei nostri, umili cittadini vessati ed ingiuriati da comportamenti inammissibili. Il sinor Bersani ha fermato la macchina Italia infischiandosene perfino dei pareri contrari interni al suo partito e di quelli del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che lo invitano ad una riflessione e conduzione coerente della crisi, non in linea con le sue aspettative ma con quelle del popolo italiano. Per non sverniciare la sua faccia sta colorando la nostra sempre più dei colori paonazzi della disperazione dovuta all’incertezza. Ho letto in questi ultimi giorni i commenti inferociti di molti lettori di questo blog, che non pubblico perché il tema è comune e gli improperi eccessivi. Presentano un panorama di gente all’estremo di ogni tipo di sopportazione inneggianti alla rivoluzione e ad assalti al Palazzo con intenzioni pluriomicida.

Io trovo che l’esternazione di questo tipo di reazioni non appartenga ad un comportamento civile, ma reputo anche che alcuni comportamenti della politica istighino il tutto in modo più che naturale.

Signor Bersani, così non va! A noi nulla interessa in questi momenti di azioni coerenti a linee ideologiche personali o di partito, anzi… non ce ne fotte niente! Lei ha preso una manciata di voti in più e dimostri di averli meritati! Il riportarci alle urne rappresenterebbe una sconfitta per tutti noi e… per lei in primis.

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Problemi di memoria?… ( Famiglie d’Italia Salute News )

aprile 11, 2013

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Memoria flop? Ci pensa l’olio di rosmarino ( by Salute 24 )

Olio essenziale di rosmarino per migliorare la memoria. Sembra l’inizio di un rituale magico, ma, in realtà, si tratta di una recente scoperta che sarà presentata martedì alla conferenza annuale della British Psychological Society di Harrogate (Regno Unito). Secondo Mark Moss e Jemma McCready, autori dello studio che ha svelato questa nuova proprietà della ben nota pianta, la sua essenza aumenta non solo la capacità di ricordare eventi passati, ma anche quella di non dimenticare di svolgere azioni nel futuro, dal banale invio di un biglietto d’auguri alla più importante assunzione regolare di un medicinale.

Rosmarino e brahmi: le 5 medicine naturali che fanno bene alla testa

Già in passato il rosmarino era stato associato alla fedeltà e alla memoria, in particolare a quella a lungo termine e alle capacità aritmetiche. Queste proprietà sono state associate all’azione inibitrice delle sostanze presenti nella pianta su alcuni enzimi che agiscono a livello del cervello. Per approfondire la conoscenza di questo fenomeno Moss e McCready si sono concentrati sulla memoria prospettica, quella che permette di ricordare eventi che si realizzeranno nel futuro. Per farlo i ricercatori hanno diviso 66 volontari in due gruppi, cui è stato chiesto di attendere in due stanze diverse l’inizio di test specifici per valutare le capacità mnemoniche, ad esempio nascondere un oggetto e ritrovarlo dopo un po’ di tempo. Solo una delle due stanze è stata profumata con olio essenziale di rosmarino e i partecipanti che hanno atteso l’inizio dei test in questa stanza hanno ottenuto risultati migliori. Non solo, nel loro sangue sono state rilevate maggiori quantità di 1,8-cineolo, una molecola presente nell’olio di rosmarino nota per la sua capacità di influenzare la memoria.

Rosmarino e brahmi, le erbe-sprint per la memoria. Guarda la fotogallery

“Questi risultati – ha spiegato McCready – potrebbero avere implicazioni nel trattamento delle persone con problemi di memoria. Ulteriori ricerche saranno necessarie per scoprire se questo trattamento è utile per gli anziani che hanno a che fare con un declino della memoria”.

di Silvia Soligon (10/04/2013) fonte: Salute 24

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A volte capita… ( Famiglie d’Italia News )

aprile 8, 2013

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Oggi ho pensato di mettervi a conoscenza di un fatto strano accaduto recentemente al di fuori dei nostri confini, e questo indipendentemente dal modo di pensare riguardo l’argomento, ma solo per dovere di… cronaca.

Al parco con la felpa pro famiglia e anti nozze gay. Fermato. «Tenuta contraria ai buoni costumi»

di Rodolfo Casadei

Era con la famiglia ai giardini del Lussemburgo a Parigi. La gendarmeria lo ha portato al posto di polizia perché indossava un indumento con i simboli della manifestazione contro le nozze gay

A Parigi ci si può baciare in pubblico per strada, come nella famosa foto di Robert Doisneau, si può passeggiare in minigonna ostentando generose scollature, si possono indossare le t-shirt con sopra stampate le più aggressive strofe dei rapper americani o francesi. Ma una cosa proprio non si può fare: passeggiare con la famiglia nei giardini del Lussemburgo indossando una felpa recante il simbolo della manifestazione di protesta contro la legge che istituisce in Francia il matrimonio fra persone dello stesso sesso (ieri in Senato è cominciata la discussione). Cioè i profili stilizzati e rosa di un uomo, una donna e due bambini che si tengono tutti per mano. I gendarmi vi fermeranno e vi porteranno al posto di polizia con l’intenzione di verbalizzare l’infrazione che avete commesso: «Tenuta contraria ai buoni costumi».

È quello che è successo a Parigi il 1° aprile scorso, ma nonostante la data non è uno scherzo, stando a quel che racconta il signor Franck Talleu. Si era recato sul posto con altre famiglie per far divertire i loro bambini con un nascondino a base di uova di Pasqua. Ma prima che potessero iniziare due poliziotti si sarebbero avvicinati e avrebbero intimato all’uomo di rimuovere o coprire la sua felpa, recante uno dei simboli della Manif pour tous, perché «contraria ai buoni costumi» e perché suscettibile di creare controversie e quindi disturbare la quiete del luogo.

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Alle proteste del signore i due poliziotti lo invitano a chiarirsi le idee col responsabile del presidio di polizia permanente presente in loco. Lì il capoposto dà vita a un interrogatorio della durata di un’ora che si conclude con la redazione di un verbale dove l’accusa iniziale viene trasformata in un più sostenibile illecito (in sede di processo) di «organizzazione di una manifestazione ludica nei giardini di Luxembourg senza autorizzazione speciale». Seguirà un processo amministrativo e, in caso di condanna, un’ammenda di importo imprecisato da pagare. Comunque il signor Franck viene rilasciato solo dopo che ha accettato di togliersi la felpa incriminata.

Le Figaro riporta le sue dichiarazioni indignate per quella che definisce «un’enorme farsa», fonte di un «sentimento di esasperazione che cresce» di fronte all’«impedimento sempre più marcato alla libertà d’espressione»: «Se il semplice disegno di una famiglia su una t-shirt è considerato contrario ai buoni costumi, cosa capiterà a una coppia che se ne va per strada tenendosi per mano con un paio di figli? Faranno un verbale anche a loro?».
Franck Talleu, che è direttore delle scuole cattoliche di Soissons, Laon e Sant-Quentin nel dipartimento di Aisne, non lesina sull’enfasi nel suo commento alla vicenda pubblicato su Le Figaro: «Cari padri di famiglia, una nuova resistenza si annuncia: non quella dei combattimenti interminabili nelle trincee per difendere qualche metro di una patria da trasmettere ai figli, e nemmeno quella dei maquis (i partigiani antitedeschi della Seconda guerra mondiale, ndr) da cui si tornava qualche notte scura per abbracciare i nostri cari. No, la resistenza dei mesi a venire è quella dei parchi e dei luoghi pubblici, in famiglia, sotto braccio alla propria moglie, ostentando fieramente la nostra gioia (e le nostre magliette) di vivere un matrimonio felice».

Rodolfo Casadei

Introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Il nucleare, a quanto pare, non sempre fa male

aprile 5, 2013
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Uno studio svolto dal Goddard Institute for Space Studies della Nasa ha evidenziato come le centrali nucleari avrebbero salvato la vita di quasi 2 milioni di persone dal 1971 a oggi per non aver respirato l’inquinamento prodotto dai combustibili fossili utilizzati per creare energia, né per malattie derivate. Notizia riportata dalle varie agenzie ma non con il risalto forse dovutole. Questo blog, sempre attento e trasversale nelle sue proposte ed analisi, vi offre un interessantissimo articolo a firma del fisico Giuseppe Quartieri.
Il primo insegnamento della lezione di Fukuscima
di Giuseppe Quartieri

Insistere per l’informazione corretta. E’ un punto d’onore per questa Redazione ( fonte: Ilmovimentodopinione.it )

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Un incidente industriale si è verificato nello stabilimento di trasformazione di scorie nucleari a  Marcoule, vicino Nimes (Francia)   a circa 250 Km in linea d’aria da Torino. Quasi tutti hanno chiamato questa esplosione del forno come un incidente “nucleare” ma in realtà si è trattato di un incidente convenzionale (termochimico). Non si è trattato di un incidente di una centrale nucleare ma in uno stabilimento di ritrattamento di combustibili nucleari. A causa dello scoppio di natura termochimico (non nucleare) del forno di ritrattamento di scorie radioattive c’è stato un morto e 4 feriti di cui uno grave. Inizialmente, molti hanno temuto fughe di materiale radioattivo. Tutte le Autorità nucleari francesi hanno sconfessato la possibilità di fughe radioattive. Tutti gli elementi specialisti e le Autorità  Italiane (VF, ISPRA, ANPA, Protezione Civile ecc.)  in materia sono allertate per operare al meglio.  In attesa di sviluppi non si può dire nulla che non sia avventato se non il fatto che non si è trattato di un incidente nucleare. I soliti imbonitori televisivi e pseudo-scienziati, anche apparentemente bravi, hanno cominciato a riprendere il tono e i discorsi alla Fukushima senza rendersi conto delle assurdità che hanno detto a caldo.

Frattanto si può cominciare a dire qualcosa su quanto appreso dalla lezione appresa dall’incidente di Fukushima. Questo ben noto incidente critico è stato solo e soltanto uno scoppio di  natura puramente chimica. Come conseguenza dello scoppio prodotto dalla reazione idrogeno – ossigeno ad alta temperatura si è verificato lo squarcio della terza barriera quella della costruzione edile esterna. Dagli squarci si è verificata la fuoriuscita di radioattività. Le Autorità giapponesi hanno adottato una serie di misure di emergenza per ridurre al massimo gli effetti negativi dell’incidente e soprattutto per ridurre gli effetti sulla catena alimentare ed ambientale.

Le stesse Autorità stanno adottando le tecniche più moderne ed avanzate per la depurazione e salvaguardia dei siti e delle campagna circostante che viene bonificata con l’impiego di nano-batteri del tipo Rlastonia De Tusculanese in grado di bio-accumulare ed assimilare la radioattività ed isolarla  purificando i campi e la catena di alimentazione.

Quindi,  questo ben noto incidente è stato classificato infine di settimo livello ossia del massimo livello previsto dalla scala INES degli incidenti. Appare chiaro che questo incidente ha generato nel mondo intero uno stato di paura, di panico e di incomprensione degli eventi accaduti che ha fatto precipitare velocemente il credito e la fiducia nella sicurezza delle centrali nucleari. In questi mesi, molte persone hanno finalmente notato che, in Giappone, non ci sono stati morti a causa del comportamento “nucleare” delle centrali stesse. Invece, il terremoto di livello 9 della scala Richter con conseguente tsunami (maremoto) e la conseguente onda anomala hanno prodotto oltre 30000 morti  e dispersi. Tuttavia, non ci sono stati morti dovuti ad effetto di radiazioni nucleare. Di fatto, il popolo giapponese attorno alle centrali nucleari di Fukushima  è stato evacuato per tempo con almeno due giorni di anticipo rispetto alla piccola perdita di radioattività procurata. L’andamento degli eventuali morti che si potranno forse verificare nel futuro   a causa delle perdite di radioattività a Fukushima, sarà elaborato a tempi futuri. Per adesso,  si fa subito notare che i processi di depurazione dell’aria e del terreno sono già stati iniziati dai responsabili tecnici giapponesi e procedono molto alacremente. In particolare, sono state distribuiti sul terreno circostante le centrali nucleare nano-batteri vari che hanno la funzione di bio-accumulare la radioattività eliminandola dal terreno e concentrandola negli stessi microrganismi. Successivamente questi micro-organismi verranno raccolti e, a loro volta, stipati in opportuni contenitori che verranno inviati ad appositi depositi per lo smaltimento. In altre parole, i giapponesi stanno dimostrando di essere al massimo livello tecnologico e scientifico impiegando le più moderne ed avanzate tecnologie di depurazione, bio-rimedio e di conservazione del terreno e dell’aria circostante in modo da preservare la catena alimentare dagli effetti di radioattività a medio e lungo termine. La stessa tecnica e metodica verranno impiegate con alcune semplici varianti per la depurazione della radioattività nell’acqua.

In altre parole, la pacata e riflessiva cultura tecnico-scientifica giapponese sta risolvendo i problemi senza troppe fisime psicologie, paure vere e paure amplificate da imbonitori di cervello e da psuedo-scienziati diretti più dai propri interessi personali che dalla volontà di migliorare la disponibilità energetica per il popolo italiano. Questi stessi pseudo acculturati, diretti da presentatori vari, da attori e cantanti di bassissimo livello culturale scientifico, non conoscono i rudimenti della teoria dei rischi, della accettabilità scientifica e tecnologica dei rischi stessi. Di conseguenza,  questi stessi imbonitori non hanno la benché minima idea di che cosa sia la “politica dei rischi”, che governa tutta la moderna società. Molti autori, pensatori e politici vari hanno accettato che la moderna migliore  definizione di società è quella di “società del rischio” (risk society).

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La quantità di morti prodotta dal carbonio (anidride carbonica) al mondo è dell’ordine di un milione di morti all’anno. La media dei morti per cancerogenesi nelle grandi città (Roma, Milano, Londra, Parigi ecc.) si aggira attorno a circa 500 al mese. Tutti conoscono le medie di morti a settimana nelle autostrade d’Italia a causa di incidenti stradali vari. Questi numeri sono oltre 1000 volte superiori ai morti prodotti da effetti di guasto delle circa 450 centrali nucleari al mondo avendo contato i picchi di Chernobyl e di altri incidenti quali Three Mile Island e tenendo conto delle eventuali morti nel futuro prodotte dagli incidenti di Fukushima  Al momento, alcune di queste stime è ancora soggetta a variazioni ed aggiornamenti vai con alto livello di confidenza statistica reale. Si ricade quindi nei soliti problemi di accettabilità del rischio a confronto con la paura del popolo dettata non solo dalla ignoranza crassa del nucleare ma anche dai persuasori occulti che vogliono che si mantenga lo status quo energetico attuale ossia la supremazia dei carburanti fossili (petrolio, gas e carbone).

Giuseppe Quartieri

Famiglie  d’Italia

 

Per saperne di più riguardo al mobbing sul lavoro ( Famiglie d’Italia News )

aprile 2, 2013

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Mobbing sul lavoro: una vessazione da combattere!
( Post molto esaustivo riguardo al mobbing sul lavoro tratto da La Perfetta Letiziainteressantissimo blog che invito tutti a visitare. )
Se ne se sente parlare sempre più spesso, e molti lo subiscono nell’impotenza. Ma che cos’è il mobbing?

Il termine mobbing origina dal verbo inglese “to mob”, tradotto come “Assalire in massa o in modo tumultuoso, accerchiare, circondare, assediare, attaccare”. Il termine rievoca l’immagine di animali o persone che circondano minacciosamente un membro del gruppo, tendenzialmente per indurlo alla fuga e all’esilio. Nell’ambito delle scienze giuridiche, il mobbing è definito come “l’insieme di atti o azioni che si ripetono per un considerevole periodo di tempo, compiute da uno o più soggetti, che possono essere il datore di lavoro o gli stessi colleghi, nei confronti di un altro lavoratore. Detto comportamento è finalizzato a danneggiare le vittime in modo sistematico e per uno scopo ben preciso. Queste vengono accerchiate ed aggredite intenzionalmente attraverso una strategia comportamentale volta alla distruzione psicologica, sociale e professionale.” (tratto da Jobonline.it”)Gli atti persecutori si manifestano sottoforma di vessazioni, molestie morali, persecuzioni, abusi, ritorsioni sulle possibilità di carriera e violenze psicologiche di vario tipo. Anche la declassazione immotivata di un lavoratore a funzioni e compiti inferiori al suo ruolo, con conseguente umiliazione e dequalificazione, può rientrare in un’intenzionale manovra di distruzione psicologica, sociale e professionale, ed essere valutata come mobbing. Citare tutte le condizioni che, in un preciso contesto, possono far forma a un comportamento vessatorio sarebbe eccessivamente lungo. L’articolo “Mobbing” di Stefano Spinelli (http://www.personaedanno.it/enciclopedia/mobbing) fornisce un elenco esauriente. Qui, mi limito a citare alcune situazioni frequenti:

1. Spostamento del posto di lavoro illegittimo o ingiustificato.
2. Mutamento di mansioni e obbligo a svolgere compiti dequalificanti.
3. Licenziamento illegittimo.
4. Mancato riconoscimento promozioni, diritto alla partecipazione a corsi di formazione in precedenza concessi.
5. Numerosi cambiamenti di mansioni, indipendentemente dalle necessità dell’azienda.
6. Collocazione in posizione sott’ordinata a colleghi con qualifica inferiore o collocazione in posizione equiparata a colleghi di livello inferiore.
7. Trasferimento di un altro collega nel posto ricoperto fino a quel momento.

Il mobbing può essere realizzato in modo smaccato oppure subdolo, celato sotto una gestione del rapporto di lavoro apparente legittima. Il lavoratore che lo subisce vive la situazione dapprima con un senso di colpa “Se le cose vanno male, io solo ne sono responsabile” per poi scivolare sempre di più nella depressione. I danni psicofisici possono essere ingenti, e, se giudicato colpevole, colui che mette in atto il mobbing è tenuto a risarcire economicamente il dolo perpetrato (pecunia doloris). Il giudice che ha presieduto la causa della signora Sig.ra E.G, presso il Tribunale di Torino, Sezione Lavoro I grado, 16 novembre 1999, Est. Ciocchetti, ha dichiarato che le pratiche del mobbing hanno l’effetto di: “Intaccare gravemente l’equilibrio psichico del prestatore, menomandone la capacità lavorativa e la fiducia in se stesso e provocando catastrofe emotiva, depressione e talora persino suicidio”.

I danni del mobbing si possono ascrivere in: danno esistenziale, biologico e patrimoniale.
A livello fisico, “la vittima di mobbing accusa sintomi e malesseri a carico di organi o apparati che sono strettamente legati a patologie psico-somatiche, comunemente derivanti dalla depressione reattiva all’ambiente lavorativo o allo stress occupazionale” (H.Ege, op. cit., pag. 94).

Le malattie, sia fisiche che psicologiche, si possono protrarre per lungo tempo o divenire persino irreversibili. Nell’accertamento del danno biologico, vengono coinvolti il medico del lavoro, il medico legale e lo specialista psichiatra.

In Italia il mobbing è un reato ancora ambiguo, non ben inquadrato dalla legge, ma è possibile aggirare l’ostacolo attenendosi alla costituzione vigente. Infatti, ai sensi dell’art. 2087 c.c., intitolato “Tutela delle condizioni di lavoro”: “L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”.

Inoltre, “il datore di lavoro, per parte sua, vista l’ampiezza dell’obbligo di tutela che gli è imposto dalla norma, sarà responsabile non solo delle condotte di mobbing realizzate direttamente, ma anche di quelle poste in essere dai suoi preposti, essendo in questo caso egli responsabile di non aver vigilato sulla loro condotta, o di averli scelti nonostante adottassero tali comportamenti.” (tratto da Jobonline.it”)

Anche i liberi professionisti, se inquadrati in una formula lavorativa assimilabile a quella di un dipendente, possono subire mobbing e richiedere l’intervento del giudice del lavoro denunciando la violazione dell’art. 2087 c.c.

A cura di Federica Leva 
Famiglie  d’Italia

Buona Pasquetta, Presidente Napolitano… ci dia una mano!

aprile 1, 2013

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Effettivamente, illustrissimo signor Presidente della Repubblica Italiana, speravamo in Lei ed in una Sua proposta che evidenziasse qualcosa di più efficiente ed immediato per la risoluzione dei nostri problemi. Non è che i ” 10  badanti “, come li chiama Grillo, ci soddisfino e tranquillizzino troppo. Noi, facenti parte del popolo italiano, indipendentemente dalle nostre simpatie politiche, confidavamo che lei avrebbe potuto spingere maggiormente sui due schieramenti più votati per portarli ad un compromesso di convivenza politica per affrontare meglio insieme i problemi più urgenti. Lo so che probabilmente questo avrebbe messo in difficoltà la posizione dell’ on. Bersani, ma forse in seno a quello schieramento avrebbe anticipato l’avvento di un giovane benvisto dalla maggior parte degli elettori italiani, quale il sindaco di Firenze Matteo Renzi.

Illustrissimo e da noi amato e rispettato signor Presidente, ci aiuti Lei ad  intravedere aperto un piccolo spiraglio alla speranza. A noi, più che le sorti dei capi degli schieramenti politici, interessano le nostre e quelle dei nostri figli. Lasci cadere in Lei ogni dubbio ed imponga la soluzione più logica e corretta.

Buona Pasquetta, Presidente Napolitano… ci dia una mano!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Buona Pasqua a tutti

marzo 31, 2013

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Cristo è risorto nel cuore di tutti gli uomini di buona volontà che intendono, attraverso questo evento meraviglioso, cogliere l’occasione per guardare al futuro con meno egoismo e più senso di amore e carità cristiana. Buona pasqua a tutti!

Famiglie  d’Italia

Politici, scendete dal podio e odorate di popolo

marzo 29, 2013

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E’ proprio un venerdì di passione per il mondo, per l’Europa e, soprattutto, per l’Italia. Che peccato!… Un Paese così bello, geniale e pieno di risorse ora così malconcio per colpa di pochi inetti che non vogliono rendersi conto dei reali cambiamenti, del bisogno di condivisione nel bene e nel male necessario per poter continuare e non  rischiare di soccombere tutti insieme. L’immagine di ieri di un Bersani di lungo corso, che con alterigia annuncia il suo fallimento imputando colpe a tutti tranne che a se stesso, contrapposta a quella di un Papa neoeletto, Papa Francesco, che con umiltà lava i piedi ad un giovane carcerato, baciandoglieli, mi ha ricordato quella di un freddo Ponzio Pilato, consapevole del dramma che si stava consumando, che lava le proprie mani lasciando Gesù al martirio della croce, da quest’ultimo accettato con umiltà e con amore. Caro Bersani e cari politici della sua specie, come consiglia Bergoglio, il pastore deve odorare delle sue pecore se vuole condurle e pretendere che queste lo seguano con fiducia. A noi delle vostre finte mani pulite e paletti vari poco importa: scendete dal podio una volta per tutte, sporcatevi e odorate di popolo facendo in modo che questa Pasqua vi illumini e vi riporti sulla strada del buonsenso e dell’umiltà, ma purtroppo le mie parole voleranno nel vento: che Dio vi perdoni e abbia pietà di voi… e di noi!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Domenica delle Palme ( Famiglie d’Italia Rewind )

marzo 24, 2013

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Domenica delle Palme… dagli onori al calvario

E’ la domenica in cui Gesù entra trionfalmente a Gerusalemme in sella ad un asino e la folla, che lo attende festante, ha steso mantelli  e tagliato rami di ulivi per onorarlo e osannarlo… la stessa folla che una settimana dopo ne chiederà la morte per crocifissione preferendo Barabba a Lui. Questa è la vita, così è la vita! Nulla è certo, nulla ti è dovuto! Devi conquistarti ogni piccola o grande cosa con fatica e costanza… e a volte non basta. Perché l’animo umano è mutevole e facilmente condizionabile: oggi ti osanna e domani ti crocifigge!

Ma con questa riflessione non intendo mandare un messaggio negativo, al contrario! Perché se il tuo apporto alla società è sincero e buono, come il buon vino migliorerà invecchiando. Forse potranno pestarti, chiuderti in una botte e dimenticarti in una cantina  per lungo tempo, ma il tuo esempio ed il tuo operato, se sono buoni e genuini come l’anima che li accompagna nel corpo che li avvolge, non saranno stati sprecati e potranno essere ripristinati, risorgere… tornare alla luce ed offrirsi al mondo come un buon bicchiere di vino gratificante e terapeutico.

Gesù, per ognuno di noi, con la sua vita terrena completa in tutte le sue sfaccettature, è il modello a cui attaccarsi in ogni momento di sconforto: la sua parola ed il suo esempio a favore dei deboli e dell’amore si sono spenti su una croce tra mille sofferenze e rinchiusi in un sepolcro senza apparente via di ritorno: ma se il corpo muore, l’anima sopravvive e con essa tutto ciò che di buono ha seminato. Sono passati più di 2000 anni e  Gesù è ancora fra noi per parlare e proporsi a chiunque lo cerchi… nella gioia e nel dolore.

Per notizie più dettagliate sulla Domenica delle Palme vi invito ad approfondire le vostre ricerche su Google a cominciare da  Domenica delle Palme – Wikipedia

Umberto Napolitano

 
Famiglie  d’Italia

Raffreddore da fieno: aiuto! ( Famiglie d’Italia Salute News )

marzo 22, 2013

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E sì, è proprio il caso di dire ” Aiuto, è in arrivo il raffreddore da fieno! “. Per molti inizia il calvario primaverile che come una cambiale puntualmente scade e passa all’incasso. Occhi arrossati e naso gocciolante e un’infinità di etcì etcì… salute! Oppure, pillole varie e sonnolenza quotidiana assicurata, a meno che non ci si sia prima vaccinati in tempo, vaccini che però non con tutti hanno sempre a stessa efficacia. A me, per esempio, nel lungo periodo in cui sono stato ” infestato ” fin da ragazzino, erano talmente tante le fonti di allergie alle quali ero soggetto che ogni prevenzione poco funzionava. Per fortuna, come è arrivato, ad un certo punto della mia vita, avvicinandomi alla cinquantina, il maledetto raffreddore è sparito improvvisamente… ma che calvario fino ad allora!

Oggi, navigando su Google, la mia attenzione si è soffermata su un post molto interessante proposto da GreenMe.it e, che a mia volta, vi ripropongo pari pari, certo di farvi cosa gradita.

Alimenti e pollini: boom di allergie. Ma le api fanno da sentinelle

Non solo pollini. Anche gli alimenti contribuiscono ad incrementare le più comuni manifestazioni allergiche di questo periodo. È la cosiddetta SOA, la Sindrome Orale Allergica, la principale manifestazione da reattività incrociata tra pollini e alimenti.

In Italia a soffrirne è una percentuale di allergici ai pollini che va dal 47 al 70%. Si tratta soprattutto di adulti, meno frequentemente coinvolge anche i bambini perché la prevalenza aumenta con l’età.

Quali sono gli elementi che associati ai pollini provocano la Soa? Putroppo si tratta di cibi che fanno parte della dieta quotidiana, come frutta e verdura fresca che scatenano i sintomi soprattutto se consumati crudi. Ed ecco quali sono le associazioni più fastidiose:

  • pollini di Graminacee e pomodoro, frumento, kiwi, melone, anguria, arancia;
  • pollini di Urticacee (come la Parietaria) e basilico, piselli, ciliegie;
  • pollini di Composite e sedano, prezzemolo, camomilla, melone, anguria, mela, banana, lattuga;
  • pollini di Betulaceae e mela, pera, albicocca, carota, finocchio e noce.

È quanto emerso oggi a Como, nel corso del convegno “Non solo pollinosi. Pollini e alimenti: la sindrome orale allergica” organizzato, in occasione della VII Giornata Nazionale del Polline dall’Associazione Italiana di Aerobiologia (AIA), insieme all’Ispra, alla Fondazione Minoprio e alla Federazione Italiana delle Associazioni di Sostegno ai Malati Asmatici e Allergici.

Lo studio ha dedicato un’ampia parte al miele e alle api, le sentille dell’inquinamento e della sicurezza alimentare. In questo senso, esse consentono di effettuare valutazioni sulla qualità dell’ambiente in cui vivono. Attraverso fenomeni di bio-accumulo, scomparsa e mortalità, le api assorbono le sostanze presenti ad esempio nei pollini durante l’impollinazione. Spesso nel loro corpo sono state trovati contaminanti ambientali quali metalli pesanti (Piombo, Cadmio, Cromo, Mercurio, Nichel, Rame e Zinco), radionuclidi gamma emittenti, microinquinanti organici (diossine, furani), idrocarburi policiclici aromatici (IPA), policlorobifenili (PCB), pesticidi (insetticidi, fungicidi, erbicidi e battericidi), microrganismi patogeni (batteri, funghi e virus).

Animali preziosi, purtroppo poco tutelati visto che di recente la proposta di abolire per due anni l’impiego di pesticidi neonicotinoidi, che minacciare la sopravvivenza delle api, non ha ricevuto la piena approvazione dei paesi membri dell’Ue.

Intanto, dice l’Agenzia europea dell’ambiente che negli ultimi 20 anni è scomparso il 60% delle farfalle mentre un quarto degli insetti è a rischio estinzione.

by Francesca Mancuso ( fonte: GreenMe.it )

 

Leggi anche:

Allergie: rimedi naturali per alleviare i sintomi

Allergie ai pollini: ecco i rimedi naturali per contrastarle

Allergie: quello alimentari colpa dell’acqua del rubinetto o dei pesticidi?

 

Introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Non aver paura” di esprimere “bontà e tenerezza…

marzo 20, 2013

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Non aver paura di esprimere  bontà e tenerezza nei confronti degli ultimi, i poveri ed i semplici “. Parole forti di Papa Francesco che ieri hanno echeggiato in tutto il mondo. La Chiesa si sveste degli sfarzi e riprende il compito assegnatole 2000 anni fa da Gesù: amore e tenerezza nei confronti dei più deboli, in una parola… carità cristiana. Molti ” potenti ” cominciano già a tremare, perché il messaggio è universale. Odio e rancore hanno portato solo  distruzione fisica e morale, amore e tenerezza ispireranno nuovi cambiamenti in positivo. La ” fine dei tempi ” tanto temuta altri non è che la fine dell’era dell’odio e della distruzione per aprirsi a quella nuova dove l’amore sia alla base della rinascita e del ricongiungimento spirituale a Dio ed ai suoi insegnamenti inviatici attraverso l’opera e il sacrificio di Gesù. Parole rivolte agli intellettuali, ai politici ai potenti… alla Chiesa stessa.

E già molti, oltre che a temere ed a storcere il naso, cominciano a mettere le mani avanti ed a frapporre dei paletti alla comunicazione gestuale semplice ed incisiva di Papa Bergoglio. Ieri sera ho assistito alla prima parte di ” Porta a Porta ” dove i vari intervenuti, tra cui Giuliano Ferrara, hanno più parlato con sottile ironia delle scarpe nere e grossolane del nuovo pontefice e dei suoi atteggiamenti ritenuti troppo umili e populistici, che del suo reale messaggio lanciato con forza al mondo intero. Non ho retto più di tanto ed ho preferito spegnere la Tv ed abbandonarmi ad un sonno ristoratore e rigeneratore  cercando di analizzare in me quanto  da lui comunicatomi nel pomeriggio dell’insediamento, ed ho cominciato ad intravedere una porta che finalmente sta per riaprirsi al buon senso ed alla speranza…  non esistono al mondo categorie privilegiate, ma solo uomini ognuno uguale davanti a Dio e responsabile delle proprie azioni. Che comincino a ricordarselo una volta per tutte, proprio tutti!… A cominciare appunto  dai rappresentanti di una certa Chiesa per estendersi agli intellettuali snob, ai politici arruffoni ed ai potenti accumulatori di ricchezza e vessatori: un cambio definitivo di marcia verso un futuro costruttivo più logico ed equilibrato.

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Cosa significa essere gesuiti

marzo 18, 2013

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In questi giorni, dopo l’elezione di Papa Francesco I, il termine ” gesuita ” è sulla bocca di tutti. Alcuni lo pronunciano addirittura con timore come nascondesse chissà quale oscuro messaggio o significato. Invece l’immagine che ha fornito di sé Jorge Mario Bergoglio ha ben poco di oscuro, anzi: dai suoi occhi e dalle sue parole emerge un messaggio chiaro e semplice che parla di pace, amore e solidarietà verso i deboli. Comunque, come uso fare in questo blog, sono andato alla ricerca di informazioni tramite Google entrando direttamente nel sito Gesuiti.it, dal quale ho tratto quanto segue.

“Anzitutto, chi sono i gesuiti? Sono “religiosi”, cioè persone consacrate con voti all’amore e al servizio di Dio, della Chiesa e degli uomini. Soltanto che, oltre ai tre voti di povertà, castità e obbedienza comuni a tutti i religiosi, i gesuiti “professi” fanno un quarto voto di speciale obbedienza al Papa, il quale in forza di tale voto può mandarli in ogni parte del mondo e affidare loro qualsiasi “missione” egli ritenga necessaria o utile per il bene della Chiesa.

In quanto religiosi, i gesuiti fanno parte di un particolare Ordine religioso, che si chiama la “Compagnia di Gesù” (in latino, Societas Iesu; in sigla “S.I.” Quando la traduzione ufficiale latina del Vangelo utilizzava la lettera “J” per il nome di Gesù, Jesus, la sigla dei Gesuiti era “S.J.”).

È importante notare che il termine “Compagnia” non ha un significato militare (come alcuni pensano, parlando dei gesuiti come dei “soldati del Papa”), ma significa soltanto un gruppo di persone che stanno insieme per il raggiungimento di uno scopo. Invece, nell’espressione “Compagnia di Gesù” il termine significativo è “di Gesù”: esso vuol dire, infatti, che i gesuiti fanno di Gesù il centro e lo scopo della loro vita, vogliono essere “compagni di Gesù”, cercando in ogni modo di imitarlo nella sua vita e nella sua morte; vogliono lavorare con Lui nella vita apostolica e vogliono servirlo nella sua Chiesa con la maggiore dedizione possibile, a costo di ogni sacrificio, fino a quello della vita. Questo è il nucleo essenziale della spiritualità dei gesuiti, che essi attingono anche dagli Esercizi Spirituali di sant’Ignazio di Loyola, loro fondatore, ed è la spiegazione ultima di quanto c’è di grande e di eroico nella loro storia.

Certamente in questa storia non tutto è grande ed eroico. Ci sono deficienze, miserie, infedeltà al Vangelo, come in ogni gruppo di uomini, segnati dai peccati dell’orgoglio, dell’ambizione, dalla ricerca dei propri interessi umani e mondani. Ma quello che stupisce chi ripercorre anche frettolosamente la storia della Compagnia di Gesù è che in essa è fiorita in modo eccezionale la santità cristiana: sono oltre 50 i gesuiti che la Chiesa ha proclamati “santi” e oltre 150 quelli proclamati “beati”. La maggior parte di essi hanno sofferto il martirio per la fede. A questi santi e beati va aggiunta una moltitudine immensa di gesuiti che, in ogni parte del mondo, hanno sofferto il martirio o hanno vissuto santamente secondo il Vangelo. “

Introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

L’esaltazione dei gesti nell’umiltà del pontificato di Papa Bergoglio

marzo 15, 2013

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Una svolta, una rivoluzione, un riavvicinarsi della Chiesa al popolo nell’esaltazione dei gesti come messaggio di cambiamento e di esempio per un pontificato che abbandoni gli sfarzi per ricongiungersi ai poveri e soccorrerli spiritualmente e materialmente. Papa Bergoglio lascia il crocifisso d’oro per indossarne uno di ferro che più si avvicini al martirio di Cristo, usa il pulmino per spostarsi e si propone per pagare il conto dell’albergo dove ha alloggiato. Un insieme di gesti come messaggio, d’ora in avanti, di un comportamento più umano  della Chiese che esce dal suo isolamento aureo per riconquistare l’uomo, per accompagnarlo in una preghiera reciproca che serva a riavvicinarci tutti a Dio ed al riuso del buon senso. Papa Francesco  riarma il popolo per aiutarlo a ribellarsi alla schiavitù materialistica, come fece la Compagnia di Gesù con gli indios nella loro rivolta alle repressioni dei conquistadores. Ma questa volta niente più uso della spada, solo il rinnovo della fede nella Croce per ritornare soldati di Gesù e riaffidarsi a Dio e riprendersi la vita.

Che non succeda come allora quando infine prevalse l’ingordigia dei conquistadores con il ripristino della schiavitù dei poveri indios, ma confidiamo in questo nuovo papa rifuggendo messaggi nefasti di chi tenta di offuscarne, per timore del cambiamento, immagine e propositi riesumando storie vecchie, solo raccontate e non provate, o predizioni nefaste che lo abbinino in qualche modo al temuto avvento di un Papa Nero…  Papa Francesco I si è presentato vestito di bianco per illuminare in pochi attimi le nostre anime e le nostre speranze.

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Papa Francesco: l’amore e l’umiltà si affacciano a San Pietro

marzo 13, 2013

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Laudato sie, mi’ Signore, 

cum tucte le tue creature… 

spetialmente messor lo frate Sole,

lo qual è iorno et allumini noi per lui.

Et ellu è bellu e radiante cun grande splendore:

de Te, Altissimo, porta significatone.

Uno squarcio di luce in un cielo plumbeo e la Chiesa ha ritrovato il suo faro e  nuovo Vescovo di Roma: Jorge Mario Bergoglio, d’ora in avanti Papa Francesco I. Sono bastati pochi minuti del suono del suo verbo e dolcezza del suo sguardo per far innamorare il mondo intero. Preghiamo per lui, come ci ha chiesto, affinché Dio lo aiuti ad essere più forte di ogni onere e di qualsiasi potere affinché possa imporre il suo cristiano pensiero: amore, umiltà e soccorso ai poveri, cominciando da un esempio concreto e materiale offerto dalla Chiesa in primis. Viva Papa Francesco!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Il ministro Balduzzi salva Sofia, o almeno ci prova

marzo 13, 2013

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Il ministro della Salute Renato Balduzzi ha rotto gli indugi ed ha dato l’ok alla ripresa delle cure di Sofia, la bambina affetta da leucodistrofia metacromatica, una grave malattia degenerativa comparsa quando aveva un anno e mezzo, interrotte dopo la prima iniezione di cellule staminali che tanti benefici le aveva procurato. Ma poi era arrivato lo stop a seguito dell’Aifa, Agenzia Italiana del Farmaco, che, non riconoscendo il metodo della Stamina Foundation, aveva sostenuto che poteva essere una cura dannosa per la saluta della bambina… benché gli evidenti miglioramenti. Ora Sofia sta partendo con i genitori da Firenze alla volta di Brescia dove riceverà la seconda iniezione presso gli Spedali Civili. Sembra che il buon senso per una volta abbia prevalso su interessi ” vari ” che a volte ai più rimangono incomprensibili quando di mezzo c’è la vita o… almeno una speranza in più di vita. Auguriamoci che sia il segnale di una svolta definitiva.

Segue uno schema informativo riguardanti un certo tipo di cellule staminali tratto da un recente articolo di Giuliana Grimaldi, fonte TgCom.

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a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Meno sale e più attenzione ai reni: prevenire è sempre meglio che curare ( Famiglie d’Italia Salute news )

marzo 12, 2013

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Salute: indetta la settimana con meno sale

E’ noto che consumare cibi troppo salati faccia male alla salute ed aumenta il rischio di ictus. L’Organizzazione mondiale della Sanità, ha stabilito la giusta quantità di sale da assumere in una giornata, che si aggira intorno ai 5 gr per gli adulti, e ancor meno per i più piccoli. A quanto pare, mediamente, il consumo di sale pro-capite giornaliero è di ben 10 gr, quindi il doppio del previsto

Per limitare un po’ il consumo di sale, nella settimana che va dall’11 al 17 marzo, è stata indetta una campagna informativa, nata per sensibilizzare le persone su questo argomento. Il Gruppo di lavoro intersocietario per la riduzione del consumo di sodio in Italia (Gircsi) e gli Esperti della società italiana di nutrizione umana (Sinu), hanno comunicato l’inizio della campagna promossa dal Wash (World Action On Salt and Health).

La campagna indetta, il cui slogan è “Meno sale più salute nei pasti fuori casa”, vedrà coinvolti anche le strutture mediche e le aziende attive nel campo della ristorazione.

by UominiDonne

Non solo Uomini e Donne

 

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Prevenzione, giovedì è la Giornata mondiale del rene

Controlli e consigli gratuiti al Massaja

v. fa. (by Salute – La Stampa)

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Giovedì è la Giornata Mondiale del Rene, promossa dalla Società Italiana di Nefrologia (Sin) e dalla Fondazione Italiana Rene (Fir).

 Il personale medico e infermieristico dell’ ambulatorio di Nefrologia e Dialisi dell’Asl allestirà una postazione informativa nella hall del Massaja (dalle 8.30 alle 11.30). Saranno distribuiti opuscoli informativi. Inoltre, con la misurazione della pressione arteriosa, saranno anche forniti consigli sullo stile di vita e dietetici per prevenire la malattia perché “una corretta educazione sanitaria aiuta i cittadini nella prevenzione e consente di conoscere i pericoli delle malattie renali”. In Italia 6 milioni di persone che soffrono di una malattia renale: si prevede che entro la fine dell’anno 2,5 milioni di pazienti saranno trattati con emodialisi nel mondo, di questi 50.000 in Italia.
“Meglio tenere sotto controllo la pressione arteriosa, effettuare l’esame urina e il dosaggio della creatinina – consiglia Fulvia Caligaris, direttore Nefrologia e Dialisi – questi piccoli accorgimenti, gestiti con esperti sanitari, ci permettono di identificare una malattia renale in fase precoce, e quindi prevenirne e rallentarne l’evoluzione”. Per informazioni sulla Giornata Mondiale del Rene: ambulatorio di Nefrologia, 0141/486505.

by La Stampa.it Salute

Famiglie  d’Italia

Microcogenerazione a stormo: sulle orme di un vecchio progetto, il Totem Fiat, abbandonato a inizio anni ’80 ( Econota 105 )

marzo 9, 2013

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La microcogenerazione a stormo e quel Totem dimenticato ( fonte: QualEnergia.it )

Nell’era della smart grid la microcogenerazione potrebbe giocare un ruolo nuovo: lo mostra il progetto ‘Schwarmstrom’ di Volkswagen e LichtBlick. Una sorta di centrale a gas virtuale e diffusa, con 100mila microimpianti casalinghi che producono assieme calore ed elettricità. Come il vecchio Totem Fiat, abbandonato a inizio anni ’80.

Giulio Meneghello con nota finale di Paolo Broglio

clip_image002Metti un centinaio di migliaia di micro-centrali a gas, o ancor meglio a biogas, capaci di dare assieme calore ed elettricità in maniera super-efficiente. Collocale nelle cantine di altrettante case e condomini e rendile capaci di essere gestite in remoto, coordinandosi nella rete intelligente per dare energia in maniera flessibile, sostituendo la produzione centralizzata dei vecchi impianti e compensando la non programmabilità di eolico e fotovoltaico. Aggiungi che questi micro-cogeneratori sono progettati a partire da motori d’automobili e che vengono dunque realizzati da un’industria, quella dell’auto che ha urgente bisogno di reinventarsi.

Sembrerebbe una buona idea: dispiace che a realizzarla saranno i tedeschi di Volkswagen, mentre Fiat, che negli anni ’70 era diversi passi avanti a tutti riguardo alla costruzione di micro-cogeneratori, sembra aver chiuso il futuro in un cassetto. Infatti, di fronte a un mercato dell’auto in flessione di oltre il 20%, Fiat risponde (oltre che con l’erosione dei diritti dei lavoratori) puntando ancora ostinatamente sull’auto e nemmeno nelle sue motorizzazioni più innovative come l’ibrido e l’elettrico, ma – come dichiarato recentemente dall’ad Marchionne – scommettendo sui veicoli di lusso.

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La buona idea di cui stiamo parlando è quella che Volkswagen e l’operatore energetico LichtBlick hanno iniziato a mettere in pratica dal 2009 e che ora sta iniziando a entrare in una nuova fase: i ‘ZuhauseKraftwerke’ (“centrale elettrica a casa”), micro-cogeneratori a gas (che possono essere alimentati a biogas) basati sui motori del Caddy e della Touran, che si vogliono installare ad Amburgo in grandi quantità (100mila) per creare una sorta di centrale virtuale diffusa da 2.000 MW. Il futuro che la Fiat ha dimenticato nel cassetto è invece il ‘Totem’, il micro-cogeneratore basato sul motore 900 cc della 127 del quale Fiat, da metà anni ’70 all’ ’85, ha prodotto circa 5mila esemplari, quasi tutti ancora in funzione. Una macchina da 15 kW ideale per essere alimentata anche con biogas e che trasformava il combustibile in energia e calore con un’efficienza altissima: del 92-93%.

Chissà se quando hanno abbandonato il progetto Totem, nel 1982, i vertici Fiat immaginavano che 30 anni dopo Volkswagen lo avrebbe ripreso in mano. Il ZuhauseKraftwerke infatti “è stato integralmente copiato dal nostro motore”, spiega a QualEnergia.it l’ingegner Francesco Paolo Ausiello, che ai tempi dirigeva il progetto Totem in Fiat. E ci elenca le innovazioni che lo sviluppo del cogeneratore aveva introdotto a fine anni ’70, dalla prima accensione elettronica, a un inverter fatto realizzare appositamente all’MIT, fino ad un nuovo sistema di protezione in parallelo con la rete.

Ai tempi, ci racconta Ausiello, il Totem aveva avuto un discreto successo applicato nel settore ospedaliero e alberghiero e in paesi come Olanda e Germania (ma, va detto, si produsse molto meno rispetto a quanto previsto). In generale, ci spiega, un microcogeneratore è conveniente da installare dove c’è un fabbisogno di calore abbastanza alto e costante, ma trova una applicazione ideale anche in aziende agricole in cui ci sia produzione di biogas.

Oggi le potenzialità di un prodotto come il Totem sarebbero certo maggiori per una serie di motivi: le tecnologie impiegate per realizzarlo – ad esempio le centraline elettroniche e inverter – sono crollate di prezzo e migliorate in qualità, la liberalizzazione del mercato elettrico ha rimosso una serie di ostacoli che complicavano l’installazione e la vendita in rete dell’elettricità, sono stati introdotti incentivi all’elettricità prodotta da biogas e, infine, l’informatica e lo sviluppo di sistemi di gestione intelligente della rete e dell’energia ne consentono un uso ancora più efficiente.

Ed è proprio l’applicazione della microcogenerazione alla smart grid la parte innovativa del progetto di Volkswagen e LichtBlick: il loro ZuhauseKraftwerke è predisposto per essere integrato in una rete informatica e di recente hanno presentato un software, SchwarmDirigent, in grado di coordinare migliaia di micro-cogeneratori in base ai bisogni della rete e delle utenze domestiche presso cui sono installati. “Il software usa dati dai nostri sistemi di trading dell’elettricità, dal mercato elettrico spot e dal sistema di accumulo di calore di ogni singola unità per ottimizzare la produzione di energia”, spiega a QualEnergia.it, Ralph Kampwirth, portavoce di LichtBlick.

Al momento ci sono 700 microcogeneratori coordinati tramite il software, che controlla anche alcuni impianti eolici. Il progetto, battezzato SchwarmStrom, (cioè “energia dello stormo”) è di coordinare 100mila ZuhauseKraftwerke, creando in pratica una centrale a gas virtuale e diffusa da 2.000 MW di potenza.

Come si concretizzerà l’esperimento SchwarmStrom resta da vedere. Per ora si sono installati meno impianti del previsto ed è già cambiato il modello di business: inizialmente si prevedeva una sorta di leasing per cui, a fronte di un contributo per l’installazione di 5mila euro, LichtBlick si occupava di tutto e continuava a fornire energia al cliente, ora invece, ci spiega Kampwirth, si è passati a un modello di vendita normale, con un costo per unità di circa 28mila euro, forse un po’ caro anche se la macchina, adatta al fabbisogno di un condominio o di una grande casa, fa risparmiare circa il 40% della spesa per luce e gas.

In ogni caso, è chiaro che nell’era della smart grid e della generazione diffusa la cogenerazione potrebbe giocare un ruolo nuovo. Avrebbe senso se anche la nostra Fiat riprendesse in mano il vecchio Totem, ovviamente aggiornato? Ausiello ne è convinto, l’azienda, interpellata ripetutamente, invece non ci ha risposto.

Presso l’Università degli Studi di Milano – Facoltà di Agraria – lo spin-off ESAE srl. sta accarezzando l’idea di rendere autonome le piccole aziende o addirittura i condomini aggiungendo un piccolo digestore anaerobico in grado di produrre biogas e quindi alimentare il TOTEM o apparecchiatura similare coniugando la “ trasformazione della frazione organica “ con l’ottenimento di un ottimo combustibile in grado di alimentare il motore endotermico. Se si arrivasse ad una produzione di massa di tali sistemi l’effetto sarebbe sconvolgente : basta scarichi civili e fognature, basta depuratori, risparmio della bolletta energetica del 40-60 % e perdita di potere delle ex Aziende Municipalizzate Multiulilities. Ce lo lasceranno fare ?

La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano

Prof. Giovanni Bianucci : è scomparso un Maestro, un grande divulgatore scientifico ed un ricercatore di sistemi di depurazione di acque usate civili ed industriali innovativi

E’ con grande dolore che apprendo, con grande e colpevole ritardo, la scomparsa di Giovanni Bianucci avvenuta lo scorso anno (21/2/2012 ). Ultraottantenne ha sempre seguito le ultime novità tecnologiche del settore della depurazione delle acque usate. I suoi numerosissimi libri e manuali

( editati per i tipi di Hoepli ), elaborati sempre con la moglie Esther Ribaldone-Bianucci, lasciano un incancellabile e importante segno in questo particolare settore che abbraccia la biologia, la chimica e l’ingegneria.

Libero Docente di Chimica delle Acque la sua gentilezza e la sua fermezza nell’esporre i suoi punti di vista sono rimasti scolpiti nella mente di amici e discenti. Tantissimi sono i ricercatori e “ gli addetti ai lavori “ che gli devono molto in termini di conoscenza dei processi depurativi che per così tanto tempo ha coltivato sia in proprio che con collaborazioni con ditte private, Enti e Università.

Giovanni un grande abbraccio ed una Ecopillola solo per te !

rubrica a cura di

Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

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L’Eurozona è terrorizzata, figuratevi noi!

marzo 5, 2013

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L’Eurozona è terrorizzata per l’avvenire dell’Euro e di tutta la macchina che hanno messo in piedi. Noi lo siamo ancor di più perché a causa della politica del rigore messa in atto per sopperire alle troppe  speculazioni nei confronti delle quali ha vigilato con l’occhio della talpa più cieca, ci siamo trasformati da popolo ridente e rubicondo in una massa di gente triste, affamata e senza prospettive. L’Eurozona pretende la responsabilità dei nostri politici nel mantenere i patti assunti… ma i patti fra i furbi hanno le gambe corte! L’Euro era un progetto importante che hanno sporcato e sminuito in modo volgare: doveva e poteva essere la soluzione dei problemi, in realtà si è rivelato una montagna di problemi aggiuntivi per l’ingordigia dei pochi a danno dei tanti. Ora chiedere ai furbi di fare passi indietro è come chiedere ad una iena di rinunciare alla carcassa che sta rosicchiando. Il potere acceca e logora tutti! Sperare che le varie fazioni vengano ad un accordo per salvare i nostri sederi è una vera utopia. Essi penseranno prima a salvare ognuno il proprio. Bersani preferirà morire piuttosto che salvarsi con Berlusconi accanto e Grillo persevererà  nel suo tsunami purificatore. Che Dio ci aiuti. ma l’Eurozona almeno smetta di affliggerci ulteriormente con il suo stalking continuato… potevano pensarci prima!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Il riccio di mare chiave per catturare il CO2 dall’atmosfera ( Econota 104 )

marzo 1, 2013

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Carbone pulito, l’insegnamento dei ricci di mare

La scoperta che i ricci di mare utilizzano particelle di nichel per impiegare l’anidride carbonica dal mare potrebbe essere la chiave per catturare in maniera efficiente tonnellate di CO2 dall’atmosfera

( Rinnovabili.it) – Migliorare l’efficienza delle tecnologie di sequestro dell’anidride carbonica potrebbe essere un compito da riccio di mare. E’ proprio a questa specie marina che si sono affidati i ricercatori dell’Università di Newcastle, nel Regno Unito, per sintetizzare un catalizzatore efficiente per la reazione che converte la CO2 in innocuo carbonato di calcio. Gli scienziati hanno studiato il meccanismo con cui alcuni organismi acquatici risulta in grado di costruirsi un esoscheletro a partire dall’anidride carbonica disciolta in mare.

“Abbiamo cercato di capire in dettaglio la reazione dell’acido carbonico – che è ciò che otteniamo quando il biossido di carbonio reagisce con l’acqua – e avevamo bisogno di un catalizzatore per accelerare il processo”, spiega Lidija Siller, fisico presso l’ateneo britannico ed autrice della scoperta. “Quando abbiamo analizzato la superficie delle larve di riccio abbiamo trovato un’alta concentrazione di nichel sul loro esoscheletro”. Gli scienziati hanno impiegato pertanto nanoparticelle di questo metallo aggiungendole al test sull’acido carbonico. “Il risultato è stato la completa eliminazione della CO2”, aggiunge la ricercatrice.

Attualmente, gli studi pilota sulla cattura e stoccaggio del carbonio (CCS) propongono sistemi di pompaggio che iniettano il gas nel sottosuolo, processo costoso e non esente da un certo rischio. Una soluzione alternativa è quella di convertire la CO2 in calcio o carbonato di magnesio. “E un modo per farlo è quello di utilizzare un enzima chiamato anidrasi carbonica, che tuttavia è inattivo in condizioni acide”, spiega Gaurav Bhaduri, autore principale dello studio. Al contrario il catalizzatore in nichel continua a funzionare indipendentemente dal pH e grazie alle sue proprietà magnetiche può essere riutilizzato più e più volte. “E’ anche molto economico – 1.000 volte meno rispetto all’anidrasi”. La scoperta rappresenta una vera opportunità per le industrie quali centrali elettriche e impianti di trasformazione chimica di catturare tutte le loro emissioni di CO2 prima che raggiungano l’atmosfera.

La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano

Ecobarometro 2013: l’ambiente tra le priorità degli italiani

Secondo la ricerca pubblicata da Legambiente, per i cittadini italiani le preoccupazioni ambientali sono seconde solo a quelle su lavoro e occupazioneambiente,

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(Rinnovabili.it) – Agli italiani l’ambiente sta a cuore ed è un tema la cui priorità viene dopo solo ai problemi legati al lavoro e all’occupazione. Secondo i dati emersi dall’Ecobarometro di Legambiente, infatti, la ricerca realizzata in collaborazione con l’istituto Lorien Consulting, il 48,2% dei cittadini è preoccupato per le condizioni ambientali del nostro Paese e il 78,2% sarebbe disponibile ad appoggiare tagli “governativi” piuttosto di vedere crescere le rinnovabili.

Preoccupati per l’inquinamento (il 41% del campione) e per lo spreco di risorse (34,8%), gli italiani si sono dichiarati favorevoli anche a una legge sulla bellezza, proposta da Legambiente proprio in queste settimane ai candidati politici e agli amministratori locali: “Una proposta di disegno di legge – così la presenta Legambiente – che punta a coniugare lavoro e ambiente risanando le città, valorizzando le risorse del territorio, fermando il consumo di suolo e le grandi opere inutili e sostenendo le rinnovabili”. Una prospettiva, ha spiegato il Presidente Vittorio Cogliati Dezza, in cui serviranno meno energia, materie prime e chilometri: «Un processo – ha detto Cogliati Dezza – che ha bisogno di una diversa politica fiscale, che sposti il prelievo dal lavoro e dall’impresa al consumo di risorse, utilizzando una patrimoniale verde per colpire i consumi che incidono sulle emissioni di CO2». L’edizione 2013 dell’Ecobarometro è stata pubblicata oggi sulla Nuova Ecologia.

rubrica a cura di

Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

… ed ora la tempesta!

febbraio 28, 2013

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L’Europa ci chiede responsabilità e i nostri eletti cosa rispondono?… Bersani: mai col Pdl e sì con Grillo! Grillo: mai con Pd e Pdl, soprattutto mai con Pd e con Bersani, il morto in piedi. E ancora Bersani, nella speranza che nel frattempo il Grillo cambi idea,… me lo dica in Parlamento, se ha coraggio! E dulcis in fundo Berlusconi, il pagliaccio numero due, a detta di qualcuno dalla Germania, che prova a far da paciere e ad auspicare un po’ di equilibrio e di buon senso.

La verità è che siamo nel pieno della tempesta, la tempesta perfetta! Le borse cadono, lo spread sale…e questi fannoi giochetti e le ripicche! Io avverto gli eletti: con le parole mi limito a mandare a cagare ( e questa è la mia prima parolaccia da quando scrivo sul blog ) chiunque tenti di fare il furbo sulla nostra pelle,  ma nel contempo… mi auguro  e prego Dio che lo punisca con  un fulmine colto nella tempesta  e ” lo o li ” incenerisca una volta per tutte!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

La quiete… prima della tempesta

febbraio 23, 2013

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Siamo alla vigilia del d-day elettorale. Oggi potremo finalmente rilassare le nostre orecchie e i nostri sguardi potranno posarsi su qualcosa di più rasserenante che non sia il volto di coloro che ci pasturano per convincerci sulle loro buone intenzioni. Si, oggi sabato 23 febbraio 2013 è un giorno di quiete ma, a differenza di quello leopardiano, non è dopo, ma prima della tempesta. Sì, perché dopo, qualsiasi evento si verifichi, ci sarà un nubifragio dove sconfitti e vincitori, se mai qualcuno prevarrà, si scaglieranno l’un contro l’altro ancora più armati ed arrabbiati cercando di distruggere fin dal primo vagito ciò che l’altro avrà tentato di ricostruire. Volti nuovi e volti antichi in un cocktail ormai nauseabondo, perché l’appetito nostro da stimolare non è più quello delle chimere inarrivabili  ma quello delle poche realtà possibili e necessarie ad una Nazione la cui costituzione, tanta decantata ultimamente,  parla di fondamenta basate sul lavoro… lavoro che da noi non è più un diritto, bensì un privilegio arduo e complicato.

In questa campagna elettorale abbiamo visto ed ascoltato di tutto, ma le delusioni peggiori sono arrivate non solo dai ” vecchi “. Molti volti nuovi hanno rappresentato ancor di più il nulla e la confusione attuale regnante e… la delusione nello scoprire che alcuni di essi erano già bacati prima di cominciareed altri lo sono diventati per effetto del contagio. Mai come questa volta mi presenterò con certezze così tanto labili nella cabina elettorale, perché il gioco delle parti si è fatto ancor più complicato. I nostri interessi non ” interessano ” solo noi, bensì il gotha della politica europea ed i giochi si sono incattiviti , perché un Italia forte è temuta, e di questo ne sono più che certo. Il nostro spirito di sopportazione unito alle doti riconosciute di intraprendenza e genialità fanno sì che i grandi vampiri ci preferiscano accucciati piuttosto che vivaci e intraprendenti.

Ma di una cosa sono certa: andrò a votare e non disperderò il mio voto ne per ripicca ne per spirito avventuriero. Mai come ora occorrono chiarezza e stabilità! Votare per chi non può incidere, ma solo creare intoppi ulteriori,  non giova ad alcuno. Sceglierò… di qua o di là, chiaro e preciso per non rischiare di cadere fra le braccia del Danton rivoluzionario che tanto sbraita, e a ragion veduta, ma che bene fa se visto come campanello e spia di allarme di un motore in avaria… ma per aggiustarlo e resettarlo… oddio, ci vuole ben altro!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Acqua ed elettricità per il benessere della Bolivia ( Econota 103 )

febbraio 20, 2013

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Acqua e luce per eliminare la povertà in Bolivia ( fonte: Rinnovabili.it  )

Il presidente boliviano ha ribadito l’importanza di acqua ed elettricità per il benessere del paese, ricordando i piani governativo di sostegno alle risorse.

Eliminare la povertà estrema dando alla popolazione un maggiore accesso ad acqua ed elettricità. Questo quanto affermato dal presidente boliviano Evo Morales, intenzionato a promuovere nuovi progetti di produzione energetica per aumentare nel paese il flusso economico e la disponibilità elettrica insieme a quella idrica.

Il discorso che il presidente ha tenuto in occasione dell’inaugurazione dell’istituto  è servito anche per ribadire cosa il governo sta attualmente facendo per aumentare l’accesso all’acqua. Ricordando che il programma governativo appositamente studiato per la diffusione della risorsa idrica sta per entrare nella terza fase con l’obiettivo di aumentare la reperibilità di acqua potabile e dei sistemi di irrigazione in tutti i comuni.

La mancanza di acqua, oltre che danneggiare le coltivazioni e aumentare le problematiche legate all’igiene, impedisce il progresso delle popolazioni.

“La situazione climatica può danneggiare la produzione anche se in minima parte, ma se abbiamo l’acqua la produzione è garantita” ha concluso il presidente.

La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano

Gli scienziati tentano di ricreare artificialmente la fotosintesi per sviluppare energie rinnovabili efficienti ( by Morgana Matus )

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Quando si tratta di sfruttare la potenza del sole, niente può abbastanza paragonare alle foglie. Trasformano la luce in energia chimica utilizzabile mediante l’utilizzo di clorofilla, fotosintesi sono stata a lungo una fonte di ispirazione per coloro che cercano di generare energia rinnovabile efficiente. Con i combustibili fossili in diminuzione e inquinando il nostro ambiente, gli scienziati stanno girando per i processi biologici della natura per creare energia elettrica pulita che può essere utilizzato su richiesta. I ricercatori della University of East Anglia, Università di Leedse l’ Università di Cambridge nel Regno Unito sono state concesse £800.000 per sviluppare la tecnologia che imita fotosintesi, con la speranza di produrre forme più efficienti di energia rinnovabile.

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Al fine di catturare la luce del sole e infine produrre idrogeno, i ricercatori sono lavorando sulla tecnologia che modifica i microbi. Come combustibile ad emissioni zero che può essere convertito in energia elettrica, i ricercatori finanziati dal Biotechnology & Biological Sciences Research Council (BBSRC) spero di produrre un metodo più efficiente di generazione rispetto già esistenti convertitori solari.

“Costruiremo un sistema per la fotosintesi artificiale inserendo piccoli pannelli solari sui microbi. Questi sarà sfruttare la luce del sole e guidare la produzione di idrogeno, da cui le tecnologie di rilasciare l’energia on-demand sono all’avanguardia. Immaginiamo che la nostra fotocatalizzatori dimostrerà versatile e che con una lieve modifica saranno in grado di sfruttare l’energia solare per la produzione di combustibili a base di carbonio, farmaci e sostanze chimiche bene.”, ha detto il capo ricercatore, Prof. ssa Julea Butt di scuola di chimica e di school of Biological Sciences della University of East Anglia.

Utilizzando microrganismi provvisto di pannelli artificiali, la squadra UEA spera di poter manipolare i processi biologici già esistenti per soddisfare i desideri delle pratiche di consumo umano. Imponendo un rapporto sintetico, i ricercatori possono essere in grado di approfittare di uno dei mezzi più antichi e più efficienti di sfruttare l’energia del sole.

+ Università di East Anglia

rubrica a cura di

Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

Muscolo di grano l’alternativa al seitan e alla carne ( Famiglie d’Italia Salute News )

febbraio 18, 2013

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Muscolo di grano: cos’è?

Il muscolo di grano è l’alternativa italiana al seitan, per via delle innumerevoli caratteristiche in comune con questo alimento. Diversamente dal seitan, il muscolo di grano è meno conosciuto, fu creato da Enzo Marascio nel 1992 in Calabria.

Possiamo considerarlo un preparate a base di farina di frumento della qualità Cappelli, farina di legumi o soia, olio e spezie. L’unico sale aggiunto in quest’alimento è il cloruro di sodio, il prodotto nel corso di questi anni è stato perfezionato per fare origine all’arrosto.

Pensate che il prosciutto derivato dal muscolo di grano si può affettare come se fosse il classico prosciutto di maiale.

Le caratteristiche nutrizionali del muscolo di grano

Moltissime persone si chiedono quali sono le caratteristiche nutrizionali. Il muscolo di grano è un alimento dalle spiccate proprietà proteiche (garantite dal glutine del grano, legumi e dalla soia). La quota proteica e superiore a quella dei carboidrati e dei grassi e visti gli elementi integrati è ragionevole pensare che l’apporto di sette amminoacidi sia essenziale.

L’unica fonte lipidica presente è quella dell’olio extravergine di oliva, mentre l’assenza di nitriti e nitrati e coloranti ne accresce i pregi secondo le direttive della dieta italiana. Il muscolo di grano viene associato al seitan, perché entrambi sono degli alimenti proteici di origine vegetale. In realtà il seitan contiene solo quattro aminoacidi essenziali e l’apporto calorico è inferiore.

Il muscolo di grano nella dieta

Il muscolo di grano può essere utilizzato nell’alimentazione quotidiana come fonte proteine ad apporto nullo di colesterolo. Può essere considerato un’alternativa ai legumi, alle bistecche di soia e al tofu. Vi ricordiamo che non è un alimento equivalente alla carne, visto che non sono presenti tutti gli amminoacidi essenziali.

Questo alimento può essere interessante da integrare all’interno di una dieta varia ed equilibrata. Se avete bisogni di ridurre il colesterolo assunto nei cibi, il muscolo di grano è una valida alternativa, soprattutto dal punto di vista quantitativa. Non è un alimento adatto ai celiaci in quanto la presenza di glutine è molto elevata.

Dove trovare il muscolo di grano? La maggior parte degli ingredienti sono di provenienza limitata alla Calabria, per questo motivo la reperibilità può risultare difficile trovare tutti gli ingredienti. L’unica alternativa rimane internet, dove è possibile trovare tantissimi siti dove i prodotti biologici sono venduti senza problemi.

Siete pronti a conoscere il gusto e i vantaggi offerti dal muscolo di grano?

fonte: Naturalebio.it

Famiglie  d’Italia

Giacomo Carone dice: perché e per chi votare, nonostante tutto

febbraio 16, 2013

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In risposta al mio post ” Stringiamci a coorte, siam pronti alla vita… ma non c’è vita senza amore e buon senso! ” pubblicato di recente su questo blog, l’amico Giacomo Carone ha aggiunto in calce un suo commento ” sfogo “, a cui ho reputato giusto e coerente dare un risalto più consono riproponendolo come post del giorno.

” Caro Umberto,

il tuo ragionamento non fa una piega e lo condivido in molti suoi punti.
In passato ne abbiamo parlato e scritto più volte e voglio evitare di essere ridondante sull’argomento. Quei periodi eravamo lontani da elezioni, se non erro se ne parlava un paio di anni or sono.

Comunque sia, da allora si sono aperti molti “vasi di Pandora”, sono usciti molti scandali, si sono fatte e distrutte alleanze strategiche.
Abbiamo visto “primedonne” mettersi a sfidare i “baobab” della politica che avendo radici lunghissime che permettono loro di resistere alla violenza delle tempeste;non li hanno nemmeno sfiorati con il loro operare contro.

Io farò questo, io farò quello.
eliminare le provincie,
metterne di nuove,
abolire i privilegi dei politici,
limitare le auto blu,
far rinascere i capelli ai calvi. A no, scusami. Quella era una pubblicità tra un siparietto e l’altro.

Tutti a fare a gara per posare le ricche chiappe su tutte le sedie possibili ai vari talk-show, come se non bastassero gli scranni che già occupano e che non mollano nemmeno se li schiodi a forza.

Vediamo gatekeepers travestiti da gente del popolo, che grazie a semplici tecniche di PNL (programmazione neurolinguistica) riescono a riempire le piazze come faceva decenni fa la lega con il suo “durismo”. Poche parole che sono sulla bocca di tutti, ben scandite da un palco e ti vedono come uno dei loro.

Il “tecnico”, l’”esperto” che ha tirato su le sorti dell’Italia, a modo suo e sempre secondo i dettami di chi è REALMENTE al potere, promette che toglierà tasse da lui imposte. C’era chi faceva il comico che si è dato alla politica, e chi era bancario a tempo pieno che dopo la politica si mette a fare il comico. Peccato che ride solo lui delle sue battute,

L’unica cosa che mi amareggia, è che non ho sentito negli ultimi vent’anni un programma per l’Italia, per gli Italiani.

Le cavolate di avere gli immigrati per permetterci di pagare le pensioni nostre, sono state dette con l’inganno, perchè tutti loro, quelli che hanno voluto l’Europa Unita, sapevano benissimo che gli immigrati avrebbero spedito i soldi a casa loro, nei loro Paesi, togliendo moneta al nostro. Per forza, dopo c’era la BCE a fornirci il denaro che ci serviva previo pagamento di interessi. E visto che sono stai bravi ed hanno fatto bene il loro lavoro, adesso tutti con le chiappette al sicuro a ricoprire incarichi importanti e ben remunerati.

Sono triste perchè tutti hanno mangiato a piene mani e continuano a farlo.

Le idee che potrebbero ritirarci sù le cassano una dietro l’altra. Certo, è importante sapere che si possono fare le nozze tra gay (è un esempio tra tanti), che possiamo condonare così diventiamo contribuenti, che il nuovo papa magari sarà nero, come predicevano nelle loro profezie Malachia e Nostradamis, che i nostri figli avranno i preservativi gratis nelle scuole, che Belen ha la farfallina tatuata.

Come potremo uscirne? Votando? Questi sono tutti accomunati da una cosa: la passione per la sedia e basta. Votiamoli che tanto non cambierà nulla.

Ci hanno portato a forza senza un nostro parere (menomale che siamo in democrazia) nell’Europa Unita.
Ci hanno offerto “spintaneamente” di adottare una moneta unica che sarebbe diventata più forte del dollaro. Che me ne frega se è più forte e poi non posso nemmeno comprarmi il pane?

L’Italia non avrebbe bisogno di importare quasi nulla.

Abbiamo i migliori prodotti della terra e dobbiamo buttarli in nome dell’Europa.
Abbiamo i migliori siti turistici e dobbiamo svenderli agli stranieri o ai palazzinari.

Nessun politico serio ha fatto proposte in merito a questo. Tutti a parlare di globalizzazione. Sì, permettimi, dei miei “globi”.

Sono i progetti come il tuo, il mio e tanti altri che potrebbero ridare vita a questo Paese meraviglioso, non i politici.

Concludo il mio sfogo, condividendo il tuo pensiero di andare a votare, pur turandosi il naso, e di votare tra chi ha possibilità di governare, senza disperdere il proprio voto in partiti minori.

Grazie “

Giacomo Carone

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Stringiamci a coorte, siam pronti alla vita… ma non c’è vita senza amore e buon senso!

febbraio 12, 2013
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E’ un momento brutto nel quale l’uomo sta mostrando tutte le sue debolezze ed incapacità di apprezzare e meritare quanto di meraviglioso Dio, o l’Universo, o il ” caso ” se preferite, ci ha messo a disposizione permettendoci di esser parte, anche solo un piccolo numero, di tanto meraviglioso creato che ci circonda. Il mondo è perfetto, siamo noi che non abbiamo saputo adeguarci a tanta perfezione e meraviglia per poterla apprezzare e goderne in pieno. Non ci siamo accontentati, almeno una parte di noi, ed abbiamo mirato all’eccesso a discapito dei più deboli. Abbiamo esagerato e ci siamo imbruttiti. Abbiamo perso ogni misura e sfoghiamo la nostra perenne insoddisfazione rasentando sempre più l’idiozia e la cattiveria. Critichiamo tutto e tutti e non facciamo esami di coscienza, ce l’abbiamo con tutto e con tutti ma mai con noi stessi… siamo diventati aridi e spenti, disinnamorati della vita. 

Senza amore non si va da nessuna parte! Amore vuol dire rispetto e capacità di offrire prima di pretendere. Urliamo la nostra rabbia ed uccidiamo la speranza… così non si va da nessuna parte, non si progredisce…anzi! Amore significa anche saper guardare il nostro contorno con positività, rimanendo lucidi nelle scelte determinanti. Non serve lamentarsi, occorre prevenire documentandosi e… aprendosi. E invece restiamo chiusi nel nostro baccello, pretendiamo e non offriamo… ci rifiutiamo di migliorare evolvendoci!

Eppure molti segnali ci stanno avvertendo che un cambio di rotta è necessario. In un mondo globalizzato l’interesse personale si disperde se non armonizzato nel mosaico di un meccanismo che pretende chiarezza e solidarietà per non autodistruggersi. Siamo oltre 7 miliardi su questo pianeta, se non condividiamo ci condanniamo.

Amore significa condividere, almeno in parte, per non rischiare di perdere tutto. Amore significa anche rispetto per se stessi per poter meglio rispettare gli altri… amore e rispetto per se stessi insieme fanno “ amor proprio “, senza il quale credo che sia difficile essere in grado di costruire anche il più piccolo mattone di futuro.

Amor proprio pretende di non accettare più di essere manovrati come burattini, però ribellarsi non vuol dire solo creare violenza. Ci si deve ribellare alla propria inerzia e rassegnazione per non permettere più di lasciarci abbindolare dai falsi incantatori e venditori di ideologie che riempiono la bocca ma affamano l’anima.

Amore significa buon senso... guardiamoci dentro e cerchiamo di comprendere il giusto in noi, e comportiamoci di conseguenza.

Stringiamci a coorte ed andiamo a votare!… anche , come ho scritto ieri, turandoci il naso se necessario. Andiamoci con amore e con buon senso. Amore nel perdonare ancora una volta coloro dai quali ci aspettavamo qualcosa di più, concedendo quindi una nuova opportunità… ma con riserva. Andiamoci, però, anche con buon senso, sforzandoci di scegliere solo tra due ” tiranni “, perché troppi che si spartiscono la torta a noi non possono lasciare che briciole, rabbia e rimpianti.

Noi non siamo pronti alla morte, vogliamo sopravvivere con dignità e consapevolezza, quindi… con amore e buon senso!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Turiamoci il naso e andiamo a votare tutti, con intelligenza… o di qua o di là, ma niente più vie di mezzo!

febbraio 11, 2013

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Cari amici, è con grande imbarazzo e tristezza che mi appresto a scrivere questo post. Siamo a meno di due settimane dal voto ed ascoltando i nostri politici che lanciano i loro proclami propagandistici spesso mi viene voglia di spegnere il televisore o, meglio ancora, di trasformarlo nel contenitore di una vasca per pesciolini rossi… Ma non risolverei nulla e, per giunta, sarei costretto ugualmente a pagare il canone perché per lo Stato conta solo averne il possesso e non l’uso che se ne fa. Abbiamo veramente raggiunto il fondo del barile: non siamo che un numero alla mercé di un’infinità di simboli che giocano con i nostri sentimenti e la nostra intelligenza. Troppi partiti e troppe insidie! Troppe coalizioni ibride all’orizzonte, in ognuna delle quali si nasconde l’inganno e l’ingovernabilità. Troppe voci e troppi interessi celati! Sta solo a noi porre fine alla farsa degli inciucci, perché è arrivato il momento di prendere delle decisioni che ci incamminino in un futuro certo dove le responsabilità dei successi o dei fallimenti possano essere precisamente individuate. Hanno ragione Bersani e Berlusconi, secondo me,  a pretendere un voto che assegni ad uno dei due una maggioranza chiara e corposa che permetta loro di governare liberi dai vincoli causati dalle frammentazioni… perché solo così eviteremo loro qualsiasi alibi in caso di fallimento, obbligandoli ad un governo più attento e responsabile e, sempre solo così, potremo finalmente auspicare ad un Parlamento più snello e dimezzato nei costi e nelle presenze.

Cari amici, mai come ora, possiamo essere arbitri del nostro futuro, per cui turiamoci il naso e andiamo a votare tutti, con intelligenza… o di qua o di là, ma niente più vie di mezzo!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Un anticorpo naturale per combattere la sclerosi multipla ( Famiglie d’Italia Salute News )

febbraio 7, 2013

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Sclerosi multipla, scoperto dai ricercatori italiani un anticorpo naturale. ( da: Meteo Magazine – Meteo Italia Scenze e Natura )

I ricercatori dell’Università di Siena hanno scoperto un anticorpo in pazienti già affetti da sclerosi multipla

Sclerosi multipla scoperto anticorpo naturale, Fonte:www.futurity.org

L’Università di Siena, in Toscana, ha  scoperto un autoanticorpo naturale, presente nei pazienti di sclerosi multipla con malattia lungamente stabile. L’istituto riferisce che l’anticorpo possiede proprietà immunosoppressive e quindi potrebbe avere un ruolo di stabilità nella malattia. Potrebbe rivoluzionare il futuro della comprensione e lotta alla malattia della sclerosi multipla una ricerca tutta italiana. La ricerca, pubblicata sul Journal of Neuroimmunology, evidenzia come lo stesso anticorpo potrebbe essere utilizzato come un possibile marker prognostico per definire l’evoluzione della malattia stessa nei singoli pazienti, nelle versioni benigne o maligne. Nel dettaglio, durante la ricerca si è riusciti ad isolare l’anticorpo monoclonale nei pazienti affetti da sclerosi stabile da tre anni.

La scoperta potrebbe far comprendere meglio al mondo scientifico come funziona il nostro sistema immunitario, e come questo si lega al nostro sistema nervoso. Inoltre, l’anticorpo potrebbe essere sviluppato ed utilizzato nella terapia delle malattie autoimmuni organo-specifiche, ad esempio potrebbe essere testato nel rigetto da trapianti. La sclerosi multipla (SM), chiamata anche sclerosi a placche, è una malattia autoimmune cronica, che colpisce il sistema nervoso centrale causando un ampio spettro di segni e sintomi. La sclerosi multipla colpisce le cellule nervose rendendo difficoltosa la comunicazione tra cervello e midollo spinale.

preso da: Meteo Magazine – Meteo Italia Scenze e Natura

Famiglie  d’Italia

Un decalogo in occasione della giornata mondiale del cancro ( Famiglie d’Italia Salute News )

febbraio 4, 2013

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Il decalogo della nuova lotta al cancro ( di Francesca Cerati, fonte: Il Sole 24 Ore )

Ogni anno il cancro sottrae all’economia mondiale circa 900 miliardi di dollari in perdita di produttività e costi sanitari, l’equivalente dell’1,5% del Pil globale. Così, già nel 2011, a un summit Onu i leader di tutto il mondo hanno concordato di voler ridurre del 25% la mortalità prematura per malattie non trasmissibili entro il 2025. Che, nel caso del cancro, significa salvare almeno 1,5 milioni di vite all’anno. Ma le attuali strategie non consentono nemmeno di avvicinarsi a questo obiettivo.

«Servono nuove e incisive misure per promuovere la ricerca scientifica, modificare gli stili e gli ambienti di vita, riprogettare i sistemi sanitari e riformare le politiche sanitarie» ha precisato Douglas Hanahan, dell’Istituto svizzero per la ricerca sul cancro illustrando lo stato dell’arte della ricerca farmaceutica di questo settore, aggiungendo: «Se la domanda era “il mondo sta vincendo la guerra al cancro? A livello globale, la risposta è chiaramente no». A confermalo sono i casi in aumento della malattia e lo stallo nella ricerca.

Le stime dell’Oms indicano infatti che il numero di nuovi casi diagnosticati ogni anno raddoppierà nei prossimi 25 anni e raggiungerà i 22 milioni nel 2030. Il paradosso è che chi si può curare si ammala di meno perché le campagne preventive (contro il fumo, per esempio) e la formazione (l’abitudine a sottoporsi regolarmente al pap test e alla mammografia) hanno permesso di ridurre i casi nel mondo occidentale, ma il restante 65% della popolazione non ha né i mezzi per curarsi, né è messa in condizioni di adottare stili di vita adeguati. Il caso del tumore al polmone nei paesi a basso reddito dove i fumatori sono moltissimi ne è una prova.

Anche i più recenti farmaci mirati, progettati per attaccare la composizione genetica del tumore, non riescono a soddisfare le aspettative: i prezzi, esorbitanti, dei trattamenti stanno diventando insostenibili anche per i paesi “ricchi”. Un esempio? Un anno di trattamento con vemurafenib da solo costa 91.000 dollari e anche se prendiamo tra le sei nuove molecole approvate nel 2011, la più economica (Zytiga per il cancro della prostata avanzato) costa all’anno 44mila dollari, con un allungamento della vita media da 5 a 16 mesi. Alexander Eggermont, direttore generale del Gustave Roussy Cancer Institute francese, ha infatti detto che i “modelli economici di medicina molecolare sono molto incerti”.

Domani, in occasione della giornata mondiale contro il cancro, i 100 esperti di oncologia (clinici, ricercatori, politici, giornalisti, rappresentanti dell’industria e delle associazioni dei pazienti) che hanno partecipato al World oncology forum – che si è tenuto a Lugano l’ottobre scorso per il trentennale della Scuola europea di oncologia (Eso) fondata da Umberto Veronesi – lancieranno un appello ai Governi affinché prendano misure urgenti per contrastare l’aumento dei casi di cancro a livello mondiale. Non solo, hanno anche individuato una strategia in 10 punti per fermare questa “epidemia globale”. Che prevede, oltre alla riduzione dei decessi a livello globale un “pacchetto” di cura del cancro per i paesi poveri.

L’obiettivo è di ottenere quello che è accaduto per la cura dell’Aids in Africa: una decina di anni fa, nessuno riteneva possibile avere farmaci antiretrovirali per curare i pazienti africani con Hiv. Oggi sono più di 8 milioni le persone nei paesi a basso reddito in trattamento. Bisogna agire per interrompere questa escalation. Già ma come? «Di certo, la lotta contro il cancro non potrà più essere solo medica e scientifica, ma anche sociale, culturale e politica – precisa Ugo Rock, presidente della Eso –. Anche in questo campo la ricetta è quella di eliminare spese irrazionali e inappropriate, per rendere più efficiente l’organizzazione dei servizi e più efficace l’uso delle risorse». Il tema va affrontato nel suo complesso – interviene Alberto Costa, direttore scientifico dell’Eso –. È stata una reale sorpresa calcolare che già adesso si potrebbero evitare più di un milione di morti all’anno, con un risparmio che oscilla tra 1 e 2 milioni di euro.

Anche l’Italia non fa eccezione. Il nostro territorio è segnato da una profonda diseguaglianza nella diagnosi e nel trattamento come riporta un nuovo studio dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano che evidenzia come al Nord il 45% dei tumori della mammella è diagnosticato a uno stadio precoce, mentre al Sud le percentuali scendono, arrivando al 26% di Napoli e Ragusa, dove sono frequenti i casi che presentano già metastasi al momento della diagnosi, pari rispettivamente a 9,6% e 8,1 per cento. Sebbene a questa diagnosi ritardata corrisponda una differenza di sopravvivenza a cinque anni relativamente contenuta (89% al Nord a fronte dell’85% al Sud), la scoperta di un tumore allo stato iniziale è un fattore di grande importanza per la paziente perché consente di ricorrere a trattamenti chirurgici meno invasivi e a terapie più semplici, garantendo una migliore qualità di vita e un minore costo sociale.

Francesca Cerati, fonte: Il Sole 24 Ore

 

Famiglie  d’Italia

I giorni della merla son passati… ( ma noi merli resteremo, e chissà per quanto ancora )

febbraio 2, 2013

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E’ un fine settimana sbalorditivo raggelato dalle polemiche politiche relative al caso MPS. Stanno emergendo fatti paradossali specialmente se affiancati ad una situazione finanziaria italiana per noi sempre più assurda ed insostenibile. Si scoprono, o meglio… noi popolo massa scopriamo che i nostri  sacrifici non servono a rilanciare l’economia, bensì a tappare buchi dei quali non abbiamo ne responsabilità ne conoscenze, se non postume. I giorni della merla, coincisi con l’apertura del vaso racchiudente tanto bordello, sono passati con gennaio, ma per noi i loro effetti  li porteremo addosso a lungo, perché se prima era solo un dubbio, oggi abbiamo la certezza che per lo Stato e per chi lo governa, noi siamo solo dei numeri, anzi, dei merli da imbambolare, impallinare e prosciugare di ogni goccia di linfa di sopravvivenza. Paghiamo dei balzelli non riscontrabili altrove e se siamo fortunati riusciamo a sopravvivere del minimo perché il resto lo versiamo nelle casse di chi ne fa un uso distorto. Chi si ribella o si arrangia viene tacciato, parlo dei piccoli, per evasore e ladro del benessere altrui, mentre i grandi evasori hanno risolto i problemi da tempo ed ora godono dei frutti nascondendosi ben radicati nella privilegiata “ stanza dei bottini… pardon…bottoni “. I giorni della merla sono stati raggelanti nel servirci il panorama di un’Italia dei pochi a discapito di quella dei tanti. Mentre il governo tecnico Monti ci sotterrava di tasse e di rigore in nome di una meta da raggiungere che ci avrebbe risarciti un giorno tirandoci fuori dal fallimento nazionale… dall’altra parte elargiva… pardon, prestava, l’esatto corrispondente raccolto da una tassa orrida e iniqua come l’IMU, ad un istituto bancario per porre delle pezze ad una serie di errori ed orrori commessi dai suoi dirigenti, politicamente tutelati ed autorizzati, nei confronti dei propri correntisti. Ma abbiamo scoperto anche che la maggior parte dei nostri sacrifici sono serviti a salvare non solo i fondali dei dirigenti del Monte dei Paschi di Siena ( Banca il cui operato nei confronti dei correntisti per la parte gestionale degli sportelli è stata sempre più che corretta e professionale tant’è che anch’io ne sono cliente da anni e anni ) ma pure quelli della maggior parte delle banche operanti, le quali, però, hanno smesso di svolgere il  servizio per il quale sono state create , raccolta e distribuzione del credito, ma hanno pensato in primis a salvare il proprio orticello lasciando il resto dei ” campi “, i nostri, in totale abbandono per mancanza di approvvigionamenti. Lo Stato, attraverso alcuni suoi interlocutori, sottolinea come quei 4 miliardi di euro siano solo stati dati in prestito, ed ad un tasso più che conveniente, il 9 per cento… ebbene, questo conferma ancor di più che lo Stato ci considera solamente dei merli: un tasso così alto, molto vicino all’usura, presume che l’intero debito difficilmente sarà onorato dall’MPS e che la banca verrà probabilmente nazionalizzata. Quei 4 miliardi sarebbero molto di più serviti a ridare ossigeno a tutti quei piccoli imprenditori che, poveracci, lavorando anche 18 ore al giorno cercano di portare avanti le loro piccole aziende  e a non lasciare senza mezzi di sostentamento intere famiglie. Banche e Stato, che non svolgono in modo corretto ed appropriato il loro compito, non sono di utilità alla comunità.

I giorni della merla son passati solo sul calendario… per noi chissà quanto ancora dureranno!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Frutta e verdura per combattere lo stress ( Famiglie d’Italia Salute news )

gennaio 28, 2013

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Lo  scopo di questo blog è quello di informarvi dando anche voce a notizie utili che spesso non ricevono l’adeguata attenzione. Per cui spesso naviga sul web e ” pesca ” per voi evidenziando e lincando sempre la fonte originale delle news in modo da permettervi di approfondirne la conoscenza . La notizia di oggi riguarda un’interessante ricerca dell’Università di Otago e pubblicata sul British Journal of Health Psychology che offre un intelligente consiglio per come difendersi dallo stress quotidiano ed aprirsi alla positività.

La frutta e la verdura aiutano a calmarsi

Fonte Il Journal da Marina Morelli | Categorie: Alimentazione naturale, Studi e Ricerche

La frutta e verdura si sa fanno bene alla salute. Uno studio dell’Università di Otago svela però qualcosa in più:

la frutta e la verdura hanno il potere di calmare e aiutano a sentirsi più felici e cariche di energie ogni giorno.

La ricerca è stata pubblicata sul British Journal of Health Psychology, condotta da Tamlin Conner, Bonnie White e Caroline Horwath ed ha coinvolto 281 adulti giovani con un’età media di vent’anni. Lo studio ha monitorato i partecipanti per ventuno giorni ed ha rilevato una strettissima correlazione tra l’umore quotidiano e il consumo di frutta e verdura. I risultati hanno dimostrato che mangiare più frutta e verdura rilassa i nervi, aumenta la positività e il senso di felicità individuale. Le persone coinvolte nel progetto hanno dichiarato, infatti, di sentirsi più felici e rilassate del normale durante le giornate in cui avevano assunto più frutta e verdura rispetto ad altre tipologie di cibo.

Quali scegliere allora? Sicuramente frutta e verdura di stagione:

Abbiamo i carciofi che hanno i più alti livelli di antiossidanti.

La rucola con alto contenuto di vitamina A, ottima per aggiungere sapore alle insalate. I broccoli considerati un cibo miracoloso per la loro capacità di prevenire il cancro. Questo ortaggio è consigliato a chi soffre di problemi cardiaci e ictus. I broccoli contengono anche ferro, ideali quindi per pazienti anemici.

La zucca, una verdura che ha pochissime calorie ed è un vero e proprio concentrato di salute: Vitamine A e C, minerali (ferro, potassio, calcio e fosforo), e fibre. Calma gli stati nervosi e favorisce il sonno. Oltre ad avere un basso contenuto di calorie (circa 15 ogni 100 grammi) è ricca di betacarotene, potassio, calcio, fosforo e fibre.

Da non dimenticare il melograno. I semi, rossi e succosi di questo frutto, apportano vitamine A e C, niacina, tannini, potassio, fitoestrogeni e bioflavonoidi, ne basta bere un bicchiere al giorno per proteggere il cuore e difendersi dagli attacchi dei raggi ultravioletti, svolge inoltre un’azione difensiva, addirittura contro la formazione delle proteine killer del morbo dell’ Alzheimer.

Ottimi anche i ravanelli, sono infatti una buona fonte di vitamina E e C, che favoriscono la riduzione delle infiammazioni. Il calcio e i sali minerali in esso contenuti sono anche in grado di alleviare i sintomi della sindrome premestruale.

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Al bando anche le sigarette elettroniche

gennaio 24, 2013

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Anche la sigaretta elettronica subirà piano piano tutti i divieti imposti alla sigaretta tradizionale, quindi cinema, ristoranti, uffici e giardini pubblici, etc. Evidentemente le rimostranze dei produttori di catrame, i cui danni deleteri sono già stati ampiamente e tristemente dimostrati, stanno cominciando ad ottenere i riscontri desiderati… giocarsela almeno alla pari! C’è ben poco da aggiungere, da una parte gli effetti nocivi certi, la puzza e la tosse… dall’altra possibili conseguenze negative sulla salute non ancora accertate, nessun odore o fastidio particolare per chi non svapora. La scelta resta a noi, o meglio a chi non riesce ad uscire dalla schiavitù di tenere qualcosa in bocca da succhiare come un ciuccio od un capezzolo materno… io, che sono libero da molti lustri dalle catene di cui sopra, posso solo aggiungere che alla certezza del male ed alle puzze irritanti certo preferisco il ” dubbio ” e gli aromi gradevoli…ma il mio è solo un piccolo pensiero che verrà presto asfaltato da quello sostenuto dagli usufruitori dei soliti ” interessi ” personali.

Stop alla sigaretta elettronica Divieti al cinema e ristorante  ( fonte: Corriere del Veneto )

Stop alle sigarette elettroniche. I cittadini si dividono ( fonte: Quotidiano Net )

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Sigaretta elettronica vietata negli uffici pubblici
Commenti

L’ordinanza ha stabilito che municipio e scuola saranno offlimits. Per chi non rispetta il provvedimento multe da 25 a 500 euro. L’opinione dei sindaci di Veniano, Rovello Porro e Rovellasca

Una ragazza fuma una sigaretta elettronica (foto Ansa)

Lomazzo, 23 gennaio 2013 – Il divieto della sigaretta elettronica firmato dal sindaco Gianni Rusconi fa discutere. Lomazzo è il primo Comune in Italia ad aver introdotto il divieto nei locali pubblici di pertinenza comunale e di fronte a questa disposizione il mondo politico lariano si divide. C’è già chi difende a spada tratta questo divieto al punto da considerare la possibilità di introdurlo anche nel proprio comune.

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L’ipotesi è al vaglio del sindaco di Como, Mario Lucini, esponente di centrosinistra ma anche Erba e Cantù, con altre connotazioni politiche, stanno valutando un provvimento ad hoc sulla sigaretta sintetica. Elio Rimoldi, sindaco di Veniano e alla giuda di una Giunta leghista sostiene in toto la scelta del collega di Lomazzo. «Condivido completamente la sua ordinanza – dice -. Mi riservo di affrontare la questione nei prossimi giorni direttamente con il sindaco Rusconi per valutare la possibilità di firmare un’ordinanza dello stesso tipo anche nel mio Comune». Parere favorevole anche da Gabriele Cattaneo, primo cittadino di Rovello Porro. «Sono pienamente d’accordo – precisa Cattaneo –. Nel caso le sigarette elettroniche emettono nicotina il provvedimento mi trova d’accordo al 100 per cento. Vale lo stesso discorso però anche nel caso non dovessero emetterla, per una questione di igiene».

C’è anche qualche sindaco però che preferisce non prendere posizione in merito al provvedimento di Rusconi e della sua giunta. «Ho letto delle sigarette elettroniche in settimana e mi sto facendo solo adesso un’idea – fa presente Sergio Zauli, primo cittadino a Rovellasca, esponente di spicco del centrodestra – È necessario che gli organi di competenza comunichino se siano nocive o meno, sia sull’effettivo utilizzo. Adesso come adesso non ci sono gli elementi per poter prendere una decisione in merito ad un’eventuale ordinanza».

Va cauto anche Franco Pagani, il primo cittadino di Cadorago. «Se diranno che sono pericolose per la salute e per chi le fuma è ovvio che valuterò il da farsi», dice infatti. Chi è invece davvero scettica sul provvedimento è la minoranza consiliare che per voce di Paolo Colmegna, capogruppo del gruppo “Il Patto”, fa sapere che: «Mi sembra un po’ prematuro firmare un’ordinanza di questo tipo. Mi viene da paragonare il sindaco ad un pesce in un acquario che vuole fare vedere quanto è bello. A Lomazzo ci sono altre cose più importanti cui pensare prima di quest’ordinanza». Di fatto però fra qualche ora la sigaretta elettronica non potrà più entrare negli spazi comunali aperti al pubblico. E per chi non rispetta il provvedimento la sanzione è dietro l’angolo.

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Desertec Sahara Solar Power: i problemi di un grande progetto ( Econota 102 )

gennaio 21, 2013

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Il progetto Desertec Sahara Solar Power affronta  problemi finanziari e sociali (di Timon Singh ) Foto di energia solare a concentrazione da Shutterstock

L’iniziativa di Desertec ( di cui abbiamo parlato nelle nostre prime Econote ) è un grande progetto solare che mira a utilizzare l’ energia solare nel deserto del Marocco per l’alimentazione elettrica in Europa, il Medio Oriente e Nord Africa. Il progetto su larga scala è stato annunciato nel 2007 e noi abbiamo seguito suoi progressi da allora. Purtroppo, Desertec si trova ad affrontare problemi abbastanza seri. BBC News ha recentemente riferito che due grandi finanziatori industriali (Siemens e Bosch) si sono ritirati e il governo spagnolo ha ritardato firma un accordo per la costruzione di centrali solari in Marocco.

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Se completato, Desertec potrebbe fornire fino al 15% del fabbisogno totale di energia dell’Europa. Obiettivo del progetto era quello di fornire circa 125 gigawatt di energia elettrica per il continente entro il 2050 esportati in vari paesi attraverso cavi di corrente continua ad alta tensione sotto il Mar Mediterraneo.

Purtroppo tale termine non sembra sarà soddisfatto in virtù del ritiro di  ‘Siemens e Bosch. Parlando alla BBC News, Dr Daniel Onofrio Mbi Egbe, professore presso l’Università di Linz, in Austria, ha detto che la loro assenza potrebbe significare il fallimento del progetto. “Siemens e Bosch sono grandi imprese e se non vogliono sostenere questa iniziativa potrebbe essere difficile per Desertec sopravvivere”

Ma che cosa ha causato questa improvvisa mancanza di fede nel progetto? Secondo alcuni, è la recente instabilità politica in Nord Africa ma probabilmente ci sono altri fattori. “I padri della Desertec hanno detto che loro scopo era quello di sfruttare energia dell’africa del Nord per il mercato europeo ma che cosa rimane all’Africa stessa? In molti paesi africani ci sono tagli di elettricità costanti  e quindi se si vuole aiutare l’Africa non  bisogna pensare solo ad esportare in Europa ma di fornire anche l’Africa “

Non è noto come la recente notizia impatterà sulla costruzione di 500 megawatt ($2,8 miliardi ), con un impianto solare a concentrazione (CSP) in Marocco.

La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano

HidrolICE: il motore a combustibile solare che potrebbe ridurre i costi del 75% (da Beth Buczynski)

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Mentre l’idea di una vettura alimentata solare è attraente la realizzazione che l’accompagna di solito è piuttosto deludente: o si tratta di piccole realizzazioni scarsamente significative o installazioni poco estetiche con pannelli solari che spuntano dappertutto. Ma la Energy LLC non è interessata ad andare su questa strada ma stanno mettendo il sole al lavoro attraverso una tecnologia fin troppo familiare : il motore a combustione. Se avrà successo  potrebbe essere la strada per un nuovo brillante futuro in cui il costo dell’energia solare scenderà del 75 per cento.

Trovi difficile immaginare il sistema che permetterebbe al sole di alimentare un motore a combustione convenzionale? Non ti preoccupare, ci vuole un po’ di fantasia. Gli inventori Matt Bellue e Ben Cooper (le menti creative dietro il progetto HydroICE ) dicono che invece di usare benzina per accendere una scintilla e quindi spostare un pistone per creare la potenza, il loro motore potrebbe utilizzare la potenza del sole.

Invece di iniettare gasolio nel motore si inietterebbe olio caldo (scaldato utilizzando collettori solari parabolici a specchio) nel cilindro. Invece di una scintilla si aggiungono alcune microgocce d’acqua. Quando l’acqua contatta l’olio caldo l’energia termica dell’olio viene trasferita all’acqua trasformandosi istantaneamente a vapore. Mentre vi starete chiedendo come questo concetto possa essere integrato in un veicolo, potrebbe avere una più immediata applicazione come fonte di energia elettrica sostituendo i generatori alimentati a gas off-grid.

Sembra fantascienza ma questo motore unico è già in strada per diventare una realtà. Bellue e Cooper hanno convertito un motore a 2 tempi gas da 31cc trasformandolo in un motore HydroICE. Hanno anche collaborato con Missouri State University e la Missouri University of Science e Tecnology per sviluppare tutto l’hardware necessario(ad esempio i collettori solari) e per testare l’efficienza del motore.

rubrica a cura di

Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

Trovata su Facebook… una bella storia

gennaio 19, 2013

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IN OSPEDALE 

Due uomini, entrambi molto malati, occupavano la stessa stanza d’ospedale.
A uno dei due uomini era permesso mettersi seduto sul letto per un’ora ogni pomeriggio per aiutare il drenaggio dei fluidi dal suo corpo.
Il suo letto era vicino all’unica finestra della stanza. L’altro uomo doveva restare sempre sdraiato.
Infine i due uomini fecero conoscenza e cominciarono a parlare per ore. Parlarono delle loro mogli e delle loro famiglie, delle loro case, del loro lavoro, e dei viaggi che avevano fatto.
Ogni pomeriggio l’uomo che stava nel letto vicino alla finestra poteva sedersi e passava il tempo raccontando al suo compagno di stanza tutte le cose che poteva vedere fuori dalla finestra.
L’uomo nell’altro letto cominciò a vivere per quelle singole ore nelle quali il suo mondo era reso più bello e più vivo da tutte le cose e dai colori del mondo esterno.
La finestra dava su un parco con un delizioso laghetto.
Le anatre e i cigni giocavano nell’acqua mentre i bambini facevano navigare le loro barche giocattolo.
Giovani innamorati camminavano abbracciati tra fiori di ogni colore e c’era una bella vista della città in lontananza.
Mentre l’uomo vicino alla finestra descriveva tutto ciò nei minimi dettagli, l’uomo dall’altra parte della stanza chiudeva gli occhi e immaginava la scena.
In un caldo pomeriggio l’uomo della finestra descrisse una parata che stava passando.
Sebbene l’altro uomo non potesse sentire la banda, poteva vederla con gli occhi della sua mente così come l’uomo dalla finestra gliela descriveva.
Passarono i giorni e le settimane.
Un mattino l’infermiera del turno di giorno portò loro l’acqua per il bagno e trovò il corpo senza vita dell’uomo vicino alla finestra, morto pacificamente nel sonno.
L’infermiera diventò molto triste e chiamò gli inservienti per portare via il corpo.
Non appena gli sembrò appropriato, l’altro uomo chiese se poteva spostarsi nel letto vicino alla finestra.
L’infermiera fu felice di fare il cambio, e dopo essersi assicurata che stesse bene, lo lasciò solo.
Lentamente, dolorosamente, l’uomo si sollevò su un gomito per vedere il mondo esterno.
Si sforzò e si voltò lentamente per guardare fuori dalla finestra vicina al letto.
Essa si affacciava su un muro bianco.
L’uomo chiese all’infermiera che cosa poteva avere spinto il suo amico morto a descrivere delle cose così meravigliose al di fuori da quella finestra.
L’infermiera rispose che l’uomo era cieco e non poteva nemmeno vedere il muro.

“Forse, voleva farle coraggio” disse.dolore,felicità

Vi è una tremenda felicità nel rendere felici gli altri, anche a dispetto della nostra situazione.
Un dolore diviso è dimezzato, ma la felicità divisa è raddoppiata.
Se vuoi sentirti ricco conta le cose che possiedi che il denaro non può comprare oggi.
La vita è un DONO, è per questo motivo che si chiama PRESENTE!

Famiglie  d’Italia

13 gennaio 2013, giornata mondiale del migrante e del rifugiato

gennaio 13, 2013

gennaio 13

Migrazioni,un pellegrinaggio di fede e di speranza

Questa mattina la 99ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato sul tema “Migrazioni:  pellegrinaggio di fede e di speranza”, è stata celebrata con una Santa Messa a Bari da Mons. Francesco Cacucci ( Arcivescovo di Bari-Bitonto), presso la Cattedrale, e trasmessa su Rai1.

Da La Domenica, relativa alla Santa Messa di oggi, un articolo di Mons. Giancarlo Perego, direttore generale :

” Milioni di persone nel mondo sono state costrette a mettersi in viaggio alla ricerca di una casa e di un lavoro per salvaguardare la propria libertà politica e religiosa, per fuggire da guerre, disastri ambientali, situazioni di fame e di mancanza di acqua e di salute: sono i migranti e i rifugiati.

In questo Anno della fede, a cinquant’anni dall’inizio del Concilio Vaticano II, in cui la Chiesa si è riscoperta “ esperta di umanità ” ( Paolo VI ), Benedetto XVI legge le migrazioni come ” un pellegrinaggio di fede e di speranza “. Le migrazioni sono un’opportunità importante di incontro tra Chiese, di dialogo ecumenico e  religioso, dove i credenti possono crescere nel rispetto della libertà religiosa.

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Al tempo stesso le migrazioni sono un luogo di speranza, perché le persone che si mettono in cammino ricercano per sé e la propria famiglia condizioni nuove di vita, sicurezza, pace. Purtroppo questo cammino di fede e di speranza, diventa talvolta un calvario.

La Chiesa, in questa Giornata, in ogni parrocchia italiana desidera ascoltare ” le gioie e le speranze le tristezze e le angosce ” ( GS 1) dei migranti, per promuovere con loro e per loro nuovi cammini di fede e di speranza, di condivisione, di partecipazione, di cittadinanza.

Famiglie  d’Italia

Dalla pipì le cellule cerebrali ( Econota 101 )

gennaio 10, 2013

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Gli scienziati hanno creato cellule cerebrali dalla pipì

da Lori Zimmer

Urina è una sostanza abbastanza sorprendente : essa è in grado di alimentare propulsori al plasma nello spazio. Ma il potere della pipì non è limitato alla generazione di energia; una nuova ricerca dimostra che possiamo, realmente, riprodurre cellule del cervello umano dall’ urina. Gli scienziati in Cina hanno cominciato a sperimentare riproducendo i neuroni che sono stati derivati da cellule presenti nell’urina umana. Tale scoperta  potrebbe avere alcune importanti implicazioni per il futuro della ricerca sulle cellule staminali.

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I ricercatori non hanno trasformando la pipì in cellule del cervello ma  isolando e stimolando le cellule epiteliali del rene che sono presenti nelle urine di tutti. Utilizzando le cellule epiteliali del rene, come base, gli scienziati le hanno lentamente convertite in cellule staminali pluripotenti che possono essere coltivate in qualsiasi tessuto umano.

Di solito sono necessarie circa tre settimane per far crescere le cellule staminali in laboratorio utilizzando biopsie di tessuto o campioni di sangue, ma queste nuove cellule contenute nella  pipì prendono solo dodici giorni per crescere a cellule pluripotenti. Il progetto, sotto la guida di Duanqing Pei e la Guangzhou Istituto di Biomedicina e Sanità, è stato in grado di coltivare cellule staminali stabili da urina; una prodezza non raggiunta in passato. In quattro settimane la squadra è riuscita ad arrivare a neuroni funzionanti.

Le cellule staminali provenienti dalla pipì erano molto più stabili rispetto a quelle create dal sangue e biopsie e sono cresciute nella metà del tempo. Se queste cellule si dimostreranno efficaci si potrebbe avere un enorme passo avanti nella ricerca sulle cellule staminali.

La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano

Vancouver diventa la prima città a spianare le strade con plastica riciclata

da Kristine Lofgren

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Foto da Shutterstock

La città di Vancouver ha impostato il nobile obiettivo di diventare la città più verde del mondo entro il 2020 e, a giudicare dalla loro ultima innovazione verde, essi sono molto impegnati per arrivarci. Per aumentare la loro “quota verde “  Vancouver ha iniziato asfaltando le sue strade con plastica riciclata. La città si è alleata con la società  con GreenMantra di Toronto per fondere insieme la plastica vecchia con asfalto per creare una miscela per pavimentazione che è molto meglio per l’ambiente di asfalto tradizionale.

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L’ asfalto tradizionale richiede temperature molto elevate per permettere di scorrere facilmente, ma mescolandola con plastica riciclata i flussi di asfalto vengono deposti ad molto una temperatura inferiore utilizzando fino a 20 per cento meno di combustibile. L’ Ingegnere Peter Judd stima che ciò potrebbe tradursi in una riduzione di 300 tonnellate di gas serra all’anno. Utilizzando il legante plastico si riducono anche la quantità di vapori rilasciati nell’aria quando l’asfalto si raffredda.

Il processo costa circa 1 – 3% di più rispetto a tradizionale di asfaltatura mai vantaggi ripagherebbero l’aumento. La pavimentazione ecologica non ha un aspetto diverso dalla pavimentazione tradizionale; Vancouver sta attualmente testando la miscela prima di distribuirla in tutta la città.

rubrica a cura di

Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

Perché il 6 gennaio si festeggia l’Epifania

gennaio 6, 2013

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Nel post di ieri, dedicato alla storia ed alle origini della Befana, ho esordito con queste parole ” 6 gennaio festa dell’Epifania ” e poi ho dedicato tutto l’articolo alla Befana che di questa festa, in realtà, è solo un personaggio secondario che porta i doni ai bambini nella notte fra il 5 e il 6 gennaio perché pentita e in qualche modo farsi perdonare per non aver seguito i Re Magi quando questi si dirigevano verso la grotta di Betlemme. Infatti i personaggi principali sono  il Bambino Gesù e i Re Magi. La parola Epifania, tradotta dalla lingua greca, significa ” manifestazione ” e la liturgia celebra il giorno dell’Epifania un momento del periodo natalizio molto significativo, ovvero la manifestazione di Gesù Cristo neonato ai Magi venuti da lontano per conoscerlo e  rendergli onore in rappresentanza di tutte le genti. Questo blog rispetta tutti, dai credenti ai non, qualsiasi sia la sua fede, ma proprio a  quelli che oggi festeggiano l’Epifania nel suo vero significato cristiano voglio dedicare un tratto del Vangelo secondo Matteo che parla dei Magi, sapienti stranieri, guidati verso Betlemme con la luce della stella e le parole del profeta Michea, riconoscono in Gesù il vero re… passaggio che è stato oggetto della messa odierna.

” Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme, e dicevano: < Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo. > All’udire questo il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo.

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Gli risposero: < A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: < E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giudea: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele. > Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo : < Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo: > Udito il re essi partirono. Ed ecco la stella che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunsero e si fermo sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella provarono una gioia grandissima.Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese. “

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Buona festa dell’Epifania a tutti!

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Perché si festeggia la Befana ( replica )

gennaio 5, 2013

6 gennaio, festa dell’Epifania: evito di fare gli auguri alle nostre care amiche che, come da tradizione, ne riceveranno a iosa. Invece, seguendo un’usanza già adottata da questo blog per le altre feste, anche questa volta ho fatto un giro su Google in cerca di nozioni e notizie a riguardo, e, tra le varie offerte, ho scelto, dopo un’attenta cernita, proprio la prima che mi era  subito apparsa, dal titolo:  La BefanaUn post molto ben fatto e simpatico, che non ho potuto fare a neno di riportarvi,  edito da www.provincia.ps.it

 LA BEFANA PER NOI

La Befana è una vecchietta che vola su una scopa; porta uno scialle sulla testa e i suoi abiti scuri sono strappati e sporchi di fuliggine, perché per entrare nelle case si cala giù dal camino. Questa vecchina, la notte del 5 Gennaio, quando le persone dormono, porta doni ai bambini: bambole, macchinine, libri, giochi vari e dolciumi. Se qualcuno è stato disubbidiente, troverà carbone, cenere, cipolle, aglio. Una settimana prima della festa, i bambini cercano di fare i “buoni” e la sera prima preparano la calza appesa al camino e vanno a letto presto.
Sono emozionati, curiosi di vedere il loro regalo, ansiosi per l’arrivo della Befana e talvolta, un po’ impauriti.

Il giorno della festa sono allegri, contenti del regalo ricevuto o un po’ delusi perché non sono stati accontentati e per il carbone che nelle calze non manca mai.
Molti bambini credono che la Befana sia la moglie di Babbo Natale e che abiti al Polo Sud, mentre il marito vive al Polo Nord. Babbo Natale non sempre riesce ad accontentare i desideri dei bambini e a questo cerca di rimediare la Befana.
Qualche bambino pensa che la Befana esista veramente, cerca di immaginarla e la aspetta con ansia; alcuni non ci credono e pensano che sia la mamma a mettere i regali nelle calze, però fanno finta di non saperlo. Nel nostro paese, l’Amministrazione Comunale ogni anno organizza una piccola festa: una signora vestita da Befana distribuisce a tutti i bambini un pacco di cioccolatini, caramelle, quaderni, matite, penne e gomme.

LA LEGGENDA DELLA BEFANA

Un giorno, i Re Magi partirono carichi di doni (oro, incenso e mirra) per Gesù Bambino.

Attraversarono molti paesi guidati da una stella, e in ogni luogo in cui passavano, gli abitanti accorrevano per conoscerli e unirsi a loro.
Ci fu solamente una vecchietta che in un primo tempo voleva andare, ma all’ultimo minuto cambiò idea, rifiutandosi di seguirli.

Il giorno dopo, pentita, cercò di raggiungere i Re Magi, che però erano già troppo lontani.
Per questo la vecchina non vide Gesù Bambino, né quella volta né mai.
Da allora ella, nella notte fra il cinque e il sei Gennaio, volando su una scopa con un sacco sulle spalle, passa per le case a portare ai bambini buoni i doni che non ha dato a Gesù.

LE NOSTRE RICERCHE SULLA FESTA DELLA BEFANA

La Befana si festeggia il giorno dell’Epifania, una festa religiosa che ricorre il sei Gennaio e ricorda la visita dei Re Magi a Gesù Bambino.
Tre re, Melchiorre, Baldassarre e Gaspare, partirono da paesi diversi, forse la Nubia, la Godolia e Tharsis, per portare doni a Gesù: oro, incenso e mirra.
Si incontrarono vicino a Gerusalemme e, pur parlando lingue diverse, si compresero e si accorsero di avere la stessa meta; così proseguirono il viaggio insieme.
Giunti alla grotta offrirono a Gesù i loro doni, lo adorarono e ripartirono.

DOVE E QUANDO E’ NATA LA BEFANA

Non si sa in quale città o regione italiana sia “nata” la Befana, ma di essa si è incominciato a parlare nel milleduecento.
Da allora, questa festa è diventata una delle più importanti e attese dai bambini.
La Befana è una vecchietta brutta e arcigna che intimorisce i bambini e nello stesso tempo è una vecchietta di buon cuore che porta doni ai bambini buoni.
Forse, la vecchietta rappresenta l’anno vecchio che, dopo le feste del periodo natalizio, se ne va lasciando dei doni.
A questo proposito esiste ancora un detto:
“L’Epifania tutte le feste porta via”.

PERCHE’ SI CHIAMA BEFANA

Il suo nome deriva da Epifania, trasformato poi in “Beffania” per ricordare la “Strega di Beffania” che volava sui tetti delle case in quella notte. Col passare del tempo perse le lettere “f” ed “i” e diventò Befana.

LA BEFANA AL TEMPO DEI NONNI

Al tempo dei nostri nonni nelle case si aspettava la Befana appendendo al camino una calza di lana fatta a mano con i ferri dalle mamme o dalle nonne. Essi, da piccoli, credevano molto alla Befana; le scrivevano una lettera esprimendo i loro desideri che, per lo più, non venivano esauditi perché c’era molta povertà. Quando arrivavano i doni della Befana, tutti i bambini erano molto contenti perché era l’unica festa in cui ricevevano dolciumi.

Nella calza i bambini trovavano poca roba: qualche mandarino, caramelle di orzo fatte in casa, castagne, noci e lupini; essi sapevano che dovevano essere buoni almeno due mesi prima della festività, altrimenti avrebbero ricevuto carbone, cenere, cipolla, aglio e carote.
Nella calza non si trovavano giocattoli, se non bamboline di stoffa cucite dalle mamme o dalle nonne. Non si preparavano piatti particolari in quel giorno, ma in alcune famiglie ci si riuniva per mangiare castagne, noci e frittelle. In occasione di questa festa, in alcuni paesi venivano dati dei buoni alle famiglie più bisognose per prendere le cose più necessarie, come pane, pasta, zucchero,…

Attenzione: se cliccate su La Befana troverete anche la versione in inglese.

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Mario, giovane imprenditore, fallito per avere guadagnato troppo!… Novella di Capodanno

gennaio 2, 2013

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Ieri è iniziato l’anno nuovo… oggi ricomincia la nostra sfida per la sopravvivenza. Il discorso del nostro Presidente Giorgio Napolitano è stato di alto contenuto nella forma ma nella sostanza ben poco ha aggiunto di nuovo. La politica dell’austerità potranno elogiarcela all’infinito ma nulla nasconderà la realtà: al popolo per l’ennesima volta è stato affidato il compito di rimediare alle scelleratezze precedenti di una politica allegra ed approssimativa, per non dire truffaldina.  I buchi enormi creati dai nostri condottieri richiedono solo sangue popolare, quello blu dei governanti non viene intaccato, anzi! la politica dell’austerità riguarda solo noi, un popolo a cui viene chiesto tanto e ridotto di molto l’eventuale reso. Tasse portate all’eccesso, servizi dimezzati ed aumenti di ogni genere per cui diventa ormai quasi impossibile per chiunque provare a dare un cambio di marcia alla propria squallida esistenza. Ed è così che mi è venuta in mente una novella, nella quale ho provato ad immaginare un giovane imprenditore che si inventa un modo geniale per arricchire onestamente… e leggete che cosa gli accadrà alla fine dei giochi…

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Mario, giovane imprenditore, fallito per avere guadagnato troppo!

” Mario, ragazzo intraprendente e mago del pc si inventa un sistema semplice ma efficace in grado di creare una rete telematica capace mettere in contatto varie persone interessate allo scambiarsi il superfluo ottenendone un vantaggio reciproco e riservando ognuna delle parti una giusta commissione al ragazzo, un tot indipendentemente dall’entità del valore dell’operazione. Esempio: il signor A ha un vecchio motorino in cantina che non usa da tempo e il signor B un paio di sci ancora efficienti ma da tempo dimenticati in un angolo. Ebbene i due decidono di scambiarsi i beni inutilizzati e pagano al ragazzo, dietro ricevuta o fattura, entrambi una commissione di 5 euro cadauno… Il giochino è interessante ed ottiene in breve un discreto successo, poi un successone, anche internazionale, per cui si arriva presto a migliaia di scambi giornalieri. Il ragazzo è felicissimo, decine di migliaia di euro incassati ogni giorno e regolarmente annotati e non nascosti al fisco. Siccome è un sistema che non produce costi, alla fine del primo anno il giovane imprenditore si ritrova con un utile di oltre 10 milioni di euro. Evviva, il ragazzo ha risolto i problemi della sua vita!… E invece no amici, in quel momento inizia la sua rovina! Il suo commercialista gli prepara la dichiarazione dei redditi e lui si ritrova per un giochetto magico i suoi 10 milioni più che dimezzati, diciamo a spanne che deve dare al fisco 6 milioni… beh, gliene rimangono altri 4 e, direi, più che sufficienti per sentirsi appagati e comprarsi una casa, una bella macchina, etc. E invece ancora no, non è così!… Una machiavellica legge che impedisce di creare nuovi ricchi, quelli vecchi si sono organizzati in tempo, chiede al contribuente di versare a breve in anticipo il 90 per cento di quanto appena pagato. Il povero ragazzo deve versare il 90% di 6 milioni, ovvero 5, 4 milioni ulteriori. Ma a lui ne sono rimasti solo 4 se non si è comprato ne casa ne auto di lusso, come fare?… Ebbene, ricorre ad un prestito bancario di 1,4 milioni rimandando all’anno prossimo i propri sogni di agiatezza: l’aver creato nel primo anno un utile netto di 10 milioni, in realtà gli ha causato un grosso debito nei confronti della banca che ” amorevolmente ” gli è giunta in soccorso visto il positivo andamento della sua azienda… Nel frattempo, però, altri imprenditori , quelli scafati, hanno capito la genialità del suo sistema e si sono immessi a loro volta nel mercato, migliorandolo e pubblicizzandolo al massimo, fino ad oscurare quello del suo ideatore, fino a cancellarlo completamente dal mercato. Il giovane non incassa più quanto sperava e non riesce quindi a far fronte alle richieste della banca che pretende il rientro delle sue esposizioni e… patatrak, il fallimento è servito! Il neo imprenditore ritorna nell’anonimato, segnato a vita come cattivo pagatore, con un credito di imposta che lo Stato a suo piacere nel tempo gli restituirà, quando potrà, se potrà e, se possibile… alla memoria. “

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( Buon Anno Nuovo )

 

Umberto Napolitano

Famiglie                        d’Italia

Deepwater Horizon, la cura dopo il disastro è più tossica del petrolio stesso ( Econota 100 )

dicembre 27, 2012

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I disperdenti usati per la pulizia dopo il disastro petrolifero in Deepwater Horizon potrebbero essere 52 volte più tossici rispetto al petrolio stesso

Negli sforzi per mitigare la devastante perdita di petrolio sottomarino causato dall’esplosione della petrolifera Deepwater Horizon nel 2010 la BP ha usato disperdenti chimici che, sospettiamo, hanno fatto più male che bene. Il clean-up — in cui 2 milioni di galloni di disperdenti sono stati combinati con petrolio greggio — ha creato una miscela che potrebbe essere 52 volte più tossica del petrolio sversato secondo una nuova ricerca del Georgia Institute of Technology e l’Universidad Autonoma de Aguascalientes (sau), Messico.

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I disperdenti rompono in piccole goccioline il petrolio diluendolo con l’acqua marina appena sotto la superficie. Sebbene tale sistema sembri vantaggioso per varie specie come tartarughe marine, uccelli e mammiferi, il processo è altamente dannoso per gli organismi microscopici che regolano interi ecosistemi acquatici. Test di laboratorio hanno dimostrato che gli effetti della miscela ha aumentato mortalità dei rotiferi, organismi microscopici di plancton che si trova alla base della catena alimentare del Golfo. Le uova di Rotifera era inibito del 50 per cento quando colpite dal 2,6 per cento della miscela olio-disperdente.

“Disperdenti sono approvati e consentiti per aiutare a ripulire le fuoriuscite di petrolio e sono ampiameGolfo del Messico,nte utilizzati durante disastri… Ma noi abbiamo una scarsa comprensione della loro tossicità. Il nostro studio indica che l’aumento di tossicità possa essere stata notevolmente sottovalutata dopo l’esplosione di pozzo Macondo,”ha detto Roberto-Rico Martinez di UAA, che ha condotto lo studio.

La ricerca, pubblicata online, sarà pubblicata anche a stampa nel numero di febbraio 2013 della rivista scientifica dell’inquinamento ambientale.

by Lidija Grozdanic

La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano

Imprenditore tedesco crea forni solari per la campagna messicana  producendo Tortillas ad emissioni zero ( by Lidija Grozdanic )

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L’mprenditore tedesco Gregor Schaper ha installato una serie di grandi pannelli solari circolari nella piccola città di El Sauz, vicino a Città del Messico e utilizza l’energia solare per la sua cucina. Ogni  fornello solare costa tra $4.000 e 5.000 $ ma una volta fatto  non produce emissioni di gas serra. Secondo Schapers, ogni riflettore solare può creare abbastanza energia che può essere utilizzata per cucinare per un gruppo di 60 persone.

I riflettori possono creare temperature fino a 1.020 gradi Celsius (1.868 gradi Fahrenheit). Il calore poi raggiunge una pentola e viene condiviso tra un calderone, una griglia e un forno. Ogni riflettore fa risparmiare l’equivalente di 60 litri (16 litri) di gas ogni mese dimostrando che il sistema è ecosostenibile. Schapers sostiene che questo tipo di forno solare grazie al suo design presenta significativi miglioramenti rispetto ad altri modelli esistenti potendo, tra l’altro, cucinare direttamente in casa.

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“In un primo momento i cittadini erano molto scettico sull’utilità del mio progetto,” ha detto Schapers.” “Una volta però che hanno visto le strutture e che cosa possiamo fare con questi riflettori si sono resi conto della loro utilità.”

I pannelli sono state prodotti da Trinysol, l’azienda fondata Schapers, impiegando la tecnologia sviluppata dall’ austriaco Wolfang Schefflers. Essi sono disponibili in due dimensioni — 10 metri quadrati o 16 mq e sono dotati di sensori di luce che orientano automaticamente verso il sole. Schapers attualmente sta testando la tecnologia per altri usi, tra cui un progetto di serra, produzione di miele e un sistema di bagni di vapore.

rubrica a cura di

Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

Buon Natale 2012… ma al prossimo dobbiamo presentarci tutti più equilibrati e meno ingordi

dicembre 25, 2012

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Buon Natale, amici. Buon Natale 2012! Il mondo continua e molti, anche se avranno fatto finta di niente, hanno tirato un recente sospiro di sollievo alla faccia dell’ennesima predizione catastrofica. Però, il sospiro di sollievo potrebbe rimanere tale se… se non decidiamo una volta per tutte di dare un senso alla nostra vita programmando un repentino cambiamento di rotta collettivo in meglio. In questi giorni dappertutto i nostri politici, e quelli mondiali, stanno proponendo le loro buone intenzioni e panacee contro le sofferenze dovute alla crisi finanziaria perdurante… ebbene, ma le loro purtroppo restano parole… ammalianti,ben auguranti, ma sempre e solo parole.

Non esistono formule magiche personali, ma solo, e lo ripeto sottolineandolo, buone intenzioni seguite da azioni migliorative intraprese collettivamente dalla massa, dal popolo della terra che, finalmente, capisce che quattro scalcinati messi da noi al timone non possono obbligarci ulteriormente ad incattivirci dentro e a portarci a compiere atti insulsi e violenti, figli del malessere e dell’incomprensione generali.

Ieri sera ho rivisto per l’ennesima volta il cartone animato Bambi, un film di Walt Disney nato prima di me ed io, come tanti e tanti altri, cresciuto insieme a lui scoprendone ad ogni tappa della mia esistenza il significato ed il messaggio reale contenuto: l’ingordigia e l’esagerazione, cause primarie del disequilibrio conseguente. Nella storia di questo piccolo capriolo in mezzo a tanti avvenimenti meravigliosi che la vita gli offre, quali la nascita e la scoperta giornaliera di tante cose belle ed emozioni, quali la convivenza in fratellanza di gruppi eterogenei ed il primo innamoramento, esistono anche le difficoltà e la continua lotta per la sopravvivenza, come il doversi nascondere per difendersi dall’attacco dell’uomo cacciatore. E tutto ciò fa parte del nostro percorso che accomuna sia l’uomo sia l’universo che lo circonda… ma dove il tutto precipita?…

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Ad un certo punto il padre di Bambi, nel frattempo il piccolo cresciuto indipendentemente dalla morte della madre ed ora insieme ad una compagna con cui condividere presente e futuro, vedendolo sorpreso nel guardare il fumo proveniente da un grande accampamento eretto ai margini del bosco… gli urla nelle orecchie invitandolo a scappare: quelli sono gli uomini, sono tornati per noi, ma questa volta sono troppi!… Veramente troppi, una massa inferocita che non si accontenta più di procurarsi lo stretto necessario, ma che attacca ed uccide indiscriminatamente per arraffare il più possibile, rompendo gli equilibri e causando il disastro. Piccole creature che corrono impazzite non più perché inseguite dai cacciatori, ma da un fuoco distruttivo causato dalla furia cieca di quest’ultimi. Ingordigia ed esagerazione e disequilibrio conseguente!

Ed è ciò che accade quotidianamente nel nostro mondo, ma se prima poteva in qualche modo essere assorbito e superato, ora diventa sempre più difficile… perché l’uomo, o meglio, alcuni uomini sembrano non porsi dei limiti nella loro onnipotenza ed insaziabile cupidigia. Per questo stiamo vedendo l’esaurirsi sistematico delle nostre risorse. Ma questi saccheggiatori non capiscono che così procedendo saranno la causa della loro stessa estinzione, perché quando la natura si ribella, e nella natura ci metto tutto, quindi gli uomini stessi, quelli soggiogati e sfruttati, allora arriva il fuoco distruttore che non guarda in faccia nessuno e… in qualche modo purifica. Ciò, come accaduto e visto nel film di Bambi, lascerà gli animali a sopravvivere per un periodo negli stenti e gli stessi uomini a non poter cacciare, finché poi la vita riprenderà il sopravvento e tutto tornerà come prima. Ma per quante volte e per quanto tempo ancora?

Ogni giorno che passa l’uomo inventa qualcosa di nuovo e, spesso, sempre più distruttivo sia a carattere fisico sia psicologico e finanziario: occorre un cambio di rotta repentino, prima di tutto nella consapevolezza di poter ricevere e poter rielaborare da parte delle nostre coscienze. Non si può più demandare agli altri senza essere certi di conoscere a fondo colui a cui si sta demandando le sorti del nostro futuro. Non si può più sperare solamente che la prossima volta sarà meglio. e siccome per demandare si deve votare, io invito per una volta tutti prima di guardare avanti a voltarsi indietro ed analizzare quanto accaduto precedentemente. Se qualcuno ti ha picchiato sonoramente fino a ieri non pensare che possa accontentarsi e questa volta cominciare a donarti carezze. Ingordigia ed esagerazione tendono sempre ad aumentare e mai a decrescere! 

Buon Nat

Io auguro a tutti un Natale sereno, ma soprattutto auguro in questa giornata Santa a provare a leggersi dentro in un modo meno approssimativo. Prendere coscienza della propria capacità nel determinare il futuro può sensibilizzarci e portarci a responsabilizzarci meglio nella crescita e nelle scelte importanti che verranno.

Umberto Napolitano

Famiglie                        d’Italia

Il governo che verrà…

dicembre 23, 2012

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Caro amico ti scrivo, così mi distraggo un po’ “… ma l’anno che sta per finire è stato veramente pesante, per non dire orrido. Siamo stati tutti trattati come un bancomat senza limiti da cui prelevare indiscriminatamente per rimediare ad errori e malefatte altrui. Il nostro caro Monti mentre afferma di aver ridato credibilità all’Italia nei confronti dell’Europa mente con la nostra buona fede in modo spudorato sapendo di mentire. Egli ha solamente rassicurato i suoi ” amici ” riaffermando che noi italiani in fondo siamo sempre “ brava gente, spaghetti e mandolino “, pronti subito a svenarci come pecore su richiesta del primo pastore che ce lo impone. Meno male che l’ultimo ( pastore ) si è dimesso e stasera non ascolterò nemmeno il suo messaggio di fine anno. Il suo governo è stato distruttivo della nostra economia, pressapochista e confusionario, basta vedere i migliaia di esodati in mezzo ad una strada per un conteggio approssimativo fatto da un suo ministro, Elsa Fornero, capace di piangere come i coccodrilli o tapparsi le orecchie come le scimmie che non vogliono sentire, vedere e parlare di fronte ad una realtà più che evidente. Come si fa a cambiare le regole in corso dopo avere invitato e convinto centinaia di migliaia di persone ad anticipare il loro andare in pensione, e non preoccuparsi dei danni causabili? E’ assurdo solo immaginarlo, figurarsi metterlo in atto!

Caro amico ti scrivo, e ti parlo come un normale cittadino a cui resta almeno il diritto di critica. La nostra situazione politica è deprimente: uomini abituati a sperperare il denaro pubblico in modo festoso e spudorato. Addirittura uno che afferma di aver speso migliaia di euro in video giochi per tenere i figli tranquilli durante le sedute consiliari… derubati e presi per i fondelli! Ora ci saranno le nuove elezioni e molti di essi si ricandideranno con il candore e la sfacciataggine di chi, se no, non saprebbe in quale modo poter sopravvivere riuscendo a tenere l’alto tenore di vita a cui si sono abituati. Ci saranno le nuove elezioni all’insegna di partiti che guarderanno solo ai loro interessi nel raggiungere il quorum per potersi incollare per altri cinque anni sulle poltrone di un italico Parlamento sempre più profanato e vilipeso. Un Parlamento che sarà nuovamente nell’impossibilità di poter governare e legiferare tranquillamente perché spezzettato in varie diramazioni difficilmente da mettere d’accordo, un parlamento dove, come Penelope, se la Camera proverà a tessere, il Senato potrà disfare. Un Parlamento dove un Centro tronfio di valori autoconferitosi potrà  rappresentare ulteriormente  l’ago della discordia ed il timone  dell’ingovernabilità.

Caro amico ti scrivo perché sono molto deluso ed anche piuttosto ” disturbato “, specialmente dopo aver letto recentemente un rapporto redatto proprio da un Istituto di ricerca economica  tedesco nel quale si evidenzia che in Europa, pur avendo l’Italia il terzo debito pubblico più alto al mondo ( non certo causato dai suoi cittadini, ma in ogni caso ” invitati ” questi a ripianarlo benché innocenti ), in rapporto alla sua ricchezza globale è in grado di ripianarlo qualcosa come 5 volte, se non erro, ed essa primeggia come garanzie   presenti e future, precedendo di gran lunga la stessa Germania…e allora? La storia dello Spread sembrerebbe proprio che sia una presa in giro, o a dir meglio, una grande truffa! Una storia abilmente scritta per far sì che tanti italiani ” brava gente, spaghetti e mandolino ” abbiano colato sangue, si siano impoveriti per alimentare le casse altrui in un concetto molto approssimativo di unità europea: se io ( Europa ) sbaglio, tu ( Italia ) rimedi!

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Caro amico concludo, perché mi sono rotto un po’, perché so che le lamentele ingrassano ancor di più coloro a cui sono rivolte. Io mi sto adoperando insieme a tanti amici per far sì di rimediare e, come sempre, provare a cavarcela da soli. Per fortuna il nostro territorio e la nostra creatività sono sempre stati nel corso dei secoli l’unica panacea per la sopravvivenza comune. Spero solo che il governo che verrà sia all’altezza dei cambiamenti preannunciati dai Maya e mal interpretati fino all’altro ieri. Il mondo deve veramente migliorarsi ed aprirsi al concetto di amore e solidarietà se vuole sopravvivere e con lui i politici preposti alla sua conduzione. Non chiedo nulla di speciale a questo governo, non chiedo miracoli o cambiamenti repentini…chiedo solo che ci lasci lavorare serenamente, si prenda il dovuto e non ci disfi le tele che con tanta fatica cerchiamo di tessere giornalmente per garantirci la continuità dovutaci presente e futura.

Umberto Napolitano

Famiglie                        d’Italia

21 12 2012: quanti timori e quanta confusione in una data

dicembre 19, 2012

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Siamo vicini all’appuntamento Maya e, mancando solo tre giorni alla fatidica data, sento l’impulso di dire anch’io la mia, con serenità e il più possibile buon senso. Ho navigato su Google alla ricerca di informazioni ed ho appreso che per  alcuni ci troviamo nel bel mezzo del più grande ciclo di trasformazione, uno di quelli che si verificano solo una volta ogni 25.920 giorni, periodo che rappresenta la durata dell’   ” anno galattico o platonico “. Secondo il Calendario Maya, estremamente preciso con un margine di errore di soli 0,0002 giorni, il punto più critico di tale ricambio energetico coinciderebbe con la data del 12 12 2012, ” in questa data dai Maya sarebbe stato individuato un ri-allineamento tra il Sole e la stella Sirio, di cui il Sole sembrerebbe esserne Satellite, ma in realtà non abbiamo nessuna certezza sull’esattezza delle misurazioni temporali successivamente adottate, dapprima con l’adozione del Calendario Giuliano, e poi con l’ingresso del Calendario Gregoriano, il sistema di misurazione temporale attualmente in vigore in gran parte del mondo ” ( fonte:  L’Età dell’Oro – Atlantide – 21.12.2012 ).

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Alcuni affermano che il 21 dicembre 2012 segnerà la data dell’entrata dell’uomo nell’Era dell’Acquario, ma in realtà ciò dovrebbe essere accaduto già il 14 febbraio del 2009, infatti all’alba di quel giorno dedicato a San Valentino, santo patrono dell’Amore, la Luna in Bilancia è entrata nella settima casa delle relazioni. Giove e Marte si sono allineati in Acquario, nella dodicesima casa, quella della trasformazione spirituale … proprio come profeticamente annunciato più di quarant’anni fa dalle parole di una canzone intitolata Aquarius, che fecero entrare nella coscienza collettiva il concetto di “alba di una nuova era”:

“When the moon is in the Seventh House  ( Quando la Luna entrerà nella Settima Casa )

and Jupiter aligns with Mars   ( E Giove si allineerà con Marte )

Then peace will guide the planets  Allora la pace guiderà i pianeti )

And love will steer the stars”  ( E l’amore governerà le stelle” )

Ebbene amici, al catastrofismo di chi prevede che  il nostro pianeta sarà interessato da un processo di torsione che invertirà i poli terrestri sconvolgendo la crosta terrestre e producendo enormi cataclismi, tsunami, eruzioni vulcaniche; o che che dal sole verranno dei veri e propri campi infuocati che coinvolgeranno l’intero pianeta distruggendo tutta la superficie terrestre,  proponendo come soluzione il costruire dei bunker sotterranei; o di chi consiglia suicidi di massa preventivi…  io preferisco pensare che il 21 12 2012 sicuramente dovrebbe segnare un cambiamento epocale, ma non la fine del mondo come alcuni credono, ma un nuovo inizio di pace che durerà secoli come quanto  predetto anche dal famoso veggente Nostradamus, se ben interpretato. Quindi, ” fine dei tempi ” sì, ma solo per quanto concerne quelli dell’odio, del sangue e della distruzione che ci hanno tristemente accompagnato negli ultimi millenni.

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Umberto Napolitano

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Febo Conti è morto, con lui se ne va un maestro… un amico

dicembre 17, 2012

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Febo Conti ha rappresentato per quelli della mia generazione, sono del 1947, qualcosa di più di un semplice presentatore Tv… è stato un amico, un conduttore di vita. Per me ha rappresentato un punto costante di riferimento nel mio percorso di vita: l’ho conosciuto nel 1958 negli studi della Rai di Torino dove conduceva, insieme ad Enza Sampò, il programma per ragazzi ” Il circolo dei Castori “. Avevo 11 anni e muovevo i primi passi nel mondo dello spettacolo, ero uno dei bambini fissi tra il pubblico che poneva domande, faceva il discolo, insomma creava movimento. Febo rappresentava per noi piccoli di allora più che un papà aggiuntivo, il maestro buono che ci occupava il tempo del pomeriggio, allora non mi ricordo che esistesse il doposcuola, che ci istruiva facendoci scoprire tante cose belle del mondo.

Crescendo, ho ritrovato Febo al compimento del mio 21° anno. Nel frattempo ero diventato un cantautore famoso e con la canzone ” Gioventù ” per due anni, presenziando spesso dal vivo, interpretavo la sigla di chiusura di un altro suo programma ” pietra miliare ” della storia della televisione italiana dedicata ai ragazzi, ovvero ” Gioventù “, con la regia di Cino Tortorella, il famoso Mago Zurlì, personaggio immenso che grandi e bambini non dimenticheranno mai.

Poi le nostre strade si separarono per lungo tempo per incrociarsi nuovamente a fine anni ’90 quando entrambi venimmo ad abitare a Desenzano del Garda… insomma, anche se a tappe, un percorso di vita insieme.

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La sua storia artistica è lunghissima e vi invito a viaggiare a cliccare su  Febo Conti ( L’UOMO DEL GAZZETTINO PADANO E DI. CHISSACHI LO SA. di Massimo Emanuelli )per approfondirla e rendergli almeno la dovuta giustizia  postuma, dagli esordi radiofonici a inizio anni ’50 nella Radio svizzera con un programma durato con successo un’infinità di anni, alle sue performance su Ridolini, rese famose da un famoso spot di Carosello. Comunque una cosa emerge chiaramente: Febo Conti ha rappresentato con il suo sorriso ed il suo modo di raccontare con garbo un punto di riferimento rasserenante, istruttivo ed unico  per molte generazioni, che ora lo ringraziano e lo rimpiangono, ma lo accompagnano con amore nel suo ultimo viaggio, racchiudendoselo nel cuore per l’eternità.

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Ciao Febo, ti vogliamo bene.

Umberto Napolitano

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La strage degli innocenti: un emulo di Erode replica nel Connecticut

dicembre 15, 2012

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E’ un triste fine settimana ma presto arriverà Natale e, speriamo, sia foriero finalmente di amore e buone nuove. Quanto accaduto ieri nella scuola del Connecticut si commenta tristemente da solo: il mondo ha aggiunto l’ennesimo gradino all’acme della follia umana. Non voglio approfondire cosa sia passato nella mente del folle omicida e di chi lo ha accompagnato, la realtà è che sempre più spesso questi fatti accadono ed ogni spiegazione sembra illogica… anche se una logica comune credo che ci sia: questo mondo dove il consumismo estremo ha preso il sopravvento vengono offerte troppe aspettative che spesso rimangono insoddisfatte, da cui noia e disperazione sono conseguenti… ed entrambe portano ad atti orrendi, dimostrativi e liberatori. L’io che non riesce a prendere il sopravvento si sfoga sull’indifeso per colpire  il nemico e colpisce nel mucchio, alla cieca…  come fece Erode più di 2000 anni fa.

Io cerco sempre di vedere, se esiste, anche il più piccolo barlume di lato positivo… alla strage di Erode che seguì alla nascita del bambino Gesù, il Salvatore che avrebbe cambiato il corso della storia allontanando l’umanità dal materialismo del paganesimo per introdurre l’uomo in un percorso  di spiritualità e amore: ebbene, spero che Adam Lanza, il giovane armato fino ai denti che ha causato tanto scempio non sia solo uno strumento diabolico, l’ultimo colpo di coda di chi a tale percorso si è sempre opposto con tutti i mezzi, bensì la calata di un sipario che si chiude definitivamente su un’era troppo funestata da odio e sangue… per riaprirsi ad un mondo migliore,  unica e logica spiegazione della tanto temuta profezia Maya, se proprio vogliamo appiccicarci  un nesso. Un mondo migliore dove l’amore e la solidarietà non rappresentino solo un’esigenza sciacqua coscienze per lavarsi dei peccati commessi, bensì la consapevolezza che amare  sia l’elemento necessario di sopravvivenza, per cui diventi naturale comprendere che condividere significa proseguire e, come amo cantare nel mio brano Volerò ( del quale vi aggiungo il link in calce ), ancor meglio comprendere ” la differenza fra chi ama e un’anima senza “.

Umberto Napolitano

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Saremo mai liberi di essere noi stessi?… Asia Noreen Bibi lo sogna da una cella senza finestre

dicembre 11, 2012

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Se mi convertissi sarei libera, preferisco morire cristiana

Scrivo da una cella senza finestre ( fonte: Avvenire )

Mi chiamo Asia Noreen Bibi. Scrivo agli uomini e alle donne di buo­na volontà dalla mia cella senza finestre, nel modulo di isolamen­to della prigione di Sheikhupura, in Pakistan, e non so se leggerete mai questa lettera. Sono rinchiusa qui dal giugno del 2009. Sono stata con­dannata a morte mediante impiccagione per blasfemia contro il profe­ta Maometto.

Dio sa che è una sentenza ingiusta e che il mio unico de­­litto, in questo mio grande Paese che amo tanto, è di essere cattolica. Non so se queste parole usciranno da questa prigione. Se il Signore miseri­cordioso vuole che ciò avvenga, chiedo agli spagnoli (il 15 dicembre, il marito di Asia ritirerà a Madrid il premio dell’associazione HazteOir, n­dr ) di pregare per me e intercedere presso il presidente del mio bellissi­mo Paese affinché io possa recuperare la libertà e tornare dalla mia fa­miglia che mi manca tanto. Sono sposata con un uomo buono che si chiama Ashiq Masih. Abbia­mo cinque figli, benedizione del cielo: un maschio, Imran, e quattro ra­gazze, Nasima, Isha, Sidra e la piccola Isham. Voglio soltanto tornare da loro, vedere il loro sorriso e riportare la serenità. Stanno soffrendo a cau­sa mia, perché sanno che sono in prigione senza giustizia. E temono per la mia vita. Un giudice, l’onorevole Naveed Iqbal, un giorno è entrato nel­la mia cella e, dopo avermi condannata a una morte orribile, mi ha of­ferto la revoca della sentenza se mi fossi convertita all’islam. Io l’ho rin­graziato di cuore per la sua proposta, ma gli ho risposto con tutta one­stà che preferisco morire da cristiana che uscire dal carcere da musul­mana. «Sono stata condannata perché cristiana – gli ho detto –. Credo in Dio e nel suo grande amore. Se lei mi ha condannata a morte perché amo Dio, sarò orgogliosa di sacrificare la mia vita per Lui».

Due uomini giusti sono stati assassinati per aver chiesto per me giusti­zia e libertà. Il loro destino mi tormenta il cuore. Salman Taseer, gover­natore della mia regione, il Punjab, venne assassinato il 4 gennaio 2011 da un membro della sua scorta, semplicemente perché aveva chiesto al governo che fossi rilasciata e perché si era opposto alla legge sulla bla­sfemia in vigore in Pakistan. Due mesi dopo un ministro del governo na­zionale, Shahbaz Bhatti, cristiano come me, fu ucciso per lo stesso mo­tivo. Circondarono la sua auto e gli spararono con ferocia.

Mi chiedo quante altre persone debbano morire a causa della giustizia. Prego in ogni momento perché Dio misericordioso illumini il giudizio delle nostre autorità e le leggi ristabiliscano l’antica armonia che ha sempre regnato fra persone di differenti religioni nel mio grande Pae­se. Gesù, nostro Signore e Salvatore, ci ama come esseri liberi e credo che la libertà di coscienza sia uno dei tesori più preziosi che il nostro Creatore ci ha dato, un tesoro che dobbiamo proteggere. Ho provato u­na grande emozione quando ho saputo che il Santo Padre Benedetto XVI era intervenuto a mio favore. Dio mi permetta di vivere abbastan­za per andare in pellegrinaggio fino a Roma e, se possibile, ringraziarlo personalmente.

Penso alla mia famiglia, lo faccio in ogni momento. Vivo con il ricordo di mio marito e dei miei figli e chiedo a Dio misericordioso che mi per­metta di tornare da loro. Amico o amica a cui scrivo, non so se questa lettera ti giungerà mai. Ma se accadrà, ricordati che ci sono persone nel mondo che sono perseguitate a causa della loro fede e – se puoi – prega il Signore per noi e scrivi al presidente del Pakistan per chiedergli che mi faccia ritornare dai miei familiari. Se leggi questa lettera, è perché Dio lo avrà reso possibile. Lui, che è buono e giusto, ti colmi con la sua Grazia.

Asia Noreeen Bibi – Prigione di Sheikhupura, Pakistan​ 

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Le bombe ora si chiamano Spread: l’Italia si ripara nei prelievi coatti ed io… costretto alla disobbedienza!

dicembre 8, 2012

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Poveri noi… siamo alla mercé di tutto e di tutti, invasi e depredati ancora una volta ed abbandonati a noi stessi sotto un fuoco incrociato micidiale dove ogni bomba che cade solleva  una polvere distruttiva e terrorizzante soprannominata ” spread ” che si insinua famelica nelle nostre tasche martoriate , come un Attila devastante,  succhiandoci  insaziabile anche l’ultimo euro. Dall’Europa  ci bombarda una Germania sempre più ingorda e prudente, dal Medio Oriente ci invade di lusinghe e petro-euro un emiro del  Qatar, nababbo e lungimirante.

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Il governo Monti sta cadendo, morto un governo se ne fa un altro!… ma se moriamo noi, chi governerà il nuovo governo? L’ultimo ha fatto bella figura con il mondo, come un ottimo primo della classe, ma ci ha resi agonizzanti. Se ne è sbattuto serenamente i fondali dell’enorme disagio procurato: il suo scopo era toccare quota spread 287. Pensa un po’ a che mani ci hanno affidato!… Per raggiungere quota 287 ha massacrato l’economia e ci ha spento la luce, ogni giorno una prelievo nuovo, una sorpresa dietro l’altra. Non le elenco tutte, tanto sono note. Mi permetto solo di evidenziare l’ultima novità prevista nella legge di stabilità, ovvero “… le catene da neve non servono più, devono essere rottamate e sostituite da gomme da neve da montare e smontare a secondo dei tragitti invernali “… A parte il problema dei costruttori di catene da neve costretti a chiudere bottega, trovo che il tutto sia machiavellico e sadico, proprio un provvedimento del ” put “! Ma questi credono che noi stampiamo euro come fossero noccioline?! A questo punto, essendo per giunta sotto Natale, credo proprio che mio malgrado mi costringeranno alla disobbedienza: io non comprerò mai inutilmente gomme da neve, ne getterò le catene acquistate l’anno scorso! E nemmeno le consigliate gomme ricoperte che costano meno… sono mica un pezzente, suicida?…. Se mi faranno la multa, non la pagherò e se mi manderanno Equitalia, amen… chissà se riusciranno a trovare ancora qualche euro nelle mie tasche che non sia stato prima speso per la sopravvivenza mia e delle mie persone amate… perché pezzente mi hanno fatto diventare. Andateci voi a vendere il fondo schiena, io no!

Sfogo di un cittadino ex ceto medio appartenete.

Umberto Napolitano

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La vera bellezza sa andare oltre ( Famiglie d’Italia News Interessanti )

dicembre 5, 2012
 Mullins_AimeeDIVERSAMENTE BELLE: IL SUCCESSO DELLE DONNE DISABILI ( fonte: Cervelliamo )

Oggi vi proponiamo nella rubrica curata da Sabrina Parini un interessantissimo post da lei scovato in un blog veramente interessante (Cervelliamo) e che vi invitiamo ad andare a visitare con continuità ed a consigliarlo ai vostri amici.

Loro non sono famose come Belen Rodriguez, Elisabetta Canalis o Nicole Minetti, solo per citare alcuni stereotipi di bellezza conosciuti qui nel nostro Paese.
Ma sono altrettanto belle: anzi, forse lo sono ancora di più perchè rappresentano la dimostrazione che la vera bellezza sa andare oltre, oltre l’aspetto fisico ed esteriore…una bellezza che è stata capace di lottare nel corso della propria vita contro handicap che, spesso, avrebbero fatto desistere chiunque da quella voglia di emergere e di fare sentire la propria importante presenza.

shannon murrayC’è, per esempio, Connor Boss, legalmente cieca ed arrivata lo scorso luglio quinta al concorso di Miss Florida-USA 2013; l’inglese Shannon Murray ( foto a destra ), su sedia a rotelle dall’età di 14 anni, modella per la catena di grandi magazzini inglese Debenhams.

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E ancora la celebre Aiméè Mullins ( foto a sinistra e in alto ), che ha subito l’amputazione di entrambe le gambe ad appena un anno di vita, musa dell’artista visionario Matthew Barney e annoverata dalla rivista People, tra le 50 donne più belle del mondo; poi Kelly Knox, nata senza un braccio e salutata dalla BBC “nuovo volto della moda”: queste sono solo alcune delle donne che hanno dimostrato che la bellezza non conosce limiti e che anche donne con disabilità possono diventare icone di stile uniche e non omologabili.
Eccezioni che confermano la regola? Sicuramente anche in Italia, dove – a parte Annalisa Minetti, ( foto in basso a destra ) finalista a Miss Italia 1997 e prima non vedente a sfilare, lo stesso anno, su una passerella di alta moda per la maison Gattinoni – sono rari gli eventi e le campagne pubblicitarie che riconoscono e valorizzano l’immagine di donne disabili o che decidono di scommettere su testimonial non convenzionali.
Annalisa MinettiNumerose, invece, le iniziative dal basso che stanno sfidando i luoghi comuni, per affermare che le barriere non devono esistere, in nessun ambito, neanche nella moda. Tra queste c’è la straordinaria esperienza di Cinzia Rossetti, disabile motoria di Brescia, affetta da tetrapatia spastica, che è riuscita a creare un vero e proprio casting dal basso di modelle diversamente abili e fotografi, reclutati grazie al social network Facebook, con l’intento di restituire la giusta dimensione dell’immaginario femminile e scardinare lo stereotipo sociale e culturale che vede la donna con limitazioni fisiche non come donna, ma semplicemente come disabile.
( fonte: Cervelliamo )
Famiglie d’Italia News Interessanti 

Rubrica a cura di Sabrina Parini

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Carenza di immondizia ( Econota 99 )

dicembre 3, 2012

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E la Svezia importa rifiuti

Nel Paese scandinavo il problema è rappresentato dalle enormi percentuali di riciclaggio dei rifiuti, ben il 36%, mentre solo il 45% di essi viene bruciato. Di conseguenza i nuovi inceneritori di ultima generazione non riescono a lavorare a regime, con un enorme dispendio di denaro.

Carlo Ciminiello ( fonte: Villaggio Globale )

Per la serie quando il troppo virtuosismo diventa controproducente, la Svezia, che discarica solo l’1% dei rifiuti, si vedrà costretta, già nell’immediato futuro, a importare enormi carichi d’immondizia per soddisfare il fabbisogno dei suoi moderni e complessi impianti di bruciatura.

Può sembrare un paradosso ma nel Paese scandinavo il problema è rappresentato proprio dalle enormi percentuali di riciclaggio dei rifiuti, ben il 36%, mentre solo il 45% di essi viene bruciato. Di conseguenza i nuovi inceneritori di ultima generazione non riescono a lavorare a regime, con un enorme dispendio di denaro.

Tale problema si riflette poi anche sulle amministrazioni svedesi e sui cittadini stessi, poiché l’approvvigionamento energetico che deriva dalla bruciatura risulta poi minimo.

Stando alle stime dello Swedish Waste Management, grazie ai performanti inceneritori svedesi, la Svezia genera energia sufficiente ad assicurare il 20% del fabbisogno nazionale e fornisce elettricità a 250mila famiglie su 4,5 milioni totali.

Stoccolma ha deciso quindi di intraprendere una strada parallela, ma diametralmente opposta rispetto a quella di molti Comuni italiani, come Roma o Napoli, cominciando a importare immondizia per approvvigionarsi maggiori quantità di materie prime da destinare poi alla bruciatura.

L’intento è naturalmente quello di compensare le considerevoli capacità di incenerire i rifiuti con le reali quantità trattate.

Caterina Ostlund, dirigente dell’Agenzia svedese di protezione ambientale, ha di recente affermato: «Valorizzare i rifiuti è una saggia scommessa, proprio in un mondo in cui il prezzo dell’energia continua a salire e potremmo trovarci di fronte a una carenza di carburante. Ed è importante anche per il Paese scandinavo trovare il modo di ridurre la produzione di rifiuti e aumentare il riciclaggio. La valorizzazione dell’energia ricavata dai rifiuti è una buona soluzione».

In tempi in cui equilibrio e costanza rappresentano forse gli unici attributi su cui costruire ideali e progetti la Svezia ha deciso di adottare determinate strategie energetiche apparentemente, ma solo apparentemente controproducenti e che, invece, nel breve periodo, potrebbero rappresentare reali soluzioni al problema.

La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano

Rete natura è un ecosistema che vive di acqua di mare ( da Inhabitat )

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Nonostante i tentativi per arginare l’innalzamento del livello del mare , resta il fatto che senza un controllo il cambiamento climatico si tradurrà in un notevole aumento del livello degli oceani. Questo aumento del livello del mare mette milioni di vite e case in pericolo – dalle nazioni insulari piccoli del Sud Pacifico alle le residenze di lusso di Outer Banks del North Carolina. La preparazione di questo cambiamento richiede la volontà di adattarsi ai nuovi ecosistemi che emergeranno in questo sale-acquoso mondo.

La Rete Natura non è solo progettata per fornire ai singoli individui o famiglie con acqua dolce –ma è destinata ad essere parte di una più grande infrastruttura idrica locale. “E ‘una rete idrica intelligente controllata da sensori che leggono la mancanza locale di acqua e, tramite una scheda, attiva le pompe che forniscono l’acqua dove vi è un picco di domanda”, spiegano i progettisti. “La rete idrica intelligente sarà uno strato della rete ecologica, della rete elettrica intelligente e della rete di comunicazione. Questa strategia non solo dà risposta alla salvaguardia dell’ambiente ma è anche un modello radicalmente nuovo che garantisce l’accesso libero e democratico alle risorse a tutti. “

rubrica a cura di

Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

L’Arte Italiana ha fatto le valige

dicembre 1, 2012

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L’Arte italiana sta emigrando all’estero, perché?

Ieri sera ad Arcore al Bar IL PICCOLO, durante il caffè letterario “Sognando il mare”, la discussione si è animata, quando l’artista ospite della serata, Alessandro Stucchi, spiegando il suo personale viaggio nella pittura, ha sottolineato che i suoi quadri vanno spediti a Londra in una galleria d’Arte moderna gestita da italiani, oppure vengono acquistati in stock e portati in Svizzera.

Possibile che i nostri critici d’Arte non sono in grado di percepire la potenza dell’arte presente nei nostri artisti contemporanei? Qui non è solo commercio, è un pezzo della nostra storia che se ne va.

Usare una penna, un pennello, per scrivere un libro, una canzone, un articolo di giornale, o semplicemente un disegno della realtà che viviamo tutti i giorni, significa scolpire nella storia un ricordo indelebile, una visione attraverso la vista del pittore o scrittore. A volte l’artista, proprio perché guarda con occhi nuovi, forse più sensibili, riesce a cogliere le sfumature che raccontano dove si sposterà il futuro.

Londra, la mia città preferita, sono sempre in anticipo di 12 mesi rispetto all’Italia, per moda, arte e tendenze. Acquisti un capo di vestiario, e in Italia ti guardano come un extraterrestre, allora lo riponi nell’armadio, e dopo un anno esatto tutti i negozi più in voga, mettono in vetrina a costi elevatissimi, i capi di vestiario che hai nell’armadio.

Così anche per la pittura a quanto sembra, visto che a Londra i quadri vengono apprezzati, acquistati da collezionisti e gente comune.

A volte la critica prende abbagli, di luce birichina, che offusca i nostri autori contemporanei, e la nostra arte espatria, si muove e non ritorna più.

Speriamo che i sogni dei nostri artisti non coincidano con l’offerta estera, altrimenti vedremo un esodo di tante menti creative.

Una nota di merito agli artisti come Alessandro Stucchi, che pur di diffondere l’arte sa l’umiltà, piedi per terra e prezzi giusti per ogni opera e ogni collezionista. Abbiamo bisogno di gente così, che rappresenti l’Italia, le nostre famiglie, ma sopratutto i nostri sogni, che sono il futuro delle prossime generazioni.

Andrea Ben Leva

Famiglie                        d’Italia

Ragionamenti sul web

novembre 30, 2012
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Postato  sulla nostra pagina Fb da un’amica e riportato integralmente.
Oggi (ieri) c’è un post, un articolo, chiamatelo come volete che è stato letto da 48.000 persone. C’è una foto del Che che metto anch’io, per ripetere un ragionamento che faccio da anni.
Fonte: Informare per Resistere
Mentre noi ci azzuffiamo sui partiti, la destra, la sinistra e con quelli che dicono che destra e sinistra non esistono balza in tutta evidenza che è proprio una politca di sinistra che manca, direi rivoluzionaria ed anticapitalista di sinistra.
Da anni vado scrivendo che il problema non è il Pd simil socialdemocratico o il Pdl simil fascista, il problema o la soluzione non sono nemmeno i movimenti che hanno sepolto la politica e non credono alla destra ed alla sinsitra.
Il problema è il capitalismo. Il capitalismo evoluto che da produttore e sfruttatore di persone, proletari, si è fatto ancora più feroce diventando capitalismo finanziario speculatore e parassita.
Lo scrivo da anni e sono contento perchè le mie parole rimarranno nel web all’infinito e tra 20, 50, anni magari qualcuno le leggerà.
Tanto è vera la mia tesi che il nuovo capitalismo finanziario parassita non ha più nemmeno bisogno di finanziare le guerre, distruggere mezzo mondo per poi ricostruire e fare profitti.
Adesso riescono ad ucciderci tutti, a condizionarci tutti con il debito pubblico degli Stati, ne ammazzano di più con il fondo monetario internazionale che con tutti i caccia, messi insieme, della seconda guerra mondiale.
E’ solo un sistema più lento, più lento delle camere a gas e non devono nemmeno sporcarsi le mani.
Semplicemente danno un ordine ad un ragazzo di vent’anni che siede davanti ad un pc a Wall Street o a Strasburgo quello clicca invio e fallisce un paese, lasciando milioni di vittime innocenti.
Intanto che aspettano la soluzione finale che, non avendo necessità di bombe o missili lascerà intatti i loro capitali, si godono l’autentica guerra tra poveri che sono le nostre misere discussioni tra sinistra, centrosinistra, movimenti e generazioni in lotta tra di loro. Loro hanno messo genitori contro figli, nonni contro nipoti e si godono le nostre dispute che non porteranno a nulla per il semplice fatto che chiunque vinca le elezioni non metterà in discussione il capitalismo.
Al massimo metteranno in discussione il modello di sviluppo, giusto per avere un altro secolo o due di discussioni inutili perchè, comunque, avverranno nel cortile del carcere che il capitalismo ha costruito intorno a noi.
Grazie a noi, alla nostra indifferenza.
Tav si, Tav no, ponte si ponte no, sono tutte cazzate se decidiamo di abbattere il capitalismo e ripartire da capo.
Ovvio che ci sono dei bravi capitalisti, non sono tutti banditi o evasori ma è il capitalismo il cancro e non basta che alcuni di loro facciano i bravi, si lavino la coscienza.
Buffett: “Ok a tassa sui ricchi. Ma sopra 500mila dollari”
E’ una presa per il culo se è in malafede, una fesseria se è in buona fede. Cambierebbe poco o nulla.
Mentre Grillo pensa che il problema sia Bersani e Bersani e gli altri pensano che il problema sia Grillo e la sua antipolitica i capitalisti, l’alta finanza, gli speculatori, aspettano che si vada a votare per continuare come prima e più di prima a fare i loro interessi.
Per la pace sociale basteranno le solite briciole e le classi intermedie che si accolleranno il compito, insieme a tutta l’informazione di regime, tutti i giornali, di farci la predica che il sistema capitalista è il migliore perchè abbiamo visto i mali che il comunismo reale ha fatto nel mondo.
Il comunismo reale ha poco più di cento anni, il capitalismo almeno sei volte di più.
Cosa ha creato il capitalismo se non una moltiplicazione di poveri vittime dello stesso consumismo iniettato dal capitalismo per fare profitti?
Ma davvero pensiamo che la soluzione del problema sia la crescita infinita? Dovremmo prendere i nostri mobili, i nostri elettrodomestici, i nostri pc, le nostre televisioni a mazzate per creare nuovi consumi?
O affideremo tutto alle mode, all’ultimo modello, tanto avremo il cervello talmente spappolato dal mercato che anche i precari, i disoccupati, faranno debiti per comprare l’ultimo modello di telefonino.
Magari con la pensione del nonno.
Se, come io ritengo, il problema è il capitalismo allora è necessario che ci sia una sinistra forte, unita, veramente rivoluzionaria che pensi all’uomo del futuro e non alle nuove carte di credito.
Se i movimenti, chiunque siano i loro ideologi, vi dicono che sono il nuovo, il futuro e disconoscono gli unici ideali che hanno fatto progredire il lavoratore, la massa, portandola dalla schiavitù dei secoli scorsi ai diritti degli anni settanta e cioè la sinistra diffidate.
Sono i nuovi fiancheggiatori del capitalismo.
Se noi lottiamo e ci azzuffiamo nel cortile concesso, bontà sua, dal capitalismo globale che deciderà quando darci o toglierci il pallone, inteso come pane, sappiate che i nuovi ideologi negazionisti della destra e della sinistra non sono altro che i nuovi lacchè del capitalismo globale.
Se non si discute di lavoro, di futuro del proletariato, delle persone e dei loro diritti non cambierà niente.
Chiudo con la solita domanda ai politici vecchi e nuovi: capitalismo si o capitalismo no?
Questo è il punto.
Nel tempo che ho impiegato per scrivere il post i lettori dell’altro post saranno più di 50.000, bene, mi auguro che abbiano letto bene e non messo mi piace perchè c’è la foto del Che.
Non l’ho trovata nel web, sono 40 anni che l’ho nel portafogli.
dollaro

Pubblicato da il 29 novembre 2012.

L’articolo Oggi (ieri) c’è un post, un articolo, chiamatelo come volete che è stato letto da 48.000 persone. C’è una foto del Che che metto anch’io, per ripetere un ragionamento che faccio da anni. appartiene alla categoria Autori,Bacheca,Slasch16.
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Fiori intelligenti per salvare un mondo che vuole evolversi… e noi? ( Famiglie d’Italia News Interessanti )

novembre 28, 2012

Per fare un fiore ci vuole una scarpa

Ormai tutti, cittadini comuni e mezzi di comunicazione, parlano di sostenibilità, più o meno a ragione o cognizione di causa: sembra sia una parola (più che uno stile di vita: anche perché tra il dire e il fare…) sempre più di moda. Nel senso più stretto del termine, per quanto riguarda la storia, più che notizia, che sto per raccontarvi: l’azienda olandese OAT Shoes ha brevettato una scarpa eccezionale che non solo è biodegradabile, ma addirittura plantumabile. Una strada green a 360°, quella scelta dai giovani ragazzi di Amsterdam: mediante i loro prodotti infatti vogliono promuovere la salvaguardia dell’ambiente attraverso un consumo più consapevole. E cosa c’è di più sostenibile di una scarpa che “fiorisce”?

Entrando nei particolari, anzitutto va detto dei materiali che compongono le OAT Shoes: di sughero, canapa, cotone biologico, fibra vegetale e plastiche biodegradabili. Tutti elementi abasso impatto ambientale, insomma; e fino a qui potrebbe trattarsi di eccellenti prodotti a impatto zero, ma con questo ambizioso progetto si è andati oltre, imbottendo le linguette superiori delle scarpe di piccoli semi. Una volta concluso il loro ciclo di vita, le calzature dunque germoglieranno e daranno vita a una vera e propria pianta. In che modo? Semplicemente piantandole, proprio come sotto il rabarbaro del babbo di Gigi e Marina nel famoso racconto “L’albero delle scarpe” dei Raccontastorie, con cui personalmente sono cresciuto e che forse oggi mancano tanto alle nuove generazioni. Una favola che diventa realtà, insomma.

Tornando alla realtà, in molti penseranno a una trovata di tendenza per far parlare di sé e vendere qualche paia di scarpe in più: a parte i semi e il fascino della cosa, infatti, in molti immagineranno nei fatti queste scarpe, da cui escono pochi licheni appassiti, abbandonate nei campi. Falso, la nostra storia ha un degno lieto fine: i materiali assemblati per ottenere le sneakers più green del momento infatti si degradano in tempi differenti, ma in non più di sei mesi, anche se per cominciare a scorgere un germoglio verde dalla terra occorrerà molto meno (tempo un mese e nel  vaso comparirà una pianta).

Un’idea magnifica, dall’inizio alla fine, che non significa solo prodotto a impatto zero, ma anche ritorno alla natura. Ciascuno di noi infatti dovrebbe abituarsi a considerare i beni che acquista come prodotti che devono rigenerarsi, decomporsi e scomparire dal Pianeta perridare spazio alla natura. Purtroppo l’intera linea OAT Shoes è disponibile solo nei Paesi Bassi e in Belgio, noi italiani dobbiamo accontentarci della vendita online e di un prezzo non proprio popolare (139 euro circa): un po’ caro, sopratutto di questi tempi, ma decisamente adeguato se si considerano il raffinato ingegno che le ha partorite e la degna fine che le aspetta dopo l’uso.

Federico Lombardi
Project Manager
Professionista della Comunicazione Digitale

( fonte: Attenti alluomo )

Per visionare o acquistare le scarpe che diventano pianta: sito Oatshoes

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In Uk si studia il fiore che salverà il mondo ( fonte: Fanpage )

Un’ equipe di ricercatori di prestigiose università britanniche sta testando un fiore che servirà a ripulire terreni e acque contaminate e da cui si potranno estrarre sostanze utili per i trattamenti del cancro.

Un fiore salverà il mondo. E’ questo l’obiettivo di un gruppo di ricercatori britannici che si sono consorziati per dare il via a un programma di fitodepurazione dei terreni del Regno Unito.

A capo dell’equipe di lavoro c’è il professore Kerry Kirwan dell’università di Warwick, che si sta avvalendo di diversi ricercatori provenienti da la Newcastle University, l’Università di Birmingham, la Cranfield University e l’Università di Edimburgo.

Il progetto si chiama “Cleaning Land for Wealth” e sta studiando come fiori “mangia-inquinamento” alcune classi comuni come l’Alyssum. Questo fiore miracoloso oltre a ripulire i terreni della Gran Bretagna, potrà essere utilizzato anche per curare il cancro.

Dai fiori, infatti, sarà possibile estrarre delle nanoparticelle di platino e arsenico da utilizzare come convertitori catalitici utili per i trattamenti anti-cancro.

Se lo studio riuscirà nel suo intento non si ricaverà solo un rimedio per la terra e le acque contaminate, ma potrà essere applicato a diverse tecnologie.

“Questo darebbe ai fabbricanti di convertitori catalitici, agli sviluppatori di trattamenti contro il cancro – ha dichiarato Kirwan – e di altre tecnologie applicabili esattamente la giusta forma, le dimensioni e altre funzionalità di cui c’è bisogno senza un successivo affinamento”.

continua su: http://www.fanpage.it/in-uk-si-studia-il-fiore-che-salvera-il-mondo/#ixzz2DVjjqMDQ
http://www.fanpage.it
Famiglie d’Italia News Interessanti 

Rubrica a cura di Sabrina Parini

Famiglie                        d’Italia

L’olio di palma è dannoso alla salute e all’ambiente ( Econota 98 )

novembre 26, 2012

Il dominio delle multinazionali

Fritti dall’olio di palma

Notizia su organizzazione mondiale della sanità del 07 ottobre 2012 da Mondo Alla Rovescia

Fritti dall’olio di palma Foto

<!– –>non posso parlare ai tuoi simili, ma tu puoi farlo… Fallo!!! Roberto Cazzolla Gatti, Biologo ambientale ed evolutivo (Fonte  vglobale )<!– –>

L’olio di palma sta friggendo la Terra

Un olio dall’insulso sapore e potenzialmente dannoso per la salute, diventa l’ingrediente più utilizzato dall’industria alimentare, semplicemente perché costa poco produrlo nonostante i danni all’ambiente ed ai popoli che vivono nelle aree di produzione e vengono impiegati e sfruttati nella coltivazion

Roberto Cazzolla Gatti, Biologo ambientale ed evolutivo

La rossa pelliccia, un tempo muschiata ed in lento ondeggiare tra fronde rigogliose, serpeggia oggi in un disperato tentativo di ritrovare la foresta perduta. Due occhi neri e profondi osservano impotenti l’ultimo albero che si schianta al suolo. Non si ode rumore nel nulla. Quel piccolo, avvinghiato con forza alla propria madre, si aggrappa all’unica certezza rimastagli. Ma quel passaggio verso la vita adulta condurrà, invece, entrambi ad una triste fine.

Sono gli oranghi delle foreste pluviali del sud-est asiatico che ci ricordano attraverso i loro affranti sguardi l’immensa sofferenza che si cela dietro la coltivazione ed il commercio dell’olio di palma. Forse perché più vicini a noi, uomini, da un punto di vista evolutivo, questi enormi e pacifici primati rendono le immagini di una foresta che scompare la più grave tragedia che sia mai stata inscenata sulla Terra. Letteralmente, l’olio di palma sta friggendo il Pianeta di cui siamo parte.

La palma da cui si estrae il tanto ambito olio (Elaeis guineensis) è una pianta originaria dell’Africa sub-sahariana, esportata e poi coltivata negli ultimi secoli nelle Americhe ed in Europa per scopi ornamentali ed in Asia per la produzione dei semi. Questi, raccolti in enormi grappoli sferici che a maturazione sono di color rosso-arancione, contengono un olio facile da estrarre a freddo (olio palmitico) e da utilizzare come emulsionante. La diffusione della pianta avvenuta negli ultimi 50 anni ha assunto proporzioni inimmaginabili. Si stima che oltre il 90% delle coltivazioni in Indonesia e soprattutto nel Borneo siano riservate alla palma da olio. Com’è facilmente immaginabile, la maggior parte della produzione non viene mantenuta entro i confini nazionali, ma utilizzata nell’esportazione a basso costo vero i Paesi occidentali e la Cina. Gli Usa e l’Europa sono tra i principali importatori di olio di palma nel Mondo.

Ci si potrebbe chiedere il perché dell’esplosione di coltivazioni dedicate alla produzione di un olio di scarsa qualità e relativamente saturo (circa 50%, con l’acido palmitico che raggiunge il 47% di saturazione) tale da essere ritenuto tra i più dannosi per la salute se combinato con una dieta in cui è presente carne, burro, uova, latte e derivati. Ma la risposta non giungerà, come spesso accade né dall’Organizzazione mondiale della sanità, che consiglia la moderazione nel consumo di grassi saturi, né tantomeno dal raziocinio umano. Si tratta, infatti, di una vera e propria follia commerciale.

È l’economia di poche multinazionali a dettare le regole planetarie e, così, un olio dall’insulso sapore e potenzialmente dannoso per la salute, diventa l’ingrediente aggiunto più utilizzato dall’industria alimentare, semplicemente perché costa poco produrlo nonostante i danni all’ambiente ed ai popoli che vivono nelle aree di produzione e vengono impiegati e sfruttati nella coltivazione.

Il canovaccio della distruzione procede identico in ogni luogo. Si individua la foresta pluviale dove sarà realizzata la piantagione. Le aziende del legno commerciale (molte si trovano in Italia e vendono legno e parquet di «origine tropicale», spacciandolo per sostenibile e certificato) iniziano a tagliare gli alberi con valore di mercato (solitamente i più alti e grossi). Successivamente le industrie che producono polpa per la fabbricazione della carta (tra le quali la Asian Paper and Pulp è la più grossa multinazionale della devastazione forestale in Oriente e rifornisce aziende anche italiane che producono quaderni, libri e risme) rimuovono il resto degli alberi utili.

Al termine del lavoro selettivo, le industrie agroalimentari per la produzione di oli tropicali rimuovono ciò che resta di quella che un tempo era una foresta rigogliosa e ricca di vita (si stima che oltre l’80% di tutte le specie animali e vegetali viva nella fascia tropicale e le foreste dell’arcipelago malese, dov’è più diffusa la coltivazione, siano tra le più ricche al mondo). La maggior parte degli animali è già fuggita o morta dopo le prime due fasi. Ma alcuni temerari, come gli oranghi, restano abbracciati all’ultimo stelo disponibile per non abbandonare la foresta in cui vivono. Così è facile assistere a scene di primati impauriti che si arrampicano su rinsecchiti e carbonizzati tronchi, inseguiti dalle ruspe. Per loro la miglior sorte è il trasferimento, ma raramente accade perché lo stress li uccide dopo qualche giorno. Muoiono, come muore la foresta di cui sono parte.

Completata la rimozione di ogni forma di vita, l’impianto delle palme avviene in poche settimane e la produzione procede per 4-5 anni sino a quando il suolo, povero di sostante organiche e minerali, non è più in grado di sostenere la piantagione. E viene abbandonato. Laddove troneggiavano maestosi alberi e la vita pullulava sotto la canopea, resta qualche misero tronco di palma marcescente.

In questo scenario apocalittico i capricci degli ingordi sultani (come quello malesiano e del Brunei) e gli interessi delle grandi aziende (che sfruttano manodopera a basso costo, popoli indigeni e violano i diritti dei lavoratori e dei minori, oltre a danneggiare l’ambiente) giocano un ruolo fondamentale. Ma non sono gli unici colpevoli. A provocare la perdita di biodiversità (scompaiono più specie nelle foreste tropicali di quelle che ne vengono scoperte ogni anno), che ha gravi effetti sull’intero pianeta e la riduzione della copertura forestale tropicale (negli ultimi 50 anni il Borneo ha perso l’85% delle sue foreste vergini) è soprattutto il consumatore. Siamo noi, in altre parole, i principali responsabili.

I nostri acquisti fanno la differenza.

I sultani ed i primi ministri dei paesi tropicali (le piantagioni da esportazione si stanno, purtroppo, diffondendo anche in Africa ed in Sudamerica) complici delle aziende del legno ed olearie, non avrebbero fonti di guadagno se nessun compratore acquistasse prodotti che contengono l’infernale olio di palma. Niente acquisti significherebbe niente guadagni e, quindi, zero deforestazione.

Il quadro, però, si complica perché il mercato globale cerca di imporre il suo modello dominante nel commercio e ci si ritrova immersi nell’olio fino al collo. Infatti, oltre ai cibi, l’acido palmitico finisce nei cosmetici, nei saponi, nei prodotti per la casa e per gli animali.

I livelli di distruzione delle foreste tropicali nel mondo sono già insostenibili e se non si arresta questo trend immediatamente avremo sconvolto gli equilibri del pianeta e portato alla deplezione delle meravigliose forme di vita che lo popolano per un po’ d’olio nelle nostre merendine. Tutto questo è assurdo e mortifica la reputazione (già ripetutamente scalfita) dell’uomo. In quanto essere, autoconsideratosi, razionale ed intelligente un simile sfacelo non dovrebbe essere permesso dalle leggi internazionali e dei singoli Stati. Ciò, però, non accade perché al di sopra degli interessi statali ci sono quelli delle multinazionali che controllano i governi.

Così le uniche due armi che ci restano per fermare l’assalto alla Natura sono la denuncia e l’azione.

La prima avviene ogni volta che portiamo qualcuno a conoscenza, con dati alla mano, di ciò che accade nel mondo e cerchiamo con i fatti di sensibilizzare la sua coscienza. Basta poco, un articolo, una foto affissa in ufficio, un’e-mail, un post su Facebook. Ma non è sufficiente. Ognuno deve agire in prima persona dando il buon esempio agli altri.

Iniziando dal non acquistare tutti i prodotti che contengono olio di palma. Sembrerebbe semplice, ma non lo è. Infatti l’olio di palma finisce spesso nascosto nelle etichette sotto il nome di «olio vegetale» o «grassi vegetali». Dov’è indicato in maniera così generica, è molto probabile che il prodotto contenga in sé una percentuale di «deforestazione». Meglio evitarlo, dunque. Ma non è tutto. L’olio di palma si camuffa sotto le false spoglie di diciture come: «Palm Oil, Vegetable Oil, Margarina, E471, cocoa butter equivalent (CBE), cocoa butter substitute (CBS), palm olein and palm stearine, elaeis guineensis, sodium lauryl sulphate (SLS), sodium laureth sulphate (SLES), cetyl alcohol, stearic acid, isopropyl and other palmitates, steareth-2, steareth-20 and fatty alcohol sulphates».

La maggioranza dei saponi e dei detergenti contiene almeno uno di questi ingredienti. Molte multinazionali come la Kraft li impiega in quasi tutti i suoi prodotti alimentari. Anche la nota Nutella non specifica quali oli utilizza (lasciando ampio margine al dubbio), scrivendo «olio vegetale» tra i suoi ingredienti. E catene di supermercati come la Coop, molto attente alle problematiche ambientali, pur avendo sostituito con l’olio di girasole i grassi tropicali nella linea Vivi Verde Bio, continuano a produrre col loro marchio biscotti solidal contenenti olio di palma e di cocco, saponette, cosmetici e svariati alimenti. E la Palmolive…lo conferma il nome stesso.

La spesa rischia, in questo modo, di diventare un incubo (già c’era da evitare il tonno, il pesce spada, acquistare bio, solidal, i conservanti, gli additivi, etc., ora si aggiunge anche l’olio tropicale). Ma non bisogna demordere. In ballo c’è il presente ed il futuro della Terra. Leggere le etichette, non acquistare prodotti con oli e grassi vegetali, preferire i prodotti freschi, non confezionati e direttamente dal produttore, acquistare bio e solidal (ma con molta attenzione perché green economy non è sinonimo di sostenibile!).

E se si vuole uscire dalla nicchia del consumatore consapevole che vive nella sua campana di vetro, si potrebbe iniziare a lasciare qualche post-it nei supermercati sui prodotti incriminati, con su scritto: «Attenzione, oli e grassi vegetali in questo prodotto. Danneggiano la salute e distruggono le foreste». È un piccolo avvertimento per la società del consumo frenetico ed a basso costo. Non lo affigge l’ambientalista fomentato, che non sa come passare la sua giornata. Lo appone una mano sensibile, che ha colto negli occhi di quell’orango che muore la richiesta disperata dell’intera Natura: io non posso parlare ai tuoi simili, ma tu puoi farlo…

Fallo!!!

 

La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano

Uno studente inventa frigorifero senza porta che fa risparmiare energia e riduce il deterioramento degli alimenti

Tutti Bredenberg

 

Ben de la Roche, uno studente di design industriale presso Massey University in Nuova Zelanda , ha progettato una parete senza porta refrigerazione, chiamato Impress che fa risparmiare energia. Design de la Roche è finalista nel concorso Electrolux Design Lab 2012 . Impress, dice Electrolux, “trasforma completamente il nostro modo di conservare in frigorifero.” Piuttosto che nascondere alimenti refrigerati e bevande in una scatola chiusa, l’apparecchio li mette in evidenza. Si risparmia energia di refrigerazione quando un alimento è presente.

Impress è costituito da un insieme di entità di raffreddamento allungate che de la Roche chiama “pin.” Ogni perno presenta una faccia esagonale verso l’esterno, formando un’unica superficie a nido d’ape. Quando sei pronto per refrigerare un elemento, lo si preme contro uno o più degli esagoni e spingere indietro. Perni terranno a posto l’elemento; i loculi circostanti sono attivati ​​in modo da iniziare a raffreddare il vostro articolo. A differenza dei frigoriferi convenzionali che utilizzano gas tossici come ammoniaca, Impress impiega refrigerazione termoacustica con azoto.

Il suo frigorifero è uno dei concetti “Casa Dieci Elettrodomestici” scelti da Electrolux su 1200 partecipanti e saranno in mostra presso il Triennale Design Museum di Milano, Italia, il 25 ottobre. Electrolux ha scelto finalisti al concorso provenienti da Australia, Brasile, Cina, Danimarca, Inghilterra, Nuova Zelanda, Norvegia, Polonia e Spagna. Electrolux afferma che il suo intento con la concorrenza è quello di lanciare agli studenti una ” sfida a creare olistici esperienze sensoriali”  che rappresentano “il genere di disegno creativo che pensa e che sorprende, ci sfida e crea discussione sul futuro.” In Milano , un giuria di esperti di design assegnerà un primo premio di 5.000 euro e sei mesi di stage retribuito presso il centro di design globale di Electrolux.

 

rubrica a cura di

Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

” Angeli dell’eternità ” accompagnano Egizia Russo nella pubblicazione del suo primo libro

novembre 25, 2012

” Sembra irreale Umbi, invece è tutto vero! Il giorno 5 Dicembre 2012 ci sarà la presentazione , presieduta dal Sindaco del mio Comune, del mio primo libro ” IO EGIZIA” . E’ già in vendita su internet… spero che tu possa darmi una mano a sponsorizzare il link e a vendere più copie. “

Ecco fatto: ” www.libritalia.net“. Qui potrete acquistare il libro della mia cara amica di faceboock, Egizia Russo. Lei mi chiama Umbi, come usano appellarmi tutti gli amici di fb. La nostra amicizia nasce in modo spontaneo e ognuno segue con interesse e discrezione l’attività dell’altro, in modo semplice e senza invasioni, godendo l’uno del successo dell’altro. Egizia scrive delle poesie, o meglio… trasforma in poesie pensieri ed emozioni. E qui mi fermo, perché io non sono un critico, bensì un lettore che si lascia affascinare da tutto ciò che sgorga puro dall’animo di chi non ha paura di esternare sentimenti e sensazioni che la vita è in grado di donare a chi sa apprezzarla ed amarla, nella gioia e nella sofferenza.

Prima della prefazione di ” Io Egizia “, firmata da Gastone Cappelloni, vi offro un assaggio della sua arte genuina con una poesia che a me piace molto e che parla di Angeli… Angeli dell’eternità che l’accompagnano  e vi aiuteranno a conoscerla un po’ di più.

Umberto Napolitano

Angeli dell’eternità

L’amore elargisce
le sue ali con morbide ..piume
Avvolge paure sconforto dolore
nella grande magnificenza
del Creato
Irrequieto sobrio gaio
duetta un canto
a passi di danza
Non vi è sconfitta
non vi è disfatta
sotto le stelle di un Angelo bruno
alla luce di un Angelo biondo
Essi sono Angeli
al percorso della vita
perenne.

” Io Egizia “

LA PREFAZIONE DEL LIBRO

Le poesie di Egizia, evocative e nostalgiche, catturano con la genuina spontaneità l’attenzione del lettore, sono la panacea del cuore, della mente. In esse vivono i racconti della quotidianità, dell’assoluta certezza dell’incertezza, il grido velato dell’orgoglio e della “compostezza”. L’autrice si racconta con la semplicità dell’umiltà, della sofferenza, con la caparbietà e l’orgoglio di chi, come lei, ha saputo e voluto combattere contro le avversità di una vita in salita, con quella dignità che a ben pochi appartiene. I suoi versi sono perle di rara autenticità, perché dettate dal vissuto, della rinascita del proprio Io, senza andare oltre il sentimento del Tempo. Quel tempo che in lei non si è mai concretato, se non con il soffermarsi nel rammarico del non aver respirato appieno le gioie, che ci appartengono. La morte del padre, traumatica e lacerante, ci ha “consegnato” un’autrice e una Poetessa, caparbiamente matura, purtroppo, soprattutto grazie, alla sofferenza, consegnate con decorosa dignità della lettura.
Scrive Egizia: < … le mie Poesie sono l’irrinunciabile viaggio di chi ha nel sentimento del ricordo il profumo di tempi lontani e di mondi semplici, e che del passato avrebbe voluto “assaporare almeno l’aria”. Ecco, il motivo perché il lettore attento e sensibile, dovrebbe entrare nel mondo di Egizia, e della sua quieta carica di dolce
umanità!

Gastone Cappelloni

Famiglie                        d’Italia

L’Euro è il nulla, è virtuale!

novembre 22, 2012

Ebbene sì, per l’ennesima volta la Germania rimanda una sua decisione di conferma di aiuti alla Grecia ed i mercati vanno puntualmente in fibrillazione facendo risalire lo spread delle nazioni più in difficoltà, aggiungendo di conseguenza problemi ai problemi. Sistema metodico e chirurgico per sgretolare ogni possibilità di uscire dalla crisi: l’Europa è finalmente ai suoi piedi e con le chiappe spalancate ad un’azione invasiva moderna, senza spargimento di sangue… in quanto il sangue viene prelevato preventivamente goccia a goccia. Chi ha sognato un’Europa Unita e moderna non penso abbia immaginato l’epilogo poi rivelatosi. Se prima uno Stato era in difficoltà, questi poteva ” tranquillamente ” fallire e cercare poi di risalire con politiche di rinnovamento come una fenice dalle proprie polveri. Ora non è più possibile, perché se lo Stato salta, si porta nel suo tracollo più di mezza Europa… e gli avvoltoi in attesa stanno a guardare pregustando libidinosi il banchetto: non ci sono dubbi, siamo in piena terza guerra mondiale!

L’Italia non è messa meglio. Monti con l’azione del suo governo ha messo in atto una politica che ci mette in buona luce agli occhi dell’Europa: ma quale Europa, quella che si sta pregustando il lauto banchetto finale?... Noi potevamo permetterci un debito pubblico ” sostanzioso ” ( grazie agli scellerati politici che ci hanno governato ) perché ampiamente bilanciato dalla nostra operosità, creatività e propensione al risparmio. Ebbene: i nostri risparmi si stanno esaurendo! Il fisco ci propone un nuovo redditometro perché molte famiglie spendono più di quanto incassano… Per favore, non abusate della nostra intelligenza!... Anche un cretino capirebbe che la maggior parte di noi sopravvive cercando di non abbassare troppo il livello della propria esistenza indebitandosi ulteriormente e attingendo ai propri risparmi o a quello dei parenti più stretti, sperando in un evolversi futuro con prospettive migliori.

Ma questi risparmi si stanno esaurendo: il padre ha aiutato i figli, ed il padre del padre i figli e i nipoti: stiamo per capitolare!…

Famiglie all’occhio, prepariamoci a soluzioni alternative confrontandoci e cooperando fra di noi: non chiudiamoci nei nostri problemi ma apriamoci a vie di uscita alternative. Ricordo sempre che le nostre risorse principali stanno nella terra che amorevolmente ci ospita, terra agricola e storica, con belle montagne e tanto mare.Teniamo duro… e visto che tutti dicono la loro cazzeggiando più o meno, provo a farlo anch’io aggiungendo la mia: speriamo che anche questa volta vengano a salvarci gli americani, se non altro per salvaguardare le proprie basi nel Mediterraneo in una Nazione allo sbando e facilmente aggredibile se sacrificata a tavolino nel progetto di una spartizione globale, magari annettendoci come 51° Stato degli USA. Pensate, potremmo passare al Dollaro e dimenticarci di questo Euro maledetto che tanto ci fa dannare… perché il Dollaro, anche se non è la nostra vecchia e rimpianta Lira, almeno è reale in quanto sostenuto da una banca che interviene a sostegno quando occorre, mentre l’Euro… l’Euro è il nulla, è virtuale!

Umberto Napolitano

Famiglie                        d’Italia

La UE consiglia di mangiare insetti… Boh, a fine post un bel po’ di sane ricette nostrane ( Famiglie d’Italia News Interessanti )

novembre 20, 2012

Carissimi amici, ho voluto proporvi due post così agli antipodi l’uno dell’altro, proprio per  sottolineare l’assurdità di certe proposte UE che stanno cercando sempre più di cancellare definitivamente qualsiasi legame di appartenenza di un cittadino europeo al proprio territorio, quindi tradizioni e cultura, in modo da creare una società futura piatta e priva di emozioni più facilmente adattabile a stereotipi decisi a tavolino in modo freddo, brutale e calcolato. Ecco perché rispondo provocatoriamente a proposte di un futuro di pietanze a base di insetti, contrapponendo delle sane e gustose ricette tradizionali italiane, in questo caso abruzzesi, che ci vengono offerte con arte e dovizia dall’esperta Eva d’Antonio nel suo blog In Cucina da Eva

Umberto Napolitano

La UE vuole che gli europei inizino a mangiare insetti

Nel totale disinteresse dei media, all’oscuro dei cittadini, lo scorso Gennaio il Parlamento europeo ha stanziato un’ingente cifra per qualcosa di veramente fantascientifico. Si tratta di 3 milioni di euro che verranno versati ad ogni Paese membro dell’Unione europea che incoraggia, con iniziative di vario tipo, l’uso di insetti in cucina.

La notizia è vecchia ed è passata quasi sotto silenzio, ma cercando sul web si può trovare, per esempio, un articolo di Repubblica.

Il fatto che le istituzioni europee abbiano deciso di investire immense cifre per agevolare l’introduzione degli insetti nelle abitudini alimentari europee, fa pensare che probabilmente i potenti, in vista di un futuro in cui il numero dei poveri è destinato a crescere, vogliono affidarsi anche agli insetti per permettere al popolo di cibarsi.

Questo provvedimento e questa prospettiva la dice lunga sull’Europa che verrà. Nulla è a caso in questa Europa mondialista.

La stravagante legge va interpretata come la soluzione europea al rapido incremento della popolazione mondiale e ai conseguenti problemi dovuti al loro nutrimento. Le Nazioni Unite stimano che nel 2050 vi saranno altri 2 miliardi e mezzo di abitanti del pianeta terra, che si aggiungeranno ai 7 oggi esistenti, ne deriva che sarà necessario quasi raddoppiare la produzione di cibo.

La ripugnante soluzione gode, evidentemente, di un nutrito numero di estimatori, tanto che i promotori di questa iniziativa asseriscono che moltissimi insetti contengono proteine, alta quantità di calcio, basso contenuto calorico. E come le alghe, gli insetti hanno un ulteriore vantaggio: sono piccoli. La loro produzione, anche su larga scala, non richiede tanto spazio. E non inquina l’atmosfera. Sarebbe un buisiness colossale!

Come dire, vogliono farci abituare a cibarci di insetti, già parte integrante della tradizione alimentare dei paesi asiatici.

Come mai è passato tutto in sordina?

In un periodo di recessione così cupo, non sarebbe corretto che l’opinione pubblica sapesse che nelle stanze dei bottoni di quell’enorme macchina burocratica chiamata Unione Europea, c’è chi pensa bene di spendere i “nostri” soldi per finanziarie questo stomachevole progetto?

Soprattutto mentre l’agricoltura a chilometro zero viene distrutta a colpi di leggi e di ricorsi e il settore agrario e sementiero è in mano a poche multinazionali senza scrupoli.

Non sarà anche questo un cavallo di troia per introdurre cibi geneticamente modificati?

La paura di future guerre e carestie potrebbe convicere la gente ad accettare di buon grado cibi creati in provetta piuttosto che una dieta a base di insetti.

Peccato che noi dimentichiamo di vivere in una frenetica società consumista. Difatti le ultime stime ci dicono che noi, lungo la filiera, tra scarti di produzione e spreco domestico, perdiamo circa il 30% della produzione totale di cibo.

E’ quanto emerge da uno studio inedito sullo spreco del cibo, curato dal Barilla Center e presentato lo scorso maggio a Milano.

In particolare, nei Paesi industrializzati vengono buttate 222 milioni di tonnellate di cibo ogni anno: una quantità che sarebbe sufficiente a sfamare l’intera popolazione dell’Africa Sub Sahariana.

Soltanto in Europa, la quantità ammonta a 89 milioni di tonnellate. L’Italia “contribuisce” a circa il 10% dello spreco totale con 8,8 milioni di tonnellate: 27 Kg pro capite che corrispondono ad un costo di 454 euro all’anno per famiglia.

Infine, se ne vogliamo fare semplicemente un fatto economico, posso citare Sandro Castaldo, ordinario di Marketing alla Bocconi secondo cui il fatturato della grande distribuzione in Italia supera i 100 miliardi di euro l’ anno, mentre lo spreco alimentare vale circa un miliardo, e la cifra tiene conto solo della grande distribuzione.

Numeri pazzeschi che fanno rabbia e che non giustificano per nulla le decisioni prese dall’Unione europea.

Vista la situazione mondiale sono numeri che fanno tremare i polsi.

Secondo le stime della F.A.O. un terzo degli alimenti viene buttato nella spazzatura!

Follia!

E allora dove poggiano questi finanziamenti per incentivare l’uso degli insetti in cucina?

Manca qualche pezzo del puzzle.

Continuando la lettura dell’articolo apparso su Repubblica lo scorso Gennaio troviamo delle sorprese.

Si tratta della così detta “carne artificiale”. Sono già partiti gli esperimenti per fare crescere hamburger e polli in laboratorio. Questi “studi” sono a uno stadio avanzato e promettono risultati entro due anni.

Nonchè  dei cibi geneticamente modificati. Per esempio, i cinesi hanno dato il via alla sperimentazione di un “super riso verde”, più facile da far crescere e più nutriente. C’è chi studia banane con extra vitamine, pesci che maturano più in fretta, vacche resistenti alle infezioni. Cibi sintetici che nel prossimo futuro verranno sostituite da pillole prodotte direttamente dalla case farmaceutiche in combutta con le multinazionali alimentari.

Insomma, ci prendono per fame, e noi accetteremo di “buon grado” le loro decisioni.

Saremo le loro cavie, il più grande esperimento che la storia scientidica ricordi.

Fame e paura sono le armi con cui verremo schiavizzati e forse addirittura decimati.

Sarà un mondo dominato dell’eugenetica e dall’ingegneria sociale, sempre più simile a quello descritto da Aldous Huxley nel suo distopico e profetico capolavoro “Brave New World“.

Approfondimenti

Articolo originale: http://www.oltrelacoltre.com/?p=14124

by Italo Romano (fonte: Oltre la Coltre )

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In Cucina da Eva

Rubrica cibo e regioni qui inserirò tutte le ricette che fino ad ora ho pubblicato nella rivista online. Ringrazio Babe e Renata per avermi fatto partecipe e soprattutto a Tina per aver chiesto il mio inserimento,è un piacere rappresentare l’Abruzzo. Inoltre cliccando al link non solo troverete la mia ricetta ma tutti i link dei blog degli amici della rubrica con il titolo della loro ricetta.

Qui per le ricette precedenti alla mia adesione

Ricetta Light: Ciabotto

I rustici: Pizza rustica salata

Il riso: Risotto all’abruzzese

I biscotti e piccola pasticceria: Buccunotte

Il pane: Pane di patate

Le melanzane: Anellini alla pecorara

I formaggi: Pallotte Cace e ove

I piatti freddi: Melanzane sott’olio

Le dolcezze estive: Lattacciolo

Le verdure di stagione: Pipindun arrost

I Liquori: La ratafia abruzzese

I ripieni: Peperoni ripieni all’abruzzese

L’uva e Vino: Ciambelline al vino 

Le castagne e frutta Secca: I sassi d’Abruzzo

Dolci e salati ripieni: Panzarotti all’abruzzese

Minestrone di verdure: Cioffa mbriica

Famiglie d’Italia News Interessanti 

Rubrica a cura di Sabrina Parini

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