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Mangiare troppa carne non fa certo bene ( Famiglie d’Italia News )

febbraio 26, 2014

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Quest’oggi l’attenzione di Famiglie d’Italia si sofferma su due post del giorno che, a seguito di ricerche e studi approfonditi sul tema, consigliano di non abusare del consumo di carne animale per non mettere a rischio la propria salute. Alternativa, prodotti al Seitan o, meglio ancora,  Muscolo di Grano, foto in alto, la carne vegetale che vediamo mentre viene affettata dal suo inventore Enzo Marascio, ( cliccare sul link per meglio comprendere ) aiutano a risolvere i dubbi e… a stare meglio.

vegetariani

analisi su 258 studi dagli anni ‘50 ad oggi

La dieta vegetariana abbassa la pressione

Chi non mangia carne ha una massima di 7 mmHg più bassa e una minima di 5 mmHg inferiore

( fonte: CORRIERE DELLA SERA.it ) Rinunciare alla carne a mangiare vegetariano potrebbe aiutare gli ipertesi ad abbassare la pressione del sangue. Lo dimostra una corposa analisi su 258 ricerche che hanno studiato vegetariani e onnivori dagli anni ‘50 ad oggi (inclusi 32 studi osservazionali e sette trial controllati), diretta dai ricercatori giapponesi delle Università di Osaka e Tokyo insieme a colleghi di Washington e Pittsburgh. L’analisi è stata pubblicata su Jama Internal Medicine.

I NUMERI – Gli studi osservazionali hanno mostrato che i vegetariani avevano una pressione sistolica (massima) di 7 mmHg più bassa rispetto ai mangiatori di carne e una pressione diastolica (minima) di 5 mmHg inferiore. I partecipanti vegetariani ai trial clinici avevano invece, rispettivamente, una pressione di 5 e 2 mmHg inferiore rispetto ai non vegetariani.

FIBRE E POTASSIO – «Consumare frutta, verdura, cereali e legumi significa aumentare il contenuto di fibre e di potassio, elementi in grado di ridurre i valori sistolici e diastolici – scrivono gli autori -. Per alcune persone correggere l’alimentazione può bastare a mantenere la pressione nella norma senza ricorrere ai farmaci».

CORRIERE DELLA SERA.it

LA CARNE COTTA FAVORISCE L’ALZHEIMER

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25/02/2014 | a cura di Matteo Testa

 ( fonte: Data Manager Online )

Secondo una ricerca USA, mangiare carne di animali alimentati con AGEs può portare a lungo termine all’insorgenza di Alzhaimer e malattie degenerative del cervello

Arrivano brutte notizie per gli amanti della carne. Secondo i ricercatori dell’Icahn School of Medicine di Mount Sinai, l’assunzione di bistecche e simili favorirebbe l’insorgenza della demenza e dell’Alzheimer, una delle malattie simbolo del 21esimo secolo. La causa di questa problematica è legata agli AGEs, una sostanza che si crea quando le proteine e i grassi reagiscono con lo zucchero.
La carne è nemica del cervello

Dallo studio dei ricercatori statunitensi è emerso che gli animali nutriti con alimenti ad alto contenuto di AGEs registravano un aumento allarmante delle proteine marcatrici dell’Alzheimer nel cervello e mostravano dei primi sintomi della demenza. “Ingeriamo queste tossine in enormi quantità nel corso della nostra vita. – ha spiegato Helen Vlassara, il primo fra gli autori della ricerca – Il problema principale non è tanto l’assunzione di queste sostanze, ma l’accumulo, che con il tempo e l’età può promuovere l’infiammazione cronica nel corpo”.

Gli esperti non vogliono certo spingere verso l’adozione di una dieta vegetariana, che comunque ha effetti benefici comprovati, ma consigliano comunque di aumentare le dosi di frutta e verdura nella propria dieta. Per quanto riguarda la cura per l’Alzheimer, che pare sia favorito anche da elevati livelli di stress, i ricercatori hanno sperimentato con un discreto successo l’uso del resveratrolo, una sostanza contenuta nella buccia dell’uva.

Data Manager Online

Adottiamo una famiglia in difficoltà: riparte ufficialmente la campagna

{img_a}… Adottiamo una famiglia in difficoltà… è un’iniziativa che invita ogni famiglia a cui avanzi qualche euro, invece di depositarlo tutto sul proprio conto corrente, ad adottare una famiglia che conosce e che sa che è in difficoltà. Può accompagnarla una volta al mese ad un supermarket ed offrirle la spesa, adottando la formula, per non offendere, ” … a buon rendere, non si sa mai… “. Otterrà due risultati: aiutare chi ha bisogno ed immettere del denaro nel mercato. Questo consentirà di vivere meglio la crisi e di facilitarne una via d’uscita. State certi che ciò che avrete dato non sarà stato sprecato ed, in qualche modo, lo vedrete restituito.

” Adottiamo una famiglia in difficoltà ” è una proposta che non avrà un adeguato appoggio mediaticoma che voi sarete in grado di far conoscere ed apprezzare con il vostro agire e con l’impegno di spargerne parola.  Noi di  Famiglie d’Italia lo ricorderemo ogni giorno da questo blog e voi, in qualche modo, fatemi sapere se l’iniziativa prenderà corpo, usando l’anonimato più discreto…grazie!

Umberto Napolitano

Famiglie d’Italia

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Allarme Aids, 34 milioni di sieropositivi nel mondo ( Famiglie d’Italia Salute News )

novembre 23, 2011

Carissimi amici, come sapete Famiglie d’Italia dedica molta attenzione al problema dell’Aids ed invita sempre i suoi lettori a non abbassare mai la guardia. Molti prodotti farmaceutici sono riusciti ad allungare la vita, i decessi sono diminuiti e con questi le precauzioni che il terrore di un contagio avevano in qualche modo limitato il contagio. Però i malati in tutti questi anni invece di calare sono aumentati e questo ci deve far riflettere. Per meglio informarvi pongo alla vostra attenzione un post scritto da Ruggero Corcella e pubblicato da CORRIERE DELLA SERA.it Salute.

Record di malati: 34 milioni di seriopositivi

Maggiore accesso alle cure, calano i decessi. L’appello dei Medici senza frontiere: ” Fondo Globale a secco “ 

MILANO – Sono 34 milioni le persone che vivono con l’Hiv, un numero record dovuto alla maggiore possibilità di cure che hanno ridotto i decessi. È la fotografia del rapporto diffuso oggi dall’agenzia Onu per l’Aids (UNAIDS) sulla situazione nel 2010. «Il numero di persone che vivono con l’Hiv non è mai stato così alto, soprattutto per un maggiore accesso alle cure», si legge nel rapporto. Rispetto al 2009, il numero di sieropositivi è aumentato del 3,3%, mentre il numero di nuove infezioni è rimasto stabile a 2,7 milioni, sebbene la tendenza sia al ribasso, ha precisato un portavoce a Ginevra. Il numero di decessi per l’Aids è sceso a 1,8 milioni, cioè il 5,3% in meno. «Soltanto alcuni anni fa sembrava fantasioso annunciare la fine dell’epidemia di Aids a breve termine, ma la scienza, il sostegno politico e la risposta comunitaria stanno cominciando a dare risultati tangibili e certi», ha detto Michel Sidibé, direttore di UNAIDS. Alcune voci critiche, però, soprattutto dalle organizzazioni non governative invitano a non cantare ancora vittoria, dal momento che non esiste ancora un vaccino contro l’Aids, sono milioni le persone ancora senza cure e le donazioni hanno subito un arresto con la crisi economica.

LA REGIONE PIU’ COLPITA – E’ ancora l’Africa sub-sahariana la regione più colpita dall’Hiv, nonostante i passi avanti fatti nelle cure e nella prevenzione. «Solo tra il 2009 e il 2010», precisa il report UNAIDS, si è registrato un «aumento del 20% della copertura della terapia antiretrovirale. Si stima che almeno 6,6 milioni di persone dei Paesi a reddito debole e intermedio beneficino delle cure per l’Hiv. Una cifra che segna un aumento di oltre 1,35 milioni rispetto al passato». Botswana, Namibia e Ruanda hanno raggiunto l’accesso universale alle cure (definito come una copertura dell’80% o più); in Swaziland e in Zambia il tasso di copertura oscilla tra il 70% e l’80%. «L’offerta di cure per l’Hiv nelle città e nei villaggi dell’Africa sub-sahariana, da Harare ad Addis Abeba alle zone rurali del Malawi e nella provincia dello Kwazulu Natal in Sudafrica, ha enormemente ridotto il tasso di mortalità legato all’Hiv», si precisa. Tuttavia, l’Africa sub-sahariana rimane la regione dove vive quasi il 68% delle persone con Hiv; la regione che rappresenta il 12% della popolazione mondiale registra il 70% delle nuove infezioni del 2010, sebbene siano diminuite a livello mondiale e regionale. Ad essere più colpiti sono soprattutto i Paesi dell’Africa australe, con il Sudafrica che ospita il maggior numero di persone che vivono con l’Hiv (circa 5,6 milioni) del mondo. Dal 1998 a oggi l’Aids ha ucciso almeno un milione di persone l’anno nell’Africa sub-sahariana, ma il numero dei decessi sta diminuendo grazie al maggior accesso a cure gratuite. Il numero complessivo di nuove infezioni da Hiv è diminuito di oltre il 26%, per attestarsi a 1,9 milione contro i 2,6 milioni toccati al picco dell’epidemia nel 1997.

L’APPELLO DI MEDICI SENZA FRONTIERE – Sulla base degli ultimi dati diffusi da UNAIDS, l’organizzazione medico-umanitaria Medici Senza Frontiere (MSF) sottolinea che la diminuzione dei decessi dovuti all’HIV/AIDS rappresenta un progresso importante, ma che il numero delle persone sottoposte a trattamento deve aumentare in misura consistente dal momento che le nuove evidenze scientifiche mostrano che grazie alle cure è possibile salvare vite e prevenire il contagio. Ciò richiederà lo stanziamento di ulteriori fondi per i farmaci antiretrovirali. Tuttavia, nel giorno in cui i rappresentanti del Fondo Globale per la lotta all’Aids, alla Tubercolosi e alla Malaria si riuniscono ad Accra (Ghana), MSF ricorda come negli ultimi due anni i finanziamenti per la lotta all’AIDS siano diminuiti costantemente. Nel 2011, importanti ricerche hanno mostrato che una persona sottoposta tempestivamente a trattamento per l’HIV ha il 96% di probabilità in meno di trasmettere il virus ad altri. Quest’anno ha visto anche un incremento dell’impegno politico per la lotta all’AIDS: gli Stati Uniti hanno annunciato di recente l’obiettivo di “dare una svolta alla lotta all’AIDS”, dichiarazione un tempo politicamente inimmaginabile. Nel mese di giugno, i governi si sono impegnati a portare a 15 milioni entro il 2015 il numero di persone in cura per l’HIV, prevedendo che il Fondo Globale finanzi il 50% della spesa necessaria. Alla luce dei crescenti ostacoli all’ampliamento delle cure, MSF fa appello ai paesi donatori e ai governi degli Stati beneficiari affinché assicurino che gli obiettivi enunciati quest’anno divengano realtà. Tuttavia, sinora i fondi necessari a convertire i progressi scientifici e politici del 2011 in un’effettiva, robusta estensione dei trattamenti non si sono materializzati. Questo obbliga il Fondo Globale, per la prima volta dalla sua creazione nel 2002, a sospendere per un anno il finanziamento di nuovi progetti. «Mai, in oltre dieci anni di trattamenti per le persone affette da HIV/AIDS, siamo stati così vicini a invertire il corso di questa epidemia», ha dichiarato il dottor Tido von Schoen-Angerer, direttore della Campagna per l’Accesso alle Cure Essenziali di MSF. «I governi di alcuni dei paesi più colpiti vogliono cogliere l’occasione offerta dai progressi scientifici per arrestare l’espansione dell’AIDS. Ma i loro propositi rimarranno lettera morta in assenza di finanziamenti».

Ruggiero Corcella (Corrieredellasera .it- salute )

introduzione a cura di

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

” Boob tax “, l’imposta del governo Cameron sulla chirurgia estetica ( Famiglie d’Italia Salute News )

ottobre 19, 2011

Inghilterra

Arriva la ” boob tax “, l’imposta sulla chirurgia estetica 

Iniziativa del governo Cameron: ” si ricaverebbero 500 milioni di sterline “. Protestano medici e clienti. ( fonte CORRIERE DELLA SERA.it )

MILANO – “Per apparire bisogna soffrire” anche nel portafoglio. Il proverbio caro alle nostre nonne si adegua alla crisi, perlomeno in Inghilterra: se passerà infatti la proposta della “HM Revenue & Customs”, d’ora in avanti a qualunque intervento di chirurgia meramente estetica (ovvero, non dovuto a ragioni mediche specifiche e accertate) verrà applicata l’IVA del 20%, con conseguente ed in evitabile aumento delle tariffe per la clientela (un esempio per tutti, l’operazione di mastoplastica additiva, la più popolare fra quelle eseguite dai chirurghi d’Oltremanica, passerebbe così da 5 a 6mila sterline). Una mossa che permetterebbe al governo Cameron di raccogliere 500 milioni di sterline l’anno, ma che è stata aspramente criticata dall’industria cosmetica tutta, che ha immediatamente soprannominato il balzello “boob tax” (traducibile con “tassa sulla tetta”).

NON SI PAGA, SE E’ INTERVENTO “MEDICO”- «La proposta avanzata dall’HMRC sarà un potenziale danno per molti pazienti – ha spiegato al “Daily Mail” Fazel Fatah, presidente della “British Association of Aesthetic Plastic Surgeons” – perché implica che qualunque procedura eseguita per correggere l’aspetto fisico non sia una necessità medica. Purtroppo, non c’è stata alcuna discussione con gli organismi direttamente coinvolti prima di arrivare a questa proposta e ora non ci resta che sperare che venga trovato un terreno comune che bilanci l’ovvio bisogno di aumentare le tasse con la sicurezza dei pazienti, perché la chirurgia si occupa direttamente della vita delle persone». Come detto, il solo modo per aggirare la nuova tassa sarà dimostrare che l’intervento viene eseguito per ragioni mediche, accertate da un medico o da uno psicologo. In pratica, il solo fatto di avere più fiducia in se stesse dopo un lifting o di vedersi più belle con un seno nuovo non è sufficiente per chiedere l’esenzione dall’IVA, che viene già comunque applicata per trattamenti estetici minori come il botox e il peeling chimico. «Siamo tutti in subbuglio per questa proposta – ha commentato sempre allo stesso tabloid il chirurgo plastico Douglas McGeorge, ex presidente della BAAPS – che permetterà all’HMRC di raccogliere un sacco di soldi. Ma come si fa a tassare un’operazione come ad esempio la correzione delle orecchie a sventola fatta magari ad un ragazzino per evitare che venga preso in giro dai compagni e sviluppi così problemi psicologici? O ancora, quale livello di asimmetria o anormalità è richiesto per giustificare in termini medici un intervento al seno? In altre parole, qualunque giustificazione alle nostre decisioni in materia di IVA sarà impossibile, a meno che non venga violata la riservatezza del paziente».

ANCHE I CLIENTI PROTESTANO – Ma non sono solo i chirurghi estetici a protestare per la nuova norma, anche i loro clienti non sono affatto disposti a sborsare più del dovuto per le operazioni. «Questa proposta è un vero e proprio attacco a tutte le donne che si sentono incredibilmente vulnerabili in un dato momento della loro vita», è il giudizio della presentatrice di Sky News, Kay Burley, che si è fatta un lifting a 50anni. «Non mi piace l’idea che il governo pensi di pagare i debiti con i soldi della chirurgia cosmetica, penalizzando così le persone che vogliono essere più belle», le fa eco sul “Daily Express” Imogen Thomas, il cui seno finto, taglia XL, ha fatto girare la testa fra gli altri anche al calciatore del Manchester United, Ryan Giggs. Ma l’HMRC difende la “boob tax”, sostenendo che si tratta semplicemente della chiarificazione di una norma precedente e contenuta in un documento del 2007 che stabiliva che «la chirurgia estetica può essere tassata con l’IVA, anche se ogni caso va discusso singolarmente».

Simona Marchetti ( CORRIERE DELLA SERA.it )

Famiglie  d’Italia

Aids, la sua storia… i suoi perché

giugno 7, 2011

Come promesso, attingendo dal web, sono in grado di fornirvi qualche notizia in più su quello che già sapete della malattia dell’AIDS. In questi giorni si è evidenziato il trentennale dai primi casi, come vi ho già accennato nel post precedente. Però, ho trovato un articolo interessante di qualche tempo fa , a firma Ennio Caretto e pubblicato da CORRIERE DELLA SERA.it,che svela una  ” novità ” interessante e che offro di seguito alla vostra attenzione, aggiungendo il link Aids ( di www.epicentro.iss.it ), che vi invito a cliccare per saperne ancora di più. Vorrei concludere questo breve preambolo con un mio ” perché ” di considerazione finale, evitando di eccedere in moralismo eccessivo e fuori luogo…  ” Noi, la natura e il nostro corpo, li abbiamo sfruttati in modo sfrenato in rapporto più che proporzionale allo sviluppo ed al progresso che ci sono esplosi intorno. Abbiamo ecceduto nei piaceri, impigrendoci dentro, nel contempo, ed indebolendoci nel fisico. Le malattie sono figlie e conseguenza dei tempi che si vivono, la prudenza in qualche modo le indebolisce, la cecità  le rinvigorisce: chi vuole intendere intenda! 

 

RIVELAZIONI NEGLI STATI UNITI Il primo caso di Aids risale al 1959

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE WASHINGTON – Gli scienziati americani hanno scoperto che il primo caso di Aids risale non, come si credeva, all’inizio degli anni Ottanta, ma al ’59. La malattia accompagnerebbe l’umanita’ da almeno quarant’anni e si sarebbe inizialmente sviluppata nell’ex Congo Belga, dove avrebbe colpito un cittadino bantu’ di Leopoldville, l’attuale Kinshasa. La notizia e’ stata data alla quinta conferenza sui “Retrovirus” a Chicago, e ha destato molta sensazione. Si riteneva infatti che l’Aids fosse stata introdotta in America da un assistente di volo canadese nell’81 – ’82. Non e’ escluso, inoltre, che la malattia sia apparsa ancora prima, negli anni Quaranta. “Ma le analisi di laboratorio sulle possibili precedenti vittime sono molto difficili” ha spiegato il dottor Toufu Zhu dell’universita’ di Washington. “Questo e’ il massimo a cui siamo riusciti a risalire”. Un altro scienziato, il dottor David Ho dell’universita’ Rockefeller di New York, ha aggiunto inoltre che il virus dell’HIV varia da continente a continente: in Europa e negli Stati Uniti, ad esempio, e’ di tipo B; in Africa di tipo D. “Era importante scoprire come il virus si evolve” ha sottolineato il medico; “percio’ siamo andati il piu’ possibile indietro nel tempo ottenendo questo sorprendente risultato”. Ma come si propago’ il virus in Africa dopo il ’59? “Attraverso i viaggi della gente e la prostituzione” ha risposto. “La malattia, tuttavia, fu scoperta solo quando arrivo’ da noi”. Attualmente, negli Usa, ci sono tra 450 mila e 650 mila malati, di cui ben 100 mila a New York. Tuttavia la conferenza di Chicago ha fornito una buona notizia: dal ’96 le morti per Aids sono in netto calo negli Usa. Quell’anno sono diminuite in tutta l’America del 21 % , e nel primo semestre del ’97 del 44 % . Il merito andrebbe al cosiddetto “cocktail” di farmaci, un composto di venti pillole al giorno. I risultati piu’ incoraggianti sono stati registrati a New York, dove le morti sono scese del 29 % nel ’96 e del 48 % nel primo semestre del ’97. Il dottor Ho ha pero’ messo in guardia: “Potrebbe trattarsi di un successo temporaneo: il virus potrebbe modificarsi e rendendo necessari altri farmaci”.

Caretto Ennio

P.s. Nella foto in alto a sinistra è rappresentato il post dedicato alla Giornata Mondiale Lotta all’Aids… credo sia superfluo sottolineare che ogni giorno debba essere considerato tale.

introduzione a cura di

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

Giornata mondiale per l’ipertensione arteriosa ( Famiglie d’Italia news )

maggio 17, 2011

Una buona salute è alla base di un’esistenza più attiva e serena. Questo blog è molto sensibile alle notizie che contribuiscono a migliorare la qualità della vita… pesca qua e là nel web e vi fornisce informazioni utili come quelle di oggi dedicate alla Giornata mondiale per l’ipertensione arteriosa, con due post interessanti proposti da www.newnotizie.it e CORRIERE DELLA SERA.it: concedete loro l’attenzione dovuta e non dimenticate mai che la prima cura di ogni malattia nasce dalla prevenzione.

 

17 maggio, Giornata mondiale per l’ipertensione arteriosa (more…)

Fare due chiacchiere amichevoli… e sentirsi meglio ( Famiglie d’Italia news )

dicembre 22, 2010

Beh, questa volta credo di aver trovato una notizia veramente interessante e che consiglio di leggere con molta attenzione soprattutto ai rissosi ed isterici urlatori, nostri rappresentanti ( sigh, purtroppo ), della politica italiana. Un colloquio sereno, a quanto risulta da una seria ricerca, oltre a stemperare gli animi e ad aiutare a dissipare malumori ed incomprensioni, pare faccia  pure bene al corpo ed alla mente. Per cui, rinnovo l’invito: leggete tutti con attenzione propositiva e voi, politici,…  meditate e ponderate!

CHIACCHIERE AMICHE DELLA MENTE (more…)