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Il 22 aprile di ogni anno si festeggia ” La giornata della terra “

aprile 23, 2015

giornata

Ieri, 22 aprile, come ormai da tempo ogni anno, si è festeggiata ” La giornata della terra “.  Spesso, come mia abitudine, preferisco dare risalto ad un avvenimento importante il giorno dopo, e questo per riproporre ulteriormente l’attenzione che spesso, anche solo un giorno dopo, si rivolge ad altre situazioni che non hanno lo stesso valore e importanza di quella appena verificatasi. E questo perché ormai la routine della vita scorre a velocità un tempo immaginabili e la ” memoria ” diventa sempre più labile. 

Ritornando all’evento appena trascorso vi ripropongo un post che noi di Famiglie d’Italia pubblicammo il 22 aprile di sei anni fa, nonché un interessante post di ieri editato da Il Post.

 

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Pensate di stare su una nave spaziale che viaggia alla velocità corrispondente di un giro completo della terra ogni 90 minuti. Bello vero? La risposta sta nel fatto che così facendo, chi vive su quell’astronave vive ogni giorno sedici albe e sedici tramonti, un’esperienza unica, irripetibile, emozionante. Questo ci da il senso delle teorie di Albert Einstein, cioè che tutto dipende da dove ci si trova e cosa si sta guardando. L’astronave esiste, è la nostra ISS International Space Station, la Stazione Spaziale.

I tre astronauti che vivono al suo interno, godono di questo privilegio. Oltre a questo, hanno fra i vari compiti, monitorizzare la Terra. L’ambiente della terra sta cambiando in continuazione, anche per effetto dell’inquinamento, nel giorno di commemorazione di Earth, la Terra, la NASA ha aperto gli archivi regalando a tutti immagini incredibili.

Fate che questo giorno abbia significato, le origini della terra sono a noi ignote, è ignoto il perchè noi abbiamo ricevuto in dono questo paradiso, affinché le generazioni future non vivano nell’inferno; rispettiamo la Terra, anche detta Grande Madre, nel senso di origine e vita.

Le parole di un uomo selvaggio che parlò agli uomini privi di spirito
questa lettera è stata scritta nel 1854 dal Capo dei Pellerossa Capriolo Zoppo

[…]Ogni parte di questa terra è sacra al mio popolo. Ogni ago scintillante di pino, ogni spiaggia sabbiosa, ogni goccia di rugiada nei boschi oscuri, ogni insetto ronzante è sacro nella memoria e nella esperienza del mio popolo. La linfa che circola negli alberi porta le memorie dell’uomo rosso. I morti dell’uomo bianco dimenticano il paese della loro nascita quando vanno a camminare tra le stelle. Noi siamo parte della terra ed essa è parte di noi. I fiori profumati sono nostri fratelli. Il cervo, il cavallo e l’aquila sono nostri fratelli. Le creste rocciose, le essenze dei prati, il calore del corpo dei cavalli e l’uomo, tutti appartengono alla stessa famiglia.

per leggere l’intero “” clicca qui

by Andrea Ben Leva

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La giornata della terra, perché si festeggi il 22 aprile

fonte: Il Post

Ieri si è festeggiata la Giornata della Terra (Earth Day in inglese), la più grande manifestazione del pianeta dedicata ai temi della protezione dell’ambiente. Google ha dedicato alla Giornata della Terra un quiz. La Giornata fu indetta dalle Nazioni Unite dopo che nel 1970 un movimento ecologista negli Stati Uniti aveva deciso di fissarla per il 22 aprile. Si tratta di un momento celebrativo, ma anche educativo e informativo durante il quale i gruppi ecologisti di 192 paesi valutano le problematiche ambientali e propongono delle soluzioni.

L’idea di creare la Giornata della Terra venne per la prima volta negli Stati Uniti al senatore democratico Gaylord Nelson che pensò, negli anni Sessanta, di organizzare una serie di incontri e conferenze dedicate all’ambiente: ci riuscì, coinvolgendo anche molti importanti politici americani. Nel 1969 – quando tra gennaio e febbraio a Santa Barbara, in California, si verificò uno dei più gravi disastri ambientali degli Stati Uniti causato dalla fuoriuscita di petrolio da un pozzo della Union Oil – il senatore Nelson decise di occuparsi in modo più sistematico di questioni ambientali per portarle all’attenzione di più persone possibili, ispirandosi alla forza dei movimenti di protesta contro la guerra del Vietnam.

Il 22 aprile del 1970, milioni di cittadini americani, varie organizzazioni che fino a quel momento si erano occupate di specifiche battaglie, migliaia di college e università aderirono a una grande manifestazione in tutti gli Stati Uniti dedicata alla salvaguardia del pianeta, una sorta di prima Giornata della Terra. Contemporaneamente venne creato l’Earth Day Network (EDN), un’organizzazione prima nazionale e poi internazionale per coordinare le diverse iniziative dedicate all’ambiente durante tutto l’anno (attualmente ne fanno parte oltre 22 mila movimenti e associazioni di 192 paesi).

Il 26 febbraio del 1971, l’allora segretario generale delle Nazioni Unite, Maha Thray Sithu U Thant, ufficializzò la partecipazione dell’organizzazione alla celebrazione annuale dell’Earth Day. La Giornata della Terra contribuì in modo determinante allo svolgimento di iniziative ambientali in tutto il mondo che, nel 1992, portarono all’organizzazione a Rio de Janeiro del cosiddetto Summit della Terra (la Conferenza sull’ambiente e lo sviluppo delle Nazioni Unite), la prima conferenza mondiale dei capi di Stato sull’ambiente a cui parteciparono 172 paesi.

La Giornata della Terra 2015 – che è alla sua quarantacinquesima edizione – ha già raccolto più di 1,1 miliardi di azioni ambientaliste e impegni sottoscritti da cittadini di tutto il mondo. Il primo obiettivo di quest’anno sarà quello di piantare un miliardo di alberi o semi. In Italia, sono stati organizzati diversi eventi, che si possono trovare qui.

fonte: Il Post

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

famigli d'italia

 

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27 gennaio, il giorno della tristezza

gennaio 27, 2015

a1Giorno della memoria: se comprendere è impossibile, conoscere è necessaro… ( Primo Levi )
Il Giorno della Memoria. E’ una ricorrenza istituita con la legge n. 211 del 20 luglio 2000 dal Parlamento italiano che ha in tal modo aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come giornata in commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo (nazismo) e del fascismo, dell’Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati. La scelta della data ricorda il 27 gennaio 1945 quando le truppe sovietiche dell’Armata Rossa, nel corso dell’offensiva in direzione di Berlino, arrivarono presso la città polacca di Oświęcim (nota con il nome tedesco di Auschwitz), scoprendo il suo tristemente famoso campo di concentramento e liberandone i pochi superstiti. La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente per la prima volta al mondo l’orrore del genocidio nazista.

Oltre a quello di Auschwitz é stato calcolato che furono 15.000 campi di concentramento installati negli stati dell’Europa occupati dalla Germania nazista, non tenendo conto di tanti altri piccoli campi creati ad hoc per la popolazione locale. Molti di questi campi vennero in seguito distrutti dagli stessi nazisti prima del sopraggiungere dei soldati anglo-americani o sovietici. Anche l’Italia ha avuto i suoi, adibiti non solo allo sterminio degli ebrei, e, in occasione di questo giorno della commemorazione, a nome di Famiglie d’Italia ritengo opportuno, ora che il blog è più conosciuto e visitato di un anno fa, riproporre un articolo molto ” forte ” del mio amico Andrea Ben Leva che svela l’esistenza di un lager nazista a Trieste. Buona lettura, Umberto Napolitano.

Lager Nazista in territorio italiano – giorno della memoria

a2Molti non lo sanno, altri lo ignorano, ma anche sul territorio italiano, e precisamente a Trieste, durante gli anni del secondo conflitto mondiale, era in funzione un forno crematorio di persone vive ed innocenti, di BAMBINI DISABILI. Si avete letto bene, nel programma Nazista varato nell’anno 1939 era stabilito che i bambini disabili, anche di nazionalità tedesca, fossero strappati dalle mani delle madri disperate ed in lacrime, per essere condotti in questi forni e cotti nella loro morte, bruciando arsi.

Fa commozione poter usare parole che hanno il potere di sconvolgere le nostre menti, ma è proprio questo il senso del Giorno della Memoria, RICORDARE, PER MAI DIMENTICARE.

Il lager in questione è: la Risiera di San Saba. Un edificio in mattoni rossi, anonimo, con un lungo camino, lo stesso camino dove uscivano fumanti le anime di poveri innocenti ed indifesi. Camminandovi vicino, sembra che l’edificio per la vergogna dei segreti che racchiude, si sia mimetizzato con il centro cittadino.

a4Nello stesso periodo, in una Berlino fiammante nel lusso nazista, in una insignificante via, Tiergarten Strasse, al numero civico 4, sorgeva una villa signorile, che racchiudeva segreti raccapriccianti, tali da trasformare nella storia l’operazione “ Vite indegne di essere vissute ”, nell’Operazione T4, dal nome della strada e dal numero civico.

L’Operazione consisteva nel mantenere pura la razza Ariana, uccidendo tutti gli individui disabili o malati. I primi ad essere sterminati, vuoi per semplicità, vuoi perché erano talmente piccoli da non potersi difendere, vuoi perché erano bambini, sfortunati già alla nascita, in quanto disabili o portatori di handicap.

All’inizio furono usati farmaci tossici, poi per soppressione mediante gas asfissiante, una tecnica fino ad allora inesistente. Nacque la prima Camera a gas, proprio dalle menti dei dirigenti dell’Operazione T4. Da qui la sperimentazione portò un suffragare di nuovi impianti, e precisamente: Brandenburg, vicino Berlino (funzionante da gennaio a settembre 1940), Grafeneck presso Stoccarda (gennaio 1940 – dicembre 1940), Sonnenstein/Pirna vicino Dresda (aprile 1940 – agosto 1943), Bernburg presso Magdeburgo (settembre 1940 – aprile 1943), Hadamar vicino Coblenza (gennaio 1941 – agosto 1941), oltre ad uno in Austria, Hartheim nei pressi di Linz in Austria (gennaio 1940 – dicembre 1944).

a5Il progetto fu interrotto per volontà di Hitler il 24 agosto del 1941, non perché era sbagliato, non perché andava contro i diritti umani, non perché qualcuno ha avuto la coscienza di ragionare, NO! NO! NO!

PERCHE’ L’OBIETTIVO ERA STATO RAGGIUNTO: UCCIDERE 70.000 PERSONE – SETTANTAMILA.

Alla fine del 1943, dopo aver sterminato in Germania, Polonia, e resto d’Europa, i dirigenti dell’Operazione T4, non contenti di quanto già ottenuto, furono inviati in Italia, dove se ne trova traccia storica, e precisamente all’interno del campo di concentramento di San Saba a Trieste. Il gruppo si disgregò quando la Wehrmacht si arrese all’Italia.

Sembra quasi un correre alla rinfusa, alla ricerca delle motivazioni, dei pensieri, dei sentimenti che animavano questi carnefici. Sento l’affanno crescere, il battito del cuore crescere, il respiro difficile, eppure erano lì in piedi, nudi, in fila, ad aspettare il loro turno per fare la doccia; l’ultima doccia. Sono state cancellate molte persone, vite, storie, le future generazioni.

Mi chiedo, dopo essere vissuto a Trieste per diciassette anni, aver frequentato le scuole fino alle superiori, dopo aver girato in lungo ed in largo Trieste ed i suoi monumenti; ma al posto di portarci a visitare l’acquario, quel giorno di primavera, a capire che un pinguino non vive al polo nord, che i cavallucci marini non si possono cavalcare, ma perché ci avete riempito la testa di cazzate? Perché dall’alto della vostra berbera cultura vi siete spinti così in basso e avete distolto le nostre menti, perché avete cercato di nascondere gli eventi, la storia, la Storia d’Italia?… Ma chi vi ha dato il diritto? Ma che razza di insegnanti siete? Imbecilli che denigravano il mio scrivere tacciandomi di negligenza, ma quante volte siamo passati davanti a quella costruzione di mattoni rossi? Quell’asilo di anime defunte? Ma con quale spirito voi insegnanti vi permettete di fare i giudici della cultura dei ragazzi che rappresentano il futuro del domani? Due sono le possibili risposte: 1 siete ignoranti, non vi siete documentati, avete fatto di tutta l’erba un fascio e vi siete spalmati in faccia la crema della superbia, ignorando il bene più prezioso dei nostri figli… IL SAPERE. 2 sapevate, e non solo avete evitato di spiegarlo, no avete anche dato un bel colpo di spugna, così da cancellare dalla vostra coscienza quelle storie un po’ brutte, che tutto sommato uscivano dal vostro programma. Questo è ancora più grave, perché cercando di nascondere alla memoria la storia, avete contribuito a creare le generazioni di uomini che ci circondano, e parlo delle mele marcie, non dei giusti.

Non mi piace esprimere parolacce, ma mi fa “ incazzare ” venire a scoprire della storia solo per aver guardato un po’ nel cassetto della storia, ma cosa pensavate di fare, di creare individui migliori? LA STORIA SIAMO NOI, LA CREIAMO NOI TUTTI I GIORNI, EDUCANDO I NOSTRI FIGLI, CON UNA CAREZZA O CON UNO SCHIAFFO, CON UN SOLO OBIETTIVO: DARE AI NOSTRI FIGLI GLI STRUMENTI PER CAMMINARE DA SOLI NELLA VITA.

Voi che sapete di aver sbagliato, VERGOGNA, perché non siete insegnanti, siete mediocri pappagalli, che hanno solo la fortuna di occupare una posizione di potere. VERGOGNA a tutti coloro che cercano di schivare la storia, perché grazie a Dio non si cancella, e prima o dopo i nodi tornano al pettine, e ognuno paga per quello che ha fatto.

Se qualcuno di voi vuole visitare un posto dell’orrore, la storia, la memoria vera dell’olocausto, vada a visitare la Risiera di San Saba, e poi scriva qui le sue emozioni, per dimostrare ancora una volta, che la vita vince su tutto, anche sugli stolti senza memoria.

Per approfondire

http://www.retecivica.trieste.it/triestecultura/new/musei/risiera_san_sabba/default.asp

Andrea Ben Leva

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

 

 

 

L’Arte Italiana ha fatto le valige

dicembre 1, 2012

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L’Arte italiana sta emigrando all’estero, perché?

Ieri sera ad Arcore al Bar IL PICCOLO, durante il caffè letterario “Sognando il mare”, la discussione si è animata, quando l’artista ospite della serata, Alessandro Stucchi, spiegando il suo personale viaggio nella pittura, ha sottolineato che i suoi quadri vanno spediti a Londra in una galleria d’Arte moderna gestita da italiani, oppure vengono acquistati in stock e portati in Svizzera.

Possibile che i nostri critici d’Arte non sono in grado di percepire la potenza dell’arte presente nei nostri artisti contemporanei? Qui non è solo commercio, è un pezzo della nostra storia che se ne va.

Usare una penna, un pennello, per scrivere un libro, una canzone, un articolo di giornale, o semplicemente un disegno della realtà che viviamo tutti i giorni, significa scolpire nella storia un ricordo indelebile, una visione attraverso la vista del pittore o scrittore. A volte l’artista, proprio perché guarda con occhi nuovi, forse più sensibili, riesce a cogliere le sfumature che raccontano dove si sposterà il futuro.

Londra, la mia città preferita, sono sempre in anticipo di 12 mesi rispetto all’Italia, per moda, arte e tendenze. Acquisti un capo di vestiario, e in Italia ti guardano come un extraterrestre, allora lo riponi nell’armadio, e dopo un anno esatto tutti i negozi più in voga, mettono in vetrina a costi elevatissimi, i capi di vestiario che hai nell’armadio.

Così anche per la pittura a quanto sembra, visto che a Londra i quadri vengono apprezzati, acquistati da collezionisti e gente comune.

A volte la critica prende abbagli, di luce birichina, che offusca i nostri autori contemporanei, e la nostra arte espatria, si muove e non ritorna più.

Speriamo che i sogni dei nostri artisti non coincidano con l’offerta estera, altrimenti vedremo un esodo di tante menti creative.

Una nota di merito agli artisti come Alessandro Stucchi, che pur di diffondere l’arte sa l’umiltà, piedi per terra e prezzi giusti per ogni opera e ogni collezionista. Abbiamo bisogno di gente così, che rappresenti l’Italia, le nostre famiglie, ma sopratutto i nostri sogni, che sono il futuro delle prossime generazioni.

Andrea Ben Leva

Famiglie                        d’Italia

Un bavaglio alla cultura ( …nel gelo tra Google e Cina )

marzo 23, 2010

Nasce in questi giorni una nuova crisi, che potrebbe dare inizio ad una guerra 3.0 Dove le battaglie saranno combattute on-line e attraverso i tribunali internazionali. Famiglie d’Italia da sempre si batte per la divulgazione delle notizie e della cultura; molte volte anche a rischio della propria immagine, perchè lo stile “LIBERO” di Umberto Napolitano, non ammette disinformazione, o bavagli oscurantisti alle notizie scomode. La nostra filosofia è dare le notizie crude, aggiungendo sempre una semplice chiave di lettura, confezionando la cultura in modo che il lettore possa da solo ed in piena autonomia decidere cosa è importante e cosa non lo è!

Forse saremo i primi patrioti di GOOGLE, ma siamo in tanti, e come spesso accade che le notizie da noi pubblicate scalano le classifiche di googlenews, adesso ci sentiamo in obbligo di difendere la libertà del più grande e democratico motore di ricerca, e fautore di cultura. Riassunto dei fatti: (more…)

Non uccidete LA MEMORIA

gennaio 27, 2010

”Spaventa il pensiero di quanto potrà accadere fra una ventina d’anni quando tutti i testimoni saranno spariti. Allora i falsari avranno via libera, potranno affermare o negare qualsiasi cosa.”

Primo Levi

Il 30 gennaio 1944, alla Stazione Centrale di Milano, precisamente dal binario ferroviario 21, in un treno composto da vagoni bestiame, lerci, senza sedili, senza finestre, senza acqua; venivano ammassati uomini, donne e bambini.

Non serviva sapere chi fossero, come si chiamassero, per i nazisti erano tutti ebrei, che tradotto significava: carne da macello. Gli occhi dei deportati s’intravvedevano spuntare oltre le assi di legno, e chi non poteva guardare fuori, per sorreggersi, si teneva alle assi, e quindi lo spettacolo visivo era di occhi e mani incrociate. La coreografia era contornata da urla e grida di disperazione, sentimenti ed emozioni che rendevano forti le menti povere dei nazisti, che armati spingevano questo bestiame umano.

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Giorno della memoria: se comprendere è impossibile, conoscere è necessaro… ( Primo Levi )

gennaio 27, 2010

Il Giorno della Memoria. E’ una ricorrenza istituita con la legge n. 211 del 20 luglio 2000 dal Parlamento italiano che ha in tal modo aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come giornata in commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo (nazismo) e del fascismo, dell’Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati. La scelta della data ricorda il 27 gennaio 1945 quando le truppe sovietiche dell’Armata Rossa, nel corso dell’offensiva in direzione di Berlino, arrivarono presso la città polacca di Oświęcim (nota con il nome tedesco di Auschwitz), scoprendo il suo tristemente famoso campo di concentramento e liberandone i pochi superstiti. La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente per la prima volta al mondo l’orrore del genocidio nazista. (more…)

INTERVISTA ESCLUSIVA A: MARIALUCIA GALLI

settembre 15, 2009

I libri sono  il riassunto della vita e delle esperienze degli autori, scrittori; che prendono spunto dalle emozioni del vissuto, e le plasmano in prosa, regalando ai lettori il succo, pura essenza, di vita vissuta, o solamente immaginata. Nella cornice esclusiva di Cavallo2000, sono riuscito ad intervistare una amazzone, che oserei definire “platoniana”, un succo di amore e conoscenza dell’uomo e del cavallo. Sarà che amo leggere, e ho la curiosità di voler capire, approfondire, conoscere; ma credo di non essere molto diverso da altri cavalieri. Ho avuto il privilegio di conoscere questa donna, dottoressa, proprietaria della conoscenza di due materie diverse e complesse, nelle quali è laureata: psicologia e filosofia. Un emblema ed una risorsa per tutti, cavalieri e non.

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L’odio fa odiens: a chi giova?

aprile 18, 2009

Apri il giornale e leggi invettive, guardi la tv e odi invettive, incroci un disperato e quasi non lo vedi, ti fermi a un incidente e scruti se c’ è sangue, e l’incubo del sonno ti tiene ancor più sveglio, per l’ultimo Tg e il suo bollettino aggiornato… di scippi e di rapine, di urla in parlamento, di banditori ruffiani che vendono sentenze, di ragioni che hanno torto e di torti che non hanno  ragione… ma cosa  succede? Stiamo tutti impazzendo, ci stiamo inaridendo…ci stiamo abituando, ci stiamo assuefacendo. (more…)

Video Convegno dis-Abilità Futuribile

marzo 25, 2009

Per semplificare e velocizzare la visione, abbiamo spezzato in quattro filmati gli interventi, buona visione. seguono altri filmati (more…)

ATTENZIONE!!! AVVOLTOI IN AUTOSTRADA – GRAZIE UOMINI DELL’AUTOSTRADA

febbraio 12, 2009

Questa è una nuova rubrica che abbiamo chiamato Area di Servizio, contiene tutti i racconti di disavventure sulle autostrade e strade italiane, scritte da voi. Con le varie possibili soluzioni o risposte.

Area di Servizio Monte Baldo Ovest A4 – ATTENZIONE AVVOLTOI IN AUTOSTRADA

area-di-servizio-cartelloMercoledì 11 febbraio 2009, autostrada A4, direzione Milano, fermata obbligatoria per rabbocco carburante, Area Sosta Monte Baldo Ovest, sono le ore 19:45.
Il veicolo si ferma, le persone scendono, chi pensa al rifornimento, chi fuma una sigaretta, chi si reca ai servizi igienici.
Serata fredda, un po’ ventosa, sentiamo il rumore degli pneumatici che rotolano sull’asfalto, alla nostra sinistra, che proseguono il loro viaggio in direzione Milano.
Siamo stanchi, provati dal viaggio, non ci manca molto per arrivare a meta, sentiamo già il profumo di casa, di un buon caffé, delle coperte calde.
Paghiamo, le portiere si chiudono sbattendo, la spia arancione delle candelette diesel si spegne, giro di chiave, e il motore singhiozza, non parte, la batteria non ha spunto sufficiente per accendere il motore.
Scendiamo, e chiediamo all’uomo del distributore se può aiutarci. Cominciano le prime domande e gli sguardi d’intesa con gli altri colleghi, che come avvoltoi sostano sull’ingresso del negozio, dove di solito si va a pagare.
<<e come facciamo ad aiutarvi? Non abbiamo niente per aiutarvi>> chiediamo gentilmente se qualcuno può avvicinare un veicolo, in quanto abbiamo i cavi da collegare alla batteria. In un primo momento sembra esserci collaborazione, poi dopo vari sguardi d’intesa con i colleghi, <<no non si puo’, e poi a chi possiamo chiedere, non possiamo fermare le macchine che vanno all’autogrill>> I loro sguardi mi rendono estremamente nervoso, ma sto al gioco, voglio vedere dove vogliono arrivare. Prendo il marsupio, e prendo in mano il portafoglio in bella vista, mentre mi dirigo verso il negozio. Gli occhi dei tre condor che sostavano all’ingresso si trasformano, sembrano il gatto e la volpe di Pinocchio. <<non può lasciare lì il veicolo, deve spostarlo>> Chiedo se i lor signori abbiano un sistema per far partire un’autovettura con la batteria un po’ scarica, di norma è capitato altre volte di vedere macchine ferme al distributore, che venivano fatte ripartire con sistemi molto semplici, chiamati booster. <<no noi non abbiamo niente per fa ripartire le autovetture>> Sto per entrare e varcare la soglia, e mi cade l’occhio sul pavimento, sono stoccate circa quaranta batterie una sull’altra che ingombrano letteralmente l’ingresso. Chiedo se è possibile acquistarne una, la più piccola, in quanto la mia batteria non ha lo spunto, ma funziona. <<per il suo veicolo deve montare questa batteria>> guardo la batteria, è metà della mia come grandezza, e anche come amperaggio, ma sto al gioco: quanto mi costa? Dopo aver armeggiato con la batteria, alzato e ribassato i coperchi dei contatti, verificato che non ci siano cartellini dei prezzi, arriva la sparata:<<duecentotrenta euro>>. Chiedo anche il prezzo della più piccola batteria che c’è, sembra quella di una moto, ma a noi sarebbe bastata. Dopo lo stesso rituale con le mani, alza e abbassa i coperchi, guarda sotto, <<centodieci euro>> mi sta per scappare un: mi fa vedere il listino? Ma siamo nei guai, e devo stare zitto. I lor signori avvoltoi, hanno capito come fare il business, e lavorando di squadra come il gatto e la volpe, gira e rigira, essendo l’automobilista in difficoltà, trovano sempre il modo di guadagnare sulle disgrazie altrui. Ma noi a differenza dei normali consumatori, siamo anche profondi conoscitori dei raggiri, ed eccoti qua la mia risposta: mi costa meno chiamare l’ACI, che senso ha spendere duecentotrenta euro?
Disperazione nei loro volti, faccio per uscire e mi viene spiegato che i prezzi in autostrada sono quelli, non c’è nessun imbroglio, e il mio veicolo dev’essere spostato.
Come nelle migliori famiglie d’Italia, il diavolo fa le pentole e non i coperchi: vediamo all’ingresso dell’ Area di Servizio, luci lampeggianti arancioni, è il furgone della Società Autostrade, il furgone giallo fosforescente. Quando si affianca, apre il finestrino, e due persone sorridenti si sporgono chiedendo se avessimo bisogno d’aiuto. QUESTI SONO ITALIANI
Dopo una breve spiegazione, dopo che i quattro avvoltoi si sono piazzati fuori dal negozio, in attesa di poter saltare di nuovo sulla preda, i NOSTRI EROI, hanno girato il furgone, muso contro muso, e dopo aver attaccato i cavi, abbiamo girato la chiave e il rumore soave del motore ha zittito tutti i rapaci in zona, che immobili nella loro sporca coscienza, hanno perso la dignità, la bevuta offerta al bar, la mancia; ma soprattutto hanno subito i nostri sguardi ed il mezzo sorriso, oltre al finestrino, di soddisfazione, per essere riusciti con la solidarietà di quei due eroi, ad evitare le grinfie degli avvoltoi, che dureranno poco, in quanto non eravamo i primi ad avere bisogno, e ad essere capitati nel loro distributore.
ATTENZIONE A CHI SI FERMA SULL’AUTOSTRADA A4, ALL’AREA DI SERVIZIO MONTE BALDO OVEST, CI SONO AVVOLTOI IN AGUATO, SE VI CAPITA, SCRIVETECI COSA VI HANNO FATTO, E CI OCCUPEREMO DEL CASO.

Un GRAZIE di cuore agli eroi della Società Autostrade, perché se l’Italia va a rotoli, è per questi rintronati, che credono di essere furbi, ma che sembrano Mister Tarocò ricordate DriveIn? “sono mister tarocò con l’accento sulla Q, che l’esperimento lo cucchi questa volta, e non lo cucchi più” a proposito di Ezio Greggio, chissà se Striscia la Notizia vorrà approfondire la questione, lo saprete nei prossimi giorni.

A titolo informativo, la batteria doveva essere venduta ad €. 107,00 e stiamo parlando di quella più grande che c’era lì, la stessa che gli avvoltoi volevano rifilare a duecentotrenta euro.

Spero che questa comunicazione di servizio, serva per creare una nuova sezione, nella quale inseriremo tutti i disguidi sulle strade italiane, e soprattutto con certi AVVOLTOI, che a volte al posto di spennare, rimangono con il becco asciutto.

ANDREA BEN LEVA

Good Morning Italia – è nato il MURO DELLA MEMORIA

novembre 19, 2008
Repubblica Italiana

Repubblica Italiana

scritto da: Andrea Ben Leva

Quasi, quasi mi da fastidio, mi trovo semre a dover ripetere le stesse cose. Un disco rotto, che gira, gira, e dice sempre la stessa cosa: è inutile parlare di infortuni sul lavoro SOLO QUANDO CI SONO “I MORTI” SUL LAVORO.

 

Good Morning Vietnam ! iniziava così Robin Williams, la trasmissione radiofonica dell’omonimo film datato 1987. Era un segnale, un motto, un incoraggiamento per tutti i giovani ragazzi che lasciate le famiglie negli states, entravano nella giungla per sparare, e forse ritornare vivi nella propria branda alla sera. Un sonno difficile sotto i colpi dei mortai e dei fucili di fabbricazione russa AK47.

Spiegazione dei simboli della Repubblica:

Ramo d’ulivo – Indica la volontà di pace della Nazione
Ramo di quercia – Indica la forza e la dignità del Popolo Italiano
Ruota dentata – Traduce l’art. 1 della Costituzione: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro.
Stella – Compare come attributo dell’Italia già dal Cinquecento

Good Morning Italia, sarà il nostro motto, il nostro slogan per ricordare a tutte leFamiglie Italiane, che i loro cari che al mattino si recano al lavoro potrebbero non fare ritorno. E’ brutto, crudo, e duro dire così, ma credete a uno che ha vissuto l’infortunio sulla propria pelle, è meglio tenerlo sempre presente.

Ogni giorno in Italia avvengono infortuni sul lavoro, che non destano notizia. Molti giovani padri di famiglia che cedono al mercato del lavoro pezzi del loro fisico. Poi a fine anno vegono inseriti in un grande piano statistico, e di loro si ricorderà solo il numero, il tipo di incidente, e la data.

Vi sembra giusto? io ritengo di no !
Possibile che l’Italia, le Famiglie Italiane accettino questo ormai diventato “status quo” dove si soprasiede agli incidenti che per effetto della ridondanza, non fanno più notizia. Bisogna fare qualcosa, ma da soli non è possibile farlo, c’è bisogno che tutti partecipino.

Oltre ad aver subito un infortunio, con tutto quello che ne segue, ho accettato di servire il mio paese, dare qualcosa senza ricevere niente in cambio. Sono diventato un promotore di un’ Associazione no-profit che porta il mio nome, che si occupa gratuitamente di giovani infortunati sul lavoro, per il ecupero cognitivo, per il reinserimento nel campo del lavoro, seminari sulla percezione dei rischi e sulla prevenzione.

Nei tempi si è detto e scritto che bisgna dare un senso alla morte, che bisogna ricordare, che non bisogna dimenticare. Da quello che vedo, i media, i giornali, le radio; tranne per qualche eccezione, trasmettono sempre con lo stesso format, in modo che tutti dimentichino presto. Noi di Famiglie d’Italia, NON VOGLIAMO DIMENTICARE !

Ed è per questo che vi propongo un progetto, di collaborazione, di impegno morale, anche di sacrificio. In America esiste un muro dove per ogni morto viene affissa una sella, e non rimane traccia del nome per proteggere la famiglia, o l’identità segreta. Qui invece vogliamo che i nomi dei nostri cari defunti per infortunio sul lavoro, rimangano scritti ed INDELEBILI nella memoria, pertanto vi invito a partecipare al progetto: “MURO DELLA MEMORIA”, dove ognuno di noi che ha perso un caro, un amico, un parente possa rendergli omaggio, inserendo il suo nome su Famiglie d’Italia.

Scrivete una e-mail a info@famiglieditalia.it scrivendo nell’oggetto del messaggio: MURO DELLA MEMORIA. E nel testo: il nome, il cognome, e come è successo l’infortunio sul lavoro che ha causato la morte, scrivete anche chi siete, e perchè volete aderire al progetto “MURO DELLA MEMORIA”

Sarà una testimonianza vera, che durerà nel tempo, un ricordo di chi non c’è più, e che forse un giorno vedrà un nostro futuro Presidente della Repubblica, inginocchiarsi davanti ad un monumento con tutti i nomi scritti, mentre depone una ghirlanda di fiori, in ricordo di chi è morto per il lavoro. Quel giorno, e soltanto quel giorno renderemo giustizia ai nostri defunti sul lavoro, abbattendo il nostro muro, così che tutti possano vedere, affinche rimanga traccia di loro anche dopo di noi.

                                                                               Andrea Ben Leva

Non piangere se non vedi il Sole, perchè le lacrime ti impediscono di vedere le stelle. Jim Morrison