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La festa del 1° maggio ( post rewind )

maggio 1, 2015

Perché si festeggia il 1° maggio

Come al solito è mio gradito compito viaggiare su Google, cliccare su Wikipedia e cercare notizie interessanti da riportarvi pari pari… perché uno dei compiti di questo blog è ” fare comunicazione di popolo “, ma non di gossip, bensì di cultura… da quella ambientale, a quella alimentare, a quella storica: ovvero su tutto ciò che è  ” essenza di vita “, fisica e spirituale. Quindi cultura conoscitiva per completare un’offerta mediatica più propensa all’esaltazione del ” fumo ” che alla consacrazione della ” sostanza “. Oggi, come ogni giorno seguente a qualche festa importante, vi informerò dell’origine e del perché della festa del 1° maggio.

” Più precisamente, con essa si intendono ricordare le battaglie operaie volte alla conquista di un diritto ben preciso: l’orario di lavoro quotidiano fissato in otto ore. Tali battaglie portarono alla promulgazione di una legge che fu approvata nel 1867  nell’Illinois (USA). La Prima Internazionale richiese poi che legislazioni simili fossero introdotte anche in Europa.

L’origine della festa risale ad una manifestazione organizzata negli Stati Uniti dai Cavalieri del lavoro (Knights of Labor, associazione fondata nel 1869) a New York il 5 settembre 1882. Due anni dopo, nel 1884, in un’analoga manifestazione i Cavalieri del lavoro approvarono una risoluzione affinché l’evento avesse una cadenza annuale. Altre organizzazioni sindacali affiliate all’Internazionale dei lavoratori – vicine ai movimenti socialisti ed anarchici – suggerirono come data della festività il primo maggio.

Ma a far cadere definitivamente la scelta su questa data furono i gravi incidenti accaduti nei primi giorni di maggio del 1886 a Chicago (USA) e conosciuti come rivolta di Haymarket. Questi fatti ebbero il loro culmine il 4 maggio quando la polizia sparò sui manifestanti provocando numerose vittime.

L’allora presidente Grover Cleveland ritenne che la festa del primo maggio avrebbe potuto costituire un’opportunità per commemorare questo episodio. Successivamente, temendo che la commemorazione potesse risultare troppo a favore del nascente socialismo, stornò l’oggetto della festività sull’antica organizzazione dei Cavalieri del lavoro.

La data del primo maggio fu adottata in Canada nel 1894 sebbene il concetto di festa del lavoro sia in questo caso riferito a precedenti marce di lavoratori tenute a Toronto e Ottawa nel 1872.

In Europa la festività del primo maggio fu ufficializzata dai delegati socialisti della Seconda Internazionale riuniti a Parigi nel 1889 e ratificata in Italia due anni dopo.

In Italia la festività fu soppressa durante il ventennio fascista – che preferì festeggiare una autarchica Festa del lavoro italiano il 21 aprile in coincidenza con il Natale di Roma – ma fu ripristinata subito dopo la fine del conflitto mondiale, nel 1945.

Nel 1947 la ricorrenza venne funestata a Portella della Ginestra (PA) quando la banda diSalvatore Giulianosparò su un corteo di circa duemila lavoratori in festa, uccidendone undici e ferendone una cinquantina.

I sindacati italiani CGIL, CISL e UIL organizzano annualmente a Roma un concerto per celebrare il primo maggio dall’anno 1990 (vedi Concerto del Primo Maggio a Roma a cui partecipano annualmente centinaia di migliaia di persone). “ ( Fonte Wikipedia )

Umberto Napolitano

famigli d'italia

 

Le origini del Pesce d’Aprile ed i più famosi nella storia ( Famiglie d’Italia rewind )

aprile 1, 2015

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Ho voluto dedicare questo post, visto il continuato stato ” poco serio ” tenuto da coloro che in modo regolare  abitano il nostro Parlamento, dopo una breve ricerca sul web, al 1° Aprile per fornirvi alcune notizie storiche circa alle origini del famoso e famigerato ( in modo simpatico ) ” Pesce d’Aprile “.

 Le origini del pesce d’aprile ( fonte: Intrage – Giornali on line )

Le origini della festa del pesce d’aprile, che si tramanda da secoli, in molti paesi del mondo, sono incerte.

Non si conosce esattamente il periodo in cui ebbe inizio, né per opera di chi. Gli studiosi di tradizioni popolari forniscono diverse versioni – basate più su congetture teoriche che su dati scientificamente provati – che avvolgono la nascita di questa tradizione in un alone di mistero.

L’ipotesi più accreditata negli ambienti accademici fa risalire l’origine del pesce d’aprile ad un periodo antecedente al 154 A.C., quando il primo aprile segnava l’inizio dell’anno. Più tardi, la Chiesa soppresse la festa stabilendo l’inizio dell’anno il primo di gennaio. La vecchia tradizione continuò comunque a sopravvivere tra i pagani che per questo venivano derisi e scherniti.

Un’altra ipotesi, abbastanza diffusa, si rifà invece al rito pagano, legato all’antico calendario giuliano, quando il primo di aprile segnava l’inizio del solstizio di primavera. Terminato l’inverno, l’avvento della stagione primaverile segnava il rinnovamento della terra e della vita. In questa occasione, tra il 25 di marzo e il primo di aprile, si usava propiziare gli dèi offrendo doni e facendo sacrifici in loro onore. La festa era anche occasione per esprimersi in massima libertà con lazzi, burle e buffonerie.

Con l’avvento del Cristianesimo, nell’Impero Romano feste di questo tipo furono sostituite con altre festività religiose al fine di far scomparire per sempre gli usi e le tradizioni pagane. Questo fu il destino che toccò anche alla festa del primo di aprile, rimpiazzata da quella della Pasqua. Le persone che, nonostante ciò, si ostinavano a festeggiare il vecchio rito pagano venivano ridicolizzate e fatte oggetto di scherzi e burle di ogni tipo.

Entrambe le ipotesi, comunque, confermano la matrice pagana e buffonesca della festa, che continua tutt’oggi, seppur con sfumature diverse, a restare viva in gran parte del mondo.

Quante beffe vengono giocate il giorno del primo aprile! Proviamo a ripercorrere quelle più celebri, che hanno lasciato una traccia nella storia.

Il volo d’uccello a Firenze

La bravata più antica di cui si ha notizia è quella del maestroBuoncompagno da Firenze. Sul finire delXIII secolo questo simpatico personaggio fa sapere al popolo bolognese che il primo aprile avrebbe sorvolato la città usando un congegno di sua invenzione. Tra la popolazione la curiosità è tanta e tutti, nel giorno stabilito, si recano al Monte di Santa Maria per assistere allo strepitoso spettacolo. Puntuale, Buoncompagno si presenta all’appuntamento con un paio di enormi ali ma… un improvviso vento sfavorevole impedisce il volo! Quella che doveva essere una simulazione del volo d’uccello in realtà era un goliardico pesce d’aprile.

La cremazione del mahrajà

Nel marzo 1878 la Gazzetta d’Italia annuncia un’altra strana notizia. Il primo aprile, nel parco delle Cascine, i fiorentini avrebbero potuto assistere alla cremazione di un mahrajà indiano. La curiosità per una cerimonia del tutto sconosciuta in quell’epoca attira una grande folla. Inizia l’attesa, passano le ore ma non arriva nessun carro funebre con la salma dell’indiano da cremare. Poi, all’improvviso, tra i cespugli, si fa strada un gruppo di ragazzi che gridano: “Pesci d’Arno fritti!”. Fortunato l’indiano, che non era morto, e beffati i fiorentini che, come raccontano le cronache dell’epoca, si allontanano ammutoliti… facendo gli indiani.

Lo sbarco dei marziani

Lo scherzo più difficile, ma anche uno tra i più riusciti, è quello diOrson Welles. Per il primo aprile 1938 il celebre regista americano progetta uno speciale programma radiofonico. A causa di problemi tecnici, però, non è possibile mandarlo in onda. Ma Welles non si arrende e qualche mese dopo, più precisamente il 30 ottobre, finalmente la radio trasmette “La Guerra dei Mondi”: radiocronaca dello sbarco dei marziani. Tra la popolazione è subito panico generalizzato. I centralini radiofonici delle stazioni di polizia e dei giornali vengono invasi da centinaia di telefonate: gli americani vogliono capire cosa stia succedendo. Qualcuno tira fuori la maschera antigas della prima guerra mondiale, tutti scappano terrorizzati nelle strade, prendendo d’assalto autobus e treni. C’è persino chi afferma di averli visti davvero quei marziani. La cronaca della radio, che già all’epoca era considerata – soprattutto tra le masse – un medium di massima fiducia, si trasformatava in una realtà da incubo. L’indomani torna finalmente la calma, ma per le strade si contano danni per milioni di dollari. Il giorno prima non era stato il primo aprile, ma ugualmente il programma di Orson Welles era stata una bella beffa per gli americani.

Gli alberi di spaghetti

Altre tre grandi burle arrivano direttamente dalla Gran Bretagna, dove il quotidiano The Guardian e la tv pubblica BBC, si sono divertiti a comunicare notizie incredibili. La BBC nel 1957, proprio il primo aprile, ha trasmesso un reportage verosimile sulla raccolta degli spaghettiin Svizzera. Ha raccontato cioè che si stavano potando degli alberi che producevano questo tipo di pasta. Qualche anno più tardi, nel 1965, annunciò invece dei test per una nuova tecnologia: Smell-o-vision, che permetteva di trasmettere odori attraverso le onde dell’aria. In tutti e due i casi tanti telespettatori hanno chiamato per saperne di più. Il quotiano The Guardian invece il primo aprile del 1977 ha dedicato qualche pagina alla descrizione dettagliata dell’isola di San Serriffe, peccato che questo stato non esistesse.

Le beffe di Google

Il celebre motore di ricerca Google, non è da meno in quanto a scherzi. Per ben due volte ha gabbato per bene gli utenti di mezzo mondo. Una volta, nel 2007, ha lanciato Google TiSp, una connessione gratuita ad internet che prevedeva l’acquisto di un kit con modem e cavo da inserire nel wc di casa. Tutto supportato da un sito internet. Di recente poi, nel 2008, ha annunciato l’apertura delle iscrizioni per aspiranti astronauti che avessero voluto trascorrere il resto dei giorni su Marte. Una vera e propria ricerca di personale che non è passata di certo inosservata!

Tema correlato

Lo scherzo del pesce d’aprile

introduzione a cura di

Umberto Napolitano
famigli d'italia
 

Ebola, ma non solo Ebola

dicembre 3, 2014

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Sempre vigili su quanto ci informa il blog, vi propongo un post pubblicato da estense.com – Quotidiano di Ferrara alcune considerazioni a firma di Ivana Abrignani.

Ebola, quando il problema ci tocca, solo per accidente

Guardiamo con ammirazione al continuo aumento dell’aspettativa di vita e di buona salute in alcune parti del mondo, e con allarme al fallimento del miglioramento in altri.

Quest’articolo nasce da una notizia da prima pagina, che riferisce il contagio di un medico italiano in Sierra Leone, per fortuna il paziente sta bene ci confermano, curato con un farmaco sperimentale. Mi risuona in mente la rassicurazione da parte dei nostri politici, “Abbiamo macchine e medici unici al mondo, abbiamo la situazione sotto controllo”, e contemporaneamente la stima di persone contagiate e morte a “causa”dell’Ebola. Finora sono state circa venti le persone evacuate dai paesi colpiti dall’epidemia di cui dieci in Europa, in rapporto alle sei mila persone del continente africano; questo a sottolineare non la gara delle morti, ma l’uso inappropriato del termine “emergenza”, molto di moda oramai (“emergenza migranti, emergenza sbarchi, emergenza Aids, emergenza Ebola”).

Viene definita emergenza ciò che riguarda gli altri e che prima o poi potrebbe venir a intaccare il nostro territorio; va da sé che non è difficile associare le “varie emergenze”, dimostrazione di questi facili scivoloni sono le parole di Beppe Grillo, sul suo blog: «Chi entra in Italia con i barconi è un perfetto sconosciuto: va identificato immediatamente, i profughi vanno accolti; gli altri, i cosiddetti clandestini rispediti da dove venivano. Chi entra in Italia sia sottoposto a visita medica obbligatoria all’ingresso per tutelare la salute sua e degli italiani». Secondo Grillo i recenti fenomeni globali, dalla diffusione dell’Ebola all’Isis avrebbero contribuito a “produrre flussi migratori insostenibili”, l’Ebola sta penetrando in Europa ed è solo questione di tempo perché in Italia ci siano i primi casi.

Così, ad esempio anche l’Australia chiude le porte ai cittadini dell’Africa occidentale per prevenire l’arrivo di Ebola. Il governo ha infatti annunciato una serie di misure che mirano a sospendere l’immigrazione proveniente dai paesi più colpiti dal virus, nel tentativo di impedirne l’arrivo sul proprio territorio. La prima misura è quella dello stop temporaneo al rilascio dei visti per chi proviene da Sierra Leone, Liberia e Guinea, paesi a cui si applicano i provvedimenti messi a punto da Canberra.

In risposta all’epidemia di Evd (Ebola virus disease) che ha interessato diversi paesi in Africa occidentale nel 2014, il Ministero della salute ha emanato nuove circolari per rafforzare la sorveglianza ai punti di ingresso internazionali, la segnalazione e la gestione di eventuali casi sospetti di Evd, sono state inoltre emanate soprattutto raccomandazioni per viaggiatori internazionali. Silvia Testi, reponsabile dell’Ufficio Africa di Oxfam Italia, spiega: «Secondo le stime della Banca Mondiale la diffusione dell’Ebola costerà alla Sierra Leone 163 milioni di dollari (il 3,3% del PIL) e alla Liberia 66 milioni (il 12% del PIL). La chiusura dei confini ha ridotto drasticamente il commercio transnazionale, mentre il lavoro agricolo è stato interrotto, ne consegue che c’è meno cibo nei mercati locali e quello che c’è è molto più costoso.

In alcune aree questo significa che le persone stanno già fronteggiando una grave scarsità di cibo, soprattutto in Liberia e Sierra Leone, due paesi dove l’agricoltura è più diffusa».

Indubbiamente, nel corso degli ultimi cinquant’anni si sono verificate grandi trasformazioni tecnologiche in campo medico, e senz’altro se ne verificheranno ancora. In ogni caso, bisogna ricordare che i maggiori progressi nella salute e nell’aspettativa di vita del ricco Occidente non debbono molto a interventi medici ad alta tecnologia. Allo stesso modo, le malattie che affliggono ancora oggi la maggior parte dell’umanità e continueranno a farlo, in un ipotizzabile futuro, non richiedono soluzioni tecnologicamente raffinate- semplicemente acqua pulita, cibo a sufficienza, stipendi decorosi e politici e burocrati moderatamente competenti- e sembra improbabile che gli sviluppi della biomedicina migliorino significativamente tali aspetti.

A questo proposito, propongo un intervento di Aldo Morrone, consulente dell’OMS e del ministero della salute, sulla questione: «L’Ebola è la punta di un iceberg, e al di sotto di questo iceberg c’è il disinteresse del Nord del mondo per le malattie infettive che continuano a mietere vite senza sosta. Vogliamo parlare di Ebola? Benissimo. Prima però, ricordiamo qualche numero. Finora ci sono stati circa tremila casi di febbre emorragica. Ogni anno la diarrea infantile uccide due milioni di bambini tra l’Africa e il sud est asiatico, mentre la tubercolosi, trasmissibile per via aerea, ne fa morire un milione. Le cifre parlano da sole, penso».

Questo è ciò che la Schoepf chiama “ecologia politica della malattia”, che sarà in larga misura a determinare perché alcuni individui piuttosto che altri abbiano una maggiore probabilità di ammalarsi. Chiaramente cattiva alimentazione, riparo inadeguato, assistenza sanitaria inefficace, contribuiscono a una scarsa risposta immunitaria e una maggiore vulnerabilità a prendere infezioni. Se, dunque la malattia è spesso legata alla violazione dei diritti fondamentali, allora la terapia più adeguata è senza dubbio la promozione di quei diritti e della giustizia sociale. Ecco che qui si inserisce il concetto di violenza strutturale, ovvero quel particolare tipo di violenza che viene esercitata in modo indiretto, che non ha bisogno di un attore per essere eseguita, che è prodotta dall’organizzazione sociale stessa, dalle sue profonde diseguaglianze e che si traduce in patologie, miseria, povertà, mortalità infantile, abusi sessuali.

La malattia, la violenza e la morte, sono state spiegate come effetti di inevitabili sventure casualmente e geograficamente distribuite, come effetti di costumi locali dei paesi del terzo mondo, più che in termini di differenze di distribuzione del potere tra paesi e gruppi sociali. Se, la violenza strutturale affonda le sue lame attraverso la limitazione della capacità d’azione dei soggetti che occupano le posizioni più marginali all’interno dei contesti segnati da profonde diseguaglianze sociali, ecco che l’Ebola, l’Hiv, la Tubercolosi, la Violenza politica e di genere, le Discriminazioni razziali vengono a configurarsi come specifiche modalità in cui la sofferenza sociale si materializza nella vita delle persone, come incorporazione di più ampi processi sociali: la natura viene così socializzata, il corpo emerge a processo storico, il rischio statistico e un beffardo destino si trasformano in responsabilità politica. A questo punto si può parlare di vere e proprie “patologie del potere”, di cui la biomedicina coglie tracce individuali, attraverso un linguaggio riduzionistico, senza però riuscire a far luce sul processo che ne costituisce l’ampia realtà.

I toni sono di allarme e preoccupazione: “Misure di sorveglianza per contrastare la diffusione dell’Ebola” è il titolo di una delle circolari che il Ministero della Salute ha emesso in questi giorni, ma il problema riguarda i crescenti sbarchi di immigrati provenienti dalle coste africane che potrebbero portare da noi malattie gravi come l’Ebola e la Tubercolosi. In particolare si stanno prendendo misure di protezione sui punti internazionali d’ingresso: porti, aeroporti, frontiere; mari, cieli e terre di un unico universo.

Il fatto stesso che l’Ebola venga definita esclusivamente, riducendo, per questioni logistiche, ai minimi termini lo studio antropologico al riguardo, nella sua accezione bio-medica quindi mera patologia (disease), e neanche lontanamente individuale (illness) e sociale (sickness), dovrebbe farci riflettere. Non tenere conto anche di questi significati, può pregiudicare gli “aiuti” che offriamo a questi paesi, poichè del resto la malattia non è altro che un riassunto che mette insieme dei fatti proiettandoli sul palcoscenico del corpo.

Ivana Abrignani

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

 

Famiglie d'Italia marchio

 

Il fascino dei navigli

settembre 2, 2014

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Quest’oggi, per abituarvi piano piano al triste rientro post vacanziero, grazie all’amico Andrea Ben Leva che mi ha inviato un bellissimo e romantico post,vi faccio fare un salto indietro di un paio di giorni, agli sgoccioli delle vacanze estive, facendovi passeggiare a…

Milano 31 Agosto 2014

Il vento fa muovere le nuvole velocemente, il sole è bello caldo. Tutta la luce si riflette sullo specchio d’acqua del Naviglio Pavese.

Camminando le strade sono vuote, sembra che la gente si stata aspirata via da un’aspirapolvere gigante, perchè in lontananza si sente del rumore in sottofondo. Ma tutto bene, è bello passeggiare in questa milano “solo per noi”. Oggi si visiterà Milano sotto un’altra veste, guardandola dal basso, a pelo d’acqua, navigando nei navigli storici. Camminando arriviamo al bivio con il Naviglio Grande, sull’Alzaia; e come giriamo l’angolo, il rumore assordante e la quantità di persone ci investe. Ecco l’aspirapolvere… i mercatini sul Naviglio. Tanta gente che vuole godersi la domenica di sole, finchè dura.

Oggi si visiterà Milano sotto un’altra veste, guardandola dal basso

Tante bancherelle, ma tanto fascino anche per i locali, e le mostre aperte. Un luogo da esplorare, un momento di interiorizzazione per capire quanta bellezza ci circonda e si trova a due passi. Pronti! Partenza! Via! giro sui barconi che dura cinquanta minuti, con tanto di spiegazione. Questo paesaggio, questa Milano che scorre ai lati della barca, questi ponti antichi ma anche moderni, che passano sopra le nostre teste e che simboleggiano il vecchio e il nuovo, uniti in questa città meravigliosa. Poi atterrati all’Alzaia un giretto veloce sulla riva e poi l’ingresso in questa specie di cortile segreto, un giardino magico, rivestito d’edera e di fiori, con mostre da visitare. Qualche passo e ci troviamo nell’appartamento di un fotografo che espone e vende le sue opere, un uomo bizzarro, ma che colpisce per la sua semplicità. Due stanze, la cucina, lo studiolo, una stanza con le preti piene di immagini di Milano. E’ svedese, parla poco italiano e male l’inglese, ma a voler comunicare riusciamo a capirci. Ma questa storia ve la racconterò in un altro contesto, con un articolo dedicato.

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Invasi dal rumore della gente, abbiamo continuato il nostro viaggio, un workshop fotografico, oggi mi sono dedicato a tre cose, le grandi distanze, l’immobilità, e i manichini, persone che diventano figuranti per dare un senso all’immagine. In questa Milano tutta da navigare, abbiamo scoperto un infopoint di EXPO’ 2015, e dopo essere stati guidati sul cantiere dei lavori, ed aver visto un video virtuale su come diventerà la darsena, siamo partiti per il nostro tour finale, Porta Ticinese, e conclusione negozi e vie fino al rientro.

Non avrebbe stonato la presenza di Leonardo da Vinci a piedi

Sembra di tornare al passato, in un contesto medievale, assieme alle persone che vivevano Milano, non avrebbe stonato la presenza di Leonardo Da Vinci a piedi, che passeggia in mezzo alla gente. Forse non si riuscirà, ma sarebbe bello che per l’Expò in arrivo, durante il periodo espositivo, ci fossero degli attori in giro per Milano, vestiti in costume storico, che semplicemente camminando con la gente, facessero pensare le persone, ricordare la storia, anche senza parlare.

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Una Milano da vivere, che si sta sempre più preparando a queste micro-gite in centro, alla scoperta di piccole ma preziose realtà, che la velocità e i ritmi della nostra vita, ci fanno sfuggire, distraendoci da quelle che sono le possibilità di divertimento, socializzazione e cultura, senza dover viaggiare per chilometri. Bello scoprire quanto semplice e bella può essere una città, vissuta senza aspettative. Un’esperienza da fare.

Andrea Ben Leva

fonte: cucinandoitalia.wordpress.com

Per info Milano e Turismo

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

www.umbertonapolitano.eu )

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Perché si festeggia il 1° maggio ( Post Rewind )

aprile 30, 2014

Come al solito è mio gradito compito viaggiare su Google, cliccare su Wikipedia e cercare notizie interessanti da riportarvi pari pari… perché uno dei compiti di questo blog è ” fare comunicazione di popolo “, ma non di gossip, bensì di cultura… da quella ambientale, a quella alimentare, a quella storica: ovvero su tutto ciò che è  ” essenza di vita “, fisica e spirituale. Quindi cultura conoscitiva per completare un’offerta mediatica più propensa all’esaltazione del ” fumo ” che alla consacrazione della ” sostanza “. Oggi, come ogni giorno seguente a qualche festa importante, vi informerò dell’origine e del perché della festa del 1° maggio.

” Più precisamente, con essa si intendono ricordare le battaglie operaie volte alla conquista di un diritto ben preciso: l’orario di lavoro quotidiano fissato in otto ore. Tali battaglie portarono alla promulgazione di una legge che fu approvata nel 1867  nell’Illinois (USA). La Prima Internazionale richiese poi che legislazioni simili fossero introdotte anche in Europa.

L’origine della festa risale ad una manifestazione organizzata negli Stati Uniti dai Cavalieri del lavoro (Knights of Labor, associazione fondata nel 1869) a New York il 5 settembre 1882. Due anni dopo, nel 1884, in un’analoga manifestazione i Cavalieri del lavoro approvarono una risoluzione affinché l’evento avesse una cadenza annuale. Altre organizzazioni sindacali affiliate all’Internazionale dei lavoratori – vicine ai movimenti socialisti ed anarchici – suggerirono come data della festività il primo maggio.

Ma a far cadere definitivamente la scelta su questa data furono i gravi incidenti accaduti nei primi giorni di maggio del 1886 a Chicago (USA) e conosciuti come rivolta di Haymarket. Questi fatti ebbero il loro culmine il 4 maggio quando la polizia sparò sui manifestanti provocando numerose vittime.

L’allora presidente Grover Cleveland ritenne che la festa del primo maggio avrebbe potuto costituire un’opportunità per commemorare questo episodio. Successivamente, temendo che la commemorazione potesse risultare troppo a favore del nascente socialismo, stornò l’oggetto della festività sull’antica organizzazione dei Cavalieri del lavoro.

La data del primo maggio fu adottata in Canada nel 1894 sebbene il concetto di festa del lavoro sia in questo caso riferito a precedenti marce di lavoratori tenute a Toronto e Ottawa nel 1872.

In Europa la festività del primo maggio fu ufficializzata dai delegati socialisti della Seconda Internazionale riuniti a Parigi nel 1889 e ratificata in Italia due anni dopo.

In Italia la festività fu soppressa durante il ventennio fascista – che preferì festeggiare una autarchica Festa del lavoro italiano il 21 aprile in coincidenza con il Natale di Roma – ma fu ripristinata subito dopo la fine del conflitto mondiale, nel 1945.

Nel 1947 la ricorrenza venne funestata a Portella della Ginestra (PA) quando la banda di Salvatore Giuliano sparò su un corteo di circa duemila lavoratori in festa, uccidendone undici e ferendone una cinquantina.

I sindacati italiani CGIL, CISL e UIL organizzano annualmente a Roma un concerto per celebrare il primo maggio dall’anno 1990 (vedi Concerto del Primo Maggio a Roma a cui partecipano annualmente centinaia di migliaia di persone). ” ( Fonte Wikipedia )

 

Famiglie                        d’Italia

Umberto Napolitano

25 aprile 1945: Milano scrive il finale di un’orrenda storia ( Post Rewind )

aprile 25, 2014

Oggi, 25 aprile 2014, apro questo blog con la prima pagina di uno storico quotidiano datata 26 aprile 1945. Le ricerche su Google mi hanno permesso di trovare un’interessante cronistoria sui fatti avvenuti a Milano il 25 aprile di 69 anni fa, fatti che, come evidenziato nel titolo, contribuirono a scrivere i ” titoli di coda ” di un film terribilmente   reale e tragico che vide protagonista, almeno per quanto riguarda l’Italia, l’intero suo popolo.

Da “Resistenza, album della guerra di Liberazione” di Raimondo Luraghi cronologia degli eventi,ora per ora, strada per strada

 

ore 06:00, via Pergolesi. Leo Valiani incontra Mario Rollier e gli consegna l’ordine insurrezionale da far pervenire a Egidio Liberti, capo di stato maggiore delle formazioni Giustizia e libertà.

all’incirca alla stessa ora,viale Monte Nero 82. Lelio Basso e Corrado Bonfantini, dalla sede insurrezionale del comando generale delle brigate Matteotti, diramano l’ordine di insorgere alle formazioni organizzate dal partito socialista.

ore 08:00, via Copernico. Il Comitato di liberazione nazionale dell’Alta Italia si riunisce presso il collegio dei Salesiani. Rodolfo Morandi viene nominato presidente del Clnai. Approvata all’unanimità la proclamazione dell’insurrezione. Viene inoltre redatto il decreto dell’assunzione di tutti i poteri da parte del Clnai e dei Cln regionali, provinciali e cittadini. Con un altro decreto vengono nominate le commissioni di Giustizia per la funzione inquirente, i Tribunali di guerra e le Corti d’assise popolari per quella giudicante. Il decreto, che verrà ripetutamente trasmesso radiofonicamente, recita:
«I membri del governo fascista ed i gerarchi del fascismo colpevoli di aver soppresso le garanzie costituzionali e di aver distrutto le libertà popolari, creato il regime fascista, compromesso e tradito le sorti del Paese e di averlo condotto all’attuale catastrofe, sono puniti con la pena di morte e nei casi meno gravi con l’ergastolo».
Tutti gli altri reati saranno puniti con il codice penale del 1889, rispettivamente secondo le leggi militari di guerra vigenti l’8 settembre 1943. Un terzo decreto riconosce i Consigli di fabbrica con controllo sulla produzione.

corso di Porta Magenta 79. Il Comando generale del Corpo volontari della libertà si riunisce presso il convento delle Suore della Riparazione.

via Carlo Poma. Il Comando piazza di Milano fissa provvisoriamente la propria sede operativa nel commissariato di zona. Gli agenti di Ps, da tempo contattati da rappresentanti delle Matteotti, non oppongono resistenza.

via Vittor Pisani, caffè Bellotti. Riccardo Lombardi riceve il proclama insurrezionale del Clnai e lo dirama attraverso le staffette del Comitato. Nel frattempo ha concordato con il colonnello Alfredo Malgeri la mobilitazione dei militi della Guardia di finanza che, dopo il calar del sole, dovranno muovere dalla caserma di via Melchiorre Gioia e procedere all’occupazione della prefettura e degli edifici pubblici.

ore 8:00 circa, zona Città studi. Prima ancora di ricevere le direttive insurrezionali la 116ª brigata Garibaldi Sap occupa il Politecnico per farne la base delle operazioni. Agli ordini del comandante Bruno Galbiati («Marino») la brigata ha sfilato da viale Campania a piazza Leonardo da Vinci senza incontrare resistenza: 340 uomini inquadrati con 5 mitra, 17 fucili, 56 pistole e bombe a mano.

ore 8:30, viale Monza. Riferisce Bruto Mauri, comandante la IX divisione Garibaldi di Sesto San Giovanni: «tutto sembra normale. Nulla di nuovo anche dalla radio».

ore 10:00, zona Loreto. In via Venini angolo via Sauli, davanti ai capannoni della Necchi i tedeschi caricano frettolosamente su alcuni camion materiale vario, in gran parte pneumatici.

zona Stazione centrale. nulla di anormale.

ore 10:00, Niguarda. Elementi della 113ª Garibaldi Sap e alcuni gappisti, disarmano i militi di un posto di blocco recuperando tre mitra, tre fucili e una pistola Beretta.

ore 11:00 circa, Sesto San Giovanni. Il comando della IX divisione garibaldina di Sesto San Giovanni riceve l’ordine di mettere immediatamente in atto il previsto piano di difesa delle fabbriche.

ore 11:30 circa, viale Monza. Sotto i portoni e agli angoli delle strade, aumentano i capannelli di persone. Davanti alla Ercole Marelli di Sesto è già sorto un posto di blocco partigiano. Assembramenti davanti alla fabbrica. Parecchi impiegati salgono di corsa sul “tram bianco” che sta partendo per Milano. Sarà l’ultima corsa della giornata.

piazza del Duomo si presenta deserta.

ora imprecisata, Porta Ticinese. L’ufficiale di collegamento del Comando piazza comunica ai membri del comando unificato del Ticinese l’ordine insurrezionale. Manca solo il rappresentante democristiano che ha peraltro funzioni di vicecomandante. Si farà vivo il 4 maggio dichiarandosi «pronto a collaborare ma senza nessuna formazione sua».

ore 12:00, Parma. gli alleati entrano nella città, ormai sotto il controllo partigiano. Godfrey Talbot comunica a radio Londra: «l’ordine è perfetto». Permane la minaccia di tre divisioni tedesche chiuse nella sacca di Fornovo.

ore 12:05, Sesto San Giovanni. Al pervenire dell’ordine insurrezionale alla Pirelli alcuni partigiani si recano a intimare la resa al comando germanico all’interno della fabbrica. Il comandante del presidio, maresciallo Blum, reagisce e viene ucciso, due tedeschi sono feriti e gli altri fatti prigionieri. E’ l’inizio dell’insurrezione armata nella cittadella rossa.

ore 12:15 circa, zona Stazione centrale. Allo stabilimento Pirelli di via Fabio Filzi, diviso in due fabbricati denominati Brusada e Sede, giunge l’ordine di iniziare lo sciopero insurrezionale alla ripresa pomeridiana del lavoro. I responsabili del 6° distaccamento della 110ª Garibaldi Beppe dispongono di 36 garibaldini più una trentina di volontari con quindici moschetti, venti pistole, una mitraglia da 12,7 mm (ma inutilizzabile perché senza treppiede) e una ventina di bombe a mano, il tutto con un’autonomia di fuoco di circa mezz’ora. Nell’ora successiva il disarmo di alcuni nazifascisti bloccati nelle vie adiacenti frutta qualche mitra e qualche altra pistola.

ore 13:00. Inizia lo sciopero insurrezionale. In realtà in numerose fabbriche gli operai hanno già cominciato ad astenersi dal lavoro e a organizzare la difesa degli stabilimenti.

ore 13:00, Bresso. Il 2° distaccamento Dino Giani della 110ª brigata Garibaldi cattura e fucila il vicecomandante della brigata nera Aldo Resega, il comandante della compagnia Oberdan, che ancora il 23 aprile in via Cadamosto aveva fatto fucilare il gappista Giancarlo Brugnolotti, e un altro brigatista nero già segnalato come criminale di guerra. Per tutto il pomeriggio vengono fermati, a volte con brevi scaramucce, automezzi nemici.

ore 13:00 circa, Sesto San Giovanni. Dal cavalcavia sulla ferrovia sfreccia in direzione di Milano un camion di mutini che con una mitraglia sparano sugli operai assembratisi davanti alla Marelli causando un morto e alcuni feriti. Il camion si dilegua.

ore 13:00, Innocenti di Lambrate. L’ordine insurrezionale giunge al distaccamento della 118ª brigata Garibaldi all’interno della fabbrica. Tutto si svolge senza incidenti: bloccati centralino e uscite, viene occupata l’armeria e fatti prigionieri 15 nazifascisti. Due mitragliere da 20 mm vengono piazzate a difesa della fabbrica. Imprudentemente il comando ha precedentemente lasciato uscire la maggior parte dei sappisti e gli operai, riconvocandoli per le ore18:00.


Volantino del Comitato d’Agitazione
dei ferrovieri (archivio ISMEC)

ora imprecisata, Zona Ticinese. Il Comando unificato di settore si stabilisce provvisoriamente alla Borletti. La 113ª brigata Garibaldi è concentrata alla Sisma di via Savona, la 122ª alla Borletti in via Washimgton, la 42ª Matteotti nelle scuole di via Gentilino, le brigate GL Max Masia e Sergio Kasman nella ditta Fasani di via Pioppette e nelle fabbriche Riva e Tallero.

ore 13:00, Innocenti di Lambrate. L’ordine insurrezionale giunge al distaccamento della 118ª brigata Garibaldi all’interno della fabbrica. Tutto si svolge senza incidenti: bloccati centralino e uscite, viene occupata l’armeria e fatti prigionieri 15 nazifascisti. Due mitragliere da 20 mm vengono piazzate a difesa della fabbrica. Imprudentemente il comando ha precedentemente lasciato uscire la maggior parte dei sappisti e gli operai, riconvocandoli per le ore18:00.

le zone Monforte, Vittoria e Venezia sono percorse da un camioncino con a bordo sappisti dell’officina Atm di via Teodosio che disarmando i fascisti che incontrano e portando poi le armi agli operai dell’officina.

ore 13:30, Crescenzago. Aldo Giovenzana, comandante la 110ª brigata Garibaldi Sap, ordina a Giuseppe Martino («Antonio»), comandante il 1° distaccamento Censo, di occupare la sede fascista Aldo Sette in via Padova. e di sbarrare la strada con un camion. Iniziano le operazioni di fermo delle macchine che tentano di allontanarsi da Milano.

ore 13:30 circa, zona Corvetto. Matteottini e garibaldini disarmano il presidio fascista all’interno della Motomeccanica in via Oglio e respingono un attacco all’ingresso di via Mincio.

ora imprecisata del primo pomeriggio, 2° settore, zona Sempione-Gallaratese.il 1° e il 2° distaccamento della 111ª brigata Garibaldi Sap occupano la Pracchi e il deposito benzina Petrolea, il 3° l’Alfa Romeo, il 6° la Face, mentre il 7° nel pomeriggio sostiene uno scontro a fuoco con un automezzo della Muti e dopo una breve sparatoria respinge un’autocolonna fascista che tenta di abbandonare la città seguendo la via Comasina.

ore 14:00, zona Stazione centrale. La Pirelli di via Fabio Filzi è circondata dai fascisti che tirano con una mitragliera da 20 mm I sappisti rispondono risparmiando le poche munizioni e fino all’esaurimento delle bombe a mano.

ore 14:00, Pratocentenaro. Il 5° distaccamento Mandelli della 110ª brigata Garibaldi Sap blocca viale Sarca e viale Fulvio Testi all’altezza di via Pianell e viale Suzzani all’altezza di via De Angelis. Scambio di colpi con i fascisti attestati nelle casermette di viale Suzzani e con alcuni automezzi che cercano di guadagnare la periferia. Cade il garibaldino Guglielmo Baccalini ed è ferito il commissario di distaccamento Germano Grassi.

Greco. Occupato in modo incruento il deposito locomotive.

Turro. La 130ª brigata Garibaldi Sap occupa la fabbrica Magnaghi e rastrella il quartiere.

ore 14:00 circavia Tortona. I fascisti, per intimorire gli scioperanti della Cge, hanno fucilato due patrioti davanti ai cancelli della fabbrica. Informato dell’accaduto, Sandro Pertini vi si reca e tiene un comizio alle maestranze.

ora imprecisata, piazza Sicilia. Quattro fascisti a bordo di una macchina irrompono nella piazza esplodendo raffiche di mitra. Cadono colpiti a morte i matteottini Bartolo Bertelli e Carlo Dones, altri 4 rimangono feriti insieme ad alcuni civili.

ora imprecisata, via Bergognone. Militi fascisti arrivano improvvisamente davanti alla Cge e fucilano Enrico Torchio e Umberto Retta, appartenente all’Organizzazione Franchi. Dalla fabbrica, nel tentativo di impedire l’esecuzione, viene lanciata una bomba a mano che però non esplode.

zona Porta Romana-Vigentina. Distaccamenti della 114ª e della 115ª brigata Garibaldi Sap, in collaborazione con squadre matteottine, occupano il Tibb, le Smalterie italiane, la Om, la Centrale del latte e il panificio militare di via Quaranta.

zona Porta Romana-Vigentina. Sparatorie nel quartiere attorno alla Motomeccanica e alla Om dove per circa quattro ore giellisti, matteottini e garibaldini sostengono un aspro combattimento contro nazifascisti che sparano sulla fabbrica con mitragliatrici pesanti. Cinque operai feriti.

ore 14:30 circa, zona Calvairate. nelle prime ore del pomeriggio il 2° distaccamento della 124ª brigata Garibaldi Sap occupa l’autorimessa dell’Atm in viale Molise.

  • ore 15:00 circa, zona Sempione. Sull’angolo di viale Certosa sappisti dell’Alfa Romeo catturano cinque ufficiali tedeschi in fuga su una automobile.
  • Sesto San Giovanni. Approntate le misure difensive e istituiti posti di blocco partigiani attorno ai quattro stabilimenti Falck. Alla Ercole Marelli si preparano i turni di guardia per la notte e si costituisce il reparto da inviare come rinforzo alla Pirelli. Occupate anche la Magneti Marelli, la Gabbioneta, la Sapsa e la Osva.

ore 15:00, Crescenzago. Un’autocolonna di SS e marò della X Mas con un’autoblinda si presenta al posto di blocco garibaldino in fondo a via Padova. Dopo un breve parlamentare si apre il fuoco da entrambe le parti. I garibaldini sono a corto di munizioni e non hanno armi pesanti: i nazifascisti superano il blocco e si allontanano. Nello scontro cade il sappista Valentino Cerchierini, «Tino», detto anche «el gatt».

ore 15:00, Precotto. Il 3° distaccamento della 110ª Brigata Garibaldi Sap, comandato da Santo Bonaita, forma un posto di blocco in piazza Precotto; scambio di qualche fucilata con alcuni automezzi nazifascisti transitanti in viale Monza.

ora imprecisata, Caproni di Taliedo. Il distaccamento della 116ª brigata Garibaldi Sap costituito alla Caproni, insieme a sappisti della 54ª e 55ª brigata Matteotti e a un distaccamento delle brigate Giustizia e libertà, prende possesso della fabbrica.

ore 16:00, zona Stazione centrale. Un carro armato tedesco sfonda il cancello della Brusada e poi della Sede, i due stabilimenti Pirelli di via Fabio Filzi dove i partigiani stanno resistendo da circa due ore. I difensori, ormai senza proiettili, nascondono le armi e si arrendono. Alcuni operai, condotti all’hôtel Gallia e minacciati di fucilazione dai brigatisti neri, vengono lasciati in libertà alle 18:00 in seguito all’arrivo di due ufficiali tedeschi i quali si dichiarano «convinti che il personale della Pirelli era stato vittima di un colpo di mano di partigiani esterni». La città è ormai in subbuglio e la fucilazione dei rastrellati può costare cara.

ore 17:00, Bicocca. Bruto Mauri, comandante la 109ª brigata Garibaldi Sap arriva davanti all’ingresso della Pirelli ostruito con un vecchio locomotore disposto trasversalmente. Chiama due operai in tuta e armati che sporgono dal muro e, per poco, non viene preso a fucilate: nella precipitazione degli eventi nessuno ha pensato alla parola d’ordine. Alla fine, riconosciuto da «Marco», comandante dei sappisti della Pirelli, gli viene gettata una scala per scavalcare il muro di cinta.

ora imprecisata, Taliedo. Sappisti della 125ª brigata Garibaldi Sap occupano l’aeroporto di Taliedo catturando il presidio germanico. Squadre delle brigate Mazzini controllano la zona di Taliedo, viale Corsica e viale Campania.

ora imprecisata, 6° settore (Zona Centro). La 120ª brigata Garibaldi Sap impone la resa ai nazifascisti dislocati in Foro Buonaparte, occupa il commissariato di Ps di via Pezzoni e la sede della Muti di via Rovello 2, già abbandonata dai mutini.

ore 17:00, piazza Fontana. Attraverso la mediazione del cardinale Schuster, impegnato fino all’ultimo a scongiurare quella che ritiene un’insurrezione comunista, Mussolini, sperando di poter ancora patteggiare la resa, si incontra con alcuni rappresentanti del Clnai e il generale Cadorna, comandante il Corpo volontari della libertà. Il duce è accompagnato dal maresciallo Graziani, dal ministro Zerbino, dal sottosegretario Barracu e dal prefetto Bassi. Per il Clnai sono presenti Achille Lombardi (partito d’azione), Achille Marazza (democrazia cristiana) e Guido Arpesani (partito liberale). Informato che la resa dei fascisti deve essere incondizionata e che i tedeschi stanno trattando con gli americani, Mussolini dichiara di voler ritornare in prefettura per riprendersi – dice – la libertà d’azione con i tedeschi. Si impegna a ritornare all’arcivescovado entro un’ora per concludere le trattative di resa.

ora imprecisata del pomeriggio: occupate le sedi del Corriere della Sera, dellaGazzetta dello Sport e del Popolo d’Italia in piazza Cavour. Si utilizzano gli impianti per stampare le edizioni insurrezionali de l’Unità, dell’Avanti e di Italia libera, organo del partito d’azione. Gappisti a protezione della sede del Corriere.

ore 17:30, zona Ticinese. Due squadre della 113ª brigata Garibaldi Sap, in collaborazione con elementi della 48ª brigata Matteotti, presidiano le centrali zonali dell’energia elettrica e dell’acqua potabile.

  

ora imprecisata, zona Lambrate-Ortica. Squadre delle brigate Matteotti occupano la stazione ferroviaria e la caserma del 3° Autieri in via Pitteri.

  • ore 18:00 circa, Sesto San Giovanni. Basilio Pitea, commissario politico della IX divisione Garibaldi Sap, arriva alla Pirelli con due camion carichi di garibaldini della Ercole Marelli.

ore 18:30 circa, zona Calvairate. Il 2° distaccamento della 124ª brigata Garibaldi Sap respinge un’attacco tedesco al deposito Atm di viale Molise. Si spara per circa un’ora fra viale Molise, via del Turchino e via Monte Velino. I tedeschi abbandonano la zona.

ore 19:00, Sesto San Giovanni. Il cielo è annuvolato ed a tratti pioviggina. All’interno della Pirelli fervono i preparativi. Viene approntato il servizio sanitario con una cinquantina di persone fra medici e infermieri. Le cucine sono pronte per servire una minestra calda ai volontari.

ore 19:00 circa, corso Monforte. Mussolini (probabilmente l’ultima foto da vivo ) lascia il palazzo della prefettura e si dirige verso Como con il pretesto di un’estrema difesa in Valtellina, in realtà con l’intenzione di riparare in Svizzera. Lo seguono Graziani, Pavolini, il comandante della Muti Franco Colombo, numerosi gerarchi e una scorta di SS che deve sorvegliarne i movimenti e impedirgli di espatriare o di consegnarsi agli alleati.

ora imprecisata della sera, zona Centro. Attorno alla sede fascista di piazza San Sepolcro scontri tra repubblichini e squadre della 54ª e 55ª brigate Matteotti. In via del Bollo cadono i sappisti matteottini Natale Mapelli e Giuseppe Taviano.

ore 20:00. Distaccamenti della 124ª brigata Garibaldi Sap occupano il Mercato pollame e Ponte Lambro.

ore 20:00, via Valtellina angolo via Jenner. Scontro a fuoco tra garibaldini del 7° distaccamento della 111ª brigata Garibaldi sap e fascisti a bordo di un’auto. Il garibaldino Ugo Zagaria cade nel tentativo di portarsi a distanza utile per scagliare una bomba a mano.

ore 21:00, zona Baggio-via Forze Armate. Il 1° distaccamento della 112ª Garibaldi Sap disarma i fascisti del presidio della Bernardi recuperando una mitraglia, quattro mitra e una trentina di fucili con abbondante munizionamento. Il 2° distaccamento occupa Villa Feltrinelli, adibita a deposito della SS tedesca. Il 3° distaccamento, con alcuni sappisti della fabbrica Violini, occupa il distaccamento bersaglieri di via Vittoria Colonna e si impadronisce di 43 fucili e parecchie casse di munizioni con cui vengono armati gli operai della Violini, della Salmoiraghi e della Bergomi. Il 4° distaccamento occupa Baggio e prende possesso della caserma della Gnr e della casa del fascio. Non si segnalano scontri.

ore 21:00, zona Bicocca. Lungo viale Zara, all’altezza della Pirelli, sono fermi un autobus di linea e diversi camion con circa duecento baschi neri della milizia fascista francese di Darnand, la cui fama è peggiore di quella dei repubblichini. Probabilmente intendevano accodarsi alle colonne fasciste dirette in Valtellina ma hanno sbagliato strada e non sanno che direzione prendere.

ore 22:00. Una delegazione garibaldina porta l’intimazione di resa ai francesi che la respingono e cominciano a sparare con mitragliatrici pesanti scaricate dai camion. I proiettili prendono d’infilata tutti gli spazi che dividono i capannoni della Pirelli disposti trasversalmente al viale Zara. Alcuni feriti leggeri tra gli operai. I collegamenti fra i vari punti del quadrilatero vengono effettuati attraverso i magazzini interrati che corrono sotto gli stabilimenti.

  • tarda serata, zona Naviglio Grande. 35 sappisti della 113ª brigata Garibaldi Sap attaccano di sorpresa e disarmano il presidio tedesco della stazione di San Cristoforo salvando tutti gli impianti.
  • tarda serata, zona Naviglio Grande. Luigi Maradini, comandante della 113ª brigata Garibaldi Sap, ordina il blocco della nazionale per Alessandria all’altezza di Ronchetto sul Naviglio: una sessantina di garibaldini con solo 5 mitra, dieci moschetti, una decina di bombe a mano e «numerosissime rivoltelle non completamente cariche». Sopraggiunge, puntando sulla città, una forte autocolonna tedesca che viene investita da lancio di bombe a mano e raffiche di mitra. Ne nasce un violento scontro che si protrae per un’ora finché, esaurite le munizioni, i partigiani devono ritirarsi. Anche la colonna germanica fa marcia indietro dirigendo verso Corsico e poi verso Baggio. I tedeschi lasciano sul terreno diversi morti tra cui due ufficiali. Nel combattimento sono caduti i garibaldini Domenico Bernori, Idelio Fantoni e Giovanni Paghini. Feriti Scipione Grossi, Paolo Mignosi e Antonio Besana.

ore 24:00, Sesto San Giovanni. Alla Pirelli garibaldini, matteottini e repubblicani della 21ª brigata Mazzini continuano il combattimento con i miliziani francesi. Viene approntata una specie di locomotiva blindata applicando dei lamieroni sulle fiancate di una vecchia vaporiera che serve per il traino dei vagoni all’interno dello stabilimento e la macchina viene avviata su un binario che sbuca su viale Sarca. Tolto lo sbarramento al cancello di uscita, la locomotiva parte sbuffando e sprigionando bagliori di fuoco; l’accompagnano nutrite scariche di fucileria esplose da alcuni sappisti accodatisi alla vaporiera e dai vicini posti di guardia. Poco dopo i francesi alzano bandiera bianca e si danno prigionieri. Ingente il bottino: 20 mitragliere da 20 mm, un intero camion di munizioni, armi automatiche individuali e due cannoncini anticarro.

( fonte un sito che si firma così: Ricordi resistentifatti, uomini e donne della guerra di liberazione )

Famiglie                     d’Italia

 Umberto Napolitano

Adottiamo una famiglia in difficoltà: riparte ufficialmente la campagna

{img_a}… Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediaticoma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto…grazie!

Umberto Napolitano

Famiglie d’Italia

 

Perché si festeggia la Pasquetta ( Post Rewind )

aprile 21, 2014

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Così come ho fatto per il giorno di Santo Stefano, il giorno successivo al Santo Natale, anche per il Lunedì dell’Angelo, o Pasquetta, sono andato a cercare su ” san ” Google informazioni a riguardo e, come al solito, grazie a Wikipedia ho ottenuto le risposte che desideravo e che vi riporto fedelmente.

(Annibale Carracci- Le pie donne al sepolcro)

Festa religiosa

Il Vangelo racconta che Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e Giuseppe, e Salome andarono al sepolcro, dove Gesù era stato sepolto, con degli olii aromatici per imbalsamare il corpo di Gesù. Vi trovarono il grande masso che chiudeva l’accesso alla tomba spostato; le tre donne erano smarrite e preoccupate e cercavano di capire cosa fosse successo, quando apparve loro un angelo che disse: “Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui! È risorto come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto” (Mt 28,5-6). E aggiunse: “Ora andate ad annunciare questa notizia agli Apostoli”, ed esse si precipitarono a raccontare l’accaduto agli altri.

Per motivi incomprensibili la tradizione ha spostato questi fatti dalla mattina di Pasqua al giorno successivo. Forse perché i Vangeli indicano “il giorno dopo la Pasqua”, ma evidentemente quella a cui si allude è la Pasqua ebraica, che cadeva di sabato. Non è mai esistito un “lunedì” in cui l’angelo è apparso alle donne, come tutti sappiamo questo è successo la mattina di Pasqua.

Il lunedì dell’Angelo è giorno dell’ottava di Pasqua, ma non è giorno di precetto per i cattolici, cosa che comporterebbe l’obbligo di partecipare alla santa messa.

Festa civile

Civilmente il lunedì di Pasqua è un giorno festivo, introdotto dallo Stato italiano nel dopoguerra, e che è stato creato per allungare la festa della Pasqua, così come è avvenuto per il 26 dicembre, indomani di Natale o il Lunedì di Pentecoste (giorno festivo in Alto Adige e quasi in tutt’Europa.)

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Tradizioni

Il lunedì dell’Angelo, in Italia, è un giorno di festa che generalmente si trascorre insieme con parenti o amici con una tradizionale gita o scampagnata, pic-nic sull’erba e attività all’aperto. Una interpretazione di questa tradizione potrebbe essere che si voglia ricordare i discepoli diretti ad Emmaus. Infatti, lo stesso giorno della Resurrezione, Gesù appare a due discepoli in cammino verso Emmaus a pochi chilometri da Gerusalemme: per ricordare quel viaggio dei due discepoli si trascorrerebbe, dunque, il giorno di Pasquetta facendo una passeggiata o una scampagnata “fuori le mura” o “fuori porta”.

In questo giorno, secondo la tradizione napoletana, vengono consumati: casatiello, frittata di maccheroni, salame, uova sode, carciofi arrostiti e naturalmente la pastiera.

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Nel mondo

Evidenziati in giallo i paesi del mondo nei quali è festivo il lunedì di Pasqua.

Sperando di aver soddisfatto il desiderio di apprendere da parte dei non totalmente ” edotti “, auguro a tutti una bella scampagnata contornata da un tiepido e festoso sole primaverile. Buona Pasquetta a tutti!

Famiglie             d’Italia
Umberto Napolitano

 

Buona Pasqua!… Perché e come si festeggia la Pasqua nel mondo

aprile 20, 2014

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Cari amici, nell’augurare a tutti Buona Pasqua, dopo il mio solito viaggetto su Google, ho deciso di copiare ed incollare per voi le notizie più interessanti relative a ” perché e come ” si festeggia la Pasqua in Italia e nel mondo. Mentre il Natale di solito lo si trascorre in casa con i propri cari, a Pasqua, se è possibile, si cerca di evadere per qualche giorno dal tran tran quotidiano con escursioni che anticipano in qualche modo gli esodi estivi. Anche noi di Famiglie d’Italia ci prenderemo un paio di giorni di vacanza come da tradizione che ci tramanda un detto tanto caro a tutti: Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi!

Il perchè della Pasqua ( fonte Wichipedia )

La Pasqua è la principale festività del cristianesimo. Essa celebra la risurrezione di Gesù che, secondo le Scritture, è avvenuta nel terzo giorno successivo alla sua morte in croce. La data della Pasqua, variabile di anno in anno secondo i cicli lunari, determina anche la cadenza di altre celebrazioni e tempi liturgici, come la Quaresima e la Pentecoste.

La Pasqua ebraica, chiamata Pesach, celebra la liberazione degli Ebrei dall’Egitto grazie a Mosè.

La parola ebraica pesach significa “passare oltre”, “tralasciare”, e deriva dal racconto della Decima Piaga, nella quale l’Angelo sterminatore vide il sangue dell’agnello del Pesach sulle porte delle case di Israele e “passò oltre”, colpendo solo i primogeniti maschi degli egiziani, compreso il figlio del faraone. In questo modo Israele è passato da una condizione di schiavitù (sotto gli egiziani) ad una libertà con Dio verso la terra promessa.

La Pasqua con il Cristianesimo ha perso il suo significato originario, venendo a connotare un “passaggio”, ovvero:

Perciò, la Pasqua cristiana è detta Pasqua di risurrezione, mentre quella ebraica è Pasqua di liberazione dalla schiavitù d’Egitto.

Pasqua nel mondo: come si festeggia

( Fonte UniversiNet.it ) Va detto che, tra le tante tradizioni, quella dell’ uovo (da mangiare o da dipingere) si ritrova un po’ in tutte le Nazioni, probabilmente perché l’ uovo simboleggia la fecondità e la speranza per il futuro.
Nonostante questa tradizione abbia origini antichissime, fu solo a partire dal XVI secolo che nacque l’usanza di nascondere una sorpresa nell’ uovo.
In Germania, così come in in Svizzera, di dice che le uova vengano nascoste da un coniglietto (simbolo della nuova vita che ritorna ogni primavera) e il giorno di Pasqua i bambini si divertono in una sorta di caccia al tesoro che culmina nel ritrovamento delle uova. Il pranzo pasquale tedesco è a base di agnello e la sera di di Pasqua nelle campagne vengono accesi dei fuochi che simboleggiano la fine dell’ inverno e l’ inizio della primavera.
In Russia la tradizione pasquale esige che le uova sode vengano colorate di rosso e nella tradizione ortodossa viene preparato il Kulitch, un panettone accompagnato da ricotta dolce.
In Inghilterra, invece, la Pasqua viene festeggiata mangiando gli Hot cross buns, piccole ciambelle.

Molto prima di Pasqua i bambini finlandesi piantano dei semi in piccoli vasi e secondo la tradizione, la notte tra il venerdì e la domenica di Pasqua le streghe escono dai loro nascondigli e volano in cielo (una sorta di Halloween finlandese!).
Mentre in Grecia la Pasqua è considerata come la festa più importante dell’ anno ed è celebrata con un pranzo a base di riso alla greca e suopa mayeritsa, in Francia ai bambini viene detto che il venerdì che precede la Pasqua le campane non suonano poiché sono volate verso Roma. Sempre in Francia la tradizione vuole che in passato l’ uovo più grosso deposto dalle galline durante la Settimana Santa spettasse al re.
In questi giorni di festa, in Olanda e in Danimarca domina il colore giallo: gli olandesi mettono in casa dei fiori gialli, mentre i danesi apparecchiano la tavola con un tovaglia e delle candele di questo colore.
In Italia, al di là delle consuete celebrazione religiose, nel periodo pasquale si è soliti mangiare un dolce a forma di colomba, simbolo di pace. Questo dolce fu creato nel 750 a.C da un pasticcere di Pavia che lo diede poi in dono ad Alboino, re dei Longobardi.

Tra i dolci pasquali del nostro Paese ricordiamo anche la Pastiera napoletana, i Pardulas sardi , la Schiacciata di Livorno e la Cassata siciliana.

 introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

 

Adottiamo una famiglia in difficoltà: riparte ufficialmente la campagna

{img_a}… Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediaticoma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto…grazie!

Umberto Napolitano

Famiglie d’Italia

8 marzo, festa della donna…e del buon senso ( Post Rewind )

marzo 8, 2014

festa della donna” Le origini della festa dell’8 Marzo risalgono al lontano 1908, quando, pochi giorni prima di questa data, a New York, le operaie dell’industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l’8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all’interno morirono arse dalle fiamme. Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, da Rosa Luxemburg, proprio in ricordo della tragedia. “ ( dal portale Italia Donna, post del 18 febbraio 2010).

Ho voluto aprire questo mio omaggio a tutte le donne del mondo con un breve accenno alle origini tragiche di questo giorno di festa. Per chi poi volesse saperne di più, grazie a Wikipedia ( Giornata Internazionale della Donna – Wikipedia )potrà colmare ogni lacuna…ora però vorrei invitare tutti ad un momento di serena riflessione. Oggi, come accade in ogni data importante che la maggior parte dei calendari del mondo sottolineano per ricordare tappe ” storiche ” dell’evoluzione umana, la ” festa ” sarà contornata anche da  ” comizi e rivendicazioni ” , durante i quali non mancheranno motivi di scontro e di polemica, tendenti ad assegnare l’appartenenza di questo giorno più ad un colore politico che ad un altro.

Ebbeneio preferisco staccarmi dal coro, non voglio più ricordare con “ rabbia “ il passato per le discriminazioni subite dalle donne, ma esaltare il presente che, almeno per il mondo occidentale, ha quasi totalmente colmato questo insulso gap. La mia speranza, per quanto concerne i paesi dove la donna viene ancora umiliata riservandole solo ruoli “ secondari “, è che gli appartenenti a questi paesi, emigrando nei nostri, oltre a goderne i benefici finanziari, colgano l’occasione per ” illuminarsi ” e comprendere che l’uguaglianza dei sessi è un diritto concesso all’uomo dal Dio universale.

Approfitto di questo blog, che curo giornalmente con attenzione, per ringraziare ancora una volta mia moglie Natalina, e con lei tutte le donne, per esserci accanto nei momenti di gioia ed ”avvinghiate ” in quelli di difficoltà, colmandoci di amore, unico carburante insostituibile del motore che smuove ogni attimo della nostra vita. Buon…

… e grazie di esistere!

Famiglie d’Italia

Umberto Napolitano

Adottiamo una famiglia in difficoltà: riparte ufficialmente la campagna

{img_a}… Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediaticoma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto…grazie!

Umberto Napolitano

Famiglie d’Italia

Ieri, oggi, per sempre: un volo fantastico planando insieme sul magico mondo del Circo

marzo 6, 2014

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Un Tendone al centro, l’ardito di turno si lancia a capofitto, centra la «piscina» e ne esce incolume tra le ovazioni di un pubblico eccitatissimo è lo spirito malandato del vecchio baraccone di periferia, estremizzato e incupito nei colori, ai fini di uno spettacolo totale, urticante, provocatorio ma non per questo meno divertente. L’idea in fondo è quella di ripartire proprio da lì da quando i clown “mettevano paura. Nell’infanzia di ciascuno di noi, c’è sempre stato un momento in cui abbiamo scoperto che i pagliacci erano spaventosi, già fenomeni da baraccone, e le creature bizzarre, affiancandosi, fanno capolino con acrobati, ballerini, funamboli, e”domatori d’insetti”.

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Il risultato è una specie di cabaret gotico, il circo che conserva tanto i caratteri polverosi dello show-prima-della-tv, quanto una proiezione tormentata delle più classiche fantasie horror cinematografiche (gli zombie, i trucchi dark, i ghigni malefici, le pose a effetto). I costumi sono discinti, i trucchi provocanti, e non è un caso che il suo fascino abbia da sempre colpito le sottoculture anglosassoni (quella dark-gothic in particolare, ma anche le tante varianti del dopo-punk di stampo industriale) e i circoli sadomaso propriamente detti. Il circo e le sue creature giocano quindi la carta del vizio, del sordido, dell’equivoco: il tendone ospita al tempo stesso casinò, tavoli da gioco, striptease, concerti, e esibizioni al trapezio, spettacoli di giocoleria, fachirismi e via di questo passo. Pensate quindi a un incrocio tra i locali per spogliarello ottocenteschi e la precarietà trasandata odierna, con tutto quello che ne deriva in termini di propensione al fantastico, all’ignoto, al mostruoso. Ambiente da favola nel puro senso del termine, ma sia chiaro che sempre di favola gotica alternativa si tratta: quello che viene rappresentato è quindi un mondo in disfacimento, decadente, che quasi per necessità si aggrappa al fantastico, di cui subisce però le suggestioni più orrorifiche. La vita è spettacolo. E noi siamo i trapezisti lanciati su una fune a sfidare l’universo. Quale sarà la nostra sorte? Ci faremo risucchiare dal limbo e cadremo o avremo la forza di rimanere in equilibrio? Vivere è avere la forza di trovare la propria strada che conduca con dignità dall’altra parte della fune. Ma c’è sempre l’imprevvisto,la fatalita’che in un attimo puo’bruciare i tuoi castelli di carta e,guardare i tuoi sogni andare in fumo.Impari a vivere l’esperienze belle o,tragiche… Ci arrampichiiamo come equilibristi sugli specchi nell’assurdo,nel ridicolo come poveri pagliacci. Siamo poi sotto l’occhio attento degli spettatori,quelli che guardano,giudicano,che si credono intelligenti filosofi..che si illudono che con le belle parole possono insegnare a vivere..a noi gente normale. Non immaginano, vivendo, che chi impara a saltare,recitare,lotta con unghie e denti ogni giorno per non soccombere. Possiamo dire che abbiam vissuto e non solo guardato vivere gli altri non con la filosofia ma,con dolori e cicatrici. Mangiafuoco allora non è più arte, ma cultura,poiché questo non è inteso come lavoro ma scelta ed insegnamento di vita,il Tendone la casa di tutti,dove ognuno recita la sua parte lasciando qualcosa di sè agli altri.

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E’ lì, che l’amore vince, quasi si volesse prende la rivincita sul grigiore di vite appassite. Chi si stupisce di quanto ho scritto, forse vuol dire che non ha ancora vissuto abbastanza, è giovane e non frequenta ambienti multiculturali e multietnici,forse vuol dire che non sta passeggiando su un palcoscenico ampio. Le persone non si inventano: chi le spara grosse con gli amici al bar, le spara grosse pure qui; chi fa’ l’intellettualone, parlando forbito e con lessico ampio, lo fa’ qui come al lavoro, a casa o a spasso per la città; chi ti racconta tutto di tutti, ed ha piacere ad aggiungere colore ai fatti degli altri, lo fa’ qui come nel cortile di casa o all’oratorio, coi genitori degli amichetti dei figli; chi si diverte a mettere zizzania, non importa fra chi e per cosa, purché ci siano litigi e ci si trovi sempre sulla bocca di tutti, lo fa’ qui come al lavoro o in famiglia. Sarà un caso, ma a parer mio, il primo passo è imparare a capire i propri meccanismi mentali per poter poi passare a mente libera ad analizzare quelli degli altri, e lo scopo è quello di aiutarli a capire se stessi ad interpretare e a dare un perché ai propri comportamenti per arrivare a definire il proprio profilo comportamentale, se uno psicologo desse giudizi, che fine farebbero i pazienti…??? Mi aspetto sempre che, una volta aperti gli occhi tutti imparino a migliorarsi,con impegno per sé e per gli altri . La vera povertà è la perdita della capacità di meravigliarsi e di sondare in profondità la vita e l’umanità, fino a trovarne il senso trascendente, quale che ne sia la condizione, mentale, fisica, sociale.L’esistenza in fondo è un numero da circo come tanti. E’ un tronco d’uomo, senza braccia,rimarremo sempre testimoni viventi di come non esistano vite senza valore. Dio ha mai davvero «voltato le spalle», a nessuno può essere tolta la sua umanità. Nel mentre Il bruco è diventato la farfalla, in questo mondo magico e morbido di velluto non smette di vivere il circo delle roulotte ferme nel parcheggio. E’ e rimane il circo circolare,nella la sua arena stessa.L’articolo è stato scritto,con il consenso da parte della moglie vedova , legittima sulle memorie e l’insegnamento ancor oggi risuonante di un grande uomo di spettacolo quale il Commendatore Paolo Orfei classe 1889.

Sabrina Parini

Adottiamo una famiglia in difficoltà: riparte ufficialmente la campagna

{img_a}… Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediaticoma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto…grazie!

Umberto Napolitano

Famiglie d’Italia

L’amicizia vera è anche ” gatta “

febbraio 19, 2014
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Dylan ha iniziato la sua toilette, si lava con cura ma, se smetto di scrivere, sospende la sua attività e mi guarda interrogativo. “Pertanto anche le parole che lo riguardano, devono essere dosate perché la discrezione, il tatto, la riservatezza, specie con gli amici che ci sono cari, non devono mai essere eluse o ritenute secondarie “ Mah ! Forse il discorso è prematuro, ma io preferisco “portarmi avanti” ed eventualmente, verificare in seguito, se le mie parole hanno attecchito nel suo terreno.
L’amicizia è un argomento su cui avremmo molto da dire… tuttavia spesso si confonde il concetto di amicizia con altre cose. Riponiamo la nostra fiducia in una persona e poi, nel momento più inaspettato, le persone che fino a quel momento avevamo definito amiche sono le prime a metterci nei guai. 
L’amicizia è un valore molto importante nella mia vita, infatti non riesco ad immaginare quale immenso, piatto deserto possa essere l’esistenza di una donna della mia età senza amici. Attorno a me ci sono persone che si sono dimenticate di queste definizioni e ne abusano con mille parole, tralasciando atti che le dimostrino e soprattutto il loro vero senso. Finti amici che si spacciano tali per chissà quali motivi, che un giorno ci sono e l’altro spariscono; ex datori di lavoro che ti aiutano finchè sei sotto di loro, poi non si ricordano nemmeno che esisti, nonostante a parole siano bravi a dirti “ci sentiamo”, “ci vediamo”, “ci manchi”. Ci illudiamo sempre che negli altri tutto rimanga così com’è e invece … l’amicizia è qualcosa di stupendo, ma allo stesso tempo non c’è nulla di più fragile. Le persone cambiano così come cambia il vento ed è immensamente difficile trovare un amico che creda saldamente nell’amicizia. Tuttavia non bisogna arrendersi… non bisogna credere che ci sia qualcosa di sbagliato nell’avere dei saldi valori morali, anzi… I valori sono quegli elementi che restano nella vita di una persona. Sono l’unica cosa che valorizzi la nostra vita. Molto spesso siamo portati a definire “amici” tutte quelle persone con le quali abbiamo dei rapporti frequenti, con cui scambiamo quattro chiacchiere o usciamo il sabato sera e non ci rendiamo conto che in realtà la maggior parte di costoro sono dei semplici conoscenti, l’amico è ben altro: è colui con il quale possiamo sempre e comunque essere noi stessi, senza veli, senza finzioni, che conosce tutti i nostri pregi ma anche i nostri difetti e nonostante ciò non ci chiede di cambiare; una persona alla quale sentiamo di poter confidare i nostri pensieri, i segreti più intimi, senza timore di essere giudicati; è colui al quale possiamo dare tutta la nostra fiducia sicuri che non ci tradirà mai; all’amico puoi chiedere una mano senza che lui pretenda un tornaconto personale; è chi ti resta vicino non per cosa hai, ma per chi sei; che prova gioia a stare con te, anche se non condivide necessariamente tutti i tuoi interessi. Il processo di conoscenza reciproca è certamente un cammino fatto di prove e di errori: esprimere onestamente che cosa si prova, può occasionalmente ferire l’altro. Ciascuno ha infatti le sue aree di maggiore sensibilità, i suoi punti deboli. Solo però se si è onesti nel comunicare e si rimane aperti sulle proprie zone vulnerabili, si impara a conoscersi e a interagire con l’altro nel modo migliore, sapendolo “prendere” nel modo giusto. In questo modo è possibile costruire un rapporto su basi più solide, senza sentirsi obbligati a mascherare parti di noi e dei nostri sentimenti. La cosa più importante in un rapporto di amicizia, secondo me, è il rispetto unito naturalmente alla sincerità, alla comprensione ed alla reciproca complicità. L’amicizia è un legame profondo e confidenziale che unisce due o più persone, infatti questo sentimento ha un pregio fondamentale: si può distribuire tra molti individui, con varie sfumature, senza che nessuno di essi si senta svalutato. E’ chiaro che frequentandosi regolarmente, quasi giornalmente, ci influenziamo reciprocamente soprattutto in relazione ai gusti musicali, di abbigliamento, di letture ecc. mentre per quanto riguarda la formazione della mia personalità devo ammettere che, ascolto volentieri i consigli “costruttivi” datimi dagli amici, ma poi preferisco fare un po’ di testa mia, avere una certa autonomia di pensiero e di azione. Ed è per questo che dico sempre, che i gatti sono animali verso cui ho il massimo rispetto. I gatti e i non conformisti mi sembrano davvero i soli esseri in questo mondo che abbiano una coscienza pratica e attiva. L’amicizia, caro Dylan, richiede cure particolari. E’ troppo preziosa !” per adesso può bastare, salutiamo, assieme gli amici e andiamo a preparare i bagagli mentre si espande l’invitante profumo del caffè.
 
Sabrina Parini
 

Adottiamo una famiglia in difficoltà: riparte ufficialmente la campagna

{img_a}… Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediaticoma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto…grazie!

Umberto Napolitano

Famiglie d’Italia

Perché si festeggia San Valentino il 14 febbraio ( Rewind )

febbraio 14, 2014

di

Un viaggio su internet mi ha permesso di trovare le risposte a tante domande che mi hanno accompagnato fin da ragazzino: ma chi era San Valentino e perché si festeggia in nome suo il 14 febbraio la festa degli innamorati, scambiandosi baci  e doni insieme a dolci frasi e promesse di amore eterno ?… Tra le varie risposte una mi è parsa la più interessante:

“L’usanza di celebrare la festa degli innamorati comincia intorno alla metà del 1400 quando il Papa Paolo II decise di distribuire una dote a tutte le donne nubili, con l’intento di aumentare il numero di matrimoni fertili. San Valentino è un martire nato a Terni, in Umbria nel 175 d.C. ed è il Santo più amato dai fidanzati grazie ad episodio che ai suoi tempi suscitò un grande clamore: fu infatti proprio Valentino a celebrare il primo matrimonio tra un legionario pagano ed una giovane cristiana. Da quel momento tutte le coppie desiderarono la sua benedizione. Il 14 Febbraio 273 d.C., Valentino cadde martire e a partire da quel momento tutto il mondo ricorda questa occorrenza per celebrare il Santo dell’Amore.”

Ma vedeiamo meglio, garzie a Wikipedia, chi era San Valentino…

San Valentino detto anche san Valentino da Terni o san Valentino da Interamna (Interamna Nahars, ca. 176Roma, 14 febbraio 273) fu un vescovo e un martire cristiano. Venerato come santo dalla Chiesa cattolica, da quella ortodossa e successivamente dalla Chiesa anglicana, è considerato patrono degli innamorati. La più antica notizia di S.Valentino è in un documento ufficiale della Chiesa dei secc.V-VI dove compare il suo anniversario di morte. Ancora nel sec. VIII un altro documento ci narra alcuni particolari del martirio: la tortura, la decapitazione notturna, la sepoltura ad opera dei discepoli Proculo, Efebo e Apollonio, successivo martirio di questi e loro sepoltura.

Le sue spoglie furono sepolte sulla collina di Terni, al LXIII miglio della Via Flaminia, nei pressi di una necropoli. Sul luogo sorse nel IV secolo una basilica nella quale attualmente sono custodite, racchiuse in una teca, le reliquie del santo. Le reliquie pare siano state portate nella città dai tre discepoli del filosofo Cratone, Apollonio, Efebo e Procuro, convertiti dal futuro santo, e che per questo trafugamento furono martirizzati. Altre reliquie sono presenti presso svariate chiese. Una parte si trova nella cattedrale di Maria Assunta di Savona. Le reliquie del santo sono conservate inoltre presso la chiesa medievale di San Valentino di Sadali , in Sardegna, in Calabria (Belvedere Marittimo) e nella chiesa Matrice di Vico del Gargano dove viene venerato come protettore della città e degli agrumeti.

Questo è tutto, a proposito … Buon San Valentino a tutti!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

La festa del 1° maggio

maggio 1, 2013

Perché si festeggia il 1° maggio

Come al solito è mio gradito compito viaggiare su Google, cliccare su Wikipedia e cercare notizie interessanti da riportarvi pari pari… perché uno dei compiti di questo blog è ” fare comunicazione di popolo “, ma non di gossip, bensì di cultura… da quella ambientale, a quella alimentare, a quella storica: ovvero su tutto ciò che è  ” essenza di vita “, fisica e spirituale. Quindi cultura conoscitiva per completare un’offerta mediatica più propensa all’esaltazione del ” fumo ” che alla consacrazione della ” sostanza “. Oggi, come ogni giorno seguente a qualche festa importante, vi informerò dell’origine e del perché della festa del 1° maggio.

” Più precisamente, con essa si intendono ricordare le battaglie operaie volte alla conquista di un diritto ben preciso: l’orario di lavoro quotidiano fissato in otto ore. Tali battaglie portarono alla promulgazione di una legge che fu approvata nel 1867  nell’Illinois (USA). La Prima Internazionale richiese poi che legislazioni simili fossero introdotte anche in Europa.

L’origine della festa risale ad una manifestazione organizzata negli Stati Uniti dai Cavalieri del lavoro (Knights of Labor, associazione fondata nel 1869) a New York il 5 settembre 1882. Due anni dopo, nel 1884, in un’analoga manifestazione i Cavalieri del lavoro approvarono una risoluzione affinché l’evento avesse una cadenza annuale. Altre organizzazioni sindacali affiliate all’Internazionale dei lavoratori – vicine ai movimenti socialisti ed anarchici – suggerirono come data della festività il primo maggio.

Ma a far cadere definitivamente la scelta su questa data furono i gravi incidenti accaduti nei primi giorni di maggio del 1886 a Chicago (USA) e conosciuti come rivolta di Haymarket. Questi fatti ebbero il loro culmine il 4 maggio quando la polizia sparò sui manifestanti provocando numerose vittime.

L’allora presidente Grover Cleveland ritenne che la festa del primo maggio avrebbe potuto costituire un’opportunità per commemorare questo episodio. Successivamente, temendo che la commemorazione potesse risultare troppo a favore del nascente socialismo, stornò l’oggetto della festività sull’antica organizzazione dei Cavalieri del lavoro.

La data del primo maggio fu adottata in Canada nel 1894 sebbene il concetto di festa del lavoro sia in questo caso riferito a precedenti marce di lavoratori tenute a Toronto e Ottawa nel 1872.

In Europa la festività del primo maggio fu ufficializzata dai delegati socialisti della Seconda Internazionale riuniti a Parigi nel 1889 e ratificata in Italia due anni dopo.

In Italia la festività fu soppressa durante il ventennio fascista – che preferì festeggiare una autarchica Festa del lavoro italiano il 21 aprile in coincidenza con il Natale di Roma – ma fu ripristinata subito dopo la fine del conflitto mondiale, nel 1945.

Nel 1947 la ricorrenza venne funestata a Portella della Ginestra (PA) quando la banda diSalvatore Giulianosparò su un corteo di circa duemila lavoratori in festa, uccidendone undici e ferendone una cinquantina.

I sindacati italiani CGIL, CISL e UIL organizzano annualmente a Roma un concerto per celebrare il primo maggio dall’anno 1990 (vedi Concerto del Primo Maggio a Roma a cui partecipano annualmente centinaia di migliaia di persone). “ ( Fonte Wikipedia )

Famiglie                        d’Italia

Umberto Napolitano

A volte capita… ( Famiglie d’Italia News )

aprile 8, 2013

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Oggi ho pensato di mettervi a conoscenza di un fatto strano accaduto recentemente al di fuori dei nostri confini, e questo indipendentemente dal modo di pensare riguardo l’argomento, ma solo per dovere di… cronaca.

Al parco con la felpa pro famiglia e anti nozze gay. Fermato. «Tenuta contraria ai buoni costumi»

di Rodolfo Casadei

Era con la famiglia ai giardini del Lussemburgo a Parigi. La gendarmeria lo ha portato al posto di polizia perché indossava un indumento con i simboli della manifestazione contro le nozze gay

A Parigi ci si può baciare in pubblico per strada, come nella famosa foto di Robert Doisneau, si può passeggiare in minigonna ostentando generose scollature, si possono indossare le t-shirt con sopra stampate le più aggressive strofe dei rapper americani o francesi. Ma una cosa proprio non si può fare: passeggiare con la famiglia nei giardini del Lussemburgo indossando una felpa recante il simbolo della manifestazione di protesta contro la legge che istituisce in Francia il matrimonio fra persone dello stesso sesso (ieri in Senato è cominciata la discussione). Cioè i profili stilizzati e rosa di un uomo, una donna e due bambini che si tengono tutti per mano. I gendarmi vi fermeranno e vi porteranno al posto di polizia con l’intenzione di verbalizzare l’infrazione che avete commesso: «Tenuta contraria ai buoni costumi».

È quello che è successo a Parigi il 1° aprile scorso, ma nonostante la data non è uno scherzo, stando a quel che racconta il signor Franck Talleu. Si era recato sul posto con altre famiglie per far divertire i loro bambini con un nascondino a base di uova di Pasqua. Ma prima che potessero iniziare due poliziotti si sarebbero avvicinati e avrebbero intimato all’uomo di rimuovere o coprire la sua felpa, recante uno dei simboli della Manif pour tous, perché «contraria ai buoni costumi» e perché suscettibile di creare controversie e quindi disturbare la quiete del luogo.

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Alle proteste del signore i due poliziotti lo invitano a chiarirsi le idee col responsabile del presidio di polizia permanente presente in loco. Lì il capoposto dà vita a un interrogatorio della durata di un’ora che si conclude con la redazione di un verbale dove l’accusa iniziale viene trasformata in un più sostenibile illecito (in sede di processo) di «organizzazione di una manifestazione ludica nei giardini di Luxembourg senza autorizzazione speciale». Seguirà un processo amministrativo e, in caso di condanna, un’ammenda di importo imprecisato da pagare. Comunque il signor Franck viene rilasciato solo dopo che ha accettato di togliersi la felpa incriminata.

Le Figaro riporta le sue dichiarazioni indignate per quella che definisce «un’enorme farsa», fonte di un «sentimento di esasperazione che cresce» di fronte all’«impedimento sempre più marcato alla libertà d’espressione»: «Se il semplice disegno di una famiglia su una t-shirt è considerato contrario ai buoni costumi, cosa capiterà a una coppia che se ne va per strada tenendosi per mano con un paio di figli? Faranno un verbale anche a loro?».
Franck Talleu, che è direttore delle scuole cattoliche di Soissons, Laon e Sant-Quentin nel dipartimento di Aisne, non lesina sull’enfasi nel suo commento alla vicenda pubblicato su Le Figaro: «Cari padri di famiglia, una nuova resistenza si annuncia: non quella dei combattimenti interminabili nelle trincee per difendere qualche metro di una patria da trasmettere ai figli, e nemmeno quella dei maquis (i partigiani antitedeschi della Seconda guerra mondiale, ndr) da cui si tornava qualche notte scura per abbracciare i nostri cari. No, la resistenza dei mesi a venire è quella dei parchi e dei luoghi pubblici, in famiglia, sotto braccio alla propria moglie, ostentando fieramente la nostra gioia (e le nostre magliette) di vivere un matrimonio felice».

Rodolfo Casadei

Introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Buona Pasqua a tutti

marzo 31, 2013

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Cristo è risorto nel cuore di tutti gli uomini di buona volontà che intendono, attraverso questo evento meraviglioso, cogliere l’occasione per guardare al futuro con meno egoismo e più senso di amore e carità cristiana. Buona pasqua a tutti!

Famiglie  d’Italia

Domenica delle Palme ( Famiglie d’Italia Rewind )

marzo 24, 2013

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Domenica delle Palme… dagli onori al calvario

E’ la domenica in cui Gesù entra trionfalmente a Gerusalemme in sella ad un asino e la folla, che lo attende festante, ha steso mantelli  e tagliato rami di ulivi per onorarlo e osannarlo… la stessa folla che una settimana dopo ne chiederà la morte per crocifissione preferendo Barabba a Lui. Questa è la vita, così è la vita! Nulla è certo, nulla ti è dovuto! Devi conquistarti ogni piccola o grande cosa con fatica e costanza… e a volte non basta. Perché l’animo umano è mutevole e facilmente condizionabile: oggi ti osanna e domani ti crocifigge!

Ma con questa riflessione non intendo mandare un messaggio negativo, al contrario! Perché se il tuo apporto alla società è sincero e buono, come il buon vino migliorerà invecchiando. Forse potranno pestarti, chiuderti in una botte e dimenticarti in una cantina  per lungo tempo, ma il tuo esempio ed il tuo operato, se sono buoni e genuini come l’anima che li accompagna nel corpo che li avvolge, non saranno stati sprecati e potranno essere ripristinati, risorgere… tornare alla luce ed offrirsi al mondo come un buon bicchiere di vino gratificante e terapeutico.

Gesù, per ognuno di noi, con la sua vita terrena completa in tutte le sue sfaccettature, è il modello a cui attaccarsi in ogni momento di sconforto: la sua parola ed il suo esempio a favore dei deboli e dell’amore si sono spenti su una croce tra mille sofferenze e rinchiusi in un sepolcro senza apparente via di ritorno: ma se il corpo muore, l’anima sopravvive e con essa tutto ciò che di buono ha seminato. Sono passati più di 2000 anni e  Gesù è ancora fra noi per parlare e proporsi a chiunque lo cerchi… nella gioia e nel dolore.

Per notizie più dettagliate sulla Domenica delle Palme vi invito ad approfondire le vostre ricerche su Google a cominciare da  Domenica delle Palme – Wikipedia

Umberto Napolitano

 
Famiglie  d’Italia

Cosa significa essere gesuiti

marzo 18, 2013

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In questi giorni, dopo l’elezione di Papa Francesco I, il termine ” gesuita ” è sulla bocca di tutti. Alcuni lo pronunciano addirittura con timore come nascondesse chissà quale oscuro messaggio o significato. Invece l’immagine che ha fornito di sé Jorge Mario Bergoglio ha ben poco di oscuro, anzi: dai suoi occhi e dalle sue parole emerge un messaggio chiaro e semplice che parla di pace, amore e solidarietà verso i deboli. Comunque, come uso fare in questo blog, sono andato alla ricerca di informazioni tramite Google entrando direttamente nel sito Gesuiti.it, dal quale ho tratto quanto segue.

“Anzitutto, chi sono i gesuiti? Sono “religiosi”, cioè persone consacrate con voti all’amore e al servizio di Dio, della Chiesa e degli uomini. Soltanto che, oltre ai tre voti di povertà, castità e obbedienza comuni a tutti i religiosi, i gesuiti “professi” fanno un quarto voto di speciale obbedienza al Papa, il quale in forza di tale voto può mandarli in ogni parte del mondo e affidare loro qualsiasi “missione” egli ritenga necessaria o utile per il bene della Chiesa.

In quanto religiosi, i gesuiti fanno parte di un particolare Ordine religioso, che si chiama la “Compagnia di Gesù” (in latino, Societas Iesu; in sigla “S.I.” Quando la traduzione ufficiale latina del Vangelo utilizzava la lettera “J” per il nome di Gesù, Jesus, la sigla dei Gesuiti era “S.J.”).

È importante notare che il termine “Compagnia” non ha un significato militare (come alcuni pensano, parlando dei gesuiti come dei “soldati del Papa”), ma significa soltanto un gruppo di persone che stanno insieme per il raggiungimento di uno scopo. Invece, nell’espressione “Compagnia di Gesù” il termine significativo è “di Gesù”: esso vuol dire, infatti, che i gesuiti fanno di Gesù il centro e lo scopo della loro vita, vogliono essere “compagni di Gesù”, cercando in ogni modo di imitarlo nella sua vita e nella sua morte; vogliono lavorare con Lui nella vita apostolica e vogliono servirlo nella sua Chiesa con la maggiore dedizione possibile, a costo di ogni sacrificio, fino a quello della vita. Questo è il nucleo essenziale della spiritualità dei gesuiti, che essi attingono anche dagli Esercizi Spirituali di sant’Ignazio di Loyola, loro fondatore, ed è la spiegazione ultima di quanto c’è di grande e di eroico nella loro storia.

Certamente in questa storia non tutto è grande ed eroico. Ci sono deficienze, miserie, infedeltà al Vangelo, come in ogni gruppo di uomini, segnati dai peccati dell’orgoglio, dell’ambizione, dalla ricerca dei propri interessi umani e mondani. Ma quello che stupisce chi ripercorre anche frettolosamente la storia della Compagnia di Gesù è che in essa è fiorita in modo eccezionale la santità cristiana: sono oltre 50 i gesuiti che la Chiesa ha proclamati “santi” e oltre 150 quelli proclamati “beati”. La maggior parte di essi hanno sofferto il martirio per la fede. A questi santi e beati va aggiunta una moltitudine immensa di gesuiti che, in ogni parte del mondo, hanno sofferto il martirio o hanno vissuto santamente secondo il Vangelo. “

Introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Marcelo Bottaro, l’arte nel coniugare i canoni estetici classici con un nuovo modo di concepire lo spazio

ottobre 2, 2012

Marcelo Bottaro è un pittore sudamericano di nazionalità italo-venezuelana cresciuto e vissuto a Caracas ed approdato da oltre 12 anni nel nostro paese , prima a Roma e poi a Bologna dove attualmente vive e lavora. Il  suo tragitto dal nuovo mondo al vecchio continente è essenziale per comprendere il filo conduttore della crescita professionale di questo grande artista che ha voluto affrontare un suo personale viaggio alla ricerca delle “origini”, di quelle vicine sudamericane ma, anche di quelle lontane europee con l’intento di andare ad esplorare i lidi e la cultura da cui salparono diversi secoli fa  i primi colonizzatori europei,su una sponda dell’atlantico il Venezuela con il suoi spazi sconfinati,luogo ancestrale fantastico e meraviglioso e sull’altra; Roma la città eterna centro di irradiazione della più alta spiritualità  nella quale si concepirono i progetti di evangelizzazione del nuovo mondo,la nuova terra promessa d’oltreoceano per la redenzione del genere umano.

Ed ecco quindi affiorare queste “origini” nella pittura del maestro fatta di spazio,segno,colore e sapiente dosaggio di luce, tele anche di grandi dimensioni che prendono ispirazione per esempio dalla cultura Maya, dalle incisioni rupestri o dalle decorazioni dei templi edificati per le divinità celesti ,sostenute secondo le credenze di allora dai quattro punti cardinali rappresentati da alberi di diverso colore.

Per Marcelo Bottaro la pittura diventa oltre che espressione di contenuti sociali o politici anche un mezzo per esprimere l’alfabeto astrale ed il ciclo solare delle grandi civiltà precolombiane scomparse, dove la rappresentazione delle forme geometriche è la chiave che consente di passare da una dimensione materiale ad una molto più profonda, interiore e spirituale in stretto rapporto con i principi stessi della creazione e con i suoi elementi.

I suoi quadri sono quindi materia ma, nello stesso tempo sono anche l’espressione di un livello superiore che va oltre la materia stessa,  l’auspicio e la speranza di una nuova era in cui l’umanità possa svincolarsi dal giogo della “macchina” e ritrovare una dimensione di luce e di spiritualità che serva a riscoprire le radici più vere dell’uomo.

L’artista ha da poco ultimato un grande progetto pittorico che lo ha impegnato per diversi anni e che rappresenta la sintesi della sua crescita ,si tratta di una installazione pittorica composta da dodici dipinti di grandi dimensioni, dal titolo: le dodici battaglie di Simon Bolivar: un uomo contro un impero e presto saranno esposte nella personale che si terrà alla Galleria Nazionale d’Arte di Caracas in Venezuela da novembre di quest’anno sino a febbraio del  2013.

A questo proposito è bene ricordare che il grande eroe Venezuelano rappresenta l’anello di congiunzione per eccellenza tra l’Europa ed il Sudamerica, fondamentale  fu infatti il suo soggiorno nel vecchio continente con il successivo giuramento fatto a Roma sul monte sacro di liberare la sua Nazione dall’oppressore, come di fatto poi avvenne.

Sarà sicuramente una casualità ma, è curioso pensare che in quest’anno che vede la fine del calendario Maya, l’oramai ben noto 21 dicembre 2012, e che dovrebbe coincidere con l’inizio di una nuova era, a Caracas a cavallo tra la fine del vecchio e l’inizio del nuovo anno si tenga la mostra di Marcelo Bottaro  che credo possa invece rappresentare l’inizio di una nuova espressione pittorica, ai posteri  come si usa dire…. l’ardua sentenza e a noi l’auspicio di poter vedere al più presto le sue battaglie anche  in Italia.

by Stefano Micheli

Famiglie                        d’Italia

Perché si festeggia il ferragosto, le sue origini

agosto 15, 2012

Prima di tutto, Buon Ferragosto a tutti gli amici del blog! La maggior parte di noi oggi si esenterà da ogni attività lavorativa e dedicherà questa giornata ad un sano e rilassante momento di serenità e gioia da trascorrere in famiglia o insieme agli amici. Sarà anche la giornata dei gavettoni e delle grandi mangiate e bevute: consiglio sempre di affrontare il tutto con la dovuta moderazione, anche se ogni tanto fa bene lasciarsi andare e scrollarsi di dosso le quotidiane preoccupazioni. In questi momenti di festa non dobbiamo, però, mai dimenticarci di coloro che per motivi vari soffrono e dedicare  una preghiera di speranza affinché anche le loro vite  possano usufruire prima o poi di una svolta positiva. Confidando nei miracoli che ogni tanto si verificano, voglio riportare alcune note di wikipedia che spiegano origini e principali usanze popolar-nostrane dedicate al 15 di agosto. Buona giornata!

Il Ferragosto è una festività che cade il 15 agosto in concomitanza con la ricorrenza dell’Assunzione di Maria.

In Italia, il giorno di Ferragosto è tradizionalmente dedicato alle gite fuori porta e spesso caratterizzato da lauti pranzi al sacco, grigliate e, data la calura stagionale, da rinfrescanti bagni in acque marine, fluviali o lacustri. Molto diffuso anche l’esodo verso le località montane o collinari, in cerca di refrigerio.

Il Ferragosto nell’Antica Roma

Il termine Ferragosto deriva dalla locuzione latina feriae Augusti (riposo di Augusto) indicante una festività istituita dall’imperatore Augusto nel 18 a.C. che si aggiungeva alle esistenti e antichissime festività cadenti nello stesso mese, come i Consualia, per celebrare i raccolti e la fine dei principali lavori agricoli. L’antico Ferragosto, oltre agli evidenti fini di auto-promozione politica, aveva lo scopo di collegare le principali festività agostane per fornire un adeguato periodo di riposo, anche detto Augustali, necessario dopo le grandi fatiche profuse durante le settimane precedenti.

Nel corso dei festeggiamenti, in tutto l’impero si organizzavano corse di cavalli e gli animali da tiro, buoi, asini e muli, venivano dispensati dal lavoro e agghindati con fiori. Tali antiche tradizioni rivivono oggi, pressoché immutate nella forma e nella partecipazione, durante il “Palio dell’Assunta” che si svolge a Siena il 16 agosto. La stessa denominazione “Palio” deriva dal “pallium“, il drappo di stoffa pregiata che era il consueto premio per i vincitori delle corse di cavalli nell’Antica Roma.[1]

Nell’occasione, i lavoratori porgevano auguri ai padroni, ottenendo in cambio una mancia: l’usanza si radicò fortemente, tanto che in età rinascimentale fu resa obbligatoria nello Stato Pontificio.[2]

Il Ferragosto durante il Fascismo

La tradizione popolare della gita di Ferragosto nasce durante il ventennio fascista. A partire dalla seconda metà degli anni ’20, nel periodo ferragostano il regime organizzava, attraverso le associazioni dopolavoristiche delle varie corporazioni, centinaia di gite popolari, grazie all’istituzione dei “Treni popolari di Ferragosto”, con prezzi fortemente scontati.

L’iniziativa offriva la possibilità anche alle classi sociali meno abbienti di visitare le città italiane o di raggiungere le località marine o montane. L’offerta era limitata ai giorni 13, 14 e 15 agosto e comprendeva le due formule della “Gita di un sol giorno”, nel raggio di circa 50-100 km, e della “Gita dei tre giorni” con raggio di circa 100-200 km.

Fu durante queste gite popolari che la maggior parte delle famiglie italiane ebbe per la prima volta la concreta possibilità di vedere con i propri occhi il mare, la montagna e le città d’arte. Nondimeno, dato che le gite non prevedevano il vitto, nacque anche la collegata tradizione del pranzo al sacco.

Il Ferragosto nella cultura popolare

  • In Lombardia e Piemonte, fino ai primi decenni del XX secolo, era uso “dare il ferragosto” (in lombardo dà el faravóst) che consisteva nel donare emolumenti in denaro o in beni commestibili alle maestranze, da parte dei datori di lavoro, in modo che le famiglie potessero trascorrere lietamente il giorno di Ferragosto. Nei cantieri edili, verso la fine di luglio, veniva fissato dai muratori un grande ramo d’albero sulla parte più elevata del fabbricato in costruzione, detta pianta del faravóst, che serviva scherzosamente a rammentare all’impresario l’imminente esborso della tradizionale mancia.[3]
  • A Torino, fino alla metà del XX secolo, molti cittadini si recavano per pranzare nel ristorante o al sacco nel parco in riva al Po, adiacenti alla chiesa della Madonna del Pilone. Tale costumanza era denominata “Festa dle pignate a la Madona dél Pilòn“, ovvero “Festa delle pentole alla Madonna del Pilone”.[4]
  • A Montereale, nel prato adiacente l’Abbazia della Madonna in Pantanis, il giorno di Ferragosto si tiene la gara poetica tra cantori a braccio.[5]
  • La smorfia napoletana assegna al Ferragosto il n.45

 

 

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie                        d’Italia

Terremoto in Emilia… azioni di solidarietà

maggio 29, 2012

Famiglie d’Italia è vicina a tutte le famiglie colpite duramente da questo sisma infinito. Piangiamo i morti e solidarizziamo con i feriti e con coloro che hanno perso tutto. Concordiamo sulla necessità di evitare spreco di denaro in manifestazioni pompose fuori luogo in questi tragici momenti, come la parata del 2 giugno a Roma e ci mettiamo a disposizione per fornirvi informazioni su iniziative private e associative , come quella che vi proponiamo a seguire:

S.im.i ed i Circoli dell’Ambiete Onlus: siamo vicini a tutti i tecnici, protezione civile e a tutti gli abitanti dei territori a noi vicini colpiti dal terremoto e mettiamo a disposizione le nostre figure e strutture (comitati scentifici e tenici) per qualsiasi necessita.
Chiedo a tutti gli amici un sostegno e la disponibilità e di contattarci per necessità.

@: s.im.i.lecco@gmail.com (sempre attiva)

Grazie

Famiglie  d’Italia

 

VII Incontro Mondiale delle Famiglie – Milano 2012 dal 30 maggio al 3 giugno( Famiglie d’Italia News )

maggio 28, 2012

Si apre oggi il VII incontro mondiale delle famiglie di Milano ( fonte: www.family2012.com  )

L’Arcivescovo Scola ai volontari in attesa del Papa: “L’unità è la Chiesa bella che dobbiamo testimoniare” Si è aperto oggi il VII Incontro mondiale della famiglie di Milano con la celebrazione della Pentecoste in Duomo da parte dell’Arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola. “Due tratti segnano a partire dal giorno di Pentecoste la vita della Chiesa: l’unità e la missione” e proprio di questa unità “quanto ne ha bisogno il mondo, quanto il nostro amato Paese, quanto ne ha bisogno la Chiesa”, questi alcuni dei passaggi dell’omelia (qui il testo integrale) pronunciata dall’Arcivescovo Scola che ha celebrato la Messa davanti a oltre 5000 volontari a Milano per Family 2012. Scola ha rivolto loro il ringraziamento “di tutta la Chiesa ambrosiana e universale, che ha in Pietro la sua roccia”. Ragazzi e ragazze giovani provenienti da tutta Italia e dal mondo, ma anche adulti e anziani, tutti con indosso la polo bianca e rossa con il simbolo stilizzato della cattedrale dove, per la prima volta, è risuonato l’Inno ufficiale di Family 2012. I volontari, ai quali il cardinale Angelo Scola ha consegnato il mandato, saranno di supporto ai pellegrini del VII Incontro mondiale delle Famiglie di Milano, che culminerà con il viaggio apostolico di Papa Benedetto XVI da venerdì a domenica. “La manifestazione dell’unico Spirito ha un solo scopo” ha detto Scola “l’edificazione della Chiesa nel bene comune” e proprio questa unità “è la Chiesa bella che dobbiamo testimoniare”. L’Arcivescovo di Milano ha poi sottolineato il significato dell’Incontro mondiale delle famiglie: “Il dono dell’unità rifulgerà nella reciproca testimonianza che famiglie provenienti da più di 150 Paesi del mondo offriranno in modo speciale nella celebrazione eucaristica di domenica 3 giugno presieduta dal Santo Padre”.

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=y-tHn590ZWI

www.family2012.com 

Famiglie  d’Italia

In arrivo rimborsi Iva alle aziende per 2, 2 miliardi ( Famiglie d’Italia news )

maggio 5, 2012

Ossigeno per le aziende: in arrivo rimborsi Iva per 2,2 miliardi 

(AGI) – Roma, 4 mag. – Arriva una boccata di ossigeno per le imprese in difficolta’ alle prese con i ritardi sui rimborsi Iva ma sul fronte fiscale la tensione resta alta nel Paese. Nel giorno in cui le vedove delle vittime della crisi e i disoccupati hanno marciato a Bologna per ricordare l’imprenditore datosi fuoco lo scorso 28 marzo davanti all’Agenzia delle Entrate, arriva una robusta iniezione di liquidita’ per 11 mila partite Iva grazie a circa 2,2 miliardi di euro messi a disposizione dal ministero dell’Economia per pagare i rimborsi di crediti Iva. In particolare, 400 milioni di euro saranno erogati gia’ nei prossimi giorni, mentre 1,8 miliardi verranno pagati a partire dalla seconda meta’ del mese di maggio. La somma complessiva rimborsata nel 2012 aimprese, artigiani e professionisti arrivera’ cosi’ a 3,1 miliardi di euro, a fronte dei 2,7 miliardi erogati nello stesso periodo del 2011, con un incremento di circa il 14%. Un segnale incoraggiante ma che non smorza il clima di tensione all’indomani della strage scampata all’Agenzia delle Entrate di Bergamo dove un uomo, esasperato per l’arrivo di una cartella esattoriale, ha tenuto in ostaggio per ore 15 persone.
  Un atto disperato quello di Luigi Martinelli, ex imprenditore che riporta alla memoria il caso di Giuseppe Campaniello, l’artigiano edile strozzato dai debiti che un mese fa si e’ dato fuoco a Bologna. E oggi per ricordare Campaniello cosi’ come le altre vittime della crisi (32 secondo la Cgia) nel capoluogo emiliano e’ stato organizzato prima un presidio davanti all’ospedale Maggiore poi una marcia silenziosa fino all’Agenzia delle Entrate dove si diede fuoco l’uomo morto dopo 9 giorni di agonia. Alla marcia ha preso parte Tizia Marrone, moglie di Campaniello, insieme a imprenditori, disoccupati ed esodati. Intanto sul fronte del lavoro continuano a registrarsi segnali preoccupanti con il boom di domande di disoccupazione che a marzo hanno raggiunto quota 80mila, in aumento dell’1,5%.
In calo invece ad aprile, le ore di cassa integrazione che hanno registrato una flessione del 13,6% su base mensile e piu’ contenuta (-5,4%) su base annua. Tuttavia complessivamente nel primo quadrimestre sono state autorizzate all’incirca lo stesso numero di ore del primo quadrimestre 2011: 322,85 milioni contro 322,93 milioni. (AGI) .    

AGI.it

Famiglie                        d’Italia

                                                                                                                                                                                         

Lokomat, la locomozione robottizzata per camminare nel virtuale e tornare ad una vita reale

febbraio 27, 2012

Ha avuto luogo venerdì mattina all’ospedale di Niguarda presso l’Unità Spinale la presentazione del Lokomat, l’esoscheletro di nuovissima generazione realizzato dalla Svizzera Hocoma e distribuito in Italia dalla A Circle spa di San Pietro in Casale (BO), per la deambulazione robotizzata ed utile per la riabilitazione delle persone con lesioni al midollo spinale.

L’evento si è reso possibile grazie ad AUS Niguarda Onlus –organizzazione di volontariato e promozione sociale  che affianca l’attività dell’Unità Spinale attraverso iniziative e servizi che integrano il percorso riabilitativo dei pazienti. In particolare quello che all’inizio sembrava un sogno irraggiungibile ha avuto poi il contributo determinante del Caporal Maggiore degli alpini Luca Barisonzi che, lo ricordiamo,fu gravemente ferito in Afghanistan il 18 gennaio dello scorso anno in un vile attentato nel quale perse la vita un altro giovanissimo commilitone ed  ospitato per diversi mesi presso l’Unità Spinale di Niguarda.

L’impegno in prima persona  di questo vero e proprio angelo dei nostri tempi ,che scaturisce dal suo sconfinato altruismo e dedizione verso il prossimo sino  al sacrificio totale e  che ci fanno sentire veramente Orgogliosi di essere Italiani è stato meravigliosamente condiviso e supportato dalla sua meravigliosa mamma Clelia, la madre coraggio come è stata giustamente ribattezzata ,insieme hanno rappresentato una splendida cassa di risonanza in tutti i settori della nostra società, tutti hanno pertanto risposto “presente” donando quanto in loro facoltà a partire dalle Organizzazioni degli Alpini, alle Istituzioni, alle Associazioni, alle aziende ed ai privati,quest’ultimi un vero e proprio esercito di tutte le classi sociali, a tutti costoro ricompresi in un unico abbraccio vanno 360.000 grazie come glie euro raccolti per l’acquisto del Lokomat.

La scaletta degli interventi, dopo i saluti di benvenuto da parte del Direttore Generale del Niguarda Dott. Pasquale Cannatelli,  è proseguita nell’ordine con:

–          La dott.ssa Giovanna Oliva (Presidente di Aus Niguarda) e la  Dir. Dell’USU Tiziana Redaelli ; Come è nata l’iniziativa Lokomat.

–          L’Assessore Luciano Bresciani (saluti)

–          Il Caporal Maggiore degli Alpini Luca Barisonzi (Il mio impegno per il Lokomat)

–          Il Comandante dell’8° Reggimento Alpini il Col. Michele Merola (saluti)

–          Ringraziamenti a tutti i benefattori

–          Il dott. G.Brozzi  (Il funzionamento del Lokomat) 

Tutti  gli interventi hanno avuto il comune denominatore di avere visto realizzarsi qualcosa di straordinario,insomma un vero e proprio Miracolo a Milano, l’idea concettuale scaturita dal cuore è divenuta realtà grazie al concetto di rete, di quella fitta collaborazione cioè tra istituzioni,Settore Pubblico, Associazioni,Aziende e Privati ,insomma della società nel suo complesso che raccogliendo il messaggio di Luca B ha dato vita ad un sogno facendo propri il messaggio ed il significato di questo nostro eroe che sapeva sin dall’inizio che questo futuristico macchinario non sarebbe comunque  servito a lui ma, di certo a tantissime  altre persone come lui.

Le mie prossime parole non sono semplice retorica ve lo posso assicurare ma, scaturiscono da una sincera emozione che venerdì mi ha accomunato a Luca ed a tutti gli intervenuti che io stesso ho visto visibilmente commossi e toccati nel cuore come quando il Colonnello Michele Merola ha ricordato il motto degli alpini,”Il modo migliore per rendere onore ai caduti è quello di aiutare i vivi” e credo fermamente che se questo potesse diventare anche il motto della nostra vita di tutti i giorni il mondo in cui viviamo sarebbe meravigliosamente migliore.

Prima della dimostrazione pratica del Lokomat la dott.ssa G.Oliva e la dott.ssa T. Redaelli hanno presentato il progetto “Spazio Vita”, 5OO mq di area messi a disposizione dall’Ospedale Niguarda ed attigui all’Unità Spinale dedicati alle attività socio integrative del percorso  di riabilitazione per i pazienti con lesioni al midollo spinale, i costi preventivati per la realizzazione della struttura ecosostenibile modulare prefabbricata compresnvia di impianti ed allestimenti  è di circa 900/mila euro ed occorrerà l’aiuto di ciascuno di noi per poter riabilitare a regime 330 bambini e 500 pazienti.

 Passando ai numeri  basti pensare che in Italia sono circa 80.000 le persone che soffrono di lesione midollare con mediamente 2000 nuovi casi ogni anno e l’USU di Niguarda –Unità Spinale Unipolare che a giugno di quest’anno traguarda 10 anni di attività nella cura e riabilitazione rivolta alle persone con lesione midollare e con Spina Bifida (al centro arrivano circa  300 bambini),essa si pone come struttura organizzativa in grado di garantire la contestualità e l’unitarietà dell’intervento terapeutico, sia in termini di tempo sia di spazio.E’ un modello organizzativo unico,una delle eccellenze in  Europa, dove l’unitarietà clinico assistenziale dell’intervento riabilitativo viene garantita attraverso la realizzazione di un progetto riabilitativo gestito dall’equipe multi professionale e multidisciplinare dell’unità Spinale stessa. Riabilitare in senso globale una persona (bambini giovani adulti) con grave disabilità significa porsi l’obiettivo del raggiungimento della massima autonomia possibile, in funzione del migliore reinserimento sociale.

Per terminare fornirò in appresso  alcune caratteristiche di su questa meraviglia tecnologica robotizzata e controllata da un computer, il Lokomat appunto che ho visto in funzione  e di cui me ne ha parlato oltre al personale addetto anche una giovane ragazza  con lesioni alla spina dorsale ricoverata nel reparto ,nei  suoi bellissimi occhi ho visto  e percepito la luce vera della speranza.

Miglioramento sensibile della mobilità del paziente e riduzione del carico di lavoro per i terapisti che posso così ottimizzare i loro interventi

–          Progressi più rapidi con un training regolare e ripetibile

–          Risultati mantenuti più a lungo

–          Riproduzione dello schema del passo

–          Adattamento e controllo in real time e monitoraggio costante dei parametri del passo

–          Riduzione dello sforzo fisico per terapisti

–          Efficace anche nei trattamenti di ictus, trauma cranico e lesioni midollare

Ringrazio pubblicamente Luca Barisoni, figlio meraviglioso, fratello, amico ed Angelo dei nostri tempi, la Presidente della’Associazione  AUS Nigurda Onlus dott.ssa Giovanna Oliva per avermi dato la possibilità di partecipare a questa mattinata e di scoprire un mondo che opera in silenzio per il bene del prossimo, grazie di vero cuore come ringrazio il Generale di brigata Camillo de Milato sempre un prima linea in tutti i bellissimi progetti di sensibilizzazione sociale che ci devono far sentire orgogliosi di essere uomini e donne dotati di vero cuore. Grazie a tutti indistintamente,Istituzioni,Enti Pubblici,Aziende,Associazioni e semplici cittadini come me che sentono la partecipazione sociale e la solidarietà come esigenza primaria ed indissolubile.

Stefano Micheli

Famiglie  d’Italia

 

AUS Associazione Unità Spinale Niguarda Onlus  –

Credito Artigiano  IBAN IT36X0351201625000000011769

www.ausniguarda.it

segreteria@usniguarda.it

ASBIN Niguarda Onlus

Associazione Spina Bifida e Idrocefalo

www.asbin.it

mail@asbin.it

Banca di Legnano

IBAN  IT71R0320401600000000002321

CAUSALE : AUS –ASBIN  INSIEME PER IL PROGETTO SPAZIO VITA

Carnevale di sangue a Brescia 500 anni fa ( Famiglie d’Italia Storia news )

febbraio 25, 2012

Segnalatoci dall’amico Andrea, presidente di Movimento per la Vita Desenzano del Garda, poniamo alla vostra attenzione un post storico molto interessante pubblicato in data odierna da Il Foglio Quotidiano e firmato da Marco Bona Castellotti. Buona lettura e buon weekend da Famiglie d’Italia.

CARNEVALE DI SANGUE

Cinquecento anni fa i francesi strapparono Brescia ai veneziani. E fu un massacro con ottomila morti. Un quadro di Hayez racconta il momento più atroce.

Un ragazzino, ferito alla bocca, da allora in poi faticò a parlare. Si fece chiamare Tartaglia, diventò un grande matematico.

 

di Marco Bona Castellotti

Nel dicembre del 1489 fra Girolamo Savonarola stava compiendo un viaggio pastorale nel nord d’Italia e si fermò anche a Brescia. Nell’omelia che pronunciò davanti a una folta assemblea di devoti non parlò dell’Avvento né dell’imminente Natale, bensì, prendendo spunto dal testo dell’Apocalisse, annunciò future sciagure, infiammando il discorso di tinte corrusche e lugubri accenti che lasciarono dietro di sé una traccia d’inquietudine. Ma poiché il frate non aveva esplicitato quando i catastrofici presagi si sarebbero avverati, il ricordo di quelle parole svanì presto.

Vent’anni dopo, nel maggio del 1509, l’esercito veneziano subì una dura sconfitta ad Agnadello non lontano dal fiume Adda. Brescia, dapprima soggetta a Venezia, passò sotto il dominio francese e come sempre accade a ogni rivolgimento politico qualcuno beneficiò di tale avvicendamento, altri rimasti fedeli al precedente regime persero ogni ruolo nella conduzione della città. La fazione filofrancese invece crebbe conquistandosi il favore di alcune famiglie nobiliari per lo più di tradizione ghibellina. Ma i malumori non si fecero attendere poiché la situazione che si era creata non aveva portato beneficio alcuno, mentre la tracotanza dei francesi s’andava spingendo oltre ogni limite. I bresciani, gente accorta e con i piedi piantati per terra, accusavano francesi e guasconi – chiamati con una voce popolare “vosconi” – di ruberie e prevaricazioni. Nel contempo l’amministrazione municipale era precipitata nelle mani di un branco di “satrapi e affamati lupi” che vessavano chiunque non giurasse fedeltà al nuovo sovrano Luigi XII. Per contro le ricche famiglie aristocratiche prone alla Francia, come i Gambara, i Cigola e qualche ramo dei Martinengo, prosperavano smodatamente suscitando invidie corrosive. Tutto ciò alimentava un’intollerabile tensione e nel luglio del 1511 scoppiò una rissa fra bresciani e guasconi che procurò qualche morto. Però non si poteva ancora parlare di un vero e proprio scontro, benché qualcuno dei dissidenti più autorevoli, come Gian Giacomo Martinengo e Luigi Avogadro, avesse in animo di organizzarsi manu armata, unendo tutte le forze a disposizione, affinché i veneziani tornassero padroni della città. Capo supremo delle forze veneziane in campo era allora Andrea Gritti, che era riuscito a risollevare le sorti della Serenissima indebolita dopo la sconfitta di Agnadello e in seguito avrebbe collezionato successi militari e diplomatici tali da venir eletto doge nel 1523. Nel gennaio del 1512 parve giunto il momento di capovolgere la situazione e di riportare Brescia sotto il dominio di Venezia, confidando nel fatto che l’esercito francese in varie parti d’Italia dava segni di cedimento, mentre quello ispano-pontificio si era spinto sino a Bologna dove aveva posto l’assedio e sembrava in procinto di conquistarla. Intanto al comando delle truppe di Luigi XII era stato nominato Gaston de Foix duca di Nemours, figlio di Maria d’Orléans sorella del re. Il Foix aveva bruciato le tappe di una carriera militare a dir poco fulminea a fianco del maresciallo Gian Giacomo Trivulzio e ancorché giovane spiccava fra tutti per la velocità felina con la quale sapeva muovere le truppe.

A Brescia i congiurati acceleravano i tempi e verso la fine di gennaio s’erano incontrati con Andrea Gritti fuori porta. Questi si era occupato di arruolare quanti più valligiani trovava a che dessero man forte in cambio di denaro. Erano scesi dalla val Trompia e dalla val Sabbia; molti venivano dalla Franciacorta. I francesi erano corsi ai ripari e si erano insediati nel castello sul colle Cidneo, in una posizione eminente dalla quale potevano controllare i movimenti in città. Oltre a ciò vi fu un caso di delazione perpetrato dalla moglie di un tale che faceva parte dei dissidenti e che era stato così incauto da confessarle particolari segreti della sortita che si stava preparando. La donna non ebbe scrupoli a spifferare tutto al suo amante, un capitano francese in stanza al castello, così che la concomitanza di fattori avversi fece sventare la congiura con il risultato che alcuni finirono in carcere, altri sulla forca.

E’ a questo punto della storia che si colloca la vicenda di Ventura Fenaroli, giovane di famiglia aristocratica passato dai francesi ai veneziani. Braccato aveva trovato rifugio nei sotterranei della chiesa del Carmine, ma fu stanato dai latrati del suo cane e preso. Per sfuggire all’interrogatorio aveva tentato di pugnalarsi al petto ma non riuscì a farla finita. Gettato in carcere, per non rivelare nomi e cognomi si strappò le bende e, dilaniate le ferite, morì dissanguato. Ma poiché nessuno quanto lui poteva essere di monito alla cittadinanza, il cadavere fu appeso dai francesi in piazza della Loggia. A simile vista i bresciani non esultarono della morte di un traditore, anzi piansero la morte di un eroe da seguire come esempio. Pochi episodi avrebbero potuto quanto questo offrire materia di melodrammatiche evocazioni. Lo raffigurò in un bel quadro, eseguito su commissione di un erede del nobile bresciano, Francesco Hayez nel 1834, fissando sulla tela il tragico momento dell’arresto, fra graziose signore che levano preghiere e sguardi imploranti al cielo e feroci soldati inguainati entro armature luccicanti, un cane in primo piano che abbaia e una folla di curiosi che pare un coro verdiano prossimo a cantare.

Arriviamo ai primi giorni di febbraio. Il nuovo tentativo di prendere Brescia riuscì, ma fu una vittoria effimera. A capeggiare la rivolta fu Luigi Avogadro e grazie a lui tutto venne concertato meglio. Al ritorno dei veneziani i congiurati levarono grida di giubilo. Frattanto i francesi s’erano ritirati nel castello, guarnito sufficientemente da parare l’urto di un eventuale assalto. Avevano condotto con sé i ricchi signori più vicini al re Luigi XII, vedi i Gambara con la celebre poetessa Veronica che proprio in quei giorni si era trasferita a Brescia per fare visita alla madre. Andrea Gritti aveva commesso l’imperdonabile errore di licenziare i valligiani rispedendoli a casa loro perché erano talmente ingordi e senza fondo da mettere a dura prova le provviste di tutta la città. Tale assenza aveva indebolito i congiurati. Intanto il Foix era impegnato altrove e nei giorni dei tumulti di Brescia stava marciando su Bologna per liberarla dall’assedio che le aveva mosso Raimondo de Cardona, luogotenente dell’esercito ispano-pontificio. Il Foix vi entrò trionfalmente il 5 febbraio e il Cardona mollò la presa. Informato che Brescia era caduta in mano ai veneziani a esclusione del presidio del castello, Gaston de Foix abbandonò Bologna e puntò sulla città lombarda dove giunse il 16 febbraio sgominando tutti quelli che avevano tentato di ostacolarlo. Dapprima si accampò fuori le mura, poi fra il 18 e il 19, giorni di carnevale, sotto una pioggia battente l’esercito entrò a Brescia, il cui possesso avrebbe deciso le sorti della Lombardia. Inerpicandosi per la strada del Soccorso le truppe francesi sgominarono un gruppo di ottocento valligiani nuovamente arruolati dai congiurati e dal Gritti. Pochi resistettero ai francesi; i più fuggirono su per i ronchi e furono accusati di essere codardi buoni soltanto “a magnar lasagni”. L’indomani fu offerta ai congiurati e ai veneziani la resa che però venne rifiutata. I francesi, mescolati ai lanzichenecchi e ai guasconi, ottennero dal Foix licenza di strage e di saccheggio, unica condizione che consentiva di tenere unito ed euforico quel branco di bestie. La mattina del 19, dopo essersi ritemprati, erano calati a piedi scalzi sull’acciottolato bagnato guidati da Foix e dal cavalier Baiardo ed erano sciamati come diavoli in città attraverso le porte.

Andrea Gritti ebbe giusto il tempo di schierare la cavalleria in piazza del Duomo, ma le guarnigioni in suo possesso erano già decimate. Fu fatto prigioniero e trattato con riguardo. Luigi Avogadro venne rinchiuso in carcere con i due figli, processato, decapitato e fatto a pezzi e i pezzi appesi alle porte della città. Francesco Guicciardini

lo avrebbe annoverato fra i dieci uomini più valorosi d’Italia. I fratelli Lorenzo e Luigi Porcellaga di nobile famiglia s’erano battuti come leoni. Lorenzo presidiava piazza della Loggia. Cadde tanto valorosamente che lo stesso Foix ne tenne conto. Valerio Paitone, signorotto della valle di Garza di fede guelfa e gran bestemmiatore, con la vocazione alle congiure avendo militato anche in quella fallita, balzava da un tetto all’altro “con salti da leopardo”, agile per la minuscola corporatura.

Riuscì a raggiungere il monastero di Santa Chiara dove fu fatto prigioniero da un francese che gli concesse la libertà dietro esborso di soldi. Dopo il sacco il Paitone seguitò il mestiere delle armi fino a che non venne assassinato. Da parte francese più di ogni altro si distinse il Baiardo, cavaliere senza macchia e senza paura, che capeggiava i guasconi. Ferito a una coscia da una lancia, fu portato in salvo da due nobildonne di casa Cigola che lo ricoverarono nel loro bel palazzo tuttora esistente. Un pittore locale dell’Ottocento, Luigi Basiletti, immortalò la scena del salvataggio in un quadro avvolto nello stesso alone romantico che aleggiava intorno al “più mirabile cavaliere che mai fu al mondo”. Anche Jacques deLa Palisse, alto ufficiale, era a Brescia durante il carnevale di sangue, ma non prese parte alla battaglia perché leggermente ferito da una palla sparata dalla città verso il castello dove risiedeva. Ciò non di meno,La Palissenon rinunciò al sacco ed entrato con furia nella casa di tale Marco Negro non si trattenne dal portare via “tutto quello che li era rimasto, farina, vin, ojo, fin le banche, taole e trespedi e cavedoni”.La Palisseperirà pochi anni più tardi nella battaglia di Pavia e in suo onore i commilitoni composero un canto dal quale deriva la parola lapalissiano: “Monsieur d’la Palisseest mort / mort devant Pavie / Un quart d’heure avant sa mort / il était encore en vie”. I pochi artisti presenti a Brescia avevano pensato bene di fare i bagagli. Il Romanino era riparato a Padova, il Civerchio a Nave. Era rimasto soltanto il pittore Ferramola che i francesi non molestarono, anzi lasciarono che proseguisse imperterrito l’affresco che aveva iniziato, come ricorda uno sciocco quadro del pittore bresciano Modesto Faustini. E’ impensabile che nel generale scompiglio si producessero opere d’arte, che del resto erano state abbastanza rare già negli anni che precedettero quei sanguinosi eventi. Ma nella Pieve di Nave si conserva tuttora un bell’affresco ad alta tensione drammatica datato 1512 che rappresenta – non a caso –la VergineMariacon in grembo il corpo di Cristo morto, sorta di tragico memento dipinto su muro, sopravvissuto perché defilato rispetto ai luoghi dei massacri.

Il 19 febbraio del 1512, Giovedì grasso, nelle vie di Brescia non s’erano vedute le tradizionali “chiassose sfilate di maschere de nasoni, né i lieti conviti a base di torte e di frittelle e scorze di mellone seccate”, ma cataste di cadaveri. Il bilancio della strage e del sacco fu di circa ottomila morti. Giacevano ammucchiati “per le strade per i chiassuoli per i sobborghi” in numero tale che “cavalcando non si poteva passare senza calpestarli. Per tutta la terra il giorno e la notte non si sentivano se non strida miserabilissime degli infelici ch’erano tormentati o delle donne che facean resistenza contra coloro che volevano violarle, et molte se ne videro gettar da se stesse per le finestre, per più tosto così morire che saziar del corpo loro la sfrenata libidine di coloro che avevano ucciso i padri i mariti i figliuoli e fratelli loro, et che tuttavia rapivano le sostanze et bruciavano et rovinavano le lor case”. Anche per strada “non si vedeva se non misere donne e fanciulli andar cercando i corpi morti dei padri o fratelli o mariti o figliuoli; altre per tutto, havendogli trovati, stare a piangere e a lacerarsi sopra i loro corpi, et molte non partirsene mai ne dì ne notte. Et così fu da’ francesi riacquistata Brescia diciassette giorni da poi che era stata presa da’ veneziani, con morte di più d’otto mila persone e con tanto strazio e tanta crudeltà con ogni sorte d’huomini et di donne gioveni et vecchie, che l’anima mi fugge pensandovi, non vi essendo sicuri monasteri né alcun luogo sacro. Et il sacco fu tanto grande che si vedeano gli scherani dividere i denari et le gioie con gli elmetti e con le celate”.

Un ragazzino dodicenne di nome Niccolò – il cognome neppure lui lo sapeva perché suo padre era morto quando aveva sei anni – trovò rifugio insieme alla madre e alla sorella più piccola in Duomo “credendovi in tal luoco esser salvi almen nella persona. In tal chiesa alla presenzia di mia madre mi fur date cinque ferite mortale, cioè tre sulla testa e due sulla fazza, fra le quale una me ne haveva attraverso la bocca et denti, per la qual ferita io no poteva parlare. Stetti un tempo in cui io non potea proferire parole, ma sempre balbuttava nel parlare, per il che li putti della mia età me imposero per sopra nome Tartaglia; et perché tal cognome me durò molto tempo, per bona memoria di tal mia disgrazia m’è apparso di volermi chiamare per Niccolò Tartaglia”. Questo toccante racconto autobiografico, narrato da colui che negli anni successivi sarebbe divenuto uno dei più grandi matematici dell’Europa del Cinquecento, è un caposaldo della vastissima letteratura sul sacco di Brescia che conta innumerevoli memoriali, diari, lettere, a stampa o manoscritti, alcuni in lingua tedesca altri in francese e in latino. I fatti accaduti nel carnevale di sangue del 1512 furono di capitale importanza storica perché da essi dipesero non solo gli equilibri della Lombardia e del Veneto, ma dell’Europa intera. Tuttavia del sacco di Brescia, uno delle pagine più luttuose e tragiche dell’Italia rinascimentale, in anticipo di quindici anni sul sacco di Roma ma di quello forse ancora più cruento, nonostante gli studi fondamentali di Carlo Pasero, di Vasco Frati e di altri storici si è quasi perduta la memoria, e se non fosse per l’attenzione e la cura di un gruppetto di studiosi di varia età e notorietà, impegnati a riaprire – a cinque secoli esatti – il tragico capitolo con un convegno organizzato il 18 febbraio nel Liceo classico Arnaldo da Brescia, probabilmente questo triste quinto centenario sarebbe passato inosservato fra stelle filanti e coriandoli.

ANNO XVII NUMERO 48 – PAG XII IL FOGLIO QUOTIDIANO SABATO 25 FEBBRAIO 2012

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

14 febbraio, una data dedicata a tutti gli innamorati

febbraio 13, 2012

Offro nuovamente a tutti gli innamorati il post che con tanto gradimento è stato letto un anno fa su questo blog…

Perché si festeggia San Valentino il 14 febbraio

by

Un viaggio su internet mi ha permesso di trovare le risposte a tante domande che mi hanno accompagnato fin da ragazzino: ma chi era San Valentino e perché si festeggia in nome suo il 14 febbraio la festa degli innamorati, scambiandosi baci  e doni insieme a dolci frasi e promesse di amore eterno ?… Tra le varie risposte una mi è parsa la più interessante:

“L’usanza di celebrare la festa degli innamorati comincia intorno alla metà del 1400 quando il Papa Paolo II decise di distribuire una dote a tutte le donne nubili, con l’intento di aumentare il numero di matrimoni fertili. San Valentino è un martire nato a Terni, in Umbria nel 175 d.C. ed è il Santo più amato dai fidanzati grazie ad episodio che ai suoi tempi suscitò un grande clamore: fu infatti proprio Valentino a celebrare il primo matrimonio tra un legionario pagano ed una giovane cristiana. Da quel momento tutte le coppie desiderarono la sua benedizione. Il 14 Febbraio 273 d.C., Valentino cadde martire e a partire da quel momento tutto il mondo ricorda questa occorrenza per celebrare il Santo dell’Amore.”

Ma vedeiamo meglio, garzie a Wikipedia, chi era San Valentino…

San Valentino detto anche san Valentino da Terni o san Valentino da Interamna (Interamna Nahars, ca. 176Roma, 14 febbraio 273) fu un vescovo e un martire cristiano. Venerato come santo dalla Chiesa cattolica, da quella ortodossa e successivamente dalla Chiesa anglicana, è considerato patrono degli innamorati. La più antica notizia di S.Valentino è in un documento ufficiale della Chiesa dei secc.V-VI dove compare il suo anniversario di morte. Ancora nel sec. VIII un altro documento ci narra alcuni particolari del martirio: la tortura, la decapitazione notturna, la sepoltura ad opera dei discepoli Proculo, Efebo e Apollonio, successivo martirio di questi e loro sepoltura.

Le sue spoglie furono sepolte sulla collina di Terni, al LXIII miglio della Via Flaminia, nei pressi di una necropoli. Sul luogo sorse nel IV secolo una basilica nella quale attualmente sono custodite, racchiuse in una teca, le reliquie del santo. Le reliquie pare siano state portate nella città dai tre discepoli del filosofo Cratone, Apollonio, Efebo e Procuro, convertiti dal futuro santo, e che per questo trafugamento furono martirizzati. Altre reliquie sono presenti presso svariate chiese. Una parte si trova nella cattedrale di Maria Assunta di Savona. Le reliquie del santo sono conservate inoltre presso la chiesa medievale di San Valentino di Sadali , in Sardegna, in Calabria (Belvedere Marittimo) e nella chiesa Matrice di Vico del Gargano dove viene venerato come protettore della città e degli agrumeti.

Questo è tutto, a proposito … Buon San Valentino a tutti!

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Il perché della Festa di Ognissanti, le sue origini

novembre 1, 2011

Come d’abitudine, questo blog nelle ricorrenze festive comincia un suo viaggio sul web alla ricerca di notizie, affidandosi soprattutto a Google e Wihipedia. La festa di oggi, quella di Ognissanti, nota anche come Tutti i Santi, è una solennità che celebra insieme la gloria e l’onore di tutti i Santi (canonizzati e non) ed è anche  è una espressione rituale cristiana per invocare tutti i santi e martiri del Paradiso  noti o ignoti affinché ci proteggano ed intercedano per noi. La festa cattolica ( Festabant Omnium Sanctorum) cade il 1º novembre, seguita il 2 novembre dalla Commemorazione dei Defunti, ed è una festa di precetto che prevede una veglia e un’ottava nel calendario della forma straordinaria del rito romano.

Le commemorazioni dei martiri, comuni a diverse Chiese, cominciarono ad esser celebrate nel IV secolo. Le prime tracce di una celebrazione generale sono attestate ad Antiochia, e fanno riferimento alla Domenica successiva alla Pentecoste. Come data di celebrazione della festività fu scelto il 1º novembre per farla coincidere con il Samhain, l’antica festa celtica del nuovo anno, a seguito di richieste in tal senso provenienti dal mondo monastico irlandese. Secondo le credenze celtiche durante la celebrazione del Samhain, i morti avrebbero potuto ritornare nei luoghi che frequentavano mentre erano in vita, e celebrazioni gioiose erano tenute in loro onore. Da questo punto di vista le antiche tribù celtiche erano un tutt’uno col loro passato ed il loro futuro. Questo aspetto della festa non fu mai eliminato pienamente, nemmeno con l’avvento del Cristianesimo che infatti il 2 novembre celebra i defunti.

 Papa Gregorio III (731-741) scelse il 1º novembre come data dell’anniversario della consacrazione di una cappella a San Pietro alle reliquie “dei santi apostoli e di tutti i santi, martiri e confessori, e di tutti i giusti resi perfetti che riposano in pace in tutto il mondo”. Arrivati ai tempi di Carlo Magno, la festività novembrina di Ognissanti era diffusamente celebrata. E l 1º novembre venne decretato festa di precetto anche da parte del re franco Luigi il Pio nell’835 e il decreto f emesso “su richiesta di papa Gregorio IV e con il consenso di tutti i vescovi”.

 

Dieci pensieri sulla Festa di Tutti i Santi

1. Il 1° novembre è la Solennità di Tutti i Santi. Si tratta di una festa popolare e cristiana, molto sentita dalle nostre popolazioni, che vuole ricordare in un’unica Solennità coloro che ci hanno preceduto nel cammino della fede e della vita, godono la beatitudine eterna e sono cittadini a pieno diritto del ielo, la patria comune di tutta l’umanità di tutti i tempi.

Il giorno di Tutti i Santi si festeggia ormai da circa mille anni. Furono i monaci benedettini di Cluny a diffondere questa Festività.

2. In questa memoria liturgica celebriamo tutti quei cristiani che – dichiarati o no Santi o Beati dalla Chiesa – già godono la visione beatifica di Dio e sono già in Cielo. Di qui il nome: Solennità di Tutti i Santi.

3. Santo è quel cristiano che, conclusa la sua esistenza terrena è già alla presenza di Dio e – per dirla con le parole dell’apostolo Paolo – ha ricevuto “la corona della gloria”. 

4. Il santo è il riflesso della gloria e della santità di Dio. Sono modelli di vita per i cristiani e nostri intercessori poiché possiamo chiedere loro aiuto e la loro intercessione presso Dio. Sono così degni di meritare il nostro culto e la nostra venerazione. 

5. Il giorno di Tutti i Santi include nella propria celebrazione i santi popolari e conosciuti, straordinari cristiani a cui la Chiesa dedica uno speciale giorno  dell’anno. 

6. Ma il giorno di Tutti i Santi è specialmente il giorno dei “Santi anonimi”.  Il giorno di Tutti i Santi è giornata per ricordare opportunamente la chiamata alla santità cui devono tendere tutti i battezzarti cristiani. È l’occasione per prendere coscienza una volta di più della chiamata del Signore a essere perfetti e santi come Dio è perfetto e santo. 

7. Se tratta di un impegno fondamentale del cristiano poiché l’universale chiamata alla santità nella Chiesa è compito di tutti e di ogni singolo battezzato, la santità non è patrimonio di alcuni pochi privilegiati. È il destino di tutti, proprio come lo fu per la grande moltitudine di Santi anonimi che oggi ricordiamo e festeggiamo. 

8. La santità cristiana consiste nel vivere e osservare i comandamenti e le beatitudini. Il Santo non è un angelo, è un uomo in  carne e ossa. Il santo è colui che vive la propria fede con gioia e fatica, che lotta ogni giorno e vive nell’amore, per amore, per amare. “Il santo è colui che è così affascinato dalla bellezza di Dio e dalla sua perfetta verità da lasciarsene trasformare. Per questa bellezza e verità è disposto a rinunciare a tutto, anche a se stesso. Gli è sufficiente l’amore di Dio, che sperimenta e vive nel servizio umile e disinteressato del prossimo” (Benedetto XVI).  

9. La santità si guadagna, si raggiunge e si consegue qui in Terra con l’aiuto della grazia e con l’impegno quotidiano, amando Dio sopra ogni cosa e il prossimo come sé stessi. L’affanno di ogni giorno fa intravvedere e in qualche modo anticipa il volto dell’eternità. Il Cielo non può attendere, è vero. Ma il Cielo/la santità si guadagna qui sulla terra. 

10. Il giorno di Tutti i Santi ci parla della vita umana che non termina con la morte; la vita non è tolta ma trasformata e vissuta nella beata eternità di Dio. Il giorno di Tutti i Santi è una giornata di celebrazione e di autentica catechesi dei misteri della nostra fede, i novissimi: morte, giudizio, inferno e Paradiso.

fonte: www.partecipiamo.it Tommytom

Ci sono molti modi per festeggiare questa ricorrenza, ed  ogni regione ha le sue usanze: il modo più semplice è andare a messa e ricordare e pregare i santi nel profondo nel nostro cuore. Buon Ognissanti a tutti da Famiglie d’Italia!

introduzione e commenti di

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

Perché si festeggia San Valentino il 14 febbraio

febbraio 14, 2011

Un viaggio su internet mi ha permesso di trovare le risposte a tante domande che mi hanno accompagnato fin da ragazzino: ma chi era San Valentino e perché si festeggia in nome suo il 14 febbraio la festa degli innamorati, scambiandosi baci  e doni insieme a dolci frasi e promesse di amore eterno ?… Tra le varie risposte una mi è parsa la più interessante: (more…)

SETTIMANA DEL VENEZUELA A ROZZANO -18/23 Dicembre 2010.

dicembre 20, 2010

 E’ stata inaugurata sabato sera a  Rozzano alla presenza del Console Commerciale Venezuelano Luis A Martines S. la settimana del Venezuela a Milano in occasione della commemorazione della morte del Padre della Patria Simòn Bolivar avvenuta il 17/12/1830” A la una y tres minutos de la tarde muriò el sol de la Colombia”,come recitò il comunicato ufficiale di allora. (more…)

www.inps.it: un sito da visitare con attenzione

novembre 29, 2010

La nuova campagna informativa Inps 2010

Sempre più vicini a te. Era il “claim” della campagna di comunicazione dell’Istituto nel corso del 2009, resta l’obiettivo anche nel corso di questo 2010. Obiettivo non solo “di comunicazione”, ma obiettivo “di servizio”. Uno dei primi servizi è quello dell’informazione. Anche quest’anno l’Inps ha scelto di privilegiare campagne di comunicazione ad alto contenuto informativo. Per questo nel mese di luglio sono andate “on air” due campagne di informazione: una “video” su Sky (vedi nella sezione VideoInps), Class Cnbc, e negli schermi degli aeroporti italiani e una radiofonica su Radio24, che ha aperto un sito di servizio in cui centinaia di ascoltatori dell’emittente hanno consegnato domande su alcuni dei servizi offerti dall’Inps, dalle pensioni all’invalidità civile, dal riscatto della laurea ai voucher. Tra queste domande sono state scelte le 14 di interesse più generale (che potrete ascoltare negli spot pubblicati nella pagina RadioInps) e ad ognuna di queste è stata fornita una risposta dal presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua. “Inps-per-te” – questo il nome dell’iniziativa – è una delle forme di nuova prossimità tra l’Istituto e i cittadini italiani.


CAMPAGNA DI INFORMAZIONE “INPS PER TE” (more…)

Da Mirabello a Brescia… due modi diversi di fare musica

settembre 6, 2010

A Mirabello, nel tardo pomeriggio di ieri, abbiamo assistito al concerto di Gianfranco Fini in onore di Silvio Berlusconi, al quale l’ ormai ex alleato ha dedicato il meglio del suo repertorio dialettico, riuscendo in due ore ad affermare ” il tutto del niente ”  che aveva sapientemente programmato di dire. Immediatamente si è alzato un coro stizzito di protesta da parte dei principali componenti di quello che oggi dovrebbe essere ancora il partito di appartenenza della terza carica dello Stato, ma al quale seguirà  sicuramente l’altro coro, questa volta osannante e di assenso, da parte di coloro appartenenti, invece, a quello che potrebbe  diventare un domani… il suo”  futuro ” partito.

Per contro a Brescia, dagli studi di RTB, in seconda serata è andato in onda il preannunciato e più modesto festival musicale ” L’Italia che Canta(more…)

Le vacanze son finite, si torna a casa e al proprio lavoro ( per chi ce l’ha )

agosto 17, 2010

Quest’anno le vacanze estive sono state proprio un volo breve che, purtroppo, per i più è già finito. Per giunta un volo abbastanza turbolento insidiato continuamente dalle varie perturbazioni meteorologiche e politiche in atto. Da domani molti torneranno al tran tran quotidiano e tra questi anche noi, che ci siamo concessi solo tre giorni di pausa e di riflessione… pronti, però, a ripartire con ancor più convinzione e determinazione nello svolgere il nostro compito informativo su tutto ciò che riteniamo opportuno sia di vostro interesse e gradimento. Quindi, a domani e buon rientro a tutti coloro che in questo momento stanno procedendo pazientemente incolonnati nelle chilometriche code autostradali.

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Una domenica di relax

luglio 18, 2010

Rilassamento, stato di riposo fisico e psichico: oggi il blog vuole concedersi un po’ di relax. E l’idea viene estesa a tutti gli amici che possono permetterselo… al mare, in montagna, sui laghi, in campagna, a casa propria, ma in ogni caso al riparo da tg, giornali, etc. … Che diamine! Un po’ di lontananza da   coinvolgimenti in dispute politiche, arresti vari, litigi fra vip che si lasciano  ” baracconamente ”  depositando bagagli in mezzo alla strada,  ce la meritiamo ogni tanto, no?… Che per oggi vadano tutti al diavolo, per qualche ora spariscano dai nostri occhi e dalle nostre menti, e ci permettano di godere del piacere di una serena domenica in dovuto e meritato…relax.

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Vince la Spagna, ma anche l’Italia ha il suo campione… e senza aver mai perso una partita

luglio 12, 2010

La Spagna, pur avendo esordito a questo mondiale con una sconfitta con la Svizzera, si è alla fine laureata meritatamente campione del mondo, sradicandoci dalle mani quella coppa tanto amata e che per quattro anni avevamo custodito con orgoglio. La nostra nazionale, a dire il vero, non è che abbia lottato strenuamente per difendere onore e titolo, ma per fortuna ci ha pensato Paul,… (more…)

Buona domenica con Spagna-Olanda

luglio 11, 2010

E’ una domenica calda, vacanziera per chi può permetterselo… in ogni caso serena per chi è capace di imporselo. La colonnina del mercurio ed i ” bollori ” dei nostri politici fanno di tutto per soffocarci il quotidiano vivere: ma noi dobbiamo essere più forti ed in grado di controllare le nostre reazioni e riuscire a ritagliarci ugualmente degli spazi di sereno relax, carburante necessario per sopravvivere agli ” eventi ” senza perdere la totale lucidità. E gli eventi di questi tempi sono tanti e tali che per affrontarli tutti e superarli occorre proprio essere degli esseri soprannaturali, per pazienza e reattività. Esseri soprannaturali che, a quanto si dice, sono già fra di noi e fanno di tutto per comunicarci qualcosa e prepararci, forse, al grande incontro(more…)

Inaugurata a Milano la mostra ” Casa Savoia e l’Unità d’Italia “

luglio 3, 2010

Il 1° luglio sera  nello Spazio Oberdan di Viale Vittorio Veneto a Milano è stata inaugurata la mostra intitolata  “Casa Savoia e L’Unità d’Italia”, promossa dalla Provincia di Milano e dall’Assessorato alla Cultura con il patrocinio del Ministero dei Beni e le Attività Culturali,della Regione Lombardia e della Real Casa di Savoia, la mostra rimarrà aperta al pubblico sino al 12 di settembre. (more…)

Alieni… si avvicina la data del grande incontro?

luglio 2, 2010

Ieri sera su Italia Uno è andata in onda una puntata lunghissima dedicata al ” Mistero ” degli alieni ed alla probabile possibilità di un  prossimo incontro della nostra civiltà con la loro. Gli avvistamenti sono stati innumerevoli nel corso dei secoli e sembrano essersi intensificati negli ultimi anni.

Molto interessante è stata l’intervista a Zecharia Sitchin, uno scrittore azero, autore di numerosi libri di divulgazione sulla cosiddetta archeologia misteriosa o pseudoarcheologia, e sostenitore della ” teoria dell’antico astronauta ” come spiegazione dell’origine dell’uomo. (more…)

Quando… de gustibus disputandum est

giugno 22, 2010

 

Si è tenuto ieri sera a Roma all’Hotel Rome Cavalieri Waldorf Astoria, organizzato dalla associazione IUS GUSTANDO , il VI simposio gastronomico … de gustibus disputandum estars coquinaria giuridica … , disputa culinaria tra avvocati e magistrati, vinta dall’avv. Lanucara con il piatto “ pasta di vitello ripiena “: (more…)

Invitación a Cena Recepción – Embajador de Italia Dr. Guido La Tella ( Familias de Italia news )

giugno 19, 2010

SE RUEGA DIFUNDIR Y CONFIRMAR SU TARJETA A LA BREVEDAD, GRACIAS! ( picar sobre la foto para agrandar )

Éste es un servicio que Familias de Italia ofrece a las comunidades a italianos domiciliados al extranjero publicando un comunicado FAIC que invita a todos los interesado a una cena para el próximo 22 junio… Buen apetito y buen diversión

 

Umberto Napolitano

Famiglie            d’Italia

Poveri ragazzi…

maggio 18, 2010

 Preghiamo per Massimiliano Ramadù e Luigi Pascazio e che il loro sacrificio serva a  non farci dimenticare mai  le vittime infinite  di tante guerre infinite… guerre assurde all’insegna della pace, della libertà, degli interessi, delle speculazioni, delle discriminazioni, delle sopraffazioni, della gloria, dell’odio, del sangue, della morte…

Dio perdonaci se non riusciamo ad amarci senza prima provare ad ammazzarci tutti.

Famiglie d’Italia

Umberto Napolitano

Perché si festeggia il 1° maggio

maggio 2, 2010

Come al solito è mio gradito compito viaggiare su Google, cliccare su Wikipedia e cercare notizie interessanti da riportarvi pari pari… perché uno dei compiti di questo blog è ” fare comunicazione di popolo “, ma non di gossip, bensì di cultura… da quella ambientale, a quella alimentare, a quella storica: ovvero su tutto ciò che è  ” essenza di vita “, fisica e spirituale. Quindi cultura conoscitiva per completare un’offerta mediatica più propensa all’esaltazione del ” fumo ” che alla consacrazione della ” sostanza “. Oggi, come ogni giorno seguente a qualche festa importante, vi informerò dell’origine e del perché della festa del 1° maggio. (more…)

Festa della liberazione, perché si festeggia il 25 aprile

aprile 25, 2010

Grazie a San Google e a Santa Wikipedia sono in grado di attingere e raggruppare tutta una serie di informazioni che mi permettono di offrirvi notizie storiche interessanti ed istruttive riguardanti date importanti come quella di oggi 25 aprile, Festa della Liberazione 

Il periodo storico individuato comunemente come Resistenza italiana inizia, per convenzione storiografica ormai consolidata, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 e termina alla fine del mese di aprile 1945. La scelta di celebrare la fine di quel periodo con il 25 aprile 1945 fu riferito dal CLNAI con la data dell’appello per l’insurrezione armata della città di Milano, sede del comando partigiano. La Resistenza italiana fu solo la prima parte del cosiddetto periodo costituzionale transitorio. In termini politici questo periodo si concluse con la nomina del primo governo Parri del 21 giugno 1945. La seconda parte terminerà il 1º gennaio 1948, giorno dell’applicazione della nuova Costituzione Italiana. (more…)

‘Premio Dentro Milano 20 anni – Marketing &The City’

aprile 20, 2010

Ieri sera presso il Teatro San Babila di Milano, in occasione del ventennale di Dentro Milano, la prima rivista free press in Italia, sono state premiate le personalità di spicco che hanno contribuito in modo significativo con pensieri, parole ed opere a dare lustro, immagine e progresso alla città di Milano, nei settori dello Spettacolo, Sport, Cultura, Design, Architettura, Arte, Letteratura, Moda, Solidarietà e Politica.

  E’ stato un evento importante reso ancor più autorevole dal fascino della location, dalla qualificazione dei premiati e dei premianti, dall’esclusività degli invitati presenti e dal defilè di alta moda, di Maria Buccellati, che ha presentato alcuni capi della sua collezione esclusiva Beach Couture.

Sul palco sono sfilati atleti che hanno scritto la storia dello sport con epiche  vittorie, premiati insieme a ” penne ” illustri che ne hanno tramandato i tronfi ai posteri, come Sante Gaiardoni, che  ha colto l’occasione per regalare ad una splendida Matilde Ciccia una copia del suo ultimo libro ” Quando la Rabbia si trasforma in Vittoria ” e del quale vi parlerò prossimamente, Alberto Cova, Stefano Tacconi, Dan Peterson, Marino Bartoletti… ma anche importanti nomi dell’imprenditoria, autorità politiche e militari… insomma, un evento di prestigio e ben riuscito grazie alla sapiente regia organizzativa di un inesauribile Danilo Arlenghi, Presidente del Club del Marketing e della Comunicazione.

Il successo della serata, anticipato da un rinfresco delicato e gustoso e concluso con un brindisi che ha gioiosamente coinvolto pubblico, premiati ed organizzatori, ha confermato la realtà di una Milano sempre viva, propositiva, operante e…vincente.

 
Famiglie                  d’Italia
 
Umberto Napolitano

Buona domenica con il ritorno di Valentino Rossi

aprile 11, 2010

Di solito questo blog non si occupa di avvenimenti sportivi, essendo l’argomento ampliamente trattato ovunque; tanto più che, in un mondo dominato da interessi e ” favoritismi “, lo sport riesce in rari casi a far emergere il reale valore dell’atleta, così come nel Calcio ( sempre più imbruttito da scandali e inchieste ), nel Ciclismo ( dove l’ombra del doping non tende a dissolversi ), nella Formula Uno ( dove la tecnologia esasperata ha trasformato il tutto in una noia ancor di più esasperata ), etc., tanto per ricordare gli sport più famosi. … Un eccezione, però, mi sorge spontanea quando il protagonista diventa Valentino Rossi: uno dei pochi in grado di fare la differenza da solo, indipendentemente dal mezzo che cavalca e che, in ogni caso, riesce sempre a migliorare fino a renderlo imbattibile. (more…)

Perchè si festeggia la Pasquetta

aprile 5, 2010

Così come ho fatto per il giorno di Santo Stefano, il giorno successivo al Santo Natale, anche per il Lunedì dell’Angelo, o Pasquetta, sono andato a cercare su ” san ” Google informazioni a riguardo e, come al solito, grazie a Wikipedia ho ottenuto le risposte che desideravo e che vi riporto fedelmente.

(Annibale Carracci- Le pie donne al sepolcro)

Festa religiosa

Il Vangelo racconta che Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e Giuseppe, e Salome andarono al sepolcro, dove Gesù era stato sepolto, con degli olii aromatici per imbalsamare il corpo di Gesù. Vi trovarono il grande masso che chiudeva l’accesso alla tomba spostato (more…)

Delitto e castigo: dal 3 aprile alla Torre Vecchia di Albenga

marzo 31, 2010

Oggi ho deciso di rimandare ogni ulteriore commento ai risultati politici dell’ultima tornata amministrativa in attesa di ascoltare e conoscere prima tutto ciò che i media diffonderanno ancora. Di una cosa, però, rimango convinto: purtroppo, chiunque le cui sorti dipendano principalmente dagli umori o dalle qualità operative – positive o negative – di coloro preposti al governo, è soggetto quasi sempre a convivere con compromessi e soprusi giornalieri che rappresentano, in qualche modo, la continuazione delle infinite ”  torture “, fisiche e psicologiche, che il più debole ha dovuto subire nel corso di secoli e dei millenni. Non mi dilungo nella  ” polemica “, ma da essa colgo spunto per annunciarvi un’interessante iniziativa del Comune di Albenga e della ArcadiaCooperativa che il 3 aprile prossimo, in collaborazione con l’ARS ( Associazione Ricercatori Storici ) ed il suo Presidente, Alberto Moroni, inaugurerà una mostra dedicata ai più terribili strumenti di tortura, in un percorso a ritroso nel tempo. Cliccando sul link volantino Delitto e castigo potrete trovare in tutte le informazioni occorrenti: consiglio a coloro che si troveranno nelle vicinanze o che potranno permettersi un giorno di evasione dalla routine quotidiana di fare un salto ad Albenga, cogliendo l’occasione per riflessioni ulteriori sulla complessità dell’esistenza umana, nella quale convivono crudeltà ed amore, figli di un’irrazionalità, per lo più, inconcepibile.

Famiglie            d’Italia

Umberto Napolitano

Il primo lunedì di primavera…

marzo 22, 2010

E’ stato un inverno interminabile, un inverno ” vecchia maniera “, di quelli che  da un po’ non si vedevano. Tanta neve e un freddo a volte glaciale. Anche dal punto di vista politico l’inverno non è stato clemente: il gelo, accentuatosi fra le fazioni contrapposte in attesa dell’ultima sfida elettorale, ha fatto sì che il sangue di noi elettori abbia dovuto sottostare a bufere interminabili, per giunta rese più difficoltose dalla mancanza di indumenti adeguati per una difesa più consona alle problematiche dei nostri fondali invasi e martoriati. E sì, i nostri politici nelle loro dispute infinite non si sono preoccupati minimamente degli enormi disagi con i quali abbiamo dovuto convivere nostro malgrado, e ci hanno tartassati giornalmente, ora dopo ora… minuto dopo minuto.

Oggi è il primo lunedì di primavera e solitamente gli animaletti nei boschi e nelle campagne escono felici dalle loro tane per unirsi ai garruli trastulli degli uccelletti inneggianti alla nuova stagione: vorremmo poterlo fare anche noi, anche se la stagione nuova si presume possa arrivare solo dopo il 30 marzo. Chissà che a giochi elettorali fatti Berlusconi e Bersani non trovino il modo per giungere finalmente ad una tregua costruttiva che ci ridoni un po’ di serenità e magari anche qualche buona legge: c’è troppo disordine per non pretendere una scopa condivisa che faccia un po’ di pulizia e renda l’aria meno irrespirabile e l’Italia più vivibile.

Famiglie        d’Italia

Umberto Napolitano

Una preghiera per Alessandro, vittima della follia

marzo 21, 2010

 ” Povero piccolo, povera vittima innocente di una follia umana senza limiti e contagiosa. Una follia che ci accerchia, ci sovrasta, ci angoscia… ci disconnette fino a trasformarci in mostri orrendi, in demoni senza anima e senza Dio. Una follia che, come un virus, si diffonde ovunque partendo dall’alto, dalle istituzioni… e scendendo fino a depositarsi nei ghetti più oscuri, dove la disperazione e la noia investono gli ultimi spiccioli nelle droghe più schifose ed alienanti per uccidere lentamente ogni corpo e ogni mente.

Povero Alessandro, questa domenica chiederò al Signore di farti raggiungere dalla mia preghiera e da tutte quelle che con amore e cristiana sincerità ti saranno offerte, affinché tu non possa sentirti solo in questo passaggio dalla terra al cielo, verificatosi troppo presto, e che ti ha strappato violentemente all’amore di una madre impazzita, il cui rimorso e dolore nessuna pena e conforto terreni potranno mai lenire. Buona domenica, piccolo… e che tu possa dolcemente rinascere in Dio. “

 

( Nella foto l’iimmagine del piccolo Alessandro morto a 8 mesi lunedì notte scorso a Nervi, mentre reclamava la sua pappa, a seguito delle sevizie e delle violenze che si presume gli siano state inferte dalla madre Caterina Mathas e dal di lei compagno Giovanni Antonio Rasero, entrambi sotto effetto di stupefacenti )

Famiglie       d’Italia

Umberto Napolitano

Colores de Madre: Venezuelala e Cavenago di Brianza uniti nell’amore per l’arte

marzo 12, 2010

 Tra Famiglie d’Italia, il comune di Cavenago di Brianza ed il Consolato in Milano della Repubblica Bolivariana del Venezuela sono nati ormai da tempo un bel feeling ed una reciproca collaborazione, per cui ci si incontra spesso per vivere insieme momenti ed iniziative culturali importanti, come quello di sabato scorso, 6 marzo, che ha visto l’inaugurazione di una stupenda mostra fotografica dedicata alla donna ed al miracolo della sua maternità. Teresa Carreño, l’autrice delle opere presentate, è nata a Caracas nel 1965. Dal 1990 risiede a Milano ed i suoi reportage sono stati pubblicati sui maggiori quotidiani e riviste  internazionali, tra cui uno sulla guerra nella ex Jugoslavia, il Kosovo, e sulla campagna delle Women Black di Belgrado contro la guerra. Le sue fotografie esprimono uno sguardo personale verso i comportamenti sociali, dei quali vengono evidenziati temi attuali quali quelli riguardanti la crisi dell’istituzione famigliare e le difficoltà di integrazione nella società multietnica. (more…)

Giacomo Carone: intervista ad un giovane imprenditore

febbraio 25, 2010

 Io, solitamente, pubblico pochi commenti preferendo rispondere personalmente a tutti, via mail. Non so perché, ma è una scelta editoriale che ho adottato fin da principio per evitare ( come accade in vari blog ) probabili e dispiacevoli discussioni fra alcuni lettori di idee contrapposte che sfociano a volte in liti spiacevoli con abuso di scambio di termini volgari. Faccio eccezione per alcuni, quando gli interventi sono educati e mirati, come quello di Giacomo Carone, un giovane imprenditore di Mezzocorona ( Tn ), il cui commento potrete leggere in calce al post di ieri. Per dimostrargli il mio gradimento, pubblico una sua intervista che ho scovato su Google. (more…)

Da Sanremo 2010 tanta voglia d’amore e, perché no, di più… Italia

febbraio 21, 2010

Si sono da poco spente le luci del palcoscenico dell’Ariston di Sanremo e l’astronave è decollata portandosi con se la vera mattatrice e vincitrice di questa sessantesima edizione del Festival: Antonella Clerici. E con lei è decollata l’immagine più chiara, anche più di quella sottolineata dal brano di Pupo e Emanuele Filiberto, dell’italianità più spontanea e semplice, accomodante e decisa, attenta, mai drammatizzante e per questo vincente. L’italianità del sorriso e della tradizionale ospitalità, in grado di metterti sempre a tuo agio e di farti sentire non solo spettatore, bensì protagonista presente e partecipe di un avvenimento tanto atteso ed importante come il Festival di Sanremo. (more…)

Festival di Sanremo 2010… un breve commento

febbraio 17, 2010

Futuristica ed accattivante la scenografia, ” scoppiettante “, come definita dalla maggior parte della stampa, l’apertura con l’intervento di Paolo Bonolis e Luca Laurenti; un déjà vu che ha rappresentato una specie di collegamento con l’edizione dell’anno scorso. Simpatica e sciolta Antonella Clerici, volutamente ” baraccona” e leggermente goffa nel muoversi su delle scarpe con tacchi forse troppo alti per lei. Discreti gli ospiti, da Susan Boyle al giocatore Antonio Cassano ( ? ), con ” chiusura in bellezza “, come definita da Repubblica, di Dita von Teese ed il suo spogliarello all’antica in una coppa di champagne ( ??? ), ovvero fenomeno, calcio e sesso, per non scontentare nessuno… e le canzoni?… beh, quelle per lo più fantasmi, come fantasma la giuria che le ha scelte insieme agli interpreti. La mia non è una critica gratuita o di parte, ma solo la triste constatazione di come la selezione di una manifestazione così importante venga affidata ad un unico ” giudice ” con risultati,  che  da anni sono più che  evidenti.

Ma Sanremo è Sanremo e dobbiamo accontentarci perché, evidentemente, è  il massimo che ci meritiamo… sia come pubblico sia come artisti.

Umberto Napolitano

Famiglie d’Italia

Le sorprese ” pro-life ” di Aldo Giovanni e Giacomo

febbraio 3, 2010

 

Il  mio amico Andrea tutti i giorni mi invia delle mail con argomenti con i quali aggiorno la pagina di ” Movimento per la vita “. L’articolo di oggi, a firma di Carlo Bellieni e pubblicato su Avvenire, mi è parso meritevole di essere riportato come post odierno: sono sulla sua stessa linea di pensiero e non avrei saputo esprimerla meglio. Buona lettura da Umberto Napolitano e Famiglie d’Italia (more…)

A Milano si fa… con ESAE srl e Famiglie d’Italia

gennaio 20, 2010

Come vi avevamo preannunciato qualche giorno fa, da domani l’impegno della nostra Associazione comincerà ad aggiungere alle parole anche  fatti concreti ed iniziative intelligenti.

ESAE srl, Spin-off dell’Università degli Studi di Milano e FAMIGLIE D’ITALIA sono  lieti di
invitarva a partecipare al Convegno
 “A MILANO SI FA”
 il giorno 21 gennaio dalle ore 14,00 alle 20,00
 presso l’Aula Magna della Facoltà di Agraria in Via Celoria 2,  Milano

“A MILANO SI FA“
il giorno 22 gennaio 2010, dalle ore 18.00 alle ore 23.00
presso il Palazzo Rasini Salone di Apollo, Piazza Libertà, 18
  Cavenago di Brianza (MB)

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Avatar, un film da vedere in famiglia per imparare insieme

gennaio 18, 2010

Avatar è un film bellissimo con il quale James Cameron batterà anche se stesso, sia come incassi sia, probabilmente, come numero di oscar vinti. Consiglio di andarlo a vedere indossando, invece che gli occhiali a 3d, l’abito più candido da offrire alla propria  coscienza per predisporla a fare ammenda a nome dell’umanità, una volta per tutte, per lo scempio indiscriminato che ha fatto di sé e di madre natura dalla sua creazione fino a oggi, e tutto questo per assecondare sempre e solo gli effimeri interessi di pochi grandi burattinai, nonché sanguinari speculatori. (more…)

Un giorno di silenzio in ricordo delle vittime del terremoto ad Haiti

gennaio 15, 2010

Di fronte a tanta disperazione e distruzione il blog tace in segno di rispetto e di dolore. Invitiamo ognuno ad offrire  il proprio piccolo contributo chiedendo fermamente, però, che il raccolto venga distribuito onestamente e tutto da parte di chi avrà il compito di gestirlo.

Famiglie d’Italia

Umberto Napolitano

Perché il 26 dicembre si festeggia Santo Stefano

dicembre 26, 2009

E’ una domanda che in molti si sono posti e di cui pochi conoscono la giusta risposta. Considerato da sempre il giorno in cui si fa  visita ai parenti, è una festa nazionale, oltre che in Italia, anche in Austria, Germania, Irlanda, Danimarca, Catalogna, Croazia, Serbia, Montenegro e Romania. Nel Regno Unito, Australia, Nuova Zelanda e Canada si celebra invece il Boxing Day  ( Festa della buona volontà e dei regali alle persone meno abbienti ) che la maggior parte degli anni coincide con la festa di Santo Stefano, dato che si celebra il primo giorno dopo Natale, a meno che non sia domenica, quindi o il 26 o il 27 dicembre. La ragione di questo giorno festivo non è da ricercare nell’importanza del primo martire del Cristianesimo, ma perché è l’indomani di Natale: allunga quindi le festività natalizie per solennizzare ancora di più la festa della nascita del Salvatore… ma chi era  Stefano?

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Che la Stella di Natale guidi la nostra politica sulla via della ragione

dicembre 24, 2009

” Quando Gesù fu nato a Betlemme di Giudea ai tempi del Re Erode, ecco apparire dall’Oriente a Gerusalemme alcuni Magi, i quali andavano chiedendo dove fosse nato il Re dei Giudei, perché, dicevano, avevano visto la sua stella al suo sorgere ed erano venuti ad adorarlo. Allora Erode, accolti segretamente i Magi, si informò accuratamente da loro circa l’epoca in cui la stella era apparsa. Udito il re, essi partirono ed ecco, la stella che avevano visto al suo sorgere, apparve di fronte a loro, finché si arrestò sul luogo dove stava il Bambino “. Matteo (II, 1-2)… E da allora In ogni presepio del mondo, come su quello che mentre scrivo sta allestendo mia moglie, sopra la grotta dove nasce il bambino Gesù o sulla punta di un albero di Natale, splende l’immagina della stella cometa, la stella di Natale (more…)

Da Copenaghen un messaggio di speranza

dicembre 8, 2009

Da Copenaghen, o Copenhagen come si legge sui manifesti danesi, sembrano arrivare messaggi positivi: Washington finalmente ammette che i gas serra inquinano e la Cina chiede ai “Paesi sviluppati” presenti alla conferenza sul clima in corso di “dimostrare la loro sincerità e la loro volontà politica con impegni concreti e trasferimenti di tecnologia ai Paesi più poveri”.

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Famiglie d’Italia approfitta del ponte e va in vacanza

dicembre 6, 2009

Famiglie d’Italia Questo blog, a meno che non accada qualche fatto eclatante, ha deciso di prendersi qualche giorno di vacanza e di riflessione… i giorni del ponte. Tanto fra ” No B day “, talk show e tg, l’eterna querelle che vede Berlusconi contro tutto e tutti e viceversa non rischia di perdere l’ ” attenzione ” dovuta. Tutto ciò è terrificante e sarà il tema principale della mia riflessione. Riflessione che renderò pubblica nell’articolo del prossimo 9 dicembre, il giorno dopo la festa dell’Immacolata. Buone vacanze.

Umberto Napolitano

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8 novembre 2009, una domenica per meditare

novembre 8, 2009

Estratto da una e-mail  ricevuta dal Movimento Per La Vita . La Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha “deliberato” che si tolga il Crocifisso dalle aule scolastiche, facendo suscitare legittime opposizioni e prese di posizione contrarie e furenti. Togliendo il Crocifisso si elimina la ragione. Ecco come lo dimostrò Gilbert Keith Chesterton nel libro La sfera e la croce, mettendo a confronto il Professor Lucifero ed il monaco Michele.

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Buona Domenica 20 settembre 2009

settembre 20, 2009

Come abitudine saltuaria, la domenica questo blog a volte approfitta per riposare. Per un giorno nulla da aggiungere a quanto già detto, se non invitarvi ad una giornata di relax e di serena meditazione indipendentemente dalla marea di problemi che ci assillano. (more…)

INTERVISTA ESCLUSIVA A: MARIALUCIA GALLI

settembre 15, 2009

I libri sono  il riassunto della vita e delle esperienze degli autori, scrittori; che prendono spunto dalle emozioni del vissuto, e le plasmano in prosa, regalando ai lettori il succo, pura essenza, di vita vissuta, o solamente immaginata. Nella cornice esclusiva di Cavallo2000, sono riuscito ad intervistare una amazzone, che oserei definire “platoniana”, un succo di amore e conoscenza dell’uomo e del cavallo. Sarà che amo leggere, e ho la curiosità di voler capire, approfondire, conoscere; ma credo di non essere molto diverso da altri cavalieri. Ho avuto il privilegio di conoscere questa donna, dottoressa, proprietaria della conoscenza di due materie diverse e complesse, nelle quali è laureata: psicologia e filosofia. Un emblema ed una risorsa per tutti, cavalieri e non.

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Sssss…

settembre 2, 2009

Sssss…sto meditando… beh, ho viaggiato tutto il giorno guidando da Vibo Valentia a Desenzano del Garda, dove risiedo. Undici ore continuate, sono appena entrato in casa e sono corso al computer… undici ore di solo musica radiofonica, senza radio giornali, in isolamento totale. Ho frugato nel mio ” io “; ho meditato sul prossimo da farsi, specialmente per ciò che  riguarda la nosra Associazione  Famiglie d’Italia… (more…)

Buona domenica di fine agosto

agosto 30, 2009

codaLa maggior parte dei vacanzieri italiani oggi è incolonnata nel traffico del lento rientro a casa. Non è stata un’estate serena a livello politico, conseguenza di una primavera turbolenta, e che un po’ ci ha avvelenato le tanto sospirate ferie. Chissà cosa ci riserverà l’autunno. Ma oggi non ho voglia di spingermi oltre, rimandando il tutto a domani. Non sarà un rientro euforico per i milanisti surclassati dai cugini interisti, del resto era un po’ prevedibile, come, purtroppo, era prevedibile, prima o poi, il primo caso grave della famigerata influenza AH1N1. Le condizioni del giovane ventiquattrenne di Monza nelle ultime ore sono leggermente migliorate. Ci aggiungiamo alle preghiere dei genitori affinché si riprenda completamente. E con questo augurio è naturale aggiungerci per chiudere bene un, tutto sommato rasserenante, buona domenica.

Umberto Napolitano

15 agosto 2009: buon ferragosto e basta!

agosto 15, 2009

Stanotte, colto da un  ” raptus di la tua ” ho pubblicato un articolo sulle mie considerazioni riguardo alle recenti affermazioni dello scrittore Giorgio Bocca oggetto di feroci polemiche nazionali: ebbene, ero caduto anch’io nella trappola tendente ad amareggiare anche un giorno così ” festoso ” come quello di ferragosto… Ho deciso, perciò, di cancellare l’articolo in questione. Del resto, ognuno è responsabile delle proprie affermazioni, specialmente in rapporto alla risonanza causata dalla propria notorietà ed importanza storica. Non è certo un articolo di un blog come quello di Famiglie d’Italia che possa aggiungere o togliere qualcosa… per cui, chiedo scusa di questa mia marcia in dietro, ma ho deciso che, almeno ogni tanto, è meglio sorvolare che aggiungere ulteriore benzina su un rogo già di per se devastante. (more…)

Confermo: il 12 agosto ha scalzato il 10 dal primato di stelle cadenti

agosto 12, 2009

Sono appena rientrato in casa dopo una serata passata col naso in su a caccia di stelle cadenti: dalle 23 alle 24 ne ho contate ben dodici, ed un paio belle grosse. Il 10, nella notte di San Lorenzo, in due ore e mezza ne avevo viste appena due ( quattro con le altre due segnalate dal mio amico Giovannino ). Questo conferma quanto anticipato dai tg, e cioè che il mondo sta proprio cambiando… speriamo in meglio!

Umberto Napolitano

Senza tregua

agosto 9, 2009


satira
La politica dell’odio non si ferma neanche d’estate: noi sì!…Oggi nulla da aggiungere a tutte le vergognose ingiurie che i nostri parlamentari si sono scambiate ieri… preferiamo andare sulla spiaggia a farci un bagno per rinfrescarci il corpo e l’anima. A domani.

Famiglie d’Italia

Buona domenica e buone vacanze!

agosto 2, 2009

2 agosto 2009… e molti di voi stanno ancora viaggiando, alcuni sono stravolti a letto a causa dell’esodo… altri a causa del  mancato esodo… per cui relax assoluto e niente coinvolgimenti politici o altro… solo spazio per voi  e per i vostri  cari, per cui… dal più profondo del cuore, anche per quelli rimasti a casa perché oggi, in ogni caso, è domenica… e domenica, è sempre domenica!

BuoneVacanze

Famiglie d’Italia

Umberto Napolitano

12 luglio 2009, Buona Domenica

luglio 12, 2009

La domenica è per la maggior parte di noi un giorno sacro e dedicato al risposo, all’attenzione alle persone che amiamo, a sistemare qualche problemino casalingo trascurato per mancanza di tempo, ad una buona mangiata, ad un buon film… insomma a qualsiasi attività che si differenzi dalla routine giornaliera della settimana. (more…)

Un silenzio discreto su Michael Jackson

giugno 29, 2009

michael jQualcuno mi ha chiesto perché non è stato accennato nulla sulla morte di Michael Jackson, neanche la notizia, un minimo commento… allora dovrei aggiungere anche Farrah Fawcett, Heath Ledger ( il Joker dell’ultimo Batman ) e tanti altri ancora. Tutti miti che in qualche modo hanno rappresentato momenti ed emozioni della nostra vita. (more…)

Buona Domenica, 21 giugno 2009

giugno 20, 2009

buona Questo è il solito augurio di fine settimana che io, attraverso la mia famiglia preferita, la famiglia Leoni ( siamo amici ed è un po’ che non la nomino), estendo a tutte le famiglie d’Italia. Auguro a ognuno di rilassarsi e di non dimenticarsi di fare il proprio dovere elettorale. Per quanto concerne il referendum, non ci siamo schierati come nostra abitudine. La nostra non è un’Associazione politica ed ogni scelta viene lasciata alla personale interpretazione.

Per Famiglie d’Italia, Umberto Napolitano

Fare Ambiente: lavori in corso a Milano e Roma

giugno 16, 2009

romeo la pietraCome ben sanno gli amici di Famiglie d’Italia, tra la nostra Associazione e quella di Fare Ambiente è in essere da tempo un protocollo di intesa che fa sì che le due attività a favore della collettività si completino con iniziative comuni allo scopo di operare al meglio su un  territorio italiano  monitorato e salvaguardato con più attenzione. (more…)

” Calabria che lavora ” un premio prestigioso per un’ Italia all’avanguardia

giugno 14, 2009

Sono in viaggio, di ritorno dalla Calabria; esattamente da Vibo Valentia, dove ieri sera, all’Hotel Lido degli Aranci, ho partecipato come ospite ad una  grande serata di gala intitolata ad uno dei premi più  prestigiosi ed importanti della regione e dedicato, in particolare, agli imprenditori che si sono affermati a livello internazionale con i loro prodotti. Sto parlando del premio ” Calabria che lavora “, ideato e condotto dal noto manager artistico Franco Buccinà. Durante la premazione si sono alternati sul palcoscenico ospiti illustri, tra i quali, su tutti,  l’affiatata coppia nazionale Carmen Russo ed Enzo Paolo Turchi, nonché il  filosofo calabrese Bruno Gallo, conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo… Buona domenica!

Umberto Napolitano

 

Forse bonaccia: ritorniamo a parlar di politica

giugno 1, 2009

Mare piatto, forse ci siamo: le ultime rivelazioni di Libero potrebbero aver puntellato definitivamente gli attacchi scandalistico-familiari alla leadership nazionale, sancendo una specie di pareggio fra Veronica Lario e Silvio Berlusconi; lei ha l’amante e il Premier al massimo si consola, ma senza eccedere. … (more…)

Buona domenica, 31 maggio 2009

maggio 31, 2009

Proponendovi la foto a lato, immagino che il ” raggio di sole ” , donatoci  ieri dal nuovo amico Stefano, abbia squarciato in qualche modo l’ammasso di fosche nubi che  si addensano sul popolo italiano a causa delle intemperie provocate dal continuo belligerare dei suoi condottieri. Uno squarcio che ha formato la figura di un cuore, per ricordarlo a chi lo ha riposto da tempo in qualche recondito cassetto. (more…)

Buona Domenica 24 maggio 2009

maggio 24, 2009

Come è nostra abitudine, ogni tanto, approfittiamo della domenica per concedere anche al blog un giorno di vacanza. Occorre per riordinare le idee e, soprattuutto, per fare un riepilogo dei fatti accaduti ed organizzare nel modo migliore la settimana che verrà. Per cui, come da titolo: Buona domenica a tutti!

Mediterraneo in Piazza: al Pala Sharp gli anni 60/70

maggio 22, 2009

Domani venerdi 23, oggi per chi legge, il Pala Sharp di Milano si vestirà dei colori romantici dei favolosi anni 60/70. Mediterraneo in Piazza, con la collaborazione di Famiglie d’Italia, attraverso il sottoscritto che ha contattato un po’ di amici di vecchia data, è riuscito a riunire un cast di tutto rispetto: (more…)

Ore 17: la Famiglia Leoni alla Vita in Diretta

maggio 22, 2009

Oggi la Famiglia Leoni, alle ore 17 sarà ospite, su Rai 1, alla Vita in Diretta. E’ la mia famiglia preferita perché, benché la numerosa prole, 10 figli, è riuscita, in qualche modo, a porre un rimedio alle evidenti difficoltà di sopravvivenza scegliendo la via del ” darsi da fare ” invece di quella del piangersi addosso e chiedere assistenza. (more…)

Come le ragioni di Massimo D’Alema

maggio 21, 2009

Ultimamente mi arrivano delle mail nelle quali qualcuno mi chiede ” ma da che parte stai ? … a volte sembri tanto di destra, altre un po’ più di sinistra…forse non hai le idee chiare… ” etc. Allora, una volta per tutte, cercherò, umilmente, di fornire delle risposte cercando di essere chiaro e di togliere ogni dubbio, anche se preferirei dare meno  risalto e importanza sul piano personale. (more…)

Mediterraneo in Piazza: per disintossicarci per qualche giorno dai veleni politici

maggio 20, 2009

Questa è l’immagine della nostra politica, ogni giorno, ogni ora..ogni minuto. Maledette elezioni che non riescono mai a coincidere tutte in una volta, se non nello stesso giorno, almeno nello stesso mese: avremmo la possibilità di passare 5 anni sereni e vedere i nostri politici concentrati solamente a risolvere i nostri problemi e a permetterci un futuro dignitoso da consegnare ai figli. E invece no! Prima le veline di Berlusconi ( e il litigio con  sua moglie Veronica Lario), poi le fatture di Di Pietro ( tenute al fresco da qualche anno ), e adesso il caso Mills ( del cui esito  si sapeva da tempo per scandalizzarci adesso ) e domani…chissà cos’altro ancora. Io, domani, sto scrivendo prima che cominci Porta a Porta, sarò a Milano a presenziare alla conferenza stampa di Mediterraneo in Piazza, manifestazione che prenderà il via il giorno dopo al PalaSharp di Lampugnano offrendo ai visitatori dieci giorni di spettacolo e tutto ciò che di meglio rappresenta la cultura mediterranea dal cibo al turismo. Una manifestazione a cui Famiglie d’Italia ha aderito offrendo il proprio patrocinio con collaborazione ed iniziative di cui vi terrò informati: per ora vi invito a visitarne il sito cliccando su   http://www.mediterraneoinpiazza.eu.

Umberto Napolitano

Padre Michele Piccirillo e Giovan Battista Massolini Un sodalizio all’insegna dell’ amicizia, della spiritualità e della cultura nel ricordo di un amico di entrambi

maggio 14, 2009

michele 1Ricordare Padre Michele Piccirillo solo come un Frate Francescano è certamente molto riduttivo. Ricordo, è vero, che ripeteva spesso la frase “ sono solo un umile frate di Terrasanta”. Per quanto io possa rimembrare, tuttavia, la figura di Padre Michele di umile ha poco. Professore di Geografia e Storia Biblica presso lo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme, direttore del Museo Archeologico dello Studium, direttore della Missione Archeologica della Custodia di Terra Santa al Monte Nebo in Giordania (che riteneva la sua casa e proprio per questo quì giacciono le sue spoglie mortali), autore di pubblicazioni scientifiche in Italiano, inglese, francese e arabo padre Michele era una persona speciale. Proprio al Nebo nacque tanti anni fa un amicizia forte con un uomo, un imprenditore Bresciano, Giovanbattista Massolini.. .. mio padre.
Qualche settimana fa, nel corso di una commemorazione in ricordo di padre Michele tenutasi all’Università di Isernia, l’amico Giampietro Rigosa, presidente dell’ “Associazione Culturale Giovanbattista Massolini”, ha voluto ricordare cosi un trascorso di collaborazione e amicizia tra due uomini che ha coinvolto anche tanti altri amici e familiari. Nel ringraziare Giampietro per come ha
ricordato e raccontato questa storia, vorrei condividerla con tutti voi. La ricerca della spiritualità percorre molte vie; a tutti noi comprendere quale seguire

Massolini Mario 14/05/2009 (more…)

Fare Ambiente giovani: tre giorni di festa e di cultura

maggio 10, 2009

Dopo tre giorni vissuti magnificamente nella stupenda cornice che il golfo di Salerno è in grado di offrire a chiunque ne goda il privilegio di un incontro, sono in partenza per rientrare nella nostra sede bresciana. Rientro con una valigia carica di nuove e piacevoli esperienze, nonché opportunità e notizie da relazionarvi, che metterò in ordine in modo da presentaevele nel giro di un paio di giorni. (more…)

Buon 1° maggio 2009

maggio 1, 2009

Oggi è una  giornata di festa dedicata veramente alla totalità dell’umanità: è la festa di tutti. Perchè dal momento che veniamo al mondo comincia il nostro  impegno di vivere, che è il lavoro principale e che  ci vede coinvolti tutti in maniera eguale… (more…)

Buona Domenica 26 aprile 2009

aprile 26, 2009

Oggi il blog fa festa insieme a voi: vi auguriamo una domenica di riposo e di serenità con i vostri cari e le cose che più vi appassionano. A chi ha del tempo da dedicare alla lettura, consigliamo di leggere gli articoli da noi editati durante la settimana. Le rubriche dedicate alle news riprenderanno da domani. Famiglie d’Italia

Notizie flash: Espedito De Marino con Katia Ricciarelli

aprile 19, 2009

Espedito De Marino è uno dei grandi della musica napoletana, per anni accompagnatore e coadiuvatore di Roberto Murolo. Oggi si dedica con la stessa professionalità e coerenza alla vita politica. Di lui preparerò al più presto un profilo.Oggi pubblico un suo comunicato. (more…)

Buona Domenica, 19 aprile 2009

aprile 19, 2009

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Famiglie d’Italia

Abruzzo, l’Italia piange i morti:i funerali delle vittime del terremoto

aprile 10, 2009
leggi l'articoloIn questo momento, ore 11 del 1o aprile 2009, come evidenziato da TgCom, del quale riprendo il titolo,si stanno svolgendo i funerali di Stato di 205 vittime, in rappresentanza di tutte, del terremoto abruzzese. Famiglie d’Italia partecipa alla funzione religiosa ed al dolore nazionale con la speranza e la certezza che dal sacrificio di questi poveretti nasca il desiderio di rimediare alla superficialità, agli errori di valutazione ed alle speculazioni edilizie di qualsiasi genere, in modo da ricostruire riproponendoci, finalmente, pentiti, rinnovati e coscienziosi nell’adempiere ai nostri doveri.
per  Famiglie d’Italia
Umberto Napolitano

Guida alla solidarietà Terremoto in Abruzzo

aprile 8, 2009

S.O.S. AQUILA

Iniziativa a cui ha aderito Famiglie d’Italia

Kataweb – Consumi » Archivi » Terremoto in Abruzzo, solidarietà e ...

Tutte le iniziative e numeri telefonici per come meglio scegliere ed indirizzare il proprio contributo di solidarietà.

P.S. Le rubriche News scelte per voi riprenderanno da domani.

Cambio di programmazione TV per lutto nazionale

aprile 6, 2009

La trasmissione annunciata su TeleNova (Sky 892) in onda alle ore 2o e 30, nella quale si sarebbe promozionata la festa per la nascita di F DI -Desio, festa programmata per giovedì 9 aprile ore 20,presso l’EuroTaverna di Desio, non è andata in onda per lutto nazionale. E’ stata registrata ed andrà in onda alla stessa ora lunedì 13 p.v., giorno di Pasquetta.

Famiglie d’Italia

Famiglie d’Italia in Tv

aprile 6, 2009

Una piccola notizia promozionale.: questa sera, lunedì 6 aprile, tra le 20 e 40 e le 20 e 50, minuto più o minuto meno, su TeleNova Tv ( Sky 892 ), sarò ospite e canterò un mio vecchio brano col quale partecipai al festival di Sanremo del 1977, Con te ci sto, ma, soprattutto presenterò la Festa di Giovedì 9 aprile p.v. presso l’ EuroTaverna di Desio (Mi), Festa di Famiglie d’Italia, per inaugurare una nuova sede, quella di Desio, per mangiare, ballare, cantare e divertirsi. Interverranno il Maestro Giò Perazzoli, Elisabetta Viviani ( per la gioia dei bambini di tutte le generazioni cresciuti con Heidi ) e, naturalmente, il sottoscritto.Per informazioni / prenotazioni 0362-300046 – 0362-303308.

Umberto Napolitano

Domenica senza news: relax

aprile 5, 2009

Ritorna il campionato di calcio e auguro un buon divertimento agli appassionati, e un sano relax, rigenerante, a tutti gli altri. Il sabato è stato caratterizzato dalla grande manifestazione di Roma indetta dalla Cgil a cui si è accodata gran parte dell’opposizione. I media ne hanno dato il giusto risalto e noi tutti ci auguriamo che porti a qualcosa di costruttivo e propositivo… io, nel frattempo, approfitto per ricordarvi un qualcosa di propositivo immediato e che non vi costa nulla, ma che qualche piccolo beneficio porta al mio caro amico Luca Leoni ( ci conosciamo solo via mail, ma è sufficiente per intenderci ) e la sua piccola famigliola… una moglie adorabile e dieci pargoli. Stanno cercando casa dalle parti di Prato; perciò ripubblico il loro annuncio e i loro blog, ben fatti e ricchi di interessanti iniziative… E se poi volete aiutarli fino in fondo, e vi ripeto che costa ancora meno di nulla, cliccate sui loro sponsor e visitatene i siti e le offerte, perché  hanno il merito di sostenere una famiglia che tanto si industria per affrontare con dignità ogni avversità quotidiana della nostra storia attuale. Un esempio concreto per tutte le Famiglie d’Italia.

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Umberto Napolitano

La nascita del PdL, ma chi è Berlusconi?

marzo 31, 2009

La nascita del nuovo partito PdL. Per tre giorni non si è parlato d’altro: per commentare mi sono preso un giorno in più di riflessione. Mio dovere sarebbe stato quello di fornirvi un’analisi vista da un punto di vista dell’Associazione che  presiedo… ma, ad un certo punto, mi sono detto che forse era troppo presto per poter aggiungere qualcosa di interessante o di diverso ai fiumi di immagini e di commenti piovutici addosso, per cui mi è parso giusto, anche se rischioso, avventurarmi in qualche considerazione più personale che di rappresentanza.

Onestamente, all’inizio, non è che Berlusconi mi fosse troppo simpatico. Le mie ideologie politiche si erano spente con lo scandalo di tangentopoli e con la scomparsa di molti punti di riferimento, quali per me, per esempio, il PSI…quello di Bettino Craxi. Nel Partito di Craxi ero riuscito a far convivere i miei ideali di socialità e di diritti a pari opportunità per i meritevoli, con quelli di cristiano convinto per appartenenza e spiritualità interiore. Dopo tutto lo schifo emerso, con colpevoli di serie A e colpevoli di serie B, l’estinguersi di chi colto con le dita nella marmellata e il farla franca di chi la marmellata non aveva bisogno di rubarla riuscendo ad ottenerla di nascosto, la mia voglia di politica si era completamente esaurita. Quindi, l’arrivo di Berlusconi non mi aveva interessato più di tanto, anzi…addirittura mi pareva di intravedere nella forma delle sue orecchie un qualcosa di assomigliante al diavolo: ma con tutti i soldi che aveva cosa gli fregava entrare in politica?…forse davvero per difendere i propri interessi e giochi?… e tutte le accuse e gli attacchi che leggevo sui giornali mi convincevano della validità delle mie sensazioni. Però, stranamente…quando lui non era al governo e quindi, più vulnerabile, ecco che per magia tutti gli attacchi si placavano, i conflitti di interessi passavano in secondo piano. Mistero!… ancor più mistero il riaffiorare il tutto, ancora più violentemente, quando rivinceva le elezioni e ritornava alla Presidenza del Consiglio… E allora?… Ho cercato di cominciare ad osservarlo da un altra ottica; non più come cittadino che da lui si attende la luna, ma come essere umano che cerca di capire la cosa che più può favorevolmente  attrarti ed influenzarti positivamente di un individuo. Ed ho capito  ciò che di lui ha fatto centro nella fantasia degli italiani.

Berlusconi rappresenta per i più ciò che avrebbero voluto fare e non  sono riusciti a…fare. Creare un impero dal nulla, magari anche fra  intrallazzi ed azzardi, ma, in ogni caso, con maestria e capacità intuitive notevoli. Berlusconi rappresenta anche chi non si arrende e non si ferma davanti a qualsiasi avversità, ma si rimbocca le maniche, spreme le meningi e si rimette in moto. Oddio, Berlusconi rappresenta anche parecchi difetti, come quello di autostimarsi in maniera eccessiva e di sentirsi il verbo di verità inconfutabili, come nell’intimo credo della maggior parte di noi italiani… sì, …di noi italiani. Ecco, Berlusconi rappresenta proprio l’italiano per eccellenza nel mondo, scuro di capelli, non tanto alto ma piacevole ed intraprendente con le donne, deciso quanto basta, ma anche capace di schernirsi con l’autoironia del non prendersi troppo sul serio, amante della famiglia ma a volte birichino e bugiardello, ma sempre pronto a rimediare con una scusa… capace nell’aggregare e nel mettere tutti d’accordo nella propria compagnia, insomma… un capogruppo, un condottiero.

Ecco perché  Berlusconi funziona, perché è in grado di fare da collante fra aspirazioni e debolezze altrui. Ha creato Forza Italia, ha tirato dalla sua parte alleati vari, li ha affascinati, indottrinati, convinti…assimilati. Ed è nato, quasi per gioco, allegramente, con qualche piccola apprensione ed incomprensione subito fugate, un partito di una forza prorompente, perché ricco di componenti, molti dei quali giovani ed ambiziosi,entusiasti del progetto ed arrembanti come i giovani che escono dalle convention sollecitati dai grandi manager… Il PdL, il Partito della Liberta, è un partito nato da un progetto manageriale e come tale dà l’impressione di potersi affermare ed espandere ancor di più.

Per quanto riguarda il progetto che unisce i componenti della mia associazione, Famiglie d’Italia, ci auguriamo tutti che anche il Partito Democratico, col suo leader Franceschini, prenda esempio da tanto successo per analizzarsi, rinnovarsi e ripartire… Personalmente, però e in conclusione, mi sento di affermare che tanto contagioso ottimismo in fondo non mi spiace del tutto, anzi!… esssendo io uno dei primi ad affermare che quando ci si sveglia al mattino e ci si mette in moto per una nuova giornata, è preferibile farlo, dati i tempi, sentendosi almeno dentro… positivi… gioiosi…entusiasti!!!

Umberto Napolitano

E’ Nato il PdL…ne parliamo domani

marzo 30, 2009

 

E’ stato un fine settimana con gli occhi puntati quasi esclusivamente sul congresso di Roma che ha sancito ufficialmente la nascita del nuovo partito PdLPopolo della Libertà, partito partorito dalla fusione di Alleanza Nazionale con Forza Italia… Come spesso è mia abitudine, prendendomi così il tempo per una riflessione serena, preferisco rimandare i commenti al giorno dopo, per cui vi dò appuntamento a domani. Grazie per l’attenzione.

Umberto Napolitano

Bentornata, primavera

marzo 22, 2009

Oggi niente news, niente articoli, una domenica di riposo per rilassarsi con i propri cari e festeggiare il ritorno, ieri, della stagione del risveglio, dei buoni propositi, delle grandi rivincite: Buona primavera a tutti!

 Umberto Napolitano per Famiglie d’Italia

 

                            

 

 

 

Genitori a scuola

marzo 17, 2009

Ieri sera, alle 20 e trenta, presso l’istituto Pasquale Agazzi di Brescia si è svolta una lezione speciale di un corso ancor più speciale. Un corso dove sui banchi di scuola si sono seduti i genitori per seguire attenti la lezione di una professoressa unica, anima ed ideatrice del progetto ” Genitori a scuola “. Sto parlando di Nice Bonomi, meglio conosciuta come dottoressa Takipirina, esponente ai massimi livelli della clownterapia. Non voglio aggiungervi altro: domani sera assisterò ad un’altra lezione e vi renderò partecipi di quanto appreso e di quanto in cantiere…solo un po’ di pazienza, perchè il progetto è importante.

Umberto Napolitano

Dio salvi le famiglie dai politici rissosi!

gennaio 26, 2009

Allo scoppiare dell’ennesima inutile polemica ( Berlusconi si lamenta di non poter proteggere con un soldato ogni bella ragazza e Veltroni , che sembra non aspetti altro, replica indignato che con queste battute il premier offende il dramma delle donne  violentate ) una nostra risposta  perentoria su questo blog è doverosa e prevista per ” molto presto “. Nell’attesa, ripubblichiamo un vecchio articolo, uno dei primi, datato 17 novembre, per rimarcare che nel frattempo la solfa non è mai cambiata per cui, a questo punto, il nostro limite di sopportazione sta bettendo tutti i record.

Famiglie d’Italia

satiraUno Juventino e un interista si incontrano in un  bar di Borghetto di Valeggio sul Mincio mezz’ora prima dell’inizio di una partita di calcio, un’amichevole, fra la l’ Italia e la Francia. Lo juventino inneggia alla rinascita della sua squadra dopo la disavventura della discesa negli inferi della serie cadetta e l’interista lo sbeffeggia ricordandogli che questo all’ Inter non è mai capitato e che, in ogni caso, prima che la Juve riviva i fasti antichi dovrà scorrere ancora molta, ma molta acqua sotto i ponti del Mincio. La discussione prosegue, tra uno sberleffo e l’altro, fino quasi a degenerare in rissa, ma per fortuna, ad un certo punto, le note dell’inno di Mameli ricordano ai due contendenti che la partita sta per cominciare… ed ecco, che per incanto, improvvisamente gli animi si calmano. I due si seggono di fronte al televisore, uno accanto all’altro, dimenticano ogni rancore e si uniscono in un tifo ed in un incitamento fraterno: gioca l’Italia! 

Spostiamoci ora in un bar di Roma nei pressi del Parlamento dove due onorevoli un cd ( rappresentante del centro destra ) e un cs ( rappresentante del centro sinistra ) stanno sorseggiando un caffè, scherzando e ridendo come due amiconi di lunga data. I loro animi sembrano sereni: non hanno problemi contingenti che possano turbarne il sonno. Se non interverranno degli eventi straordinari, per i prossimi 5 anni saranno loro risparmiati gli affanni di bollette e di conti da pagare, di rapporti bancari in sofferenza o di attese di buone nuove che non arrivano mai. Dimentichi della appartenenza a differenti ideologie politiche i due, quasi a braccetto, varcano il portone che li introduce nel loro ambiente di lavoro: la Camera dei deputati, il luogo dove ogni giorno gioca l’Italia e con lei il destino di tutti noi.  Il primo raggiunge la sua postazione posta sul lato destro, il secondo, a sua volta raggiunge quella posta sul lato sinistro; entrambi pronti a discutere l’argomento del giorno: è meglio assicurare un uovo quotidianamente nella sporta del cittadino che va a far la spesa o aspettare che questo uovo, si sviluppi e, magari, diventi una bella e grassa gallina ?  I due offrono soluzioni differenti; probabilmente una è migliore dell’altra, ma se passasse subito ne deriverebbe uno scorno dell’altro troppo evidente… meglio contrastare, puntualizzare, obiettare, fare opposizione, alzare la voce, prendere tempo, degenerare in rissa… e il cittadino?…  Che aspetti, lui e  la sua famiglia , il dirimersi della contesa e, nel frattempo, si accontenti delle solite gallette.                                  

Un Angelo che passa da quelle parti vede e ascolta tutto; indignato sguaina la sua spada ed esclama:       Dio salvi le famiglie dai politici rissosi! E a noi?…A noi non resta che sperare che ciò accada veramente perché,  comportandosi in tale modo, questi politici non danno certo un buon esempio e non servono a nessuno.                                                                                                         

Umberto Napolitano

                                    

Nove anni fa e un giorno moriva Bettino Craxi

gennaio 20, 2009

                                          

Quest’oggi, per la rubrica Famiglie d’Italia News, scelte per voi, ci siamo limitati ad una sola notizia: quella che ricorda l’anniversario della morte di un uomo politico italiano ai tempi osannato, in fretta e furia sacrificato e troppo presto dimenticato. Il nostro blog non appartiene a nessun partito, nel senso che la sua esistenza è libera da ogni vincolo potendo così, come più volte sottolineato,  porsi in modo trasversale nella politica dei partiti e colloquiare con chiunque nell’interesse delle famiglie e dei singoli cittadini. Questo però non vieta di  ricordare l’uomo, in questo caso Bettino Craxi.

Non intendo dilungarmi a raccontare la sua storia politica, su Google, alla voce  ” Bettino Craxi – Wikipedia ” troverete di tutto e di più, ma soffermarmi su qualche considerazione su  quell’ ” omone ” imponente e misurato, che sapeva porgersi agli italiani in modo chiaro e rassicurante. E non solo agli italiani, perché riuscì ad attirare l’attenzione di tutto il mondo, ridando credito e rispetto ad una Nazione fino allora considerata ancora solo una Italietta.  Devo ammettere che quando parlava, ho assistito ad un suo comizio tanti anni fa nel Castello Sforzesco di Milano, sapeva attirare l’attenzione della platea e, pur esprimendosi in modo forbito e politichese, forse per il tono pacato e scandito, era in grado di farsi comprendere da tutti, ed anche molto bene.

Con lo scoppio dello scandalo di  ” Mani Pulite ” è accaduto un qualcosa che non avremmo mai potuto immaginare: la politica, che fino allora aveva regnato sovrana e incontrastata, improvvisamente veniva messa in discussione e posta alla sbarra. Quello che fino allora veniva sussurrato con ironia e a volte con compiacimento, perchè la maggior parte degli individui soffre di masochismo ed autolesionismo consolidati, diventava una realtà sventolata sotto gli occhi di tutti: la corruzione! Senza alcuna distinzione fra corruzione per interessi personali o per interessi di partito; uno dopo l’altro crollarono i miti, la Dc, il Psi, il Pli, il P…, insomma quasi tutti, a parte  alcuni incorruttibili per statuto e quelli che non avevano bisogno di finanziamenti privati, attingendo ad altre fonti. E furono spazzati molti uomini politici; alcuni finirono in galera, alcuni si ritirarono, alcuni si riciclarono, alcuni non si rassegnarono e…si lasciarono morire

 

 NOVE ANNI FA E UN GIORNO MORIVA BETTINO CRAXI:

 

 

 

 

 

 altre  parole non servono,  le interpretazioni personali sono sufficienti. In questa foto vediamo Bobo Craxi  che depone un fiore sulla tomba del padre. Si immagina che di fronte ci siano la sorella Stefania e la mamma Anna. Rispettiamo il loro dolore sperando, con queste righe, di porre rimedio, nel nostro piccolo, al quasi silenzio su questa ricorrenza.

 Famiglie d’Italia

Umberto Napolitano

Famiglie d’Italia news: scelte per voi

gennaio 14, 2009

                                          

” O si cambia o si muore. Perche’ un dato e’ certo: il mondo,cosi’ come e’,  e’ destinato ad andare incontro “a una catastrofe“… e’ tempo di agire e di… bisogna farlo subito “…grida d’allarme che suonano sorde, come potrete leggere nel rapporto del ” Worldwatch Institute ” sul clima… come suonano sorde le lamentele di Elia Enrico Richetti, Rabbino capo di Venezia, il quale avverte che se secondo Benedetto XVI ” il dialogo è inutile perchè in ogni caso va testimoniata la superiorità della fede cristiana ” (*), vengono così “ cancellati cinquant’anni di dialologo “… e poi ancora grida che forse non suoneranno sorde, quelle di Renato Brunetta, il quale ci avverte che se non alzeremo l’età pensionabile delle donne fino a 65 anni, come contenuto in una sentenza dell’Alta corte di giustizia del Lussemburgo, datata 12 novembre scorso, per l’Italia  La sanzione, in caso di mancata correzione, prevede una multa base di 10 milioni di euro, più una penalità di mora variabile da 12.000 a 700.000 euro al giorno “… un’infinità di grida di allarme al giorno, grida che a volte  captiamo a malapena  e che il più delle volte ci lasciamo scivolare addosso ,quasi non ci riguardassero personalmente. Eppure sono lì, che viaggiano nell’etere e svolazzano tra le righe delle testate, come a sentenziare… ” non dite che non vi avevamo avvertito ! “

Noi, ideatori e promotori di questo blog, non pretendiamo di essere diversi dagli altri, lo esigiamo! Se scegliamo qualche notizia e ve la proponiamo evidenziata è perché vogliamo che la vostra attenzione sia attiva e non passiva, protagonista e non generica, percettiva e…produttiva.  In un mondo che si evolve è basilare…imparare a leggere fra le righe!

Famiglie d’Italia

(*) La fede cristiana va testimoniata, non la sua superiorità.

Il WorldWatch Institute sul clima: o si inquina di meno o sarà una …
RaiNews24 O si cambia o si muore. Perche’ un dato e’ certo: il mondo cosi’ come e’ se continua a svilupparsi secondo i criteri energetici seguiti finora e’ destinato ad andare incontro “a una catastrofe”. Il grido d’allarme viene in questo caso del WorldWatch

Il rabbino di Venezia contro il Papa: cancellati cinquant’anni di
il Giornale
Roma – Viene dalla somma autorità del cattolicesimo, il Papa, la messa in discussione del dialogo con l’ebraismo. A sostenerlo, con parole pesanti come pietre, scritte nero su bianco in un intervento ospitato dalla rivista dei gesuiti, Popoli,

Salirà l’età per la pensione di vecchiaia delle donne nel pubblico
Corriere della Sera
MILANO – Di necessità virtù. Nel 2009 il governo varerà una riforma graduale e flessibile per allineare il requisito per la pensione di vecchiaia di uomini e donne del pubblico impiego: verrebbero portate entrambe almeno a 65 anni (attualmente per le

gennaio 5, 2009

«La canzone sui gay mi farà perdere fan»Giuseppe Povia sarà in gara a Sanremo 2009 col brano «Luca era gay». All’annuncio del titolo sono piovute le critiche, in gran parte dall’Arcigay che aveva..