Posts Tagged ‘Antonio Cassano’

Alessandro Cecchi Paone/Nazionale di Calcio… ma la discrezione, dove sta di casa?

giugno 14, 2012

Come al solito aspetto un paio di giorni prima di esporre le mie considerazioni sui fatti che ultimamente hanno maggiormente attirato l’attenzione dell’opinione pubblica. Lo faccio per cercare di considerare tutti gli aspetti prima di giungere a delle conclusioni ed esporle… e sul caso Cecchi Paone/Nazionale di Calcio mi sono fatto un’idea abbastanza chiara, specialmente dopo aver ascoltato le opinioni di molti amici e conoscenti. Alessandro Cecchi Paone non può cavarsela dando del ” maleducato ” ad Antonio Cassano ed assolvere se stesso affermando ” La mia battaglia è per la normalità. Nessuno deve rischiare di essere insultato per questi motivi ( essere omosessuali ) “…

Ebbene, io credo che per prima cosa il desiderio di avvicinarsi alla normalità ed all’educazione stia prima di tutto nel sapersi comportare in modo discreto e nel non sbandierare attraverso i media le proprie  ” conquiste sessuali “. Aver affermato di aver avuto rapporti con un giocatore della nazionale di calcio, ha certamente violato l’intimità di ” uno ” e messo in imbarazzo 23 giocatori, l’intero staff e tutta la Federazione in un momento delicato ed importante come la partecipazione ad un Campionato di Calcio Europeo. Il comportarsi discretamente pretenderebbe da tutti il tenere per sé fatti personali e soprattutto nel non  rivelare ne alludere mai al presunto ” peccatore “… e qui, il solo fatto di affermare “ ho avuto rapporti con uno della nazionale di calcio ” denota, purtroppo, una mancanza di rispetto verso l’intera nazionale ed un desiderio di mettere in evidenza le proprie arti di ” grande conquistatore ” che non credo  faccia bene all’ ” orgoglio omosessuale “, come non farebbe bene all’ ” orgoglio eterosessuale ” in un caso simile

Certo, il calciatore Cassano ha risposto in modo brutale e inadeguato, usando termini popolari eccessivi, ma lui è fatto così e forse era anche un po’ adirato: tanta classe con un pallone tra i piedi , ma non altrettanta nel rispondere in modo forbito, anche se chiaro. … Ma da Cecchi Paone si pretende molto di più. Lui con il pallone tra i piedi non ha bisogno di eccellere, ma è un affermato ed apprezzato giornalista e conduttore televisivo, per cui è un nostro diritto sentirlo esprimersi in modo educato e pretenderne un comportamento adeguato. Sì… ” educato ed adeguato “, perché tra lui e Cassano non sono poi emerse troppe differenze: se Antonio rispondendo ha sbagliato eccedendo nell’espressione verbale, Alessandro Cecchi Paone ha attaccato per primo e lo ha fatto rivelando questioni personali che dovrebbero sempre rimanere racchiuse tra le lenzuola di un letto disfatto.

Tutti ormai accettiamo come fatto normale ciò che ancora impropriamente viene indicato come “ diversità “, perché madre natura non permette a nessun individuo di scegliere in anticipo quale sarà il percorso perfetto della propria vita… ma pretendiamo rispetto a 360 gradi… da tutti, siano omo o etero-sessuali!!! Penso perciò che non si possa uscire allo scoperto e giudicando e vantandosi di un qualcosa e poi pretendere di non essere a propria volta giudicati e bacchettati. Io sono convinto che sia arrivato il momento definitivo di non parlare più di diversità sessuali: questa diversità non esiste più fra le persone intelligenti e, soprattutto…  non fa più notizia!

Umberto Napolitano

Famiglie                        d’Italia

Antonio Cassano: fra tre anni smetto… ma chiederci scusa e non sbagliare più, non è meglio?

ottobre 12, 2011

Ieri sera contro l’Irlanda del Nord Antonio Cassano è stato bravissimo, però ha fine partita invece di esultare ha annunciato in modo amaro, pur non tralasciando il suo tono guascone e ironico, che entro 3 anni e mezzo smetterà di giocare, perché… perché è stanco e stressato, perché non c’è cosa che lui faccia che non venga analizzata e criticata, se si gratta la testa o si strofina il naso… vuole smettere perché non resiste più allo stress e vuole dedicarsi alla famiglia e fare altri due o tre figli.

Bene caro Antonio, concedimi un tono confidenziale essendo tu da 13 anni parte della vita quotidiana sportiva di molti di noi, ma, da padre di famiglia e nonno recente, mi sorge la necessità di criticarti ancora una volta, e spero che sia l’ultima… Secondo me, tu ieri hai perso una grande occasione per riconciliarti definitivamente con tutti noi, e come?… chiedendo semplicemente scusa, non a Tizio e Caio, ma a noi… tuo pubblico, tuoi fan. Scusa per essere impulsivo e nelle tue reazioni spesso volgare e maleducato. Il tuo linguaggio, quando perdi la trebisonda, diventa scurrile e oltremodo pieno di  ” vaffa “… anche quando scherzi. Non metterti sullo stesso piano di Grillo che di ” vaffa ” ne ha creato un popolo… lì è un’altra storia, un altro progetto… ma nei tuoi ” vaffa ” non c’è un progetto, c’è solo la reminiscenza di antiche origini e di ambienti nei quali sei cresciuto… la famosa e famigerata Bari Vecchia per molti, ma per me soprattutto un pezzo folcloristico importante  di storia racchiusa in mura antiche fra due porti, quello vecchio e quello nuovo, dove la vita scorre dura, ma dignitosamente… Certo, quando fai fatica ad arrivare a sera per garantire un tozzo di pane ai tuoi cari, diventa difficile poi mantenere sempre  un linguaggio forbito, ma ora, e questo da 13 anni, tu, figlio affermato e miliardario, di quella parte della città puoi con orgoglio solo rivendicarne le origini e non arrogarti più il diritto di  “ smoccolare ” per reagire a difficoltà quotidiane che non ti appartengono. Tu di  “ quella ” Bari devi mostrarne l’evoluzione positiva come messaggio di esempio e di sprone a chi in te vede un sogno che può anche realizzarsi.

Caro Antonio, stai per compiere 30 anni e la maturità ti spetta e la devi di diritto alle tue persone care e al pubblico che ti apprezza e ti segue. Devi farci scordare tutte le tue Cassanate rivestite di imprecazioni e, soprattutto, quel ” vecchio di m… ” che ti scappò nel furioso litigio con il tuo ex presidente Riccardo Garrone, perché, colpito nella dignità, in qualche modo lo facesti disinnamorare del mondo del pallone, costringendolo a malincuore a ” svenderti ” ed a smantellare la squadra… squadra, la Sampdoria, che nel breve volgere di pochi mesi precipitò poi in serie B.

Antonio, devi metterti in testa che è arrivato il momento di crescere… e crescere non vuol dire arrendersi e dichiarare che sei stufo del calcio e di ritirarti prima dei 33 anni…  ma vuol dire chiedere scusa a tutti per il tuo comportamento passato, metterci definitivamente una pietra sopra, e proporti in un modo nuovo e positivo, allegro e scanzonato come nel tuo carattere gioviale, ma più responsabile e consapevole del tuo ruolo in questa società già fin troppo martoriata e depressa per dover convivere anche con i tuoi, spesso, immotivati malumori e scoppi di ira.

Uno sportivo bravo ed affermato come te, d’ora in avanti, deve essere un modello per i nostri figli che crescono spesso sfiduciati, per dire loro che, se ce l’hai fatta tu… ce la possono fare anche loro! 

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

 

Festival di Sanremo 2010… un breve commento

febbraio 17, 2010

Futuristica ed accattivante la scenografia, ” scoppiettante “, come definita dalla maggior parte della stampa, l’apertura con l’intervento di Paolo Bonolis e Luca Laurenti; un déjà vu che ha rappresentato una specie di collegamento con l’edizione dell’anno scorso. Simpatica e sciolta Antonella Clerici, volutamente ” baraccona” e leggermente goffa nel muoversi su delle scarpe con tacchi forse troppo alti per lei. Discreti gli ospiti, da Susan Boyle al giocatore Antonio Cassano ( ? ), con ” chiusura in bellezza “, come definita da Repubblica, di Dita von Teese ed il suo spogliarello all’antica in una coppa di champagne ( ??? ), ovvero fenomeno, calcio e sesso, per non scontentare nessuno… e le canzoni?… beh, quelle per lo più fantasmi, come fantasma la giuria che le ha scelte insieme agli interpreti. La mia non è una critica gratuita o di parte, ma solo la triste constatazione di come la selezione di una manifestazione così importante venga affidata ad un unico ” giudice ” con risultati,  che  da anni sono più che  evidenti.

Ma Sanremo è Sanremo e dobbiamo accontentarci perché, evidentemente, è  il massimo che ci meritiamo… sia come pubblico sia come artisti.

Umberto Napolitano

Famiglie d’Italia