Posts Tagged ‘chiesa’

Festa di Ognissanti, origine e tradizioni

novembre 1, 2015

 

Come d’abitudine, questo blog nelle ricorrenze festive comincia un suo viaggio sul web alla ricerca di notizie, affidandosi soprattutto a Google e Wihipedia. La festa di oggi, quella di Ognissanti, nota anche come Tutti i Santi, è una solennità che celebra insieme la gloria e l’onore di tutti i Santi (canonizzati e non) ed è anche  è una espressione rituale cristiana per invocare tutti i santi e martiri del Paradiso  noti o ignoti affinché ci proteggano ed intercedano per noi. La festa cattolica ( Festabant Omnium Sanctorum) cade il 1º novembre, seguita il 2 novembre dalla Commemorazione dei Defunti, ed è una festa di precetto che prevede una veglia e un’ottava nel calendario della forma straordinaria del rito romano.

Le commemorazioni dei martiri, comuni a diverse Chiese, cominciarono ad esser celebrate nel IV secolo. Le prime tracce di una celebrazione generale sono attestate ad Antiochia, e fanno riferimento alla Domenica successiva alla Pentecoste. Come data di celebrazione della festività fu scelto il 1º novembre per farla coincidere con il Samhain, l’antica festa celtica del nuovo anno, a seguito di richieste in tal senso provenienti dal mondo monastico irlandese. Secondo le credenze celtiche durante la celebrazione del Samhain, i morti avrebbero potuto ritornare nei luoghi che frequentavano mentre erano in vita, e celebrazioni gioiose erano tenute in loro onore. Da questo punto di vista le antiche tribù celtiche erano un tutt’uno col loro passato ed il loro futuro. Questo aspetto della festa non fu mai eliminato pienamente, nemmeno con l’avvento del Cristianesimo che infatti il 2 novembre celebra i defunti.

 Papa Gregorio III (731-741) scelse il 1º novembre come data dell’anniversario della consacrazione di una cappella a San Pietro alle reliquie “dei santi apostoli e di tutti i santi, martiri e confessori, e di tutti i giusti resi perfetti che riposano in pace in tutto il mondo”. Arrivati ai tempi di Carlo Magno, la festività novembrina di Ognissanti era diffusamente celebrata. E l 1º novembre venne decretato festa di precetto anche da parte del re franco Luigi il Pio nell’835 e il decreto f emesso “su richiesta di papa Gregorio IV e con il consenso di tutti i vescovi”.

 

Dieci pensieri sulla Festa di Tutti i Santi

1. Il 1° novembre è la Solennità di Tutti i Santi. Si tratta di una festa popolare e cristiana, molto sentita dalle nostre popolazioni, che vuole ricordare in un’unica Solennità coloro che ci hanno preceduto nel cammino della fede e della vita, godono la beatitudine eterna e sono cittadini a pieno diritto del ielo, la patria comune di tutta l’umanità di tutti i tempi.

Il giorno di Tutti i Santi si festeggia ormai da circa mille anni. Furono i monaci benedettini di Cluny a diffondere questa Festività.

2. In questa memoria liturgica celebriamo tutti quei cristiani che – dichiarati o no Santi o Beati dalla Chiesa – già godono la visione beatifica di Dio e sono già in Cielo. Di qui il nome: Solennità di Tutti i Santi.

3. Santo è quel cristiano che, conclusa la sua esistenza terrena è già alla presenza di Dio e – per dirla con le parole dell’apostolo Paolo – ha ricevuto “la corona della gloria”.

4. Il santo è il riflesso della gloria e della santità di Dio. Sono modelli di vita per i cristiani e nostri intercessori poiché possiamo chiedere loro aiuto e la loro intercessione presso Dio. Sono così degni di meritare il nostro culto e la nostra venerazione.

5. Il giorno di Tutti i Santi include nella propria celebrazione i santi popolari e conosciuti, straordinari cristiani a cui la Chiesa dedica uno speciale giorno  dell’anno.

6. Ma il giorno di Tutti i Santi è specialmente il giorno dei “Santi anonimi”.  Il giorno di Tutti i Santi è giornata per ricordare opportunamente la chiamata alla santità cui devono tendere tutti i battezzarti cristiani. È l’occasione per prendere coscienza una volta di più della chiamata del Signore a essere perfetti e santi come Dio è perfetto e santo.

7. Se tratta di un impegno fondamentale del cristiano poiché l’universale chiamata alla santità nella Chiesa è compito di tutti e di ogni singolo battezzato, la santità non è patrimonio di alcuni pochi privilegiati. È il destino di tutti, proprio come lo fu per la grande moltitudine di Santi anonimi che oggi ricordiamo e festeggiamo.

8. La santità cristiana consiste nel vivere e osservare i comandamenti e le beatitudini. Il Santo non è un angelo, è un uomo in  carne e ossa. Il santo è colui che vive la propria fede con gioia e fatica, che lotta ogni giorno e vive nell’amore, per amore, per amare. “Il santo è colui che è così affascinato dalla bellezza di Dio e dalla sua perfetta verità da lasciarsene trasformare. Per questa bellezza e verità è disposto a rinunciare a tutto, anche a se stesso. Gli è sufficiente l’amore di Dio, che sperimenta e vive nel servizio umile e disinteressato del prossimo” (Benedetto XVI).

9. La santità si guadagna, si raggiunge e si consegue qui in Terra con l’aiuto della grazia e con l’impegno quotidiano, amando Dio sopra ogni cosa e il prossimo come sé stessi. L’affanno di ogni giorno fa intravvedere e in qualche modo anticipa il volto dell’eternità. Il Cielo non può attendere, è vero. Ma il Cielo/la santità si guadagna qui sulla terra.

10. Il giorno di Tutti i Santi ci parla della vita umana che non termina con la morte; la vita non è tolta ma trasformata e vissuta nella beata eternità di Dio. Il giorno di Tutti i Santi è una giornata di celebrazione e di autentica catechesi dei misteri della nostra fede, i novissimi: morte, giudizio, inferno e Paradiso.

fonte: www.partecipiamo.it Tommytom

Ci sono molti modi per festeggiare questa ricorrenza, ed  ogni regione ha le sue usanze: il modo più semplice è andare a messa e ricordare e pregare i santi nel profondo nel nostro cuore. Buon Ognissanti a tutti da Famiglie d’Italia!

introduzione e commenti di

Umberto Napolitano
famigli d'italia

Non aver paura” di esprimere “bontà e tenerezza…

marzo 20, 2013

papa

Non aver paura di esprimere  bontà e tenerezza nei confronti degli ultimi, i poveri ed i semplici “. Parole forti di Papa Francesco che ieri hanno echeggiato in tutto il mondo. La Chiesa si sveste degli sfarzi e riprende il compito assegnatole 2000 anni fa da Gesù: amore e tenerezza nei confronti dei più deboli, in una parola… carità cristiana. Molti ” potenti ” cominciano già a tremare, perché il messaggio è universale. Odio e rancore hanno portato solo  distruzione fisica e morale, amore e tenerezza ispireranno nuovi cambiamenti in positivo. La ” fine dei tempi ” tanto temuta altri non è che la fine dell’era dell’odio e della distruzione per aprirsi a quella nuova dove l’amore sia alla base della rinascita e del ricongiungimento spirituale a Dio ed ai suoi insegnamenti inviatici attraverso l’opera e il sacrificio di Gesù. Parole rivolte agli intellettuali, ai politici ai potenti… alla Chiesa stessa.

E già molti, oltre che a temere ed a storcere il naso, cominciano a mettere le mani avanti ed a frapporre dei paletti alla comunicazione gestuale semplice ed incisiva di Papa Bergoglio. Ieri sera ho assistito alla prima parte di ” Porta a Porta ” dove i vari intervenuti, tra cui Giuliano Ferrara, hanno più parlato con sottile ironia delle scarpe nere e grossolane del nuovo pontefice e dei suoi atteggiamenti ritenuti troppo umili e populistici, che del suo reale messaggio lanciato con forza al mondo intero. Non ho retto più di tanto ed ho preferito spegnere la Tv ed abbandonarmi ad un sonno ristoratore e rigeneratore  cercando di analizzare in me quanto  da lui comunicatomi nel pomeriggio dell’insediamento, ed ho cominciato ad intravedere una porta che finalmente sta per riaprirsi al buon senso ed alla speranza…  non esistono al mondo categorie privilegiate, ma solo uomini ognuno uguale davanti a Dio e responsabile delle proprie azioni. Che comincino a ricordarselo una volta per tutte, proprio tutti!… A cominciare appunto  dai rappresentanti di una certa Chiesa per estendersi agli intellettuali snob, ai politici arruffoni ed ai potenti accumulatori di ricchezza e vessatori: un cambio definitivo di marcia verso un futuro costruttivo più logico ed equilibrato.

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

Cosa significa essere gesuiti

marzo 18, 2013

eljesuita-280x418

In questi giorni, dopo l’elezione di Papa Francesco I, il termine ” gesuita ” è sulla bocca di tutti. Alcuni lo pronunciano addirittura con timore come nascondesse chissà quale oscuro messaggio o significato. Invece l’immagine che ha fornito di sé Jorge Mario Bergoglio ha ben poco di oscuro, anzi: dai suoi occhi e dalle sue parole emerge un messaggio chiaro e semplice che parla di pace, amore e solidarietà verso i deboli. Comunque, come uso fare in questo blog, sono andato alla ricerca di informazioni tramite Google entrando direttamente nel sito Gesuiti.it, dal quale ho tratto quanto segue.

“Anzitutto, chi sono i gesuiti? Sono “religiosi”, cioè persone consacrate con voti all’amore e al servizio di Dio, della Chiesa e degli uomini. Soltanto che, oltre ai tre voti di povertà, castità e obbedienza comuni a tutti i religiosi, i gesuiti “professi” fanno un quarto voto di speciale obbedienza al Papa, il quale in forza di tale voto può mandarli in ogni parte del mondo e affidare loro qualsiasi “missione” egli ritenga necessaria o utile per il bene della Chiesa.

In quanto religiosi, i gesuiti fanno parte di un particolare Ordine religioso, che si chiama la “Compagnia di Gesù” (in latino, Societas Iesu; in sigla “S.I.” Quando la traduzione ufficiale latina del Vangelo utilizzava la lettera “J” per il nome di Gesù, Jesus, la sigla dei Gesuiti era “S.J.”).

È importante notare che il termine “Compagnia” non ha un significato militare (come alcuni pensano, parlando dei gesuiti come dei “soldati del Papa”), ma significa soltanto un gruppo di persone che stanno insieme per il raggiungimento di uno scopo. Invece, nell’espressione “Compagnia di Gesù” il termine significativo è “di Gesù”: esso vuol dire, infatti, che i gesuiti fanno di Gesù il centro e lo scopo della loro vita, vogliono essere “compagni di Gesù”, cercando in ogni modo di imitarlo nella sua vita e nella sua morte; vogliono lavorare con Lui nella vita apostolica e vogliono servirlo nella sua Chiesa con la maggiore dedizione possibile, a costo di ogni sacrificio, fino a quello della vita. Questo è il nucleo essenziale della spiritualità dei gesuiti, che essi attingono anche dagli Esercizi Spirituali di sant’Ignazio di Loyola, loro fondatore, ed è la spiegazione ultima di quanto c’è di grande e di eroico nella loro storia.

Certamente in questa storia non tutto è grande ed eroico. Ci sono deficienze, miserie, infedeltà al Vangelo, come in ogni gruppo di uomini, segnati dai peccati dell’orgoglio, dell’ambizione, dalla ricerca dei propri interessi umani e mondani. Ma quello che stupisce chi ripercorre anche frettolosamente la storia della Compagnia di Gesù è che in essa è fiorita in modo eccezionale la santità cristiana: sono oltre 50 i gesuiti che la Chiesa ha proclamati “santi” e oltre 150 quelli proclamati “beati”. La maggior parte di essi hanno sofferto il martirio per la fede. A questi santi e beati va aggiunta una moltitudine immensa di gesuiti che, in ogni parte del mondo, hanno sofferto il martirio o hanno vissuto santamente secondo il Vangelo. “

Introduzione a cura di

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

L’esaltazione dei gesti nell’umiltà del pontificato di Papa Bergoglio

marzo 15, 2013

Fede

Una svolta, una rivoluzione, un riavvicinarsi della Chiesa al popolo nell’esaltazione dei gesti come messaggio di cambiamento e di esempio per un pontificato che abbandoni gli sfarzi per ricongiungersi ai poveri e soccorrerli spiritualmente e materialmente. Papa Bergoglio lascia il crocifisso d’oro per indossarne uno di ferro che più si avvicini al martirio di Cristo, usa il pulmino per spostarsi e si propone per pagare il conto dell’albergo dove ha alloggiato. Un insieme di gesti come messaggio, d’ora in avanti, di un comportamento più umano  della Chiese che esce dal suo isolamento aureo per riconquistare l’uomo, per accompagnarlo in una preghiera reciproca che serva a riavvicinarci tutti a Dio ed al riuso del buon senso. Papa Francesco  riarma il popolo per aiutarlo a ribellarsi alla schiavitù materialistica, come fece la Compagnia di Gesù con gli indios nella loro rivolta alle repressioni dei conquistadores. Ma questa volta niente più uso della spada, solo il rinnovo della fede nella Croce per ritornare soldati di Gesù e riaffidarsi a Dio e riprendersi la vita.

Che non succeda come allora quando infine prevalse l’ingordigia dei conquistadores con il ripristino della schiavitù dei poveri indios, ma confidiamo in questo nuovo papa rifuggendo messaggi nefasti di chi tenta di offuscarne, per timore del cambiamento, immagine e propositi riesumando storie vecchie, solo raccontate e non provate, o predizioni nefaste che lo abbinino in qualche modo al temuto avvento di un Papa Nero…  Papa Francesco I si è presentato vestito di bianco per illuminare in pochi attimi le nostre anime e le nostre speranze.

Umberto Napolitano

Famiglie  d’Italia

13 gennaio 2013, giornata mondiale del migrante e del rifugiato

gennaio 13, 2013

gennaio 13

Migrazioni,un pellegrinaggio di fede e di speranza

Questa mattina la 99ª Giornata mondiale del migrante e del rifugiato sul tema “Migrazioni:  pellegrinaggio di fede e di speranza”, è stata celebrata con una Santa Messa a Bari da Mons. Francesco Cacucci ( Arcivescovo di Bari-Bitonto), presso la Cattedrale, e trasmessa su Rai1.

Da La Domenica, relativa alla Santa Messa di oggi, un articolo di Mons. Giancarlo Perego, direttore generale :

” Milioni di persone nel mondo sono state costrette a mettersi in viaggio alla ricerca di una casa e di un lavoro per salvaguardare la propria libertà politica e religiosa, per fuggire da guerre, disastri ambientali, situazioni di fame e di mancanza di acqua e di salute: sono i migranti e i rifugiati.

In questo Anno della fede, a cinquant’anni dall’inizio del Concilio Vaticano II, in cui la Chiesa si è riscoperta “ esperta di umanità ” ( Paolo VI ), Benedetto XVI legge le migrazioni come ” un pellegrinaggio di fede e di speranza “. Le migrazioni sono un’opportunità importante di incontro tra Chiese, di dialogo ecumenico e  religioso, dove i credenti possono crescere nel rispetto della libertà religiosa.

migranti

Al tempo stesso le migrazioni sono un luogo di speranza, perché le persone che si mettono in cammino ricercano per sé e la propria famiglia condizioni nuove di vita, sicurezza, pace. Purtroppo questo cammino di fede e di speranza, diventa talvolta un calvario.

La Chiesa, in questa Giornata, in ogni parrocchia italiana desidera ascoltare ” le gioie e le speranze le tristezze e le angosce ” ( GS 1) dei migranti, per promuovere con loro e per loro nuovi cammini di fede e di speranza, di condivisione, di partecipazione, di cittadinanza.

Famiglie  d’Italia

VII Incontro Mondiale delle Famiglie – Milano 2012 dal 30 maggio al 3 giugno( Famiglie d’Italia News )

maggio 28, 2012

Si apre oggi il VII incontro mondiale delle famiglie di Milano ( fonte: www.family2012.com  )

L’Arcivescovo Scola ai volontari in attesa del Papa: “L’unità è la Chiesa bella che dobbiamo testimoniare” Si è aperto oggi il VII Incontro mondiale della famiglie di Milano con la celebrazione della Pentecoste in Duomo da parte dell’Arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola. “Due tratti segnano a partire dal giorno di Pentecoste la vita della Chiesa: l’unità e la missione” e proprio di questa unità “quanto ne ha bisogno il mondo, quanto il nostro amato Paese, quanto ne ha bisogno la Chiesa”, questi alcuni dei passaggi dell’omelia (qui il testo integrale) pronunciata dall’Arcivescovo Scola che ha celebrato la Messa davanti a oltre 5000 volontari a Milano per Family 2012. Scola ha rivolto loro il ringraziamento “di tutta la Chiesa ambrosiana e universale, che ha in Pietro la sua roccia”. Ragazzi e ragazze giovani provenienti da tutta Italia e dal mondo, ma anche adulti e anziani, tutti con indosso la polo bianca e rossa con il simbolo stilizzato della cattedrale dove, per la prima volta, è risuonato l’Inno ufficiale di Family 2012. I volontari, ai quali il cardinale Angelo Scola ha consegnato il mandato, saranno di supporto ai pellegrini del VII Incontro mondiale delle Famiglie di Milano, che culminerà con il viaggio apostolico di Papa Benedetto XVI da venerdì a domenica. “La manifestazione dell’unico Spirito ha un solo scopo” ha detto Scola “l’edificazione della Chiesa nel bene comune” e proprio questa unità “è la Chiesa bella che dobbiamo testimoniare”. L’Arcivescovo di Milano ha poi sottolineato il significato dell’Incontro mondiale delle famiglie: “Il dono dell’unità rifulgerà nella reciproca testimonianza che famiglie provenienti da più di 150 Paesi del mondo offriranno in modo speciale nella celebrazione eucaristica di domenica 3 giugno presieduta dal Santo Padre”.

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=y-tHn590ZWI

www.family2012.com 

Famiglie  d’Italia

Crisi finanziaria: le sue origini, le sue cause raccontate da Giacomo Carone

gennaio 28, 2012

Premetto che non sono un economista, né un laureato o studente in economia; sono un semplice Cittadino Italiano che ha deciso di alzarsi in piedi e studiare varie materie, tra cui l’economia stessa dai suoi albori, per capire con la propria testa (ad ognuno di noi ne è stata fornita una all’atto della nascita) cosa ci ha portato alla catastrofe dei giorni nostri, per poter vedere se ci sono delle vie percorribili per uscire da questa situazione.

“I problemi non possono essere risolti con lo stesso livello di pensiero che li ha generati”. Parto da questa frase di Albert Einstein per dare un mio personale punto di vista al post di oggi.

Per cui vedrei opportuno ragionare in maniera differente da coloro che ci hanno portato a vivere questa condizione a livello planetario, anche se ad alcuni, nel corso degli anni, sono stati consegnati premi importanti quali il Nobel per l’economia e tuttora vengono trattati come “guru” ed invitati nei più disparati programmi o festival in materia.

L’inizio dello scambio di merci era dato dal baratto, cioè un equo scambio di merci tra contraenti. Con il tempo, il baratto ha lasciato posto alla moneta che aveva un valore ben preciso dato dal materiale con la quale era coniata, e dal suo peso. In poche parole, la moneta aveva un valore reale. Ai suoi albori, la moneta veniva coniata prevalentemente in argento. Con la scoperta dell’America e l’importazione di grandi qualità di argento dalle miniere sudamericane, l’Europa, e la Spagna in particolare, poté avere grandi possibilità di produrre moneta.

Il conio delle monete era attività esclusiva dello Stato ed avvenne per distinguere quale Stato le aveva prodotte, in quanto come avevamo visto prima, il valore era dato esclusivamente dal connubio materiale-peso. Da qui si poteva iniziare a riconoscere il problema del disavanzo tra l’import e l’export, vedendo quante monete straniere giravano in un dato Stato. L’altra faccia della medaglia è che se le monete uscivano dallo Stato e non rientravano per mezzo di altre attività di scambio, era necessario coniare altra moneta per avere denaro contante circolante, altrimenti il mercato interno si fermava o non si poteva acquistare beni dall’estero.

Nel corso dei secoli, la ricchezza ed il potere sono sempre andati a braccetto a discapito dei popoli. Regnati ed feudatari basavano ed incrementavano le loro ricchezze a discapito del popolo. Gli artigiani erano persone che facevano parte del tessuto sociale delle comunità, ma il loro ruolo era lavorare per produrre beni o servizi troppo spesso non pagati dai potenti, mentre ai contadini veniva “concesso” di lavorare la terra per poter pagare le tasse e consegnare gran parte dei raccolti ai proprietari terrieri. Da questo si evince che sia gli artigiani che i contadini vivevano al limite della sopravvivenza, mentre un discorso a parte erano i mercanti, i banchieri e gli speculatori, che erano visti dalla Chiesa come peccatori in quanto traevano guadagno tramite il denaro stesso attraverso la compravendita o il prestito con interesse (San Tommaso docet).
Non esisteva per il popolo il concetto di salario, né la possibilità di accesso al denaro, se non attraverso l’usura.

Siccome ci si doveva guadagnare il paradiso, la Chiesa ad un certo punto ha limitato i suoi attriti con queste due categorie consentendo indulgenze a pagamento (!), per cui ci si poteva guadagnare il paradiso “offrendo” loro una quota di denaro, proporzionalmente ai propri possedimenti, come era già in uso per gli aristocratici, i nobili ed i regnanti.

I mercanti, con le scoperte di nuove terre e nuovi materiali, iniziarono a trattare prodotti che facevano gola a chi possedeva il denaro, ed allora entrarono nelle loro grazie, al punto che presero il sopravvento ed arrivarono in alcuni casi a comandare addirittura la politica, decidendo spesso le sorti di personaggi o addirittura di regni o di Stati.
Un po’ alla volta subentrò la possibilità di maneggiare denaro proprio anche agli artigiani e con grande difficoltà anche per gli agricoltori.
L’unico Paese dove gli agricoltori avevano avuto voce sulle sorti di uno Stato è stata l’anomalia-Francia nella fase pre e post Rivoluzione Francese, creando zone specifiche e prodotti di eccellenza, dai formaggi allo champagne, passando per moltissimi altri prodotti diretti o di trasformazione.
Subentrò l’oro al fianco dell’argento; gli scambi oro argento erano fluttuanti anche per le enormi quantità di argento che arrivavano dalle regioni Sudamericane per cui si decise di adottare come metallo di riferimento l’oro.

Poi nacquero le corporazioni, i dazi, le dogane, le grandi Compagnie che monopolizzarono alcune rotte ed arriviamo ai rapidissimamente ai giorni nostri.
In tutto questo giro, gli Ebrei (inteso come popolazione ad alta prevalenza di attività economiche rispetto alle altre) si erano ritagliati un ruolo importante nel trattare il denaro ed i preziosi, per cui avevano un peso notevole nell’economia dei Paesi e Regioni dove essi operavano, e questo creava dissapori a molti che avrebbero voluto spartirsi anche quel mercato, ed è per questo che spesso erano visti come persone a cui stare attenti ed alla larga (e di seguito condannate al genocidio di massa tramite l’adozione di filosofie demenziali poi appoggiate dai nazisti).

Ad un certo punto, si è visto che era possibile adottare un’altro metodo di scambio al posto di utilizzare le monete e furono inventati i titoli al portatore, chiamate comunemente “banconote”, che erano stampate dallo Stato, depositando un equivalente del loro valore in oro nelle casse dello Stato stesso.
La grande invenzione che ha iniziato a portarci al tracollo è stato l’abbandono di questo sistema e delegando un istituto appositamente creato per questa attività. Peccato che questo istituto era (ed è tuttora) privato compartecipato e non statale, ed ha iniziato a stampare banconote e monete con valore fittizio (non legato al valore vero peso-materiale) a sua discrezione, senza la copertura equivalente in oro… Potevano stamparne a discrezione.
Iniziò la FED Statunitense.
In Italia, la Banca d’Italia, una Spa compartecipata dalle più grandi dinastie nazionali e non, stampava denaro in vece dello Stato, che deteneva solamente il conio delle monete.
Ora la BCE, organo autonomo comandato da chi detiene le redini del potere (!) decide come e se stampare denaro e a chi fornirlo.

Il problema ora è riprendersi il valore della carta straccia che ci hanno propinato negli ultimi anni, per chi ne ha ancora, e permetterci di acquistare i beni ed i servizi che ci occorrono a prezzi equi, e non è una cosa semplice, in quanto anche se si hanno idee fantastiche, bisogna sempre sbattere il naso contro il “mercato”, combattere conto lo status quo che difenderà a spada tratta quanto ha arraffato finora senza lasciare niente agli alti.

La soluzione deve essere un sistema integrato di opzioni differenti.
1. Da un lato approntare un sistema di commercio che permetta un rapporto quanto più diretto produttore-acquirente eliminando intermediari che speculano sulle spalle di entrambi;
2. rendere questo tipo di commercio fruibile da molte persone a livello nazionale;
3. offrire prodotti certificati in tutta la loro filiera;
4. guardare all’ambiente, proponendo quanto più possibile acquisti a km zero o con quantità tali che il loro trasporto pesi il meno possibile (inquinamento, rumore, traffico, ecc.);
5. fornire la certezza che al pagamento segue una fornitura conforme a quanto ordinato, con sistemi di pagamento sicuri ed esenti da frodi.

La politica si deve rivedere in blocco; gli investitori devono rivedere i loro obiettivi a medio-lungo termine e finirla di pensare solamente al domani ed alla loro pancia piena e basta al connubio con banche e politici (e troppo spesso con la malavita). La Chiesa deve rivedere il sistema economico tra stato e stato (Vaticano e Italia) in modo da essere equiparata agli alti Stati e/o agli altri cittadini evitando almeno ingerenze di qualsiasi genere. Noi tutti dobbiamo riprendere la nostra vita in mano e decidere come vogliamo portarla avanti.
Se la politica e l’economia hanno fallito, prima paghino tutti, sia coloro che hanno fatto i danni che coloro che lo hanno permesso, poi vadano a fare parte del popolo senza vitalizi!

by Giacomo Carone

Il perché della Festa di Ognissanti, le sue origini

novembre 1, 2011

Come d’abitudine, questo blog nelle ricorrenze festive comincia un suo viaggio sul web alla ricerca di notizie, affidandosi soprattutto a Google e Wihipedia. La festa di oggi, quella di Ognissanti, nota anche come Tutti i Santi, è una solennità che celebra insieme la gloria e l’onore di tutti i Santi (canonizzati e non) ed è anche  è una espressione rituale cristiana per invocare tutti i santi e martiri del Paradiso  noti o ignoti affinché ci proteggano ed intercedano per noi. La festa cattolica ( Festabant Omnium Sanctorum) cade il 1º novembre, seguita il 2 novembre dalla Commemorazione dei Defunti, ed è una festa di precetto che prevede una veglia e un’ottava nel calendario della forma straordinaria del rito romano.

Le commemorazioni dei martiri, comuni a diverse Chiese, cominciarono ad esser celebrate nel IV secolo. Le prime tracce di una celebrazione generale sono attestate ad Antiochia, e fanno riferimento alla Domenica successiva alla Pentecoste. Come data di celebrazione della festività fu scelto il 1º novembre per farla coincidere con il Samhain, l’antica festa celtica del nuovo anno, a seguito di richieste in tal senso provenienti dal mondo monastico irlandese. Secondo le credenze celtiche durante la celebrazione del Samhain, i morti avrebbero potuto ritornare nei luoghi che frequentavano mentre erano in vita, e celebrazioni gioiose erano tenute in loro onore. Da questo punto di vista le antiche tribù celtiche erano un tutt’uno col loro passato ed il loro futuro. Questo aspetto della festa non fu mai eliminato pienamente, nemmeno con l’avvento del Cristianesimo che infatti il 2 novembre celebra i defunti.

 Papa Gregorio III (731-741) scelse il 1º novembre come data dell’anniversario della consacrazione di una cappella a San Pietro alle reliquie “dei santi apostoli e di tutti i santi, martiri e confessori, e di tutti i giusti resi perfetti che riposano in pace in tutto il mondo”. Arrivati ai tempi di Carlo Magno, la festività novembrina di Ognissanti era diffusamente celebrata. E l 1º novembre venne decretato festa di precetto anche da parte del re franco Luigi il Pio nell’835 e il decreto f emesso “su richiesta di papa Gregorio IV e con il consenso di tutti i vescovi”.

 

Dieci pensieri sulla Festa di Tutti i Santi

1. Il 1° novembre è la Solennità di Tutti i Santi. Si tratta di una festa popolare e cristiana, molto sentita dalle nostre popolazioni, che vuole ricordare in un’unica Solennità coloro che ci hanno preceduto nel cammino della fede e della vita, godono la beatitudine eterna e sono cittadini a pieno diritto del ielo, la patria comune di tutta l’umanità di tutti i tempi.

Il giorno di Tutti i Santi si festeggia ormai da circa mille anni. Furono i monaci benedettini di Cluny a diffondere questa Festività.

2. In questa memoria liturgica celebriamo tutti quei cristiani che – dichiarati o no Santi o Beati dalla Chiesa – già godono la visione beatifica di Dio e sono già in Cielo. Di qui il nome: Solennità di Tutti i Santi.

3. Santo è quel cristiano che, conclusa la sua esistenza terrena è già alla presenza di Dio e – per dirla con le parole dell’apostolo Paolo – ha ricevuto “la corona della gloria”. 

4. Il santo è il riflesso della gloria e della santità di Dio. Sono modelli di vita per i cristiani e nostri intercessori poiché possiamo chiedere loro aiuto e la loro intercessione presso Dio. Sono così degni di meritare il nostro culto e la nostra venerazione. 

5. Il giorno di Tutti i Santi include nella propria celebrazione i santi popolari e conosciuti, straordinari cristiani a cui la Chiesa dedica uno speciale giorno  dell’anno. 

6. Ma il giorno di Tutti i Santi è specialmente il giorno dei “Santi anonimi”.  Il giorno di Tutti i Santi è giornata per ricordare opportunamente la chiamata alla santità cui devono tendere tutti i battezzarti cristiani. È l’occasione per prendere coscienza una volta di più della chiamata del Signore a essere perfetti e santi come Dio è perfetto e santo. 

7. Se tratta di un impegno fondamentale del cristiano poiché l’universale chiamata alla santità nella Chiesa è compito di tutti e di ogni singolo battezzato, la santità non è patrimonio di alcuni pochi privilegiati. È il destino di tutti, proprio come lo fu per la grande moltitudine di Santi anonimi che oggi ricordiamo e festeggiamo. 

8. La santità cristiana consiste nel vivere e osservare i comandamenti e le beatitudini. Il Santo non è un angelo, è un uomo in  carne e ossa. Il santo è colui che vive la propria fede con gioia e fatica, che lotta ogni giorno e vive nell’amore, per amore, per amare. “Il santo è colui che è così affascinato dalla bellezza di Dio e dalla sua perfetta verità da lasciarsene trasformare. Per questa bellezza e verità è disposto a rinunciare a tutto, anche a se stesso. Gli è sufficiente l’amore di Dio, che sperimenta e vive nel servizio umile e disinteressato del prossimo” (Benedetto XVI).  

9. La santità si guadagna, si raggiunge e si consegue qui in Terra con l’aiuto della grazia e con l’impegno quotidiano, amando Dio sopra ogni cosa e il prossimo come sé stessi. L’affanno di ogni giorno fa intravvedere e in qualche modo anticipa il volto dell’eternità. Il Cielo non può attendere, è vero. Ma il Cielo/la santità si guadagna qui sulla terra. 

10. Il giorno di Tutti i Santi ci parla della vita umana che non termina con la morte; la vita non è tolta ma trasformata e vissuta nella beata eternità di Dio. Il giorno di Tutti i Santi è una giornata di celebrazione e di autentica catechesi dei misteri della nostra fede, i novissimi: morte, giudizio, inferno e Paradiso.

fonte: www.partecipiamo.it Tommytom

Ci sono molti modi per festeggiare questa ricorrenza, ed  ogni regione ha le sue usanze: il modo più semplice è andare a messa e ricordare e pregare i santi nel profondo nel nostro cuore. Buon Ognissanti a tutti da Famiglie d’Italia!

introduzione e commenti di

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

Questione morale, è arrivato l’affondo di Bagnasco: però sul banco degli imputati non salgano solo alcuni, ma tutti!

settembre 27, 2011

Mi dispiace per quanto sto per scrivere, ma io sono certo che in questo momento il problema principale non sia solo la questione morale ma anche tutto il veleno che ognuno di noi e da più parti si getta addosso giornalmente. Senza un attimo di tregua!.. E chi parla è un cristiano che crede in Dio e Lo ama e cerca di rispettarLo ed onorarLo con gli esempi del proprio comportamento. In questo momento più di parole dure e accusatorie, visto l’eccesso di messaggi similari che arrivano da più fonti giornalmente, servirebbe forse un richiamo alla moderazione oltre che nei comportamenti…anche nei giudizi. Abbiamo bisogno di cristiana serenità, nonché la necessità di svestirci degli abiti accusatori ed inquisitori per indossare quelli più umili di un  esame di coscienza personale e collettivo che ci porti a comprendere gli errori umani e a cercare di migliorarli più con gli  esempi nei fatti che con denunce ovvie, ma che nulla apportano di nuovo e costruttivo se non, spesso, eccitare ancor di più gli animi ed allontanare le parti aumentandone gli screzi ed esasperandone le differenze.

Io dalla Chiesa pretendo quanto professato da Cristo, moniti sì… ma anche esempi sani e, soprattutto, parole d’amore e cristiana moderazione. Il Papa Benedetto XVI sta facendo ammenda mondiale con umiltà e sofferenza degli errori umani di alcuni uomini della Chiesa, e questo è un atto che mi avvicina e non mi allontana dalla mia Fede viva e genuina… ma le parole dure e apparentemente mirate del Cardinal Bagnasco, con tutto il rispetto per la sua integerrima figura ed il suo intento di dare una scossa, non mi aiutano però a rasserenarmi ne aggiungono nulla di più a quanto già io sappia. Io sto cercando di capire cos’è che spinga la gran parte dei nostri politici, qualsiasi sia la loro appartenenza, ad offrire il peggio di sé nell’adempimento delle loro mansioni per effetto del mandato ricevuto. Io capisco che il Cardinal Bagnasco abbia voluto dare un segnale forte, però… in questo modo, solo apparentemente ” generale “, ha ottenuto l’effetto di aggiungere astio all’astio e confusione alla confusione…specialmente nei nostri cervelli. Io penso che sparare nel mucchio per colpire il bersaglio desiderato ormai non serva e non basti più. Siamo tutti colpevoli, noi ed i politici che abbiamo eletto, perché figli e frutto dei nostri errori! … Non possiamo continuare a cercare e vedere le pagliuzze negli occhi dei nostri avversari e non accorgersi delle travi che spuntano dai nostri!.. Occorre un esame generale e di una presa di coscienza collettiva sia da parte di noi cittadini sia da parte del potere, politico ed ecclesiastico. Non si può più solo predicare ed esimersi dagli esempi concreti. La politica ha perso l’occasione di dimostrare al popolo la propria predisposizione al sacrificio non tagliandosi in modo effettivo e credibile privilegi e guadagni sproporzionati ai tempi che viviamo ed ai risultati apportati.. e la Chiesa l’occasione di rinunciare a qualche privilegio di troppo e magari usare il nostro 8 per mille, la cui destinazione non ci è stata mai chiarita abbastanza, con aiuti più consistenti a tutta la povertà che sta colpendo le  famiglie più sfortunate.

I politici, tutti, e dobbiamo specificarlo bene, devono scendere dai loro piedistalli: nessuno è santo. Il comportamento morale deve essere sollecitato prima a se stessi e poi agli altri. I comportamenti etici sono carenti ovunque… questo è il dramma. Purtroppo esistono troppi puritani e pochi vergini e noi, cittadini e servi, siamo disgustati e contaminati. Ci comportiamo usando i format che ci vengono promozionati… libertà sessuale esasperata, ricerca del guadagno facileperdita di ogni rispetto verso gli altri e, soprattutto verso se stessi. I valori non si recuperano solo con i moniti, ma devono essere accompagnati dagli esempi che ci arrivano da comportamenti ineccepibili. Comunque, ben vengano le parole di Bagnasco se utili a farci riflettere, ma che sia chiaro… sul banco degli imputati non salgano solo alcuni, ma tutti!

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia
 

1 luglio venerdì FESTA DEL SACRO CUORE DI GESU’

luglio 1, 2011

 

Venerdì dopo la domenica del Corpus Domini ( by Movimento per la vita )

La festa del S. Cuore di Gesù è stava voluta da Gesù stesso rivelando la sua volontà a S. Margherita Maria Alacoque. La festa insieme alla Comunione Riparatrice, l’Ora Santa, la Consacrazione,  la venerazione dell’immagine del Sacro Cuore, costituiscono le pratiche che Gesù stesso ha richiesto alle anime tramite l’umile Suora Santa Maria Margherita Alacoque come forme di amore e riparazione al suo Sacratissimo Cuore.

Così ella scrive nella sua autobiografia, nell’ottava della festa del Corpus Domini del 1675: “Una volta, in un giorno dell’ottava, mentre ero da­vanti al santo Sacramento, ricevetti dal mio Dio grazie straordinarie del suo amore e mi sentii tocca­ta dal desiderio di ricambiarlo in qualche modo e di rendergli amore per amore. Lui mi disse: «Non puoi darmi amore più grande che fare quanto già tante volte ti ho chiesto». Allora, rivelandomi il suo Cuo­re divino, aggiunse: «Ecco questo Cuore che ha tan­to amato gli uomini, che non si è mai risparmiato, fino a spossarsi e a consumarsi al fine di testimoniar loro il suo amore. Per riconoscenza ricevo dalla maggior parte degli uomini solo ingratitudini, irrive­renze e sacrilegi, insieme alla freddezza e al disprez­zo che mi usano in questo sacramento d’amore. Ma ciò che mi è ancora più doloroso è che, a trattarmi così, siano cuori che mi sono consacrati. Perciò ti chiedo che il primo venerdì dopo l’ottava del santo Sacramento sia dedicato a una festa particolare per onorare il mio Cuore. In quel giorno ti comuniche­rai e gli tributerai un’ammenda d’onore, per ripara­re le indegnità che ha ricevuto durante il periodo in cui è stato esposto sugli altariTi prometto che il mio Cuore si dilaterà per effondere abbondantemente le grazie del suo divino amore su coloro che Gli renderanno quest’onore e procureranno che anche altri glielo rendano».

Si consiglia di prepararsi alla festa del Sacratissimo Cuore di Gesù:

– con una novena di preghiere, si cerchi in tutti i modi di assistere alla S. Messa tutti i giorni, ricevere con molto amorela S. Comunione, fare almeno mezz’ora di Adorazione Eucaristica, con il proposito di riparare le offese e gli oltraggi al S. Cuore;

– facendo fioretti offrendo in particolare il lavoro e le piccole croci quotidiane in riparazione di questo misericordiosissimo Cuore, sopportando con amore e con il sorriso le piccole croci della vita.

– Facendo spesso durante il giorno atti d’amore e comunioni spirituali tanto graditi dal Cuore dolcissimo di Gesù

Il giorno della festa del Sacratissimo Cuore di Gesù, come richiesto dallo stesso  Signore a S. Margherita occorre assistere alla S. Messa e ricevere la S. Comunione in spirito di riparazione e fare uno o più atti di riparazione per le offese che il Divin Cuore di Gesù riceve dagli uomini, in particolare le offese, gli oltraggi e irriverenze verso il Santissimo Sacramento. A chi gli renderà quest’ onore egli ha promesso: “il mio Cuore si dilaterà per effondere abbondantemente le grazie del suo divino amore su coloro che Gli renderanno quest’onore e procureranno che anche altri glielo rendano”   

“Ho una sete ardente di essere onorato dagli uomini nel santissimo Sacramento:  ma non trovo quasi nessuno che si adoperi ad estinguere la mia sete e corrisponda al mio amore” Gesù a S. Margherita 

 

ATTO DI RIPARAZIONE

Scritto da Sua Santità Pio XI per essere recitato pubblicamente nelle chiese nella festa del Cuore sacratissimo di Gesù

 Si concede l’indulgenza parziale al fedele che recita piamente questo atto di riparazione.

L’indulgenza è plenaria se lo si recita pubblicamente nella solennità del Sacro Cuoredi Gesù. 

Gesù dolcissimo, il cui immenso amore per gli uomini viene con tanta ingratitudine ripagato di oblio, di trascuratezza, di disprezzo, ecco che noi, prostrati innanzi a te, intendiamo riparare con particolari attestazioni di onore una così indegna freddezza e le ingiurie con le quali da ogni parte viene ferito dagli uomini l’amantissimo tuo Cuore. Memori però che noi pure altre volte ci macchiammo di tanta indegnità, e provandone vivissimo dolore, imploriamo anzitutto per noi la tua misericordia, pronti a riparare con volontaria espiazione, non solo i peccati commessi da noi, ma anche quelli di coloro che, errando lontano dalla via della salute, ricusano di seguire te come pastore e guida, ostinandosi nella loro infedeltà, o calpestando le promesse del battesimo, hanno scosso il soavissimo giogo della tua legge. E mentre intendiamo espiare tutto il cumulo di sì deplorevoli delitti, ci proponiamo di ripararli ciascuno in particolare: l’immodestia e le brutture della vita e dell’abbigliamento, le tante insidie tese dalla corruttela alle anime innocenti, la profanazione dei giorni festivi, le ingiurie esecrande scagliate contro te e i tuoi santi, gli insulti lanciati contro il tuo Vicario e l’ordine sacerdotale, le negligenze e gli orribili sacrilegi onde è profanato lo stesso sacramento dell’amore divino, e infine le colpe pubbliche delle nazioni che osteggiano i diritti e il magistero della Chiesa da te fondata. Ed oh potessimo noi lavare col nostro sangue questi affronti! Intanto come riparazione dell’onore divino conculcato, noi ti presentiamo, accompagnandola con le espiazioni della Vergine tua madre, di tutti i santi e delle anime pie, quella soddisfazione che tu stesso un giorno offristi sulla croce al Padre e che ogni giorno rinnovi sugli altari, promettendo con tutto il cuore di voler riparare, per quanto sarà in noi e con l’aiuto della tua grazia, i peccati commessi da noi e dagli altri e l’indifferenza verso sì grande amore con la fermezza della fede, l’innocenza della vita, l’osservanza perfetta della legge evangelica, specialmente della carità, e di impedire inoltre con tutte le nostre forze le ingiurie contro di te, e di attrarre quanti più potremo alla tua sequela. Accogli, te ne preghiamo, o benignissimo Gesù, per l’intercessione della beata Vergine Maria riparatrice, questo volontario ossequio di riparazione, e conservaci fedelissimi nella tua obbedienza e nel tuo servizio fino alla morte con il gran dono della perseveranza, mediante il quale possiamo tutti un giorno pervenire a quella patria, dove tu col Padre e con lo Spirito Santo vivi e regni Dio per tutti i secoli dei secoli.

AMMENDA ONOREVOLE AL CUORE DI GESU’

Ecco quel Cuore che ha tanto amato gli uomini e che dalla maggior parte di essi, e spesso da quelli che Egli ha prediletti, non riceve che ingratitudini ed oltraggi! Noi abbiamo sentito, o Signore i vostri gemiti e le vostre afflizioni. Voi stesso avete rivelato a S. Margherita Mara, discepola del vostro Cuore, che quest’ ingratitudine vi arreca maggior dolore di tutti i patimenti della vostra Passione. Se almeno, come dicevate, gli uomini che tanto amate vi ricambiassero anche  solo in parte del vostro amore, Voi stimereste come un nulla tutto quello che avete sofferto per essi. Noi vogliamo fin d’oggi, o Signore rendervi questo ricambio d’amore, procurando al vostro tenerissimo Cuore un qualche sollievo con la compassione dei nostri cuori riconoscenti. Oh! Potessimo anche noi vivere quella perfetta vita d’immolazione, d’abbandono e di amore, che il vostro Cuore così ardentemente desidera! Con Maria Maddalena, noi vogliamo spargere sui vostri piedi e sul vostro Sacratissimo Capo unguenti fragranti d’amore e di devozione. Con Santa Veronica noi ardentemente desideriamo consolarvi di tutti gli oltraggi da cui siete tanto amareggiato. Con la vostra SS. Madre, con S. Giovanni e con tutti i vostri devoti e fedeli amici del Calvario vogliamo risarcirvi dell’abbandono in cui vi lasciano tante anime a Voi care.Oh, potessimo con nostro zelo apostolico condurre a Voi tutti i cuori degli uomini! Amato sia da per tutto il Sacro Cuore di Gesù! Sia lodato, ringraziato e consolato da per tutto ora e sempre il Cuore adorabile di Gesù! Così sia.  

Genuflessi umilmente innanzi a Te, o Sacro Cuore di Gesù, rinnoviamo la no­stra consacrazione per riparare tutti gli oltraggi con un accrescimento di fedel­tà e d’amore. Quanto più si bestemmieranno i tuoi santi misteri,tanto più noi li crederemo.  Quanto più l’empietà si sforzerà di ra­pirci le nostre immortali speranze, tanto più spereremo in Te, unica speranza degli uomini. Quanto più i cuori ingrati resisteranno alle tue divine attrattive, tanto più noi ti ameremo, o Cuo­re amatissimo di Gesù. Quanto più sarà oltraggiata la tua Divi­na Maestà, tanto più noi la adoreremo. Quanto più le tue sante leggi saranno dimenticate e trasgredite, tanto più con diligenza le osser­veremo. Quanto più le tue adorabili virtù saran­no disconosciute, tanto più ci sforzeremo di prati­carle, o Cuore modello di ogni virtù. Quanto più i Sacramenti saranno di­sprezzati e abbandonati, tanto più li riceveremo con amo­re e con rispetto. Quanto più l’inferno si adoprerà per la rovina delle anime, tanto più ci infiammeremo del desiderio della loro salvezza. Quanto più il sensualismo e l’orgoglio tenderanno a distruggere l’abnegazio­ne e lo spirito di dovere, tanto più ci affezioneremo alla mortificazione e allo spirito di sa­crificio. Quanto più la Tua e nostra cara Madre Maria sarà bestemmiata nei singolari privilegi di cui l’arricchisti, tanto più la onoreremo, invocan­dola Madre nostra e Vergine Im­macolata. Quanto più la Chiesa e il Romano Pon­tefice saranno perseguitati e umiliati, tanto più li venereremo prestan­do loro fedelissima obbedienza.

Concedici, o Cuore di Gesù, di divenire tuoi veri discepoli e apostoli durante tutta la vita ed esser poi partecipi del­la tua gloria e del tuo gaudio nella bea­ta eternità. Amen. 

Amore del Cuore di Gesù, infiamma il mio cuore. Carità del Cuore di Gesù, diffonditi nel mio cuore. Forza del Cuore di Gesù, sostieni il mio cuore. Misericordia del Cuore di Gesù, perdona al mio cuore. Pazienza del Cuore di Gesù, non ti stancare del mio cuore. Regno del Cuore di Gesù, stabilisciti nel mio cuore.Sapienza del Cuore di Gesù, illumina il mio cuore. Volontà del Cuore di Gesù, disponi del mio cuore. Zelo del Cuore di Gesù, consuma il mio cuore. Vergine Immacolata, prega per noi il Sacro Cuore di Gesù.

fonte: Movimento per la vita 

Famiglie  d’Italia

Berlusconi-Bersani, Bonino-Bagnasco… le 4 ” B ” della discordia

marzo 24, 2010

Ognuno fa bene il suo lavoro… Bonino per i radicali,  Bagnasco per la Chiesa, Berlusconi per il Pdl e Bersani per il Pd. E tutti lavorano per noi, per i nostri diritti, per la nostra anima, per un futuro sereno e per un garanzia in più perché ciò si avveri.

Domanda: ma allora perché stiamo tutti così male?

Risposta: perché ogni ” B ” porta l’acqua al suo mulino… e poco importa se noi soffriamo la sete.

 

Famiglie        d’Italia

Umberto Napolitano

Vicenda Galletti/Abbiosi: che Benedetto XVI pretenda un approfondimento onesto

gennaio 25, 2010

Ieri ho ricevuto un invito da parte del mio amico Luca Leoni, che diceva così

” CARI AMICI TUTTI, VI PREGHEREI DI DARE AMPIA DIFFUSIONE  CON UN SEMPLICE COPIA E INCOLLA SU QUANTO STA SUCCEDENDO IN QUESTI GIORNI A RAVENNA. UNA VICENDA CHE SCUOTE TUTTA LA CITTADINA ROMAGNOLA, FAMOSA PER I SUOI MOSAICI.
  SI TRATTA DEL CASO GIUDIZIARIO GALLETTI/ABBIOSI CHE TROVATE IN MANIERA DETTAGLIATA SU: WWW.CAPLAZINFORMANOTIZIE.ILCANNOCCHIALE.IT

Ho cliccato sopra ed ho trovato quanto segue… (more…)

Mauro/Berlusconi-Feltri/Boffo…il conflitto degli dei, e il popolo sta a guardare

agosto 29, 2009

CaosNell’articolo da noi pubblicato su questo blog il 14 agosto avevo pregato il buon parroco don Angelo Gornati da Limbiate, di non aggiungere benzina sul fuoco continuando a lamentarsi con l’Avvenire, perché il suo direttore non aveva proseguito abbastanza nella campagna contro i ” presunti “ comportamenti libertini del Premier Berlusconi… e questa mia preghiera era stata giustificata dal fatto che lo stesso Gesù aveva ammonito chiunque a ” non giudicare per non essere giudicato “, cosa che  alla fine si è puntualmente verificata con lo scoppiare del recentissimo caso, noto a tutti, Feltri/Boffo… (more…)

Caro Don Angelo Gornati…ti ci metti anche tu?

agosto 14, 2009

donLettera di don Angelo Gornati, deluso dal silenzio dell’Avvenire …  click on

Io sono un cristiano, credente… benché a volte il tutto è dovuto soprattutto alla mia fede interiore, che è più forte degli esempi che mi arrivano da coloro che questa fede dovrebbero rafforzare in me. Invece, spesso, si impegnano con il loro comportamento a far sì che i dubbi si insinuino dentro come i fiocchi di pioppo fanno a primavera aggredendo le narici degli individui allergicamente predisposti. Sì, perché noi di questi tempi siamo deboli e con difese personali insufficienti. Sono mesi, con tutti i problemi che abbiamo, che veniamo aggrediti giornalmente da fatti privati che poco ci tangono e che impediscono un sereno confronto politico costruttivo. (more…)

5 luglio 2009… Buona Domenica!

luglio 5, 2009

buonaCome spesso capita, dedico il giorno della domenica al risposo e alla meditazione. E’ stata, tutto sommato, una settimana abbastanza tranquilla dando ragione all’invito del nostro presidente Giorgio Napolitano alla moderazione. Così sono stati messi in secondo piano i gossip di Silvio Berlusconi e quelli di una decina d’anni fa…dello staff di Massimo D’Alema, nonché i guai della giunta barese di Niki Vendola, (more…)

Sulla via di Damasco…

giugno 28, 2009

damascoQuesto meraviglioso Caravaggio del 1600, che i fortunati abitanti di Roma possono ammirare nella cappella Cerasi di Santa Maria del Popolo, rappresenta la folgorazione di Paolo di Tarsa, sulla via di Damasco, quando Cristo entrò in lui: ” non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me “. Domani, 29 giugno scadrà l’anno speciale giubilare che il 28 giugno dell’anno scorso Benedetto XVI ha indetto e dedicato a San Paolo. (more…)

Il licenziamento di Babbo Natale

dicembre 7, 2008

babbo-natale2Famiglie d’Italia ha il piacere di pubblicare un altro articolo del nostro amico australiano, Michael Gray: un simpatico omone di quasi due metri che impareremo a conoscere nel tempo per la sua sensibilità e per le infinite qualità.

 

 

Ho letto con un po’ di preoccupazione la notizia che questo Natale, a Sarajevo, le autorità hanno proibito la presenza di Babbo Natale nelle scuole materne. Io, che da dieci anni faccio Babbo Natale nella scuola materna del mio paese nell ’ Oltrepò Pavese, potrei essere, in un futuro non lontano, un esubero?

 

In Italia, ed anche recentemente in Spagna, si discute la presenza del crocefisso nelle aule delle scuole e degli uffici pubblici. Devo ammettere che non è un problema che io viva con un’ ansia particolare, provenendo da una nazione che non ha una simile usanza e che, almeno in apparenza, mantiene un distacco tra Chiesa e Stato. Capisco, però, che in un Paese come l’Italia questo possa essere fonte di timori e di polemiche, proprio per le tradizioni storiche che hanno legato questi due mondi. Nello stesso modo non mi sorprende che in una zona musulmana, com’è oggi Sarajevo, ci sia un’avversità a figure associate alle celebrazioni cristiane, tipicamente occidentali, come Babbo Natale.

 

Ma il tutto mi mette davanti un dilemma. Babbo Natale: quale valore rappresenta?

 

Sicuramente è una rappresentazione bonaria del Natale e, pertanto, vicina ai temi cristiani, nonostante le sue probabili origini pagane teutoniche. Però, in un certo senso, io, come Babbo Natale, sono anche una cosa finta, non reale, un’invenzione di un desiderio popolare per esprimere una gioia collettiva nel periodo natalizio.

 

Però, quando mi trovo davanti ai bambini delle scuole materne, loro mi vedono davvero come un’entità reale. Per la grande maggioranza dei bimbi la presenza di Babbo Natale, questo uomo grosso, gioviale, dai vestiti e accento strani, porta sicuramente un momento di grande gaiezza. Purtroppo per alcuni tale è la stranezza, che suscita timore.

babbo-natale-2

Mi ricordo, un anno, di una bambina dagli occhi grossi tondi, che doveva ricevere il dono da Babbo Natale. Mentre si avvicinava, vedevo aumentare il suo spavento. Ad un certo punto si bloccò, immobilizzata dal terrore, con gli occhi che quasi saltavano fuori dalle loro orbite, e scoppiò a piangere.

 

Spero che l’esperienza brutta della bambina non le rimanga per il resto della sua vita. Ma quella vicenda mi ha insegnato una cosa, che la commozione dei bimbi è reale perché le emozioni che provano sono reali. Babbo Natale, è un evento reale della loro vita, anche se transitorio.

 

L’altra cosa che mi ha colpito della figura di Babbo Natale è avvenuta un anno, quando, ai festeggiamenti di Natale alla scuola materna, parteciparono tre personaggi importanti: il sindaco, il prete e, naturalmente, Babbo Natale.

 

Seduto tra il prete e il sindaco (Babbo Natale era la star dell’evento) mi resi subito conto che avevo molte cose più in comune con il prete che con il sindaco. E questo perché Babbo Natale e il prete rappresentano, anche se a livelli molto diversi, un atto di fede con la necessità di seguire certe regole.

 

Nel caso del prete, il mistero della fede prevede un comportamento particolare. Come dice Homer Simpson nella sua descrizione della religione “… the one with all the well meaning rules that don’t work out in real life, uh, Christianity” “… quella con tutte le regole ben intenzionate che non si riescono a rispettare nella vita quotidiana, Cristianesimo”.

Ma non è diverso per Babbo Natale. E’ un atto di fede il credere che io arrivi dalla Laplandia o Lapponia su una slitta tirata da renne (ogni anno i bambini mi chiedono di vedere le mie renne) e che porti dei regali il giorno di Natale (l’anno scorso una ragazzina, tutta preoccupata, mi ha confessato che a casa sua non c’era camino e, perciò, come riuscivo a lasciarle i regali?), ed è importante che i bambini si siano comportati bene (sempre prima di distribuire i regali faccio le solite domande – siete stati bravi quest’anno? – coro di “siiiiii”, date sempre un bacio a mamma e papà? – coro di “siiiiii”, non litigate troppo fra di voi vero?…e qui già iniziano le prime defezioni).

 

E nella classe della scuola materna composta da bambini italiani ma anche da bambini provenienti dell’Europa dell’est, dall’Africa e dall’Asia, l’arrivo di Babbo Natale è anche una conferma della visione di Natale del bambino Bart Simpson: “Christmas is a time when people of all religions come together to worship Jesus Christ”, “Natale è il momento in cui persone di tutte le fedi e religioni si uniscono per venerare Gesù Cristo”.

 

In questo contesto non credo che le mie paure iniziali possono avverarsi. Non penso che io, Babbo Natale, almeno in Italia, sia in procinto di essere licenziato. Babbo Natale ha buone intenzioni senza essere troppo dogmatiche. E quando giro per il mio paese in questi strani vestiti rossi, non c’è una persona, giovane o vecchio, maschio o femmina, sindacalista o magnate, italiano o forestiero, che non sorrida.

 

Questo per me è un vero dono tra noi. Dico, “Viva Babbo Natale”. Spero che io non sia vissuto come un inganno ma come una piacevole credenza passeggera. Almeno il bambino Bart Simpson è dalla mia parte: “Aren’t we forgetting the true meaning of Christmas? You know, the birth of Santa.” “Non ci stiamo dimenticando il vero significato di Natale? Sai, la nascita di Babbo Natale.”

 

Ringrazio Bart per il suo appoggio, ma Babbo Natale non vuole mettersi in concorrenza con “ Gesù “… Vuole solo mettere in atto un po’ della gioia della “ Sua “ parola.


babbo-natale31

MICHAEL GRAY

 

Prima o poi doveva succedere…

novembre 26, 2008
 

Crocifisso Chiesa Cristo Risorto - Padova

Crocifisso Chiesa Cristo Risorto - Padova

PRIMA O POI DOVEVA SUCCEDERE…

 

 

 

 

 

 

E’ di un paio di giorni fa la notizia, passata quasi in sordina, sulla decisione di un giudice di Valladolid di far rimuovere tutti i crocefissi dalle aule di una scuola pubblica e sulle rimostranze del vescovo della città spagnola, denuncianti la “ Cristofobia “ e la dimenticanza di Dio.

Quanto è diverso questo atteggiamento spagnolo-europeo dal giustificato risentimento di un popolo arabo che, a suo tempo, reagì compatto, ritenendosi offeso per la manifestazione di mancato rispetto al proprio credo religioso a seguito della pubblicazione di “ certe “ vignette satiriche!…

In un caso, deprecando gli eccessi, si denota un’unità di pensiero e di sentimenti fra autorità politiche, religiose e cittadini, nell’altro si evidenziano la sopraffazione di un giudice all’insegna di un laicismo esasperato, la disperazione di un vescovo e…l’indifferenza di una società rassegnata.

Ormai ben poco riesce ad offenderci spiritualmente, proiettati come siamo verso un modello occidentale di consumismo e di materialismo sempre più accentuati. Riusciamo a terrorizzarci solo per catastrofismi annunciati ed abilmente guidati da speculatori internazionali.

La serenità si raggiunge quando spirito e materia si integrano in un rapporto di reciproca complementarietà: il sopraffare dell’uno sull’altro non giova ad alcuno.

Il nostro compito primario, quello mio, della nostra associazione e di chi ci legge…è quello di non sorvolare sulle notizie che si confondono nascondendosi dietro ad una facciata di normale routine, ma è quello di vigilare, di segnalare e di approfondire in modo da riappropriarci di una coscienza critica e propositiva, degna di chi si sente soggetto e non oggetto di un progetto sociale che lo veda protagonista in positivo. E’una condizione “ sine qua non “ se vogliamo cambiare il trend di un modo masochistico di comportamento, nel quale ci limitiamo a delegare agli altri il compito di decidere, lasciando a noi solo quello di lamentarsi e ad assistere impotenti al verificarsi di un evento che… “ prima o poi doveva succedere !”

Famiglie d’Italia

Umberto Napolitano