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A Torino Tre giorni per la prevenzione del cancro ( Famiglie d’Italia Salute News )

settembre 16, 2014

Torino

Prevenire dovrebbe sempre essere meglio che curare, ma non sempre la logica e l’interesse sulla salute della collettività vincono nelle strategie delle multinazionali  della medicina dove  a tanta sofferenza tanto business corrisponde. Per cui, penso, che un po’ di conoscenza ed interesse personale possano in qualche modo sopperire alla carenza di informazione e questo può avvenire anche offrendo il piccolo apporto di ognuno di noi. Oggi Famiglie d’Italia vuole porre alla vostra attenzione la  manifestazione sulla prevenzione del cancro che si svolgerà a Torino dal 19 al 21 settembre. In proposito vi proponiamo un post edito da Emerge il Futuro Blog . Buona lettura.

A Torino il primo Festival sulla prevenzione del cancro

Se i vari linguaggi parlati alle più disparate latitudini del mondo si limitassero a denotare oggetti appartenenti ad una sfera dell’esistenza squisitamente fisica (come “tavolo”, “Pietro” o “gonorrea”), forse i traduttori avrebbero una vita più semplice e meno stressante, ma sicuramente si perderebbero tutti quei simpatici malintesi e quelle imprescindibili ambiguità che riguardano i termini astratti.

Prendendo ad esempio la parola “prevenzione”, è curioso osservare come ognuno di noi la associ ad un significato differente e faccia ricadere all’interno del suo ambito le più disparate attività e correnti di pensiero, unite sotto la bandiera comune della lotta all’insorgenza di una patologia.

cancrotorinoCon l’intento manifesto di rischiarare il buio delle ambiguità semantiche e di offrire una panoramica a 360 gradi sulla prevenzione nei confronti delle forme tumorali più diffuse, nasce a Torino il festival “Cancro? No Grazie”,meeting della durata di tre giorni dedicato alla lotta contro il cancro e all’informazione priva di preconcetti.

L’evento, al via dal 19 al 21 settembre, rappresenta il primo festival al mondo dedicato alla prevenzione nei confronti del cancro e si compone di una pluralità di eventi, incontri, conferenze e dibattiti destinati ad animare il capoluogo Piemontese con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica su quella che rappresenta la principale emergenza sanitaria del nostro secolo e che può essere debellata a partire dall’adozione di uno stile di vita salutare e privo di inutili fattori di rischio.

Si stima infatti che almeno il 40% delle neoplasie sia evitabile semplicemente a partire dall’introduzione di alcuni (piacevoli)accorgimenti all’interno della routine quotidiana e abbinando il ritrovato interesse verso attività sportiva e alimentazione sana con un’opera di prevenzione diagnostica atta a cogliere in anticipo l’eventuale insorgenza di una forma tumorale.

Proprio sulla duplice direttrice legata a scienza e sport si muoverà il festival “Cancro? No grazie”: il versante legato a diagnosi, prognosi e cura vedrà la presenza di numerosi specialisti uniti nell’esporre i risultati raggiunti negli ultimi anni grazie all’impiego delle più moderne tecnologie in ambito sanitario, mentre un’ampia delegazione di atleti (tra i quali Ciro Ferrara, Massimiliano Allegri e Maurizio Damilano) invaderà la futura Capitale dello sport 2015 per spiegare i vantaggi di una costante attività fisica in fase di prevenzione.

È infatti ormai assodato che, al crescere delle percentuale di guarigione legata allo sviluppo delle tecniche mediche (da una speranza di sopravvivenza pari al 30% sul finire degli anni ’70, fino all’attuale 60%), l’insorgenza delle più diffuse forme tumoralirisulti ridotta dall’adozione di uno stile di vita non sedentario e legato allo sport: 20 minuti di esercizio fisico al giorno sono infatti sufficienti per abbassare i fattori di rischio del 40%, con benefici ancora maggiori in termini statistici presso tutte le persone sovrappeso, portate per loro natura ad ulteriori elementi di rischio.

Il festival è organizzato dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), dalla fondazione “Insieme contro il cancro” e da Healthy Founfation ed è stato ideato per far fronte ad una lacuna informativa che vede l’Italia all’ultimo posto in Europa in ambito di prevenzione: stando a quanto sostiene il dottor Airoldi sulle colonne del quotidiano La Stampa, il nostro Paese investe in programmi di prevenzione solo il 0,5% della spesa sanitaria complessiva, configurandosi come fanalino di coda del Vecchio continente e facendo riportare stime decisamente inferiori alla media dell’Ocse.

Il festival è rivolto a chiunque sia interessato ad approfondire le proprie conoscenze in materia e a coloro che vorranno calarsi nell’atmosfera torinese circondata da dibattiti e appuntamenti finalizzati a rendere il termine “prevenzione” talmente chiaro da rendere persino superfluo il lavoro dei traduttori e dei linguisti di tutto il mondo.

Emerge il Futuro Blog

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

www.umbertonapolitano.eu )

Famiglie d'Italia marchio

 

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I dieci diritti del paziente oncologico ( Famiglie d’Italia Salute News )

giugno 5, 2013
veronesi
Tumori: Veronesi presenta i 10 diritti del malato (fonte:Gaianews.it )
Presentato dal professore il decalogo con le regole per mettere al centro il paziente e i suoi diritti.

Umberto Veronesi ha presentato all’Istituto europeo di oncologia, i dieci diritti inviolabili del paziente oncologico. Al centro dei dieci punti sta il paziente oncologico che deve essere sostenuto dal sistema sanitario al quale viene richiesta una vera e propria svolta che metta al centro l’etica della cura e del rapporto con il paziente

Veronesi ha spiegato che il primo diritto deve essere quello a cure che abbiano una validazione scientifica. Cure che non sono scientificamente valide non dovrebbero essere somministrate e rischiano di illudere il paziente.

Il secondo diritto riguarda i tempi di cura: le cure devono essere sollecite. Chi ha dovuto attendere tempi lunghi per un esame sa quanto sia importante quest’aspetto nel vissuto di un malato. “Per eliminare le liste d’attesa, negli istituti oncologici, l’Italia dovrebbe applicare il modello francese”, spiega Veronesi. “Dovremmo avere non 8 o 9 istituti oncologici, ma 30, su tutto il territorio nazionale”.

E sempre per tenere il malato al centro e non certo la preparazione di un medico, Veronesi indica come terzo diritto, quello di chiedere una seconda opinione ad un altro specialista senza pensare di poter offendere il primo.

Il quarto diritto è quello alla privacy: negli ospedali dovrebbero essere presenti più camere singole e la privacy del paziente dovrebbe essere sempre rispettata.

Il quinto diritto è quello di conoscere la verità sulla malattia:”Una verità che va sempre raccontata con umanità, senza terrorizzare il paziente”, spiega Veronesi “Perché una cosa è la verità diagnostica, un’altra la verità prognostica. E noi medici siamo i primi a non avere certezze. E può anche capitare, raramente, la regressione spontanea della malattia”.

Il sesto diritto del paziente riguarda il dialogo con il medico che serve a veicolare informazioni: il medico deve parlare lentamente e in maniera comprensibile. La modulistica del “consenso informato” non può essere un paravento dietro cui difendersi

Il settimo diritto riguarda quello del rifiuto alle cure che è previsto dall’articolo 32 della Costituzione: “Chi non vuole essere curato ha il diritto di non farsi curare”, dice Veronesi. “Al medico il compito di una mediazione intelligente, che permetta magari di accettare le cure se non in toto almeno in parte”.

L’ottavo diritto è quello del testamento biologico che permetto al paziente di rifiutare in anticipo lo stato vegetativo.

Il nono è il diritto a non soffrire:”È un’importante svolta culturale, quella dell’ospedale senza dolore”, spiega Veronesi. “Oggi abbiamo per fortuna farmaci validi, come la morfina, che consentono di evitare inutili sofferenze”.

Il decimo è il diritto al rispetto e alla dignità.Di difficile e ampia attuazione. Il professore ha però ricordato quanto sia importante per i malati l’affetto e la vicinanza dei cari e quanto siano importanti quindi ospedali più aperti che consentano ai pazienti di ricevere tutto l’affetto e l’attenzione possibili.

by Gaianews.it

Famiglie  d’Italia

Un decalogo in occasione della giornata mondiale del cancro ( Famiglie d’Italia Salute News )

febbraio 4, 2013

tumore-258

Il decalogo della nuova lotta al cancro ( di Francesca Cerati, fonte: Il Sole 24 Ore )

Ogni anno il cancro sottrae all’economia mondiale circa 900 miliardi di dollari in perdita di produttività e costi sanitari, l’equivalente dell’1,5% del Pil globale. Così, già nel 2011, a un summit Onu i leader di tutto il mondo hanno concordato di voler ridurre del 25% la mortalità prematura per malattie non trasmissibili entro il 2025. Che, nel caso del cancro, significa salvare almeno 1,5 milioni di vite all’anno. Ma le attuali strategie non consentono nemmeno di avvicinarsi a questo obiettivo.

«Servono nuove e incisive misure per promuovere la ricerca scientifica, modificare gli stili e gli ambienti di vita, riprogettare i sistemi sanitari e riformare le politiche sanitarie» ha precisato Douglas Hanahan, dell’Istituto svizzero per la ricerca sul cancro illustrando lo stato dell’arte della ricerca farmaceutica di questo settore, aggiungendo: «Se la domanda era “il mondo sta vincendo la guerra al cancro? A livello globale, la risposta è chiaramente no». A confermalo sono i casi in aumento della malattia e lo stallo nella ricerca.

Le stime dell’Oms indicano infatti che il numero di nuovi casi diagnosticati ogni anno raddoppierà nei prossimi 25 anni e raggiungerà i 22 milioni nel 2030. Il paradosso è che chi si può curare si ammala di meno perché le campagne preventive (contro il fumo, per esempio) e la formazione (l’abitudine a sottoporsi regolarmente al pap test e alla mammografia) hanno permesso di ridurre i casi nel mondo occidentale, ma il restante 65% della popolazione non ha né i mezzi per curarsi, né è messa in condizioni di adottare stili di vita adeguati. Il caso del tumore al polmone nei paesi a basso reddito dove i fumatori sono moltissimi ne è una prova.

Anche i più recenti farmaci mirati, progettati per attaccare la composizione genetica del tumore, non riescono a soddisfare le aspettative: i prezzi, esorbitanti, dei trattamenti stanno diventando insostenibili anche per i paesi “ricchi”. Un esempio? Un anno di trattamento con vemurafenib da solo costa 91.000 dollari e anche se prendiamo tra le sei nuove molecole approvate nel 2011, la più economica (Zytiga per il cancro della prostata avanzato) costa all’anno 44mila dollari, con un allungamento della vita media da 5 a 16 mesi. Alexander Eggermont, direttore generale del Gustave Roussy Cancer Institute francese, ha infatti detto che i “modelli economici di medicina molecolare sono molto incerti”.

Domani, in occasione della giornata mondiale contro il cancro, i 100 esperti di oncologia (clinici, ricercatori, politici, giornalisti, rappresentanti dell’industria e delle associazioni dei pazienti) che hanno partecipato al World oncology forum – che si è tenuto a Lugano l’ottobre scorso per il trentennale della Scuola europea di oncologia (Eso) fondata da Umberto Veronesi – lancieranno un appello ai Governi affinché prendano misure urgenti per contrastare l’aumento dei casi di cancro a livello mondiale. Non solo, hanno anche individuato una strategia in 10 punti per fermare questa “epidemia globale”. Che prevede, oltre alla riduzione dei decessi a livello globale un “pacchetto” di cura del cancro per i paesi poveri.

L’obiettivo è di ottenere quello che è accaduto per la cura dell’Aids in Africa: una decina di anni fa, nessuno riteneva possibile avere farmaci antiretrovirali per curare i pazienti africani con Hiv. Oggi sono più di 8 milioni le persone nei paesi a basso reddito in trattamento. Bisogna agire per interrompere questa escalation. Già ma come? «Di certo, la lotta contro il cancro non potrà più essere solo medica e scientifica, ma anche sociale, culturale e politica – precisa Ugo Rock, presidente della Eso –. Anche in questo campo la ricetta è quella di eliminare spese irrazionali e inappropriate, per rendere più efficiente l’organizzazione dei servizi e più efficace l’uso delle risorse». Il tema va affrontato nel suo complesso – interviene Alberto Costa, direttore scientifico dell’Eso –. È stata una reale sorpresa calcolare che già adesso si potrebbero evitare più di un milione di morti all’anno, con un risparmio che oscilla tra 1 e 2 milioni di euro.

Anche l’Italia non fa eccezione. Il nostro territorio è segnato da una profonda diseguaglianza nella diagnosi e nel trattamento come riporta un nuovo studio dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano che evidenzia come al Nord il 45% dei tumori della mammella è diagnosticato a uno stadio precoce, mentre al Sud le percentuali scendono, arrivando al 26% di Napoli e Ragusa, dove sono frequenti i casi che presentano già metastasi al momento della diagnosi, pari rispettivamente a 9,6% e 8,1 per cento. Sebbene a questa diagnosi ritardata corrisponda una differenza di sopravvivenza a cinque anni relativamente contenuta (89% al Nord a fronte dell’85% al Sud), la scoperta di un tumore allo stato iniziale è un fattore di grande importanza per la paziente perché consente di ricorrere a trattamenti chirurgici meno invasivi e a terapie più semplici, garantendo una migliore qualità di vita e un minore costo sociale.

Francesca Cerati, fonte: Il Sole 24 Ore

 

Famiglie  d’Italia

Le creme abbronzanti possono essere dannose ( Famiglie d’Italia Salute News )

luglio 25, 2012

Abbronzatura: quando le creme solare provocano cancro e infertilità

Sai cosa ti spalmi per proteggerti dal sole? Meglio che la risposta sia affermativa, visto che alcune creme abbronzanti potrebbero provocare problemi di infertilità e perfino cancro alle donne. L’allarme è lanciato dall’European Environment Agency, che avverte sulla pericolosità di alcuni ingredienti contenuti nelle lozioni più comuni, fatti con composti che interferiscono con l’azione degli ormoni.

Parliamo, ad esempio, di formaldeide e nitrosamine, che possono provocare sia il cancro che difetti alla nascita nel bambino. Ma anche irritazioni della cute, allergie, diabete e obesità. Anche l’ingrediente attivo negli abbronzanti artificiali senza raggi UV è il deidreoxiacetone, conosciuto come DHA, che reagisce con gli aminoacidi della pelle facendola diventare più scura, può essere pericoloso. Di solito è derivato da piante come la canna da zucchero con l’utilizzo della fermentazione della glicerina. Quando spruzzata sulla pelle, la lozione viene inalata e, in questo modo, assorbita nella circolazione sanguigna, provocando danni al Dna e causando tumori.

( Leggi anche Spray tan: la finta abbronzatura che spopola negli States puo’ essere pericolosa
 )
Tutto questo viene spiegato chiaramente nel report dell’EeaThe impacts of endocrine disrupters on wildlife, people and their environments“, che si scaglia contro le sostanze chimiche che modificano il sistema endocrino. “Le ricerche scientifiche raccolte nel corso degli ultimi decenni ci mostrano chiaramente che le alterazioni del sistema endocrino sono un problema reale, con gravi effetti sulla fauna selvatica, e anche sulle persone. Sarebbe prudente adottare un approccio precauzionale nei confronti di molte di queste sostanze chimiche e dei loro effetti, almeno fino a quando non saranno pienamente compresi“, avverte Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell’Eea.

Ecco perché, quando acquistiamo una crema solare, è importante scegliere il prodotto giusto, cercando di individuare quello più naturale possibile. Nel dubbio, bisogna infatti evitare pericolosi prodotti chimici e leggere attentemente le etichette. Non sai farlo? Niente paura: impariamo a leggere l’inci per sapere cosa contengono i prodotti cosmetici.

Roberta Ragni ( fonte:  wellMe.it )

Famiglie                        d’Italia

Zucchero… come alcool e fumo ( Famiglie d’Italia Salute News )

febbraio 3, 2012

Oggi ci è parso utile dare spazio ad una notizia che, pur non ricevendo dai media il risalto dovutole, rivela studi e dati di una serietà fondamentale per la nostra salute. Le insidie spesso si nascondono perché celate in panni ammalianti ed apparentemente innocui: chi potrebbe pensare di paragonare i danni causati da un abuso di zucchero a quelli di fumo e di bevande alcoliche?… Sull’argomento offro alla vostra lettura un post pubblicato dal quotidiano online OGGI NOTIZIE

Zucchero pericoloso quanto l’alcool?

Washington (USA) – Lo zucchero provoca malattie e problemi alla salute quanto l’alcool. E’ un vero e proprio allarme quello lanciato negli Stati Uniti (e nel Mondo intero) da alcuni ricercatori sulla rivista britannica Nature. Secondo le ricerche scientifiche, infatti, il consumo di zucchero è cresciuto in modo smisurato in merica e, in genere, in tutto il mondo sviluppato e le conseguenze di questo abuso sono pari a quelle di alcool e tabacco.
Il consumo di elevate quantità di zuccheri (anche miscelati negli alimenti o nelle bevande gassate) provoca malattie non trasmissibili come ipertensione, diabete, malattie cardiache e cancro e, sempre secondo la ricerca pubblicata, sarebbe la causa di non meno di 35 milioni di decessi, ogni anno, più delle malattie infettive.
I ricercatori hanno dimostrato che il consumo di zucchero si è triplicato negli ultimi 50 anni e suggeriscono di non superare i 9 cucchiaini al giorno per gli uomini, e i 6 cucchiaini per le donne Una dose abbondantemente superata negli Stati Uniti dove il ​​consumo medio è stato stimato in 22 cucchiaini al giorno con un ingestione conseguente di oltre 600 calorie.
La ricerca suggerisce ai Governi di introdurre norme più restrittive sulle indicazioni nelle etichette del contenuto in zucchero e di avviare al più presto una seria campagna per la riduzione del consumo di cibo spazzatura e l’aumento del consumo di cibi sani e di verdure.
I ricercatori, forse più per attirare attenzione sul caso, hanno proposto di vietare la vendita di dolci fuori dall’orario scolastico e di ridurre al minimo il numero dei fast food nei quartieri più poveri e disagiati delle città. Là dove il consumo di “cibo spazzatura” è più alto e provoca più danni.

OGGI NOTIZIE

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

La curcuma… guarisce da ogni male ( Econota 30 )

settembre 11, 2010

di Marie Oser

E’ un “ritorno al futuro” per la curcuma. Il suo destino è quello di essere ripresa in considerazione dalla medicina moderna per le sue proprietà terapeutiche leggendarie. La curcuma è ciò che conferisce il caratteristico colore giallo al curry ed è una spezia molto apprezzata nel passato come uno dei più versatili dei rimedi naturali.

Questo potente antiossidante e anti-infiammatorio è stato a lungo utilizzato in medicina cinese e ayurvedica per il trattamento di malattie che vanno da disturbi digestivi all’artrite. La curcumina è il componente principale della curcuma ed è stata oggetto di numerosi studi come trattamento per una vasta gamma di malattie. (more…)