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Contributo di solidarietà: ma i calciatori ci sono o ci fanno?…

agosto 18, 2011

Questa volta queste ” fighette ” di calciatori, volendo addossare, tramite i loro rappresentanti, il contributo di solidarietà da loro dovuto alle società di appartenenza, hanno veramente superato l’ultimo gradino della decenza. Il penultimo lo aveva già superato qualche mese fa Eto’o a Milano in via Monte Napoleone facendosi togliere una multa di 39 euro, discutendoci e implorando, da una vigilessa che, assecondandolo, è venuta meno al suo dovere in modo clamoroso. Una scena comprensibile, ma non troppo, se interpretata da un poveraccio che guadagna si e no 1000 euro al mese… ma da uno che per due calci al pallone nello stesso arco di tempo ne guadagna 1000 volte tanto… fa veramente schifo!… Non l’avevo detto allora, eravamo ai primi di marzo di quest’anno, lo sottolineo adesso, e nuovamente: fa veramente schifo!…

Come fa schifo da parte dei giocatori, o almeno da parte dei loro rappresentanti associativi, come Damiano Tommasi, il voler puntualizzare che nei contratti da loro sottoscritti gli importi conseguiti sono al netto delle tasse. Ohhh!… Ma voi ci siete o ci fate veramente!!!… Il contributo di solidarietà a me non pare proprio una tassa, bensì un contributo da parte di chi è ricco nei confronti di chi, con i loro miseri stipendi, vi permette appunto di arricchire divertendovi ( e qui nessuno vuole togliervi i meriti )… un contributo dovuto in momenti finanziari così difficili. Ma non capite che se i soldi finiscono i primi ad andare con le chiappe per aria siete voi e non i panettieri ?!?…Io se devo dar da mangiare ai miei figli e nipoti, rinuncio prima al calcio e poi al resto. Ha ragione Galliani a dire che se scioperate manderanno in campo le primavere… e noi andremo a vederle con ingresso gratuito. Per prima cosa ci faremo restituire i soldi dell’abbonamento, poi disdetteremo i vari contratti Sky e Premium… ed il calcio ritornerà genuino e pulito come ai tempi dell’oratorio e di voi che accadrà?… I più accorti vivranno di rendita e gli altri…a zappare la terra, non in senso dispregiativo, ma in onore al mestiere migliore per sopravvivere.

Carissimi privilegiati, tornate sulla terra e toccatene con mano la realtà! Se veramente oserete fare uno sciopero faremo di tutto per punirvi e rendervi più simili ai comuni mortali… chiederemo al governo, come propone Calderoli, che il vostro contributo sia rapportato alla categoria privilegiata dei politici… perché ultimamente calcio e politica sono il pane rancido quotidiano che ci prendiamo: sì, rancido… perché calcio e politica sono accumunati negli scandali continui che li disonorano e li disaffezionano ai nostri occhi. Perché privilegi ed eccessi di entrambi ricadono esclusivamente su di noi. Infatti, tralasciando la politica, se fossero le società a dover pagare il vostro contributo di solidarietà, dove credete che esse andrebbero a recuperare i soldi… ma sui tifosi… E qui si capisce la vostra mancanza di acume, a parte qualche genialità nel trattare un pallone: voi, le vostre società dovete far di tutto per non farle fallire!

Bene, credo che possa bastare. Siamo in vacanza e non è il caso che la vostra mancanza di sensibilità e rispetto nei confronti dei tifosi che vi arricchiscono contribuisca a rovinarcele facendoci salire la pressione con simili castronerie… e per concludere, ricordo che è inutile che altri vostri rappresentanti ci ricordino che molti calciatori guadagnano si e no 40.000 euro all’anno, visto che i loro introiti non saranno intaccati… e che la smettano una volta per tutte a dirci che il vostro è un mestiere breve, perché con i guadagni di pochi anni di carriera siete in grado di pagare tranquillamente sia il dovuto contributo di solidarietà sia sopravvivere più che decentemente per almeno tre generazioni.

Umberto Napolitano

 
Famiglie  d’Italia

 

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Niente complotti, cade la neve… e l’Italia si ferma

dicembre 22, 2009

Era attesa la neve, puntualmente è arrivata… e l’Italia si è fermata. Dalle Alpi all’Aspromonte, in un fraterno abbraccio lungo 1300 chilometri, ci siamo tutti ritrovati  sotto un manto di disagi. Una volta la neve era gioia, ora è dramma profondo… tutti fermi in attesa che accada qualcosa, che arrivi qualcuno a levarci d’impaccio: lo spazzaneve, il camion del sale o, meglio ancora, l’esercito.  Perché ad usare il badile ed a cambiare le abitudini non siamo più preparati, preferiamo  l’attesa… passiva e rassegnata, che sia in città o in autostrada, in aeroporto e sopra un treno dai finestrini ghiacciati, come il mondo che ci circonda ed il nostro cervello adattato al letargo.  (more…)