Archive for the ‘tante voci fanno un coro.’ Category

Buone vacanze… si fa per dire

agosto 2, 2014

chiuso

Per la prima volta da quando è nato questo blog, chiudiamo per un paio di settimane per ferie anche noi… o almeno, si fa per dire. Meglio rende l’idea la foto accanto, ma forse sarebbe stato meglio evidenziare un bel ” Chiuso per rottura di… “, ma chi ci conosce sa che difficilmente su Famiglie d’Italia leggerete delle volgarità gratuite, anche se a volte, come amava sottolineare Trilussa… quanno ce vò, ce vò!

Non c’è nulla che funzioni nel mondo di questi tempi, tanto per cambiare… guerre, default di Stati, eventi climatici avversi, ecc. In Europa, poi, è ancora peggio! Siamo in piena terza guerra mondiale dove le bombe sono state sostituite all’inizio da attacchi spread ed ora persistono con politiche assurde che portano i popoli alla perdita di ogni sostanza e, spesso, addirittura alla fame. La Germania, in qualche modo, centra sempre e, come sempre, trova qualche alleatuccio che la sostiene.

In Italia, poi è uno sfacelo totale, dal caos burattinesco giornaliero che va in scena nel nostro parlamento, allo scempio perfino dell’ultimo sogno al quale, spesso i più poveri, potevano aggrapparsi per non soccombere definitivamente alla depressione: sto parlando del gioco del calcio, naturalmente. Politica e calcio vanno a braccetto nella nostra amata, depredata e oltraggiata Italia. Quelli al potere non mollano la poltrona a nessun prezzo: piuttosto muoia Sansone con tutti i filistei! Trovatemi uno Stato dove un personaggio che dovrà rappresentarci nella più alta carica dello sport nazionale, avendo, pur se disgraziatamente, avuto una caduta di stile con frasi improponibili… ditemi dove questo personaggio non chieda subito scusa facendosi anche da parte, ma soprattutto, chi lo sosteneva prima continui anche dopo nella medesima linea fregandosene di tutto e di tutti, anche di trascorsi, come si legge nei giornali, poco chiari…anzi, chiarissimi, ovvero varie condanne che, come alcuni sostengono su qualche blog, da regolamento Figc dovrebbe impedirne addirittura la candidatura. Quest’ultima affermazione non l’ho controllata direttamente per cui faccio ammenda immediata e anticipata se dovesse risultare non fondata, però, eticamente, mi parrebbe una cosa ovvia.

Comunque, tralasciando politica e calcio, questo è quanto ci ritroviamo oggi, 2 agosto 2014… la maggior parte di noi a casa per mancanza di soldi e, peggio ancora, di lavoro e di prospettive e… energie per provare a reagire. Anche il sottoscritto sta scrivendo sempre di meno…le parole ormai non servono più, occorrono fatti. Ho provato a smuovere coscienze ed intelletti, ma ben poco ho raccolto, anche solo come interesse: lamentele un infinità, ma avvisaglie di riscossa provando a reagire ed a cercare soluzioni individuate attraverso confronto fra di noi senza aspettare soluzioni esterne che non arriveranno mai… zero assoluto! Noi italiani siamo ormai in letargo ed i partigiani esistono solo nella memoria storica… ora la guerra la subiamo e basta! Hanno provato i ” forconi ” a farsi sentire…dove sono finiti! Acquistati o spazzati via perché davano fastidio anche a noi creandoci disagi?… Anche i protestatari spagnoli sono spariti, ma almeno qualcosa in spagna si muove… un po’ si sono destati ed hanno imposto un po’ di condizioni a Bruxelles.

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Noi non siamo in grado di imporre nulla, se non baciare le mani alla Merkel appena conquistata una poltrona o, addirittura, record dei record, come ha fatto il beneamato Renzi, prima ancora di essere eletto alle primarie del suo partito ( la foto accanto è chiaramente un fotomontaggio ironico pescato nel web ). E allora amici, ditemi voi, come fa a venirti la voglia di scrivere se ben poco ti rimane da scrivere? Io quest’anno mi prendo delle ferie  ” intellettuali “, nel senso di mettere a risposo l’intelletto sempre più provato e demotivato. Me ne sto a casa non avendo nemmeno qualche festa in calendario dove andare a cantare ( per chi non mi conosce era la mia attività primaria anni fa ), perché non esistono quasi più feste patronali per mancanza di fondi e…di impresari, la maggior parte dei quali finiti in bolletta per aver anticipato soldi agli artisti per manifestazioni sponsorizzate da province e regioni, ma che non hanno fatto fronte ai loro impegni invocando il famigerato ” patto di stabilità “, che permette alle amministrazioni di essere impuniti debitori alla faccia di tutti coloro che ” saltano ” aggrediti da banche ed Equitalia.

Questa è la situazione attuale e tale rimarrà, peggiorando conseguentemente, fino a che gli attributi non proveranno a ricrescere nei nostri bassi fondali. Bah, buone vacanze, si fa per dire, anche se sarebbe meglio… si dice per fare!

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Una storia bellissima per un fine settimana di serenità e speranza

luglio 19, 2014

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Questo meraviglioso articolo scritto da Andrea Socci e pubblicato fra le news di Libero del 13 luglio u.s. mi è stato inviato dall’amico Andrea, presidente dell’Associazione Movimento per la Vita di Desenzano del Garda. Io ve lo ripropongo invitandovi a leggerlo per accendere una lampadina di speranza che vi aiuti a trascorrere più serenamente il finale di una settimana, purtroppo, foriera di notizie sempre più tragiche di guerra, violenza e disperazione.

LA STORIA DEL BAMBINO CHE E’ STATO IN BRACCIO A GESU’

E’ il 2003. Il 4 luglio – festa nazionale negli Stati Uniti – una normale famiglia americana che vive nel Nebraska, a Imperial, paesino agricolo che ha appena “duemila anime e neanche un semaforo”, sta stipando di bagagli una Ford Expedition blu.

I Burpo partono verso Nord per andare a trovare lo zio Steve, che vive con la famiglia a Sioux Falls, nel South Dakota (hanno appena avuto un bambino e vogliono farlo vedere ai parenti).

L’auto blu imbocca la Highway 61. Alla guida c’è il capofamiglia Todd Burpo, accanto a lui la moglie Sonja e nel sedile posteriore il figlio Colton, di quattro anni, con la sorellina Cassie.

Fanno rifornimento a una stazione di servizio nel paese dove nacque il celebre Buffalo Bill prima di affrontare immense distese di campi di granoturco.

E’ la prima volta, in quattro mesi, che i Burpo si concedono qualche giorno di ferie dopo lo scioccante vicenda che hanno vissuto il 3 marzo di quell’anno.

Il piccolo Colton quel giorno aveva cominciato ad avere un forte mal di pancia. Poi il vomito. Stava sempre peggio finché i medici fecero la loro diagnosi: appendice perforata.

Fu operato d’urgenza a Greeley, in Colorado. Durante l’operazione la situazione sembrò precipitare: “lo stiamo perdendo! Lo stiamo perdendo!”.

Il bambino era messo molto male e passò qualche minuto assai critico. Poi però si era ripreso. Per il babbo e la mamma era stata un’esperienza terribile. Lacrime e preghiere in gran quantità come sanno tutti coloro che son passati da questi drammi.

 IN CIELO

 Dunque, quattro mesi dopo, il 4 luglio, la macchina arriva a un incrocio. Il padre Todd si ricorda che girando a sinistra, a quel semaforo, si arriva al Great Plains Regional Medical Center, il luogo dove avevano vissuto la scioccante esperienza.

Come per esorcizzare un brutto ricordo passato il padre dice scherzosamente al figlio: “Ehi, Colton, se svoltiamo qui possiamo tornare all’ospedale. Che ne dici, ci facciamo un salto?”.

Il bambino fa capire che ne fa volentieri a meno. La madre sorridendo gli dice: “Te lo ricordi l’ospedale?”.

Risposta pronta di Colton: “Certo, mamma, che me lo ricordo. È dove ho sentito cantare gli angeli”.

Gli angeli? I genitori si guardano interdetti. Dopo un po’ indagano.

Il bimbo racconta con naturalezza i particolari: “Papà, Gesù ha detto agli angeli di cantare per me perché avevo tanta paura. Mi hanno fatto stare meglio”.

“Quindi”, domanda il padre all’uscita del fast food, “c’era anche Gesù?”. Il bimbo fece di sì con la testa “come se stesse confermando la cosa più banale del mondo, tipo una coccinella in cortile. ‘Sì, c’era Gesù’ ”.

“E dov’era di preciso?”, domandò ancora il signor Burpo. Il figlio lo guardò dritto negli occhi e rispose: “Mi teneva in braccio”.

I due genitori allibiti pensano che abbia fatto un sogno nel periodo di incoscienza. Ma poi vacillano quando Colton aggiunge: “Sì. Quando ero con Gesù tu stavi pregando e la mamma era al telefono”.

Alla richiesta di capire come fa lui, che in quei minuti era in sala operatoria in stato di incoscienza, a sapere cosa stavano facendo i genitori, il bambino risponde tranquillamente: “Perché vi vedevo. Sono salito su in alto, fuori dal mio corpo, poi ho guardato giù e ho visto il dottore che mi stava aggiustando. E ho visto te e la mamma. Tu stavi in una stanzetta da solo e pregavi; la mamma era da un’altra parte, stava pregando e parlava al telefono”.

Era tutto vero. Così come era vero che la mamma di Colton aveva perduto una figlia durante una gravidanza precedente.

Colton, che era nato dopo, non l’aveva mai saputo, ma quella sorellina lui l’aveva incontrata in cielo e lei gli aveva spiegato tutto. Sconvolgendo i genitori: “Non preoccuparti, mamma. La sorellina sta bene. L’ha adottata Dio”. Di lei il ragazzo dice: “non la finiva più di abbracciarmi”.

 STUPORE E CLAMORE

 Comincia così, con la tipica semplicità dei bambini che raccontano cose eccezionali come fossero normali, una storia formidabile che poi il padre ha raccontato in un libro scritto con Lynn Vincent, “Heaven is for Real” (tradotto dalla Rizzoli col titolo “Il Paradiso per davvero”).

E’ da questo libro – che negli Stati Uniti è stato un best-seller – che vengono queste notizie. All’uscita, nel 2010, conquistò la prima posizione nella top ten del “New York Times” e subito dopo dalla storia di Colton è stato tratto un film che è appena arrivato in Italia (dal 10 luglio), sempre col titolo “Il Paradiso per davvero”.

Il film, col marchio Tristar, è diretto da Randall Wallace (lo sceneggiatore di Braveheart) e negli Stati Uniti ha avuto un grande successo.

Può anche essere che da noi sia un flop perché gli americani hanno una sensibilità religiosa molto più profonda di quella europea (il caso americano smentisce il paradigma della sociologia moderna secondo cui la religiosità declinerebbe quanto più aumenta la modernizzazione).

La storia (vera) del piccolo Colton peraltro è una tipica esperienza di pre-morte, cioè un fenomeno che l’editoria e la cinematografia americana in questi anni hanno scoperto e raccontato molto. Anche perché i maggiori istituti di sondaggio Usa hanno scoperto che si tratta di un’esperienza estremamente diffusa.

 UN FENOMENO ENORME

 Ne ho parlato nel mio ultimo libro, “Tornati dall’Aldilà”, perché negli ultimi quindici anni la stessa medicina ha studiato approfonditamente questi fenomeni scoprendo che non sono affatto da considerarsi allucinazioni, ma sono esperienze reali, vissute da persone in stato di morte clinica.

Gli studiosi (io ho citato specialmente i risultati di un’équipe olandese) si sono trovati a dover constatare che la coscienza (anzi una coscienza allargata, più capace di capire) continua a vivere fuori dal corpo anche dopo che le funzioni vitali del corpo e del cervello sono cessate.

E’ quella che – con linguaggio giornalistico – ho chiamato “la prova scientifica dell’esistenza dell’anima”. Questi stessi studiosi, con le loro analisi scientifiche, concludono che non si possono spiegare queste esperienze se non ricorrendo alla trascendenza.

Mi sono imbattuto personalmente in questo mistero con la vicenda di mia figlia e mi sono reso conto, dopo aver pubblicato il mio libro, che tanto grande è l’interesse popolare, della gente comune, quanto impossibile è in Italia una discussione sui giornali (o in altre sedi) fra intellettuali e studiosi, su questi fenomeni.

C’è letteralmente paura di guardare la realtà. La nostra è la cultura dello struzzo, quello che mette la testa dentro la sabbia per non vedere qualcosa che non vuole vedere.

C’è come una censura sull’Aldilà e – in fondo – sul nostro destino eterno: “Tutto cospira a tacere di noi/ un po’ come si tace un’onta/ forse un po’ come si tace/ una speranza ineffabile” (Rilke).

Ma paradossalmente la censura sull’Aldilà (e specialmente sull’Inferno) c’è anche in un certo mondo cattolico che ha adottato “la sociologia come criterio principale e determinante del pensiero teologico e dell’azione pastorale” (Paolo VI).

Così accade che, paradossalmente, la scienza è arrivata a constatare il soprannaturale, in questi fenomeni, prima del mondo ecclesiastico e teologico.

Eppure la Vita oltre la vita sarebbe l’unica cosa davvero importante. La sola degna di meditazione. E’ il grande conforto nel dolore della vita. E’ stata la grande meta dei santi.

Forse bisogna aver assaporato proprio il dolore della vita e della morte per capire. Per avere questo sguardo e questa saggezza. Per lasciarsi consolare dalla Realtà di quell’abbraccio di felicità.

Eric Clapton, alla tragica morte del suo bimbo, scrisse una canzone struggente, “Tears in Heaven”, dove fra l’altro diceva: “Oltre la porta c’è pace ne sono sicuro/ E lo so non ci saranno più lacrime in Paradiso”.

by Antonio Socci

Da “Libero”, 13 luglio 2014

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Valore ed importanza della Famiglia in un mondo globalizzato ( by Gatenews24 )

febbraio 1, 2014

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Lo Stato si pone solo in una posizione di “ garante “ nell’applicazione delle regole che Esso stesso ha creato per la tutela dei diritti derivanti, ma dati i tempi non è più sufficiente

La Famiglia e lo Stato
Nella cultura occidentale, una famiglia viene definita come “ un gruppo di persone affiliate da legami consanguinei o legali, come il matrimonio o l’adozione “, la cui funzione primaria è quella di riprodurre la società sia da un punto di vista biologico sia da un punto di vista socio culturale. La Costituzione italiana, riconoscendo e definendo la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, ne riconosce altresì i diritti. Il codice civile dedica alla famiglia il primo libro, “ Delle persone e delle famiglie “, disciplinandone i rapporti familiari in genere e, cioè, parentela e affinità, rapporti personali fra coniugi, rapporti patrimoniali nella famiglia, filiazione, rapporti tra genitori e figli, separazione e divorzio.
Non vorremmo dire delle eresie, ma in quanto sopra affermato manca un elemento importante ed essenziale: un accenno, un riferimento a un qualcosa che regoli direttamente anche i rapporti fra la Famiglia e lo Stato. Lo Stato si pone solo in una posizione di “ garante “ nell’applicazione delle regole che Esso stesso ha creato per la tutela dei diritti derivanti, ma dati i tempi non è più sufficiente, perché lo Stato è rappresentato da politici eletti dal popolo che deliberano a secondo del partito o corrente a cui appartengono e a volte bastano pochi voti per far prevalere un partito o un gruppo sull’altro, per cui capita spesso che una grossa fetta di cittadini venga rappresentata da un opposizione più protestataria che concludente.

Governi delle larghe intese
In alcuni Paesi d’Europa si è adottata la soluzione di governi a maggioranza allargata non solo per le grandi riforme, ma anche e, soprattutto, per il normale legiferare, vedi la Germania: in Italia si sta provando con il Governo Letta, ma per ora i risultati non sono molto rassicuranti, mentre appare sempre più incombente l’esigenza di aprire da parte dei cittadini un filo diretto e trasversale con  lo Stato e i suoi rappresentanti per suggerire le necessità più urgenti. Ovvero, un cittadino più presente, più informato dei problemi del Paese in cui vive, un cittadino che impari a partecipare alla vita politica con più attenzione e più responsabilità soprattutto al momento di esprimere il suo voto.

Ma cos’è veramente una Famiglia moderna ?
La Famiglia, nel suo significato e concetto moderno, non si basa più sul prototipo standard di padre e madre regolarmente sposati davanti ad un prete od un sindaco e con prole conseguente, ma si è allargata conglobando anche le coppie che convivono, indipendentemente dal sesso di appartenenza, in quanto gruppo legato da sentimenti ed interessi affini. Una Famiglia, però, non può essere più considerata soltanto come un gruppo di persone affiliate da legami consanguinei e legali: è molto di più! E’ prima di tutto un insieme di anime e di cuori, di energie pensanti ed agenti, di amore e di spiritualità, che sono il vero motore che muove una Nazione, in proiezione di un Continente e di tutto il Mondo, intero. “

Umberto Napolitano ( fonte: Gatenews24 ) logo-top

Adottiamo una famiglia in difficoltà: riparte ufficialmente la campagna

{img_a}… Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediaticoma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto…grazie!

Umberto Napolitano

Famiglie d’Italia

Pregiudizio, primo handicap del disabile

gennaio 18, 2014

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Ho cercato di prendere distanza da me stessa per considerare l’handicap in un contesto sociale e culturale più ampio. La mia condizione personale è stata utile a “dar carne” a concetti (come stigma e pregiudizio) comprensibili in tutta la loro portata solo a chi li vive direttamente». L’handicap è spesso vissuto come tragedia singola e individuale, senza passato e senza futuro, non come condizione sociale ed esistenziale più ampia. E mi pare che non ci sia la percezione che la disabilità sia un fenomeno che colpisce la società contemporanea più di quanto sia avvenuto in passato. Lo stigma, ovvero il marchio che lo accompagna, è il primo e più pesante handicap che porta con sé il disabile. Pesa tonnellate, colpisce il soggetto nella concretezza delle relazioni (sentimentali, di amicizia, del lavoro), nella possibilità di potersi realizzare pienamente, anche con un handicap. Poche sono le volontà decise ad affrontare il mondo dell’handicap nelle sue molte sfaccettature. Si fanno interventi limitati, a corto raggio, poco capaci di incidere sull’esistenza dei disabili e di chi gli sta intorno. La mancanza di dati attendibili, di competenze e saperi specifici impedisce, alla base, qualsiasi progetto di lunga veduta». La cultura, un libro, possono incidere se mobilitano linguaggi e argomenti capaci di scalfire i tanti pregiudizi che circondano i disabili. Diversamente sono occasioni perse. Il mio intuito al pessimismo è reale.

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Oggi, nei grandi media, si parla di più di disabilità, ma sono spesso chiacchiere, forme di spettacolo attente all’audience, utili a fingere di occuparsene, ma incapaci di farlo adeguatamente. L’ipocrisia ha preso il posto del silenzio. Si può sorridere della disabilità con garbo, delicatezza e rispetto delle persone. Si può ridere con e non della persona con disabilità. Ma deridere gli uomini e le donne con fragilità è vietato dall’etica e dalla morale. Nell’antica Grecia, ad esempio, si sa che era diffusa la concezione secondo cui l’uomo malato e perciò “brutto” aveva «qualcosa di innaturale e immorale», per cui a Sparta i neonati venivano esaminati alla nascita e, se “minorati”, lanciati dal Monte Taigeto. Oltre 70 mila persone disabili a vario titolo furono uccise e 375 mila sterilizzate dal regime nazista, in quanto ritenute “vite che non meritano di essere vissute”. Lo sterminio sistematico ebbe inizio ufficiale con una lettera di Hitler dell’ottobre 1939, in cui si autorizza la “concessione di una morte pietosa ai pazienti considerati incurabili”. Gli ospedali e le levatrici avevano l’ obbligo di informare i Centri della nascita di bambini deformi o affetti da gravi malattie fisiche o psichiche. I medici convocavano i genitori e li convincevano ad affidar immediatamente loro i figli per cure nuovissime e sperimentali. I bambini venivano quindi ricoverati e uccisi con una iniezione di scopolamina o lasciati morire di fame. I cadaveri venivano sezionati per studiarne il cervello.

Oggi come oggi, sarebbe inaccettabile che una società si scagli contro i disabili dicendo loro di andare a morire ammazzati: è uno scenario da Medioevo, non potremmo accettarlo. L’impegno ad investire in coraggio e fiducia non riguarda solo il soggetto disabile, ma coinvolge tutti: dalle figure genitoriali più da vicino investite, ai parenti, amici, specialisti, professionisti che incontrano la sua storia, al cittadino qualunque, che condivide un’atmosfera culturale. Già, siamo “persone con disabilità”. Persone, capite? Ovvero ognuno di noi, sia che viva come me in sedia a rotelle o non , sia che usi un bastone bianco, o non ci senta, o abbia dei deficit di natura intellettiva, siamo prima di tutto una persona, con un nome, una dignità, un posto nella società, esattamente come voi e come tutti coloro che non hanno alcuna apparente disabilità, siamo quello che siamo, più o meno abili, più o meno in grado di rappresentare noi stessi con la parola o con lo sguardo o in altro modo. La carrozzina? ausilio tecnologico, manuale o elettronico, sempre più evoluto e personalizzato, che ci aiuta a superare la nostra impossibilità di camminare. Le persone con problemi fisici o psichici si sono abituate ad essere definite con termini che si sono via via trasformati.

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In antichità fu lo storpio, seguito dall’handicappato, parola di origine inglese la cui etimologia (Hand in the Cap) risale al Seicento e si riferisce a un gioco d’azzardo. Successivamente ha preso il significato di svantaggio in ambito sportivo e dei relativi accorgimenti da adottare per rendere una gara più equa, ad esempio nelle corse dei cavalli, ma se non cammini abbastanza diventi poi “diversamente abile”, come si dice oggi per indicare chi è costretto a muoversi in carrozzella.. Trattasi insomma di un vocabolo che evidenzia una situazione di penalità, con una valenza puramente negativa che non pone l’accento sulle capacità residue. L’essere umano non può fare a meno di suddividere per categorie. Alti e bassi, belli e brutti, ricchi e poveri e l’elenco potrebbe continuare. La società sceglie il vocabolo esatto in base al contesto, fino al punto di dimenticare i problemi reali, i diritti negati, le piccole grandi discriminazioni di ogni giorno, magari messe in pratica in buona fede, ma sintomatiche di una normalizzazione solo verbale. Tanta strada è stata percorsa fino ai giorni nostri in tema di inclusione sociale delle persone con disabilità e per la costruzione di una loro rappresentazione non più stigmatizzante. Oggi, infatti, sono in molti a studiare, laurearsi, lavorare, fare sport. Eppure siamo dovuti arrivare all’inizio del XXI secolo, con la necessità di una Convenzione ONU che sancisse ancora una volta i diritti, un trattato, però, tutt’altro che applicato, in troppi Paesi del mondo. Si può dire dunque che se da una parte il progresso della scienza e della tecnologia continua ad essere estremamente rapido, tanto che nel campo della ricerca sulle malattie degenerative e rare ed è vero che si è fatto più in vent’anni anni che nei centocinquanta precedenti e che , l’aspettativa di vita per alcune malattie è praticamente raddoppiata, in campo sociale, invece, per quanto si faccia, sembra che non sia mai abbastanza. Ciò che ancora manca, oggi, è una cultura della disabilità e della diversità in generale ed è in questa direzione che bisogna andare, pur con la consapevolezza che probabilmente nulla è più difficile che realizzare un cambiamento culturale.

by Sabrina Parini

Famiglie  d’Italia

Lo chiamano il Natale dei Forconi, in realtà è il Natale della Resurrezione del Popolo Italiano

dicembre 15, 2013

Albero

C’è qualcosa che non quadra! Più le imposte e la nostra sofferenza aumentano e più le entrate fiscali diminuiscono, da qui un’ unica conclusione: siamo governati da sadici masochisti  incompetenti! Da dopo tangentopoli, con la seconda repubblica, il debito pubblico italiano e quasi triplicato e dall’entrata dell’euro corre verso il raddoppio… e dire che diminuendo gli interessi da pagare da parte dello Stato italiano lo stesso, il debito, sarebbe dovuto diminuire. Ma quello che più mi stupisce è che quando l’Europa e il nostro Presidente ci imposero Mario Monti il debito era  a quota 1.897,946 miliardi di euro e l’Europa ci accusava di ogni tipo di negligenza, di essere totalmente fuori dai parametri di Maastricht, ecc. ecc., nonché  minacciandoci ed opprimendoci con la spada di Damocle di uno spread sproporzionato e ingiustificato… ebbene, ora il debito è salito a 2.086 miliardi, l’Europa ci dice che, anche se per poco, siamo rientrati nei parametri, ma le nostre tasche sono sempre più vuote e la fame e la miseria incombono.

La realtà è che  ” dietro chi appoggia  personaggi prestati alla politica dalla Finanza, tipo Monti, e in genere dietro chi si fa promotore della agenda “europeista” ci sono forze che utilizzano l’Europa per una profonda ridefinizione degli assetti istituzionali, sociali ed economici continentali “.

L’Italia e il suo popolo, vessato e stressato, non accetta più passivo e sta insorgendo. Già lo chiamano il Natale dei Forconi, in realtà è il Natale della Resurrezione, quasi un anticipo della Pasqua, ovvero di una nuova nascita attraverso una morte: la nascita della consapevolezza attraverso la presa di coscienza del Popolo Italiano e la morte della vecchia politica, attraverso la sua cancellazione definitiva. Potrà essere indolore o dolorosa, tutto dipende dall’ultimo briciolo di dignità rimasta alla vecchia politica agonizzante ma ancorata al proprio potere: il potere appartiene al Popolo e la storia l’ha sempre insegnato e dimostrato.

Io sono contrario a ogni tipo di violenza e mi muovo esclusivamente attraverso il ragionamento e la razionalità contrapponendo amore all’odio… ma la fame annebbia e trasforma qualsiasi buona intenzione e questo messaggio deve arrivare ben chiaro ai piani alti. E deve arrivare ben chiaro anche ai piani bassi, cioè a noi. Tra un po’ ci rimanderanno a votare e sarà il nostro unico e democratico modo per far valere le nostre ragioni. E’ arrivato il momento di prenderci in pieno  le nostre responsabilità! Chi non andrà a votare commetterà un delitto nei confronti di chi lo farà. Chi voterà per simpatia o servilismo commetterà un delitto contro chi lo farà con cognizione e conoscenza  di colui sul quale apporrà la crocetta. Chi voterà tanto per votare dovrà vergognarsene per il resto della sua esistenza.

Ricordiamoci che siamo ancora un paese ricco ed autosufficiente, ma la nostra storia e le nostre risorse possono essere cancellate ed assimilate in un istante. Cogliamo i segnali premonitori, ascoltiamo chi ci avverte e ci mostra le vie di uscita, non facciamo come Pinocchio: sta a noi stare all’erta, tenerci informati, reagire, prendere delle posizioni e perseverare.

Famiglie d’Italia

Umberto Napolitano

Adottiamo una famiglia in difficoltà: riparte ufficialmente la campagna

{img_a}… Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediaticoma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto…grazie!

Famiglie d’Italia

Umberto Napolitano

Torino urla ” Politici Assassini “… un sintomo serio, un messaggio disperato che questa volta il vento non disperderà!

dicembre 10, 2013

forconi

Come agli albori del ’68 a Torino affiora il malessere che in quegli anni portò ad un grande fermento ed al sogno di una rivoluzione che solo sulla carta si enfatizzò, ma che nella realtà si dissolse nel vento depredata da chi se ne assunse i meriti e che tutto cambiò…perché nulla cambio! Allora era un popolo di giovani studenti insofferenti ad un sistema conservativo e nessuno come me se lo ricorda come fosse ieri, ieri, 9 dicembre 2013,  un popolo eterogeneo di gente povera, stanca ma decisa: studenti accompagnati dai genitori! Ovvero generazioni che convergono sui problemi che globalmente li attanagliano e decidono insieme di mandare al potere un segnale, per ora ” civile “, ma presto mutabile se non interverranno veloci segnali di cambi di rotta per presa coscienza del reale stato di inedia di una grande fascia della nazione che accomuna non solo studenti e genitori ma anche e, soprattutto, operai e padroni.

Mentre scrivo su La7 a Coffee Break scorrono le immagini del solito dibattito mattutino e la conduttrice, sottolineando la civiltà della protesta di Torino,  prova subito a trovare un nesso col grande successo di Renzi alle primarie del Pd, dove la gente è andata a votarlo in massa per desiderio di cambiamento del grande popolo della sinistra… squallido ennesimo tentativo di etichettare politicamente un movimento di protesta solo perché ieri  ” civile ” e nei parametri di una politica di partito dove la civiltà spesso si manifesta solo sulla carta.

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Eh no, cara Tiziana Panella, non ci provare: il movimento di ieri non aveva colore politico, c’era solo la rappresentanza di un popolo che della politica, tutta, ne ha gonfie le sacche scrotali, un popolo che è stato subito etichettato come quello dei forconi, tanto per limitare etichettando, ma che ha dei motivi molto validi per paventare l’uso dei forconi: se la politica non si sveglia e trova delle soluzioni l’uso della forza della rivolta non più ” civile ” diventerà una logica conseguenza.

Mentre continuo a scrivere sullo schermo appare il volto della Polverini che dal microfono di un recente comizio dichiara con enfasi che uscire ora dall’Euro è solo un’utopia… io penso che sia un’utopia pensare di sopravvivere se si resta nell’euro a queste condizioni. O a Bruxelles si decide di stampare euro da destinare a chi ne ha bisogno per rimettere in moto il meccanismo lavorativo e produttivo, come si fa in qualsiasi Nazione nei casi estremi, vedi Stati Uniti e Giappone, o molti Stati verranno cancellati e depredati della loro storia e identità.

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Quindi, uscire dall’Euro non è un’ utopia, ma la triste necessità, se qualcosa non cambia, per cercare di salvare quel che rimane di quanto abbiamo costruito con sacrifici e dignità. Ribellarsi ai progetti dei grandi burattinai internazionali che ci vogliono eliminare assimilandoci è un dovere che il popolo non si arroga, gli è dovuto. E se il popolo si muove, ieri il primo sintomo, nulla lo ferma perché anche la polizia è parte del popolo. Torino urla ” politici assassini ” , io che sono tutto sommato un buono, preferisco tramutarlo in ” politici scimmioni  accondiscendenti”, perché non vogliono vedere, non sanno ascoltare e non sono all’altezza di raccontare il vero.

Famiglie d’Italia

Umberto Napolitano

ADOTTIAMO UNA FAMIGLIA IN DIFFICOLTA’: campagna di sensibilizzazione nazionale promossa da Famiglie d’Italia

dicembre 1, 2013

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Cari amici, tutte le maggiori emittenti giornalmente ci invitano a versare dai 2 ai 5 euro per varie iniziative a favore delle persone più deboli ed in difficoltà ( ieri, ad esempio, la raccolta di cibo per le popolazioni colpite recentemente dall’alluvione in Sardegna ). Purtroppo non sempre i nostri piccoli sacrifici raggiungono il loro scopo per colpa di intermediari senza scrupoli, ma noi, per poche squallide persone, non dobbiamo far inaridire i nostri buoni propositi solidali. Famiglie d’Italia ha una sua strategia ( non dare soldi, ma offrire allo stesso costo, invece che una cena in pizzeria, un carrello della spesa ricolmo di generi alimentari, ogni mese, finché sarà necessarioad una famiglia  amica media di 4 persone, in evidente momentanea difficoltà finanziaria, bastante per le necessità di una settimana, di solito l’ultima, quella più difficile da affrontare ) che ha già dato buoni risultati nella sua prima fase di promozione nell’estate del 2009 e che da oggi riparte ufficialmente: un’ iniziativa  che non ha lo scopo di creare un conto corrente dove inviare soldi, ma solo il fine di risvegliare in ognuno di noi il sentimento  di solidarietà nei confronti di amici o conoscenti che stimiamo e che attraversano, ripeto, solo un momento di difficoltà. Quanto andrete a leggere sotto sarà, ogni giorno, aggiunto in calce a qualsiasi articolo pubblicato. Chi può, in base alle possibilità, contribuisca nell ‘agire e nel diffondere il messaggio.

Adottiamo una famiglia in difficoltà: riparte ufficialmente la campagna

{img_a}… Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediaticoma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto…grazie!

Famiglie d’Italia

Umberto Napolitano

San Pietroburgo, una città che lavora in una Russia viva

ottobre 24, 2013

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Sto scrivendo questo post su un volo Alitalia che mi riporta a casa dopo quattro giorni vissuti intensamente a San Pietroburgo, una città operosa dove ogni attività scorre frenetica, senza soste. Il traffico è intenso a qualsiasi ora della giornata e si tranquillizza solo con il calar della notte, ma non crediate che la città improvvisamente si addormenti … si acquieta solamente.  Gli stipendi non sono molto diversi dai nostri ma il costo della vita media è decisamente più basso per i generi di prima necessità, come molto più basso è il tasso di disoccupazione, almeno per quanto riguarda città come Mosca ed, appunto San Pietroburgo, ripopolate sempre più dai contadini che hanno abbandonato le campagne o le piccole città… un po’ come successe da noi nel periodo di boom degli anni ’60.

Quello che di più mi ha colpito è vedere che anche molti anziani, anche superati i settanta, danno un senso alla loro vita con un lavoro dignitoso come tenere pulite le strade spazzando le cartacce o distribuendo volantini, quest’ultimo più raramente perché ad appannaggio di persone più giovani, anche ragazzi… sì, dignitoso, perché qualsiasi tipo di lavoro, purché onesto, ti gratifica e ti rende autosufficiente e di utilità alla società.

Il traffico, come dicevo, è intenso a tutte le ore e le auto vanno dalla media cilindrata in su, quasi inesistenti le utilitarie. La Germania, come da sempre ultimamente, la fa da padrona con tutte le sue marche, seguita da giapponesi,coreani e francesi…l’italia, a parte un paio di Fiat 500 notate, ferma ai vetusti e arrugginiti modelli creati in partnership col vecchia stato sovietico.

I locali, specialmente quelli adibiti al ristoro, sono sempre affollati, come i negozi di vario genere… insomma, lavoro e prospettive, esattamente al contrario di quello che succede da noi dove tasse e burocrazia e servilismo ci opprimono e uccidono. Da noi un notaio è un lusso, in Russia è a disposizione dei cittadini dal mattino alle 10 di sera, senza interruzione: ci sono stabili dove operano vari notai che in poco tempo e senza tanti preamboli e costi irrisori ti risolvono i problemi e ti facilitano la vita.

Preferisco sorvolare sulla tassazione che, mediamente, non supera il 15%, il che vuol dire che tutti le pagano volentieri e riescono a crearsi un futuro senza essere evasori o disperati che si suicidano.

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( Nella foto il famoso Museo Statale Ermitage )

Ne avrei ancora di cose da aggiungere, ma più vado avanti e più mi coglie lo sconforto pensando a ciò che eravamo e a quello che siamo diventati: che Dio ci aiuti a svegliarci ed a ribellarci a tanto guano che ci sta ricoprendo inesorabilmente grazie a quattro squinternati a cui continuiamo a credere e ad affidare il nostro futuro.

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Non mi sento cittadino europeo di un’ Europa così, ma non permetto a nessuno di farmi fuori senza reagire!

ottobre 9, 2013

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Il popolo italiano è governato da una manica di incompetenti  sanguisughe che stanno portando al default un’ intera Nazione. Aumentano scriteriatamente anche l’inimmaginabile con il solo risultato di asciugare le risorse, indurci all’evasione e diminuire le entrate fiscali. Il super bollo che doveva portare più di 180 milioni di euro nelle tasche dell’Erario, ha causato un deficit di oltre 140 rispetto all’anno prima, l’aumento di un punto dell’Iva ha causato a sua volta un mancato introito di oltre un miliardo ed ora hanno aggiunto l’aumento di un ulteriore 1%… e questi non sono che due piccoli esempi. Una gran quantità di aziende ( si parla del 15% ) falliscono per colpa dello Stato che non salda i propri debiti… assurdo, siamo in mano a dei carnefici! Il destino di molti di noi, non essendo in grado di emigrare altrove, è diventare dei barboni o ammazzarsi, come molti purtroppo stanno facendo. Io abito a Desenzano e solo la settimana scorsa ( non lo hanno pubblicizzato ) i treni hanno subito vari ritardi per tre, sottolineo tre, suicidi nei pressi delle stazioni di Desenzano, Peschiera del Garda e Brescia.

Il lutto nazionale viene dichiarato per i poveri morti di Lampedusa ( quello doveva  essere un lutto planetario ), mentre i nostri morti suicidi, disperati almeno come i naufraghi che fuggono da paesi devastati da guerre e povertà, passano ormai inosservati.

Quando si creò l’Europa Unita si gridò al miracolo ed al benessere assicurato: che delusione, che fregatura! Abbiamo perso la nostra identità e il nostro benessere. Siamo sotto scacco matto di nazioni che pensano agli interessi dei propri confini ed attendono la nostra morte per spartirsi i resti con il compiacimento di alcuni nostri politicanti che, invece di insorgere, vanno a leccare loro i posteriori lasciando indifesi i propri e, di conseguenza, i nostri.

No, io non mi sento cittadino europeo di un’Europa così… e prego Dio che un giorno le cose possano migliorare trovando un timoniere in grado di invertire la rotta e provare a ricondurci nei patri porti. Nel frattempo, dato che non amo arrendermi mai, mi adopero con altri che la pensano come me per cercare da soli delle soluzioni alternative dato che il nostro territorio ha molte risorse… per esempio un vecchio camper barattato con un’ altrettanto vecchia automobile se per caso ancora in nostro possesso ( paga molto meno tasse ), un pezzo di terra agricola affittato con la pensione sociale o con gli ultimi spiccioli residui ( se ne trova molta nelle nostre campagne ), un orto da coltivare e qualche gallina o coniglio… C,,,,, IO NON MI FACCIO AMMAZZARE FACILMENTE, E NEMMENO TU PUOI PERMETTERLO!!!!

Vi propongo in calce una mail inviata ad IntermarketAndMore da un imprenditore disperato e agonizzante, nella quale troverete il succo di quanto sopra esposto.

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Carissimo DT,

sono ormai anni che ci scriviamo, ci messaggiamo, ci parliamo. Oggi purtroppo il tono di questa mia missiva è una mistura di delusione, rassegnazione, disperazione, e permettimi il termine, incazzatura.
Tu conosci la mia azienda. Sai benissimo come lavoriamo, sai quante famiglie stipendiamo. Sai come sia impossibile nel mio settore fare anche del nero e quindi sono costretto (se avessi potuto, magari, col senno di poi…) a denunciare tutto.
Insomma, io rappresento il classico imprenditore “modello” per lo Stato, che però alla fine, risulta essere cornuto e mazziato.

Si, cornuto e mazziato. Perché sto per chiudere. Non lo avresti mai detto eh? Invece si. Colpa della crisi penserai tu e tutti quelli che, una volta sentita la notizia, la commenteranno nel bar di paese, scuotendo al testa e alzando le mani in segno di arresa. E invece no. Il giro di affari è buono, ho delle commesse importanti, dei contratti con aziende primarie e molto sane. E allora perché mai dovrei chiudere se io non subisco la crisi più di tanto? Per colpa dello Stato. Si, lo Stato. Quello che ha sempre preteso, che ha sempre incassato, che non mi ha mai aiutato e che ora mi sta facendo fallire. Una situazione al limite del paradossale, se si pensa che questa situazione non è causata da un eccesso di ricorso al debito, ma dai ritardi con cui lo Stato rimborsa alle aziende i crediti Iva.

Tanto per intenderci ed andare al sodo, per il 2011 lo Stato mi deve rimborsare 8 diconsi 8 milioni di Euro. Tu sai cosa significa per il mio giro aziendale 8 milioni di Euro? Se poi devo dirla tutta, per il primo trimestre 2012 ci sarebbero poi da aggiungere altri 5 milioni di Euro. Totale 13 milioni. Nelle mie casse mancano 13 milioni di Euro. Sul tuo splendido blog, che merita tutta la stima e l’attenzione del mondo, hai più volte spiegato una cosa fondamentale. A farti fallire non è il debito.Ma la mancanza di cash. Io ora ho le casse vuote o comunque non sufficientemente piene per pagare le spese di ordinaria amministrazione. Vedasi pagare i creditori, i fornitori, e (giuro, mi piange il cuore) gli stipendi ai dipendenti con cui si faceva squadra e si andava ben oltre al semplice rapporto di manovalanza.

Questo è quanto. L’azienda va bene, ma fallisco. Grazie allo Stato che ha promesso sostegno e crescita e che per l’ennesima volta mi ha fregato perché NON PAGA. Ma lui può farlo, perché è lo Stato. Invece io i miei fornitori, i miei lavoratori DEVO pagarli. Due pesi , due misure. Io ho solo sempre pagato e ora mi vedo rovinato.

Scusa lo sfogo, ma tutto questo mi sta facendo impazzire tanto che sto iniziando a capire quegli imprenditori che ultimamente hanno fatto gesti estremi. Si, lo ammetto, ci ho pensato anche io. Ma non voglio riempire di dolore la mia famiglia, la mia amata E. con i miei tre angioletti a cui non potrò più regalare un futuro.
E come non potrò regalare un futuro a loro, così metterò a disagio quelle famiglie che, con me, portavano avanti un progetto nella mia azienda. Il sogno è finito, è una questione di giorni. 15 giorni. E poi sarà “game over”.
Con tutta la stima del mondo.
G.

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Oggi, 22 settembre, 40 anni di matrimonio e non sentirli

settembre 22, 2013

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Oggi per me e mia moglie Natalina ( nella foto in compagnia di amici carissimi ) è un giorno particolare perché entrambi tagliamo un traguardo ambito ed importante, ovvero 40 anni di matrimonio, uniti davanti a Dio e agli uomini dal 22 settembre 1973, quando nella chiesetta di Basiglio ( Mi ) insieme pronunciammo un ” sì “, titubante forse allora, ma diventato  granitico nel tempo trascorso insieme, nell’amore che ci ha uniti nel bene e nel male, nella buona e nella cattiva sorte.

Gli amici che mi leggono regolarmente da anni forse rimarranno stupiti da questa pagina che per una volta racconta di vita strettamente personale, ma credete… lo faccio con orgoglio ed immensa felicità per rendervi compartecipi di una realtà spesso poco evidenziata: la famiglia creatasi dall’amore di due persone esiste ancora, benché tutto, ed è il collante più forte per tenerci saldamente incollati alla vita e meglio comprenderla per goderne in armonia i pro e i contro.

Con questo non voglio discriminare chi non è sposato regolarmente, per scelte o per eventi incontrollabili della vita, se il suo rapporto col partner e il nucleo del quale è parte integrante è fondato sull’amore, ma voglio solo sottolineare che la famiglia tradizionale, tanto messa in discussione ultimamente, esiste ancora… e come! Come me e mia moglie ogni giorno molte coppie festeggiano convinti e grati anniversari come il nostro, solo che si tende a non evidenziare i lati positivi e le cose buone e corrette della vita, ma si cerca di dar voce stentorea ai fatti più negativi per destabilizzare l’armonia in ognuno di noi e renderci più vulnerabili agli attacchi quotidiani per incanalarci più facilmente in percorsi che meglio possano sfruttarci e trasformarci in marionette spente e mosse da fili ben orchestrati da abili burattinai.

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Ora, proprio in un periodo storico in cui le violenze sulla donna finalmente vengono evidenziate con lo sdegno dovuto, io voglio ringraziare pubblicamente la mia compagna di vita Natalina ( nella foto con il nostro amato ed indimenticabile Ginger , che mi ha reso padre di due splendide creature, Pierluca ed Alessia, e da un po’, per naturale conseguenza, anche nonno del piccolo e dolce Tommaso ) per avermi accompagnato e sopportato in tutti questi anni. Se non l’avessi avuta accanto non so se sarei stato in grado di risollevarmi da solo ogni volta che le bastonate si abbattevano sulle mie spalle. La donna che può sembrare debole rispetto alla fisicità maschile ha in sé determinazione e qualità morali inimmaginabili che ben si abbinano e creano le fondamenta indistruttibili sulle quali la famiglia si assesta e si cementa.

Come ho evidenziato nel post precedente, tempi difficili  ci gravano e debilitano giornalmente, ma penso che possano meglio essere affrontati se alle notizie catastrofiche si affiancano ogni tanto anche quelle positive: spero, con la gioia manifestata da una coppia che oggi festeggia un percorso insieme di ben 40 anni, di donare la speranza di un piccolo spiraglio di porta aperta ad un miglioramento collettivo spirituale e materiale.

Permettetemi ora, senza tacciarmi di smielato ed opportunistico  romanticismo, di chiudere con una frase che senza fatica mi sgorga spontanea dal cuore e non mi vergogno di esternare al mondo:

mia dolce Nati, mia discreta compagna,  buon anniversario, ti amo  come allora, anzi di più, e ti ringrazio per avermi aiutato a crescere, Umbi

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

” Inno alla determinazione! “

giugno 29, 2013

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Inno alla determinazione!

Non c’è molto di buono intorno allora il buono cerchiamolo in noi, nella nostra tenacia nel non voler soccombere, nella convinzione di poter essere al di sopra di ogni iattura programmata ai nostri danni, nel non permettere a nessuno di scaraventarci nei baratri della depressione, nell’imporci di scavarci dentro per tirare fuori il meglio, nell’inventarci le vie di uscita, nel far crescere la certezza di essere invincibili benché tutto e tutti.  Facciamolo con amore e rispetto verso noi, i nostri figli e  le persone care che ci donano energia guardandoci con fiducia! “

Buon fine settimana dal più profondo del cuore.

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Perché la pace è un dono, è amore dal didentro…

giugno 19, 2013

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Cari amici di Famiglie d’Italia che da quasi 5 anni mi seguite su questo blog con attenzione, ma anche con tanta pazienza: ebbene, ho raccontato della famiglia come concetto di gruppo moderno, integrata in una società multietnica, che attraverso il contatto e l’affetto si confronta all’interno e si apre ad altri gruppi per cercare di far fronte a tutte le incombenze della vita, sopravvivere ed evolversi in meglio. Ho parlato di politica, ma sfiorandola e cercando di trattarla sempre in modo trasversale affinché ognuno la potesse interpretare in modo libero e personale, distaccandosi dalla visione superficiale e non aperta di appartenenza ad un qualsiasi partito. Ho parlato di ambiente e salute cercando di riportarvi fedelmente notizie importanti per il nostro star meglio giornaliero, insomma ho cercato di informarvi su tutto ciò che reputavo giusto ed interessante: ma ora mi sono reso conto che ciò non basta ed ho deciso di aprirmi ancor di più e di parlarvi col cuore.

Come molti di voi sapranno mi chiamo Umberto Napolitano, ho 66 anni e per oltre metà della mia vita ho cantato e scritto canzoni… finché un giorno ho deciso di smettere e per più di vent’anni mi sono addentrato nella vita per conoscerla nei vari aspetti e crescere dentro attraverso le esperienze. Un paio di anni fa ho timidamente ripreso il mio discorso comunicativo attraverso la musica, perché mi sono reso conto che è giusto e necessario che chi ha un dono come il mio non debba isolarsi ma aprirsi, anche a rischio di essere frainteso o tacciato di qualunquismo o, peggio ancora, venir liquidato come un  ” povero sognatore ” al di fuori della realtà.

La realtà attuale è confusa e nel contempo molto chiara: siamo a un bivio, o ci evolviamo o ci condanniamo all’autodistruzione.

Cosa vuol dire evolversi?… vuol dire vedere il prossimo attraverso gli occhi dell’amore e della solidarietà, non più come una moda ( negli anni ’60 si proclamava ” fate l’amore e non fate la guerra “, e coloro che lo dicevano, la maggior parte, crescendo hanno dimenticato ) o sistema lava coscienza per rimediare in qualche modo ai continui peccati di arrivismo e desiderio di accumulo sfrenato, bensì come una necessità di sopravvivenza propria e del mondo: io sono solidale con te e ti aiuto perché sei parte del mio mondo e senza te io soccombo e cesso di esistere!

Il discorso è lungo e ricco di riflessioni ed io lo affronterò con voi nel tempo, ma una cosa posso anticiparvi: di pace si parla da sempre, ma il più delle volte nel modo sbagliato. Quando le armi intervengono per riportare la pace lo fanno solo dopo che la guerra ha preso il sopravvento, da cui guerra che scaccia guerra, orrore e distruzione per rimediare ad orrore e distruzione, ingiustizie al confronto dove le ragioni di chi ha torto non varranno mai nemmeno un morto!

Bisogna cominciare a parlare di pace in un nuovo modo, non urlando o imprecando, bensì guardandoci dentro per cominciare a conoscerci meglio ed aprirci a conoscere ancor meglio chi ci sta di fronte: la pace non è un utopia irraggiungibile, è molto di più… ci spetta, è nostra… e può generarsi, per avere valore e futuro, solo attraverso un radicale cambiamento… amare iniziando proprio da se stessi, ringraziando Dio ogni giorno per questa grande opportunità che ci concede, rinnovarci attraverso l’amore per affrontare tutto in modo migliore e sereno, anche la mancanza di lavoro e le incombenti difficoltà attuali per colpa di una generazione politica carente di valori e capacità, visto che rabbia e distruzione poco ottengono e a nulla portano…  perché la pace è un dono, è amore dal didentro!

Volerò, Umberto Napolitano – Video ufficiale.m4v

http://www.youtube.com

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

La festa del 1° maggio

maggio 1, 2013

Perché si festeggia il 1° maggio

Come al solito è mio gradito compito viaggiare su Google, cliccare su Wikipedia e cercare notizie interessanti da riportarvi pari pari… perché uno dei compiti di questo blog è ” fare comunicazione di popolo “, ma non di gossip, bensì di cultura… da quella ambientale, a quella alimentare, a quella storica: ovvero su tutto ciò che è  ” essenza di vita “, fisica e spirituale. Quindi cultura conoscitiva per completare un’offerta mediatica più propensa all’esaltazione del ” fumo ” che alla consacrazione della ” sostanza “. Oggi, come ogni giorno seguente a qualche festa importante, vi informerò dell’origine e del perché della festa del 1° maggio.

” Più precisamente, con essa si intendono ricordare le battaglie operaie volte alla conquista di un diritto ben preciso: l’orario di lavoro quotidiano fissato in otto ore. Tali battaglie portarono alla promulgazione di una legge che fu approvata nel 1867  nell’Illinois (USA). La Prima Internazionale richiese poi che legislazioni simili fossero introdotte anche in Europa.

L’origine della festa risale ad una manifestazione organizzata negli Stati Uniti dai Cavalieri del lavoro (Knights of Labor, associazione fondata nel 1869) a New York il 5 settembre 1882. Due anni dopo, nel 1884, in un’analoga manifestazione i Cavalieri del lavoro approvarono una risoluzione affinché l’evento avesse una cadenza annuale. Altre organizzazioni sindacali affiliate all’Internazionale dei lavoratori – vicine ai movimenti socialisti ed anarchici – suggerirono come data della festività il primo maggio.

Ma a far cadere definitivamente la scelta su questa data furono i gravi incidenti accaduti nei primi giorni di maggio del 1886 a Chicago (USA) e conosciuti come rivolta di Haymarket. Questi fatti ebbero il loro culmine il 4 maggio quando la polizia sparò sui manifestanti provocando numerose vittime.

L’allora presidente Grover Cleveland ritenne che la festa del primo maggio avrebbe potuto costituire un’opportunità per commemorare questo episodio. Successivamente, temendo che la commemorazione potesse risultare troppo a favore del nascente socialismo, stornò l’oggetto della festività sull’antica organizzazione dei Cavalieri del lavoro.

La data del primo maggio fu adottata in Canada nel 1894 sebbene il concetto di festa del lavoro sia in questo caso riferito a precedenti marce di lavoratori tenute a Toronto e Ottawa nel 1872.

In Europa la festività del primo maggio fu ufficializzata dai delegati socialisti della Seconda Internazionale riuniti a Parigi nel 1889 e ratificata in Italia due anni dopo.

In Italia la festività fu soppressa durante il ventennio fascista – che preferì festeggiare una autarchica Festa del lavoro italiano il 21 aprile in coincidenza con il Natale di Roma – ma fu ripristinata subito dopo la fine del conflitto mondiale, nel 1945.

Nel 1947 la ricorrenza venne funestata a Portella della Ginestra (PA) quando la banda diSalvatore Giulianosparò su un corteo di circa duemila lavoratori in festa, uccidendone undici e ferendone una cinquantina.

I sindacati italiani CGIL, CISL e UIL organizzano annualmente a Roma un concerto per celebrare il primo maggio dall’anno 1990 (vedi Concerto del Primo Maggio a Roma a cui partecipano annualmente centinaia di migliaia di persone). “ ( Fonte Wikipedia )

Famiglie                        d’Italia

Umberto Napolitano

Mostra etnografica “Ancestral” al Museo D’Arte e Scienza di Milano

aprile 20, 2013

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Il 17 aprile al Museo D’Arte e Scienza di  Via Quintino Sella a Milano è stata inaugurata la mostra etnografica “Ancestral” che resterà aperta al pubblico sino all’8 di maggio.

Il nome di questo evento non poteva essere più indovinato: Infatti,  appena varcata la soglia di questo bellissimo  museo, ospitato in un magnifico palazzo situato proprio difronte al Castello Sforzesco, si entra, come attraversando un vero e proprio “stargate”, in un’altra dimensione, fuori la metropoli frenetica di tutti i giorni, dentro una quiete quasi irreale a contatto diretto con oltre 100 oggetti rituali, idoli sacri e raffigurazioni simboliche  provenienti dai cinque continenti che ripercorrono cinquecento  anni di storia.

E’ una vera e propria visione cosmica sciamanica quella che si presenta ai nostri occhi e che ci riporta alle origini primordiali dell’uomo, al suo rapporto diretto con la natura, al culto degli antenati, alle superstizioni ed alle credenze che sono state proprie dell’umanità e che ancora oggi sopravvivono in riti e cerimonie celebrati in tante parti del mondo.

La serata è stata poi  arricchita da due eventi collaterali, una conferenza tenuta dal Prof  Hildegard Antoni Carvajal  ideatore di Ancestral , fautore e membro attivo in particolare di Sangredeamerica.org, una organizzazione no-profit che quest’anno celebra i 20 anni di attività e composta da un gruppo di persone, tra cui scrittori, antropologi, musicisti, campesions, intellettuali e gente comune con l’obiettivo di promuovere la difesa e l’autodeterminazione delle comunità indigene, riconosciute dall’ONU solo nel 2006, diffondere il valore delle tradizioni ancestrali, il rispetto delle culture, dello stile di vita di questi nativi che ancora oggi sono purtroppo oggetto delle logiche di sfruttamento della “civilizzazione progressista”.

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Il Prof Carvajal ha parlato al folto pubblico intervenuto della sua esperienza di oltre 25 anni, insieme a etnologi, antropologi e musicisti. Ha effettuato numerosi viaggi e ha soggiornato con le popolazioni indigene e rurali del Sud America, dell’Africa, dell’Asia e dell’Oceania per riportare alla luce la loro vera storia e le loro tradizioni, la musica, la spiritualità i costumi e la saggezza degli ultimi sciamani, veri conoscitori dei segreti e dei meccanismi della natura, vittime per secoli di annientamento, colonizzazione e deculturizzazione etnica.

La serata si è chiusa splendidamente con alcuni brani eseguiti dal grandissimo compositore, musicista e pluristrumentista  Roland Ricaurte (oltre 2500 concerti in tutto il mondo e 10 albums), etnologo proveniente dall’Università Nazionale di Bogotà e membro attivo di Sangredeamerica, che ha suonato alcuni strumenti a fiato e a percussione della sua collezione composta da 197 meravigliosi pezzi autentici del continente americano, raccolti in tantissimi anni, generando sonorità di una limpidezza ineguagliabile che hanno avvolto i presenti trasportandoli in mondi ancestrali dove, come dice lo stesso Ricaurte, se si ascolta bene è possibile udire anche il passo della formica, melodie che ci hanno riportato alle splendide atmosfere del film Mission e delle colonne sonore del Maestro Ennio Morricone con il quale proprio Roland Ricaurte ha collaborato.

Prima di concludere voglio ringraziare pubblicamente il grande artista Marcelo Bottaro che mi ha invitato a questa splendida mostra e che era presente alla serata, appena rientrato dal Venezuela dove ha esposto con grande successo alla Galleria d’Arte Nazionale di Caracas le 12 battaglie di Simon Bolivar. Il richiamo non è casuale perché nelle tele di Bottaro ritroviamo proprio quella simbologia, quegli oggetti e quella spiritualità ancestrali che sono stati il fulcro di una serata veramente unica ed indimenticabile.

Un ringraziamento doveroso e  sentito al direttore del Museo d’Arte e Scienza di Milano, il dott Peter Matthaes  per questa mostra e per tutte le altre splendide iniziative che danno lustro alla cultura ed alla città di Milano.

by Stefano Micheli

Famiglie  d’Italia

Non aver paura” di esprimere “bontà e tenerezza…

marzo 20, 2013

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Non aver paura di esprimere  bontà e tenerezza nei confronti degli ultimi, i poveri ed i semplici “. Parole forti di Papa Francesco che ieri hanno echeggiato in tutto il mondo. La Chiesa si sveste degli sfarzi e riprende il compito assegnatole 2000 anni fa da Gesù: amore e tenerezza nei confronti dei più deboli, in una parola… carità cristiana. Molti ” potenti ” cominciano già a tremare, perché il messaggio è universale. Odio e rancore hanno portato solo  distruzione fisica e morale, amore e tenerezza ispireranno nuovi cambiamenti in positivo. La ” fine dei tempi ” tanto temuta altri non è che la fine dell’era dell’odio e della distruzione per aprirsi a quella nuova dove l’amore sia alla base della rinascita e del ricongiungimento spirituale a Dio ed ai suoi insegnamenti inviatici attraverso l’opera e il sacrificio di Gesù. Parole rivolte agli intellettuali, ai politici ai potenti… alla Chiesa stessa.

E già molti, oltre che a temere ed a storcere il naso, cominciano a mettere le mani avanti ed a frapporre dei paletti alla comunicazione gestuale semplice ed incisiva di Papa Bergoglio. Ieri sera ho assistito alla prima parte di ” Porta a Porta ” dove i vari intervenuti, tra cui Giuliano Ferrara, hanno più parlato con sottile ironia delle scarpe nere e grossolane del nuovo pontefice e dei suoi atteggiamenti ritenuti troppo umili e populistici, che del suo reale messaggio lanciato con forza al mondo intero. Non ho retto più di tanto ed ho preferito spegnere la Tv ed abbandonarmi ad un sonno ristoratore e rigeneratore  cercando di analizzare in me quanto  da lui comunicatomi nel pomeriggio dell’insediamento, ed ho cominciato ad intravedere una porta che finalmente sta per riaprirsi al buon senso ed alla speranza…  non esistono al mondo categorie privilegiate, ma solo uomini ognuno uguale davanti a Dio e responsabile delle proprie azioni. Che comincino a ricordarselo una volta per tutte, proprio tutti!… A cominciare appunto  dai rappresentanti di una certa Chiesa per estendersi agli intellettuali snob, ai politici arruffoni ed ai potenti accumulatori di ricchezza e vessatori: un cambio definitivo di marcia verso un futuro costruttivo più logico ed equilibrato.

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Il governo che verrà…

dicembre 23, 2012

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Caro amico ti scrivo, così mi distraggo un po’ “… ma l’anno che sta per finire è stato veramente pesante, per non dire orrido. Siamo stati tutti trattati come un bancomat senza limiti da cui prelevare indiscriminatamente per rimediare ad errori e malefatte altrui. Il nostro caro Monti mentre afferma di aver ridato credibilità all’Italia nei confronti dell’Europa mente con la nostra buona fede in modo spudorato sapendo di mentire. Egli ha solamente rassicurato i suoi ” amici ” riaffermando che noi italiani in fondo siamo sempre “ brava gente, spaghetti e mandolino “, pronti subito a svenarci come pecore su richiesta del primo pastore che ce lo impone. Meno male che l’ultimo ( pastore ) si è dimesso e stasera non ascolterò nemmeno il suo messaggio di fine anno. Il suo governo è stato distruttivo della nostra economia, pressapochista e confusionario, basta vedere i migliaia di esodati in mezzo ad una strada per un conteggio approssimativo fatto da un suo ministro, Elsa Fornero, capace di piangere come i coccodrilli o tapparsi le orecchie come le scimmie che non vogliono sentire, vedere e parlare di fronte ad una realtà più che evidente. Come si fa a cambiare le regole in corso dopo avere invitato e convinto centinaia di migliaia di persone ad anticipare il loro andare in pensione, e non preoccuparsi dei danni causabili? E’ assurdo solo immaginarlo, figurarsi metterlo in atto!

Caro amico ti scrivo, e ti parlo come un normale cittadino a cui resta almeno il diritto di critica. La nostra situazione politica è deprimente: uomini abituati a sperperare il denaro pubblico in modo festoso e spudorato. Addirittura uno che afferma di aver speso migliaia di euro in video giochi per tenere i figli tranquilli durante le sedute consiliari… derubati e presi per i fondelli! Ora ci saranno le nuove elezioni e molti di essi si ricandideranno con il candore e la sfacciataggine di chi, se no, non saprebbe in quale modo poter sopravvivere riuscendo a tenere l’alto tenore di vita a cui si sono abituati. Ci saranno le nuove elezioni all’insegna di partiti che guarderanno solo ai loro interessi nel raggiungere il quorum per potersi incollare per altri cinque anni sulle poltrone di un italico Parlamento sempre più profanato e vilipeso. Un Parlamento che sarà nuovamente nell’impossibilità di poter governare e legiferare tranquillamente perché spezzettato in varie diramazioni difficilmente da mettere d’accordo, un parlamento dove, come Penelope, se la Camera proverà a tessere, il Senato potrà disfare. Un Parlamento dove un Centro tronfio di valori autoconferitosi potrà  rappresentare ulteriormente  l’ago della discordia ed il timone  dell’ingovernabilità.

Caro amico ti scrivo perché sono molto deluso ed anche piuttosto ” disturbato “, specialmente dopo aver letto recentemente un rapporto redatto proprio da un Istituto di ricerca economica  tedesco nel quale si evidenzia che in Europa, pur avendo l’Italia il terzo debito pubblico più alto al mondo ( non certo causato dai suoi cittadini, ma in ogni caso ” invitati ” questi a ripianarlo benché innocenti ), in rapporto alla sua ricchezza globale è in grado di ripianarlo qualcosa come 5 volte, se non erro, ed essa primeggia come garanzie   presenti e future, precedendo di gran lunga la stessa Germania…e allora? La storia dello Spread sembrerebbe proprio che sia una presa in giro, o a dir meglio, una grande truffa! Una storia abilmente scritta per far sì che tanti italiani ” brava gente, spaghetti e mandolino ” abbiano colato sangue, si siano impoveriti per alimentare le casse altrui in un concetto molto approssimativo di unità europea: se io ( Europa ) sbaglio, tu ( Italia ) rimedi!

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Caro amico concludo, perché mi sono rotto un po’, perché so che le lamentele ingrassano ancor di più coloro a cui sono rivolte. Io mi sto adoperando insieme a tanti amici per far sì di rimediare e, come sempre, provare a cavarcela da soli. Per fortuna il nostro territorio e la nostra creatività sono sempre stati nel corso dei secoli l’unica panacea per la sopravvivenza comune. Spero solo che il governo che verrà sia all’altezza dei cambiamenti preannunciati dai Maya e mal interpretati fino all’altro ieri. Il mondo deve veramente migliorarsi ed aprirsi al concetto di amore e solidarietà se vuole sopravvivere e con lui i politici preposti alla sua conduzione. Non chiedo nulla di speciale a questo governo, non chiedo miracoli o cambiamenti repentini…chiedo solo che ci lasci lavorare serenamente, si prenda il dovuto e non ci disfi le tele che con tanta fatica cerchiamo di tessere giornalmente per garantirci la continuità dovutaci presente e futura.

Umberto Napolitano

Famiglie                        d’Italia

” Angeli dell’eternità ” accompagnano Egizia Russo nella pubblicazione del suo primo libro

novembre 25, 2012

” Sembra irreale Umbi, invece è tutto vero! Il giorno 5 Dicembre 2012 ci sarà la presentazione , presieduta dal Sindaco del mio Comune, del mio primo libro ” IO EGIZIA” . E’ già in vendita su internet… spero che tu possa darmi una mano a sponsorizzare il link e a vendere più copie. “

Ecco fatto: ” www.libritalia.net“. Qui potrete acquistare il libro della mia cara amica di faceboock, Egizia Russo. Lei mi chiama Umbi, come usano appellarmi tutti gli amici di fb. La nostra amicizia nasce in modo spontaneo e ognuno segue con interesse e discrezione l’attività dell’altro, in modo semplice e senza invasioni, godendo l’uno del successo dell’altro. Egizia scrive delle poesie, o meglio… trasforma in poesie pensieri ed emozioni. E qui mi fermo, perché io non sono un critico, bensì un lettore che si lascia affascinare da tutto ciò che sgorga puro dall’animo di chi non ha paura di esternare sentimenti e sensazioni che la vita è in grado di donare a chi sa apprezzarla ed amarla, nella gioia e nella sofferenza.

Prima della prefazione di ” Io Egizia “, firmata da Gastone Cappelloni, vi offro un assaggio della sua arte genuina con una poesia che a me piace molto e che parla di Angeli… Angeli dell’eternità che l’accompagnano  e vi aiuteranno a conoscerla un po’ di più.

Umberto Napolitano

Angeli dell’eternità

L’amore elargisce
le sue ali con morbide ..piume
Avvolge paure sconforto dolore
nella grande magnificenza
del Creato
Irrequieto sobrio gaio
duetta un canto
a passi di danza
Non vi è sconfitta
non vi è disfatta
sotto le stelle di un Angelo bruno
alla luce di un Angelo biondo
Essi sono Angeli
al percorso della vita
perenne.

” Io Egizia “

LA PREFAZIONE DEL LIBRO

Le poesie di Egizia, evocative e nostalgiche, catturano con la genuina spontaneità l’attenzione del lettore, sono la panacea del cuore, della mente. In esse vivono i racconti della quotidianità, dell’assoluta certezza dell’incertezza, il grido velato dell’orgoglio e della “compostezza”. L’autrice si racconta con la semplicità dell’umiltà, della sofferenza, con la caparbietà e l’orgoglio di chi, come lei, ha saputo e voluto combattere contro le avversità di una vita in salita, con quella dignità che a ben pochi appartiene. I suoi versi sono perle di rara autenticità, perché dettate dal vissuto, della rinascita del proprio Io, senza andare oltre il sentimento del Tempo. Quel tempo che in lei non si è mai concretato, se non con il soffermarsi nel rammarico del non aver respirato appieno le gioie, che ci appartengono. La morte del padre, traumatica e lacerante, ci ha “consegnato” un’autrice e una Poetessa, caparbiamente matura, purtroppo, soprattutto grazie, alla sofferenza, consegnate con decorosa dignità della lettura.
Scrive Egizia: < … le mie Poesie sono l’irrinunciabile viaggio di chi ha nel sentimento del ricordo il profumo di tempi lontani e di mondi semplici, e che del passato avrebbe voluto “assaporare almeno l’aria”. Ecco, il motivo perché il lettore attento e sensibile, dovrebbe entrare nel mondo di Egizia, e della sua quieta carica di dolce
umanità!

Gastone Cappelloni

Famiglie                        d’Italia

L’ estate sta finendo insieme agli ultimi rantoli di una politica ” che fu “

settembre 3, 2012

E’ stata un’estate strana, diversa dalle solite durante le quali la politica si prendeva gli onori delle cronache tartassandoci mediaticamente anche sulle spiagge o nelle passeggiate montane. I giorni trascorsi hanno evidenziato al massimo il solito tartassamento delle nostre finanze chiamate in soccorso di quelle di uno Stato a suo tempo saccheggiato a piene mani per anni ed anni proprio da questa politica che per pudore, ora, non ha quasi più nulla da proporre se non le solite manfrine parolaie. Le mie disamine sul tema sono diminuite, anzi, direi estinte. Infatti è inutile parlare di ciò che non esiste più o, almeno, non ci intriga più, non ci interessa, ci scivola addosso. In questi giorni la politica sta chiedendo soccorso a Grillo per battere un colpo sull’attenzione dei cittadini, ma la diatriba fra l’artista ed il politicante Bersani fa più rumore sulle pagine che nei nostri cuori. Grillo si sente attaccato ingiustamente, solo per essere fatto fuori ed impedire al suo M5S di portare avanti il proprio programma: ma questo nuovo termine, M5S, è davvero identificabile con un programma politico che non sia solo di  ” rottura ” in tutti i suoi significati attribuibili? Forse ha ragione il Beppe quando si lamenta che chi lo avversa lo fa senza approfondire le sue intenzioni e proposte… ma a me, umile numero di un popolo forse disattento, questo programma appare solo per sentito dire e non per avvenuta presa di coscienza.

Ma il leader del Pd appare in difficoltà anche per la pressione su di lui esercitata da un  Renzi arrembante e ” simpaticamente ” proponibile; un giovane sveglio che qualcosa di nuovo sembra effettivamente voglia proporre, ovvero una sana rottamazione di un passato in putrefazione che inutilmente cerca ancora di alimentarsi del sangue di chi sangue non ha più da offrire… per manifesta caduta di ideali… Ma  ecco, nel più scontato degli ” arrivano i nostri ” affrettarsi accorrere in soccorso del  ” vecchio ” un Pier  Ferdinando Casini in motivata apprensione per l’incalzare del giovane ruspante, informandoci che la vittoria del ” nuovo ” dividerebbe il partito: patetico tentativo di salvare le chiappe ed il proprio ruolo di ago di una bilancia tarata spudoratamente a favore del ” vecchio “, per farla pendere in primis ancora ed esclusivamente dalla sua parte!

La vittoria del ” nuovo ” rigenererebbe invece il partito e l’intera politica, risvegliando anche un centrodestra assopito e non più sostenuto dalle ” sirene ” ormai in pensione di una Lega ridimensionata in toto ed in  ” autorottamazione ” naturale.

Che peccato, che squallore… noi boccheggiamo ed essi litigano sulle nostre carcasse. Cari amici, scusate l’intromissione, ma io preferisco tornare nella mia fucina silenziosa di Famiglie d’Italia, dove meno si parla più tempo resta per guardarsi attorno e cercare soluzioni concrete di sopravvivenza. Qualcosa sta per accadere ed io vi preannuncio, senza enfatici proclami, che il prossimo 12 ottobre, se qualcuno non ci metterà la coda, dall’Aula Magna dell’ Università di Agraria di Milano qualcosa di tangibile verrà presentato dalla nostra associazione riguardo ad iniziative alimentari programmate nel tentativo di recupero di attività sane, fruttuose e troppo frettolosamente abbandonate, come quelle che può offrire un’intelligente politica rurale di recupero delle immense risorse che la nostra agricoltura può ancora metterci a disposizione, permettendoci di sopravvivere al devastante tsunami della Finanza farlocca.

Umberto Napolitano

Famiglie                        d’Italia

Perché su ” Famiglie d’Italia ” ci si esprime con educazione… come in ogni famiglia sana e unita

giugno 8, 2012

 

 “ FAMIGLIE D’ITALIA “… HA UNA POSIZIONE POLITICA TRASVERSALE… OGNUNO PUO’ ESTERNARE LE PROPRIE IDEE, MA NEL RISPETTO DI QUELLE ALTRUI… MAI CERCARE DI IMPORLE, SPECIALMENTE USANDO ESPRESSIONI CHE DERIDANO ED OFFENDANO CHIUNQUE… CI BASTANO GIA’ QUELLI CHE LO FANNO PER PROFESSIONE IN TELEVISIONE…

LA NOSTRA PROTESTA DEVE ESSERE SEMPRE CONTROLLATA E SUPPORTATA DA ESEMPI ED ARGOMENTAZIONI… MAI DA IMPRECAZIONI! LE IMPRECAZIONI NON FANNO ALTRO CHE INGRASSARE LA POLITICA, INDIPENDENTEMENTE DA CONTRO CHI SIANO INDIRIZZATE. I CAMBIAMENTI SI OTTENGONO CON I COMPORTAMENTI SANI, CON GLI ESEMPI COSTRUTTIVI… CON IL PENSARE CON LA PROPRIA TESTA, NON CON QUELLA DEGLI UNTORI DI IDEOLOGIE VECCHIE, SIA CHE APPARTENGANO ALLA DESTRA SIA ALLA SINISTRA, E QUINDI COMPORTARSI DI CONSEGUENZA. GLI ULTIMI ESEMPI HANNO DIMOSTRATO CHE I ” PORCI ” SI ANNIDANO OVUNQUE, IN TUTTI I PARTITI, NESSUNO ESCLUSO…A 360 GRADI.

IL MONDO PER MIGLIORARE DEVE PRENDERE NON TUTTO DI OGNI IDEA… BENSI’ IL MEGLIO… FARLO PROPRIO… CONFRONTARLO CON LE PERSONE ACCANTO… E TRASFERIRLO CON BUON SENSO AGLI ALTRI.

QUINDI, INVITO TUTTI A ” COMPORTARSI SU QUESTO BLOG ” NEL MODO SOPRA CONSIGLIATO SE SI DESIDERA CHE QUALCHE COMMENTO VENGA PUBBLICATO IN CALCE DAL SOTTOSCRITTO, CHE LO STESSO HA CREATO, IN QUALITA’ DI  PRESIDENTE DI UN’ASSOCIAZIONE ONLUS CHE PORTA LO STESSO NOME, ” FAMIGLIE D’ITALIA “
… DA QUATTRO ANNI STO PORTANDO AVANTI, CON AMICI IMPEGNATI E DEDITI, UN PROGETTO CHE CREI INTEGRAZIONE FRA LE FAMIGLIE ITALIANE, NON DIVISIONE, ALLO SCOPO DI CREARE SOPRATTUTTO INTERSCAMBIO DI INFORMAZIONI, LAVORO E, PERCHE’ NO, ANCHE DI PRODOTTI MERCEOLOGICI IN UNA SPECIE DI BARATTO MODERNO… SONO PROSSIMO ALLA PRESENTAZIONE DELLE PROPOSTE DI INIZIO ” ATTIVITA’ ” E, MAI COME ORA, INTENDO ESSERE PIU’ CHIARO E DETERMINATO CHE MAI.
NON INTENDO PIU’ CHE CI FREGHINO DIVIDENDOCI CON LE DIFFERENTI IDEOLOGIE POLITICHE PORTATE ALL’ECCESSO… LA POLITICA, QUELLA SERIA, QUELLA SOLIDALE… ORMAI NON ESISTE PIU’… O FORSE NON E’ MAI ESISTITA…
IL NOSTRO FUTURO E’ SOLO NELLE NOSTRE MANI CON L’USO DEL BUON SENSO ATTIVO E PROPOSITIVO E NON L’ ABUSO DELLA RABBIA ACCECANTE ED ALIENANTE.

Umberto Napolitano

Famiglie                        d’Italia

 

Buon weekend in famiglia

maggio 11, 2012

COS’E’ UNA FAMIGLIA ( Ripasso )

Nella cultura occidentale, una famiglia viene definita come “ un gruppo di persone affiliate da legami consanguinei o legali, come il matrimonio o l’adozione “, la cui funzione primaria è quella di riprodurre la società sia da un punto di vista biologico sia da un punto di vista socio culturale.

La Costituzione italiana, riconoscendo e definendo la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, ne riconosce altresì i diritti.

Il codice civile dedica alla famiglia il primo libro, “ Delle persone e delle famiglie “, disciplinandone i rapporti familiari in genere e, cioè, parentela e affinità, rapporti personali fra coniugi, rapporti patrimoniali nella famiglia, filiazione, rapporti tra genitori e figli, separazione e divorzio.

Non vorremmo dire delle eresie, ma in quanto sopra affermato manca un elemento importante ed essenziale: un accenno, un riferimento a un qualcosa che regoli direttamente anche i rapporti fra la Famiglia e lo Stato. Lo Stato si pone solo in una posizione di “ garante “ nell’applicazione delle regole che Esso stesso ha creato per la tutela dei diritti derivanti.

Certo, lo Stato è rappresentato da politici che noi abbiamo eletto, a loro volta facenti parte di nuclei familiari, che, a seconda del partito o corrente a cui appartengono al momento e delle ideologie che professano, deliberano a favore di cittadini non eletti.

Però, negli equilibri della politica moderna, a volte bastano pochi voti per far prevalere un partito o un gruppo sull’altro, per cui capita spesso che una grossa fetta di cittadini venga rappresentata da un opposizione più protestataria che concludente.

In alcuni Paesi d’Europa si è adottata la soluzione di governi a maggioranza allargata non solo per le grandi riforme, ma anche e, soprattutto, per il normale legiferare, vedi la Germania: in Italia non è così e noi, di Famiglie d’Italia, non ci sentiamo sereni e totalmente rappresentati, governino le sinistre oppure le destre.

La nostra associazione è nata spontaneamente non con l’intento di voler formare un partito, quelli che ci sono bastano e ci rappresentano ampiamente, ma con il desiderio di riassumere la voce e le esigenze di tutti e di aprire un filo diretto e trasversale con  lo Stato e i suoi rappresentanti per suggerire le nostre necessità più urgenti, perché  “la famiglia non è soltanto un gruppo di persone affiliate da legami consanguinei e legali… è molto di più! E’ un insieme di anime e di cuori, di energie pensanti ed agenti, di amore e di spiritualità, che sono il motore di una Nazione, in proiezione di un Continente e del Mondo intero. “ 

Umberto Napolitano 

Famiglie  d’Italia

STROZZATI DA UN EQUA USURA…

maggio 2, 2012

Ieri, su Facebook echeggiavano auguri di buon 1° maggio provenienti da tutte le parti del mondo. Quasi tutti si assomigliavano, ma tra questi mi è ” caduto l’occhio ” su un messaggio diverso, lanciato da un’amica, la quale spiegava come per lei fosse veramente difficile in quel momento riuscire a formulare spontaneamente un ” Buon 1° Maggio ” tanto roboante quanto inappropriato visto i tempi e la crisi che viviamo. Ma non voglio anticiparvi oltre e lascio spazio alla lettura di queste poche righe, disperatamente semplici e… reali.

” STROZZATI DA UN EQUA USURA… sempre più gente fruga nei cassonetti dell’immondizia; avrei voluto pubblicare delle foto ma che senso avrebbe avuto dimostrare una realtà visivamente ordinaria, mi domando solo… dove possano mai risiedere tutti i ” ricchi ” che dovrebbero affrontare i sacrifici. Mi sorge il dubbio che i provvedimenti del Governo Monti vengano ispirati da una visione limitata. Quella gente che stima la ricchezza pro- capite su di un ristretto campione, che forse oscilla tra i discorsi e case di illustri personaggi… cosa fa nella vita, canta, segue la Formula Uno o l’economia del paese? Nell’aria si respira l’effetto GRECIA, si parla di contaminazione sociale; è palpabile che l’ ITALIA dopo questo governo rimarrà un paese svuotato di garanzie dal lavoro e dalle conquiste sociali e senza alcun certezze per i più deboli che son tanti… non si può sostenere una politica di galera e tasse sfrenate, poiché questi metodi non hanno mai migliorato la vita di un popolo. Nel terzo millennio sono finite le illusioni democratiche e i governi fatti da potenti, da gente non gradita per il 99% non aiutano. Come augurare pertanto buon 1° MAGGIO, ai lavoratori dopo la fotografia di questo scempio sociale, che riesce solo a far bene emergere un messaggio ” chi non approva emigri.  OGGI ( ieri per chi legge ) RIPOSO MEGLIO COSI’ !!!

Sabrina Parini

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie                        d’Italia

FederFauna festeggia primo maggio con Famiglie d’Italia ( Famiglie d’Italia news )

aprile 28, 2012

 

FederFauna – Ufficio Stampa

Sara’ sottoscritto martedi’ a Bologna un protocollo d’intesa tra la Confederazione Sindacale di allevatori, commercianti e detentori di animali e l’Associazione delle Famiglie d’Italia presieduta dal cantautore Umberto Napolitano.

Un lavoro duro quello con gli animali, che non conosce domeniche ne’ ferie, e che oggi risente non solo della crisi che investe tutti i settori, ma anche degli attacchi di potenti lobby che fanno i propri interessi raccontando di fare quelli degli animali.   

Ma il primo maggio e’ la festa del Lavoro, e FederFauna la onorera’ con slancio propositivo, con un’alleanza tra famiglie: quelle di chi con gli animali offre beni e servizi e quelle di chi ne fruisce.

“La famiglia non e’ soltanto un gruppo di persone affiliate da legami consanguinei e legali, e’ molto di piu’! E’ un insieme di anime e di cuori, di energie pensanti ed agenti, di amore e di spiritualita’, che sono il motore di una Nazione, in proiezione di un Continente e del Mondo intero”, ha scritto il cantautore Umberto Napolitano, fondatore della Onlus che si chiama appunto “Famiglie d’Italia”.

Spiega Napolitano: “In un momento storico in cui lo Stato e’ debole, la Societa’ e’ confusa, quasi spenta e rassegnata dall’impellenza dei problemi, la famiglia deve reagire, crearsi delle alternative, dei servizi reciproci che consentano il riproporsi delle condizioni atte a facilitare l’opera di risalita propria e dello Stato stesso. E se non e’ in grado con le proprie forze, cercare alleanze ed unita’ di intenti con altri gruppi familiari.”

Famiglie  d’Italia


Perchè sfrattare i centurioni dal Colosseo? Da questo blog parte un appello: non togliete il pane di bocca a chi con dignità ed ingegno non elemosina e, soprattutto, non delinque!

aprile 6, 2012

Con tutti i problemi che affannano il nostro Paese sembrerebbe ” sciocco ” e superficiale soffermare l’attenzione su un manipolo di cittadini che sbarcano il lunario con un mestiere che si sono inventato da molti anni ormai. Eppure qui, secondo me, affiora proprio il nocciolo che meglio spiega perché in Italia sia così difficile sopravvivere per chi onestamente cerchi di sopperire alle carenze di offerte lavorative e sostegno da parte di uno Stato che raccoglie soldi a palate attraverso un sistema di prelievo fiscale che lo vede primeggiare in tutto il mondo per vessazione e spreco. In Italia una certa parte politica che ci amministra, invece di risolvere i vecchi, cerca di aggiungere problemi nuovi ed aumentare le percentuali dei persone ridotte alla fame e costrette a delinquere per sopravvivere. Il degrado ambientale della zona antistante il Colosseo è una scusa banale e figlia di chi il piatto a mezzogiorno l0 ha sempre ricolmo e può permettersi di inventarsi ” cazzate ” per riservarsi uno spazio mediatico e, nel contempo, rompere i ” cosiddetti ” ad un cane che tranquillamente dorme perché sereno per aver risolto il problema della sopravvivenza quotidiana. Ma quale degrado!… forse qualche bancarella abusiva di troppo, ma non alcuni poveracci ingegnosi che con il caldo e con il freddo si adattano a farsi fare qualche fotografia, a donare un sorriso ed a far rivivere per qualche istante i tempi dell’antica Roma  in modo perfettamente complementare al luogo in cui offrono il proprio servizio. Sì, servizio!… Forse è geloso il Comune di Roma per non averci pensato per primo?… Può ancora rimediare: assuma i centurioni, li metta in regola e li stipendi, ma non si ” ingegni ” a mandarli via ed a causare fallimento ed inedia di ulteriori famiglie. Attraverso questo blog provo ad offrire il mio contributo lanciando un monito ed un allarme ed invito tutti, usando i mezzi che il web offre, a diffondere questo ” pensiero “, perché salvando questi pochi centurioni dall’ingiusto ” licenziamento “… forse riusciamo ad accendere uno spiragli0o per il ritorno alla ragione di chi abbiamo troppo superficialmente delegato a governarci.

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Gabriela Malusa, un ” Buongiorno Italia ” dall’Argentina con tanto amore

aprile 1, 2012

 

 

Cari amici, buona domenica! Oggi è una domenica speciale, almeno per me che, dopo tanti anni di silenzio dal mio ” addio/arrivederci ” alla canzone, mi ritrovo grazie all’intervista offertami dalla giornalista Gabriela Malusa, su segnalazione dell’amico e collega, Guido Maria Ferilli, a raccontarmi al ” mondo ” dopo più di 20 anni dall’ultima volta. Eh sì, al mondo… perché il programma che andrà in onda oggi in Argentina, buongiorno istriano/italiano a Buenos Aires dalle 10,00 alle 12,00 ore argentine e dalle 15,00 alle 17,00 ore italiane su www.ustream.tv/channel/buongiornoitalia ed anche su www.citricaradio.com.ar, mi permetterà di entrare nelle case di mezzo pianeta ed arrivare a milioni di italiani, compresi i nostri, sparsi un po’ ovunque. In questa intervista sarò accompagnato da due colleghi, Sabrina Musiani, figlia del famoso Enrico, e Gegè Reitano, fratello del nostro compianto ed amato Mino. In questa intervista racconterò parte della mia carriera ed i motivi che mi hanno spinto prima a smettere e poi a riprendere. Ma parlerò anche e soprattutto di Famiglie d’Italia, l’associazione a cui, con alcuni fidati amici, ho dato vita con tanto amore, presentandola ufficialmente perché, dopo alcuni anni di ” rodaggio “, sta finalmente avviandosi a far partire il proprio progetto reale ed operativo, quello per il quale a suo tempo è stata ideata. Invito gli amici che oggi avranno un po’ di tempo a disposizione a collegarsi cliccando sui link sopra riportati. Riconoscente per tale imporntante opportunità, cerco ora in qualche modo di ricambiare offrendovi una  recente intervista rilasciata da Gabriela al Messaggero di Sant’Antonio, a firma Laura Napoletano. Buona lettura e… buon ascolto.

Umberto Napolitano

27 febbraio 2012 – (BUENOS AIRES/Argentina) Dal 2010 la sua voce accompagna la domenica mattina delle ascoltatrici di Radio Citrica, a Buenos Aires. Con la sola forza della parola, Gabriela Malusa fa da ponte tra gli italiani residenti nella capitale argentina e il loro Paese d’origine. E, tra una battuta e l’altra, questa speaker di origini italo-istriane difende le proprie radici con orgoglio e un pizzico di nostalgia. Per Gabriela la storia della sua famiglia ha inizio a Pola nel 1939, quando nacque il padre Sergio Giovanni. “Ben presto, per non perdere il diritto di cittadinanza italiana, papà si trasferì a Torino insieme con i genitori e i fratelli – racconta la speaker –. Questo, però, fu solo il primo atto della diaspora della nostra famiglia. Il secondo arrivò nel 1952, quando mio padre decise di emigrare in Argentina, su invito di alcuni parenti di sua madre”. L’uomo sbarcò a Buenos Aires il 2 gennaio del 1953, dopo un lungo viaggio per mare. In valigia aveva solo pochi effetti personali e un dizionario italiano-spagnolo, prezioso alleato nell’approccio alla nuova lingua. “Durante quei primi anni lavorò sodo, con l’obiettivo di saldare il debito contratto per pagarsi il viaggio. Poi finalmente arrivò un po’ di sereno. Mio padre conobbe mamma, anche lei figlia di italiani, e la sposò nel 1962”. Fiera delle proprie origini, Gabriela Malusa ha sempre coltivato e difeso con entusiasmo la sua italianità, tanto da laurearsi in Lingua e cultura italiana, dopo aver frequentato la Società Dante Alighieri di Buenos Aires. La stessa Società le ha permesso di aprire una propria filiale nel quartiere della metropoli argentina dove oggi vive. Il legame con l’Istria e l’Italia è qualcosa che Gabriela si porta nel cuore fin dall’infanzia. “ “Da piccole io e mia sorella Maria Celia aspettavamo le lettere che arrivavano da oltreoceano, le leggevamo fino a impararle a memoria, quindi le raccontavamo ai nostri genitori”. Poi, dopo tanti anni trascorsi a fantasticare sull’Italia, per Gabriela – diciannovenne – arrivò finalmente l’occasione di visitare i luoghi delle proprie origini. “Un’emozione indescrivibile che è rimasta scolpita nel cuore e che mi ha spinto a coltivare la cultura italiana”. Oggi la speaker è una professionista affermata. Attraverso la trasmissione Buongiorno Italia, prosegue la sua campagna di valorizzazione del Belpaese all’estero. E lo fa attraverso un’attenta selezione di temi su cui discutere e di ospiti da intervistare. Nicoletta Mantovani, suor Myriam Castelli, Raffaella Carrà, Franco Simone, Al Bano Carrisi, Beppe Carletti, Franco Califano, Orietta Berti, Memo Remigi, Andrea Mingardi, Enrico Ruggeri e il governatore della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, sono solo alcuni dei personaggi che hanno partecipato a Buongiorno Italia. Per Gabriela chilometri e differenze culturali non sono un problema, ma piuttosto una ricchezza da valorizzare e tenere viva nel tempo. Come? Con la parola, innanzitutto. E poi, quando è possibile, con qualche viaggio. “In Italia sono tornata altre due volte. Nel 2001 ho partecipato, insieme con mio figlio, al Congresso mondiale della Società Dante Alighieri, a Bergamo. Nel 2003, invece, ho seguito uno stage organizzato dalla Cnipa Puglia (Consorzio nazionale per l’istruzione professionale e artigiana) e dall’Ambasciata italiana a Buenos Aires. Credo fortemente nella valorizzazione delle nostre radici e, grazie alla trasmissione Buongiorno Italia, ho l’occasione di tenere viva tra gli ascoltatori la voglia di italianità”. Una missione che per Gabriela Malusa è anche alla base del suo prossimo progetto: “Sto scrivendo un libro sulla mia famiglia. Ancora una volta l’obiettivo è accendere i riflettori sul dramma degli istriani: vecchie e soprattutto nuove generazioni non devono dimenticare. In ballo c’è l’orgoglio della nostra cultura secolare”. (Laura Napoletano – Messaggero di Sant’Antonio)

Famiglie  d’Italia

Matteo Dozio: “Serve un ambientalismo ragionevole” ( Famiglie d’Italia news )

marzo 29, 2012

ROMA – Il 22 marzo presso la Sala della Mercede della Camera dei Deputati, i Circoli dell’Ambiente hanno organizzato l’evento “Sostenibilità Ambientale e Sviluppo Socio-Economico”, nell’ambito del quale si sono tenute tre tavole rotonde: “Presentazione Comitato Scientifico e Sostenibilità Ambientale Sì-Ponte”, “Sostenibilità Ambientale e Sviluppo Socio Economico – Un Codice Etico per la Filiera Sostenibile” e “Il rilancio del sistema Italia: il contributo dell’Ambientalismo Ragionevole”.

Presente a tutte e tre gli incontri anche il lecchese Matteo Dozio Vice presidente nazionale dei Circoli dell’Ambiente, che spiega:“Ambientalismo e scienza non possono più viaggiare parallelamente o addirittura entrare in contrasto è necessario dar vita ad un nuovo corso in cui l’Ambiente non venga più sfruttato come merce di scambio o strumentalizzato per ottenere posti di potere. L’Ambientalismo deve smettere i panni dell’ideologia ed indossare quelli dell’ideale: solo così potrà umilmente rivolgersi alla scienza per risolvere quei problemi che fino ad oggi ha paradossalmente creato”.

Sulle parole di Monti in merito alla TAV Torino-Lione, Dozio aggiunge: “Si deve fare, non è in discussione. I Comitati Sì-TAV che abbiamo presentato non sono il contraltare dei NO-TAV della Torino-Lione, ma una risposta alle esigenze di quelle popolazioni che chiedono che sia completata la Lione-Palermo, che passerà sul Ponte sullo Stretto”.

A distanza di un anno, i circoli dell’ambiente tornano alla Camera dei Deputati dove il febbraio scorso avevano lanciato in pompa magna il progetto associazionistico, dopo un anno di iniziative e battaglie come quella che li ha visti l’unico ente riconosciuto per l’astensione ai referendum del giugno scorso.

“Riteniamo, senza presunzione, con questa iniziativa, ma con tutta la creazione dei circoli, di aver messo la firma sulla pagina storica dell’ambientalismo italiano depositando il nostro contributo all’Ambientalismo Ragionevole – sostiene Dozio –  Un evento di notevole importanza per l’intero movimento ambientalista che è a dimostrazione ancora una volta che noi non siamo per il “SÌ!” a tutto, ma neanche per il “No” a prescindere. Siamo semplicemente favorevoli al dialogo, alla valutazione, alla ricerca. Vogliamo essere gli Ambientalisti del “Discutiamone!”, vogliamo confrontarci con tutti i portatori di interessi, vogliamo che ogni problema venga affrontato con rigore scientifico e responsabilità, a vantaggio di chi c’è oggi e soprattutto di chi ci sarà domani. Il nostro obiettivo sarà quello di mettere fine una volta per tutte all’ignoranza e mala fede che unite alla mancanza di responsabilità  ha sempre vinto su tutto. Sogniamo un Paese in cui Ambiente e Sviluppo diventino cultura ed abitudine. Sogniamo un Paese dove l’Ambientalismo sia al servizio dell’Ambiente e non della politica. Sogniamo un Paese che sia, in materia ambientale, culturalmente al passo con le altre Nazioni più avanzate. Sogniamo un Paese che potremo riconsegnare con orgoglio, non con vergogna, alle future generazioni”.

I Circoli presenteranno inoltre il progetto sulla filiera sostenibile: “La necessità di intervenire sui metodi di produzione per prevenire la maggior quota possibile di inquinamento impone un’ampia riflessione: abbiamo più volte invocato una riforma in materia tributaria che riprendesse il modello della fiscalità ecologica francese, ma evidentemente tassare a prescindere è più facile che tassare con intelligenza. Sono dunque i cittadini a dover agire immediatamente: il ruolo delle associazione è quello di orientare i comportamenti ed in questo caso i consumi verso prodotti che rispettino una filiera sostenibile, dunque abiamo presentato, il codice etico ambientale che sarà alla base dell’assegnazione, alle aziende ed ai prodotti, del simbolo dei Circoli come marchio di qualità. Abbiamo chiuso la giornata – conclude Dozio – con l’intenzione di lasciare tutto quanto trattato, aperto alla discussione e alle proposte ragionevoli che ci aspettiamo, dandoci appuntamento con iniziative sul territorio”.

fonte: Lecconotizie

Famiglie  d’Italia

Buona domenica, con un atto d’amore per Rebecca

marzo 25, 2012

Ho appena letto su facebook l’appello accorato di un nostro carissimo amico, Stefano Micheli , che spesso è autore sul nostro blog di interessantissimi articoli che spaziano dalla cultura ad azioni dirette su argomenti di interesse collettivo. In un mondo arido nel quale gli interessi materiali hanno spesso il sopravvento, anche il solo pensiero rivolto ad una bambina sofferente e ad una madre in ansia merita il nostro  obbligo di soffermarsi qualche attimo e cercare di capire  se  e in quale modo possiamo intervenire per offrire il nostro contributo personale. Nel messaggio di Stefano emergono solo un immenso stato di disagio ed un grande pudore nel non addentrarsi in particolari pietosi… però spicca una mail stefano-micheli@alice.it chi volesse saperne di più può mettersi in contatto ed approfondire.

AIUTAMO REBECCA – BELLISSIMA BAMBINA CHE LOTTA DA 9 ANNI PER SOPRAVVIVERE.
pubblicata da Stefano Micheli su fb il giorno sabato 24 marzo 2012 alle ore 7.27 •

Ieri ho ricevuto una lettera a dir poco straziante dalla mamma di una bambina bellissima che da poco ha compiuto 9 anni e che vive a Busto Arsizio in Prov di Milano. Rebecca da quando è nata ha iniziato ad entrare ed uscire in continuazione da tante strutture ospedaliere in un vero e proprio calvario, lei piccola e splendida anima dagli occhi dolcissimi e profondi che ti penetrano nel profondo del cuore, ha continuato in tutti questi anni a subire innumerevoli esami,sottoponendosi ad una serie interminabile di test clinici, di trattamenti farmacologici e di tentativi che hanno debilitato costantemente il suo gracile corpicino, tralascio i dettagli delle sofferenze inimmaginabili che questa bimba ha subito ed ancor più enormemente pesanti e sproporzionati se pensiamo alla sua tenera eta. Appena ho ricevuto la lettera, ho sospeso immediatamente quello che stavo facendo e come adesso ho iniziato a veicolare il messaggio ad amici, professionisti, medici ecc perchè ho capito che non ci può essere nulla di più importante e meravigliosamente nobile e bellissimo per ciascuno di noi di cercare di poter salvare in ogni modo questa meravigliosa bambina. Dobbiamo riappropriarci del significato più profondo di essere uomini e donne degni di questo nome e degni di portare su questa terra quando occorre anche la Croce di Nostro Signore Gesù Cristo, dobbiamo riscoprire il significato profondo dell’amore cristiano, dell’aiuto agli ammalati nella carne e nell’anima, dobbiamo avere una smisurata carità cristiana,dobbiamo amare il nostro prossimo come faremmo con noi stessi, dobbiamo farci tutti una profonda analisi di coscienza per essere degni di vivere degnamente su questa terra. Ogni giorno siamo subissati da notizie negative, omicidi, violenze, guerre e quasi queste cose non ci fanno nemmeno più effetto, tanto siamo sommersi in questa enorme negatività planetaria mentre si sente parlare molto poco di cose belle come i valori più profondi del nostro animo, basterebbe azionare l’amore ..quello vero,senza condizionamenti,senza tornaconto personale come ci è stato insegnato da oltre 2000 anni, la nostra salvezza è in questa parola. Quell’amore che in silenzio ogni giorno milioni di persone donano ad altre come bambini o adulti ammalati,anche gravemente in un dolore straziante e silenzioso che ci convive accanto ogni giorno ma, di qui’ facciamo finta di non accorgerci spesso liquidandolo con una alzata di spalle o con frasi qualunquiste prive di ogni significato umano e spirituale. Termino…ringrazio di cuore tutti coloro che per quanto nelle loro personali possibilità e conoscenze si adopereranno per diffondere questa richiesta accorata di aiuto per Rebecca, non è un modo di riempire le nostre giornate vuote di valori ma, un modo meraviglioso di sentirci tutti veramente fratelli e sorelle senza distinzione di età,sesso e religione. Che Dio benedica ciascuno di voi, anche coloro che cestineranno questa mia nota. Per i puri di cuori lascio invece la mia mail personal per ogni comunicazione, stefano-micheli@alice.it. Grazie di cuore a tutti.

Stefano Micheli

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Il ” bailamme ” Italia visto da Giacomo Carone

gennaio 5, 2012

C’è chi pensa di conoscere i fatti leggendo i quotidiani o guardando la droga con la spina, come amo definire la TV, ma siamo sicuri che ciò che ci fanno credere sia vero?

Ci sono troppe persone in fila come pecoroni a credere alle notizie create a tavolino come fosse oro colato.

Iniziano quando si è ancora piccoli a crearci dei paradigmi che ci annientano poi nella nostra vita da adulti, attraverso l’istruzione e la dottrina. Perchè insegnare alle persone ad essere quanto di meglio sono, nella realtà potrebbe essere un pericolo per coloro che ci abbindolano giorno per giorno. Meglio un popolo beeelante che uno che ragiona con la propria testa.

Le prime cose che ci insegnano sono:
– i concetti relativi al bene ed al male, visti però secondo la loro logica;
– che c’è un Dio che vive lassù nel cielo che ti giudica ed è pronto a scaraventarti nella geenna a bruciare per l’eternità se fai così o colà e ti attacchi alle cose materiali (peccato che coloro che si arrogano il diritto di insegnarti questo, sono ben distanti dall’operare con queste modalità di vita);
– che la politica è l’unica che può governare un popolo nella piena giustizia;
– che lo “status quo” è inviolabile;
– che la globalizzazione è necessaria per la sopravvivenza della razza umana.

Chi mi conosce sa bene che ho il massimo rispetto per le Persone e le Istituzioni e per ciò che esse rappresentano nella società, se però permettono l’evoluzione degli individui e della società stessa, altrimenti, come individuo pensante e dotato di libero arbitrio, mi permetto di dissentire, motivandone debitamente le ragioni, al limite di diventare talvolta pedante.

“Ama le persone ed usa il denaro” è una frase che Bob Proctor utilizza spesso nei suoi seminari e nei suoi scritti, e dovrebbe essere alla base di un’Economia con la “E” maiuscola, invece è il contrario; si mette il denaro davanti alle Persone, spesso famigliari stretti compresi o proprio sè stessi. Vediamo in questo periodo quante separazioni, omicidi e suicidi si verificano nel nome del denaro.

Cos’ha portato la globalizzazione? Schiavitù, lavoro nero a basso prezzo (ma ad alto prezzo di vite umane), distruzione di raccolti e prodotti quali ad esempio il latte in nome di una “quota” stabilita da chi ed a nome di chi, con conseguente impoverimento dei produttori locali.

Ci hanno fatto credere alla sicurezza del mattone, dove si può speculare a dismisura pur avendo una bassa istruzione, con conseguenze catastrofiche per le famiglie, indebitate con le banche per acquistare un edificio strapagato e troppo spesso insicuro (terremoti ed alluvioni varie docet), quando le banche stesse non te le mettono all’asta perchè non riesci a pagare il mutuo. Poi poverine, le banche, ottengono gli aiuti mondiali per “aiutare” i bisognosi, e questo permette loro di attribuire ai soci i dividendi alle spese della società, senza però fornire l’aiuto necessario a chi ne ha bisogno realmente (si trincerano dietro ai vari Basilea 1, 2…n, da loro stessi creati).

Questo dilagare dei giochi d’azzardo legalizzati, ha uno studio preliminare molto accurato a tavolino, che però non è riportato dai quotidiani o dalle tv. Stranamente recentemente qualcuno ha perso lo scranno più ambito in Italia, ma in cambio le sue aziende hanno avuto il monopolio dei sistemi di gioco on-line.

Ci sono sistemi per produrre energia a costi contenuti e fornendo lavoro alle manovalanze locali, ma vengono eluse a favore dei sistemi imposti dal mercato. Guarda caso, chi estrae, trasforma e commercializza tutt’ora prodotti inquinanti come i derivati del petrolio, parallelamente e spudoratamente sotto lo stesso marchio ci propone sistemi “green”, Green, Eco, Certificazioni: questo è il nuovo mercato. Ci lavoro quotidianamente ed anche qui l’economia la fa da padrona: paghi e puoi proporre…. mi fermo qui.

L’autarchia è un reato; denigrare un prodotto locale è da stolti. Ci hanno tolto i raccolti locali in nome degli “aiuti comunitari”; ci hanno tolto una vecchia e malandata moneta in nome del “forte Euro”; la nostra maggiore produttrice di auto, che vive sulle spalle di noi italiani tutti oramai da decenni, va a risanare un capostipite mondiale del settore…

La scuola dovrebbe insegnare come si diventa “individui”, aiutando una persona a maturare ed a crearsi una “indipendenza” a tutti i livelli, per poi poter attivare una funzione di “interdipendenza” con altri individui in forma costruttiva e vantaggiosa per tutti.

Ok; siamo fortunati che ci lasciano la libertà! Permettono alle TV pagate “spintaneamente” da noi Italiani, di far parlare personaggi comici, giornalisti ed opinionisti che danno libero sfogo ad idee analoghe alle nostre. Ma siamo sicuri che non siano al soldo dell’economia per svolgere proprio la funzione di “valvole di sfogo” per il popolo?

La settimana scorsa ero a tavola con mia figlia tredicenne e parlavamo di queste cose e di ciò che Famiglie d’Italia sta preparando come propositi concreti per dare una smossa al “sistema” attualmente imperante, e mi ha colpito la sua domanda: “Ma papà, siete dei rivoluzionari?”. La mia risposta è stata diretta e molto secca: “Vedi Ari, c’è chi fa le rivoluzioni con le armi facendo soffrire altre persone, e chi le fa con progetti fattivi: noi abbiamo scelto la seconda opzione”. Al che le è tronato il sorriso ed ha continuaro a pranzare.

Grazie povera Italia malandata e grazie a coloro che credono in progetti che portino a tutti noi Italiani il benessere che ci meritiamo, ed un doveroso ringraziamento anche ad Umberto Napolitano, presidente di Famiglie d’Italia:

 

 

Giacomo Carone

Caro Adriano, ” facciamo finta che sia vero ” e… che tu abbia scherzato

dicembre 10, 2011

E’ uscito il nuovo album di Adriano Celentano e nelle radio imperversa ” Non so più cosa fare “…  “ mi fa schifo anche il mare e   un poquito anche te  ( ? )”… ( forse un poquito la fede in Dio o in Dio stesso … speriamo di no e che sia solo una mia interpretazione sbagliata causata dalla confusione, mia….anche mia ).

Nel bene e nel male Adriano Celentano ci accompagna da oltre mezzo secolo… ecco lui forse è il volto più rappresentativo dell’italiano vero… sveglio e intraprendente, che capisce e conosce i mali del mondo, ci sguazza dentro, cerca di evitarli…anzi ti avverte anche… ma quasi sempre non va oltre!… Evidenzio alcuni passaggi:  ” sento che sto precipitando in un acquario senza pesci “… ” e laggiù la pace ancora non c’è “… ed è colpa della ” Radio ” che racconta sempre le stesse cose ” ( ma non solo lei, Adriano )… ” e non so più cosa fare, non so più  cosa  sono “… però,  “ non fare il mutuo e non cercare di comprare quello che non puoi, i debiti uccidono ”  ( anche l’insoddisfazione uccide )… ” sento che stai precipitando in un acquario senza pesci ” … ” e il cuore è un serbatoio pieno di rabbia e di pietà ” … per cui… ” mi fa schifo anche il mare e d un poquito anche te ( ? ) “… e, con mie parole riassuntive, concludo con ” facciamo finta che sia vero che vi dica… ma è giusto essere governati… anche se siamo nel peggior stile di vita nelle mani di insensati governanti che si danno il turno mentre navighiamo senza più comando in preda alla tempesta… quando ero giovane sognavo….  ecc… com’era bella Milano negli anni ’60…  sognavo, etc… “

Eh no Adriano… belle parole, musica e arrangiamenti con monologhi suggestivi… ma non basta più!…Cambia il mondo “… e sta cambiando davvero. Io ti adoro come artista, sei stato un innovatore e mi hai ispirato ed accompagnato per quasi tutto il percorso della mia vita, nel senso che c’eri e nessuno poteva e può negarlo… da ” Rock around the clock ” al ” Il ragazzo della via Gluck ” a ” Un albero di 30 piani ” a ” Joan Lui “… forse il tuo figlio prediletto, ma il più ingrato, per arrivare………………. ( il tuo percorso è lunghissimo ) a ” Facciamo finta che sia vero “… Però qui, mi pare che, come in Joan Lui, forse tu sia andato oltre… cioè…oltre quello che vorresti veramente esprimere… non ho capito bene cosa  ” volasse su Milano negli anni ’60 “, sinceramente potrebbero essere Ufo o bombe atomiche, ripeto… non ho capito, ma so, forse anche se non centra nel contesto, che MILANO NON ERA BELLA NEGLI ANNI  ’60… il ’68 non è stato bello, perché è stato un sogno ed anche un fallimento… noi giovani siamo stati illusi… ci hanno permesso di dire belle parole e proporre grandi cambiamenti e poi, noi stessi, crescendo, abbiamo permesso che tutto ciò si perdesse nel vento… ed ora, alcuni di noi, figli di quel ” quanto era bella Milano, o l’Italia, o il mondo negli anni ’60 ” comandano, peggio dei predecessori combattuti, questa Milano, questa Italia, questo mondo… totalmente dimentichi di quanto predicato, diventati anche noi ” servi del potere e di quattro soldi “

Grazie Adriano, sei stato un grande e sincero predicatore, ma oggi non basta più predicare! L’uomo non ha più bisogno di prediche, ma di esempi e fatti reali. Tu dici, proprio in quest’ultimo tuo album, che non sei un qualunquista…e allora, devi dimostrarlo davvero… non basta più lanciare il sasso ed osservare, dire  che bisogna svegliarci e reagire… devi anche provare a sforzarti e a dirci come… perché non è ancora troppo tardi!  Con degli esempi!… quali?… beh, ti devi ingegnare…

… tu, noi… dobbiamo cominciare ad istruire le nuove generazioni e creare alternative ad un mondo che procede solo mosso da fili ben comandati da abili burattinai… occorre andare avanti, guardando indietro e recuperando il meglio. Rimandare, per esempio, il nuovo ragazzo della via Gluck in campagna, dove viveva Serafino, e, rispiegargli l’importanza della terra ed insegnargli a coltivarla, anche se nel frattempo è diventato un dottore… ma se non trova lavoro come dottore, vuol dire che non ha eccelso negli studi per cui ora, se non raccomandato, non emerge rispetto a chi si è impegnato di più ( è già dura per lui )… allora, la cultura e ciò che ha appreso, non gli faranno mai male e non saranno andate del tutto perse, perché gli faranno meglio comprendere e coltivare la terra, o essere un migliore lavoratore manuale… sì, manuale, perché anche quello serve e fa progredire… dobbiamo riproporre la scienza del lav0ro fisico e non solo di quello pensante, perché non è inferiore o cosa di cui ci si debba vergognare ( affermo ciò perché l’ho provato personalmente sulla mia persona dal giorno in cui 20 anni fa ho smesso di fare il cantante e di scrivere canzoni… ed ora posso permettermi di riprovarci, sentendomi completato e migliorato ). Bisogna smettere di illudere la gente che il mondo possa cambiare solo schiacciando un interruttore, spegnendo una luce per accenderne un’altra! Il nostro risveglio sta nel prendere prima di tutto in considerazione la forza e la volontà che è in ognuno di noi. Sforzarci di offrire alternative mettendo in piedi iniziative senza aspettare un movimento di filo che venga dall’alto... occorre essere consapevoli di poter diventare i burattinai di noi stessi!

Ecco Adriano, questo è quanto volevo dirti da questo blog che con serenità porto avanti da tempo. Sono ben consapevole di non essere ” il verbo ” ne di avere la certezza delle risposte in mano, ma sono anche conscio ed orgoglioso delle mie riflessioni quando affermo che di parole se ne sono dette e se ne dicono troppe, e quando immagino quel che tu potresti dire e dare ancora di più. Le parole e gli sfoghi senza spiragli di soluzioni  alternative positive “ ci  riempiono il cuore di rabbia e di pietà ” … mentre il nostro cuore deve essere rigonfio di amore, di speranza, di buona volontà e soprattutto di… fiducia in noi stessi e nel Creato che ci circonda.

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

Donatella Pandimiglio… Be Italian ( Famiglie d’Italia news )

novembre 24, 2011
Donatella Pandimiglio, un’artista che ama definirsi ” una non regina del Gossip e del Reality “: benvenuta in Famiglie d’Italia! Non aggiungo altro, il resto lo scoprirete leggendo l’annuncio e visitando il suo sito.
 
 
Martedì 29 novembre – Mercoledì 30 novembre
Martedì 6 dicembre – Mercoledì 7 dicembre

Al Teatro Greco va in scena il nuovissimo spettacolo di

Donatella Pandimiglio
 
BE   ITALIAN
 
 
Un excursus teatro-musicale sulle melodie italiane intramontabili

Con
Roberto Gori – pianoforte
Andrea Avena – contrabbasso
Cristiana Polegri – sassofono
Francesco Baronetti – batteria

Coreografie di Antonio Di Vaio eseguite dalla compagnia
VISUAL ARTS DEPARTMENT

Teatro Greco
Via Ruggero Leoncavallo 10 – 00199 ROMA
Ore 21


Nato dalla voglia di interpretare delle melodie italiane intramontabili, Be italian è il nuovo spettacolo teatral-musicale di Donatella Pandimiglio, attrice e cantante che conta ben 33 anni di intensa attività nel mondo dello spettacolo, a fianco dei più illustri interpreti e direttori musicali, tra cui il premio Oscar Nicola Piovani.
L’occasione, che coincide con l’uscita del suo omonimo Cd dedicato allo spettacolo, è quella di riproporre alcuni dei brani più significativi degli anni ’50 -’60, anni del boom economico della grande crescita del paese, e di brani simbolo di un altro periodo molto importante musicalmente quello degli anni  ’40, anni in cui si cercava il cambiamento degli stili con la forte influenza del jazz americano attraverso formazioni nostrane tra cui si possono ricordare  il celebre Trio Lescano e Alberto Rabagliati.
Lo spettacolo si fregia inoltre di rendere un omaggio significativo ad un grande esponente del nostro cinema, Federico Fellini, nel prologo (Felliniana Suite analogo tributo al maestro Nino Rota) e nell’epilogo col brano Be Italian (tratto dal film Nine ed unico pezzo eseguito in lingua inglese). Lo spettacolo andrà in scena per quattro repliche al Teatro Greco di Roma nei giorni 29 e 30 novembre, 6 e 7 dicembre, alle ore 21. Donatella Pandimiglio sarà accompagnata in scena da una formazione di validi musicisti composta da Roberto Gori al piano, Andrea Avena al contrabbasso, Cristiana Polegri al sassofono e Francesco Baronetti alla batteria. L’evento sarà arricchito dalle azioni coreografiche dei ballerini della compagnia di Antonio Di Vaio. Una serata raffinata e curata nei minimi particolari da non perdere!

Note dell’autrice-interprete
To be or not To be… l’amletico dilemma dell’esistenza e anche dell’appartenenza…..non per essere banalmente semplicistica, rispondo BE ITALIAN…. essere / sentirmi italiana, orgogliosamente italiana…. ed è proprio volgendo lo sguardo ad un recente passato che inevitabilmente ho ritrovato l’appartenenza culturale/artistica a quell’Italia che esplodeva dalla voglia di fare, che creava con altissima qualità quasi mai tanto per fare… quella televisione a due canali, che ha fatto leva su di me e  anche su molti fanciulli dell’epoca, ispiratrice (per quel che mi riguarda) di teatro, di varietà nella sua accezione più alta….
L’oggi purtroppo attraverso l’avvento della pluralità, che avrebbe potuto essere foriera di un ventaglio molto più ampio creativo, ci ha invece portati ad un abbassamento verticale della qualità favorendo la quantità, per il puro consumo dell’immagine, ed è con amarezza che devo notare come persino il Teatro abbia subito il “fascino” di questo sistema allontanandosi molto spesso dal suo ruolo primordiale: la cultura!
Tengo a precisare che non mi volgo a questo passato con nostalgia ma anzi con orgoglio, cercando di condividere e rivivere, anche se solo per una sera, con il pubblico bei momenti musicali, dal pop al cinema, come sfogliando un vecchio album di famiglia.


www.donatellapandimiglio.it

Biglietti: 20 Euro (intero) 15 Euro (ridotto) 10 Euro (studenti e anziani)

Infoline: 06 860.75.13 dal martedì alla domenica 10.00/13.00 e 16.00/19.00

Ufficio stampa: Elisabetta Castiglioni
Tel/Fax 06 3225044 – Cell 328 4112014 – elisabetta@elisabettacastiglioni.com

 
 

introduzione a cura di

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

 

 

Buon weekend a tutti dalla neonata Associazione Famiglie d’Italia Onlus

novembre 19, 2011

Carissimi amici, quando nacque tre anni fa il progetto, quattro amici si ritrovarono davanti ad un commercialista per dar vita ad una Associazione privata dal nome Famiglie d’Italia. Le idee e la voglia di contribuire positivamente al miglioramento dello status familiare erano tante e molte di esse sono state messe nel frattempo in atto, altre saranno ora facilitate dalla crescita dell’Associazione e dalla sua trasformazione in Onlus mediante atto pubblico. Nell’ultimo post ho pubblicato uno stralcio dello Statuto evidenziandone lo scopo sociale, in quello di oggi pubblico un altro passaggio dove riassume i motivi per cui l’Associazione è nata, ovvero:

” Essa intende perseguire esclusivamente finalità di solidarietà sociale nell’osservanza di quanto indicato all’articolo 10, comma 2 del D.lgs. n°460/1997.

Scopo dell’Associazione è lo svolgimento di attività nel settore di promozione della assistenza sociale e promozione della cultura.

A tal fine, l’Associazione si propone di promuovere e divulgare, facendo leva sull’opinione pubblica e sulla coscienza morale e civile di ogni singolo soggetto, l’armonia della famiglia sulla base di cinque punti essenziali:

–          unione nell’italianità, ma integrazione nel resto del mondo;

–          riconoscenza dell’appartenenza alla cultura cristiana, ma rispetto del pensiero e della religiosità altrui;

–          apertura al confronto ed all’aggregazione multietnica costruttiva;

–          disponibilità alla prestazione di servizi di utilità reciproca e di mutuo soccorso,  favorendo se del caso la visibilità di altri enti che abbiano nello scopo sociale finalità  contraddistinte dall’identico spirito costruttivo;

–          presenza, critica e trasversale nella partecipazione alle attività e alle politiche dello Stato, per il miglioramento della vita sociale, di cui l’Associazione si riconosce parte integrante al di là delle singole appartenenze politiche, anche mediante la partecipazione a centri di dialogo su temi di vitale importanza, quali la cultura, l’informazione, l’ambiente, la difesa ed i rapporti internazionali. “

Ringraziandovi per l’attenzione che da anni offrite a questo blog, vi auguro un buon weekend, il primo apparentemente sereno dopo tanto tempo e augurandoci che non sia l’ultimo, senza quella continua, assidua e isterica violenza psicologica da parte di quattro politici inadeguati ai tempi, che hanno avuto il bisogno di un soccorso tecnico esterno da parte di una fetta di  “ cittadini colti “, per poter attuare quelle correzioni dolorose che nessuno di loro aveva il coraggio di porre in essere in modo bipartisan per paura di perdere elettorato. Forse quest’ultimo non lo perderanno, ma la faccia e la credibilità… quella l’hanno persa ormai da lungo tempo. Speriamo, visto che nessuno Stato può prescindere dalla Politica, che le nuove leve in materia migliorino evitando gli sbagli dei propri predecessori.

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

Famiglie d’Italia diventa Associazione Onlus

novembre 17, 2011

Ieri pomeriggio alle ore 16 a Milano, presso lo studio notarile Rescio, Famiglie d’Italia si è costituita per atto pubblico come Associazione Onlus. Ricordandovi quanto preannunciato nel post   dell’11 gennaio 2011, il progetto accelera e si appresta a passare dalla fase filosofica a quella attiva del proporre e dell’agire. Ringraziando di cuore tutti gli amici che hanno partecipato alla costituzione e che saranno anima e corpo dell’ Associazione, pubblico uno stralcio dello Statuto ieri approvato e relativo allo scopo sociale:

” Per il raggiungimento dei suoi fini l’Associazione intende promuovere varie attività, in particolare:

–          facilitare lo scambio di informazione tra i soci, realizzare aggregazione tra i soci stessi con lo sviluppo di servizi di utilità reciproca e consulenza gratuita o convenzionata in Italia;

–          proporre la realizzazione di strutture, provvedimenti e politiche che facilitino ed incentivino l’apertura di nuovi luoghi o punti di ritrovo per le famiglie italiane

–          organizzare convegni, eventi, mostre, corsi, attività di formazione, attività culturali nelle scuole, progetti educativi scolastici ed extra–scolastici, produrre audiovisivi e multimediali o quanto altro sia utile per favorire l’approfondimento o divulgare la conoscenza ad un più vasto pubblico di tutti gli argomenti relativi alle finalità dell’Associazione;

–          favorire i propri soci e quelli delle Associazioni collegate nello scambio e acquisto di materiali e beni di consumo, promozionando e facilitando anche metodi alternativi, quali il baratto in forma tradizionale o moderna in modo che possa offrire ulteriori opportunità di compiere operazioni, anche commerciali, dando la possibilità agli associati di migliorare il proprio status economico in maniera etica e costruttiva;

–          rapportarsi ed aprire un filo diretto e trasversale con lo Stato e i suoi rappresentanti politici per suggerire le necessità fisiche, psichiche e morali più urgenti, affermando e confermando che la famiglia non è soltanto un gruppo di persone affiliate da legami consanguinei e legali, ma anche un insieme di anime e di cuori, di energie pensanti ed agenti, di amore e di spiritualità che sono il motore della Nazione Italia ed in proiezione del Continente Europa e del Mondo intero;

–          promuovere e pubblicare la rivista “ Famiglie d’Italia “ e altre pubblicazioni periodiche e non, utili e necessarie al fine di divulgare in maniera massiva il pensiero e l’attività dell’Associazione;

–          promuovere, con la stessa motivazione sopra espressa, il portale internet http://www.famiglieditalia.it, il forum, il blog e ogni altro strumento multimediale collegato presente e futuro e ad esso collegare quanto  di interessante e formativo venga ritenuto in “ linea “ con gli stessi principi del presente Statuto;

–          Promuovere altre attività connesse o diverse che rispettino gli scopi associativi, per cui l’Associazione può anche gestire attività di carattere sociale, culturale, ed economico coerenti con gli obiettivi associativi, anche in collaborazione con altre Associazioni, Enti nazionali e esteri, gruppi di lavoro, Istituti ed Università che svolgano attività analoghe o accessorie all’attività sociale. “

E’ con orgoglio e gioia che vi ho annunciato quanto sopra, confermandovi che è solo un evento di ulteriore  ” partenza ” che mi sprona ad intensificare d’ora in avanti mpegno e dedizione per il raggiungimento e l’ampiamento dei fini prefissati.

Il Presidente

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Oggi è il giorno di Mario Monti, ma anche l’occasione per una nuova Italia in un mondo sempre in guerra,e allora… facciamo la guerra, ma con amore!

novembre 16, 2011

Fra qualche ora dovremmo saperne di più e dovrebbe iniziare l’era Monti… ma più che ” era Monti ” preferirei appellarla con un’altro nome: l’era del grande rinnovamento politico.

Quale occasione migliore per dare un taglio al passato e, con tutti gli onori, mandare in meritata pensione una serie di grandi nomi della politica che ci hanno accompagnati nel bene e nel male, più in quest’ultimo purtroppo, per varie generazioni?… Il mondo è cambiato, o meglio, il mondo cambia e si rinnova a velocità siderali e per stargli dietro e non farsi sopraffare e distanziare, è giunto il momento di lasciare da parte un bel po’ di ideologie trascorse ed affidarsi con meno diffidenza alle nuove regole, quelle dettate ormai soprattutto dalla logica e dal buon senso. Qualcuno dice: la finanza ci ha portati alla miseria ed ora pretende di imporci i rimedi obbligando gli Stati a determinate scelte senza alternative!… Ebbene, un governo tecnico io non lo vedo come un governo imposto ( infatti come potete constatare anche in queste ore non è che le contrattazionin delle borse ci premino, anzi… ), bensì come un governo del popolo colto, preparato tecnicamente perché i suoi componenti hanno studiato, il qual crea in modo naturale e meno indolore, quel compromesso storico necessario per creare un mix opportuno per prendere decisioni inderogabili per ritornare sui binari e riprendere una corsa adeguata verso un futuro ancora disegnabile in modo accettabile.

La globalizzazione è figlia dei tempi che hanno preceduto questo momento di rottura: l’abbiamo pretesa ed incoraggiata ed ora è parte di noi, noi come umanità globale e non più come elite predestinata. Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca, dobbiamo adattarci a esigenze diverse ed allargate, conviverci e…sopravvivere.  Non può più esistere un tipo di politica che cerchi di favorire il proprio elettorato a discapito dell’altro, perché non esiste più il prototipo di un elettorato perennemente schierato. Le nuove generazioni hanno altre esigenze, il tempo dei figli dei fiori è finito, il grande sogno è finito!… Fate l’amore e non fate la guerra va in pensione, perché la guerra fa parte del mondo da quando questo esiste, e non è solamente guerra di cannoni e bombe atomiche, ma è guerra di vita dal primo vagito quando ti impegni al massimo per respirare. E’ guerra di sopravvivenza fisica, intellettuale e spirituale! Da quando vai a scuola e combatti con la tua poca voglia di apprendere se rapportata a quella più allettante di giocare, a quando ti innamori e combatti tra il tuo desiderio di libertà e la naturale esigenza di crearti una famiglia; è guerra in ogni tua giornata lavorativa per cercare di adempiere al tuo dovere, portare a casa un compenso e nel contempo migliorare le prospettive future; è guerra nel confronto con i propri figli nel cercare di mediare la propria volontà con lo spirito di ribellione di chi cresce e vuole farlo a modo proprio; è guerra quando si invecchia combattendo e convivendo con i malanni che ti affliggono e rendono impotente… è guerra sempre, in ogni istante della nostra vita. Secondo me insieme alla vecchia politica, devono andare in pensione anche i vecchi proclami… se io potessi, cambierei il vecchio slogan con: fate la guerra, ma con amore!

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

11/11/11, ascensione planetaria o inizio della fine?… Semplicemente la ” Giornata per la Ricerca sul Cancro

novembre 11, 2011

Oggi è una data speciale, una di quelle date che si verificano una  sola volta ogni 1000 anni. Ma ancor di più lo è stata per  esempio l’11/11 del 1111 alle ore 11 e 11 secondi  con una sequenza di ” 1 ” che non potrà mai più verificarsi. In quella data i catastrofisti evocarono di tutto, ma in realtà non accadde nulla. L ’11/11/11 è un numero palindromo, ovvero che al contrario si legge nello stesso modo, e che la Cabala e gli antichi la classificano come una data ” fatidica ”  dalla quale ci si può aspettare di tutto, specialmente a prestare orecchio ai vari  numerologi, occultisti e sensitivi, divisi tra chi afferma che tale data magica potrebbe rivoluzionare in meglio la vita di molti apportando fortuna e prosperità e chi, al contrario, è convinto che potrebbe rappresentare ” l’inizio della fine “. Io preferisco rimanere sul positivo e ricordare che il valore esoterico del numero 11 è confermato dalla predizione dei Maya secondo i quali stiamo entrando in una  ” fase evolutiva superiore nella coscienza globale “. L’undicesima parola dell’articolo 11 della Costituzione italiana è libertà. C’è chi legge in questo la crisi del Popolo delle Libertà, chi la liberazione da un incubo, ma io preferisco pensare che sia l’inizio di una nuova era dove il concetto di ” libertà ” prenda finalmente e definitivamente il sopravvento su qualsiasi forma di sopruso e vessazione… Una coincidenza strana e legata al numero 11 è rappresentata dal fatto che la lettera Ue all’Italia, in cui si chiedono misure aggiuntive alle manovre varate da Giulio Tremonti, ed è divisa in 11 capitoli, esigendo inoltre una risposta entro l’11 novembre, ovvero oggi. A quanto si racconta Nostradamus aveva previsto una simile coincidenza e per questo si era scelto un nome d’arte composto da 11 lettere… Altra coincidenza relativa all’11 la si rileva nell’undicesimo endecasillabo dell’undicesimo canto dell’Inferno di Dante che contiene una vera profezia:  “sì che s’ausi un poco in prima il senso” , ovvero che ci si riprenda tutti dal cattivo uso che è stato fatto della ragione, che potrebbe valere ad hoc proprio per i nostri politici… Insomma, un’infinità di avvenimenti tra il positivo e il negativo possono essere abbinati a questa magica cifra e diverse sono state le ricorrenze nel passato che hanno visto protagonista il numero 11. L’armistizio della Prima Guerra Mondiale fu firmato all’11cesima ora, dell’11esimo giorno dell’11esimo mese del 1918. Le Torri Gemelle, che somigliavano ad un 11, furono colpite il giorno 11 e il primo aereo che colpì il World Trade Center fu proprio il volo 11. Fu poi l’Apollo 11 a portare i primi uomini sulla Luna. Il recente terremoto del Giappone si è verificato il anch’esso il giorno 11. E, volendo esagerare, si potrebbero elencare una serie di altri avvenimenti che si sono verificati nella data dell’11. Casualità o magia? Certamente un po’ di mistero aleggia intorno a questo numero e, per fortuna, sono di più quelli  che attendono questa data con grande positività, come in Cina e in altri paesi dell’oriente dove moltissime coppie convoleranno a nozze, convinte che questa magia durerà per sempre.

 

Per concludere, per molti l’11/11/2011 sarà un punto di svolta fondamentale per l’intero genere umano, in quanto proprio per oggi sarebbe prevista una sorta di ascensione cosmica. La frequenza vibrazionale del nostro pianeta dovrebbe subire profondi mutamenti, portandoci di conseguenza ad innalzare i nostri sentimenti positivi nei confronti della vita e di tutto ciò che ci circonda. Per quelli che invece si riconoscono nel pensiero disfattista e catastrofico, l’11/11/2011 rappresenta l’inizio della fine dei tempi, il preludio che ci apre la strada verso l’ormai noto e temuto appuntamento del 21/12/2012.

Io, al contrario, preferisco tralasciare qualsiasi tipo di previsione ed attenermi ai fatti odierni. Per me oggi è una data importante perché è  la Giornata per la Ricerca sul Cancro, e, ricordandovi che con ” Un gol per la ricerca” la Nazionale di Calcio sarà stasera in campo in amichevole contro la Polonia a Wroclaw con la maglia dell’Airc per sostenere la ricerca sul cancro, vi invito a leggere sull’argomento un post molto interessante pubblicato dal blog Donna Moderna

 

Giornata per la Ricerca sul Cancro

L’11 novembre la Ricerca sul Cancro incontra le Scuole e alle Università per raccontare ai giovani i progessi della ricerca scientifica, e per rispondere alle loro domande. Margherita Granbassi è testimonial della XIV edizione della Giornata sul Cancro

L’11-11-11 è dedicato ad un appuntamento speciale: la Giornata per la Ricerca sul Cancro,
Il concetto chiave della Giornata è la velocità del viaggio scelto come metafora per esprimere un percorso che va dal cuore della cellula, il DNA, fino al letto del malato. L’accelerazione che ha vissuto negli ultimi dieci anni il progresso della ricerca, e di quella oncologica in particolare, ha infatti accorciato le distanze tra gli studi effettuati in laboratorio e il loro impatto sulla diagnosi e la cura della malattia.
Tutto ciò è avvenuto in particolare grazie al sequenziamento del genoma e alle grandi innovazioni tecnologiche che hanno reso questa procedura sempre più facile e rapida: basta pensare che, solo negli anni ’90, occorrevano mesi per leggere la sequenza di un solo gene e ora invece, in pochi giorni, si può decodificare un intero genoma, composto da migliaia di geni.

Vi è stata una straordinaria diversificazione di scoperte, molto rilevanti nella diagnosi e nella cura dei tumori.

I progressi di questi ultimi 10 anni hanno dimostrato che la ricerca di base in ambito oncologico è indispensabile all’avanzamento delle cure. Altrettanto indispensabile appare la collaborazione tra competenze diverse non solo tra ricercatori di base e clinici ma anche con l’apporto di fisici, ingegneri, biotecnologi che permettono ai primi di sfruttare al meglio le risorse tecnologiche più avanzate.
I temi al centro di questa edizione della Giornata per la Ricerca sul Cancro parlano quindi di progressi concreti, di cui spesso sono protagonisti sulla scena internazionale ricercatori italiani sostenuti da AIRC: un volto positivo del nostro Paese, che deve essere un incoraggiamento per tutti.
La campionessa di scherma Margherita Granbassi ( nella foto in alto a sinistra ) è la testimonial della XIV edizione della Giornata organizzata dall’AIRC.
Da bambina in piazza con mia mamma distribuivo l’Azalea della Ricerca” – ricorda Margherita – “Il legame con AIRC è molto vivo ancora oggi che lo sport mi porta in giro per il mondo.  Ecco perché ho scelto di mettere la mia popolarità al servizio di AIRC per sostenere il lavoro di migliaia di giovani ricercatori italiani, ogni giorno impegnati per rendere il cancro sempre più curabile.”
La novità della XIV edizione della Giornata per la Ricerca sul Cancro è costituita dai progetti rivolti agli studenti della Scuola Secondaria Superiore e dell’Università:
“AIRC entra nelle scuole”, una nuova iniziativa interamente dedicata ai ragazzi del triennio della scuola secondaria di secondo grado, con l’obiettivo di portare direttamente a scuola l’attualità della ricerca sul cancro e di favorire una didattica che preveda il coinvolgimento attivo degli studenti.
In occasione della Giornata, giovedì 10 e venerdì 11 novembre saranno proprio i ricercatori a lanciare il progetto: infatti, 60 di loro lasceranno i laboratori per una mattinata ed entreranno in 60 scuole. Accompagnati da altrettanti volontari, incontreranno gli studenti per raccontare loro la propria esperienza professionale e di vita. Niente lezioni, ma un dibattito reale per rispondere alle curiosità dei ragazzi, per i quali il cancro rappresenta una delle maggiori fonti di preoccupazione per il futuro.
Per rendere il cancro sempre più curabile serve l’aiuto di tutti: la scuola è un luogo privilegiato dove costruire questa consapevolezza, con l’apporto fondamentale dei ragazzi e della loro grande energia.
“Incontri nelle Università”: realizzati grazie all’attiva collaborazione  dei Rettori e dei Presidi di Facoltà, giovedì 10 e venerdì 11 novembre, a Milano al Politecnico, a Roma alla Sapienza e a Napoli alla Federico II.  
Gli studenti delle facoltà scientifiche – non solo di medicina, ma anche di biotecnologie, di ingegneria e di fisica – avranno modo di incontrare l’eccellenza della ricerca oncologica italiana e internazionale. Aprire gli Incontri a studenti di discipline diverse, significa parlare ai futuri ingegneri, fisici e informatici, il cui ruolo per la lotta contro il cancro è già cruciale e lo sarà ancora di più nei prossimi anni.
La Rai si allineerà al tema della Giornata e aprirà le sue trasmissioni radiotelevisive per far parlare i protagonisti della ricerca, non mancheranno le testimonianze di chi ha combattuto la malattia. Il pubblico sarà chiamato a partecipare con una donazione per sostenere il percorso formativo dei nostri migliori giovani ricercatori. Madrina della campagna Antonella Clerici, da molti anni vicina ad AIRC in tutte le sue iniziative.

Donna Moderna

Bene, a questo punto non mi resta che salutarvi ed auguravi un buon 11/11/11 ricco di buoni propositi ed ottime nuove.

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia
 

 

Il male di vivere… no, meglio darsi una mossa e tornare a camminare con le proprie gambe

ottobre 24, 2011

Cari amici, ogni giorno il nostro fardello di cattive notizie aggiunge nuovi elementi che gravano sul nostro umore e sulla nostra psiche. Ieri, una domenica serena si è trasformata in un violento sbattere la faccia sulla realtà e sulla caducità della vita terrena. L’ennesimo terremoto devastante, questa volta in Turchia, che in un istante sbriciola vite, progetti e sacrifici e la morte di un giovane centauro, Marco Simoncelli, spot naturale della gioia di vivere e del non prendersi mai più di tanto sul serio… ma anche monito che ti riporta sul pianeta terra ricordandoti che non esistono immortali, ma ogni istante di vita ha il suo prezzo e la sua collocazione. Quanto accaduto ieri, e nei mesi precedenti con la distruzione finanziaria di un intero sistema basato soprattutto sull’astratto, la ” primavera araba ” sfociata con la caduta rovinosa di un, fino a poco tempo prima, considerato, almeno da se stesso, intoccabile Mu’Ammar Gheddafi… ci conferma che sempre meno possiamo far affidamento sugli altri e sui modelli da loro proposti. Sì, possono indicare dei percorsi  e creare dei paletti, ma alla fine il problema del dover procurare il minimo sostentamento a se stessi e ai propri cari spetta a noi e non certo ai ” potenti ” in alto loco…. Tutto ciò crea naturalmente scompenso ed alterazione nei nostri umori, causando in molti senso di impotenza ed incertezza futura che spesso può sfociare in depressioni o sensazioni confluenti nella nuova malattia denominata ” il male di vivere “, scoperta quest’ultima da personaggi famosi, ricchi e anche contornati da affetti solidi, ma insicuri o, maledettamente  furbi,che con ” il male di vivere ” giustificano carenze e  pecche causate dall’usura del tempo che, per una legge naturale, non risparmia proprio nessuno.

Perché questa mia riflessione?… Perché a noi gente comune non è consentito rifugiarci o compiangerci nei ” mali di vivere “, perché essi appartengono ad un’elite che in ogni caso non ha il problema della ” pagnotta quotidiana “, e non possiamo nemmeno soffermarci più di tanto sulle tragedie quotidiane, dispiacercene senz’altro, ma cercare di coglierne i moniti in modo da proiettarle in modo pratico  nei nostri comportamenti futuri. Insomma, noi dobbiamo essere sempre pronti a reagire e fare affidamento solo sulle nostre gambe e sulle opportunità che siamo in grado di procuraci. Lo so che non sono molte, ma per coloro che sanno essere più forti di qualsiasi sventura, e possono contare ancora sull’onestà delle proprie qualità di adattamento lavorativo… all’inizio magari dovranno ingoiare qualche rospo di troppo, ma alla fine qualche via di uscita sicuramente saranno in grado di trovarla. Famiglie d’Italia cerca di creare una rete di conoscenza e di occasioni di confronto allargato con scambio di idee e, fra un po’, anche di opportunità di collaborazioni reciproche e lavoro. E’ un percorso iniziato tre anni fa e che piano piano sta cominciando a delineare tragitti e lineamenti più chiari… Per ora non mi sento di aggiungere altro ma al futuro, in ogni caso, preferisco guardare con occhi positivi, parti essenziali di un corpo ben assestato su arti solidi, piuttosto che offrimi indifeso allo stesso, annebbiato dai ripari giustificativi del cosiddetto, entrato nell’uso comune, ” male di vivere “.

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

Antonio Cassano: fra tre anni smetto… ma chiederci scusa e non sbagliare più, non è meglio?

ottobre 12, 2011

Ieri sera contro l’Irlanda del Nord Antonio Cassano è stato bravissimo, però ha fine partita invece di esultare ha annunciato in modo amaro, pur non tralasciando il suo tono guascone e ironico, che entro 3 anni e mezzo smetterà di giocare, perché… perché è stanco e stressato, perché non c’è cosa che lui faccia che non venga analizzata e criticata, se si gratta la testa o si strofina il naso… vuole smettere perché non resiste più allo stress e vuole dedicarsi alla famiglia e fare altri due o tre figli.

Bene caro Antonio, concedimi un tono confidenziale essendo tu da 13 anni parte della vita quotidiana sportiva di molti di noi, ma, da padre di famiglia e nonno recente, mi sorge la necessità di criticarti ancora una volta, e spero che sia l’ultima… Secondo me, tu ieri hai perso una grande occasione per riconciliarti definitivamente con tutti noi, e come?… chiedendo semplicemente scusa, non a Tizio e Caio, ma a noi… tuo pubblico, tuoi fan. Scusa per essere impulsivo e nelle tue reazioni spesso volgare e maleducato. Il tuo linguaggio, quando perdi la trebisonda, diventa scurrile e oltremodo pieno di  ” vaffa “… anche quando scherzi. Non metterti sullo stesso piano di Grillo che di ” vaffa ” ne ha creato un popolo… lì è un’altra storia, un altro progetto… ma nei tuoi ” vaffa ” non c’è un progetto, c’è solo la reminiscenza di antiche origini e di ambienti nei quali sei cresciuto… la famosa e famigerata Bari Vecchia per molti, ma per me soprattutto un pezzo folcloristico importante  di storia racchiusa in mura antiche fra due porti, quello vecchio e quello nuovo, dove la vita scorre dura, ma dignitosamente… Certo, quando fai fatica ad arrivare a sera per garantire un tozzo di pane ai tuoi cari, diventa difficile poi mantenere sempre  un linguaggio forbito, ma ora, e questo da 13 anni, tu, figlio affermato e miliardario, di quella parte della città puoi con orgoglio solo rivendicarne le origini e non arrogarti più il diritto di  “ smoccolare ” per reagire a difficoltà quotidiane che non ti appartengono. Tu di  “ quella ” Bari devi mostrarne l’evoluzione positiva come messaggio di esempio e di sprone a chi in te vede un sogno che può anche realizzarsi.

Caro Antonio, stai per compiere 30 anni e la maturità ti spetta e la devi di diritto alle tue persone care e al pubblico che ti apprezza e ti segue. Devi farci scordare tutte le tue Cassanate rivestite di imprecazioni e, soprattutto, quel ” vecchio di m… ” che ti scappò nel furioso litigio con il tuo ex presidente Riccardo Garrone, perché, colpito nella dignità, in qualche modo lo facesti disinnamorare del mondo del pallone, costringendolo a malincuore a ” svenderti ” ed a smantellare la squadra… squadra, la Sampdoria, che nel breve volgere di pochi mesi precipitò poi in serie B.

Antonio, devi metterti in testa che è arrivato il momento di crescere… e crescere non vuol dire arrendersi e dichiarare che sei stufo del calcio e di ritirarti prima dei 33 anni…  ma vuol dire chiedere scusa a tutti per il tuo comportamento passato, metterci definitivamente una pietra sopra, e proporti in un modo nuovo e positivo, allegro e scanzonato come nel tuo carattere gioviale, ma più responsabile e consapevole del tuo ruolo in questa società già fin troppo martoriata e depressa per dover convivere anche con i tuoi, spesso, immotivati malumori e scoppi di ira.

Uno sportivo bravo ed affermato come te, d’ora in avanti, deve essere un modello per i nostri figli che crescono spesso sfiduciati, per dire loro che, se ce l’hai fatta tu… ce la possono fare anche loro! 

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

 

Wikipedia racconta Steve Jobs… e noi non lo dimenticheremo mai

ottobre 7, 2011

Steven Paul Jobs, noto semplicemente come Steve Jobs (San Francisco, 24 febbraio 1955[1]Palo Alto, 5 ottobre 2011), è stato un imprenditore e informatico statunitense così, in modo chiaro e semplice si apre la pagina di Wikipedia alla voce Steve Jobs. In questo doveroso e piccolo omaggio con cui Famiglie d’Italia si unisce al mondo intero per la sua prematura scomparsa, ho pensato doveroso ripercorrere il suo glorioso percorso di vita proprio attraverso le pagine di Wikipedia, in quanto tra i figli prediletti della sua genialità innovativa, invitandovi ad approfondire la vostra conoscenza proprio cliccando, per chi non l’avesse ancora fatto, su Steve Jobs – Wikipedia …

Altre parole non servono, ci ha lasciato il suo corpo ma le sue opere e le sue intuizioni ci accompagneranno e ci saranno utili per l’eternità … GRAZIE STEVE

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

Signor Diego della Valle, c’è posta per lei

ottobre 3, 2011

Giacomo Carone,  carissimo amico, nonché valido project manager ed autore di  libri  ( Il tassello Verde – La Giacomite Powered by Google Documenti ), ogni tanto mi concede l’onore di commentare qualche post di Famiglie d’Italia e, come al solito, ogni suo commento assume a sua volta l’importanza di un post, per cui io non posso fare a meno di pubblicarlo per rendergli la visibilità più consona… come accade oggi per il suo intervento di ieri sul mio post dal titolo ”  L’attacco di Della Valle suona bene… peccato che sia solo una canzone e non un’opera completa “. Grazie Giacomo e a voi…buona lettura. Umberto Napolitano

” Caro Umbi, sai bene quanto questo argomento mi sta a cuore e come la penso in merito.
Siamo da sempre un popolo di navigatori, scopritori, scienziati, musicisti, artisti, inventori, ma il rovescio della medaglia è che c’è una grande massa di gente che ama vivere nel “lago melmoso” come lo ama definire Fabio Marchesi, che vive la vita lamentandosi, vestendo il ruolo di vittima, giudicando tutto e tutti, triste, pessimista e senza obiettivi misurabili e concreti.
Due millenni di “relegazione” ci hanno trasformato in una massa che vive sperando, ha aspettative, lascia il potere nelle mani degli altri, per poi criticare e dare la colpa agli altri che non riescono a renderla felice.
Se esci dal “lago melmoso” perché hai qualche idea di miglioramento, di evoluzione, sei attaccato da tutti perché non fai più parte della massa lamentosa, triste e vittimista. Questo succede a molti, da sempre. Basti pensare all’inquisizione, all’emarginazione nei luoghi di lavoro, alle separazioni in famiglia. Se la pensi diversamente, devi essere “allontanato”.

Oggi il potere è dato dal denaro, dalla visibilità, da quanto riesci ad invischiarti nel “sistema”. Recentemente ho studiato un libro di Napoleon Hill, scritto nei primi decenni del secolo scorso, che parla della ricchezza in tutti i suoi aspetti, non solo economica, e di come la si può raggiungere. Il “sistema” esiste ed è composto da una componente positiva, fortunatamente nella maggior percentuale, ma come tutte le cose ha anche una parte negativa, marcia, ed è quella che i lamentosi, tristi, pessimisti e vittimisti vedono ed evidenziano parlandone di continuo.
Ogni “sistema” ha queste due facce, dal fascismo (es. obbligo di istruzione e bonifiche contro l’adesione al nazismo) alle religioni (es. aiuti umanitari e conforto morale contro pedofilia), dal comunismo (es. dare a tutti il minimo sostentamento contro la massificazione delle persone) al capitalismo (es. proprietà privata e ricchezza individuale contro lo sfrenato peso del denaro rispetto alle Persone), L’attuale sistema Italia non ne è esente.
Mi sono tolto lo sfizio di fare una mappa mentale del Sistema Italia in una minima parte dei suoi componenti, per quello che IO vedo con i miei occhi e le mie competenze, ed è stata un’esperienza istruttiva. Come il sistema di lubrificazione di un motore permette il corretto funzionamento dell’auto, la gestione della ricchezza di una Nazione deve essere studiata oculatamente per dare quanto serve a tutte le sue componenti. Il lubrificante di un “sistema” è il denaro assieme alle competenze, alle risorse, alle Persone e da una miriade di altri componenti più o meno evidenti, ma tutti di fondamentale importanza, come il più piccolo ingranaggio che però permette il funzionamento del tutto.
Nella vita svolgo l’attività di project manager ed il tempo lo passo cercando soluzioni e questo mi permette di vedere le cose da un altro punto di vista che è diametralmente opposto ai lamentosi, tristi, pessimisti e vittimisti.

Il Sig. Dalla Valle ha le caratteristiche che gli permettono di dire qualcosa e di essere ascoltato, perché ha il potere, ha il denaro ed ha la visibilità in ambito nazionale, e non solo.
Vorrei chiedergli personalmente però, se oltre a queste caratteristiche, ha anche delle proposte concrete per aiutare il Paese; vorrei vedere una misera mappa mentale da lui personalmente redatta, un documento di qualche paginetta con indicati i punti salienti di dove intervenire con i tempi corretti, un diagramma di Gantt, un’analisi SWOT miserella miserella con riportati almeno 3-4 voci per settore. Sapere come intende affrontare ad esempio:

– il problema occupazione per i giovani, ma anche per gli over40 e quelli che hanno perso il lavoro alle soglie della pensione;
– come gestire l’istruzione, da quella pubblica a quella privata,
– se ha intenzione di lavorare sulle lobby degli editori che fanno cambiare testi ogni anno o se ha intenzione di cambiare il sistema da cartaceo a digitale (l’ambiente ringrazierebbe per il minor numero di alberi abbattuti e per le energivorissime ed assetatissime cartiere limitate alla stampa del “minimo necessario”). Tutte le persone che perderebbero il posto per questa rivoluzione, potrebbero essere ricollocate nell’ambito “digitale” facendole evolvere dal punto di vista lavorativo da operai di manovalanza (rispettabilissima, sia ben inteso) a impiegati informatici, consulenti, operatori di data entry.
– Edifici più sicuri e meno energivori riqualificati per mezzo di programmi specifici che permetterebbero di specializzare ulteriormente Costruttori e relative maestranze, ma soprattutto Progettisti ed Impiantisti In Italia vediamo solo il fotovoltaico perché… ci sono gli incentivi (mi fermo qui per non essere messo al rogo);
– gestire gli sprechi dovuti a mille enti, Onlus ed associazioni che nascono per occuparsi di qualcosa e che poi con i fondi troppo spesso coprono solo le spese di mantenimento….
– dare e pretendere il rispetto e l’autonomia dalle religioni (tutte) ed affini; siamo uno Stato Laico e tale dobbiamo iniziare ad essere, con tutto ciò che questo concerne;
– gestire la equa tassazione, limitando la tassazione, permettendo di scaricare le spese in modo equo a tutti, attività e cittadini, eliminando tutti i balzelli ed accise ridicole ed antitetiche sui carburanti….

Mi fermo qui e mi pare appena sufficiente il richiedere uno straccio di programma in alternativa alla “lotta alla casta”. Abbiamo già chi da tempo si impegna in tale battaglia, tra uno spettacolo e l’altro.
Per Progetti seri, misurabili e concretizzabili ci vogliono delle “alleanze di cervelli” che mettano in campo le loro competenze ed esperienze e portino ognuno un risultato da mettere poi sul tavolo comune per il bene di tutti.

Il resto è politica… ”

Giacomo Carone

Famiglie  d’Italia

Questione morale, è arrivato l’affondo di Bagnasco: però sul banco degli imputati non salgano solo alcuni, ma tutti!

settembre 27, 2011

Mi dispiace per quanto sto per scrivere, ma io sono certo che in questo momento il problema principale non sia solo la questione morale ma anche tutto il veleno che ognuno di noi e da più parti si getta addosso giornalmente. Senza un attimo di tregua!.. E chi parla è un cristiano che crede in Dio e Lo ama e cerca di rispettarLo ed onorarLo con gli esempi del proprio comportamento. In questo momento più di parole dure e accusatorie, visto l’eccesso di messaggi similari che arrivano da più fonti giornalmente, servirebbe forse un richiamo alla moderazione oltre che nei comportamenti…anche nei giudizi. Abbiamo bisogno di cristiana serenità, nonché la necessità di svestirci degli abiti accusatori ed inquisitori per indossare quelli più umili di un  esame di coscienza personale e collettivo che ci porti a comprendere gli errori umani e a cercare di migliorarli più con gli  esempi nei fatti che con denunce ovvie, ma che nulla apportano di nuovo e costruttivo se non, spesso, eccitare ancor di più gli animi ed allontanare le parti aumentandone gli screzi ed esasperandone le differenze.

Io dalla Chiesa pretendo quanto professato da Cristo, moniti sì… ma anche esempi sani e, soprattutto, parole d’amore e cristiana moderazione. Il Papa Benedetto XVI sta facendo ammenda mondiale con umiltà e sofferenza degli errori umani di alcuni uomini della Chiesa, e questo è un atto che mi avvicina e non mi allontana dalla mia Fede viva e genuina… ma le parole dure e apparentemente mirate del Cardinal Bagnasco, con tutto il rispetto per la sua integerrima figura ed il suo intento di dare una scossa, non mi aiutano però a rasserenarmi ne aggiungono nulla di più a quanto già io sappia. Io sto cercando di capire cos’è che spinga la gran parte dei nostri politici, qualsiasi sia la loro appartenenza, ad offrire il peggio di sé nell’adempimento delle loro mansioni per effetto del mandato ricevuto. Io capisco che il Cardinal Bagnasco abbia voluto dare un segnale forte, però… in questo modo, solo apparentemente ” generale “, ha ottenuto l’effetto di aggiungere astio all’astio e confusione alla confusione…specialmente nei nostri cervelli. Io penso che sparare nel mucchio per colpire il bersaglio desiderato ormai non serva e non basti più. Siamo tutti colpevoli, noi ed i politici che abbiamo eletto, perché figli e frutto dei nostri errori! … Non possiamo continuare a cercare e vedere le pagliuzze negli occhi dei nostri avversari e non accorgersi delle travi che spuntano dai nostri!.. Occorre un esame generale e di una presa di coscienza collettiva sia da parte di noi cittadini sia da parte del potere, politico ed ecclesiastico. Non si può più solo predicare ed esimersi dagli esempi concreti. La politica ha perso l’occasione di dimostrare al popolo la propria predisposizione al sacrificio non tagliandosi in modo effettivo e credibile privilegi e guadagni sproporzionati ai tempi che viviamo ed ai risultati apportati.. e la Chiesa l’occasione di rinunciare a qualche privilegio di troppo e magari usare il nostro 8 per mille, la cui destinazione non ci è stata mai chiarita abbastanza, con aiuti più consistenti a tutta la povertà che sta colpendo le  famiglie più sfortunate.

I politici, tutti, e dobbiamo specificarlo bene, devono scendere dai loro piedistalli: nessuno è santo. Il comportamento morale deve essere sollecitato prima a se stessi e poi agli altri. I comportamenti etici sono carenti ovunque… questo è il dramma. Purtroppo esistono troppi puritani e pochi vergini e noi, cittadini e servi, siamo disgustati e contaminati. Ci comportiamo usando i format che ci vengono promozionati… libertà sessuale esasperata, ricerca del guadagno facileperdita di ogni rispetto verso gli altri e, soprattutto verso se stessi. I valori non si recuperano solo con i moniti, ma devono essere accompagnati dagli esempi che ci arrivano da comportamenti ineccepibili. Comunque, ben vengano le parole di Bagnasco se utili a farci riflettere, ma che sia chiaro… sul banco degli imputati non salgano solo alcuni, ma tutti!

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia
 

Volerò…voleremo insieme

settembre 20, 2011
BUONA GIORNATA AMICI…LA BORSA CALA ANCORA, MA LA BORSA DI CHI?… QUELLA DEGLI SPECULATORI PER SPAVENTARCI ULTERIORMENTE ED APPROFITTARE DI NOI ANCORA, O QUELLA DELLA NOSTRA UMANA PAZIENZA COSI’ MESSA A DURA PROVA… IL NOSTRO BLOG, COME MILLE ALTRI, RAPPRESENTA L’ESEMPIO DI UNA MULTIDINE DI PERSONE ” SANE ” E NON DECLASSATE NEL LORO ” RATING ” PERSONALE DI VALORI E INDOMITA VOGLIA DI NON SOCCOMBERE: ECCO, NOI SIAMO LA REALTA’ CHE TENTANO DI OFFUSCARE CON CONTINUE NUBI E TEMPORALI TERRORISTICI MEDIATICI FINANZIARI… QUANDO TUTTO SARA’ FINITO E AVRANNO LASCIATO SOLO MACERIE, QUALCOSA RIMARRA’ INTATTA…LA NOSTRA VOGLIA DI VIVERE ED AMARE ONESTAMENTE, IL NOSTRO RISPETTO RECIPROCO, LA NOSTRA VOGLIA DI NON ISOLARCI, DI CERCARCI , RAPPORTARCI ED INSIEME…RIPRENDERE A VOLARE…
Miniatura3:46
 

Volerò, Umberto Napolitano – Video ufficiale.m4v

Dopo 20 anni di silenzio ho deciso di riprendere a cantare. Questo è il video del mio primo singolo… per tornare a volare insieme a voi.

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

11 settembre… ieri, oggi, domani

settembre 11, 2011

E’ un post datato 11 settembre 2011, ora gli anni volati sono chiaramente 12.

Sono passati 10 anni, anzi… sono volati 10 anni. E come se da quel giorno il corso della vita abbia assunto un’accelerazione improvvisa, veemente… un’accelerazione che ha portato ad un susseguirsi di cambiamenti inimmaginabili prima e paragonabili solo a quelli innestatisi 11 anni prima con la caduta del muro di Berlino, avvenuto sì il 9 novembre 1989, a causa della sua inutilità, dopo lo smantellamento della cortina di ferro da parte dell’Ungheria (23 agosto 1989) , ma cominciato con il successivo esodo (attraverso il paese danubiano) dei tedeschi dall’Est proprio a partire dall’11 settembre dello stesso anno. Quindi, un numero ed una data che si ripetono con scadenze precise, come parte di un disegno superiore ed inarrestabile. E l’anno prossimo scadranno  anche gli 11 anni ciclici dei grandi cambiamenti ( 1989, 2001,2012 ) che coincideranno proprio con la fatidica data del 21 dicembre  della profezia Maya di cui tanto si parla…  e se, per voler provare ad addentrarci ulteriormente nel complicato gioco dei numeri, proviamo a sommare il 21 al 12 ( cifra corrispondente al mese di dicembre ) otteniamo il totale di 33, che diviso per i 3 cicli  considerati… porta al solito  e persecutorio risultato di 11…. Ebbene, io  non voglio allinearmi all’allarmismo terroristico che imperversa ormai da tempo, e ammetto onestamente che questo ultimo calcolo l’ho un po’ tirato per i capelli, ma ciò non toglie che non possa esimermi da una considerazione molto realistica: il mondo sta precipitando in un vortice autodistruttivo dove valori e buon senso hanno lasciato il posto a speculazioni egoistiche  e cabale insulse figlie di superstizioni pagane. Tutte le ultime guerre sono la conseguenza logica di speculazioni internazionali ancor più accentuate ed evidenti rispetto a quelle del millennio precedente, perché il tavolo dei pretendenti alla spartizione delle risorse si è allargato in modo esponenziale a causa di una globalizzazione che ne ha accentuato esigenze e carenze. Ciò ha portato ad un diminuire costante di ogni fede e speranza rivestendo di paure e di dubbi la corsa sfrenata ad un materialismo esasperato… Siamo tutti diventati  spettatori inermi di eventi al cui tragico epilogo sembriamo quasi rassegnati, e questo è il pericolo più incombente… la rassegnazione. No!,No!!! Io trovo che questo sia l’atteggiamento più stupido che ognuno di noi possa accettare. Se i destini del mondo sono in mano a pochi è perché la maggior parte di noi si ostina a conoscere e ad interessarsi solo di tutto ciò che accade entro i confini del proprio orticello. Questa è pigrizia deleteria ed autodistruttiva! Come accennato all’inizio gli ultimi avvenimenti hanno portato il mondo ad un’accelerazione repentina di ogni evento per cui continuare ad ignorare è come rinunciare a lottare per sopravvivere ed aspettare inerti lo tsunami che travolgerà inesorabilmente gli sprovveduti. Bisogna informarsi e lottare, cercare alleanze  con chi persegue i nostri stessi intenti e necessità, affinché noi piccoli possiamo crescere e diventare grandi unendoci nell’alleanza delle conoscenze condivise: ciò magari non contribuirà immediatamente a portare a cambiamenti positivi di rotta, ma contribuirà certamente a creare i presupposti per nuove generazioni più preparete e responsabili, capaci di proporre condottieri politici migliori di quelli attuali. Solo così paure, superstizioni e paganesimo, pane dei poveri ignoranti di spirito e nozioni, piano piano potranno diradarsi per lasciare il posto a comportamenti più concreti e sereni.

La mia forse è stata una considerazione troppo futuristica, filosofica ed utopistica, per cui, cosciente di ciò, ritorno al presente e vi offro una visione più reale della situazione mondiale attuale, pubblicandovi un post molto interessante ed esaustivo edito dall’Agenzia di stampa Ascarelativo all’11 settembre ed a tutte le sue ombre passate e future.

L’11 SETTEMBRE SI COMMEMORA ALL’OMBRA DELLE NUOVE MINACCE

Le principali citta’ degli Stati Uniti hanno iniziato la drammatica commemorazione del decimo anniversario degli attacchi dell’11 settembre 2011 ma, sullo sfondo delle iniziative, incombe una nuova minaccia terroristica di Al-Qaeda. Anche se le possibilita’ della presenza di autobombe a New York e Washington restano scarse, un funzionario americano ha sottolineato che la minaccia e’ credibile.

Secondo il New York Times, l’ipotesi di complotto e’ arrivata alle orecchie degli ufficiali dei servizi segreti degli Stati Uniti grazie a un informatore che si trova nella regione di confine tra l’Afghanistan e il Pakistan.

L’informatore, mercoledi’, aveva riferito che due cittadini americani di origine araba avevano lasciato l’Afghanistan, attraversando altri paesi, e raggiungendo gli States la scorsa settimana. Secondo il giornale il rapporto dell’informatore conterrebbe anche una descrizione fisica dei due uomini.

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, costantemente aggiornato sulle minacce, e’ tornato a ribadire il suo ordine alle agenzie di sicurezza: ”Raddoppiare” gli sforzi e prendere tutte le precauzioni necessarie, come riferito dal suo portavoce Jay Carney.

In ogni caso, nessun cambio di programma sulla sua partecipazione alle cerimonie a Ground Zero, a New York, e a Shanksville, in Pennsylvania.Barack Obama

OBAMA, AL QAEDA E’ SULLA STRADA DELLA SCONFITTA

”Oggi l’America e’ forte e Al-Qaeda e’ sulla strada della sconfitta”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, nel suo consueto discorso settimanale alla radio, alla vigilia del decimo anniversario degli attacchi dell’11 settembre 2001. Il presidente ha riflettuto su come gli Stati Uniti abbiano ottenuto ”giustizia”.

”Dobbiamo guardare avanti, al futuro che costruiamo insieme” e questo vuol dire anche ”rimanere forti e sicuri di fronte a qualsiasi minaccia”, ha aggiunto riferendosi al pericolo terroristico che in questi giorni e’ tornato a popolare la preoccupazione degli americani.

Il presidente Usa ha ricordato la battaglia degli Stati Uniti durante gli ultimi due anni e l’uccisione del leader di Al Qaeda Osama bin Laden.

L’appello a ”tenere alto lo stato di vigilanza” dello stesso Obama e’ poi stato diffuso da una nota della Casa Bianca.

Il presidente ha sollecitato la sua squadra di sicurezza nazionale a ”perseguire vigorosamente” tutti i dati di intelligence su quello che i funzionari americani descrivono come una ”minaccia credibile” di attentato dinamitardo in coincidenza con l’anniversario di domani. Obama ha inoltre sottolineato che il Paese ”non deve rilassarsi” nel suo atteggiamento anti-terrorismo nelle prossime settimane.

BENEDETTO XVI SCRIVE: TRAGEDIA AGGRAVATA DALLA PRETESA DI AGIRE IN NOME DI DIO

Papa Benedetto XVI ha inviato una lettera a mons. Timothy Michael Dolan, arcivescovo di New York, e presidente dei vescovi Usa, in occasione del decimo anniversario degli attentati dell’11 settembre.

”In questo giorno – scrive il pontefice – i miei pensieri tornano ai tristi eventi dell’11 settembre 2011, quando le vite di cosi’ tanti innocenti vennero perse in un attacco brutale alle Torri Gemelle del World Trade Center e in altri attacchi a Washington e in Pennsylvania. Mi unisco a voi nel raccomandare le migliaia di vittime alla infinita misericordia di Dio Onnipotente e nel chiedere al Padre Nostro che e’ nei cieli di continuare a consolare coloro che piangono la perdita dei loro cari”.

”Ancora una volta – scrive ancora Benedetto XVI – , deve essere inequivocabilmente affermato che nessuna circostanza puo’ mai giustificare atti di terrorismo”.

”La tragedia di quel giorno – osserva il pontefice – e’ aggravata dalla pretesa degli attentatori di agire in nome di Dio”. ”Ogni vita umana – prosegue il messaggio – e’ preziosa agli occhi di Dio e non va risparmiato alcuno sforzo nel tentativo di promuovere nel mondo un genuino rispetto per i diritti inalienabili e la dignita’ delle persone e dei popoli dovunque essi siano”.

Il papa loda il popolo americano ”per il coraggio e la generosita’ che ha dimostrato nelle operazioni di soccorso e per la sua prontezza nell’andare avanti con speranza e fiducia”. Quindi eleva la sua ”fervente preghiera” affinche’ ”un fermo impegno per la giustizia e una cultura globale di solidarieta’ contribuisca a liberare il mondo delle rivendicazioni che cosi’ spesso danno luogo ad atti di violenza” e nello stesso tempo ”crei le condizioni per una maggiore pace e prosperita’, offrendo un futuro piu’ luminoso e piu’ sicuro”.
– L’11 SETTEMBRE SI COMMEMORA ALL’OMBRA DELLE NUOVE MINACCE
– SCUOLA: LUNEDI’ IL RITORNO AI BANCHI. FINO AL 9 GIUGNO
– CRISI: SI FERMA LA RIPRESA DELL’OCCUPAZIONE NELL’UE
– CALCIO: FINALMENTE RIPARTE LA SERIE A.
E’ CACCIA AL MILAN

– AGROALIMENTARE: ISTAT, ITALIA PRIMA IN EUROPA PER RICONOSCIMENTI DI QUALITA’
– STRASBURGO RICHIAMA L’ITALIA, POLITICI RINUNCINO A SLOGAN RAZZISTI
– CORNO D’AFRICA: QUASI CENTOMILA BAMBINI SOMALI RIFUGIATI IN ETIOPIA
– CRISI: INDUSTRIALI BOCCIANO LA MANOVRA
– CRISI: INDUSTRIALI BOCCIANO LA MANOVRA
– GARIBALDI: SULL’ASPROMONTE FERITO DA FUOCO AMICO
– SCUOLA: OLTRE 670 MILA ALUNNI STRANIERI IN ITALIA
– SCUOLA: AL VIA NUOVO ANNO, TORNANO SUI BANCHI 7,8 MILIONI DI STUDENTI
– USA: BERNANKE, CRESCITA MIGLIORERA’ NEL SECONDO SEMESTRE
– DISOCCUPAZIONE GIOVANILE, ITALIA LA PEGGIORE IN EUROPA
– MANOVRA BIS: 30 ANNI DI SPESA PUBBLICA SEMPRE IN CRESCITA
– CRISI: ALLARME GIOVANI FAMIGLIE, SOLO 28% RIESCE A RISPARMIARE

by Agenzia di stampa Asca

introduzione a cura di

Umberto Napolitano
Famiglie  d’Italia

Buon weekend a tutti, ma da lunedì…

settembre 3, 2011

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Cari amici, oggi non mi sento di commentare o aggiungere altro su quanto stiamo vivendo in questi giorni. In un momento in cui l’orgoglio e l’unità nazionale dovrebbero permetterci di mostrare al mondo intero l’immagine di un popolo che sa compattarsi nei momenti di difficoltà, la politica italiana sta invece offrendo di sé l’immagine più squallida e deprimente. Verginità ed etica morale ormai non esistono più in nessun partito, tanto meno nei suoi uomini, e gli ultimi riscontri lombardi, se per caso ci fosse stato ancora qualche dubbio, lo stanno ampiamente dimostrando. Per cui… godiamoci con i nostri cari questo ultimo weekend vacanziero, se così possiamo ancora definirlo, indipendentemente dalle nubi che ne accompagneranno gli eventi atmosferici, perché da lunedì prossimo, come al solito e ancor di più, saranno per noi i soliti… uccelli per diabetici!

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

Giovani, non temete il mondo e il futuro: cambiatelo in meglio!

agosto 21, 2011

Quasi due milioni di giovani provenienti da tutte le parti del mondo si sono radunati all’aeroporto di Cuatro Vientos, alla periferia di Madrid, per la Veglia di preghiera nella Giornata Mondiale della gioventù. Due milioni di giovani festanti apportatori di un messaggio di pace e di speranza in un immagine così diversa rispetto a poche centinaia di black block che incutono terrore e devastano tutto ciò che incontrano in nome di una giustizia che solo loro conoscono e professano. Ma queste poche centinaia di disperati contornati da fumo e fuoco, sangue e vetrine infrante riescono a concentrare l’attenzione dei media di tutto il mondo per giorni e giorni, creando l’immagine di una gioventù alla sfascio e dilaniata dall’odio.

 

I giovani festanti di ieri, invece, erano quasi due milioni, riuniti nella giornata mondiale della gioventù per la  XXVI edizione dell’incontro internazionale dei giovani cattolici, radunatisi per affrontare insieme a Benedetto XVI  Il tema dell’incontro, ovvero  “Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede” . I loro sguardi erano sereni e gioiosi e mai, ne ieri ne nei giorni precedenti, nessun incidente è venuto a funestare l’evento… neanche un terribile temporale abbattutosi  sulla folla ha creato panico o incidenti, se non sette contusi, ed è scivolato interrompendo la festa ed il discorso del Papa solo per pochi minuti.

Questa è la realtà della gioventù di oggi e non quella rappresentata dai black block! I ragazzi di Madrid sono consapevoli delle difficoltà della vita e le affrontano con amore in un progetto personale ed allargato di fede… gli altri sono quattro gatti rabbiosi che scelgono la via della violenza, perché la più semplice e meno faticosa. Se di quei quattro ci si spaventa e se ne parla per giorni e giorni, di questi due milioni di ” innamorati della vita ” si dovrebbero appendere manifesti indelebili e ricordarne il messaggio in ogni giorno della nostra futura esistenza…, perché qui sta di casa la verità!

I nostri giovani sono il patrimonio del futuro della terra e della sua sopravvivenza e non sono affatto, come alcuni vogliono farli apparire, un manipolo di sbandati rabbiosi e senza idee: i giovani di oggi sono coscienti dell’importanza e della responsabilità del loro essere giovani. Si parla molto delle azioni sbagliate di pochi e quasi niente dell’impegno di molti per dare un senso ed uno sviluppo migliore al futuro del nostro pianeta. Un’infinità di ragazzi professano amore e solidarietà impegnandosi in attività associative a favore dei disagiati e contro la violenza delle le mafie del potere e dei loro soprusi, come ad esempio l’Associazione Peppino Impastato di Brolo (ME), presieduta dall’ amico di FaceBookSonny Foschino : ma di loro si parla poco, non fanno odiens!

Ebbene giovani, prendete  forza e vigore dal messaggio che ieri vi ha mandato il nostro Papa Benedetto XVI… egli ha detto: ” Oggi che la cultura relativista dominante rinuncia alla ricerca della verità e disprezza la verità che è l’aspirazione più alta dello spirito umano, dobbiamo proporre con coraggio e umiltà il valore universale di Cristo, come salvatore di tutti gli uomini e fonte di speranza per la nostra vita “… Io vi ricordo che Cristo si è fatto uomo e come tale è vissuto e morto per lasciarci anche un altro grande messaggio: la volontà di ognuno di noi può abbattere qualsiasi difficoltà e cambiare il corso della storia, può farci tornare a volare  ogni qualvolta che ci abbattiamo al suolo senza forze convinti di non poterci più risollevare, la volontà  e l’amore sono un’arma letale contro qualsiasi ingiustizia e menzogna, per cui… giovani, non temete il mondo e il futuro: cambiatelo in meglio a vostra immagine e somiglianza!

Umberto Napolitano

 
Famiglie  d’Italia

Buon ferragosto a tutti… e che sia d’amore e di pace per riprovare a ” volare “, benché tutto!

agosto 15, 2011
 
Miniatura4:35Volerò – Umberto Napolitano.m4v

Video solo per il mondo web….dedicato e realizzato dall’autore

Cari amici, Buon Ferragosto a tutti! Vi premetto che il mio non è uno spot promozionale, ma un coerente ed onesto messaggio di amore e di pace che vi invio con il cuore. Ormai vi tengo compagnia da quasi tre anni e, bene o male, un po’ sono entrato nelle vostre abitudini quotidiane, almeno per coloro che leggono questo blog quasi giornalmente. Famiglie d’Italia è un blog di informazione, almeno di un certo tipo di informazione… positiva, acculturante, qualche disamina politica nel modo più trasversale e sereno possibile, senza scaldarsi e senza, soprattutto, cadere in espressioni volgari come ormai in cattivo uso un po’ ovunque.  Famiglie d’Italia, però, è soprattutto un progetto di aggregazione di idee e di intenti: il ripristinare alcuni valori importanti della vita, quali il concetto di famiglia, quella tradizionale… ma non solo, il confronto con altri nuclei familiari, lo scambiarsi informazioni e, perché no, anche opportunità di lavoro,  e mettere il tutto in pratica con onestà e serenità, sopperendo così alle ” carenze ” e ” fibrillazioni ” di uno Stato in evidente difficoltà in un momento storico come questo dove tutti siamo in balia di una tempesta finanziaria senza precedenti. Uno Stato i cui rappresentanti, i cosiddetti politici, sono i primi a gridare al sacrificio comune, ma anche i primi a non dare l’esempio ottimale, dimostrandosi riluttanti nel tagliarsi quell’infinità di privilegi che col tempo hanno contribuito a creare la voragine quasi incolmabile del nostro debito pubblico.

Buon Ferragosto a tutti, dicevo,… e che sia d’amore e di pace. D’ “amore “, perché senza la nostra predisposizione ad amare ed essere solidali con il nostro prossimo, difficilmente riusciremo a convivere e sopravvivere in un mondo sempre più globalizzato dove gli squilibri sociali sono ormai di conoscenza comune, grazie ad internet soprattutto, per cui chi ha fame ora si confronta facilmente con chi invece abusa e spreca e non accetta più e si ribella… e la ribellione di chi è affamato, quando scoppia, dilaga e fa strage. Di ” pace “, perché ormai siamo tutti stanchi di violenza e distruzione e di dover ricominciare a ricostruire sempre ripartendo da rovine fumanti… come quelle che anche adesso vediamo intorno a noi perché, volenti o nolenti, siamo in guerra, ed anche pesante! Una guerra diversa, fatta di speculazioni ed attacchi alle nostre ormai labili riserve… una guerra mondiale, però, che tra un po’ sarà costretta ad interrompersi per esaurimento dei nemici da combattere, quando gli ” squali “, terminato il banchetto dei nostri resti, cominceranno ad azzannarsi fra di loro fino ad estinguersi, speriamo, definitivamente. Ed è a quel punto che noi dovremo presentarci pronti a ricostruire e a riprendere quel volo, di speranza e di volontà positiva, senza il quale nessun individuo può rialzarsi e provare a rimettersi in carreggiata. Questo post si apre con una canzone, ” Volerò “… ebbene sì, sono io, ex cantautore, che dopo oltre 20 anni di silenzio ha deciso di rimettersi in gioco per dare forza e valore al proprio progetto ed impegno sociale. In questa canzone provo a ripercorrere parte del cammino della mia vita e mi rivedo giovane quando, insieme a molti altri giovani, cantavo pace e amore sperando un futuro migliore. Ci chiamavano i figli dei fiori, i figli di “ un isola e di un giorno “, volevamo cambiare il mondo ma il mondo… ha inesorabilmente cambiato la maggior parte di noi. Molti si sono svestiti dei fiori ed hanno indossato la cravatta e, questo mondo ora dirigono. Hanno dimenticato ogni buon proposito ripetendo gli errori di coloro che combattevano, peggiorandone i difetti e rinchiudendo negli armadi tutte le poche cose buone in cui avevano confidato e professato. In ” Volerò “, dopo aver per primo fatto un critico esame di coscienza, invito i ragazzi di allora ad aprire l’armadio della loro vita, a liberarsi delle scorie e degli errori, ed a provare a ricercare tutte quelle belle parole ed intenzioni che si sono disperse nel vento  ” per rimetterle insieme e  cucirne un vestito ” da donare con convinzione ai giovani di oggi, perché noi… siamo ancora in tempo.

Come ho aperto questo post offrendo un video con un’immagine attuale del sottoscritto, così chiudo riproponendovi una mia immagine di quando non avevo ancora vent’anni, tratta da alcuni spezzoni Rai presentati recentemente, dove, nel primo spezzone, a partire dal minuto 7 e qualche secondo, mi vedete cantare accompagnato dalle chitarre di Riky Maiocchi e Gianni Pettenati. Osservate la mia, la nostra grinta, mentre cantiamo… ” Tutti uniti con le chitarre, le nostre chitarre contro la guerra “.

Buon ferragosto, ancora…

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

 

No Vasco, tu non vivi solo grazie alla chimica…

agosto 6, 2011

No Vasco, parla di tutto, ma non di depressione! Hai rappresentato per più generazioni il modello da seguire per un’infinità di giovani  affascinati dalla tua ribellione alla noia e “allergia” ai comportamenti comuni. Premetto, non intendo affatto attaccarti come fece nel dicembre del 1999 Alessandro Alfieri sul suo blog accusandoti della responsabilità della deriva sociale e culturale della nostra Italia degli ultimi decenni, ma nemmeno offrirti una nuova ” laurea  honoris causa ” in Scienze della Comunicazione, come quella conferitati il 12 maggio 2005 dallo IULM di Milano. Però tu di  questa  Comunicazione sei un elemento troppo in evidenza per non prendere ed analizzare con estrema attenzione e cautela ogni tua affermazione per cui, prima di proseguire, voglio ben evidenziare a tutti  il significato del termine  ” depressione “:

 … ” La depressione è una patologia dell’umore, tecnicamente un disturbo dell’umore caratterizzata da un insieme di sintomi cognitivi, comportamentali, somatici ed affettivi che, nel loro insieme, sono in grado di diminuire in maniera da lieve a grave il tono dell’umore, compromettendo il ” funzionamento ” di una persona, nonché le sue abilità ad adattarsi alla vita sociale. La depressione non è quindi, come spesso ritenuto, un semplice abbassamento dell’umore, ma un insieme di sintomi più o meno complessi che alterano anche in maniera consistente il modo in cui una persona ragiona, pensa e raffigura se stessa, gli altri e il mondo esterno… La depressione talvolta è associata ad ideazioni di tipo suicida o autolesionista, e quasi sempre si accompagna a deficit dell’attenzione e della concentrazione, insonnia, disturbi alimentari, estrema ed immotivata prostrazione fisica “…

La depressione è anche la conseguenza della presa di coscienza del fallimento di molti aspetti della propria esistenza, il rendersi conto di aver inseguito solo illusioni ed aver costruito ben poco di positivo rispetto all’auspicato o professato. La depressione è un cancro subdolo dell’anima che non si risolve coi farmaci, al massimo la si anestetizza avvolgendola di strati chimici. La depressione è la presa di coscienza del fallimento della propria presenza su questa terra.

Caro Vasco, spesso hai predicato bene malumori  e rivoluzioni, ma spesso li hai vissuti a margine, risvegliandoti a volte improvvisamente ed accorgendoti che nel mondo la guerra non si era mai fermata, come nel 1995 quando presentasti a San Siro l’evento Rock sotto l’assedio, schierandoti contro la guerra in Jugoslavia e cantando Generale di Francesco de Gregori. Ma la guerra è sempre presente in ogni attimo della nostra vita…sotto forme infinite, e la guerra che stiamo vivendo in questi giorni è la peggiore che mai un essere possa augurarsi. Attacchi spericolati da parte di famelici speculatori stanno abbattendo l’economia mondiale  riducendo i vari popoli con il fondo schiena sui carboni ardenti. Il futuro dei giovani è compromesso da noi “maturi” per colpa della nostra insaziabile avidità…

I giovani ora ricevono troppi messaggi negativi e senza speranza. Se anche una rock star come te abbassa le armi, si dichiara sconfitto sbandierando la propria depressione… a questi giovani, già mutilati di tutti i credo e miti, viene a mancare anche l’ultimo condottiero, quello che li aveva tenuti in piedi nella loro noia convincendoli di poter bypassare i problemi della vita con un bicchiere di wisky al Roxy bar. Eh no, caro Vasco…tu non puoi permetterti di affondare con la tua barca, ma devi far tutto per salvare il tuo equipaggio, in questo caso le generazioni cresciute anche seguendo le tue proposte di vita… Tu hai scelto quella  della ribellione…io quella dell’amore… Ma non ti credere, anch’io ho sbagliato, e molto, perché ho usato come mezzo di comunicazione forse il più cristiano e di buon senso, ma quello più debole come penetrazione a livello mediatico e non sono stato capace di mediare tra le due. La gente preferisce ascoltare chi gli indica le strade meno ardue, non chi gli suggerisce solo regole e rinunce. Tu sei stato seguito da una enorme massa, io da una piccola nicchia… ma tu non hai mai mollato, mentre io spesso mi sono arreso e fermato. Siamo stai un po’, in senso bonario, come il ” diavolo e l’acqua santa “, entrambi importanti e complementari di questa vita così complessa, bisognosa di essere vissuta in modo equilibrato ma, a volte, anche spericolato.

Caro Vasco, rispetto al gigante che tu sei io sono un piccolo Davide… ma non sono qui per combatterti, anzi… sono qui per aiutarti e per proteggere te e tutti coloro che ti amano, pregandoti umilmente di non dichiarare la tua sconfitta nei confronti di una depressione che ti accompagna ormai da 10 anni… tu non la sconfiggi con i farmaci perché essa è la depressione di un uomo non comune: solo tu puoi sconfiggerla ritrovando l’entusiasmo di comunicare col tuo immenso popolo anche se in modo diverso, più adulto, come puoi fare perché traspare dalla tenerezza con cui parli dei tuoi tre figli e della tua dolce Laura. Ogni età ha la sua stagione, ed io e te in maturità abbiamo il dovere di continuare a diffondere i nostri pensieri a coloro che da noi se lo aspettano, indipendentemente dal numero da essi rappresentato… se adesso ti accorgi che nel tuo animo spuntano valori e visioni diverse da quelle della tua gioventù, e questo è cominciato in te una decina di anni fa, non significa che quelle di prima erano del tutto sbagliate, e la tua Albachiara ne è l’esempio più evidente che in pochi saranno in grado solo di avvicinare…

…significa che quelle idee, come te, sono maturate e germogliate nei fiori della tua attuale realtà… cogline gli aspetti migliori e rendine partecipe i tuoi fans, non raccontare loro lo spettro della tua depressione che potrebbe contagiarli, ma combattila e guariscila accettando senza remore o timori il tuo…il nostro miglioramento. Con affetto…

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

 

Politici, ricollegate al buon senso i vostri cervelli e tagliatevi il 50% dei vostri privilegi… dateci l’esempio, toglieteci l’ansia, ed insieme riprenderemo a volare…

agosto 4, 2011

Oggi prendo spunto da una notizia scientifica che vi proporrò come informazione interessante in coda al post, notizia che annuncia che si è scoperto che quando in zone del nostri cervelli si stacca la comunicazione ecco che in noi nasce l’ansia,… per evidenziare come in noi cittadini l’ansia scatti e perduri quando fra coloro che abbiamo preposto alla nostra guida, i nostri parlamentari, si stacchi completamente la comunicazione.

Ieri in Parlamento abbiamo assistito all’ennesima “ babele ” tra sordi ed individui che parlano lingue differenti. E ‘ inutile che il nostro Presidente Giorgio Napolitano si sgoli ad invocare l’unità nazionale ed inviti ad intercomunicare fra le fazioni avverse in frangenti delicati come quelli attuali, per l’interesse collettivo: no, per loro viene sempre e prima prima quello personale e allora, piuttosto, come al solito… che muoia Sansone con tutti i Filistei. La comunicazione necessaria in questo momento fra le varie forze politiche da noi si è interrotta ormai da tempo.

Il Parlamento, cervello pensante e coordinante di una Nazione che attende soluzioni per districarsi dal guano e riprovare ad emergere per approdare a lidi più solidi e meno pestilenziali, ha completamente staccato i collegamenti fra i propri settori: Berlusconi e la sua maggioranza vanno da una parte e Bersani e l’atra nella direzione opposta, e in noi… cresce l’ansia! Noi siamo stufi e spaventati, ma soprattutto senza rimedi. Se il nostro Stato fallisce questi troveranno il modo per non pagare più pensioni e stipendi sbandierando come alibi  il vessillo del  ” default “… , tanto i loro soldi per sopravvivere agiatamente in attesa di tempi migliori li avranno già accantonati da qualche parte a noi sconosciuta.

Eppure le soluzioni logiche non mancano, ma questi politicanti hanno staccato la comunicazione  nei loro cervelli anche tra la necessità del buon senso di sacrifici comuni fortificati dall’esempio e le loro tasche sempre pronte solo a ricevere emolumenti spropositati. Ed è inutile che noi ci affanniamo sul web a denunciare e a provare ad indire referendum: quelli non molleranno mai l’osso, se non qualche briciola come facevamo i Proci con i loro cani nelle fastose cene organizzate nella casa di Ulisse indebitamente occupata durante la guerra di Troia.

Ecco, in  questo momento di guerra mondiale combattuta nelle ” borse ” invece che nei campi di battaglia, la nostra Italia, una piccola Itaca  in un mondo in evoluzione, globalizzato ed affamato, sembra proprio  una Penelope occupata ed abusata da individui senza idee e senza scrupoli, se non quello di  divorare il tutto lasciando si e no le briciole, sperando che Ulisse, il popolo sovrano, impegnato com’è a combattere la sua grande guerra quotidiana, si perda definitivamente e non sia in grado più di reclamare e riconquistare i propri diritti facendo piazza pulita di chi glieli ha negati appropriandosene e facendone scempio.

La soluzione, dicevo, ci sarebbe e darebbe esempio e spinta mondiale:i nostri politicanti si tagliano in un solo colpo il 50% dei loro inopportuni privilegi ed insieme, uniti per una volta tanto nell’interesse comune, ci indicano la via del rigore e del sacrificio da seguire e noi… italiani, brava gente tutto cuore, spaghetti e mandolino…, ci innamoriamo nuovamente delle nostre istituzioni ed insieme affrontiamo anche la morte, certi di vincere e ricominciare a volare. Questo deve accadere, perché è l’unico esempio tangibile che ci possa rivitalizzare… in caso contrario resteranno solo chiacchiere emesse da bocche guidate da cervelli staccati e non comunicanti, pericolose apportatrici di ansie e malumori spesso causa di eventi incontrollabili e catastrofici.

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

Ed ora, come promesso, vi pubblico il post preannunciato all’inizio e causa di questa mia riflessione…

Se il cervello “non comunica” scatta l’ansia

Che l’ansia fosse un disturbo mentale lo sapevamo tutti. Quel tarlo che ti impedisce di dormire, che ti spinge a guardare l’orologio mille volte, che ti mette addosso il terrore prima di un viaggio non poteva che provenire dal cervello, centro di ogni emozione. Adesso uno studio italiano lo conferma e spiega anche il perché.

L’Irccs Medea di San Vito al Tagliamento, in collaborazione con le università di Udine e di Verona hanno osservato il comportamento del cervello in soggetti particolarmente ansiosi e hanno notato che l’ansia scatta in particolare per una “mancanza di comunicazione”. Infatti, vi sono aeree del cervello che devono sempre restare in contatto tra loro per trasmettere in modo corretto le informazioni su determinate reazioni a uno stimolo. Si tratta delle zone responsabili della risposta allo stress e le emozioni negative, situate nell’emisfero destro del cervello. Quando scatta l’ansia, si è visto che la comunicazione tra queste aree è stata interrotta.

Non si sa bene ancora perché questa comunicazione si interrompa, da cosa sia causato questo improvviso stop. Ma è certo che ripristinando il passaggio di informazioni tra queste aree, il soggetto non sentirebbe più la preoccupazione e il panico e quindi vivrebbe meglio le situazioni più difficili. Lo studio è ancora in fase di completamento e molte altre novità potrebbero venir fuori a breve. Resteremo tutti in … ANSIOSA attesa di conoscerle!

by BenessereGuidone.it

L’intesa sul debito Usa non piace alle Borse… e chi se ne frega!

agosto 2, 2011

E sì amici…proprio “ E chi se ne frega ! “… O che  Obama avesse centrato l’accordo per evitare il default o che lo avesse fallito , la speculazione era ormai già stata programmata alla faccia dei fessi che continuano a considerare un lavoro quello di giocare in borsa. Bruciati 15 miliardi di euro… e di chi?… dei fessi! Alla prossima apertura probabilmente la Borsa ricomincerà a recuperare… ma a favore di chi? Difficilmente dei fessi!… Ma intanto è stato creato l’allarmismo ed i giochi prenderanno le pieghe auspicate proprio dai furbi. Io mi auguro che le persone di buon senso la smettano di perdere soldi in attività che non conoscono, tanto vale giocare alla roulette, che almeno è facile da capire e paga equamente rispetto alle possibilità contrarie. Io, però, detesto il gioco d’azzardo, senza nessuna distinzione… mentre lo Stato, raffinato e abile biscazziere, tra scommesse e truffe finanziarie assecondate, lotto, superenalotto e macchinette varie ci incoraggia a trasformarci tutti in incalliti e disperati giocatori, spennandoci come polli da infilare nello spiedo cominciando dall’ano per uscire dalla bocca… MA PER QUANTO TEMPO ANCORA AVETE  VOGLIA DI ASSECONDARE QUESTA MASOCHISTICA CARNEFICINA ?!?

Io penso che sia arrivato veramente il momento di cominciare a guardarsi attorno e in dietro… per capire se non sia meglio trarre qualche insegnamento da porre in essere per il futuro… Che le Borse affondino o risalgano, senza bisogno di aggrapparsi alle chimere della fortuna, la coltivazione del mio orto, se fatta con buon senso e con amore, continuerà a produrre i frutti bastanti per  farmi sopravvivere decorosamente, evitandomi per giunta eventuali dannose indigestioni… e chi vuole intendere,  una volta per tutte…  ma che intenda!!!

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

MANIFESTO DEL CITTADINO … questa classe politica, tutta, non serve più a nessuno: caviamocela da soli!

luglio 6, 2011

 Agguati e tradimenti, questa è la politica a cui ci affidiamo da troppo tempo ormai… chi cerca di abbattere l’avversario politico facendolo crollare come Sansone e tutti i filistei, chi scaglia la pietra e poi nasconde il braccio, chi sa solo lamentarsi o urlare ma non propone mai nulla di nuovo e di concreto, chi vede le pagliuzze negli occhi dell’altro e sorvola sulle travi dei propri, chi fa il bacchettone e nasconde nell’armadio i suoi comportamenti amorali, chi ci chiede sangue ma del proprio non offre nemmeno una stilla… insomma, un quadro sconsolante che nessuna nuova elezione potrà mai modificare, almeno per adesso. Qualsiasi maggioranza dovesse prendere il sopravvento andrebbe in contro al medesimo fallimento,perché li mescoli o li travesti… quelli sono gli uomini, e non cambieranno mai… attaccati come sono alle loro sedie ed al loro potere… potere su che cosa poi?… Se continuano così tra un po’ si contenderanno solo più le nostre ossa. Il cervello ce l’hanno ormai spappolato, le membra sfiancate, le coscienze dilaniate, le speranze…affossate.

Come fare ad uscirne fuori ed a provare a salvarci ?… C’è solo, purtroppo, una decisione drastica da prendere che potrebbe tanto assomigliare ad una soluzione anarchico-qualunquista, ma che tale non è: dimenticarsi per un po’ della loro esistenza. Facciano quello che vogliono tanto a noi non tange più di tanto. Allontaniamoci dalle loro chiacchiere e dalle loro risse… concentriamoci sulle nostre realtà. Sulle poche cose tangibili che ci rimangono, ovvero affetti e  voglia di lavorare…  Facciamo l’inventario di tutto ciò di buono che è ancora in nostro possesso… ingegno, una piccola fabbrica, un’officina, un campo da coltivare, valori e tradizioni, una famiglia… immaginiamo il tutto ampliabile se messo a disposizione e proiettato al servizio della collettività e degli interessi comuni, operando in armonia…informiamoci ed informiamo a nostra volta  su quanto abbiamo e su quanto siamo in grado di fare ! Creiamoci una rete che ci permetta di proporci e di accogliere proposte: io cittadino di un paesino lombardo ho questo e so fare quest’altro… e tu, che vivi dalle parti di Catania, hai qualcosa che mi interessa, che potresti darmi o fare per me… ecco, scambiamoci il tutto direttamente, senza troppi intermediari che ingrassino dei nostri sacrifici… quasi come tornare al baratto, ma in una forma snella e moderna e, questo, grazie proprio al progresso dei tempi che viviamo. Già qualcosa di simile accade in internet con  l’ ecommerce… miglioriamolo, svestendolo della diffidenza e rivestendolo di qualità ed onestà… facciamo in modo di avere sempre sotto controllo la quotidianità del nostro Paese, così da eccellere in tempestività e concretezza… scartiamo definitivamente l’inganno e proponiamo il meglio di ogni cosa  sotto il marchio comune della nostra italianità… aperta e leale.

Evolviamoci ed aiutiamo ad evolversi! I nostri ragazzi sono il nostro patrimonio: ultimamente li abbiamo troppo malmenati. Li abbiamo riempiti di cose inutili per tenerli occupati e allontanarli dai nostri fallimenti. Li abbiamo fatti studiare ma non gli abbiamo trasmesso la filosofia e la scienza del lavoro… tutto, anche quello manuale! Li abbiamo impigriti ed indeboliti, ma soprattutto abbiamo ucciso le loro speranze e la gioia del vivere, spingendo i più deboli verso il baratro di rimedi momentanei, quali alcool e droga… Siamo ancora in tempo per rimediare… restituiamo la vita ai nostri giovani!… Diamo loro la spinta trovandola prima in noi, alcuni di loro un giorno governeranno e non dovranno commettere gli stessi sbagli della classe politica attuale… uniamo le nostre forze, non disdegniamo il confronto… ridiamo valore al concetto di solidarietà, non più come elemosina una tantum, sciacqua coscienze, bensì come una necessità primaria per la sopravvivenza comune… non commiseriamoci più nascondendo la testa come gli struzzi, ma usciamo allo scoperto, promozioniamo il meglio di noi, condividiamolo con tutti… e non affonderemo!

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

Buona domenica… con cautela ( un anno dopo )

giugno 5, 2011

Pari pari, non cambiando nemmeno una virgola, oggi vi ripropongo un post da noi pubblicato un anno fa. Come potete constatare poco è cambiato nella nostra situazione politica… noi, però, siamo cresciuti e migliorati nella conoscenza e nella consapevolezza

Buona domenica… con cautela

giugno 13, 2010

Viaggiando su Google ho trovato questa accattivante cartolina con una ” bella ” frase impressa… parole emozionanti che parlano di libertà ma che, purtroppo, suonano dissonanti con quanto accade realmente ogni giorno… da molti giorni. Tutti che parlano di  ” libertà ” e si riempiono la bocca, e su questa parola ” libertà “ si scaldano, inneggiano e la fanno propria, unica, inconfutabile.

Purtroppo, in questo modo, la nostra libertà, quella che ci appartiene veramente, non riesce neanche a finire dove comincia la loro, perché… in realtà mai iniziata! Troppe voci ci sovrastano con dettami e verità imposte fin dalla nostra nascita connettiva, quella, cioè, in cui cominciamo ad apprendere ed a capire qualcosa, assalendoci da destra a sinistra in un cerchio vorticoso che non lascia più scampo. Se ci aggrappiamo ad una verità dobbiamo difenderci dall’altra, in un rimbalzo roboante che… ci confonde, ci intossica, ci uccide… il cervello e l’anima, ovvero la coscienza pensante e quella operante.

Quindi, buona domenica a tutti con una bella frase ad ” effetto “… ma accettatela, vi prego, con cautela e senza prenderla troppo sul serio, perché in quella frase, molto probabilmente, si nasconde un ‘inganno, una sirena… che ci ammalia e ci dona una libertà tutta sua, divorandosi la nostra!

p.s.: questa mia elocubrazione è figlia del volgare scontro politico in atto ” per il nostro bene futuro ”, ma senza alcun riguardo e rispetto ” per quello presente “.

Famiglie          d’Italia

Umberto Napolitano

Io,Umberto Napolitano: la mia storia

maggio 25, 2011

Prefazione

Per la prima volta decido di raccontare qualcosa della mia vita artistica, non per motivi di esaltazione personale … ma per rispondere in qualche modo a coloro che si chiesero un giorno sul perché del mio ritiro e che ora si chiedono su quello del mio rientro.

Sono nato nella caserma del III Bersaglieri di Brescia  il 25 maggio 1947 e vissuto i primi 18 anni della mia vita tra caserme e case militari sparse per il Nord Italia. Il 26 giugno1965 a 18 anni, un mese ed un giorno, preso possesso della patente alla scuola guida, decisi di lasciare Torino, i miei genitori e l’ultimo anno di ragioneria, per intraprendere il viaggio alla conquista della metropoli musicale italiana: Milano.

Avevo iniziato a calcare le scene fin da piccolo: alla Rai di Torino con Febo Conti ed Enza Sampò nella trasmissione pomeridiana “ Il circolo dei castori “e come chitarrista/cantante a 15 anni in un’orchestra da sala da ballo, tanto per ricordare le situazioni più importanti.

Ma il sogno era Milano: 20.000 lire in tasca, una Fiat 500 acquistata con i risparmi e … via all’avventura!

Fui subito accolto dalle braccia paterne di FRANCO NEBBIA ( nella foto ), uno dei padri del cabaret milanese, confrontandomi con artisti affermati sotto la sapiente regia di un giovane ed emergente regista, quale Enrico Vaime.

Mi imposi come cantautore impegnato socialmente e fui subito notato da una casa discografica importantissima: la Jolly records. Con questa etichetta incisi il mio primo singolo da adulto ( infatti da bambino, a15 anni, accompagnato dal mio papà maresciallo dell’esercito, dietro indicazione di Adriano Celentano che aveva fatto il militare nella sua caserma, approdai alla Vedette records, incidendo un singolo prodotto da Gian Pieretti e dal titolo “ La croce di un uomo “ e “ Ti prego,torna “, nascosto dietro lo pseudonimo Umberto May.  Esperienza nata e morta nel volgere di un’estate ).

Il primo singolo con la Jolly conteneva due brani: “ Guarda il mondo “ e “ La vita del bar “e mi presentai al grande pubblico con il nome d’arte Umberto.

Il 1966 fu un anno importantissimo. Il famoso produttore Nanni Ricordi decise di accogliermi nella sua scuderia e con la canzone “ Chitarre contro la guerra “, da me scritta, vinsi il premio della critica al Festival delle Rose di Roma, interpretandola insieme a Carmen Villani, e mi feci conoscere, oltre che in Italia, anche in gran parte dell’ Europa.

Cominciai, inoltre, a scrivere canzoni per altri interpreti, ma col sorgere dei primi problemi  affiorarono anche i primi contrasti nella mia coscienza di artista libero. Fui preso come bandiera dei cantautori di sinistra. Mio padre fu accusato dai suoi superiori di avere un figlio comunista e minacciato di trasferimenti vari se non fosse riuscito a farmi cambiare atteggiamenti ed ideologie …

Erano altri tempi. In realtà mio padre si guardò bene dall’intromettersi nella mia vita privata ed artistica. Era un grande uomo, ancora adesso ben presente e vivo nella mia memoria e nel mio cuore, benché io abbia già da tempo virato la boa dei 60 anni.

“ Ma io, mi sentivo davvero un comunista o ero semplicemente un pacco sul quale avevano appiccicato frettolosamente un’etichetta? “  

Avevo i miei dubbi: credevo nei valori della vita, nella fede in un Essere superiore che ci aveva creati tutti uguali, ma liberi di crescere, di evolversi, di migliorare … o di cadere. Odiavo la guerra, ma ero consapevole che una chitarra o una manifestazione pacifista non avrebbero risolto molto senza un impegno comune che avesse visto alleati  uomini eterogenei, ma fratelli e uniti nello scopo. La mia bandiera era esclusivamente rossa o aveva i colori del buon senso e dell’amore?

Tutto il fermento che si muoveva nel mondo giovanile e studentesco avrebbe portato a risultati positivi o a semplici cambi di rotta per interessi superiori e difficilmente individuabili? Avrei dormito sereno la notte, consapevole di avere barattato i miei dubbi con patti politici che mi avrebbero aperto le porte del successo e dei facili guadagni?

Non ero pronto e lo dissi al mio produttore che, naturalmente, mi abbandonò alle mie elucubrazioni:

prendere o lasciare!… Molti lo fecero, presero … per pentirsi poi in tempi recenti, io no! Ero un artista, un artista vero … libero, coerente e fuori mercato.

E così che scrissi “ Il cammino di ogni speranza “, canzone presentata al festival di Sanremo nell’edizione 1967, interpretata da Caterina Caselli e Sonny & Cher. Canzone con la quale davo l’addio al sogno della speranza nei grandi cambiamenti, speranza che si era manifestata per qualche momento  per poi dileguarsi quasi subito, inesorabilmente … come purtroppo accadde qualche tempo dopo con la constatazione del fallimento di un’utopia: la rivoluzione del 68!

Ormai in contrasto con Nanni Ricordi, che ho rispettato e rispetto per l’onestà del suo credo politico, partecipai alla manifestazione “ Un disco per l’estate “ nel 1967 con il brano “ Gioventù “, ottenendo un buon successo, ma la mia sorte era ormai segnata: niente compromessi … niente successi.

Seguirono un paio d’anni di tentativi vari con etichette discografiche diverse, ma avendo abbandonato il filone della canzone sociale, mi spensi lentamente insieme alla mia creatività.

Seguirono alcuni anni, chiamiamoli, di “ riflessione “. Avevo guadagnato un po’ di soldi ed i diritti SIAE mi permettevano di sopravvivere. Inoltre, cominciai a collaborare come sceneggiatore di fumetti in voga a quei tempi, con discreti successi e soddisfazioni finanziarie. Per un paio di stagioni feci pure l’impresario, collaborando con uno dei “ grandi “ di allora “ Luigi Canzi “, occupandomi di “ ex colleghi “ di una certa caratura come Al Bano, Romina Power e Iva Zanicchi.

Nel frattempo mi ero fidanzato e sposato con la mia splendida Natalina, la quale ha condiviso con me, e continua tuttora a condividere, gioie ed apprensioni.

Spinto dai genitori e dai suoceri, con la nascita del mio primogenito Pierluca, decisi di affrontare l’ultimo anno di ragioneria che avevo lasciato in stand-by ed ottenni il diploma frequentando un  corso normale in una scuola pubblica di Milano, il Pietro Custodi.

Avevo 27 anni ed i miei compagni 18: una differenza che non avvertimmo, legammo e … per incanto si risvegliò la mia vena poetica e musicale.

Grazie al mio nuovo produttore, Silvio Crippa, fui ingaggiato dalla Warner Bros italiana, con la quale inanellai una serie di hit dal 1976 al 1979 ( Ora il disco va, Oggi settembre 26, Con te ci sto, Come ti chiami, Hey musino, Amiamoci, Bimba mia ), alcune delle quali interpretate da altri artisti( Senza discutere/Nomadi, Meglio Libera/Loredana Bertè, etc. ), fino a che non fondai una mia etichetta l’ “Amiamoci “, con la quale continuai con discreta fortuna fino al 1983.

Chiaramente le canzoni non erano politicamente impegnate, ma avevano un linguaggio che penetrava facilmente fra i giovani e poi … io mi divertivo a lanciare, ben sapientemente celati, messaggi che sublimemente si intrufolavano nell’anima. Come?… in modo semplice, attraverso la rappresentazione di fatti della vita di tutti i giorni.

Rischiai anche di vincere un paio di Festival di San Remo con canzoni come “ Con te ci sto “  “ Bimba mia “, ma i giochi erano troppo ” complicati “: fui confortato da ottime vendite. Nel 1981, grazie all’abilità e determinazione del mio manager ed impresario Dino Vitola, con il quale ho diviso le tappe più importanti della mia carriera di quegli anni, ebbi anche la grande soddisfazione di partecipare al Festival di Sanremo in tripla veste… cantante, autore e discografico: la canzone era Mille volte ti amo e l’etichetta, naturalmente, la ” mitica ” Amiamoci.

Nel 1983, dopo un successo internazionale con la canzone “ Un estate d’amore “, scritta in Calabria in un villaggio turistico storico  che ricordo con commozione,” Il lido degli Aranci “, vedendo che la mia vita si era ridotta ad una continua corsa tra una tournée e l’altra, e non riuscendo a trovare sbocchi “ intelligenti “ senza dovermi scontrare con i soliti compromessi ( insomma, stufo di fare canzonette ed impossibilitato a scriverne più impegnate per i noti motivi ), ed essendo nel frattempo nata la mia secondogenita “ Alessia “, e … … decisi che molto presto avrei appeso l’ugola al chiodo per dedicarmi ad attività alternative che avrei scoperto nel tempo.

Mi sono sottratto, quindi, alle sirene del revival anni ’60/’70 per un senso di rispetto per quanto di buono avevo creato nell’arco della mia carriera … dentro di me speravo sempre di poter rientrare un giorno con qualcosa di nuovo ed “ intelligente “: stavo per riuscirci nel 1989 con uno degli album più belli e d’avanguardia della mia carriera, sul tema dell’ecologia, dal titolo “ … al mio caro pianeta terra “. Per uno di quei motivi strani, ma che nel mondo artistico si ripetono abbastanza frequentemente, questo album fu completamente ignorato … praticamente non uscì mai! Da qui la scelta definitiva.

Smesso di cantare, ho fatto altri mestieri, spaziando dal marketing aziendale a consulenze varie. Mi sono trasferito per qualche periodo negli Stati Uniti, collaborando come corrispondente europeo per una società americana, e questo per una decina d’anni; per un altro paio residente in Francia, sempre per motivi di lavoro, ma la Francia è Europa … e la mia presenza in Italia, sempre più frequente, favorì il rientro definitivo nei patri confini all’inizio del 2010.

Ho scoperto recentemente l’importanza e la forza della rete telematica: con alcuni amici ho creato un’associazione per riunire altri amici che sentano come me l’importanza di concetti e valori vicini alla famiglia, alla nostra identità italiana e al nostro credo cristiano. Ho creato “ Famiglie d’Italia “ ed un blog, questo, ( www.famiglieditalia.it ) attraverso il quale vengono promossi comportamenti sani, ecologici ed iniziative aggregative. Mi è ripresa la voglia di scrivere canzoni, articoli, libri e, di conseguenza, … la spinta irrefrenabile di ritornare a cantare per proporre le mie iniziative in piena libertà, senza vincoli o catene di appartenenza a nessun partito politico. La mia presa di posizione non è qualunquista, bensì rappresenta la consapevolezza raggiunta con la maturità, e cioè, che ciò che contano sono i fatti e non gli slogan:

le idee sono racchiuse e vissute nell’animo di ognuno di noi … e nessuno può impedirci, crescendo, di poterle liberamente cambiare, convinti di migliorarle.

 ” Volerò ” è il titolo del brano col quale mi ripresento, un brano dedicato a valori che si sono persi nel tempo, specialmente in tutti quei giovani “ di un’isola e di un giorno “ ( la famosa Isola di Wight di una canzone ) che sognavano di cambiare il mondo e che ora questo mondo guidano con molti scheletri nell’armadio, dimentichi di tante buone intenzioni. “ Volerò “ è un invito a guardarsi dentro, a ritrovare quelle speranze e quei valori capendo ” la differenza tra chi ama e … un’anima senza “.

E non permettere più “, l’ultima mia proposta, inno della associazione Avisl ( Associazione vittime della strada e del lavoro ), brano che tratta del disagio giovanile causato da tutti coloro che speculano sulle debolezze ed insicurezze proprio dei giovani, chiudendo loro ogni porta aperta alla “ speranza “ di un futuro dignitoso e costruttivo, accompagnandoli all’autodistruzione.

Con questo mio racconto vi ho presentato un cantante autore con lo spirito dell’ imprenditore, ma ancor di più  uno spirito libero, per il quale la vita non comincia ne a 40  ne a 60 anni, bensì in qualsiasi momento si decida se lucidità ed energia lo consentono.

 Bene, spero di non aver ecceduto nei personalismi e di non essere caduto nel patetico:

vi ho raccontato di ieri, di oggi e di domani … e di dopodomani?… ai posteri la risposta!

Questo è quanto vi dovevo, ciao.           

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

E’ una domenica di voto: facciamo un voto a Dio affiché ci perdoni e riporti un po’ di senno fra gli uomini

maggio 15, 2011

Oggi si vota in molti comuni d’Italia, l’ennesimo voto di un’Italia in perenne campagna elettorale. Un’Italia sempre in cerca di conferme che evidenziano la mancanza di certezze e di credibilità in se stessi da parte degli uomini che dovrebbero governarla. Una frammentazione che ci porta tutti all’esaurimento e ad un allontanamento e disaffezione nei confronti di una politica sempre più aggressiva, confusa e… vuota. Oggi è anche una domenica di ” prime comunioni “, ovvero un passaggio fondamentale dalla fanciullezza ad un’età contrassegnata da maggiori responsabilità ed, anche attraverso la somministrazione del sacramento, i ragazzi formano la propria personalità e rafforzano il senso d’appartenenza alla comunità religiosa e civile. E’ un rito fondamentale che coinvolge la famiglia, i parenti e gli amici dei ragazzi che sono protagonisti sia nel corso della cerimonia sia della festa che completa il felice giorno. (more…)

Il 25 aprile è passato: liberiamo in noi l’Italia dalle chiacchiere e dalla violenza

aprile 26, 2011

Ogni celebrazione importante, come quella di ieri, è motivo di scontro e di polemica: c’è chi grida ” pace!… ” violentando tutto e tutti, e c’è chi tace indifferente  perché ormai stanco e defilato. C’è chi grida  ” fascista!… ” con i modi del fascismo, ma cosa sia il fascismo nemmeno lui lo sa, gli suona bene e fa tendenza e riassume in un solo motto tutto il suo odio, sempre più profondo e rabbioso per incapacità e debolezza… ma chi gli risponde ” brigatista!… “, lo fa soltanto perché ignaro o dimentico del suo triste significato. Questa è l’Italia, l’Italia di adesso! Una Italia di chiacchiere e di violenze inutili, perché figlie della confusione e della totale assenza di una dignità propria e credibile. Uomini con la pancia piena che predicano sbraitanti a sicari insoddisfatti, per cui drogati e mal pagati, altri con le tasche vuote che assistono e subiscono sempre più impotenti ed annoiati.

Liberiamoci da tutto ciò riappropriandoci di noi stessi. Siamo anime pensanti con testa e cuore indipendenti: la ragione di chi ha torto non varrebbe mai un morto e noi, lentamente, se non ci ribelliamo ai suoni e reagiamo in concretezza, piano piano… moriamo tutti dentro!

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

La felicità, 10 chiavi per raggiungerla

aprile 15, 2011

 La felicità è il sorriso di questa bambina. Il 20 giugno dell’anno scorso questo blog dedicò un post alla felicità ( Il segreto della felicità ?… Avere una famiglia vicino ( Famiglie d’Italia news ) « Famiglie d’Itali ) spiegando come il calore di una famiglia accanto sia la panacea migliore per salvaguardarci dal nemico principale della felicità, ovvero la solitudine… Oggi, ritorno sull’argomento e dopo avervi ricordato che  ” la felicità….ci sembra sempre qualcosa da raggiungere….una meta, un obiettivo, ma che dobbiamo renderci conto che la felicità sta in ogni piccola cosa, un gesto, una frase, qualunque cosa che serva per farci sentire bene “, vi offro un interessante post edito da  Il quotidiano italiano e firmato da Federica Addabbo:

Felicità: ” Action for happiness” suggerisce 10 chiavi per raggiungerla (more…)

Kate Perry, per meglio iniziare una settimana nuova

marzo 21, 2011

Mai come questo lunedì la settimana si apre all’insegna dell’incertezza e del timore: venti di guerra sul Mediterraneo, venti di uranio sul Pacifico, solite turbolenze sull’oceano della politica nazionale che riesce a rimanere divisa anche nei momenti cruciali … e noi, noi sempre più abbandonati a noi stessi e, per fortuna, alle nostre risorse personali. Per meglio caricarci ho deciso di dedicare questo post ad un brano interpretato da Kate Perry che sta spopolando nelle hit internazionali, Firework ( Fuoco d’Artificio ), offrendovi la traduzione italiana del testo originale per permettervi di leggerlo attentamente per iniettarvi una dose di fiducia che vi aiuti ad affrontare  meglio le intemperie della nuova settimana che si è appena affacciata. (more…)

Chitarre contro la guerra 2011… Buona domenica!

marzo 20, 2011
MiniaturaStamattina su faceboock ho trovato il messaggio di un amico, Patrizio Iaccarino, accompagnato dal link di un mio remoto brano…  “ Buona domenica amici e speriamo che quest’altra maledetta guerra finisca presto… “. Già… la Guerra di Libia, l’ultima e l’ennesima… ed io gli ho risposto così:

 ” Caro Patrizio, era il 1966 quando scrissi e lanciai  ” Chitarre Contro la Guerra “. Mi chiamavo solo Umberto, avevo 19 anni e gli occhi ed il cuore pieni di speranze e di buone intenzioni. Sono passati 55 anni, e cosa è cambiato?…Il mondo non ascolta le voci dei popoli, ma il richiamo dei portafogli e degli interessi dei propri governi, di qualsiasi colore essi siano. L’unico modo per migliorare sta nella speranza che il popolo adulto inizi ad inculcare nei propri figli fin da piccoli la consapevolezza attraverso la conoscenza e… l’amore, senza se e senza ma!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

150 anni d’Italia, per chi la sente e la vive nel cuore con onestà e amore

marzo 17, 2011

Nella ricorrenza dei 150 anni dalla sua nascita, un augurio sincero a tutte le famiglie italiane ed a tutte quelle che in Italia vivono e si sono integrate. L’ ” unità ”  è un sentimento che non può essere imposto, è la conferma spontanea di un’identità e di un’appartenenza ad un territorio comune costruito tutti insieme in anni di sacrifici e di conquiste… un sentimento che non tende a circoscrivere e a limitare, ma che, al contrario, deve rappresentare il trampolino per l’avverarsi di un sogno che coinvolga tutta l’umanità in un’ ” unità ” di intenti e  di amore… totali, universali.

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

Ringraziamo il Signore per averle create… viva le donne!!!

marzo 8, 2011

Per meglio onorare le donne invito ogni  uomo a compiere un atto gentile e sentito, un atto che sia superiore ad ogni fiore o ad ogni dono prezioso offerto… una semplice parola da sussurrare alla donna mamma che ci ha dato la vita e alla donna compagna che ne ha preso il posto colmandoci di ogni vuoto con una presenza assidua al nostro fianco sia nei momenti belli sia in quelli brutti, una semplice parola non acquistata ma generata dal cuore, una parola corta ed  infinita… grazie!

 

Per l’occasione ripropongo il post dell’anno scorso, invitandovi a coglierne il messaggio sincero di rispetto e amore.

8 marzo, festa della donna…e del buon senso

Di umbertonapolitano

 ” Le origini della festa dell’8 Marzo risalgono al lontano 1908, quando, pochi giorni prima di questa data, a New York, le operaie dell’industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l’8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all’interno morirono arse dalle fiamme. Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, da Rosa Luxemburg, proprio in ricordo della tragedia. “ ( dal portale Italia Donna, post del 18 febbraio 2010).

Ho voluto aprire questo mio omaggio a tutte le donne del mondo con un breve accenno alle origini tragiche di questo giorno di festa. Per chi poi volesse saperne di più, grazie a Wikipedia ( Giornata Internazionale della Donna – Wikipedia )potrà colmare ogni lacuna… ora però vorrei invitare tutti ad un momento di serena riflessione. Oggi, come accade in ogni data importante che la maggior parte dei calendari del mondo sottolineano per ricordare tappe ” storiche ” dell’evoluzione umana, la ” festa ” sarà contornata anche da  ” comizi e rivendicazioni ” , durante i quali non mancheranno motivi di scontro e di polemica, tendenti ad assegnare l’appartenenza di questo giorno più ad un colore politico che ad un altro.

Ebbene, io preferisco staccarmi dal coro, non voglio più ricordare con “ rabbia “ il passato per le discriminazioni subite dalle donne, ma esaltare il presente che, almeno per il mondo occidentale, ha quasi totalmente colmato questo insulso gap. La mia speranza, per quanto concerne i paesi dove la donna viene ancora umiliata riservandole solo ruoli “ secondari “, è che gli appartenenti a questi paesi, emigrando nei nostri, oltre a goderne i benefici finanziari, colgano l’occasione per ” illuminarsi ” e comprendere che l’uguaglianza dei sessi è un diritto concesso all’uomo dal Dio universale.

Approfitto di questo blog, che curo giornalmente con attenzione, per ringraziare ancora una volta mia moglie Natalina, e con lei tutte le donne, per esserci accanto nei momenti di gioia ed ” avvinghiate ” in quelli di difficoltà, colmandoci di amore, unico carburante insostituibile del motore che smuove ogni attimo della nostra vita. Buon…

… e grazie di esistere!

Famiglie d’Italia

Umberto Napolitano

  

Lunedì 7 marzo 2011… il modo migliore per onorare i morti è quello di amare incondizionatamente i vivi

marzo 7, 2011

A volte mi chiedo se coloro che sono la causa dei nostri drammi peggiori siano stati mai dei bambini, o meglio ancora dei neonati. Sì, quando leggo di un efferato delitto cerco di immaginare l’orribile orco assassino nei suoi primi mesi di vita. E lo vedo piccolo, sorridente… innocente, per cui non riesco a comprendere come possa lo stesso poi col tempo incattivirsi e degenerare in tale modo da arrivare a compiere atti talmente efferati che nemmeno la bestia più feroce riuscirebbe mai solo a pensare. E questo, purtroppo, non è una metamorfosi figlia solo dei nostri tempi, ma è insita nella natura umana fin dagli albori della nostra civiltà. Eppure, col tempo ogni cosa dovrebbe tendere a modificarsi in meglio, ma ciò non accade per l’uomo, il quale si è solo raffinato esteticamente ma non nel cuore. La violenza ci accompagna ininterrottamente e si insinua sublimemente nei nostri animi riempiendoci di pensieri e immagini immonde. Grazie al business mediatico che non apprezza il bene e favorisce il male ogni ora di una nostra normale giornata è un cocktail di notizie inerenti a stragi, guerre, delitti, incidenti stradali, rapine, stupri, vittime di ogni genere… cadaveri a cui i nostri occhi si sono abituati e che non sappiamo più come piangere e onorare.

Per far sì che ciò sia possibile bisogna dare un cambio di marcia alla nostra vita, dobbiamo allontanare le sirene mediatiche narratrici di lutti e costringerle, con il nostro disinteresse morboso a tali fatti, a cambiare i palinsesti ed a ricominciare ad istruirci con esempi che prediligano i lati migliori della nostra vita. Costringerli a dare in modo maggiore risalto alle notizie positive  in grado di migliorarci l’esistenza e la qualità della vita. Abituarli a comprendere che un’ offerta continua di devastazione e depravazione potrebbe portarci tutti ad una totale  indifferenza emozionale, a meno che la stessa non corredata da una bella testa mozzata, meglio ancora se avvenuta in diretta.

Cari amici di Famiglie d’Italia cominciate a prendere in considerazione quanto sopra. Questo blog, se ci fate caso, non parla di gossip o di fatti tragici. Ultimamente ha abbandonato perfino le disamine politiche, o ne fa molte di meno… tanto sono inutili e ” scritto sprecato ” e l’armonia e la condivisione tra le forze politiche nell’affrontare e risolvere le nostre problematiche sono divenute sempre più un optional utopistico. Questo blog preferisce invece riportarvi notizie più inerenti all’habitat che ci circonda nel tentativo di creare un collegamento più diretto e amoroso con il nostro pianeta per imparare a conoscerne gli aspetti migliori e le infinite opportunità che ci offre e che sono ancora in grado di sostenerci e proteggerci indipendentemente dai fallimenti dei nostri condottieri. Il cambio di marcia non possiamo attenderlo da chi non ha convenienza a darlo: deve nascere spontaneamente in noi da una nostra esigenza. Dobbiamo scrollarci di dosso l’odio e l’egoismo che ci accompagnano e sono causa di tanti lutti, contrapponendo ad essi il meglio di noi che sappiamo offrire con sentimento e onestà, aprendoci e donando, perché… il modo migliore per onorare i morti è quello di amare incondizionatamente i vivi.

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

 

Al Festival di Sanremo 150 anni di un’Italia ufficialmente unita nella sua perenne divisione

febbraio 18, 2011

Quest’anno non ho parlato del Festival di Sanremo ed oggi ne accennerò soltanto. Questa politica maledetta di polemiche e divisioni è sbarcata anche a Sanremo per festeggiare 150 anni , come ho scritto nel titolo di questo post, di unità sulla carta, ma di divisioni come sempre, e quest’anno ancor di più, per un’insieme di nefandezze inutili provocate ed alimentate ad arte anche sul palco dell’Ariston per tenerci sempre sulla corda, belli tesi e sottrarci il pensiero dalle reali problematiche, per poterci poi bastonare con ” carotoni ” ammiccanti, come Morandi, Belen, Canalis, per far finta di alleviarci nel dolore e distruggerci completamente nell’intelletto. Un’ Italia unita nella sue perenni divisioni fin dalla nascita di Roma, nella sua contesa con la confinate  Alba Longa, fra Orazi e Curiazi, fra  Guelfi e ghibellini  nel XII secolo e per 200 anni , fra rossi e neri nell’ultima guerra mondiale, berlusconiani e antiberlusconiani in quella attuale, fra Nord e Sud, se un Nord e un Sud esistono ancora. Divisioni che abbiamo subito con italica pazienza riscaldandoci in apparenza in un tifo da stadio, ma ritrovandoci avviliti nella solitudine delle nostre stanze per il tempo e le occasioni perdute.

La politica ed i suoi conflitti ci accompagnano da sempre e in modo sempre più invasivo, da lunedì a domenica… da Montecitorio a Sanremo. La nostra bandiera composta dai tre colori indicati da Dante nel Paradiso all’apparizione di Beatrice, come ricordato ieri da Roberto Benigni, è bella e splendente, ma condannata a sventolare a mezz’asta fino a che non saremo capaci di evolvere in noi stessi e per noi stessi, dando spazio e credibilità al diritto ad una nostra coscienza libera e culturalmente disinquinata, non più condizionabile da divisioni costruite ad arte per mascherare interessi nascosti, ma proiettata e cosciente nella necessità di unità reale, un’unità di intenti e di azioni nel concetto di una solidarietà universale non solo negli impeti di un sms da 2 euro, ma nel comportamento e nei fatti di un credo e di un obbiettivo sempre comuni. Viva l’Italia… l’Italia che è dentro di noi!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

L E O N A R D O: Scienza e Tecnologia nella Conservazione dei Beni Culturali

febbraio 1, 2011

 

Evento del 29 gennaio 2011, conferenza sul tema Leonardo: scienza e Tecnologia nella Conservazione dei Beni Culturali alle Scuderie della Villa Borromeo d’Adda.

Il dott. Antonio Mansueto, Presidente dell’Associazione Villa d’Arcore unitamente ai  Prof  Duilio Tanchis  Coordinatore della Scuola di Restauro “Camillo Boito” ed alla Prof Paola Salvi docente di Storia dell’Arte,entrambi in rappresentanza dell’Accademia di Belle Arti di Brera hanno dato il benvenuto a questo incontro inedito con Leonardo sottolineando come la Scuola di Restauro sia sorta nel 1997 per affrontare i problemi che riguardano in particolar modo il recupero delle opere d’Arte Contemporanea, successivamente è stato istituito il modulo così detto 3 +2, tre anni di  apprendimento generalistico  ed un biennio mirato al restauro dell’Arte Contemporanea. (more…)

Famiglie d’Italia, un vulcano in attività desideroso di esplodere

gennaio 12, 2011

Due anni e qualche mese fa nasceva Famiglie d’Italia e con essa un progetto con alla base una filosofia ed uno scopo ben precisi: rimpossessarsi di una propria identità, ampliare le proprie conoscenze adeguandosi al correre dei tempi, creando le condizioni per un colloquio critico, trasversale e costruttivo con le forze politiche, ma alla ricerca, in ogni caso, di operatività e sbocchi alternativi nel proprio interno, miranti alla creazione di iniziative in grado di reggersi in modo autosufficiente e non dipendenti esclusivamente dalle decisioni e dagli umori esterni: a latere ed in appoggio al governo, ma con precedenza agli interessi della famiglia e dei propri componenti. In poche parole, se tutto va male, non accontentarsi di attendere i salvagente provenienti dall’alto per grazia ricevuta, ma cercare di anticipare e procurarseli da soli: la famiglia che si crea un’azione politica propria, non di partito, ma di necessità di sopravvivenza. Una famiglia in grado di prendere atto dei cambiamenti planetari dovuti alla globalizzazione ed al confronto etnico quotidiano in una proiezione consapevole e responsabile che la vede adattarsi e convivere con le difficoltà in modo costruttivo e non subente… insomma, un progetto arduo, forse ambizioso, ma non impossibile! (more…)

La famiglia è minacciata, bisogna sostenerla

gennaio 10, 2011

Oggi, 10 gennaio, possiamo affermare che il 2011 fa il suo ingresso ufficiale nella nostra vita proiettandoci verso le speranze che solitamente porta l’arrivo di un nuovo anno,  ed è compito nostro far sì che tali speranze, per ora racchiuse in una sfera di cristallo, si trasformino al più presto in piacevoli realtà. Le feste si sono allungate con un ponte aggiuntivo di tre giorni, a parziale risarcimento di un anno che ne vedrà pochissimi per una serie di scherzi del calendario. Quando inizia un nuovo anno il nostro corpo solitamente si rigenera di spinte ed intenzioni positive: dimentichiamoci del passato e proiettiamoci nel futuro con lena e nuove aspettative. I messaggi di auguri ci hanno inondato le vacanze, quasi tutti con poesiole ben auspicanti, e, uniti a questi, anche qualche consiglio e qualche monito più serio… come quello di ieri del nostro Papa, Benedetto XVI. (more…)

Post di fine anno 2010

dicembre 31, 2010

Quando qualcuno esclama disperato… “ vivo in un Paese nel quale non mi riconosco più! “… non esprime esattamente ciò che sente dentro. L’espressione più corretta è …  ” vivo in un Pese bellissimo e pieno di opportunità dove alcuni cercano di rendere il tutto più complicato, e nei quali non mi riconosco più! “…

Ecco, questa deve essere la nostra convinzione ed esclamazione di fine anno, dalla quale partire per offrire al 2011 la giusta spinta per nascere e crescere. Ormai è chiaro a tutti che gli interessi dei nostri rappresentanti politici non sempre coincidono con quelli di noi cittadini e, nostro malgrado, ci troviamo spesso coinvolti in contrasti ideologici che non ci appartengono, non nel senso che noi manchiamo di ideali, anzi… ma perché ci imbattiamo per lo più in battaglie per ideali che ci vengono affibbiati e nei quali, con la scusa che essi rappresentano gli interessi della collettività, il più delle volte, invece, non ci completiamo dato che si limitano a rappresentare solo quelli di una certa elite la quale, purtroppo, non vive, se non per sentito dire, la vera drammaticità delle difficoltà quotidiane in cui si dibatte la maggior parte di noi.

Anno nuovo, vita nuova! Anno nuovo… coscienza politica nuova! Destra o sinistra non importa, l’importante e non vivere più all’esterno di essa o demandare a pochi il fatto di istruirci, ma scendere personalmente nel campo della conoscenza e delle scelte: i nuovi rappresentanti politici, in gamba e meno stantii, esistono da una parte e dall’altra… ma hanno difficoltà ad emergere. Se non possiamo o non vogliamo prenderci responsabilità dirette nella vita politica della nostra Italia, almeno sforziamoci di saperne di più, acculturiamoci il necessario, e scegliamo con cognizione e non per amicizia, simpatia o per sentito dire.

Questo è un invito che spesso emerge da questo blog: l’informazione e la conoscenza sono alla base del nostro futuro.

Buona fine e buon principio d’anno a tutti!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Lo Spirito del Natale

dicembre 27, 2010

Spesso gli adulti si dimenticano completamente dello Spirito del Natale, e aspettano ed usano questa festa solo per fare affari e guadagnare più soldi ( vedi i vergognosi ed ingiustificati ulteriori rincari dei carburanti di questi giorni ). Poi si lamentano che la maggior parte degli esseri umani li odino, come borbotta ringhiando il nostro vecchio zio Paperone, o, peggio ancora, restano indifferenti. Pensano soltanto ad accumulare denaro anche se ne posseggono già a iosa, denaro su denaro, poca importa se molti non abbiano un tozzo di pane ne un focolare dove scaldarsi… Così il mondo non può andare avanti e la crisi recente, non ancora passata, ne è la testimonianza più reale. Per fortuna esistono ancora i bambini,… (more…)

Le origini del Natale ( Famiglie d’Italia news )

dicembre 24, 2010

Nei miei viaggi in internet, grazie all’apporto di Google, sono incappato in un interessante articolo proposto da Italia Donna , il portale delle donne italiane, riguardante le origini delle celebrazioni della Festa del Natale, e che vi giro pari pari, con l’aggiunta in fondo di molti link interessanti sui quali cliccare, insieme  agli auguri più sinceri da parte di Famiglie d’Italia.

 

Origine e celebrazioni del Natale (more…)

SETTIMANA DEL VENEZUELA A ROZZANO -18/23 Dicembre 2010.

dicembre 20, 2010

 E’ stata inaugurata sabato sera a  Rozzano alla presenza del Console Commerciale Venezuelano Luis A Martines S. la settimana del Venezuela a Milano in occasione della commemorazione della morte del Padre della Patria Simòn Bolivar avvenuta il 17/12/1830” A la una y tres minutos de la tarde muriò el sol de la Colombia”,come recitò il comunicato ufficiale di allora. (more…)

Buona domenica…

novembre 28, 2010

Cari amici, avevo preparato un articolo abbastanza impegnato e… risentito sul momento politico attuale. Mi ero sfogato, pur mantenendo il mio stile equilibrato ed educato che preferisce non eccedere mai… ma alla fine non avevo aggiunto nulla di nuovo a quanto già più volte affermato, per cui, quando me ne sono reso conto, l’ho cestinato sostituendolo con un link, su cui cliccare, relativo a due domeniche fa. Tanto la solfa è sempre la medesima, a parte i nuovi scandali in arrivo nazionali ed internazionali. Il link in questione è:

Buona domenica, famiglie… alla riscossa a colpi di ramazza!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Vieni via con me… e facciamo qualcosa!

novembre 23, 2010

La capacità descrittiva di Roberto Saviano nel rappresentare la parte peggiore della nostra umanità non teme confronti narrativi. E’ un’esposizione chiara e coraggiosa che pochi sono in grado di sostenere come lui, assumendosi oneri e rischi. Già era stato convincente e determinato nel suo capolavoro Gomorra, ma ancor di più lo è stato ieri, a Vieni via con me, serio e preciso nell’ elencare misfatti e nomi senza remore o titubanze. Le sue parole hanno scosso le coscienze ricordando fatti noti che anche i più temerari, al massimo, osano commentare da soli, a bassa voce, certi di non poter mai essere individuati. Ci ha raccontato di un ventennio di ” monnezza ” impunita, di un business colossale in mano alla malavita, politici corrotti ed imprenditori senza scrupoli. Un business maledetto ed inarrestabile fra Nord e Sud, causa dello scempio di una regione che fu tra le più belle del mondo, la Campania, ed ora resa marcia ed invivibile, forse… per l’eternità. (more…)

Giacomo Carone ci invita a leggere un libro di Sonia Ricotti che trasforma la nostra vita in 11 mosse

novembre 4, 2010

Come sempre i commenti di Giacomo Carone ai nostri articoli  sono ” articoli ” a loro volta e ci offrono spesso l’occasione per  pubblicarli come post del giorno dopo:

Una Risposta a “Come eliminare i ricordi dolorosi e vivere felici ( Famiglie d’Italia news )”

 

Ennesima “commodity” che ci verrà propinata promettendoci di risolvere in maniera semplice i nostri guai, arricchendo come sempre le case farmaceutiche. Bene la ricerca, e tanto meglio se questa aiuta quelle persone che non sono in grado in autonomia di “cancellare” i ricordi negativi, ma per tutti gli altri, basta tirarsi su le maniche e fare tesoro proprio di questi eventi negativi, per vedere modo migliore il futuro, anzi, partecipare attivamente al miglioramento del futuro proprio e quello degli altri. (more…)

Madre Teresa e Sarah Scazzi: la speranza è scritta nei loro sorrisi

ottobre 25, 2010

Madre Teresa era geniale. Diceva: ” Non prenderò mai parte a una manifestazione contro la guerra, ma se ne organizzate una a favore della pace… invitatemi. ” ( Jack Canfield ). …  ” La gente crede che per eliminare davvero una cosa sia necessario concentrarsi su di essa. Ma che senso ha per noi dare tutta la nostra energia a quel particolare problema anziché focalizzarsi sulla fiducia, sull’amore, sul vivere nell’abbondanza, nella cultura o nella pace. ” ( Lisa Nichols ).

Ho voluto aprire questo post in un modo un po’ inusuale, ma efficace. Stiamo vivendo un momento pesante e violento. Pesante, perché i problemi ci accompagnano giornalmente presentandosi ai nostri occhi nella loro tragica realtà, senza farci sconti o donarci illusioni. Violento, perché la violenza è ormai palese ovunque, nelle strade, nelle istituzioni, nelle nostre famiglie. I Media ci informano con ossessiva puntualità fornendoci un dettagliato resoconto su tutto ciò che di più aberrante giornalmente accade, tralasciando o occultando abilmente ciò che di positivo a fatica affiora e che potrebbe rincuorarci e spingerci a reagire e a guardare al futuro con un pizzico di fiducia in più.

In particolare due drammi ci accompagnano da mesi: (more…)

37 anni di matrimonio oggi: Natalina, ti amo come allora

settembre 22, 2010

Chiedo scusa ai lettori se oggi uso il blog per scopi personali. Ma in un mondo di chiacchiere e di pochi fatti sento il dovere di affermare pubblicamente, e senza arrossire, l’essenzialità e la validità di un valore e di un sentimento che è alla base della vita universale: l’Amore. E’ dall’Amore che nasce la vita ed è sull’Amore che la stessa può proseguire serena in ricchezza e in povertà. Io non sono Presidente di un partito che, con il simbolo della croce al centro, afferma di rappresentare la famiglia italiana; certo può farlo, ma senza usare il simbolo della cristianità, perché una famiglia cristiana si fonda sull’indissolubilità del matrimonio… uno e per tutta la vita, nel bene e nel male, nei momenti felici ed in quelli di tensione, nei giorni in cui ti senti di amare di più ed in quelli nei quali pensi di non avere amato mai… (more…)

La nostra è… ” l’Italia che canta “

settembre 5, 2010

Buona domenica a tutti… e che sia una domenica serena, in famiglia, attorno ad un tavolo con le persone amate. Liberi e senza pensieri, senza penarsi più di tanto per cosa affermerà Gianfranco Fini alla sua prima uscita pubblica, dopo tanto rumore e tanta vacanza. Si è litigato troppo… o meglio l’hanno fatto gli altri, coloro che con l’esempio dovrebbero rasserenarci invece di surriscaldare oltremodo gli animi, paventando futuri oscuri ed innestando violenze incontrollate e meschine nelle loro volgari contestazioni. Tutto ciò aiuta ad alimentare la sciatta immagine di un’ Italia che non è… (more…)

1° settembre 2010, tiriamoci su le maniche e diamoci da fare

settembre 1, 2010

Il 1° settembre alfine è arrivato…era ora! Tutte queste vacanze mi hanno intorpidito, ed anche un po’ annoiato. Perché?… perché qualcuno ha fatto di tutto affinché queste vacanze io non potessi  godermele fino in fondo. La storia di Fini e dei suoi vari scheletri sparsi un po’ ovunque, per non parlare di quelli dei suoi familiari, mi ha ossessionato quotidianamente aggiungendo rabbia alla delusione. Rabbia, perché in questo modo sono passati in secondo piano notizie e problemi più seri… delusione, perché trattandosi della terza carica dello Stato, dopo tanti bei suoi discorsi che in qualche modo mi avevano affascinato ed incuriosito, avrei immaginato da lui un comportamento dignitoso e coerente, soprattutto, con quanto affermato e predicato precedentemente… (more…)

” Viaje Musical en Venezuela ” al CAM Garibaldi di Milano

luglio 9, 2010

A seguito dei festeggiamenti per i duecento anni dalla dichiarazione di indipendenza della República Bolivariana de Venezuela, il primo Stato latinoamericano ad emanciparsi dalla Corona spagnola, si è svolto ieri pomeriggio a Milano, al Centro di Aggregazione Multifunzionale (C.A.M.) Garibaldi, un incontro  musicale tenuto dal duo Miguel Angel Espinel. Incontro organizzato dal Consolato Generale della Repubblica Bolivariana del Venezuela, fortemente voluto e presentato personalmente dal Console Generale Giancarlo Di Martino, con la valente collaborazione del Viceconsole Luis Lugo e la regia perfetta di un’instancabile e sempre attenta Consuelo Hernandez. (more…)

A Top Secret, l’orgoglio della diversità umana e spirituale di Alessandro Cecchi Paone a confronto con l’umiltà e l’amore della fede di un ” ritrovato ” e gioioso Paolo Brosio

luglio 1, 2010

Ieri sera Paolo Brachino ha condotto con capacità e professionalità il confronto tra due mondi opposti e contrapposti: da una parte la figura incalzante di Alessandro Cecchi Paone che metteva in risalto il suo essere ateo convinto e ben supportato dai poteri reali di una scienza al nostro  totale servizio ed in continua evoluzione…

e dall’altra quella dimessa e serena di un  ” miracolatoPaolo Brosio, felice ed appagato dalla ritrovata fede grazie all’incontro con la Madonna nei suoi tanti viaggi a Medjugorje. (more…)

Il segreto della felicità ?… Avere una famiglia vicino ( Famiglie d’Italia news )

giugno 24, 2010

A cosa si riduce spesso gran parte della nostra vita?… Ad una folle corsa per sopravvivere alla ricerca costante di espedienti per fare denaro ed assicurarsi la sopravvivenza, per la maggior parte delle persone, o l’agiatezza ed il lusso, per pochi eletti. Il più delle volte si pensa che il denaro rappresenti la fonte principale in grado di donare felicità, ma non è così… perché infelicità e disperazione, causati per lo più dall’ingordigia di non sapersi mai accontentare, regnano soprattutto fra i benestanti, più propensi al ” concreto ” che alla ” spiritualità “. (more…)

Quando… de gustibus disputandum est

giugno 22, 2010

 

Si è tenuto ieri sera a Roma all’Hotel Rome Cavalieri Waldorf Astoria, organizzato dalla associazione IUS GUSTANDO , il VI simposio gastronomico … de gustibus disputandum estars coquinaria giuridica … , disputa culinaria tra avvocati e magistrati, vinta dall’avv. Lanucara con il piatto “ pasta di vitello ripiena “: (more…)

Invitación a Cena Recepción – Embajador de Italia Dr. Guido La Tella ( Familias de Italia news )

giugno 19, 2010

SE RUEGA DIFUNDIR Y CONFIRMAR SU TARJETA A LA BREVEDAD, GRACIAS! ( picar sobre la foto para agrandar )

Éste es un servicio que Familias de Italia ofrece a las comunidades a italianos domiciliados al extranjero publicando un comunicado FAIC que invita a todos los interesado a una cena para el próximo 22 junio… Buen apetito y buen diversión

 

Umberto Napolitano

Famiglie            d’Italia

Va pensiero…sulla coppa del mondo

giugno 14, 2010

E così, ricomincia oggi l’avventura e, come quattro anni fa, ci presentiamo umilmente in punta di piedi, quasi dimessi… scusate il disturbo, … ma purtroppo… così va il gioco, beh… ci siamo anche noi, noi italiani… sì, proprio come quattro anni fa…  Blatter  è ancora arrabbiato con noi per avergli scippato la coppa promessa alla Francia di Michel Platini e la FIFA, per non smentirsi, ha concesso a Vieira il passaggio di mano della stessa sul sacro suolo africano… Incredibile!!! 

Incredibile che questi padroni e manipolatori del calcio mondiale non abbiano ancora capito che così facendo rischiano solo di scavare  la fossa definitiva al proprio ” fegato ingrossato “… noi italiani siamo buoni, umili e non esosi. Amiamo spartire i trionfi e non puntiamo eccessivamente ad arraffare l’arraffabile ad ogni costo, ma… ma se per caso ci sorge il dubbio che alcuni vogliano a tutti costi umiliarci e prenderci per i fondelli… e beh!… a questo punto per quelli diventano veramente ” volatili per diabetici ” … perché noi a questo punto ci arrabbiamo, tiriamo fuori il massimo e trasformiamo apparenti ” albicocche mature ”  in ” meloni granitici ” per cui, con tutto il rispetto per i vari Messi, Kakà, Ribery, Podolski & c., questa coppa siamo anche capaci di riprendercela nuovamente… alla faccia di tutto e di tutti!

Famiglie           d’Italia

Umberto Napolitano

Buona domenica… con cautela

giugno 13, 2010

Viaggiando su Google ho trovato questa accattivante cartolina con una ” bella ” frase impressa… parole emozionanti che parlano di libertà ma che, purtroppo, suonano dissonanti con quanto accade realmente ogni giorno… da molti giorni. Tutti che parlano di  ” libertà ” e si riempiono la bocca, e su questa parola ” libertà ” si scaldano, inneggiano e la fanno propria, unica, inconfutabile.

Purtroppo, in questo modo, la nostra libertà, quella che ci appartiene veramente, non riesce neanche a finire dove comincia la loro, perché… in realtà mai iniziata! Troppe voci ci sovrastano con dettami e verità imposte fin dalla nostra nascita connettiva, quella, cioè, in cui cominciamo ad apprendere ed a capire qualcosa, assalendoci da destra a sinistra in un cerchio vorticoso che non lascia più scampo. Se ci aggrappiamo ad una verità dobbiamo difenderci dall’altra, in un rimbalzo roboante che… ci confonde, ci intossica, ci uccide… il cervello e l’anima, ovvero la coscienza pensante e quella operante.

Quindi, buona domenica a tutti con una bella frase ad ” effetto “… ma accettatela, vi prego, con cautela e senza prenderla troppo sul serio, perché in quella frase, molto probabilmente, si nasconde un ‘inganno, una sirena… che ci ammalia e ci dona una libertà tutta sua, divorandosi la nostra!

p.s.: questa mia elocubrazione è figlia del volgare scontro politico in atto ” per il nostro bene futuro “, ma senza alcun riguardo e rispetto ” per quello presente “.

Famiglie          d’Italia

Umberto Napolitano

Buona domenica, Marista… e grazie per esserci incontrati

maggio 30, 2010

Ieri ho ricevuto sul blog di Famiglie d’Italia la visita di un sorriso dolce e rasserenante , unito ad un commento piacevole e gradito a piè di un antico post ,” IL PERCHE’ DI FAMIGLIE D’ITALIA – LA FILOSOFIA “; il sorriso di Marista Urru, titolare, a sua volta, di un blog che porta il suo nome : Marista Urru – Home

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25 maggio 2010: un grazie di cuore a tutti!

maggio 25, 2010

Scusate se per una volta approfitto del blog per un uso personale, ma oggi è il mio compleanno e sono stato subissato dagli auguri. E’ un’ occasione ghiotta per ringraziare  tutti dal profondo del cuore. Oggi compio 63 anni di una vita intensa e completa che mi ha riservato soddisfazioni e sofferenze, vittorie e sconfitte, fermate e ripartenze… una vita, per la quale non finirò mai di ringraziare abbastanza Dio ed i miei genitori, la famiglia e gli amici che mi hanno accompagnato, gratificato e perdonato. Una vita che ogni giorno è stata diligente maestra nel bene e nel male e che mi ha offerto sempre il privilegio della scelta. Non sempre le scelte sono state quelle giuste… (more…)

Con l’Inter campione d’Europa… vince l’Italia multietnica

maggio 23, 2010

Con la vittoria dell’Inter al Bernabeu, meritatissima, hanno vinto tutti. Sventolava la bandiera nerazzurra in piazza Duomo, quella brasiliana su  Maicon, quella camerunense su Eto’o, quella serba su Stankovic , quella macedone su Pandev , quella portoghese su Mourinho, quella italiana su … beh, quella mancava, ma non importa… con la vittoria dell’Inter ,soprattutto, ha vinto l’ Italia multietnica e non razzista.

 

Famiglie  d’Italia

Umberto Napolitano

Una Risposta a “A picco l’euro, a fondo le borse… e gli ingenui sprovveduti”

maggio 16, 2010

Commento di un amico di Famiglie d’Italia, Giacomo Carone, all’articolo di ieri: buona lettura e conseguente riflessione!

Premetto che non sono un economista, ne un analista economico e che non ho l’intenzione di dispensare pillole di saggezza ad alcuno, ma sono un semplice cittadino del mondo che vede con i propri occhi ciò che lo circonda.
Nulla si crea, nulla si distrugge; tutto si trasforma”. Questa legge purtroppo non è più valida per l’attuale economia effimera, virtuale, basata su pochi che gestiscono il denaro di molti. E’ andata alla grande, finché un paio di anni fa qualcuno non è andato a sollevare il coperchio e dal pentolone in piena ebollizione si sono dispersi nel nulla i vapori delle grandi speculazioni.
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Leggete con calma… e meditate

aprile 27, 2010

E’ il pomeriggio di un venerdì tipico e stai guidando fino alla tua casa. Sintonizzi la radio.Il notiziario racconta una cosa di poca importanza: in un paese lontano sono morte 3 persone di una qualche influenza che mai prima si era vista… non dai molta attenzione a questa notizia…

Il lunedì quando ti svegli, senti che non sono più 3, ma 30000 persone che sono morte tra le colline remote dell’India… Incaricati del controllo della sanità degli Stati Uniti, sono andati a investigare… (more…)

Il mondo piange… e l’Italia si dispera

febbraio 22, 2010

Ho preferito pubblicare l’immagine di Irene Fornaciari mentre interpreta il suo brano, sostenuta alle spalle da I Nomadi, sul palco del teatro Ariston piuttosto che la ” solita ” faccia del “ solito ” politico sotto i riflettori, nel bene e nel male. Cosa centra la politica con il Festival di Sanremo?… Centra, e come! Perché la politica si è trasformata in una carrellata di personaggi che, a differenza di quelli di Sanremo che si limitano a farlo una volta all’anno, quotidianamente cantano la propria canzone, la stessa, monotona ed opprimente, con poche  variazioni musicali e di testo, se non incitamenti vari a  divisioni e risse continuate. Che non se ne possa più questo blog lo ha dichiarato varie volte, per cui l’intento ora è quello di arricchire l’informazione sempre più di notizie cognitive e culturali, lasciando i gossip ad altre realtà. (more…)

Italia, Paese di bacchettoni e di falsi moralisti

febbraio 16, 2010

L’intervento di oggi sarà molto breve, ma chiaro e preciso. Per tutto l’anno passato e l’inizio di quello nuovo siamo stati legati e quasi obbligati ad ascoltare le tante voci scandalizzate che da ogni parte quotidianamente si alzavano invocando anatemi e galera contro tutto e contro tutti. Voci pudiche e moraliste smentite poco dopo da comportamenti, spesso tenuti da parte degli autori delle stesse, simili o peggiori di quelli lamentati o denunciati. Quante  pietre scagliate da chi non ne ha diritto e quanti giudizi sprecati da  chi dovrebbe prima preoccuparsi di non essere giudicato! Questa è l’Italia attuale, un Paese di bacchettoni e di falsi moralisti... (more…)

Agricoltura, artigianato e turismo: il nostro futuro e la nostra salvezza

febbraio 10, 2010

In Italia si parla troppo dei politici al governo e poco della politica di governo. Anche ieri sera a Ballarò i problemi del lavoro sono stati appena sfiorati per lasciare spazio alle solite chiacchiere su chi ha abbassato o no le tasse, su chi ha sbagliato di più, sulle rivelazioni del ” non pentito ” Ciancimino Jr, ecc.. Qualcuno di voi si sarà accorto che da un po’ di tempo cerco di limitare sempre più i commenti sui soliti  ” argomenti e dispute nazionali ” per lasciare più spazio alle informazioni culturali, specialmente quelle relative alle tematiche ambientali, che penso ci interessino e riguardino più da vicino… Il mondo sta mutando, ma sembra che qualcuno non se ne voglia proprio accorgere. (more…)

Buona Domenica… in famiglia, con i nostri cari

novembre 15, 2009

Oggi il blog riposa e medita. Non ci sono nemmeno le partite di calcio dovute allo stop per la nazionale che, tutto sommato, ieri non ha sfigurato con gli atletici e tecnici olandesi… per cui, guardandoci intorno, anche solo fra le nostre pareti di casa, possiamo riscoprire qualcosa che ogni tanto ci dimentichiamo di possedere, spossati e stressati come siamo dall’incombere delle problematiche quotidiane: l’amore dei nostri cari, della nostra famiglia. (more…)

Vent’anni dalla caduta del Muro

novembre 10, 2009

muroTutto il mondo ieri ha festeggiato per il ventennale dalla caduta del Muro di Berlino. Abbiamo assistito alla passerella di tanti  capi di Stato ed ascoltato i loro discorsi. Tutte belle parole gonfie di speranza e di buoni propositi, come sempre avviene nelle grandi occasioni. Purtroppo la realtà del mondo ed, in particolare quella di casa nostra, non  vede però altrettanti  sforzi comuni per una rappacificazione generale… anzi!  Ad esempio, Bagnasco da noi invita al “ disarmo ” tra le forze politiche…cosa che da tempo anche noi invitiamo, inascoltati, da questo blog.

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Puntualizzazione per chi ci legge… (replica)

ottobre 21, 2009

Sempre nell’ambito dei festeggiamenti del primo anno di vita dell’Associazione Famiglie d’Italia, appare appropriato il riproporre un altro articolo ” storico ” di questo blog, breve e conciso e… molto chiaro, datato 18 novenbre 2009.

libri ” Famiglie d’Italia sia come associazione sia come blog è, chiaramente, ancora in fase embrionale. Apparso subito preciso e  ben delineato lo scopo della sua nascita, come si deduce dall’approfondimento filosofico, si muove ora in modo discreto e sobrio nel suo intento di comunicazione ed aggregazione. (more…)

Famiglie d’Italia, per dire chi siamo…3 ( replica )

ottobre 17, 2009

veltCon  la replica questo post, celebrativo del primo anno di esistenza di questo blog e della nostra Associazione, si chiude la triade dedicata alla presentazione di:

Famiglie d’Italia, per dire chi siamo! 3

Gennaio 19, 2009

Nei due precedenti articoli ho analizzato la famiglia  rappresentando l’ unione  tra i suoi componenti e l’amore da essi generato alla base della vita e di ogni azione conseguente. Ho inoltre evidenziato l’mportanza della famiglia nel far trasparire in essa la consapevolezza della propria appartenenza cristiano-italiana e delle esperienze migliori del proprio passato, quale biglietto da visita da mostrare con orgoglio alle nuove generazioni ed alle realtà multietniche che hanno deciso di entrare a far parte della nostra Italia, per invitarle ad apprenderle e ad accettarle per una comune convivenza serena e fraterna. Oggi, per terminare questo piccolo ciclo di articoli dedicati al tema ” per dire chi siamo “, vorrei affrontare due argomenti importanti: le difficoltà attuali  a cui devono far fronte la maggior parte delle famiglie per una sopravvivenza poco più che decente ed il rapportarsi delle famiglie stesse con lo Stato, con i suoi governanti e il loro modo di fare politica. (more…)

Famiglie d’Italia, per dire chi siamo…2 ( replica )

ottobre 16, 2009

Continua il periodo di festeggiamento del primo anno di vita di questo blog riproponendo un triade di articoli essenziali per i motivi della nostra nascita: la politica ultimamente, a parte le risse dialettiche e non, offre ben poco. Verrebbe da dire… da Anno Zero a Porta a Porta niente di nuovo sul  ” Fronte Italia “

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Famiglie d’Italia,per dire chi siamo! 2

Gennaio 17, 2009

A seguito dell’articolo da noi pubblicato ieri, intendo continuare nell’analisi del significato dell’espressione ” per dire chi siamo “, per cercare di dare delle risposte che  soddisfino le richieste ricevute. Il mio nome è Umberto e il cognome Napolitano; sono nato a Brescia un  paio d’anni dopo la fine della seconda guerra mondiale da padre salernitano e da madre delle isole Eolie, conosciutisi chissà come a Milano e sposatisi, ancor di più chissà come, a Saluzzo: credo che non ci siano dubbi, una famiglia italiana. (more…)

Famiglie d’Italia, per dire chi siamo… 1 (replica )

ottobre 15, 2009

Per festeggiare il primo anno dalla nascita della nostra Associazione, ripubblicherò alcuni articoli che, con l’apprezzamento ricevuto da parte dei primi lettori di questo blog, hanno contribuito a far conoscere e crescere Famiglie d’Italia. Comincio dal primo di una triologia per noi storica, pubblicato il 16 gennaio 2009…

famiglia-leoni A poco più di due mesi dalla pubblicazione sul nostro blog del primo articolo ” Una voce fa un solista, tante voci fanno un coro “, su precisa richiesta di alcuni amici e lettori riguardo al significato dell’espressione sotto titolo della nostra associazione Famiglie d’Italia, ” per dire chi siamo “, mi è parso giusto aggiungere  alcuni chiarimenti che suonano, però, più come riflessioni che spiegazioni. Quando penso a una famiglia, se il mio pensiero vuole essere chiaro e propositivo, penso sempre ad un insieme di individui affini che , nel bene e nel male, vivono la vita di tutti i giorni amandosi in ogni azione che compiono, in ogni successo che ottengono e in ogni sconfitta che subiscono. Il tutto alla luce del sole, con umiltà e determinazione, per dire prima a se stessi e poi agli altri, chi essi sono e cosa rappresentano: amore allo stato puro, quello che dà la vita, quello che ti accompagna nella  crescita, quello che non ti abbandona nelle difficoltà, quello che ti è accanto al crepuscolo del  viaggio. La famiglia, in  un’ immagine lirica, è l’incontro di due solisti nell’armonia cosmica, dalla cui fusione scaturisce un coro prorompente, intonato e amalgamato.

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Famiglie d’Italia compie un anno: perché è nata!

ottobre 14, 2009

Un anno fa, timidamente, quattro persone ( Enzo,Fabio,Andrea e Umberto ) si riunivano intorno ad un tavolo e decidevano di dar vita all’Associazione Famiglie d’Italia. Poche persone, ma ognuno con il proprio compito ben preciso… pochi proclami, ma idee molto chiare fin dal primo vagito ( invito a leggerne la Filosofia cercandola su questo blog sulla destra alla voce ” Pagine ” ). Di solito, quando nasce un’associazione, il compito primario è quello di cercare gente da aggregare attraverso le iscrizioni… il nostro, invece, è stato quello cercare ” lettori ” da incontrare quasi giornalmente con cui condividere serenamente e criticamente gli avvenimenti, soprattutto politici, che più ci riguardano da vicino. Quindi, la fase di iscrizione da noi non è mai realmente partita ( forse in seguito ), ma quella delle idee…sì, immediatamente! (more…)

Oggi è domenica 11 ottobre… un’altra domenica, ma quanta sofferenza!

ottobre 11, 2009

babbo lucaBabbo Luca, il papà dei dieci pargoli della Famiglia Leoni, dopo aver letto gli appelli disperati di molte famiglie da noi pubblicati su questo blog, mi ha scritto una mail dal titolo… ” che sofferenza “… Ha analizzato la situazione attuale di difficoltà in cui versano la maggior parte delle famiglie italiane, specialmente quelle numerose, e pensa che forse qualcosa di più dovrebbero fare i nostri politici invece di perdersi in dispute e processi vari. Benché Luca ogni giorno abbia di che pensare ad inventarsi qualcosa di nuovo per portare avanti il suo affollato carrozzone, per la sua sensibilità e responsabilità sociale innati, egli trova il tempo per soffermarsi in serie riflessioni e considerazioni su chi crede stia ancora molto peggio… (more…)

La voce delle famiglie italiane… riprende

ottobre 9, 2009

Mentre sui media prosegue imperterrita e violenta la ” Guerra d’Italia “, oggi soprassiedo con i commenti , tanto credo di aver poco da aggiungere, e, per ricordare ai politici belligeranti sulle disgrazie altrui la vera realtà nostrana, riprendo la pubblicazione ” fedele ” delle voci disperate di famiglie in cerca d’aiuto  per dare loro più risalto, compreso lo stato d’animo di chi scrive con fatica, e permettere, a chi lo volesse,  di intervenire contattandole direttamente via mail.                          Umberto Napolitano (more…)

Il segreto della vita: essere noi stessi e scegliere di amare

ottobre 7, 2009

angelaDal 1947 al 1956 Angela Volpini, che qui vediamo in un’immagine di quand’era bambina, fu protagonista di una serie di apparizioni della Madonna che scossero le coscienze di gran parte di coloro che si stavano rialzando lentamente da un’orrenda guerra che era stata capace di trasformare l’intera umanità da vittima a carnefice e viceversa. Quella bambina fu artefice di un grande messaggio di speranza e di amore e che ieri sera a Porta a Porta, da donna matura, ha rinnovato nel contesto di una trasmissione durante la quale Bruno Vespa ha cercato di stabilire un compromesso fra chi crede o no all’esistenza dei miracoli. (more…)

La voce delle famiglie italiane

settembre 30, 2009

 

Ho deciso di cominciare da oggi a dare voce alle famiglie in difficoltà che chiedono aiuto. I messaggi che andrò a pubblicare volta per volta appaiono già nei commenti in calce all’articolo di Famiglie d’Italia del 16 luglio 2009 dedicato alla nascita del sito www.tuttofamiglia.info su iniziativa del sen. Carlo Giovanardi. Il metterli in evidenza, dando spazio ai più significativi, serve ora a farli uscire dall’anonimato di un semplice commento ed a trasformarli in documenti incontestabili di realtà quotidiane da ” sbattere ” sotto gli occhi di tutti, specialmente quelli dei politici rissosi che per loro interessi personali continuano a  remare in direzioni opposte. Servirà, inoltre, per offrire l’occasione a chi ne ha la possibilità, di intervenire personalmente con azioni di sostegno diretta a chi ne ha bisogno senza passare dalle solite raccolte di somme di denaro le cui destinazioni finali non sempre appaiono chiare. Per cui in  ogni messaggio troverete la mail attraverso la quale eventualmente mettervi in contatto. (more…)

Se c’è famiglia, c’è domani

settembre 21, 2009

Questa settimana ho deciso di aprirla rendendo omaggio all’istituzione più importante  che esista sulla terra fin dal primo giorno in cui è stata creata: la famiglia. Più importante dello stesso Stato, perché senza di essa ( la famiglia piccolo Stato nello Stato, come amo spesso definirla ) lo Stato non potrebbe esistere, sarebbe soltanto un’accozzaglia di individui spinti ognuno a fare solo propri interessi a discapito di una collettività senza identità. Infatti, la famiglia rappresenta la vera identità di uno Stato sano e produttivo, il vero motore materiale e spirituale in grado di sospingere una macchina così complessa. Per questo motivo lo Stato, attraverso i suoi uomini eletti a dirigerlo, deve rispettare e proteggere ogni famiglia da qualsiasi insidia… corporale e mentale. (more…)

Doc West: dalla fiction alla realtà

settembre 15, 2009

Ieri sera, su Canale 5, è andata in onda la seconda puntata di Doc West, la fiction interpretata da Terence Hill e dedicata alla poesia di un mondo in evoluzione e di una nazione che stava nascendo: gli Stati Uniti. Un uomo solitario, un ex medico chirurgo, dal volto onesto e segnato da mille peripezie e sofferenze, ma  anche un paladino votato alla giustizia che ha come scopo quello di crescere e mantenere agli studi la figlia di una sua paziente morta quando cercava di salvarla operandola totalmente ubriaco. Una macchia nella sua vita, come tante macchie che ognuno di noi si porta, più o meno grandi, nel proprio fardello. Ma c’è chi se ne frega e chi, invece, cerca di rimediare. Le ingiustizie ed i suprusi circondano la vita del nostro eroe nello stesso modo in cui oggi gli stessi violentano le nostre ambizioni; il Far West di allora rinasce nella confusione e nell’anarchia dei giorni nostri. (more…)