Posts Tagged ‘Cittadinanzattiva’

Acqua all’arsenico e zucchero raffinato tossico… Achtung! ( Estate Ecologica News )

luglio 29, 2012

Acqua all’arsenico ancora in 112 comuni italiani

Non sempre l’acqua del rubinetto in Italia è sicura: borio, fluoruri e soprattutto arsenico, in concentrazioni superiori ai valori stabiliti dalla legge, rischiano di danneggiare seriamente la salute dei cittadini. Ed è colpa delle inadempienze, delle omissioni, dei ritardi sugli acquedotti, ma soprattutto delle deroghe.

Questa la denuncia del dossier “Acque in deroga“, realizzato da Legambiente e Cittadinanzattiva, che ricostruisce proprio la questione delle deroghe richieste e concesse ai Comuni italiani dal 2003 ad oggi, facendo il punto sui territori coinvolti e sugli interventi attuati o in programma. Ad un anno dal referendum che ha decretato l’acqua bene comune, rimangono ancora molti i nodi da sciogliere. Scopriamo, così, che nel 2012 sono circa un milione i cittadini di 112 Comuni italiani (90 nel Lazio, 21 in Toscana e 1 in Campania) che non hanno acqua potabile di qualità e conforme alla legge, perché sono ancora in vigore nuove deroghe che consentono di prendere tempo e ripristinare i valori al di sotto dei limiti stabiliti dalla legge.

Il problema – spiega Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente – è che in Italia lo strumento della deroga, entrato in vigore nel 2001 e inizialmente previsto solo come misura transitoria per dare tempo alle autorità competenti di realizzare i giusti interventi necessari, è stato in realtà adottato con leggerezza, trasformandosi in un espediente per prendere tempo ed alzare i limiti di legge rispetto ad alcune sostanze fuori parametro“.

Il dossier si apre con l’analisi delle deroghe chieste dal 2003 al 2010. Ogni deroga ha una durata di tre anni con possibilità di essere rinnovata al massimo per altre due volte: le prime due vengono decise dal Ministero della Salute mentre la terza deve avere il via libera della Commissione europea. In Italia il “pasticcio delle deroghe” è iniziato nel 2003, primo anno in cui ne viene fatta richiesta. Da allora fino al 2009 sono state 13 le regioni che ne hanno fatto richiesta (Campania, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria, Veneto) e su un totale di 13 parametri (arsenico, boro, cloriti, cloruri, fluoro, magnesio, nichel, nitrati, selenio, solfato, trialometani, tricloroetilene, vanadio).

Dopo sei anni, alcune regioni (Campania, Lazio, Lombardia, Toscana, Trentino Alto Adige e Umbria), non avendo ancora ripristinato i valori della qualità della dell’acqua al di sotto dei limiti consentiti, hanno chiesto una terza deroga per arsenico, boro e fluoruri. Nel 2010 laCommissione Europea ne ha concesse alcune, respingendone altre. Una parte dei provvedimenti è scaduta a dicembre 2011, e Lombardia, Umbria e Campania, insieme alle Provincie autonome di Bolzano e Trento hanno completato gli interventi e riportato la qualità dell’acqua al di sotto dei limiti di legge.

Nel frattempo, però, sono scadute anche le deroghe in Sicilia per il vanadio nei Comuni etnei, in Toscana per i trialometani (in 3 comuni) e nel Lazio per vanadio e trialometani (14 e 2 comuni rispettivamente). Ad oggi, quindi, rimangono in vigore deroghe nel Lazio (arsenico, fluoruri), Toscana (arsenico e boro) e in un comune della Campania per il fluoruro.  “Per assicurare la tutela della salute dei cittadini, ai sindaci interessati chiediamo un’operazione di trasparenza per quanto riguarda i dati di qualità dell’acqua, e di garantire una costante informazione alla cittadinanza“, ha concluso Antonio Gaudioso, neo segretario generale di Cittadinanzattiva.

Roberta Ragni ( fonte: Informare Per Resistere )

Tratto da: Acqua all’arsenico ancora in 112 comuni italiani | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2012/07/28/acqua-allarsenico-ancora-in-112-comuni-italiani-2/#ixzz21zZV3kAY
– Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!
 
 
Lo zucchero raffinato ha la medesima tossicità del fumo e dell’alcool

È calorico, fa aumentare la pressione, cambia il metabolismo, provoca problemi al fegato e fa’ gli stessi danni del fumo e dell’alcool: non stiamo parlando dell’ultimo menu lanciato nei fast food, ma – più semplicemente – dello zucchero!

A rivelare la nocività di questo ingrediente è un gruppo di esperti dell’università di San Francisco, che in un articolo pubblicato dalla rivista Nature dal titolo “Sanità pubblica: la verità sulla tossicità dello zucchero” ha messo in evidenza come i danni provocati da questo alimento siano molto simili a quelli dati dall’alcolismo.

“Lo zucchero è molto lontano dall’essere soltanto un fornitore di calorie – hanno spiegato Robert Lustig, Laura Schmidt e Claire Brindis – al livello consumato in occidente cambia il metabolismo, alza la pressione, altera i segnali ormonali e causa danni significativi al fegato. I pericoli per la salute sono largamente simili a quelli che si hanno bevendo troppo alcol, che non a caso deriva dalla distillazione dello zucchero”.

E c’è di più: secondo gli scienziati che hanno condotto lo studio questo ingrediente – così usato e diffuso in tutto il mondo – è uno dei principali responsabili dei 35 milioni di morti l’anno per malattie come il diabete o problemi cardiocircolatori. Naturalmente, come spesso accade, anche in questo caso a fare la differenza sono soprattutto le quantità; un caso su tutti: negli Stati Uniti l’apporto quotidiano di calorie date esclusivamente dallo zucchero è spesso pari o superiore alle 500 unità. Ciò vuol dire che più di un terzo delle calorie ingerite ogni giorno dagli americani deriva solo da questo ingrediente.

Il problema dunque è che nel mondo, e specie in alcuni Paesi ricchi come gli Usa, se ne assume troppo, tanto che negli ultimi 50 anni il consumo medio pro capite è addirittura triplicato. E questo può portare nel tempo a malattie anche gravi, che tendono ad “uccidere lentamente”.

“Non stiamo parlando di proibire lo zucchero – hanno concluso gli esperti – ma questa deve diventare una preoccupazione dei governi. Si dovrebbe rendere il consumo di zucchero meno conveniente, e allo stesso tempo far capire il messaggio alla popolazione”.

Oltre allo zucchero poi, ci sono una serie di altre “varianti” e derivati, come il fruttosio o l’aspartame, presenti comunemente in tanti cibi, che non sono meno pericolosi del classico zucchero. Come confermando gli studiosi, “una crescente mole di prove scientifiche mostra che il fruttosio può innescare processi tossici per il fegato e favorire molte altre malattie croniche”.

E allora come prevenire le pericolose malattie derivanti da un consumo eccessivo di questo ingrediente? Sicuramente limitandone il consumo – imparando a mangiare e bere cibi e bevande meno zuccherate – e cercando di optare comunque per i dolcificanti naturali, come la stevia, finalmente legale anche in Europa, o il miele, che a parità di quantità hanno un potere dolcificante superiore a quello dello zucchero!

Scritto da Wolfman   Martedì 28 Febbraio 2012 09:50  ( fonte: nocensura.com )

Estate Ecologica News

Rubrica a cura di Sabrina Parini

Famiglie                        d’Italia

Stato Sanitario del Paese: in Italia la speranza di una vita da record ( Famiglie d’Italia Salute News )

dicembre 16, 2011

 

In un periodo storico in cui le notizie ferali dominano sempre sulle prime pagine dei quotidiani nazionali, le poche belle rischiano di passare quasi inosservate… ma noi, di Famiglie d’Italia, cerchiamo di essere vigili e di non abbassare mai la guardia alla speranza per cui, quando è possibile, non ci facciamo scappare l’opportunità di tirarvi un po’ su il morale offrendovi sprazzi di positività come, ad esempio, ci proviamo proponendovi un post ben augurante pubblicato da Help Consumatori

SALUTE DEL PAESE: 20,3% ITALIANI E’ OVER 60

Il trend di invecchiamento della popolazione è dovuto sia all’incremento della speranza di vita, che pone l’Italia tra i primi paesi in Europa (78,8 anni per gli uomini e 84,1 anni per le donne), sia alla progressiva riduzione della mortalità

ROMA – È un’Italia in cui aumentano le speranze di vita, che raggiunge il traguardo storico dei 60 milioni di abitanti, ma sempre più vecchia, quella che emerge dalla Relazione sullo Stato Sanitario del Paese 2009-2010 presentata oggi dal Ministro della Salute Renato Balduzzi. La popolazione è profondamente interessata dal processo di invecchiamento: le persone con più di 65 anni rappresentano il 20,3% della popolazione. Il trend di invecchiamento della popolazione è dovuto sia all’incremento della speranza di vita, che pone l’Italia tra i primi paesi in Europa (78,8 anni per gli uomini e 84,1 anni per le donne), sia alla progressiva riduzione della mortalità, con riferimento non solo alla mortalità generale, che dal 1980 si è quasi dimezzata, ma anche alla mortalità infantile, che mostra un andamento del fenomeno in continua diminuzione. E se le malattie del sistema circolatorio e i tumori si confermano le principali cause di morbilità e mortalità, il progresso della medicina e l’adozione di stili di vita più salutari spiegano molti progressi, tanto che si è ridotta del 60% dal 1980 la mortalità per malattie cardiocircolatorie, e dagli anni ’90 si è ridotta del 20% la mortalità per tumori.

L’Italia è in grado di affrontare tempestivamente le emergenze alimentari, rileva il Rapporto facendo riferimento alle crisi che nell’ultimo anno si sono verificate nel settore – le mozzarelle blu, la diossina nelle uova e nelle carni suine e la contaminazione da Escherichia coli dei germogli vegetali – e alle quali «l’Italia ha reagito bene, grazie anche alle specifiche competenze di enti ed istituzioni che rappresentano una rete di protezione del consumatore italiano e di supporto alle imprese del settore alimentare interessate all’esportazione».

Numerosissimi i dati presenti nella Relazione, che per Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato rappresentano anche la conferma ad alcune criticità emerse dal Pit Salute e dall’Osservatorio civico sul federalismo in sanità curato dall’associazione.

Francesca Moccia, coordinatrice nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, spiega: «Nella relazione ci ha particolarmente colpito il dato sulle neoplasie. Anche noi abbiamo in più occasioni sottolineato la enorme e incomprensibile differenza tra le Regioni nella prevenzione e nelle possibilità di cura: dalla radioterapia agli screening, dalla erogazione delle terapie antidolore alla assistenza domiciliare. L’effettiva utilità di questa fotografia dipenderà solamente da quanto inciderà concretamente nella programmazione sanitaria dei prossimi mesi e dei prossimi anni, che dovrebbe partire proprio dalle criticità sottolineate nel Rapporto stesso. E che dovranno ovviamente pesare anche nelle scelte di allocazione delle risorse, sia al livello centrale che regionale».

Prosegue Moccia: «Chiediamo l’istituzione di una cabina di regia ‘dal centro’ che possa governare i processi legati al federalismo in sanità, a cui partecipino a pieno titolo anche le organizzazioni civiche. Con due obiettivi chiari. Da una parte affiancare le Regioni, soprattutto quelle che hanno registrato le carenze più gravi, a partire dalla Campania. Dall’altra dare vita ad una sussidiarietà ‘al contrario’: le Regioni che non riescono ad assicurare servizi di qualità vanno sì Commissariate, ma garantendo al contempo che non siano sempre i cittadini a pagare le inefficienze amministrative e puntando su personalità competenti che non rispondano a mere logiche politiche o partitiche».

fonte: Help Consumatori

 
introduzione a cura di
 
Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia