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Insegniamo ai nostri bambini a nuotare ( Famiglie d’Italia News )

aprile 13, 2014

kidswim

L’estate è vicina, con tutte le sue gioie e insidie. Dobbiamo migliorarci nel poter meglio gustare ed apprezzare quanto di meraviglioso sa donarci il privilegio di far parte di questo mondo. E soprattutto dobbiamo farne godere i nostri piccoli figli e nipoti, istruendoli e preservandoli nel loro cammino. Vi invitiamo a leggere con attenzione questo interessante post per trarne le conclusioni e, se è il caso, adoperarsi nel porre rimedio.

QUATTRO BIMBI SU DIECI NON SANNO NUOTARE

Così quasi cento ogni anno muoiono annegati. Ma a rischio annegamento sono 3 milioni di under 14. In un Paese, come il nostro, circondato dal mare. A luglio la Settimana dell’acquaticità

Sono abilissimi a navigare nelle “acque” di internet, ma non chiedete loro di salire a bordo di una barca o un gommone veri: un bambino italiano su due ha paura dell’acqua alta. Spesso perché non sa nuotare o riesce appena a mantenersi a galla: il 43% degli under 14, infatti, non ha mai imparato a nuotare davvero bene e potrebbe trovarsi in difficoltà nell’acqua del mare, di un lago o anche in una piccola piscina.

Lo denunciano gli esperti della Società italiana medici pediatri (Simpe) durante i “Capri Campus pediatrici 2014”, sottolineando che sono ancora troppi ogni anno i morti per annegamento fra bambini e ragazzi: gli under 14 che perdono la vita in acqua sono una trentina all’anno, ai quali si aggiungono poco meno di cinquanta adolescenti fra 14 e i 18 anni.

Proprio a Capri la Simpe ha avviato un percorso di formazione per i pediatri: 200 medici di tutta Italia apprenderanno le corrette tecniche di salvataggio diventandone “ambasciatori” nelle loro Regioni, per diffonderle a colleghi e genitori dei loro pazienti. A luglio, inoltre, è prevista la prima Settimana nazionale dell’acquaticità, organizzata da Simpe con la collaborazione del ministero della Salute: in tutta Italia iniziative di informazione sensibilizzeranno la popolazione sulla sicurezza in acqua e sulla necessità di imparare come intervenire per salvare la vita di chi rischia di morire per annegamento. Per sette giorni in venti località balneari del Paese due pediatri Simpe terranno altrettanti corsi giornalieri in spiaggia, al mattino e al pomeriggio: 90 minuti in cui chiunque, dalle nonne ai genitori, potrà imparare le tecniche base di salvataggio. Sul sito www.simpe.it saranno inoltre presto disponibili materiali dedicati a bambini e adolescenti, per insegnare loro a prevenire l’annegamento.

«È inaccettabile che in un Paese come il nostro, con 7.500 chilometri di coste disseminate fra la penisola e le molte isole, solo poco più della metà dei bimbi sappia nuotare abbastanza bene da potersela cavare in un’eventuale situazione di pericolo» lamenta Giuseppe Mele, presidente Simpe.

Il primo messaggio fondamentale per tutti i genitori, perciò, è che i bambini devono imparare a nuotare prima possibile. Il nuoto è un’attività che può essere praticata fin dalla primissima infanzia, assicurano gli specialisti, perché l’acqua è l’elemento naturale per eccellenza per i bambini molto piccoli: sì ai corsi di acquaticità assieme alla mamma fin dai primi mesi, dunque; sì anche ai corsi in vasca con l’istruttore per i più grandicelli, per essere in grado di galleggiare e nuotare già prima di andare alla scuola materna. Solo così i bambini saranno in grado di fare un bagno in mare, al lago o in piscina con maggior tranquillità.

L’annegamento, tuttavia, può colpire chi non sa nuotare, ma può essere anche la conseguenza di un incidente o un malore: in questi casi è necessario che i soccorritori sappiano che cosa fare per intervenire al più presto nel migliore dei modi. «Purtroppo – osserva Mele – la conoscenza delle tecniche di salvataggio in caso di annegamento è scarsa fra i genitori e non solo. Le regole base dovrebbero invece essere note a tutti: posizionare la vittima in orizzontale, iniziando subito 2-5 ventilazioni artificiali per dare ossigeno, e fare poi un massaggio cardiaco con compressioni al centro del torace. Il minimo indispensabile per tentare di salvare una vita».

Nel corso della Settimana dell’acquaticità, a luglio verrà anche diffuso materiale informativo su tutto il territorio nazionale, con particolare attenzione alla prevenzione: sarà realizzato un quaderno sulla sicurezza in acqua dedicato a bambini tra i 6 e gli 11 anni dove i piccoli, grazie a puzzle, giochi e parole crociate impareranno come giocare fra le onde senza rischi, e un decalogo rivolto agli adolescenti per prevenire l’annegamento e imparare come reagire di fronte a una situazione di pericolo.

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HealthDesk

Quattro bimbi italiani su dieci non sanno nuotare

 

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

 

 

Adottiamo una famiglia in difficoltà: riparte ufficialmente la campagna

{img_a}… Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediaticoma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto…grazie!

Umberto Napolitano

Famiglie d’Italia