Archive for the ‘Infortuni e prevenzione’ Category

Omicidio stradale: finalmente un disegno di legge utile e ad hoc ( Famiglie d’Italia News )

marzo 20, 2014

musicco

E’ stata una battaglia lunga, ma finalmente il traguardo si avvicina. Come leggerete nel comunicato a seguire, il 25 marzo, alle ore 11, a Roma presso la sala Caduti di Nassiriya del Senato in P.zza Madama 1, verrà presentato il disegno di legge che regolamenta le norme in materia di omicidio e lesioni personali stradali. Una battaglia che ha visto in prima linea, proponendone l’attuazione, le associazioni  Avisl e VALORE DONNA. Mi soffermerò con un breve commento sull’ AVISL, nella quale svolge funzione di legale e presidente l’avv. Domenico MUSICCO ( nella foto ) e del quale mi onoro di essere amico ed in qualche modo del potermi affiancare nell’offrire il mio contributo nella lotta e, soprattutto, nella prevenzione all’ enorme piaga rappresentata dagli incidenti stradali causati spesso, oltre che dall’imprudenza, dall’ abuso di droghe e di bevande alcooliche. Domenico Musicco, offre assistenza gratuita nelle grandi tragedie e mette anche la faccia con una presenza e denuncia continuata, nonché con interventi attenti e mirati nei vari talk-show dove è possibile porre un’attenzione adeguata sull’argomento.

Ritornando all’abuso di droghe e di bevande alcooliche, sono spesso e, purtroppo, i giovani le vittime che, a loro volta,  più causano vittime, mettendosi alla guida in stato alterato di bolidi che diventato inequivocabilmente strumenti di morte e devastazione. Ma le colpe non sono da ricercarsi solo nei giovani, e qui interviene la mia analisi, ma nelle varie piaghe che flagellano la nostra società, quali mancanza di punti di riferimento, di mete da raggiungere… di porte il più delle volte totalmente chiuse alla speranza in futuro migliore… e da qui la disperazione dei giovani, l’oblio e l’abbandono nella ricerca di palliativi, sostanze eccitanti ed alcool, che aiutino in qualche modo a non pensare… a dimenticare.

Sul tema ho scritto una canzone che è stata scelta dall’AVISL come inno ufficiale, ” E non per mettere più“,  che tratta, appunto, del disagio giovanile causato da tutti coloro che speculano sulle debolezze e insicurezze dei giovani portandoli all’autodistruzione. Di questo brano vi posto il video, invitandovi a dare uno sguardo perché, secondo me, ancora una canzone, se scritta col cuore e col buon senso, può offrire un proprio ed appropriato contributo sociale.

Martedì 25 Marzo ore 11.00 presso la sala Caduti di Nassiriya del Senato in P.zza Madama 1 Roma verrà presentato il:

DISEGNO DI LEGGE “Norme in materia di omicidio e lesioni personali stradali”
d’iniziativa del Senatore Claudio Moscardelli, su proposta delle associazioni AVISL e Valore Donna

Modererà l’incontro il giornalista Roberto Poletti.

Di seguito i senatori che hanno firmato il ddl
Vincenzo Cuomo (PD)
Camilla Fabbri (PD)
Francesco Giacobbe (PD)
Donella Mattesini (PD)
Pamela Giacoma Giovanna Orru’ (PD)
Giorgio Pagliari (PD)
Stefania Pezzopane (PD)
Roberto Ruta (PD)
Francesco Scalia (PD)
Maria Spilabotte (PD)
Rosa Maria Di Giorgi (PD)
Bruno Astorre (PD)
Vannino Chiti (PD)
Monica Cirinna’ (PD)
Daniela Valentini (PD)

Per partecipare e’ obbligatorio inviare i propri dati anagrafici all’indirizzo email erina.panepucci@alice.it

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Adottiamo una famiglia in difficoltà: riparte ufficialmente la campagna

{img_a}… Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediaticoma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto…grazie!

Umberto Napolitano

Famiglie d’Italia

INFORTUNI: ESERCITAZIONE PRATICA

novembre 11, 2008

Scritto da: Andrea Ben Leva

20061124_infortuni_lavoro_gianfalco_140x140Capita a volte, che durante il cammino lungo il sentiero, mi fermi a guardare la mia immagine riflessa nel corso d’acqua che costeggia la riva. Mi piace, mi da quel senso di arrivo, l’immagine tremolante che fugge gentilmente verso valle. Sembra che le mani siano ancora lì, un po’ sfocate, ma intere: sane. Questo mi riempie di gioia, sembra che la parte razionale del mio cervello si prenda gioco dell’inconscio. Questa esperienza, si riflette su tutti gli infortunati, che per etimologia del termine, sono rimasti in vita, lasciando pezzi del loro fisico al mondo del lavoro.

L’infortunato vive psicologicamente e geneticamente due esperienze parallele: la vita prima dell’incidente e la vita di oggi. La sovrapposizione delle due esperienze vissute e percepite,  determina il: nuovo stato di normalità.

Sembra una parola così distante, ma racchiude tutto il significato della nuova condizione di vita che il soggetto subisce e vive in prima persona.

Questa è parte della premessa che serve a far capire a tutti coloro che sono normodotati, che è molto difficile capire, percepire cosa vuol significare aver vissuto un infortunio sul lavoro.

Quando si parla di percezione, intesa in capacità di interiorizzare, impersonare, vivere astrattamente, in questo caso un incidente; si parte sempre dalle caratteristiche individuali e dalle esperienze di vita vissute. Questo perché l’infortunio è una serie di azioni definite in uno spazio tempo che possono portare a danni fisici permanenti, oppure alla morte dell’individuo.

Quando insegno la percezione dei rischi, costruisco un ambiente statico di attenzione psico-fisica, che partendo da una soglia di disagio, raggiunge in un preciso momento definito per spazio e per tempo la soglia massima di terrore percepito; con la diretta conseguenza dell’azione autonoma di risposta psicologica.

Sarà capitato a tutti una volta nella vita di cadere dalla bicicletta, fare un incidente in macchina, o subire uno shock emotivo, con la conseguenza che in piccolissime frazioni di tempo, scorressero davanti agli occhi tutte le immagini che rappresentano il nostro percorso di vita. Questa esperienza rappresenta una piccola parte di quello che avviene durante un infortunio sul lavoro. Il nostro cervello viene allertato in forma autonoma, che su una zona del nostro corpo è avvenuto qualcosa che ha creato un danno, e il cervello di conseguenza va alla ricerca di una precedente esperienza vissuta da poter sovrapporre all’evento che si sta vivendo attualmente, con l’intento di utilizzare il vissuto per mettere in atto un’azione diretta di risposta all’evento subito. Se non esiste un’esperienza vissuta sovrapponibile, la sensazione che il cervello genera, è paragonabile alla morte imminente, con tutte le conseguenze a livello fisico: aumento della pressione sanguigna, produzione di adrenalina, aumento della frequenza cardiaca, aumento della soglia di attenzione e concentrazione, ecc.: la sopravvivenza.

Per coloro che hanno avuto modo di essere presenti ad uno dei seminari o agli incontri organizzati dalla struttura INAIL, porteranno dentro di loro questo piccolo seme, quella sensazione e quelle immagini che potranno domani salvargli la vita. Lo potremmo paragonare alle prove di evacuazione, cioè l’esercitazione pratica di quanto studiato prima in teoria.

Avvicinandoci a questo argomento, è d’obbligo un grazie a tutti coloro che hanno organizzato gli incontri di formazione-informazione con gli studenti, mi riferisco all’INAIL di Cremona, perché la loro mente è vergine nei contenuti, non essendo ancora entrati nel mondo del lavoro, con le abitudini o le consuetudini, sono per definizione: incontaminati.

Non hanno ancora sviluppato la cultura autolesionista del: a me non succederà mai, oppure; il casco e i guanti non servono, sono solo prescrizioni di legge.

Purtroppo chi scrive queste righe ha incontrato tanti giovani ragazzi, che solo al primo giorno di lavoro, hanno lasciato parte del loro fisico, per non aver utilizzato le dotazioni di sicurezza.

La vita per me è stata; ed è: un viaggio meraviglioso alla scoperta di noi stessi guardandoci attraverso gli occhi degli altri.

Le persone che incontro tutti i giorni, per lavoro o per caso, sono come il riflesso del fiume, camminano anche loro verso la loro meta, mi guardano, e dal loro sguardo imparo a vedere me stesso, in questa veste sempre nuova e sempre diversa, una percezione continua.

Forse come spesso accade, le cose accadono per opera del destino, e così è stato, ho avuto il privilegio di essere invitato dall’INAIL di Cremona a partecipare ad un incontro con i ragazzi, dove si sarebbe parlato di futuro e di sicurezza e prevenzione.

Quando ci si confronta con i ragazzi di oggi, è sempre più difficile trovare un linguaggio decodificato per ricevere e trasmettere concetti ed emozioni, questo perché possiedono un’evoluzione genetica, ma soprattutto perché il loro “contenitore-cervello” contiene tantissime informazioni hi-tech, slogan, simboli e termini di identificazione nel branco che sono in simbiosi genetica con le capacità del loro cervello. Contengono anche una pecca, lo spazio vuoto delle esperienze e della cultura dell’anziano.

Sarebbe come paragonare un Commodore 64 con un Pentium.

Il linguaggio e il metodo di comunicare è in evoluzione, è stato molto potente vedere e sentire: assistere, all’incontro di Cittanova, perché dal confronto ognuno ha potuto incrementare la propria cultura, scegliendo, e ponendo sempre al centro l’individuo e la sua integrità psico-fisica; con la sorpresa di notare un feed-back da parte degli studenti.

Siamo tutti dentro a questa centrifuga cosmica, non ci ricordiamo mai che pur stando immobili sulle nostre poltrone, il nostro taxi: la terra, viaggia a settantamila chilometri. Le stesse variazioni climatiche terrestri, avvengono anche nella cultura e nelle procedure usate dalle grandi organizzazioni quali ad esempio l’Istituto INAIL, e questo porta ad avere sempre un risultato, unico ed inequivocabile, che dopo la centrifuga che contiene tutte le informazioni, la cultura, i progetti, le persone, noi stessi: si costruisce sempre su un gradino sopra, sopra a tutto quello che è già stato creato e metabolizzato, senza creare ne distruggere, ma semplicemente ricombinare.

In conclusione l’importante di tutto questo nostro viaggiare, è di riempire il contenitore, con oggetti, o emozioni, che costituiscano il carburante per il futuro dei giovani che domani faranno parte della centrifuga: la vita.

Spero che attraverso i miei occhi possiate trovare voi stessi, con un unico fine: creare un mondo del lavoro e della prevenzione a misura d’uomo.

 

 

 

                                               Andrea Ben Leva