Posts Tagged ‘crisi’

1 settembre, ricominciamo… dall’agricoltura

settembre 1, 2014

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Questa volta la pausa me la sono presa veramente lunga, ma ne valeva la pena… non è successo nulla di nuovo a livello nazionale! Solito filotto di annunci e promesse: noi paghiamo sempre più le deficienze governative dell’intera classe politica che continua a pretendere i nostri sacrifici ma nulla toglie a sé o alla casta, avallata dai colleghi europei che a forza di rigore imposto tra un po’ svenderanno il nostro stivale a prezzo di saldo. Amici, non ho formule magiche da offrirvi oltre ad un silenzio che a volte fa stridore più di un urlo. Dobbiamo da soli capire dove va il mondo: dice bene Papa Francesco, siamo in piena terza guerra mondiale, dove non tutte le battaglie si combattono con fucili e cannoni! Tra un po’ ben pochi avranno un lavoro decente nonché, di conseguenza, euro per pagare tasse e balzelli ed allora il default sarà totale. Forse così ci riapproprieremo della nostra identità di eterni perdenti e soggiogati: sbattuti fuori dall’Europa, trascinando con noi la maggior parte dell’ Unione. E rimarrà la Germania a godere quasi da sola della sua conquista, finalmente ce l’avrà fatta a dominare l’Europa, o almeno quello che di essa resterà. La nostra industria o i grandi marchi italiani non esisteranno più e chi li assorbirà, come sta succedendo nuovamente, ad esempio, ora con Alitalia, si adopererà a smaltire gli esuberi vari: la nuova tecnologia e le nuove strategie e politiche lavorative necessitano sempre  meno di manodopera. Cosa ci resta dunque?… non mi stancherò mai di ripeterlo: turismo,storia e, soprattutto, l’agricoltura! Sì, perché l’agricoltura produce cibo, e il cibo è sostentamento. Chi ha qualche soldo si dia da fare ad affittare terreni incolti, che costano pochissimo, si adoperi ad informarsi apprendendo il più possibile in materia, e si tiri su le maniche: non si può esitare oltre!

Umberto Napolitano

Famiglie d'Italia marchio

Malati e depredati: non è questa l’Europa che sognavamo

luglio 13, 2014

pazzi crisi-2Noi poveri italiani, alla mercé di politici nazionali ed internazionali alleati in un disegno criminale per spolparci, annientarci e svenderci al miglior offerente. La nostra salute fisica e psichica si appresta al default definitivo  il dramma è che subiamo il tutto con ” rassegnata ” rassegnazione. Nessuno si ribella e chi ci prova, in qualche modo, viene messo a tacere… come ad esempio si è dissolto come neve al sole il movimento di ” forconi “. Ormai non ci resta che piangere… no, le lacrime son finite…allora ammalarci o suicidarci… non ne vale la pena, amici! Siamo in piena terza guerra mondiale con,  a quanto pare, la Germania nuovamente che ci riprova a prendere il comando e ad imporre le regole. Usa armi nuove, raffinate e più terribili. I lagher ce li stiamo costruendo da soli, sfrattati dalle banche e dalle case, destinati all’inedia. Chissà se i cittadini italiani ed europei riusciranno a trasformarsi in nuovi partigiani della libertà e della speranza? Io, per ora, mi limito ad evidenziare qualche post, come quello odierno pubblicato da www.today.it… domani?…boh, forse risveglierò la mia chitarra, ed allora?… 

” Pazzi ” per la crisi: peggiora la salute mentale degli italiani

L’ormai infinito momento di recessione economica peggiora notevolmente lo stato di salute degli italiani: nel Belpaese più di due milioni e mezzo di depressi. E’ allarme per le donne.

ROMA – Crisi e salute. Peggiora una, peggiora l’altra. E’ il dato che emerge con forza dall’indagine Istat “Tutela della salute e accesso alle cure”. “La depressione è il problema mentale più diffuso e riguarda 2,6 milioni, il 4,4% della popolazione, di persone con prevalenze doppie tra le donne in tutte le età”.

Un male che, evidentemente, colpisce sempre più persone. Come dimostra l’indice che definisce la salute mentale che – spiega il documento – “è sceso di 1,6 punti nel 2013 rispetto al 2005, in particolare per i giovani fino a 34 anni, -2,7 punti, soprattutto maschi, e gli adulti tra 45-54 anni, -2,6. Ancora maggiore il calo per la popolazione straniera, dove arriva tra le donne a 5,4 punti. Per quanto riguarda la salute fisica percepita – continua il dossier sullo studio Istat – il dato è sostanzialmente stabile, con il 7,3% delle persone sopra i 14 anni che dichiara di stare male o molto male, in leggero calo rispetto al 7,4% del 2005″.

“Rimangono invariate – sottolinea ancora il rapporto – le disuguaglianze sociali nella salute, nei comportamenti non salutari, nelle limitazioni all’accesso ai servizi sanitari. Permane lo svantaggio del Mezzogiorno rispetto a tutte. Le dimensioni considerate”. Chiari i motivi che portano alla depressione, e quasi tutti collegati all’ormai infinito momento di recessione economica: eventi dolorosi, consapevolezza di avere una grave malattia, la difficoltà di gravi problemi economici, la perdita del lavoro sono le cause di depressione più diffuse.

 Non solo crisi, però. Perché crolla, anche in termini assoluti, lo stato di salute degli italiani. Rispetto al 2005, a parità di età, sono infatti aumentati in Italia i tumori maligni, +60%, le malattie della tiroide, +52%, l’Alzheimer e le demenze senili, +50%, l’emicrania ricorrente, +39%, le allergie, +29%. Queste variazioni nel tempo – precisa l’Istat – riflettono l’impatto di molti fattori, tra cui i progressi della medicina e il miglioramento delle capacità diagnostiche, la migliore consapevolezza e informazione dell’intervistato sulle principali patologie rispetto al passato, i cambiamenti epidemiologici in atto in una popolazione che invecchia e progredisce in termini di istruzione. Una popolazione, comunque, sempre più povera.
(fonte: Today)

introduzione a cura di

Umberto Napolitano

 

 

Mario, giovane imprenditore, fallito per avere guadagnato troppo!… Novella di Capodanno

gennaio 2, 2013

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Ieri è iniziato l’anno nuovo… oggi ricomincia la nostra sfida per la sopravvivenza. Il discorso del nostro Presidente Giorgio Napolitano è stato di alto contenuto nella forma ma nella sostanza ben poco ha aggiunto di nuovo. La politica dell’austerità potranno elogiarcela all’infinito ma nulla nasconderà la realtà: al popolo per l’ennesima volta è stato affidato il compito di rimediare alle scelleratezze precedenti di una politica allegra ed approssimativa, per non dire truffaldina.  I buchi enormi creati dai nostri condottieri richiedono solo sangue popolare, quello blu dei governanti non viene intaccato, anzi! la politica dell’austerità riguarda solo noi, un popolo a cui viene chiesto tanto e ridotto di molto l’eventuale reso. Tasse portate all’eccesso, servizi dimezzati ed aumenti di ogni genere per cui diventa ormai quasi impossibile per chiunque provare a dare un cambio di marcia alla propria squallida esistenza. Ed è così che mi è venuta in mente una novella, nella quale ho provato ad immaginare un giovane imprenditore che si inventa un modo geniale per arricchire onestamente… e leggete che cosa gli accadrà alla fine dei giochi…

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Mario, giovane imprenditore, fallito per avere guadagnato troppo!

” Mario, ragazzo intraprendente e mago del pc si inventa un sistema semplice ma efficace in grado di creare una rete telematica capace mettere in contatto varie persone interessate allo scambiarsi il superfluo ottenendone un vantaggio reciproco e riservando ognuna delle parti una giusta commissione al ragazzo, un tot indipendentemente dall’entità del valore dell’operazione. Esempio: il signor A ha un vecchio motorino in cantina che non usa da tempo e il signor B un paio di sci ancora efficienti ma da tempo dimenticati in un angolo. Ebbene i due decidono di scambiarsi i beni inutilizzati e pagano al ragazzo, dietro ricevuta o fattura, entrambi una commissione di 5 euro cadauno… Il giochino è interessante ed ottiene in breve un discreto successo, poi un successone, anche internazionale, per cui si arriva presto a migliaia di scambi giornalieri. Il ragazzo è felicissimo, decine di migliaia di euro incassati ogni giorno e regolarmente annotati e non nascosti al fisco. Siccome è un sistema che non produce costi, alla fine del primo anno il giovane imprenditore si ritrova con un utile di oltre 10 milioni di euro. Evviva, il ragazzo ha risolto i problemi della sua vita!… E invece no amici, in quel momento inizia la sua rovina! Il suo commercialista gli prepara la dichiarazione dei redditi e lui si ritrova per un giochetto magico i suoi 10 milioni più che dimezzati, diciamo a spanne che deve dare al fisco 6 milioni… beh, gliene rimangono altri 4 e, direi, più che sufficienti per sentirsi appagati e comprarsi una casa, una bella macchina, etc. E invece ancora no, non è così!… Una machiavellica legge che impedisce di creare nuovi ricchi, quelli vecchi si sono organizzati in tempo, chiede al contribuente di versare a breve in anticipo il 90 per cento di quanto appena pagato. Il povero ragazzo deve versare il 90% di 6 milioni, ovvero 5, 4 milioni ulteriori. Ma a lui ne sono rimasti solo 4 se non si è comprato ne casa ne auto di lusso, come fare?… Ebbene, ricorre ad un prestito bancario di 1,4 milioni rimandando all’anno prossimo i propri sogni di agiatezza: l’aver creato nel primo anno un utile netto di 10 milioni, in realtà gli ha causato un grosso debito nei confronti della banca che ” amorevolmente ” gli è giunta in soccorso visto il positivo andamento della sua azienda… Nel frattempo, però, altri imprenditori , quelli scafati, hanno capito la genialità del suo sistema e si sono immessi a loro volta nel mercato, migliorandolo e pubblicizzandolo al massimo, fino ad oscurare quello del suo ideatore, fino a cancellarlo completamente dal mercato. Il giovane non incassa più quanto sperava e non riesce quindi a far fronte alle richieste della banca che pretende il rientro delle sue esposizioni e… patatrak, il fallimento è servito! Il neo imprenditore ritorna nell’anonimato, segnato a vita come cattivo pagatore, con un credito di imposta che lo Stato a suo piacere nel tempo gli restituirà, quando potrà, se potrà e, se possibile… alla memoria. “

F I N E

( Buon Anno Nuovo )

 

Umberto Napolitano

Famiglie                        d’Italia

Droga, consumi a picco… evviva!

giugno 23, 2010

Il consumo di droga cala del 25%… EVVIVA!!!

Scusate l’enfasi, ma io comincio a pensare che qualcosa non funzioni veramente nella testa di coloro che sono addetti alla comunicazione. Infatti, ovunque, la notizia di tale importante ” caduta ” di uso di stupefacenti è stata evidenziata motivandola esclusivamente come effetto della crisi, se non addirittura con un cambio di moda e di preferenze del tipo… (more…)