Archive for the ‘Uncategorized’ Category

Luca era gay…e dov’é il problema!?!

gennaio 5, 2009
                                        

Povia minacciato di morte…ma non rinuncia a Sanremo e non sarà l’Arcigay a fermarlo…un eroe!

Franco Grillini ( Presidente onorario Arcigay ): un’operazione disgustosa per farsi pubblicità… l’omosessualità non è una malattia..giusto!

Una mamma : ma sarà vero?… quel cantante ha una faccia da così bravo ragazzo?

Un marito: io quel Grillini non è che lo capisca molto, e poi…ho altro da pensare, ho da far quadrare i conti, io!…

Una figlia: bah, a me di Sanremo frega poco…io ascolto Amy Winehouse

… e così di seguito…

Qualcuno si domanderà il perché oggi, Famiglie d’Italia, attraverso il sottoscritto, abbia deciso di affrontare un tema così delicato e  nel contempo così poco rilevante, se rapportato ai veri drammi dei giorni nostri… Intendo immediatamente puntualizzare che non voglio ne discriminare ne offendere nessuno, solo, che per me, il problema non esiste… e, come al solito, hanno tutti ragione e tutti torto.

Povia ha ragione di cantare quello che vuole, se c’è qualcuno che glielo permette. In questo caso un’ entità ha giudicato idonea la sua canzone e l’ha accettata, come in suo potere. Povia, secondo un mio ragionamento, ha, però, il torto di arrivare tardi. Essere diversi ora non è più ne una malattia ne un reato, è una realtà che è sempre esistita e che finalmente è stata accettata e tutelata. Io non conosco il testo, ma dal titolo si presume che uno da gay sia diventato eterosessuale, e allora? Quanti cambiano idea?…Solo che forse il titolo più adatto sarebbe stato “ Luca credeva di essere gay, ma, forse, era solo un po’ viziato “… Non sto criticando l’artista Povia, tra l’altro penso che una sua canzone, ” Quando i bambini fanno oh ” sia una delle più delicate pagine di poesia dedicata ai bambini che mai sia stata musicata, ma la superficialità dell’uomo che, probabilmente, si è infilato in un vespaio dal quale non sarà facile uscirne.

Franco Grillini ha ragione quando afferma che essere gay non è una malattia e che qualcuno cerca di specularci pubblicitariamente, però ha torto ad offendersi se un altro non lo sa o non è alla pari coi tempi, visto che siamo tutti uguali, soprattutto davanti a Dio, e io non mi offenderei mai se mi dessero dell’eterosessuale.

E allora, se tutti hanno torto e ragione in egual misura, ci sarà pur qualcuno o qualcosa per cui la bilancia penda un po’ più da una parte sola!?!

Io, come ex cantante ed autore, che ha partecipato a vari festival di Sanremo ( quelli quando si vendevano i dischi, l’ultimo nel 1981 ) una piccola teoria ce l’avrei, e, se me lo permettete…

” C’era una volta il Festival di Sanremo, il Festival della canzone italiana e non  quello degli ascolti televisivi e dello Show-busness. Le canzoni erano selezionate, specialmente negli anni ’60, da un’apposita giuria, che non guardava in faccia nessuno; ed io ne so qualcosa, quando nel 1967, essendo stata bocciata la canzone di Caterina Caselli, ella scelse quella scritta da me e che dovevo interpretare  in coppia con Sonny and Cher:  io mi accomodai in platea, o meglio, accanto al direttore d’orchestra ( avevo 20 anni, la canzone era ” Il Cammino di ogni speranza ” ). E la scelta era talmente attenta, che la maggior parte delle canzoni entrava nella storia ed incideva, in qualche modo, sulla vita di tutti i giorni, lasciandosi cantare  mesi e mesi a squarciagola.

                                                 

Adesso la scelta delle canzoni è a discrezione di pochi eletti, per lo più indirizzata da accordi discografici più o meno evidenti. I risultati sono quelli che sono, perché la qualità è quella che si deduce poi dalla  scarsa durata del successo dei brani. Un Festival, l’attenzione deve pur guadagnarsela in qualche modo e, essendo un po’ carente in quanto a partecipazioni di grandi interpreti, si difende con ospiti illustri e scoop o scandaletti abilmente ideati, affinché noi ci cadiamo, ci facciamo prendere dall’interesse, ci preoccupiamo, anche se, tutto sommato, alla fine non succede quasi niente e, il più delle volte, ci viene spontaneo affermare…

…e dov’è il problema!?! “

Umberto Napolitano

 

 

Scatola di baci

gennaio 3, 2009

Anche oggi abbiamo deciso di riproporre una delle nostre prime pubblicazioni, per darle il valore e la collocazione che merita, e per invitare chi ci segue a soffermarsi sul significato della storia raccontata  e sui suggerimenti contenuti. Siamo all’inizio di un nuovo anno e, come si usa fare, i buoni propositi, se messi in atto, possono condizionare in meglio il passare dei giorni che si susseguiranno. Buona lettura.

Famiglie d’Italia

 

                            

 

   

SCATOLA DI BACI

La storia ha inizio tempo fa, quando un uomo punisce sua figlia di 5 anni  per la perdita di un oggetto di valore… Il denaro in quel periodo era poco.

Era il periodo di Natale e la mattina successiva la bambina portò un regalo dicendo “Papà è per te”.

Il padre era visibilmente imbarazzato ma la sua arrabbiatura aumentò quando, aprendo la scatola, vide che dentro non c’era nulla.

Disse in modo brusco: “Non lo sai che quando si fa un regalo, si presuppone che nella scatola ci sia qualcosa?”.

La bimba lo guardò dal basso verso l’alto e, con le lacrime agli occhi, disse: “Papà,… non è vuoto. Ho messo dentro tanti baci fino a riempirlo”

Il padre si sentì annientato. Si inginocchiò e mise le braccia al collo della sua bimba e le chiese perdono.

Passò del tempo e una disgrazia portò via la bambina.

Per tutto il resto della sua vita, il padre tenne sempre la scatola vicino al suo letto e quando si sentiva scoraggiato o in

difficoltà, la apriva e tirava fuori un bacio immaginario ricordando l’amore che la bambina ci aveva messo  dentro.

 

In poche parole, ognuno di noi ha una scatola piena di baci e amore incondizionato, dei nostri figli, degli amici e di Dio.

 

NON CI SONO COSE PIU’ IMPORTANTI CHE SI POSSANO POSSEDERE.

 

 

Il potere delle nostre azioni

gennaio 2, 2009

                                       

Abbiamo deciso un riproporre in data odierna un racconto pubblicato da Andrea Ben Leva nel mese di ottobre dell’anno appena conclusosi, proprio agli albori dell’avvento di Famiglie d’Italia. Ci è sembrato appropriato perché sia di stimolo per tutti noi,che stiamo per affrontare il percorso di nuovo anno, la consapevolezza dell’importanza e del potere delle nostre azioni nei confronti di noi stessi, delle persone care e della collettività. 

“Un giorno (ero un ragazzino delle superiori) vidi un ragazzo della mia classe che stava tornando a casa da scuola. Il suo nome era Kyle e sembrava stesse portando tutti i suoi libri. Quelli di tutto l’anno.
Dissi tra me e me: “Perché mai uno dovrebbe portarsi a casa tutti i libri di venerdì? Deve essere un ragazzo strano…”
Io avevo il mio week-end pianificato (feste e una partita di football con i miei amici), così ho scrollato le spalle e mi sono incamminato.
Mentre stavo camminando vidi un gruppo di ragazzini
che correvano incontro a Kyle. Gli corsero addosso facendo cadere tutti i suoi libri e lo spinsero fino a farlo rotolare nel fango.
I suoi occhiali volarono via, e li vidi cadere nell’erba un paio di metri più in là.
Lui guardò in su e vidi una terribile tristezza nei suoi occhi.
Mi rapì il cuore! Così mi incamminai verso di lui mentre stava cercando i suoi occhiali e vidi una lacrima nei suoi occhi.
Raccolsi gli occhiali e glieli diedi dicendogli: “Quei ragazzi sono proprio dei selvaggi, dovrebbero imparare a vivere.”
Kyle mi guardò e disse: “grazie!”
C’era un grosso sorriso sul suo viso, era uno di quei sorrisi che mostrano vera gratitudine.
Lo aiutai a raccogliere i libri e gli chiesi dove viveva.
Scoprii che abitava vicino a me, così gli chiesi come mai non lo avessi mai visto prima.
Lui mi spiegò che prima andava in una scuola privata.
Prima di allora non sarei mai andato in giro con un
ragazzo che frequentava le scuole private.
Parlammo per tutta la strada ed io lo aiutai a portare alcuni libri. Mi sembrò un ragazzo molto carino ed educato così gli chiesi se gli andava di giocare a football con i miei amici e lui disse di sì.
Stemmo in giro tutto il week-end e più lo conoscevo più Kyle mi piaceva così come piaceva ai miei amici.
Arrivò il lunedì mattina ed ecco Kyle con ancora tutta la pila dei libri.
Lo fermai e gli dissi: “Ragazzo, finirà che ti costruirai dei muscoli incredibili con tutti questi libri ogni giorno!”
Egli rise e mi passò la metà dei libri.
Nei successivi quattro anni io e Kyle diventammo amici per la pelle.
Una volta adolescenti cominciammo a pensare al college, Kyle decise per Georgetown e io per Duke.
Sapevo che saremmo sempre stati amici e che la distanza non sarebbe stata un problema per noi.
Kyle sarebbe diventato un dottore, mentre io mi sarei occupato di scuole di football.
Kyle era il primo della classe e io l’ho sempre preso in giro per essere un secchione.
Kyle doveva preparare un discorso per il diploma. Io fui molto felice di non essere al suo posto sul podio a parlare.
Il giorno dei diplomi, vidi Kyle. Aveva un ottimo aspetto.
Lui era uno di quei ragazzi che aveva veramente trovato se stesso durante le scuole superiori.
Si era un po’ riempito nell’ aspetto e stava molto bene con gli occhiali.
Aveva qualcosa in più e tutte le ragazze lo amavano… ragazzi, qualche volta ero un po’ geloso! Oggi era uno di quei giorni.
Potevo vedere che era un po’ nervoso per il discorso che doveva fare, così gli diedi una pacca sulla spalla e gli dissi:
“Ehi, ragazzo… te la caverai alla grande!”
Mi guardò con uno di quegli sguardi (quelli pieni di gratitudine) e sorrise mentre mi disse: “grazie!”.
Iniziò il suo discorso schiarendosi la voce ed iniziò:
“Nel giorno del diploma si usa ringraziare coloro che ci hanno aiutato a farcela in questi anni duri. I genitori, gli insegnanti, gli allenatori ma più di tutti i tuoi amici. Sono qui per dire a tutti voi che essere amico di qualcuno è il più bel regalo che voi potete fare.
Voglio raccontarvi una storia…
Guardai il mio amico Kyle incredulo non appena cominciò a raccontare il giorno del nostro incontro. Lui aveva pianificato di suicidarsi durante quel week-end. Egli raccontò di come aveva pulito il suo armadietto a scuola, così che la madre non avesse dovuto farlo dopo, e di come si stava portando a casa tutte le sue cose.
Kyle mi guardò intensamente e fece un piccolo sorriso.
“Ringraziando il cielo fui salvato, il mio amico mi salvò dal fare quel terribile gesto”
Udii un brusio tra la gente a queste rivelazioni. Il ragazzo più popolare ci aveva appena raccontato il suo momento più debole.
Vidi sua madre e suo padre che mi guardavano e mi sorridevano, lo stesso sorriso pieno di gratitudine. Non avevo mai realizzato la profondità di quel sorriso fino a quel momento.
Non sottovalutate mai il potere delle vostre azioni.

Con un piccolo gesto potete cambiare la vita di una persona, in meglio o in peggio.
Dio fa incrociare le nostre vite perché ne possiamo beneficiare in qualche modo. Cercate il buono negli altri. “Gli amici sono angeli che ci sollevano i piedi quando le nostre ali hanno problemi nel ricordare come si vola. “Non c’è inizio,non c’è fine.”

Ieri è storia.Domani è mistero. Oggi un regalo.

                                       

Famiglie d’Italia

Buon Anno a tutti! W il 2009 !!!

gennaio 1, 2009

                                   

Ci siamo lasciati alle spalle il 2008, del quale abbiamo visto, vissuto e raccontato molto. Non  è stato un grande anno, ma a volte giova non essere pessimisti e vedere il bicchiere mezzo pieno. ..e come?!…ma è semplice:

Il 2008, tenendo fede a una leggenda tramandataci dagli antichi romani, ” anno bisesto anno funesto “, è stato per l’umanità un anno  talmente   “ sfigato ” che peggio di così  non  avremmo mai potuto immaginarlo, per cui confidiamo che  l’anno nuovo sarà per forza migliore e ci regalerà solo cose positive , quali l’armistizio e la collaborazione fra Veltroni e Berlusconi, un ottimo  e producente , a livello internazionale, avvio del mandato presidenziale di Barack Obama, la fine della crisi finanziaria ed una  repentina risalita, nonché, finalmente,  un accordo duraturo di serena e civile convivenza fra palestinesi e israeliani. 

Noi, di Famiglie d’Italia, siamo ottimisti e vi invitiamo tutti ad accogliere l’anno nuovo gridando gioiosamente e  a squarciagola: Viva il 2009 !!! Sarà un anno speciale!!! Noi ci crediamo!!! Noi lo vogliamo!!! Noi… lo speriamo…”

Umberto Napolitano, Andrea Ben Leva e Famiglie d’Italia

A tutti quelli che ci leggono

dicembre 30, 2008

Abbiamo deciso di ripubblicare in data odierna una delle iniziative più apprezzate da parte dei nostri lettori ed associati: La Bibbia on line. E questo proprio per ricordare e datare, a fine anno, questo  importante evento.

Stiamo continuando, sperando di farvi cosa gradita, a proporre delle news, quelle meno evidenziate dalle grandi testate televisive e giornalistiche, offrendovi la possibilità di leggerle direttamente alla fonte e consentendovi, così, anche di conoscere ed apprezzare realtà  meno note. Vi ricordiamo che siamo aperti a critiche e consigli costruttivi: il tutto con l’umiltà e l’impegno che ci contraddistinguono.

Famiglie d’Italia

Natale in casa Legrottaglie…per esempio.

dicembre 26, 2008

legrottaglie1

Due giorni fa, era esattamente la vigilia di Natale, ho letto un articolo su Tuttosport che, per una volta tanto, non parlava solo di calcio giocato, ma usava il calcio quale veicolo per un messaggio importante: quello di un giocatore passato dagli allori  al dimenticatoio e poi risalito in modo impetuoso, quasi fosse risuscitato. Sto parlando di Nicola Legrottaglie, il difensore centrale della Juventus e della Nazionale.

Quanto successo a lui, è capitato anche ad altri,  ma lui, Nicola, si differenzia dagli altri per una virtù più volte messa da parte: la riconoscenza di chi non dimentica.

Approfitto delle opportunità offerte dalla rete per riportare alcuni passi della sua intervista, relativi alla scritta che si leggeva sulla maglietta indossata  sotto quella ufficiale:

C’era scritto: «Gesù vive» . E il messaggio è proprio que­sto: Gesù, non è la statuetta del presepe, ma qualcuno con cui si può parlare, qualcuno che ci può stare accanto, qual­cuno a cui pensare e non solo in questo periodo in cui può sembrare naturale farlo. Gesù nasce nel giorno di Nata­le, ma continua a vivere per tutto il resto dell’anno…

…avevo tutto: fama, soldi e ciò che queste due cose portano spesso con sé. Ma la mia vita era un puzzle in cui mancava un pezzo, non era completo, anche perché quel pezzo era fondamentale. Quel pezzo era, ov­viamente, Gesù che è in grado di ordinare il puzzle della vita di chiunque e di mettere a posto le altre tessere in mo­do perfetto…

…dire Gesù vive ha un signifi­cato molto concreto anche nella vita di tutti i giorni. Co­sì è stato per me dal momento della mia rinascita. Sono infinite le azioni per far vivere veramente Gesù e si pos­sono riassumere nel suo comandamento più bello ed ef­ficace: «Ama il prossimo tuo come te stesso». Che vuol di­re: comprensione, tolleranza, pazienza, bontà. Come noi comprendiamo sempre molto bene noi stessi e le nostre esigenze, dobbiamo farlo con gli altri. Come noi siamo sempre molto tolleranti con i nostri difetti, dobbiamo es­serlo con gli altri. Come noi siamo sempre molto pazien­ti con le nostre mancanze, dobbiamo diventarlo con gli al­tri. E sappiate che tutto ciò arricchirà innanzitutto noi

Nel periodo che precede la celebrazione del Santo Natale ognuno lancia i suoi messaggi  positivi e propositivi, anche noi di Famiglie d’Italia lo abbiamo fatto, come potete leggere nelle pubblicazioni relative ai giorni 24 e 25 dicembre, ma non ho dubbi nell’ affermare che nelle parole dell’ uomo e del calciatore Legrottaglie via sia il succo del meglio che un uomo possa mai raccontare ai suoi simili…

la consapevolezza della propria identità, per lui quella cristiana, e l’umiltà e l’orgoglio nell’affermarne l’ appartenenza.

Natale in casa Legrottaglie… un esempio!

Umberto Napolitano


Benvenuti,salite sull’Arca!

dicembre 11, 2008

arca

BENVENUTI,

SALITE SULL’ARCA DI

FAMIGLIE D’ITALIA!

Oggi, giovedì 11 dicembre 2008, è una data importante per l’associazione  Famiglie d’Italia e per il blog che la rappresenta: pur essendo ancora in una  fase iniziale del progetto, non certo per quanto riguarda la filosofia e le motivazioni, ben chiare e delineate fin dal primo minuto della  sua costituzione, si è deciso di dare a questa data l’ufficialità di una presentazione  agli amici che vorranno scoprirci ed accompagnarci nel tempo e nelle iniziative che man mano si prospetteranno.

Nel turbilio di pensieri negativi, di sogni svaniti e di interessi assopiti  o confusi tra ombre  minacciose che si intravvedono all’orizzonte, Famiglie d’Italia offre il suo blog come un’arca su cui salire, ripararsi e confrontarsi, trovare delle soluzioni insieme per crescere e migliorarsi e presentarsi pronti nel cogliere le opportunità che si riproporranno col tornare del sereno.

Umberto Napolitano e Andrea Benleva

BACHECA ARTICOLI

dicembre 1, 2008



PRIMA O POI DOVEVA SUCCEDERE…

E’ di un paio di
giorni fa la notizia, passata quasi in sordina, sulla
decisione di un giudice
di Valladolid di far rimuovere
tutti i crocefissi dalle aule di una scuola pubblica e sulle
rimostranze del vescovo
della città spagnola, denuncianti
la “ Cristofobia “ e la dimenticanza di


satira

Dio salvi le famiglie dai
politici rissosi!


Uno Juventino e un interista si incontrano in un  bar di Borghetto
di Valeggio sul Mincio mezz’ora prima dell’inizio di una partita di
calcio, un’amichevole, fra la l’ Italia e la Francia. Lo juventino
inneggia alla rinascita della sua squadra dopo la disavventura della
discesa negli inferi della serie cadetta e l’interista lo sbeffeggia


INFORTUNI:
ESERCITAZIONE PRATICA
C
apita
a volte, che durante il cammino lungo il sentiero, mi fermi a
guardare la mia immagine riflessa nel corso d’acqua che costeggia la
riva. Mi piace, mi da quel senso di arrivo, l’immagine tremolante
che fugge gentilmente verso valle. Sembra che le mani siano ancora
lì, un po’ sfocate, ma intere: sane.


Clip Art Graphic of a Book Cartoon Character Camping With a Tent and Fire

ITALIA CAMPEGGIO D’EUROPAQuesta
non è una presa di posizione, o intolleranza, è la realtà che gli
italiani vivono quotidianamente in Italia. Chi scrive vive a
Brescia, realtà nella quale in questi giorni si sbarrano le finestre
e si chiude a doppia mandata la serratura. Siamo sotto assedio.
Molte volte ho sentito storie che nella mia infanzia sembravano
favole

COS’E’ UNA FAMIGLIA?

Nella cultura occidentale, una famiglia viene definita come “ un
gruppo di persone affiliate da legami consanguinei o legali, come il
matrimonio o l’adozione “, la cui funzione primaria è quella di
riprodurre la società sia da un punto di vista biologico sia da un
punto di vista socio culturale.

Clipart - coro. fotosearch Una voce fa un solista, tante voci fanno
un coro


Nella mia carriera di cantante, durata tra la metà degli anni ’60 e
l’inizio degli anni ’90, ho cantato  “l’impegno “ , finché ho potuto
farlo in libertà, e poi “ l’amore “, quello antico, quello onesto,
finché me l’ha permesso il tempo o il fare finta di non vedere
responsabilità che, prima o poi, la vita mi avrebbe messo

Immigrazione, dal punto di
vista di un immigrato privilegiato
Il 1978 era un anno molto particolare per l’Italia. Era l’anno del
rapimento e dell’ uccisione di Aldo Moro e, nello stesso anno, il
Vaticano vedeva succedersi tre pontefici diversi. Ma era anche
l’anno in cui l’Italia stava per fare un grande cambiamento
economico-sociale.

Ho letto di questo grande

Good Morning Italia – è
nato il MURO DELLA MEMORIA


Quasi, quasi mi da fastidio, mi trovo semre a dover ripetere le
stesse cose. Un disco rotto, che gira, gira, e dice sempre la stessa
cosa: è inutile parlare di infortuni sul lavoro SOLO QUANDO CI SONO
“I MORTI” SUL LAVORO.