Posts Tagged ‘blogeko’

Africa: un grande muro verde per fermare la desertificazione del Sahel ( Econota 61 )

luglio 14, 2011

Africa, cresce il grande muro verde di alberi per fermare il deserto  by Blogeko

Forse non è un sogno. Sta prendendo davvero corpo, almeno in Senegal, il grande muro verde che dovrebbe attraversare da ovest a est l’intera Africa con lo scopo di fermare l’avanzata del Sahara e la desertificazione del Sahel.

Si tratta di mettere a dimora una fascia d’alberi lunga oltre 7.000 chilometri e larga 15 dalla Mauritania al Gibuti.

Finora il progetto, vecchio di alcuni anni, è stato guardato con un certo scetticismo: bella idea, ma potrà mai essere realizzata? Invece sì: sta decollando, riferisce un reportage pubblicato ieri dal quotidiano britannico Guardian.

Gli alberi del muro dovrebbero creare un circolo virtuoso: immettere vapore acqueo nell’aria così da aumentare le precipitazioni, migliorare la qualità del suolo, fermare l’erosione e costituire una sorta di barriera fisica di fronte alle tempeste di sabbia.

Come vogliono gli accordi presi dalla comunità dei Paesi che si affacciano sul Sahara, i primi alberi sono stati piantati un anno fa in Mauritania. E adesso tocca al Senegal.

Il Guardian è andato a vedere cosa succede a Widou, uno dei villaggi da cui inizia la costruzione del muro di vegetazione: il Senegal dovrà realizzarne 500 chilometri.

Ha trovato un vivaio nel quale vengono cresciute e innaffiate giovani piante di cinque specie – quest’anno ne serviranno 390.000 – pronte per essere messe a dimora non appena dal cielo accennerà a scendere un po’ d’acqua.

Gli alberi del grande muro verde sono stati individuati con tre criteri. Primo, devono essere adatti alle condizioni locali. Secondo, non devono far gola per il legno. Terzo, devono offrire prodotti utili alla popolazione locale.

La scelta è così caduta su sette varietà, fra cui un’acacia da cui si ricava la gomma arabica e piante che producono frutti e perfino olio, ricavabile dai nòccioli.

Al progetto lavorano esperti quotati, riferisce il Guardian. Prima di piantare gli alberi si adottano misure per migliorare la qualità del suolo – che di recente si è assai degradato – e ultimamente si è anche deciso di aumentare la distanza fra un albero e l’altro, così da ridurre la competizione per la crescita. Fra sette-otto anni si vedrà se il grande muro verde sarà attecchito davvero.

La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero quelli che fanno “……o almeno ci provano

 

Giardinaggio nelle buche delle strade, l’ultima frontiera del guerrilla gardening  ( by Blogeko )

Giardinaggio nelle buche delle strade. E’ il modo più ecologico e creativo di protestare contro l’incuria che affligge le vie delle città, e contemporaneamente per ingentilire un poco un ambiente tutto grigiume, asfalto e cemento.

Si tratta dell’ultima frontiera del guerrilla gardening, l’arte di seminare (abusivamente) fiori negli spazi urbani incolti per aprire un piccolo varco al verde e alla natura fin dentro le città.

 

A Londra se ne incarica un anonimo che posta le sue creazioni sul blog The Pothole Gardner, “il giardiniere delle buche stradali” Vi faccio vedere alcune delle sue foto: sono graziosissime.

Un piccolo cratere stradale prima e dopo l’intervento dell’anonimo giardiniere. Guardate come l’insieme si trasforma.

 

 E questo sotto è un marciapiede sconquassato di un quartiere residenziale, sistemato – è proprio il caso di dire – ad arte

 

 Se non altro, i fiori attirano immediatamente l’attenzione e nessun passante distratto prenderà una storta mettendo il piede nella buca. Lo stesso principio vale per le auto e per lo spiacevole scossone che i passeggeri subiscono quando la ruota centra una voragine stradale.

Per questo confido che, nonostante il traffico, le creazioni dell’anonimo giardiniere non abbiano una vita così effimera come a prima vista potrebbe sembrare.

rubrica a cura di:

Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

 

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Fiumi in crisi, una triste realtà da non sottovalutare ( Econota 37 )

ottobre 30, 2010

L’acqua dolce è una risorsa limitata ed esauribile. Nature dedica la copertina ai fiumi in crisi

By Blogeko

Lo so, è difficili rendersi conto che l’acqua dolce è una risorsa limitata ed esauribile. I fiumi, i laghi, la pioggia: dappertutto vediamo acqua dolce.
Aiuta a guardare al di là dell’ingannevole apparenza la copertina della prestigiosa rivista scientifica Nature, che questa settimana recita a caratteri cubitali “Fiumi in crisi” e mette in vetrina lo studio che, per la prima volta, quantifica l’impatto di 23 fattori di stress sui fiumi di tutto il mondo e ne stima lo stato di salute. Perlopiù cattivo. (more…)

Il villaggio di Nonna Prisbrey da un milione di bottiglie ( Econota 36 )

ottobre 23, 2010

Una nonna in California costruisce un villaggio riciclando un milione di bottiglie ( By Blogeko )

Un’altra casa di bottiglie, esempio di riciclaggio e creatività. Anzi: un intero villaggio costruito con un milione di bottiglie, il Bottle Village realizzato in California da “nonna” Tressa Prisbrey fra il 1956 (quando aveva già 60 anni) e il 1980 circa.

La donna è morta nel 1988, a 92 anni. Ma la sua opera le sopravvive a Simi Valley. La California considera l’edificio un luogo d’importanza storica. Un’associazione cerca di impedirne il deterioramento. Vogliamo dare un’occhiata?

“Nonna” Prisbrey ha cominciato a costruire con le bottiglie per trovare un luogo in cui collocare la sua collezione di 17.000 matite colorate. (more…)

Vuoto a rendere: una vecchia usanza che fa ancora risparmiare ( Econota 35 )

ottobre 16, 2010

Uno studio inglese: il vuoto a rendere fa risparmiare sulla bolletta dei rifiuti

Caldeggio da un pezzo il vuoto a rendere. In attesa che in Italia diventino legge (speriamo) gli incentivi per adottare questo sistema, in Inghilterra stanno facendo i conti.

Si tratta di conti anche economici, e non solo ecologici. E’ cioè possibile isolare gli aspetti relativi ai costi per la collettività e per il singolo, lasciando da parte il minore impatto ambientale derivante dalla riduzione dei rifiuti e dall’eliminazione delle lavorazioni inquinanti per produrre bottiglie destinate alla discarica.

Hanno scoperto che il vuoto a rendere consente risparmi sulla bolletta dei rifiuti: e dunque comporta benefici per i consumatori. (more…)