Posts Tagged ‘Aids’

Aids, un’altro passo avanti nella prevenzione ( Famiglie d’Italia Salute News )

marzo 14, 2014

hiv

Una notizia molto importante, che apre un’ulteriore speranza nella prevenzione della terribile “peste” dell’era moderna, passata quasi inosservata, ma che Famiglie d’Italia ha pescato nel web e che offre ai suoi lettori ponendo l’attenzione sul post pubblicato da Salute 24.

UN GEL ANTI HIV PER LE DONNE: LA RICERCA FA PASSI AVANTI

Il preparato ha prevenuto l’infezione in 5 scimmie macaco su 6

Un nuovo passo in avanti è stato effettuato nella realizzazione di un gel da applicare dopo i rapporti sessuali in grado di proteggere le donne dall’infezione dell’Hiv, il virus dell’immunodeficienza umana. I ricercatori statunitensi dei Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta (Georgia) che hanno condotto lo studio, pubblicato su Science Translational Medicine, spiegano che il gel, per ora, è riuscito a proteggere dall’infezione cinque macaco femmine su sei: nonostante, quindi, il risultato segni un importante passo in avanti per la messa a punto di un unguento protettivo contro l’Hiv, la formulazione di quest’ultimo è ancora lontana dall’essere definitiva, e ancora lontana risulta pure essere l’applicazione sugli esseri umani.

I ricercatori spiegano che i gel vaginali contenenti farmaci anti-Hiv hanno avuto alterne fortune nei test clinici umani. In quest’ultimo studio il team statunitense ha adottato un approccio diverso, basato sul testare il gel in un gruppo di scimmie femmine esposte al virus: e dallo studio è emerso che cinque delle sei scimmie a cui era stato applicato il preparato entro tre ore dal contatto col virus sono risultate protette dall’infezione.

Ampi studi clinici saranno necessari in futuro, spiegano i ricercatori, per testare il nuovo trattamento con l’obiettivo di riuscire a mettere a punto una versione di gel anti-Hiv efficace sugli uomini: per adesso, e probabilmente per molto tempo ancora, i preservativi rimarranno il metodo migliore per prevenire l’infezione. Nuovi studi dovranno inoltre essere condotti per capire a quante ore ammonta la finestra temporale entro cui il gel può essere somministrato senza penalizzarne l’efficacia.

di m.c. (13/03/2014)

Salute 24

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

 

Adottiamo una famiglia in difficoltà: riparte ufficialmente la campagna

{img_a}… Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediaticoma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto…grazie!

Umberto Napolitano

Famiglie d’Italia

Un decalogo in occasione della giornata mondiale del cancro ( Famiglie d’Italia Salute News )

febbraio 4, 2013

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Il decalogo della nuova lotta al cancro ( di Francesca Cerati, fonte: Il Sole 24 Ore )

Ogni anno il cancro sottrae all’economia mondiale circa 900 miliardi di dollari in perdita di produttività e costi sanitari, l’equivalente dell’1,5% del Pil globale. Così, già nel 2011, a un summit Onu i leader di tutto il mondo hanno concordato di voler ridurre del 25% la mortalità prematura per malattie non trasmissibili entro il 2025. Che, nel caso del cancro, significa salvare almeno 1,5 milioni di vite all’anno. Ma le attuali strategie non consentono nemmeno di avvicinarsi a questo obiettivo.

«Servono nuove e incisive misure per promuovere la ricerca scientifica, modificare gli stili e gli ambienti di vita, riprogettare i sistemi sanitari e riformare le politiche sanitarie» ha precisato Douglas Hanahan, dell’Istituto svizzero per la ricerca sul cancro illustrando lo stato dell’arte della ricerca farmaceutica di questo settore, aggiungendo: «Se la domanda era “il mondo sta vincendo la guerra al cancro? A livello globale, la risposta è chiaramente no». A confermalo sono i casi in aumento della malattia e lo stallo nella ricerca.

Le stime dell’Oms indicano infatti che il numero di nuovi casi diagnosticati ogni anno raddoppierà nei prossimi 25 anni e raggiungerà i 22 milioni nel 2030. Il paradosso è che chi si può curare si ammala di meno perché le campagne preventive (contro il fumo, per esempio) e la formazione (l’abitudine a sottoporsi regolarmente al pap test e alla mammografia) hanno permesso di ridurre i casi nel mondo occidentale, ma il restante 65% della popolazione non ha né i mezzi per curarsi, né è messa in condizioni di adottare stili di vita adeguati. Il caso del tumore al polmone nei paesi a basso reddito dove i fumatori sono moltissimi ne è una prova.

Anche i più recenti farmaci mirati, progettati per attaccare la composizione genetica del tumore, non riescono a soddisfare le aspettative: i prezzi, esorbitanti, dei trattamenti stanno diventando insostenibili anche per i paesi “ricchi”. Un esempio? Un anno di trattamento con vemurafenib da solo costa 91.000 dollari e anche se prendiamo tra le sei nuove molecole approvate nel 2011, la più economica (Zytiga per il cancro della prostata avanzato) costa all’anno 44mila dollari, con un allungamento della vita media da 5 a 16 mesi. Alexander Eggermont, direttore generale del Gustave Roussy Cancer Institute francese, ha infatti detto che i “modelli economici di medicina molecolare sono molto incerti”.

Domani, in occasione della giornata mondiale contro il cancro, i 100 esperti di oncologia (clinici, ricercatori, politici, giornalisti, rappresentanti dell’industria e delle associazioni dei pazienti) che hanno partecipato al World oncology forum – che si è tenuto a Lugano l’ottobre scorso per il trentennale della Scuola europea di oncologia (Eso) fondata da Umberto Veronesi – lancieranno un appello ai Governi affinché prendano misure urgenti per contrastare l’aumento dei casi di cancro a livello mondiale. Non solo, hanno anche individuato una strategia in 10 punti per fermare questa “epidemia globale”. Che prevede, oltre alla riduzione dei decessi a livello globale un “pacchetto” di cura del cancro per i paesi poveri.

L’obiettivo è di ottenere quello che è accaduto per la cura dell’Aids in Africa: una decina di anni fa, nessuno riteneva possibile avere farmaci antiretrovirali per curare i pazienti africani con Hiv. Oggi sono più di 8 milioni le persone nei paesi a basso reddito in trattamento. Bisogna agire per interrompere questa escalation. Già ma come? «Di certo, la lotta contro il cancro non potrà più essere solo medica e scientifica, ma anche sociale, culturale e politica – precisa Ugo Rock, presidente della Eso –. Anche in questo campo la ricetta è quella di eliminare spese irrazionali e inappropriate, per rendere più efficiente l’organizzazione dei servizi e più efficace l’uso delle risorse». Il tema va affrontato nel suo complesso – interviene Alberto Costa, direttore scientifico dell’Eso –. È stata una reale sorpresa calcolare che già adesso si potrebbero evitare più di un milione di morti all’anno, con un risparmio che oscilla tra 1 e 2 milioni di euro.

Anche l’Italia non fa eccezione. Il nostro territorio è segnato da una profonda diseguaglianza nella diagnosi e nel trattamento come riporta un nuovo studio dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano che evidenzia come al Nord il 45% dei tumori della mammella è diagnosticato a uno stadio precoce, mentre al Sud le percentuali scendono, arrivando al 26% di Napoli e Ragusa, dove sono frequenti i casi che presentano già metastasi al momento della diagnosi, pari rispettivamente a 9,6% e 8,1 per cento. Sebbene a questa diagnosi ritardata corrisponda una differenza di sopravvivenza a cinque anni relativamente contenuta (89% al Nord a fronte dell’85% al Sud), la scoperta di un tumore allo stato iniziale è un fattore di grande importanza per la paziente perché consente di ricorrere a trattamenti chirurgici meno invasivi e a terapie più semplici, garantendo una migliore qualità di vita e un minore costo sociale.

Francesca Cerati, fonte: Il Sole 24 Ore

 

Famiglie  d’Italia

Morbo di Chagas, un pericolo da non sottovalutare ( Famiglie d’Italia Salute News )

giugno 4, 2012

Il morbo di Chagas: l’aids del futuro

Scritto da il 3 giugno 2012

Triatoma infestans: vettore del morbo di Chagas.

In un editoriale pubblicato su PLoS Neglected Tropical Disease, un gruppo di scienziati americani ha paragonato il morbo di Chagas all’Aids, evidenziando le analogie per quanto concerne le difficoltà diagnostiche e quelle relative alla cura. Il morbo di Chagas, che prende il nome dal medico brasiliano Carlos Chagas che la scoprì all’inizio del ’900, è una malattia parassitaria tropicale, nota anche con il nome di “trypanosomiasi americana”, causata da un particolare genere di protozoi flagellati, il “Trypanosoma cruzi”, che per infestare il sangue di esseri umani ed animali utilizza come vettore un insetto, la cimice Triatomina, presente soprattutto nelle aree rurali dell’America Latina. Si stimano, attualmente, tra gli otto e gli undici milioni casi tra Bolivia, Messico, Colombia ed America Centrale. Sono stati registrati dei casi anche negli Usa, in Europa, in Canada ed in Giappone. Il morbo di Chagas può venire trasmesso da madre a figlio, durante la gravidanza e durante l’allattamento, o può venire contratta in caso di trasfusioni, trapianto di organi o ingestione di cibo infetto. Secondo gli autori dell’articolo pubblicato su PLos Neglected Tropical Disease le similitudini di condizione tra chi ha contratto l’Hiv e chi è stato infestato dal Trypanosoma cruzi sono parecchie: entrambe le malattie sono croniche, richiedono cure prolungate e riguardano le fasce più povere.

In America Latina i pazienti affetti da Aids sono circa 1,6 milioni a fronte dei circa dieci milioni che convivono con il morbo di Chagas. I Medici Senza Frontiere hanno sottolineato che alcuni Stati come il Paraguay e la Bolivia, dove la malattia è endemica, devono fare i conti con la scarsità dei farmaci che possono curare tale patologia nella fase iniziale. Il morbo di Chagas si sviluppa in due fasi: una acuta e l’altra cronica. La prima, che segue la puntura dell’insetto-vettore, si caratterizza per la presenza di alcuni sintomi quali: febbre, dolori articolari, nausea e affaticamento. Un segnale distintivo che facilita la diagnosi della patologia parassitaria è il “segno di Romaña”: un gonfiore delle palpebre dell’occhio che si trova sullo stesso lato della puntura dell’insetto. In rari casi, questa fase della malattia rappresenta un pericolo di vita per chi ne soffre, anche se sono state segnalate morti a causa di miocardite e meningo-encefalite. La sintomatologia del morbo di Chagas regredisce spontaneamente nel 90% dei casi, in tre/otto settimane. Nonostante la guarigione, l’infezione continua e diventa cronica. Si ritiene che una percentuale variabile tra il sessanta e l’ottanta per cento delle persone non arrivi a sviluppare la malattia, mentre il restante quaranta/sessanta per cento va incontro a gravi problemi nervosi, cardiaci e dell’apparato gastrointestinale.

Caterina Stabile ( fonte: Scienze Naturali )

Famiglie  d’Italia

Allarme Aids, 34 milioni di sieropositivi nel mondo ( Famiglie d’Italia Salute News )

novembre 23, 2011

Carissimi amici, come sapete Famiglie d’Italia dedica molta attenzione al problema dell’Aids ed invita sempre i suoi lettori a non abbassare mai la guardia. Molti prodotti farmaceutici sono riusciti ad allungare la vita, i decessi sono diminuiti e con questi le precauzioni che il terrore di un contagio avevano in qualche modo limitato il contagio. Però i malati in tutti questi anni invece di calare sono aumentati e questo ci deve far riflettere. Per meglio informarvi pongo alla vostra attenzione un post scritto da Ruggero Corcella e pubblicato da CORRIERE DELLA SERA.it Salute.

Record di malati: 34 milioni di seriopositivi

Maggiore accesso alle cure, calano i decessi. L’appello dei Medici senza frontiere: ” Fondo Globale a secco “ 

MILANO – Sono 34 milioni le persone che vivono con l’Hiv, un numero record dovuto alla maggiore possibilità di cure che hanno ridotto i decessi. È la fotografia del rapporto diffuso oggi dall’agenzia Onu per l’Aids (UNAIDS) sulla situazione nel 2010. «Il numero di persone che vivono con l’Hiv non è mai stato così alto, soprattutto per un maggiore accesso alle cure», si legge nel rapporto. Rispetto al 2009, il numero di sieropositivi è aumentato del 3,3%, mentre il numero di nuove infezioni è rimasto stabile a 2,7 milioni, sebbene la tendenza sia al ribasso, ha precisato un portavoce a Ginevra. Il numero di decessi per l’Aids è sceso a 1,8 milioni, cioè il 5,3% in meno. «Soltanto alcuni anni fa sembrava fantasioso annunciare la fine dell’epidemia di Aids a breve termine, ma la scienza, il sostegno politico e la risposta comunitaria stanno cominciando a dare risultati tangibili e certi», ha detto Michel Sidibé, direttore di UNAIDS. Alcune voci critiche, però, soprattutto dalle organizzazioni non governative invitano a non cantare ancora vittoria, dal momento che non esiste ancora un vaccino contro l’Aids, sono milioni le persone ancora senza cure e le donazioni hanno subito un arresto con la crisi economica.

LA REGIONE PIU’ COLPITA – E’ ancora l’Africa sub-sahariana la regione più colpita dall’Hiv, nonostante i passi avanti fatti nelle cure e nella prevenzione. «Solo tra il 2009 e il 2010», precisa il report UNAIDS, si è registrato un «aumento del 20% della copertura della terapia antiretrovirale. Si stima che almeno 6,6 milioni di persone dei Paesi a reddito debole e intermedio beneficino delle cure per l’Hiv. Una cifra che segna un aumento di oltre 1,35 milioni rispetto al passato». Botswana, Namibia e Ruanda hanno raggiunto l’accesso universale alle cure (definito come una copertura dell’80% o più); in Swaziland e in Zambia il tasso di copertura oscilla tra il 70% e l’80%. «L’offerta di cure per l’Hiv nelle città e nei villaggi dell’Africa sub-sahariana, da Harare ad Addis Abeba alle zone rurali del Malawi e nella provincia dello Kwazulu Natal in Sudafrica, ha enormemente ridotto il tasso di mortalità legato all’Hiv», si precisa. Tuttavia, l’Africa sub-sahariana rimane la regione dove vive quasi il 68% delle persone con Hiv; la regione che rappresenta il 12% della popolazione mondiale registra il 70% delle nuove infezioni del 2010, sebbene siano diminuite a livello mondiale e regionale. Ad essere più colpiti sono soprattutto i Paesi dell’Africa australe, con il Sudafrica che ospita il maggior numero di persone che vivono con l’Hiv (circa 5,6 milioni) del mondo. Dal 1998 a oggi l’Aids ha ucciso almeno un milione di persone l’anno nell’Africa sub-sahariana, ma il numero dei decessi sta diminuendo grazie al maggior accesso a cure gratuite. Il numero complessivo di nuove infezioni da Hiv è diminuito di oltre il 26%, per attestarsi a 1,9 milione contro i 2,6 milioni toccati al picco dell’epidemia nel 1997.

L’APPELLO DI MEDICI SENZA FRONTIERE – Sulla base degli ultimi dati diffusi da UNAIDS, l’organizzazione medico-umanitaria Medici Senza Frontiere (MSF) sottolinea che la diminuzione dei decessi dovuti all’HIV/AIDS rappresenta un progresso importante, ma che il numero delle persone sottoposte a trattamento deve aumentare in misura consistente dal momento che le nuove evidenze scientifiche mostrano che grazie alle cure è possibile salvare vite e prevenire il contagio. Ciò richiederà lo stanziamento di ulteriori fondi per i farmaci antiretrovirali. Tuttavia, nel giorno in cui i rappresentanti del Fondo Globale per la lotta all’Aids, alla Tubercolosi e alla Malaria si riuniscono ad Accra (Ghana), MSF ricorda come negli ultimi due anni i finanziamenti per la lotta all’AIDS siano diminuiti costantemente. Nel 2011, importanti ricerche hanno mostrato che una persona sottoposta tempestivamente a trattamento per l’HIV ha il 96% di probabilità in meno di trasmettere il virus ad altri. Quest’anno ha visto anche un incremento dell’impegno politico per la lotta all’AIDS: gli Stati Uniti hanno annunciato di recente l’obiettivo di “dare una svolta alla lotta all’AIDS”, dichiarazione un tempo politicamente inimmaginabile. Nel mese di giugno, i governi si sono impegnati a portare a 15 milioni entro il 2015 il numero di persone in cura per l’HIV, prevedendo che il Fondo Globale finanzi il 50% della spesa necessaria. Alla luce dei crescenti ostacoli all’ampliamento delle cure, MSF fa appello ai paesi donatori e ai governi degli Stati beneficiari affinché assicurino che gli obiettivi enunciati quest’anno divengano realtà. Tuttavia, sinora i fondi necessari a convertire i progressi scientifici e politici del 2011 in un’effettiva, robusta estensione dei trattamenti non si sono materializzati. Questo obbliga il Fondo Globale, per la prima volta dalla sua creazione nel 2002, a sospendere per un anno il finanziamento di nuovi progetti. «Mai, in oltre dieci anni di trattamenti per le persone affette da HIV/AIDS, siamo stati così vicini a invertire il corso di questa epidemia», ha dichiarato il dottor Tido von Schoen-Angerer, direttore della Campagna per l’Accesso alle Cure Essenziali di MSF. «I governi di alcuni dei paesi più colpiti vogliono cogliere l’occasione offerta dai progressi scientifici per arrestare l’espansione dell’AIDS. Ma i loro propositi rimarranno lettera morta in assenza di finanziamenti».

Ruggiero Corcella (Corrieredellasera .it- salute )

introduzione a cura di

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

Roma: Conferenza mondiale della International Aids Society ( Famiglie d’Italia news )

luglio 20, 2011

Si apre a Roma la Conferenza mondiale  della International Aids Society e durerà due giorni. La sfida del futuro passa per la prevenzione attraverso i farmaci antiretrovirali.  Purtroppo ancora il contagio non tende a calare ed i dati restano allarmanti. Questo blog ha sempre invitato a non  calare mai l’attenzione, ed anche quest’oggi vi proponiamo un interessante post edito da NewNotizie salute e firmato da Adriana Ruggeri.

AIDS: UNA NUOVA INFEZIONE OGNI 2 ORE IN ITALIA

In Italia un contagio ogni 2 ore. L’Aids non è affatto sotto controllo. Ogni 2 ore in Italia una persona viene contagiata dal virus Hiv, per un totale di 4.000 nuove infezioni l’anno. Nel mondo la diffusione è ancora più rapida: un’infezione ogni 6 secondi (circa 7.400 al giorno) e 200 decessi ogni ora. A 30 anni dal primo caso documentato di Aids e a 15 dall’arrivo delle terapie che hanno allungato la vita delle persone sieropositive la lotta contro l’Aids è tutt’altro che alle ultime battute, come emerge dai dati presentati alla Conferenza mondiale della International Aids Society (Ias), in corso fino a domani a Roma.

Farmaci antiretrovirali come prevenzione. La sfida del futuro passa per la prevenzione attraverso i farmaci antiretrovirali, usati finora per la cura, ma da nuovi studi considerati decisivi come arma della prevenzione per ridurre la diffusione del virus soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. “I risultati delle sperimentazioni cliniche condotte per anni e diffusi recentemente, dimostrano che la terapia funziona sempre più come prevenzione. E questa sarà l’idea portante della conferenza”, racconta Stefano Vella, virologo dell’Istituto superiore di sanità e fra gli organizzatori del convegno.

I numeri dell’Aids in Italia. Sono fra 143.000 e 165.000 le persone che in Italia vivono con il virus Hiv responsabile dell’Aids, delle quali 22.000 hanno l’Aids e almeno 30.000 non sanno di avere l’infezione. “Dati – rileva l’Iss – che inquadrano l’Italia fra i Paesi dell’Europa occidentale con un’incidenza di nuove diagnosi di Hiv medio-alta”. Emerge inoltre che l’età al momento della diagnosi è sempre più avanzata e il numero delle cellule immunitarie CD4, che sono il principale bersaglio del virus, è inferiore a 200 per microlitro di sangue: se nel 1985 era di 26 anni per i maschi e 24 anni per le femmine, nel 2009 è aumentata rispettivamente a 39 e 36 anni. Cambiano anche le modalità con cui si trasmette il virus: i tossicodipendenti, fra i quali nel 1985 la trasmissione del virus era la più elevata (74,6%), nel 2009 erano appena il 5,4%, mentre attualmente il virus Hiv viene trasmesso nella maggioranza dei casi (79%) per via sessuale (nel 1985 solo il 7,8%).

Adriana Ruggeri

introduzione a cura di

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

Aids, la sua storia… i suoi perché

giugno 7, 2011

Come promesso, attingendo dal web, sono in grado di fornirvi qualche notizia in più su quello che già sapete della malattia dell’AIDS. In questi giorni si è evidenziato il trentennale dai primi casi, come vi ho già accennato nel post precedente. Però, ho trovato un articolo interessante di qualche tempo fa , a firma Ennio Caretto e pubblicato da CORRIERE DELLA SERA.it,che svela una  ” novità ” interessante e che offro di seguito alla vostra attenzione, aggiungendo il link Aids ( di www.epicentro.iss.it ), che vi invito a cliccare per saperne ancora di più. Vorrei concludere questo breve preambolo con un mio ” perché ” di considerazione finale, evitando di eccedere in moralismo eccessivo e fuori luogo…  ” Noi, la natura e il nostro corpo, li abbiamo sfruttati in modo sfrenato in rapporto più che proporzionale allo sviluppo ed al progresso che ci sono esplosi intorno. Abbiamo ecceduto nei piaceri, impigrendoci dentro, nel contempo, ed indebolendoci nel fisico. Le malattie sono figlie e conseguenza dei tempi che si vivono, la prudenza in qualche modo le indebolisce, la cecità  le rinvigorisce: chi vuole intendere intenda! 

 

RIVELAZIONI NEGLI STATI UNITI Il primo caso di Aids risale al 1959

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE WASHINGTON – Gli scienziati americani hanno scoperto che il primo caso di Aids risale non, come si credeva, all’inizio degli anni Ottanta, ma al ’59. La malattia accompagnerebbe l’umanita’ da almeno quarant’anni e si sarebbe inizialmente sviluppata nell’ex Congo Belga, dove avrebbe colpito un cittadino bantu’ di Leopoldville, l’attuale Kinshasa. La notizia e’ stata data alla quinta conferenza sui “Retrovirus” a Chicago, e ha destato molta sensazione. Si riteneva infatti che l’Aids fosse stata introdotta in America da un assistente di volo canadese nell’81 – ’82. Non e’ escluso, inoltre, che la malattia sia apparsa ancora prima, negli anni Quaranta. “Ma le analisi di laboratorio sulle possibili precedenti vittime sono molto difficili” ha spiegato il dottor Toufu Zhu dell’universita’ di Washington. “Questo e’ il massimo a cui siamo riusciti a risalire”. Un altro scienziato, il dottor David Ho dell’universita’ Rockefeller di New York, ha aggiunto inoltre che il virus dell’HIV varia da continente a continente: in Europa e negli Stati Uniti, ad esempio, e’ di tipo B; in Africa di tipo D. “Era importante scoprire come il virus si evolve” ha sottolineato il medico; “percio’ siamo andati il piu’ possibile indietro nel tempo ottenendo questo sorprendente risultato”. Ma come si propago’ il virus in Africa dopo il ’59? “Attraverso i viaggi della gente e la prostituzione” ha risposto. “La malattia, tuttavia, fu scoperta solo quando arrivo’ da noi”. Attualmente, negli Usa, ci sono tra 450 mila e 650 mila malati, di cui ben 100 mila a New York. Tuttavia la conferenza di Chicago ha fornito una buona notizia: dal ’96 le morti per Aids sono in netto calo negli Usa. Quell’anno sono diminuite in tutta l’America del 21 % , e nel primo semestre del ’97 del 44 % . Il merito andrebbe al cosiddetto “cocktail” di farmaci, un composto di venti pillole al giorno. I risultati piu’ incoraggianti sono stati registrati a New York, dove le morti sono scese del 29 % nel ’96 e del 48 % nel primo semestre del ’97. Il dottor Ho ha pero’ messo in guardia: “Potrebbe trattarsi di un successo temporaneo: il virus potrebbe modificarsi e rendendo necessari altri farmaci”.

Caretto Ennio

P.s. Nella foto in alto a sinistra è rappresentato il post dedicato alla Giornata Mondiale Lotta all’Aids… credo sia superfluo sottolineare che ogni giorno debba essere considerato tale.

introduzione a cura di

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

Aids: il nemico della porta accanto colpisce ancora

giugno 4, 2011

 Il 5 giugno del 1981 sull‘Mmwr (Morbility and Morbidity Weekly Report), un opuscolo diffuso dal quartier generale del centro per le malattie degli Stati Uniti di Atlanta, apparve uno scarno comunicato di tre paginette che segnalava ai centri sentinella americani che 5 giovani omosessuali maschi residenti nelle grandi aree urbane di Los Angeles e di New York avevano contratto delle ” inusuali ” malattie e presentavano una polmonite e un raro tumore della pelle. Bastarono due mesi perché i casi segnalati diventassero 41 e quelle segnalazioni sono considerate l’inizio ufficiale dell’epidemia di Aids, una malattia che, come viene evidenziato dalla foto in alto, ci rese tutti uguali nella nostra  fragilità dall’esserne esenti se malauguratamente colpiti. come  Domani saranno 30 anni esatti dalla sua ” nascita ” ed io dedicherò attraverso questo blog un post particolare per fornirvi notizie ed informazioni che ancora possono esservi sfuggite. Posso anticiparvi solo questo: la medicina ha fatto degli enormi progressi e, in qualche modo, è in grado di curare la malattia, ma non ancora di debellarla, per cui ogni giorno si ammalano inconsapevolmente ancora migliaia di persone al mondo ( in Italia una ogni due ore ), perché molti non si rendono ancora conto, o, se ne sono completamente dimenticati, che l’Aids, sempre e più di prima, è il nemico della porta accanto che subdolamente colpisce ancora.

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Lotta all’Aids, un altro passo avanti ( Famiglie d’Italia news )

maggio 13, 2011

 Mentre su tutti i media imperversano solo notizie negative o futili relative a disastri, guerre, attentati, scontri politici, vip con le natiche e i seni al sole, flirt nati e vissuti nell’arco di un weekend, fornendo l’immagine di una società alla sbando, senza futuro e, soprattutto, senza speranza… le notizie in grado di tirarci sul morale e di farci guardare al domani con un pizzico di ottimismo in più, passano e scivolano inosservate, relegate negli angoli più reconditi loro assegnati dalle politiche di media sempre più affamati di orrore che di amore. Famiglie d’Italia non deve fare fatturato e non è al servizio di trame sconosciute: osserva e vigila, e se trova qualcosa di positivo ed utile lo segnala immediatamente. Pensate che non sia importante, dopo anni di flagello Aids, la conferma che la sua definitiva debellazione sia ormai più che prossima? Noi pensiamo di sì e vi proponiamo un post edito da Virgilio Notizie, dal titolo:

Medicina/ Lotta a Aids, studio mostra svolta in prevenzione (more…)

1° dicembre: giornata mondiale per la lotta contro l’Aids ( Famiglie d’Italia news )

dicembre 1, 2010

Oggi è la giornata mondiale dell’Aids, la peste moderna che ha mietuto e continua a mietere vittime ovunque, specialmente nei Paesi poveri. Tanto si è detto, tanto si è fatto ma, forse, troppo poco si è messo in atto. L’uso corretto di un preservativo rappresenta ancora l’arma più efficace di prevenzione, ma spesso, e specialmente da parte dei giovani, viene trascurato. Ora che anche la Chiesa sembra aver aperto in qualche modo al suo uso può darsi che cada qualche tabù fra i devoti per convinzione o convenienza, in ogni caso, però, e come si potrà meglio comprendere dall’articolo che seguirà,  ripreso da ANSA.it e firmato da Enrica BATTIFOGLIA ( nella foto in basso a destra ),la strada verso la debellazione del male è ancora ardua e lunga da percorrere. (more…)

Aids: cala l’attenzione e aumentano i contagi ( Famiglie d’Italia news )

novembre 5, 2010

Un recente convegno tenutosi alla clinica Humanitas di  Milano ha messo in evidenza come ” il non parlare più di Aids ” , abbia causato un calo di attenzione e di precauzioni, specialmente da parte dei giovani, causando un preoccupante aumento dei contagi. Fra i vari post sull’argomento abbiamo scelto quello proposto da Diregiovani.it

Allarme Aids : in aumento i contagi (more…)

Trim5a, la proteina che può battere l’Aids ( Famiglie d’Italia news )

agosto 26, 2010

Anche quest’oggi vi propongo un’altra notizia importante e, come quella di ieri, in grado di ridare speranza a chi giornalmente convive, anche se non in prima persona, con malattie terribili e dalle quali è molto difficile uscirne fuori definitivamente. Si tratta di una scoperta dovuta ad un gruppo di ricercatori americani e riguarda una proteina in grado di debellare, a quanto pare, definitivamente il virus dell’Hiv: la Trim5a. (more…)

Casinò Italia: chi meno ne ha, più ne metta!

febbraio 2, 2010

Ieri pomeriggio ho seguito su Rai 1 Lamberto Sposini che, a  ” La vita in diretta ” , conduceva un reportage sul gioco d’azzardo legalizzato in Italia. Ho ascoltato le interviste di ex malati del gioco che raccontavano delle fortune dilapidate e delle famiglie messe in crisi, e gli interventi di ospiti in studio,  come Daniele Capezzone, che giustificavano il ruolo di biscazziere dello Stato che rastrellava soldi destinati, se no, alla malavita.

Orbene, un’idea avevo e tale è rimasta: sono tutte scuse e, per giunta, banali! Lotto e Superenalotto rapinano soldi ai disperati tre volte alla settimana, Gratta e Vinci e Videopoker tutti i giorni e a tutte le ore, per non parlare di Bingo, Lotterie, SMS in quiz televisivi, anche due volte nella stessa trasmissione, come accade da ieri a Chi vuol essere milionario condotto da Jerry Scotti. L’Italia si è trasformata in un’enorme Las Vegas, nella quale si infrangono sogni ed illusioni ed aumentano a dismisura debiti e disperazione, ingrassando usurai legalizzati e non… altro che levare soldi alla malavita. (more…)