Posts Tagged ‘biodiesel’

MIT svela foglia artificiale che crea a combustibile a idrogeno da luce solare ( Econota 74 )

gennaio 7, 2012

 

Ricercatori del MIT appena ufficialmente svelato un dispositivo che utilizza la luce solare per dividere l’acqua in idrogeno e ossigeno. Il dispositivo si basa sulla capacità di produrre idrogeno con una tecnologia sviluppata nel 2008 ovvero una “foglia artificiale” capace di creare combustibili chimici direttamente dalla luce del sole. La cella è fatta anche da materiali comuni come il silicio, cobalto e nichel, il che significa che la “foglia” potrebbe essere potenzialmente prodotte in serie. Se questa tecnologia venisse confermata si potrebbe creare idrogeno direttamente dal sole, utilizzandolo direttamente per il trasporto, riscaldamento e, mediante celle a combustibile, per produrre energia elettrica. La cella è un wafer di silicio (simile alle celle elettriche solari) che è rivestito su entrambi i lati con  catalizzatori per l’idrogeno e ossigeno. Il team ha sviluppato un catalizzatore di cobalto tre anni fa che rilascia ossigeno quando attivato dalla luce solare. Hanno poi aggiunto uno strato di lega di zinco-nichel-molibdeno sul lato opposto di wafer di silicio, che separa l’idrogeno dall’H2O. Se mettiamo il wafer in acqua ed lo esponiamo contenporaneamente alla luce del sole avremo acqua che si divide in gas formando bolle che salgono in superficie. I gas, per essere riutilizzati, dovrnno essere separati e l’idrogeno catturato e stoccato. Questa tecnologia offre una scorciatoia per produrre idrogeno. La promessa di un’economia di energia pulita basata sull’idrogeno ha avuto uno svantaggio grande dal fatto che  necessita molta energia per dividere H2o; quindi la potenza prodotta alla fine è semplicemente un trasferimento di energia piuttosto che una nuova forma. I vantaggi dell’utilizzo di fotoni per creare idrogeno sono enormi. Un grande stagno potrebbe fare il gas che potrebbe essere convogliato fino ad una cella a combustibile per produrre energia elettrica e calore su richiesta. I ricercatori immaginano la tecnologia integrata in un minuscolo sistema quando immerso nell’acqua sotto il sole che potrebbe produrre tutta l’energia necessaria da una tipica famiglia .

by Andrew Veronika

 

La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero quelli che fanno “……o almeno ci provano

   

 Honda ricrea la sua ” motore Compo ” pieghevole moto elettrica a Tokio Motor Show

 

Negli anni 80, Honda ha creato un motociclo elettrico pieghevole unico chiamato Motocompo. Ora la casa automobilistica sta aggiornando lo scooter con la sua versione di “Motor Compo” modernizzato visualizzata al Motor Show di Tokyo. La moto è inferiore a 1 metro di lunghezza e di altezza ed è dotata di una batteria rimovibile che può essere utilizzata come fonte di alimentazione di emergenza. Mentre l’originale Motocompo sembrava un piccolo falciatore, il nuovo design prende la sua stilistici dal robot di umanoide Asimo robot asimo Hondadi Honda.

by Laura k. Cowan

New entry : Le ESP  (Ecopillole  Sorridiamo un Po’ )  (da Parole Verdi )

In Giappone, la Triumph produce carburante dai reggiseni usati

 

 

Reggiseni usati per produrre carburante : èquel che fa la Triumph International in Giappone. Dai reggiseni si ottiene un refuse-paper and plastic fuel (RPF), costituito da scarti di carta, plastica e fibre. Nell’attività di trasformazione, si genera una quantità di CO2 inferiore rispetto a quella prodotta partendo dal carbone,con costi ridotti del 75%.

Dal 2009, la Triumph ha lavorato più di 200.000 reggiseni, ottenendone circa 14 tonnellate di RPF.

Che dire : forza ragazzi ! ( fonte: Blogo.it )

 

Ti manca la benzina? No problem ( se sei grasso… ) 

E’ quanto deve aver pensato il dottor Craig Alan Bittner, specializzato in liposuzione.

Il medico di Los Angeles utilizzava, infatti, il grasso prelevato dai propri pazienti per sintetizzare biocarburante per la propria macchina e per quella della sua fidanzata (un SUV Ford ed una Lincoln Navigator). Da 5 litri di grasso umano il dottore otteneva una quantità quasi equivalente di biodiesel. Il medico è finito sotto inchiesta ed è volato in Sud America per fare del volontariato in una clinica per bisognosi. Sic !

 ( fonte Blogo.it )

 

rubrica a cura di:

Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

Mi faccia un pieno d’olio fritto… ( Econota 63 )

agosto 11, 2011

Biodiesel

E le auto vanno con l’olio fritto

L’esperienza di una ditta modenese. Esiste da tempo la condizione necessaria affinché si utilizzino oli vegetali come carburanti per auto. La notizia non è nuova e periodicamente si rianimano le speranze di chi volentieri sperimenterebbe il biodiesel «faidate»

 

Valentina Nuzzaci by Home | Villaggio Globale

Questa volta l’Italia fa da maestra: a Modena la Havi Logistics, una multinazionale con una sede anche a Bomporto, si è lanciata nell’avventura dei Havi Logistics,, ossia di quelle fonti di energia combustibile che alimentano le nostre autovetture.

In pratica, viene letteralmente recuperato l’olio fritto delle varie friggitorie della zona e, grazie ad un processo nemmeno complicatissimo di raffinazione, si ottiene biodiesel di ottimo livello.

Il progetto è stato preceduto da uno studio durato quasi 2 anni, durante il quale sono state attuate verifiche di fattibilità tecnica ed organizzativa dei processi che si sarebbero dovuti attivare: primo fra tutti quello relativo all’impatto dell’introduzione di biodiesel sui mezzi della flotta Havi Logistics, in termini di eventuali rischi per il motore dei mezzi e per tutte le componenti in cui transita il biodiesel.

Ecco qui elencati i risultati già ottenuti dall’azienda in questione dal punto di vista sociale, economico, ambientale:

– recupero di 150 tonnellate di olio usato dai ristoranti;

– produzione di equivalenti tonnellate di Biodiesel;

– produzione di circa 600 tonnellate di mix diesel-biodiesel che permette di percorrere circa 4.000.000 Kmanno a ridotte emissioni inquinanti, pari ad una riduzione superiore a 100.000 Kgdi CO2.

Insomma, parrebbe esistere davvero un’alternativa «verde» al diesel.

Anche se il primo segno rappresentativo della possibilità concreta di viaggiare in auto in maniera eco-sostenibile ci è stato gentilmente offerto già anni fa dall’olio di colza.

Esiste da tempo, difatti, la condizione necessaria affinché si utilizzino oli vegetali come carburanti per auto.

La notizia non è nuova e periodicamente si rianimano le speranze di chi volentieri sperimenterebbe il biodiesel «faidate», facendo ressa nei supermercati per scorte improvvisate di olio di semi per la propria vettura.

Sì, perché il vero biodiesel viene prodotto principalmente con olio di colza e di girasole.

L’olio di colza è amico dell’ambiente da tanto tempo: è un olio vegetale alimentare, prodotto dai semi della pianta, che trovava uso già intorno al 1200 per l’illuminazione delle strade nei paesi del nord Europa.

Il motore di Rudolph Diesel (il motore Diesel) venne originariamente pensato alla fine dell’800 dal suo inventore per funzionare con olio vegetale, ma in seguito fu sostituito dall’olio minerale petrolchimico detto gasolio-diesel.

Oggi si è riscoperto che l’olio di colza, opportunamente trattato e trasformato in biodiesel, può essere utilizzato come biocarburante per i motori Diesel.

Costa mediamente 99 centesimi di euro al litro e inquina il 98% in meno del gasolio normale senza alterare le prestazioni dell’autovettura.

La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero quelli che fanno “……o almeno ci provano

ANDREA PURIFICATORE D’ARIA. iMPIANTO PER PULIRE L’ARIA DELLA VOSTRA CASA 

di Brit Liggett

 

 

L’ Andrea purificatore d’aria è una partnership tra l’uomo e i vegetali che accelera la naturale capacità della natura di pulire l’aria al fine di disintossicare l’atmosfera all’interno della vostra casa. Abbiamo avuto la possibilità di sedersi con Tom Hadfield  per parlare di come questo gadget stupefacente è in grado di pulire l’aria in casa 1.000 volte meglio di una pianta d’appartamento normale. Guarda la nostra intervista video qui sopra!

“Andrea” è stato inventato dal designer francese Mathieu Lehanneur e professore di Harvard David Edwards come parte di un esperimento scientifico – artistico nel 2007. Il depuratore,  in vendita negli scaffali dei negozi in Nord America dal gennaio del 2010 , è in grado di amplificare la depurazione dell’aria capacità di una pianta con l’ausilio di un ventilatore meccanico che si muove l’aria passato le foglie della pianta, attraverso il suolo e le radici attraverso un vassoio d’acqua che raccoglie le tossine.

“Andrea” può lavorare con molte specie di piante della casa e unisce un design elegante con funzionalità dimostrato di catturare non solo le tossine da casa vostra ma di aggiungere anche uno stile al vostro arredamento. “Andrea unico multi-fase “, completamente naturale, garantisce un sistema di pulizia a casa sano e sicuro per la vostra famiglia. ” Oggi la gente compra depuratori d’aria  per poi uscire ad acquistare piante in vaso “, ci ha detto Tom Hadfield. ” Pensiamo che il futuro di purificazione dell’aria negli ambienti chiusi potrebbe essere una via di mezzo “.
Read more: VIDEO EXCLUSIVE: Andrea Air Purifier, a Partnership Between Man and Plant | Inhabitat – Green Design Will Save the World

rubrica a cura di:

Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

Dalle alghe il biodiesel e la pulizia delle acque ( Econota 55 )

aprile 19, 2011

 

Ricercatori Usa e Italiani: alghe per il trattamento delle acque reflue e generare Biofuel

Le alghe sono molto di più che filamenti fastidiosi nel tuo acquario – i ricercatori del Rochester Institute of Technology stanno utilizzando le alghe coltivate in impianti di trattamento delle acque reflue per sintetizzare il biodiesel . Impianti di trattamento delle acque reflue utilizzano le alghe per rimuovere ammoniaca, nitrati e fosfati dalle acque di scarico prima di essere raccolte e utilizzate come fonte di carburante. (more…)

Le uova non sono d’oro ma… quasi ( Econota 41 )

novembre 30, 2010

Un tesoro naturale ( by Dr.ssa Maurizia Pallante )

Per 100 grammi di prodotto ci sono circa 26 grammi di proteine, circa 6 grammi di lipidi, di cui solo il 6% è costituito da colesterolo; 65% di trigliceridi e 31% di fosfolipidi. Si tratta quindi di un prodotto «magro»: i grassi contenuti sono essenzialmente acidi grassi insaturi, quali gli omega 3  

Le uova, così ricche in proteine nobili, sono un’autentica miniera di principi nutritivi. Per migliorarne ulteriormente il valore nutritivo possiamo agire sull’alimentazione della gallina o mediante selezione genetica degli animali riproduttori. (more…)

Legno rinnovabile ( Econota 11 )

marzo 20, 2010

 C’era una volta, come fonte di energia, il legno che il Solefabbrica” e reintegra continuamente, anno dopo anno, secolo dopo secolo. Per migliaia, anzi diecine di migliaia di anni il legno è stato il combustibile con cui i nostri antichi progenitori scaldavano le caverne; poi sempre col calore del legno, hanno imparato a cuocere e conservare gli alimenti; poi ancora più tardi hanno imparato a scaldare l’argilla per farne vasi, poi a trasformare i minerali in metalli. A mano a mano che si perfezionava la tecnologia, l’uso del legno come fonte di calore si è fatto sempre più intenso al punto che sono state tagliate intere foreste, lasciando al loro posto terre desolate, terreni esposti all’erosione e alle frane con conseguenti alluvioni, come denunciava, già nel Cinquecento, Giorgio Agricola (1494-1555), l’autore di un celebre trattato di tecnologia mineraria e metallurgica. (more…)

Microalghe nel nostro futuro… ( econota 2 )

gennaio 16, 2010

 Econote a cura di Paolo Broglio

Il Progetto Mare (Micro Algae Renewable Energy), il più importante progetto  di ricerca  e sviluppo industriale presentato al bando 2008 Efficienza Energetica di Industria 2015, vuole dimostrare la fattibilità industriale di un processo di produzione di biodiesel da microalghe di seconda generazione e sviluppare impianti che si adattino alle condizioni climatiche del territorio italiano, dalla Lombardia alla Sicilia, con l’utilizzo di tecnologie e materiali innovativi, aumentare la produttività e ottimizzare le fasi dell’intero processo in modo che il biodiesel non superi il costo industriale di 100 dollari al barile.   <<Le microalghe? spiega il dott. Mario Renna – sono in grado di realizzare il processo di fotosintesi con un’efficienza di conversione dell’energia solare superiore alle materie prime agricole tradizionali e sono caratterizzate da un alto contenuto di lipidi, fino al 60 per cento della biomassa, utilizzabili come biocarburante. (more…)