Posts Tagged ‘CO2’

Microbolle al servizio delle alghe destinate ai biocarburanti ( Econota 107 )

maggio 31, 2013

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Le microbolle consentono una produzione più efficiente di alghe destinate ai biocarburanti by Timon Singh

I biocarburanti derivati dalle alghe sono uno dei combustibili alternativi più promettenti sul mercato. Lo svantaggio principale finora è stato l’altoi costo di produzione e l’utilizzo di molta energia. Utilizzando un nuovo ” metodo di raccolta” con microbolle, una squadra della University of Sheffield crede di aver trovato un modo per fare delle alghe una fonte di combustibile commercialmente più valida.

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Il problema principale nella produzione di biocarburanti è rappresentato dalla rimozione delle alghe dall’acqua e in modo che possano essere elaborate in modo efficace. Questo richiede di solito un grande investimento di tempo ed energia. Il team ritiene che producendo microbolle in una soluzione contenente alghe queste possano essere fatte galleggiare sulla superficie dell’acqua rendendole facilmente estraibili.

Secondo il  professore Will Zimmerman  il metodo a microbolle utilizza 1000 volte meno energia rispetto ai metodi precedenti e può essere utilizzato a costi inferiori. Il professor Zimmerman ha detto: “Pensavamo di aver risolto un grave ostacolo per le imprese di trasformazione dei biocarburanti da alghe  quando abbiamo usato microbolle far crescere le alghe più densamente”, “Si è scoperto tuttavia che i biocarburanti  da alghe ancora non potevano essere prodotti economicamente sia a causa della difficoltà nella raccolta che nell’alimentazione delle alghe. Abbiamo dovuto sviluppare una soluzione a questo problema e ancora una volta, le microbolle hanno fornito una soluzione. “

Un certo numero di compagnie aeree, tra cui Lufthansa, British Airways, United, e Virgin, stanno già investendo in biocarburanti da alghe  e il mercato è destinato a crescere in modo esponenziale. Infatti, all’inizio di questa settimana Etihad, compagnia di bandiera degli Emirati Arabi Uniti, ha fatto volare sul Golfo il primo volo di linea alimentato a biocarburante. Anche la US Navy sta sperimentando biocarburanti derivati da alghe.

Ulteriori informazioni sulle ricerche del team si trovano nella rivista Biotecnologie e Bioingegneria

La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano

Lo Stato di Washington afferma ufficialmente che i ciclisti emettono più CO2 degli automobilisti e quindi devono essere tassati; potrebbe succedere anche da noi in Italia?by Tafline Laylin e Paolo Broglio

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Photo via Shutterstock

Nel tentativo di raccogliere fondi per un progetto di legge del valore di 10 miliardi dollari per migliorare il trasporto nello stato di Washington, i legislatori vogliono imporre una tassa di $ 25 su tutte le biciclette che costano più di $ 500. Quando i proprietari di attività commerciali locali e i frequentatori del  blog di Bike Seattle Washington hanno contattato  Ed Orcutt , un membro del Comitato Trasporti di Stato, per mettere in discussione la tassa, Orcutt ha affermato che i ciclisti non stanno contribuendo alla circolazione stradale e per la loro elevata respirazione producono emissioni di carbonio maggiori di automobilisti.

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Photo via Shutterstock

“Mi dispiace ma io credo che i ciclisti devono cominciare a pagare per le strade che percorrono  piuttosto che gli automobilisti “, ha detto Dale Orcutt Carlson, proprietario di Bici a Tacoma, in una e-mail. Il che non sembra una cosa così irragionevole.

“A ciclisti [sic] hanno un aumento della frequenza cardiaca e della respirazione”, ha detto Orcutt. “Ciò significa che i ciclisti sono in realtà inquinanti  “

Proprietari di piccole imprese che vendono biciclette sono preoccupati ; ulteriori costi legati alla nuova legge fiscale farà male il loro business. Altri sottolineano che i ciclisti dello stato di Washington State potrebbero contribuire in altri modi.

“I ciclisti già pagano tasse sostanziali per il nostro sistema di trasporto, comprese le imposte sulle vendite, imposte sulla proprietà e tasse federali che insieme coprono i due terzi di tutte le spese di trasporto a Washington”, ha detto Evan Manvel, uno scrittore per Seattle Club Cascade biciclette .

Nel frattempo ecco una domanda: perché si stanno tassando i ciclisti quando le emissioni di carbonio delle auto sono il vero nemico? Cosa succederebbe in Italia ad una simile proposta ?

rubrica a cura di

Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

Il riccio di mare chiave per catturare il CO2 dall’atmosfera ( Econota 104 )

marzo 1, 2013

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Carbone pulito, l’insegnamento dei ricci di mare

La scoperta che i ricci di mare utilizzano particelle di nichel per impiegare l’anidride carbonica dal mare potrebbe essere la chiave per catturare in maniera efficiente tonnellate di CO2 dall’atmosfera

( Rinnovabili.it) – Migliorare l’efficienza delle tecnologie di sequestro dell’anidride carbonica potrebbe essere un compito da riccio di mare. E’ proprio a questa specie marina che si sono affidati i ricercatori dell’Università di Newcastle, nel Regno Unito, per sintetizzare un catalizzatore efficiente per la reazione che converte la CO2 in innocuo carbonato di calcio. Gli scienziati hanno studiato il meccanismo con cui alcuni organismi acquatici risulta in grado di costruirsi un esoscheletro a partire dall’anidride carbonica disciolta in mare.

“Abbiamo cercato di capire in dettaglio la reazione dell’acido carbonico – che è ciò che otteniamo quando il biossido di carbonio reagisce con l’acqua – e avevamo bisogno di un catalizzatore per accelerare il processo”, spiega Lidija Siller, fisico presso l’ateneo britannico ed autrice della scoperta. “Quando abbiamo analizzato la superficie delle larve di riccio abbiamo trovato un’alta concentrazione di nichel sul loro esoscheletro”. Gli scienziati hanno impiegato pertanto nanoparticelle di questo metallo aggiungendole al test sull’acido carbonico. “Il risultato è stato la completa eliminazione della CO2”, aggiunge la ricercatrice.

Attualmente, gli studi pilota sulla cattura e stoccaggio del carbonio (CCS) propongono sistemi di pompaggio che iniettano il gas nel sottosuolo, processo costoso e non esente da un certo rischio. Una soluzione alternativa è quella di convertire la CO2 in calcio o carbonato di magnesio. “E un modo per farlo è quello di utilizzare un enzima chiamato anidrasi carbonica, che tuttavia è inattivo in condizioni acide”, spiega Gaurav Bhaduri, autore principale dello studio. Al contrario il catalizzatore in nichel continua a funzionare indipendentemente dal pH e grazie alle sue proprietà magnetiche può essere riutilizzato più e più volte. “E’ anche molto economico – 1.000 volte meno rispetto all’anidrasi”. La scoperta rappresenta una vera opportunità per le industrie quali centrali elettriche e impianti di trasformazione chimica di catturare tutte le loro emissioni di CO2 prima che raggiungano l’atmosfera.

La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero “quelli che fanno “……o almeno ci provano

Ecobarometro 2013: l’ambiente tra le priorità degli italiani

Secondo la ricerca pubblicata da Legambiente, per i cittadini italiani le preoccupazioni ambientali sono seconde solo a quelle su lavoro e occupazioneambiente,

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(Rinnovabili.it) – Agli italiani l’ambiente sta a cuore ed è un tema la cui priorità viene dopo solo ai problemi legati al lavoro e all’occupazione. Secondo i dati emersi dall’Ecobarometro di Legambiente, infatti, la ricerca realizzata in collaborazione con l’istituto Lorien Consulting, il 48,2% dei cittadini è preoccupato per le condizioni ambientali del nostro Paese e il 78,2% sarebbe disponibile ad appoggiare tagli “governativi” piuttosto di vedere crescere le rinnovabili.

Preoccupati per l’inquinamento (il 41% del campione) e per lo spreco di risorse (34,8%), gli italiani si sono dichiarati favorevoli anche a una legge sulla bellezza, proposta da Legambiente proprio in queste settimane ai candidati politici e agli amministratori locali: “Una proposta di disegno di legge – così la presenta Legambiente – che punta a coniugare lavoro e ambiente risanando le città, valorizzando le risorse del territorio, fermando il consumo di suolo e le grandi opere inutili e sostenendo le rinnovabili”. Una prospettiva, ha spiegato il Presidente Vittorio Cogliati Dezza, in cui serviranno meno energia, materie prime e chilometri: «Un processo – ha detto Cogliati Dezza – che ha bisogno di una diversa politica fiscale, che sposti il prelievo dal lavoro e dall’impresa al consumo di risorse, utilizzando una patrimoniale verde per colpire i consumi che incidono sulle emissioni di CO2». L’edizione 2013 dell’Ecobarometro è stata pubblicata oggi sulla Nuova Ecologia.

rubrica a cura di

Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

I biocarburanti possono aumentare le emissioni di CO2 ( Econota 69 )

novembre 8, 2011

Ma i biocarburanti non sono «carbon neutral»

 
Dibattito su «Eai» dell’Enea ( fonte: Villaggio Globale )

Aumentano le emissioni di anidride carbonica atmosferica, a meno che i biocombustibili non vengano ottenuti da biomasse coltivate su terreni desertici o marginali privi di «carbon stocks» e incapaci naturalmente di essere «carbon sinks». Lettera di scienziati alla Commissione europea e altre prese di posizione

È polemica aperta sulla decisione europea a proposito dei biocarburanti. Il dibattito sta trovando spazio sulle colonne della rivista dell’Enea, «Eai».

Tutto parte in seguito del parere espresso il 15 settembre dal Consiglio scientifico della Easecondo cui i biocombustibili non sono «carbon neutral» ma aumentano le emissioni di anidride carbonica atmosferica, a meno che i biocombustibili non vengano ottenuti da biomasse coltivate su terreni desertici o marginali privi di «carbon stocks» e incapaci naturalmente di essere «carbon sinks», inizia a divampare una polemica internazionale perché la Commissione europea, sembra, non abbia dato eccessivamente peso al parere della Eea.
Ora un centinaio di scienziati di tutto il mondo hanno scritto una lettera, nella quale affermano che la Commissione europea, nel considerare i biocombustibili come «verdi» attribuendo loro la caratteristica di essere «carbon neutral», commette un errore perché non c’è alcuna evidenza scientifica che giustifichi questa decisione che, peraltro, è diventata legge europea. Definire i biocombustibili come ecologici, verdi o carbon neutral comporta anche un danno perché incentiva la distruzione dell’agricoltura e delle foreste (che sono carbon sinks e producono carbon stock) per far spazio alla coltivazione delle biomasse (che sono «carbon neutral» solo perché non sono «carbon sink», ma contemporaneamente, però, distruggono i «carbon stocks»).
Su questo aspetto (biocombustibili non verdi) la Rivista «Enea Eai» pubblica su Focus del numero che sta per uscire, il parere di Lorenzo Ciccarese, un esperto agroforestale di Ispra su «carbon stocks» e «carbon sinks». Ciccarese dice in sintesi che il Consiglio scientifico (e quindi anche questi 100 scienziati) hanno ragione, ma fino ad un certo punto, perché, esclusi i terreni desertici (incapaci di essere carbon sink) e privi di carbon stock, dove sicuramente la Eea e gli altri scienziati hanno ragione, è necessario, per tutti gli altri suoli fare, invece, un bilancio fra i vari «pool» di carbonio (emissioni, assorbimenti, accumuli come sink e accumuli come stock) per valutare se effettivamente la coltivazione di biomasse per biocombustibili aumenta o meno le emissioni di anidride carbonica in atmosfera.

Sicuramente il dibattito tenderà ad amplificarsi e a diventare conflittuale, anche in considerazione del fatto che l’Unione europea, sulla ipotesi che i biocombustibili siano «carbon neutral» cioè ecologici e verdi, ha basato anche le sue strategie di riduzione delle emissioni nelle politiche energetiche, ad esempio: quella del Set plan 20-20-20, quella dei trasporti per utilizzare una certa quota di biocombustibili al 2018.
Inoltre, molti produttori di biocombustibili hanno già pianificato le loro attività e messo a punto i loro piani di sviluppo industriale per i prossimi anni in funzione delle strategie europee sui biocombustibili e del mercato che si prospetta per il commercio di biocombustibili.
Si profilano, insomma, grosse battaglie ed è bene sottolineare che la criticità di questo argomento già dal 15 settembre scorso, è stato portato alla conoscenza dei lettori del numero che sta per uscire.

Infine c’è da segnalare la presa di posizione dell’European Biodisel Board sulla introduzione nella direttiva biocombustibili del Iluc per tener conto dei possibili danni all’agricoltura derivanti dalla coltivazione di biomasse per biocombustibili. Anche l’Iluc adottato dalla Commissione europea in una sua direttiva non è scientificamente provata, secondo questo comunicato. Nella conversione dei suoli da agroalimentare a produzione di biocombustibili, così come tra deforestazione di un suolo per convertirlo produzione di biocombustibili non c’è alcuna correlazione, sempre secondo questo position paper. Insomma, bisogna produrre biocombustibili come era previsto inizialmente dalla Commissione, senza introdurre fattori correttivi come Iluc. È una posizione contro gli scienziati e contro la Commissione che nell’ultima direttiva aveva introdotto fattori correttivi. La polemica va avanti.

 

La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero quelli che fanno “……o almeno ci provano

 

Dall’industria del formaggio il packaging eco-sostenibile

A Barcellona, alcuni scienziati avrebbero da poco scoperto che le proteine del siero di latte si possono trasformare in una speciale plastica sostenibile

 Abbiamo sentito spesso parlare delle “Whey protein“, ossia delle “proteine del siero di latte”, un mix proteico in polvere ottenuto dal liquido (o siero appunto) usato per la lavorazione del formaggio. Spesso utilizzate come additivo per un’ampia gamma di prodotti alimentari (tra cui pastine, creme, budini e prodotti da forno), le Whey protein hanno trovato da pochi giorni anche un altro impiego: l’imballaggio.

Sembra infatti che a Barcellona, alcuni scienziati abbiano da poco scoperto che queste proteine possano essere trasformate in una speciale plastica sostenibile, perfetta per le confezioni di generi alimentari. La ricerca, denominata “WheyLayer“ è stata finanziata interamente dalla Commissione Europea per trovare un’alternativa alle fonti di petrolio nel packaging alimentare. Grazie a questo progetto quindi, è stato possibile intuire che le proteine del siero di latte potrebbero sostituire completamente alcuni prodotti sintetici a base di petrolio. Una scoperta che non solo renderà più economico il processo di produzione degli imballaggi, ma che faciliterà enormemente il riciclo delle confezioni sintetiche.

Fonte: Le Rinnovabili

rubrica a cura di:

Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

Una macchina converte i sacchetti di plastica in carburante ( Econota 59 )

giugno 9, 2011

Inventore giapponese crea macchina che converte i sacchetti di plastica in carburante A cura di Megan Treacy

I sacchetti di plastica sono stati i nemici degli ambientalisti per quasi tutto il tempo della loro esistenza. Non solo sono a base di petrolio ma essi occupandole nostre discariche per centinaia di anni. Molte città, stati e paesi hanno vietato i sacchetti di plastica del tutto, ma questo materiale girerà per il mondo ancora a lungo.

Nel tentativo di trattare con i milioni e milioni di sacchetti di plastica utilizzati ogni anno un inventore giapponese, Akinori Ito, ha creato una macchina in grado di trasformare i sacchetti di plastica in carburante. La macchina, che ora viene venduta  dall’inventore alla Blest Corporation , riscalda la plastica e intrappola i vapori in un sistema di tubi, dove sono raffreddati e condensati in petrolio greggio. L’olio grezzo può essere utilizzato in generatori e anche alcune stufe, ma con un passaggio di raffinazione in più, può essere utilizzato come benzina.

La macchina sembra essere molto efficiente in grado di elaborare un kilo di plastica (tra cui il polietilene, polistirene e polipropilene) in un litro d’olio con un solo kilowatt di energia elettrica.

Ovviamente, una volta che il combustibile viene bruciato rilascerà  CO2 in atmosfera ma  il petrolio che ha creato la plastica può essere utilizzato due volte invece di una volta e poi inviato in discarica. Questo riduce la quantità di petrolio che abbiamo bisogno di estrarre.

La macchina è pensata per le famiglie, ma costa attualmente 10.000 dollari, un prezzo ancora alto. L’inventore Ito si augura che il costo della macchina scenderà con l’aumento della produzione.

La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero quelli che fanno “……o almeno ci provano

Gli scienziati in Qatar Sviluppare Nuvole a energia solare a Cool World Cup Stadium di Liggett Brit  

 

 

 

In previsione di temperature troppo elevate durante la Coppa del Mondo 2022 in Qatar, scienziati e ingegneri in Qatar University hanno sviluppato un sistema speciale pieno di gas destinato a fare ombra  agli spettatori e agli atleti riparandoli dal sole ruggente. La nuvola artificiale può essere posizionata su qualsiasi degli stadi in Qatar e può essere manovrata con un telecomando da terra per mantenere l’ombra sul campo. Pensiamo che sia un’ottima idea che farà risparmiare molta energia altrimenti necessaria per condizionare lo stadio.

Il capo del Dipartimento di Ingegneria industriale e meccanica, Saud Abdul Ghani, ha detto a Gulf News che le nuvole sarebbero fatte da una struttura in carbonio leggero che circonda un dirigibile, come veicolo chiuso riempito con gas elio. Le nuvole che volano ad altitudini molto elevate quindi bloccherebbero i raggi diretti e indiretti dal sole;  così facendo, diminuirebbero la temperatura all’interno dello stadio.

Le nuvole meccaniche sono progettate per essere alimentate da quattro motori e sarà in grado di seguire il sole da est a ovest. Le “nuvole” sono solo nella fase di progettazione e gli ingegneri in Qatar hanno ancora 11 anni per terminare la progettazione e la realizzazione di questo sistema prima della inaugurazione della Coppa del Mondo 2022.

a cura di:

Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

 

Energia liquida sfruttando la fonte solare ( Econota 47 )

gennaio 23, 2011

Dai raggi del sole ‘l’energia liquida’ del futuro

( Dal California Institute of Technology )
In un vecchio elemento il segreto per un nuovo reattore, capace di sfruttare l’energia solare per produrre syngas e aprire così nuove frontiere alla generazione su larga scala di combustibili rinnovabili

 Un prototipo di reattore in grado di creare “energia liquida” sfruttando la fonte solare. Un reattore semplice che imitando il comportamento delle piante riesca a sfruttare i raggi luminosi per la produzione di syngas a partire da acqua e CO2. Non si tratta di una speranza per il futuro o di un’idea tutta da dimostrare, ma del lavoro condotto da un team di scienziati presso il California Institute of Technology. “Ci troviamo di fronte ad un grande problema energetico e dobbiamo pensare in grande” ha commentato la Professoressa Sossina Haile a capo del gruppo di ricerca. Il progetto avviato dall’istituto californiano ha superato brillantemente la fase di laboratorio. Alla base del successo un metallo, il cerio, facilmente reperibile e comune come il rame e pertanto anche poco costoso, al contrario del platino normalmente impiegato come catalizzatore energetico. “Non ci sono costi proibitivi nel nostro progetto” ha riferito la Haile “E c’è un’abbondanza di cerio a disposizione di questa tecnologia dando così un importante contributo al settore globale del rifornimento di carburanti”.

Entrando nello specifico il reattore utilizza uno specchio parabolico per concentrare i raggi solari all’interno della camera di reazione dove il cerio catalizza la rottura delle molecole d’acqua e di anidride carbonica. L’ossido di cerio riscaldato riesce a guidare gli atomi di ossigeno al di fuori del proprio reticolo cristallino. Raffreddando gli elementi si ha come risultato l’estrazione delle molecole di ossigeno e quindi la produzione idrogeno e di monossido di carbonio. “Il trucco è l’ossido di cerio, è altamente refrattario” ha dichiarato la Haile “ma mantiene ancora questa enorme capacità di liberare ossigeno. Può arrivare a perdere un ottavo delle sue molecole di ossigeno”. Secondo i primi calcoli un reattore di questo tipo posizionato sul tetto di un’abitazione potrebbe generare una media di tre galloni di carburante al giorno, per poi essere utilizzato per alimentare i mezzi di trasporto o per lo stoccaggio dell’energia solare, garantendo un’importante riserva di combustibile da impiegare nei momenti di picco della domanda energetica. Il team si dovrà ora impegnare su una serie di miglioramenti del sistema primo fra tutti il perfezionamento dell’isolamento, una mossa semplice da cui ci si aspetta però addirittura la triplicazione dell’efficienza energetica.

fonte: Rinnovabili.it

  

La pillola eco-impegnata di Paolo Broglio,  ovvero quelli che fanno “……o almeno ci provano

 

6 Casi di Green Energy da osservare e valutare

by Pham Diane

Innovazioni nel settore dell’energia verde vengono proposte in tutto il mondo. Esse  cercano alternative sostenibili al petrolio e al carbone. Il 2010 è stato un anno proficuo con prodotti, scoperte, idee e particolarmente brillante quando si tratta di vento e energia solare : dalle  turbine in grado di triplicare la produzione di energia a scoperte per ridurre i costi di produzione di celle solari a turbine eoliche a prezzi accessibili orientate al consumo quotidiano.

1) PER LA PRIMA VOLTA L’ENERGIA SOLARE RISULTA PIU’ CONVENIENTE DELL’ENERGIA NUCLEARE 

energia solare è più conveniente che nucleare per la prima volta

 2 ) TURBINE INNOVATIVE DI TERZA GENERAZIONE POTREBBERO STIMOLARE ENORMEMENTE LA PRODUZIONE DI ENERGIA

 “Lens Wind” Turbine potrebbe stimolare 3X generazione di energia

3) SCOPERTE CELLE SOLARI EFFICIENTISSIME A BASSO COSTO

 80% in meno celle solari Switch Oro per il nichel

 4 ) UNA TURBINA PER TUTTI A PREZZO CONVENIENTE

 a prezzi convenienti, efficienti turbina Honeywell Hits scaffali il mese prossimo!

5 ) CALORE PER LA VOSTRA CASA GRATUITO CON IL “TETTO DI VETRO “

calore la vostra casa con tetto di vetro Beautiful Energy Tiles Soltech

 

6 ) IL PIU’ GRANDE ACCUMULATORE DI ENERGIA SOLARE A SALI FUSI DEL MONDO

a cura di:

Paolo Broglio

Famiglie  d’Italia

Un po’ più vegetariani… per stare meglio ( Econota 44 )

dicembre 29, 2010

 TRE AMERICANI SU QUATTRO NON MANGIANO LE VERDURE by Denis Biderman

Tre americani su quattro come pure gli europei  non riescono a mangiare verdura almeno tre volte al giorno e, due su tre, non riescono a mangiare due frutti al giorno secondo un nuovo sondaggio eseguito dai Centri per il Controllo e la Prevenzione Usa e Europei. Questi risultati significano che la maggior parte residenti negli Stati Uniti e in buona parte dell’Europa  non stanno prendendo in considerazione uno dei più semplici sistemi di prevenzione sanitaria. Frutta e verdura hanno dimostrato di costruire il nostro sistema immunitario, tenere la  pressione sanguigna più bassa , ci aiutano a perdere peso e a ridurre il rischio per molte cause principali di morte quali il cancro e le malattie cardiache. (more…)

Quanto ci costa un mondo pulito ? Diminuire le emissioni è low cost ( Econota 3 )

gennaio 24, 2010

 Terminati con successo i lavori relativi ai convegni dei due ultimi giorni dal titolo ” A Milano si fa! “, il blog riprende la sua regolare attività con le Econote a cura di Paolo Broglio.

 

Econota 3. Il numero, nell’intesa uscita da Copenaghen, non c’è, ma prima o poi, mettersi al lavoro per dimezzare, entro il 2050, le emissioni di anidride carbonica, rispetto al 1990, sarà inevitabile, se non si vuole che l’impatto dell’effetto serra (siccità, inondazioni, secondo gli scienziati) ci travolga, aumentando la temperatura media del pianeta di più di 2 gradi. È un taglio da guardare con timore, una medicina necessaria, ma amarissima? I passi da compiere li conosciamo: abbattere i consumi di combustibili fossili, come petrolio, carbone, gas, espandere massicciamente le centrali ad energia pulita (sole, vento, nucleare). Si tratta di investimenti enormi. In più, tutte le industrie che emettono CO2 dovranno pagare per i diritti alle emissioni e scaricheranno i maggiori costi sui prezzi. (more…)

Microalghe nel nostro futuro… ( econota 2 )

gennaio 16, 2010

 Econote a cura di Paolo Broglio

Il Progetto Mare (Micro Algae Renewable Energy), il più importante progetto  di ricerca  e sviluppo industriale presentato al bando 2008 Efficienza Energetica di Industria 2015, vuole dimostrare la fattibilità industriale di un processo di produzione di biodiesel da microalghe di seconda generazione e sviluppare impianti che si adattino alle condizioni climatiche del territorio italiano, dalla Lombardia alla Sicilia, con l’utilizzo di tecnologie e materiali innovativi, aumentare la produttività e ottimizzare le fasi dell’intero processo in modo che il biodiesel non superi il costo industriale di 100 dollari al barile.   <<Le microalghe? spiega il dott. Mario Renna – sono in grado di realizzare il processo di fotosintesi con un’efficienza di conversione dell’energia solare superiore alle materie prime agricole tradizionali e sono caratterizzate da un alto contenuto di lipidi, fino al 60 per cento della biomassa, utilizzabili come biocarburante. (more…)

La violenza sbarca a Copenaghen

dicembre 12, 2009

Erano attesi i ” contestatori “, sono arrivati ed oggi si preannuncia a Copenaghen una giornata molto calda. Come d’uso, nel mondo le ragioni si ottengono con la violenza, qualsiasi sia l’argomento, anche il più nobile come quello relativo al futuro del nostro pianeta. Sarà molto difficile cambiare un tale ” sistema “. Da una parte si discute e dall’altra si contesta, risultato: tanto clamore e pochi risultati… Ma per fortuna c’è qualcuno che si muove differentemente e si adopera per mettere da subito in pratica anche il minimo insegnamento o linea che possa emergere ulteriormente da un incontro così importante come quello che si sta tenendo in questi giorni nella capitale danese. (more…)

Cavenago di Brianza, un comune che cammina con l ‘ ” agire ” un passo avanti

ottobre 6, 2009

cavenag01L’immagine del Palazzo Rasini ( 1.500 ), residenza  per tre secoli della nobile e famosa famiglia lombarda, recentemente restaurato e perfettamente funzionante, mi offre lo spunto per introdurvi nel mondo di un comune alle porte di Milano dove passato, presente e futuro, amministratori, strutture e cittadini danno l’impressione, a chi si affaccia per la prima volta sul loro territorio, di camminare in simbiosi per il bene collettivo. Grazie alla mia amicizia con l’assessore alla cultura Emanuela Tavormina, sabato scorso 3 ottobre, ho partecipato all’inaugurazione della mostra ” Itinerari d’arte “, con la presenza di opere di otto grandi artisti contemporanei, introdotta dalla critica d’arte Consuelo Hernandez ed organizzata in occasione della festa del paese. Per saperne di più vi invito a visitare il sito internet di Cavenago di Brianza , che vi accoglie così: (more…)