Posts Tagged ‘Andrea Piccoli’

L’importanza del dormire bene ( Famiglie d’Italia Salute News )

luglio 16, 2013

Insonnia_2253.jpgIl sonno regolare aiuta le performance del cervello.

Le notti in bianco influenzano negativamente l’attività celebrale (fonte: www.italiasalute.it )

Il sonno è un’attività fondamentale per il nostro cervello e per quello dei bambini in particolare. Rispettare degli orari regolari li aiuta infatti a migliorare le proprie performance cognitive, stando alle conclusioni di una ricerca pubblicata sul Journal of Epidemiology and Community Health.
Yvonne Kelly, coordinatrice della ricerca che lavora presso lo University College di Londra, spiega: “nei bambini gli stimoli ambientali durante la veglia portano a cambiamenti plastici nel cervello, e le attività metaboliche associate rendono necessario il sonno, che serve a smaltire l’attività cerebrale del giorno precedente e a prepararsi per apprendere nuove cose il giorno successivo”.
“L’importanza dei ritmi circadiani viene sconvolta se gli orari del riposo sono incostanti. La quantità di sonno necessaria varia da individuo a individuo e, nei bambini di 7 anni si stima che 10-11 ore su 24  siano sufficienti”.

In Gran Bretagna il Millennium Cohort Study ha analizzato le abitudini di 11.178 bambini fra il settembre del 2000 e il gennaio del 2002, attraverso delle visite a domicilio periodiche, la prima delle quali al compimento dei 9 mesi, e poi a 3, 5 e 7 anni. Ai genitori sono stati somministrati dei questionari sulle loro condizioni socio-economiche, le caratteristiche demografiche e le abitudini riguardanti il riposo e l’ambiente psicosociale circostante.
Al compimento dei 7 anni, i ricercatori hanno effettuato una valutazione cognitiva, dalla quale è emerso che i bambini che andavano a letto in orari irregolari o dopo le 9 di sera venivano nella maggior parte dei casi da ambienti sociali svantaggiati e mostravano punteggi più bassi per quanto riguarda i vari aspetti cognitivi: “ciò suggerisce che tre anni è un’età cruciale per lo sviluppo cerebrale e che, almeno da qui in poi, il ritmo sonno veglia va rispettato il più possibile per evitare ripercussioni sulla salute per tutta la vita”, conclude Kelly.
Passare notti tormentate a causa della mancanza di sonno ha effetti negativi sulla materia grigia del cervello anche degli adulti, peggiorandone sensibilmente le prestazioni per ciò che riguarda la memoria, la capacità di concentrazione, le abilità linguistiche e la lucidità complessiva.
È questo in sintesi il risultato di una ricerca pubblicata sulla rivista Biological Psychiatry secondo cui l’insonnia rientra a buon diritto tra i fattori di rischio per il nostro cervello, alla stregua di una depressione, di situazioni di stress cronico o post-traumatico.
Lo studio è a firma di un gruppo di ricercatori dell’Istituto olandese di neuroscienze che ha misurato le dimensioni del cervello nelle persone affette da insonnia cronica. L’innovativa tecnica utilizzata dalla dott.ssa Ellemarije Altena e dal dott. Ysbrand van der Werf per giungere ai risultati ottenuti prende il nome di “voxel-based morphometry”, che ha consentito loro di scoprire negli insonni una percentuale di materia grigia inferiore nelle zone del cervello legate al piacere e alla condizione di rilassamento e di riposo.
La minor densità di materia grigia nelle aree interessate al piacere complica le cose in quanto rende più problematico per il soggetto il riconoscimento di una situazione di benessere che potrebbe essere legata a uno stadio immediatamente precedente al sonno, creando così un circolo vizioso al quale è difficile sottrarsi.
L’editore della rivista Biological Psychiatry, John Krystal, ha così commentato: “l’insonnia è una caratteristica comune a quasi tutte le condizione psichiatriche. Un sintomo comune di disturbi psichiatrici o alti livelli di stress nella vita quotidiana, in generale”.
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15/07/2013 Andrea Piccoli

Non diamo ai nostri figli il ” cibo spazzatura ” ( Famiglie d’Italia Salute News )

ottobre 9, 2012

Continua il nostro impegno a mettervi a disposizione la lettura di post che evidenzino l’importanza di destinare ai nostri figli nella prima età cibi adeguati, perché…

IL CIBO SPAZZATURA CI RENDE STUPIDI

Nesso fra alimentazione scorretta e QI minore

Il cervello dei bambini è a rischio stupidità per colpa di una cattiva alimentazione. A dirlo è una ricerca condotta dalla Goldsmiths University of London secondo cui i bambini che si nutrono spesso con il cibo tipico dei fast food mostrano un quoziente intellettivo inferiore rispetto ai coetanei che seguono un regime alimentare corretto.
Lo studio ha analizzato le abitudini di 4 mila bambini scozzesi fra i 3 e i 5 anni evidenziando il nesso tra buon cibo e migliori performance mentali. La ricerca ha anche sottolineato l’importanza del livello socioeconomico di partenza del bambino, mostrando come tra le classi più abbienti sia posta maggiore attenzione all’alimentazione dei propri figli.
La psicologa Sophie von Stumm, che ha coordinato la ricerca, spiega: “è noto che il tipo di cibo che mangiamo influenza lo sviluppo del cervello, ma le ricerche precedenti avevano osservato solo gli effetti di specifici gruppi di alimenti sul quoziente intellettivo piuttosto che un generico tipo di pasto. Le madri e i padri che provengono da background meno privilegiati spesso hanno meno tempo di preparare pasti freschi appena cotti per i propri figli. Questi bambini totalizzano punteggi più bassi nei test d’intelligenza e spesso hanno difficoltà a scuola”.

Che mangiare sano convenga anche al cervello lo conferma uno studio australiano dell’Università di Adelaide, i cui risultati indicano che i bambini che si alimentano in maniera corretta nei primi anni di vita mostrano un quoziente intellettivo maggiore rispetto a chi si nutre di cibo spazzatura. Lo studio ha coinvolto un totale di 7 mila bambini analizzando le abitudini alimentari seguite a 6 mesi, 15 mesi e 2 anni, misurando poi il QI all’età di otto anni. I risultati mostrano come i bambini che erano stati allattati al seno a sei mesi, e successivamente avevano seguito una dieta corretta a base di legumi, formaggi, frutta e vegetali, registravano all’età di otto anni un quoziente superiore di 2 punti rispetto alla media. Gli altri, che avevano avuto libero accesso nel corso degli anni a patatine, bevande zuccherate e cioccolato, mostravano invece un QI inferiore in media di 2 punti, con una distanza complessiva rispetto agli altri di 4 punti. “L’alimentazione e il tipo di nutrienti che diamo ai bambini nei primi due anni incidono sullo sviluppo dei tessuti cerebrali”, ha spiegato Lisa Smithers, coordinatrice della ricerca. ”Le pappe pronte per i bambini, poi, avevano un impatto positivo sul QI se date a 24 mesi, ma non se erano consumate dal bambino a sei mesi”, ha precisato la Smithers. Del resto il nesso fra cattiva alimentazione e QI basso del bambino nasce già prima, nel grembo materno, come dimostra una ricerca della McMaster University di Hamilton, in Canada, pubblicata sulla rivista Obesity Reviews. Secondo lo studio, che ha preso in analisi i risultati di altre 12 ricerche sull’argomento, il bambino di una donna che ha esagerato col cibo nel corso della gravidanza corre un rischio maggiore di sviluppare un quoziente intellettivo basso, psicosi e disturbi di natura alimentare. Nello specifico, i ragazzi nati da madri poco attente all’alimentazione durante la gravidanza rischiano di sviluppare un QI più basso di cinque punti rispetto alla media. La possibilità di soffrire di disturbi alimentari è dell’11 per cento più alta, mentre è addirittura del 24 per cento la maggior probabilità di sviluppare una forma di schizofrenia in età adulta.
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by Andrea Piccoli  ( fonte: Italiasalute.it )

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Famiglie  d’Italia

L’infelicità non paga

settembre 3, 2010

Il mio livore nei confronti di una politica rissosa è ben noto ed ha le sue ragioni più che fondate. Per cui, chi segue questo blog ricorderà come per me lo Stato sia la grande  ” Famiglia  ” di tutti gli italiani e come io consideri la Maggioranza  il buon padre che si assume tutte le sue responsabilità e governa con saggezza ed autorità il  nucleo di cui è a capo, e l’ Opposizione  la  brava madre paziente che vigila attenta, abile nell’intervenire quando è necessario con la sua importante opera di mediazione e correzione. Il Parlamento  rappresenta la casa e i cittadini, i figli…  figli che però crescono male se padre e madre non vanno d’accordo e litigano continuamente davanti ai loro occhi. In questo modo la grande famiglia si sgretola ed i figli, tristi abbandonano i genitori per non  perdersi totalmente e soccombere inesorabilmente. (more…)