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Questione morale, è arrivato l’affondo di Bagnasco: però sul banco degli imputati non salgano solo alcuni, ma tutti!

settembre 27, 2011

Mi dispiace per quanto sto per scrivere, ma io sono certo che in questo momento il problema principale non sia solo la questione morale ma anche tutto il veleno che ognuno di noi e da più parti si getta addosso giornalmente. Senza un attimo di tregua!.. E chi parla è un cristiano che crede in Dio e Lo ama e cerca di rispettarLo ed onorarLo con gli esempi del proprio comportamento. In questo momento più di parole dure e accusatorie, visto l’eccesso di messaggi similari che arrivano da più fonti giornalmente, servirebbe forse un richiamo alla moderazione oltre che nei comportamenti…anche nei giudizi. Abbiamo bisogno di cristiana serenità, nonché la necessità di svestirci degli abiti accusatori ed inquisitori per indossare quelli più umili di un  esame di coscienza personale e collettivo che ci porti a comprendere gli errori umani e a cercare di migliorarli più con gli  esempi nei fatti che con denunce ovvie, ma che nulla apportano di nuovo e costruttivo se non, spesso, eccitare ancor di più gli animi ed allontanare le parti aumentandone gli screzi ed esasperandone le differenze.

Io dalla Chiesa pretendo quanto professato da Cristo, moniti sì… ma anche esempi sani e, soprattutto, parole d’amore e cristiana moderazione. Il Papa Benedetto XVI sta facendo ammenda mondiale con umiltà e sofferenza degli errori umani di alcuni uomini della Chiesa, e questo è un atto che mi avvicina e non mi allontana dalla mia Fede viva e genuina… ma le parole dure e apparentemente mirate del Cardinal Bagnasco, con tutto il rispetto per la sua integerrima figura ed il suo intento di dare una scossa, non mi aiutano però a rasserenarmi ne aggiungono nulla di più a quanto già io sappia. Io sto cercando di capire cos’è che spinga la gran parte dei nostri politici, qualsiasi sia la loro appartenenza, ad offrire il peggio di sé nell’adempimento delle loro mansioni per effetto del mandato ricevuto. Io capisco che il Cardinal Bagnasco abbia voluto dare un segnale forte, però… in questo modo, solo apparentemente ” generale “, ha ottenuto l’effetto di aggiungere astio all’astio e confusione alla confusione…specialmente nei nostri cervelli. Io penso che sparare nel mucchio per colpire il bersaglio desiderato ormai non serva e non basti più. Siamo tutti colpevoli, noi ed i politici che abbiamo eletto, perché figli e frutto dei nostri errori! … Non possiamo continuare a cercare e vedere le pagliuzze negli occhi dei nostri avversari e non accorgersi delle travi che spuntano dai nostri!.. Occorre un esame generale e di una presa di coscienza collettiva sia da parte di noi cittadini sia da parte del potere, politico ed ecclesiastico. Non si può più solo predicare ed esimersi dagli esempi concreti. La politica ha perso l’occasione di dimostrare al popolo la propria predisposizione al sacrificio non tagliandosi in modo effettivo e credibile privilegi e guadagni sproporzionati ai tempi che viviamo ed ai risultati apportati.. e la Chiesa l’occasione di rinunciare a qualche privilegio di troppo e magari usare il nostro 8 per mille, la cui destinazione non ci è stata mai chiarita abbastanza, con aiuti più consistenti a tutta la povertà che sta colpendo le  famiglie più sfortunate.

I politici, tutti, e dobbiamo specificarlo bene, devono scendere dai loro piedistalli: nessuno è santo. Il comportamento morale deve essere sollecitato prima a se stessi e poi agli altri. I comportamenti etici sono carenti ovunque… questo è il dramma. Purtroppo esistono troppi puritani e pochi vergini e noi, cittadini e servi, siamo disgustati e contaminati. Ci comportiamo usando i format che ci vengono promozionati… libertà sessuale esasperata, ricerca del guadagno facileperdita di ogni rispetto verso gli altri e, soprattutto verso se stessi. I valori non si recuperano solo con i moniti, ma devono essere accompagnati dagli esempi che ci arrivano da comportamenti ineccepibili. Comunque, ben vengano le parole di Bagnasco se utili a farci riflettere, ma che sia chiaro… sul banco degli imputati non salgano solo alcuni, ma tutti!

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia
 

Giovani, non temete il mondo e il futuro: cambiatelo in meglio!

agosto 21, 2011

Quasi due milioni di giovani provenienti da tutte le parti del mondo si sono radunati all’aeroporto di Cuatro Vientos, alla periferia di Madrid, per la Veglia di preghiera nella Giornata Mondiale della gioventù. Due milioni di giovani festanti apportatori di un messaggio di pace e di speranza in un immagine così diversa rispetto a poche centinaia di black block che incutono terrore e devastano tutto ciò che incontrano in nome di una giustizia che solo loro conoscono e professano. Ma queste poche centinaia di disperati contornati da fumo e fuoco, sangue e vetrine infrante riescono a concentrare l’attenzione dei media di tutto il mondo per giorni e giorni, creando l’immagine di una gioventù alla sfascio e dilaniata dall’odio.

 

I giovani festanti di ieri, invece, erano quasi due milioni, riuniti nella giornata mondiale della gioventù per la  XXVI edizione dell’incontro internazionale dei giovani cattolici, radunatisi per affrontare insieme a Benedetto XVI  Il tema dell’incontro, ovvero  “Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede” . I loro sguardi erano sereni e gioiosi e mai, ne ieri ne nei giorni precedenti, nessun incidente è venuto a funestare l’evento… neanche un terribile temporale abbattutosi  sulla folla ha creato panico o incidenti, se non sette contusi, ed è scivolato interrompendo la festa ed il discorso del Papa solo per pochi minuti.

Questa è la realtà della gioventù di oggi e non quella rappresentata dai black block! I ragazzi di Madrid sono consapevoli delle difficoltà della vita e le affrontano con amore in un progetto personale ed allargato di fede… gli altri sono quattro gatti rabbiosi che scelgono la via della violenza, perché la più semplice e meno faticosa. Se di quei quattro ci si spaventa e se ne parla per giorni e giorni, di questi due milioni di ” innamorati della vita ” si dovrebbero appendere manifesti indelebili e ricordarne il messaggio in ogni giorno della nostra futura esistenza…, perché qui sta di casa la verità!

I nostri giovani sono il patrimonio del futuro della terra e della sua sopravvivenza e non sono affatto, come alcuni vogliono farli apparire, un manipolo di sbandati rabbiosi e senza idee: i giovani di oggi sono coscienti dell’importanza e della responsabilità del loro essere giovani. Si parla molto delle azioni sbagliate di pochi e quasi niente dell’impegno di molti per dare un senso ed uno sviluppo migliore al futuro del nostro pianeta. Un’infinità di ragazzi professano amore e solidarietà impegnandosi in attività associative a favore dei disagiati e contro la violenza delle le mafie del potere e dei loro soprusi, come ad esempio l’Associazione Peppino Impastato di Brolo (ME), presieduta dall’ amico di FaceBookSonny Foschino : ma di loro si parla poco, non fanno odiens!

Ebbene giovani, prendete  forza e vigore dal messaggio che ieri vi ha mandato il nostro Papa Benedetto XVI… egli ha detto: ” Oggi che la cultura relativista dominante rinuncia alla ricerca della verità e disprezza la verità che è l’aspirazione più alta dello spirito umano, dobbiamo proporre con coraggio e umiltà il valore universale di Cristo, come salvatore di tutti gli uomini e fonte di speranza per la nostra vita “… Io vi ricordo che Cristo si è fatto uomo e come tale è vissuto e morto per lasciarci anche un altro grande messaggio: la volontà di ognuno di noi può abbattere qualsiasi difficoltà e cambiare il corso della storia, può farci tornare a volare  ogni qualvolta che ci abbattiamo al suolo senza forze convinti di non poterci più risollevare, la volontà  e l’amore sono un’arma letale contro qualsiasi ingiustizia e menzogna, per cui… giovani, non temete il mondo e il futuro: cambiatelo in meglio a vostra immagine e somiglianza!

Umberto Napolitano

 
Famiglie  d’Italia

Perché si festeggia la Pentecoste ( Famiglie d’Italia news )

giugno 13, 2011

Ieri ho partecipato nel Duomo di Desenzano del Garda, la mia città di residenza, ad una messa speciale nella quale veniva ricordata e festeggiata la Domenica di Pentecoste. Fin da bambino avevo sentito questo nome e, probabilmente, appreso di più in oratorio nelle lezioni precedenti il giorno della mia Prima Comunione. Però non ricordavo il significato e l’importanza di questa ricorrenza. Ed ho appreso dal parroco nella sua omelia che gli apostoli, dopo la morte di Gesù in croce, temendo una rappresaglia in qualità di suoi discepoli, erano andati a nascondersi per la paura in un luogo più sicuro. Ed è a quel punto che Gesù è riapparso loro per offrire in dono lo Spirito Santo, e con esso il coraggio dato dalla consapevolezza di non essere più soli ma di avere in se perennemente la presenza di Dio. Per meglio ragguagliarvi, con le mie solite ricerche in web, ho trovato un post molto esaustivo che propongo alla vostra lettura ed attenzione.

SPECIALE PENTECOSTE  by Catholic.net Italia

La festa viene celebrata 50 giorni dopo Pasqua, 12 giugno 2011

Etimologia

Dal latino cristiano pentecoste derivato dal greco pentecostè (hemerà) = cinquantesimo (giorno)

Origine

Gli ebrei celebrano una festa di ringraziamento per il raccolto, 50 giorni dopo la Pasqua. Da qui il nome di Pentecoste. Poi il significato della celebrazione è cambiato in rendimento di grazie per la Legge data a Mosè.

In questo caso ricorda il giorno in cui Mosè salì sul monte Sinai e ricevette le tavole della legge. Si celebra l’alleanza dell’Antico Testamento stabilito tra Dio e il suo popolo: Israele si impegna a vivere secondo i comandamenti e Dio promette di essere con loro per sempre.

La gente veniva da molti luoghi al Tempio di Gerusalemme per la festa di Pentecoste.
Nel contesto di questa festa ebraica ha origine la nostra festa cristiana di Pentecoste.

La promessa dello Spirito Santo

Durante l’Ultima Cena, Gesù ha promesso ai suoi apostoli: «Il Padre mio vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di Verità” (Gv 14, 16-17).

Più tardi ho detto: “Ho detto queste cose, mentre io sono con voi, ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto.” (San Giovanni 14, 25-26).

Dopo cena, abbiamo di nuovo fare la stessa promessa: «…è utile per voi che io me ne vada; perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma se me ne vado, io ve lo manderò… Ho ancora molte cose da dirvi; ma non sono per ora alla vostra portata; quando però sarà venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annuncerà le cose a venire. Egli mi glorificherà perché prenderà del mio e ve lo annuncerà. ” (Gv 16, 7-14).

Nel calendario dell’anno liturgico, dopo la festa dell’Ascensione, i cinquanta giorni della risurrezione di Gesù, si celebra la festa di Pentecoste.

Spiegazione della festa:

Dopo l’Ascensione di Gesù, gli apostoli erano riuniti nel cenacolo con la Madre di Gesù e molti discepoli. Fino al giorno di Pentecoste. Avevano paura di uscire e predicare. Improvvisamente si udì un forte vento e lingue di fuoco si posarono su ciascuno di essi.

Furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in lingue.

In quei giorni, c’erano molti stranieri venuti a Gerusalemme da ogni parte del mondo per celebrare la festa ebraica di Pentecoste. Tutti udirono i presenti udirono parlare gli apostoli ciascuno nella propria lingua.

Tutti, da quel giorno, e non ebbero paura e se ne andarono a predicare per il mondo gli insegnamenti di Gesù. Lo Spirito Santo ha dato loro forza per la grande missione: portare la parola di Gesù a tutte le nazioni e fare discepoli e battezzare tutti gli uomini nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
E’ questo il giorno in cui la Chiesa ha iniziato a operare in quanto tale.

Chi è lo Spirito Santo?

Lo Spirito Santo è Dio, è la terza persona della Trinità santissima e beata. La Chiesa insegna che lo Spirito Santo è l’amore che esiste tra il Padre e il Figlio. Questo amore è così grande e così perfetto che è persona. Lo Spirito Santo riempie le nostre anime nel Battesimo e ci dona i suoi santi doni nella Cresima. Con l’amore divino dentro di noi, siamo in grado di amare Dio e il prossimo. Lo Spirito Santo ci aiuta ad essere veri discepoli di Cristo.

I segni dello Spirito Santo

Il fuoco, il vento, la colomba.

Questi simboli rivelano la forza che lo Spirito Santo ci offre: Il vento è una forza invisibile ma reale. Questo è lo Spirito Santo. Il fuoco purifica e incendia. Ad esempio, appiccare il fuoco al campo per rimuovere le erbacce e piantare semi buoni. In medicina per sterilizzare gli strumenti anticamente si usava il fuoco.

Lo Spirito Santo è una forza invisibile e potente dentro di noi e ci purifica dal nostro egoismo per dare modo di amare.

I nomi dello Spirito Santo.

Lo Spirito Santo ha ricevuto diversi nomi in tutto il Nuovo Testamento, lo Spirito di verità, l’Avvocato, il Paraclito, il Consolatore, lo Spirito di santità.

Missione dello Spirito Santo

    1. Lo Spirito Santo è santificante: per permettergli di svolgere il suo ruolo, abbiamo bisogno di darci totalmente a Lui e di lasciarci guidare docilmente dalle sue ispirazioni, in modo da poter avanzare e crescere ogni giorno nella santità

 

    1. Lo Spirito Santo dimora in noi. In Giovanni 14, 16, si legge: “Io pregherò il Padre di darvi un altro Consolatore che sarà con voi per sempre” Inoltre, in 1 Corinzi 3, 16: “Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito Santo abita in voi?”. E’ per questo motivo che dobbiamo rispettare il nostro corpo. È in noi per agire, perché è “datore di vita” ed è l’amore. Questa azione è subordinata alla nostra accettazione e la collaborazione aperta. Se ci abbandoniamo alla sua azione amorosa e santificatrice, farà meraviglie in noi.

 

    1. Lo Spirito Santo prega in noi: abbiamo bisogno di entrare nel nostro intimo, con silenzio e calma, e una povertà spirituale profonda, per chiedere di pregare nello Spirito Santo. Preghiamo Dio di essere docili allo Spirito. Dio interviene per il bene di coloro che lo amano.

 

  1. Lo Spirito Santo ci conduce alla verità tutta intera, ci rafforza in modo che possiamo essere testimoni del Signore, ci mostra la meravigliosa ricchezza del messaggio cristiano, ci riempie di amore, pace, gioia, fede e speranza.

Lo Spirito Santo e la Chiesa:

Fin dalla fondazione della Chiesa, il giorno di Pentecoste, è lo Spirito Santo che la edifica, anima e santifica, le dà vita e unità e la arricchisce con i suoi doni.
Lo Spirito Santo sta lavorando nella Chiesa in molti modi diversi, ispirando, motivando e incoraggiando i cristiani, singolarmente o in tutta la Chiesa, per proclamare la Buona Novella di Gesù. E’ lo Spirito Santo che dà forza ai martiri e li sostiene.
E’ ancola lo Spirito a guidare il Magistero ordinario e straordianrio del Papa e dei vescovi.

Lo Spirito Santo fa crescere, santifica e dà la vita e l’unità della Chiesa.
Lo Spirito Santo transustanzia il pane e il vino nella celebrazione eucaristica, rendendoli presenza reale di Cristo in Corpo, Sangue, Anima e Divinità.
Lo Spirito Santo trasforma e santificare noi. Lo fa anche attraverso i suoi sette doni.

I sette doni dello Spirito Santo

Questi doni offerti dallo Spirito Santo, sono per la nostra santificazione e richiedono la nostra collaborazione. Troviamo questi doni enumerati nel Libro del profeta Isaia al capitolo 11 dove parlando del Messia che verrà il profeta dice che sarà ricoperto dello Spirito del Signore che è spirito di Sapienza ecc…

È interessante notare che nell’originale ebraico erano nominati solo sei doni, mancava la pietà, ma nella versione greca chiamata dei settanta (circa un secolo prima di Cristo), è stata introdotta anche la pietà perché nella lingua greca il termine timore di Dio non rendeva la pienezza di significati del corrispondente ebraico.

I sette doni ci sono dati perché nello Spirito Santo portiamo frutti, noi che ora siamo innestati nella vite vera. I frutti dello Spirito Santo li conosciamo da Galati 5,22-23.

Nella sequenza allo Spirito Santo diciamo: “Senza il tuo spirito non c’è nulla nell’uomo senza colpa”. Il Signore vuole darci questi doni ma tocca a noi aprirci. Gv 7,37: “Chi ha sete venga a me e beva, chi crede in me, fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno. E diceva questo riferendosi allo Spirito Santo”. Abbiamo dunque la certezza di questi doni.

* La Risurrezione ha realizzato in pienezza il disegno salvifico del Redentore, l’effusione illimitata dell’amore divino sugli uomini. Spetta ora allo Spirito coinvolgere i singoli in tale disegno d’amore. Per questo c’è una stretta connessione tra la missione di Cristo e il dono dello Spirito Santo, promesso agli apostoli, poco prima della Passione, come frutto del sacrificio della Croce. «Lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti» (Rm 8,11) deve abitare in noi e portarci ad una vita sempre più conforme a quella del Cristo risorto. Tutto il mistero della salvezza è evento dell’amore trinitario, dell’amore che intercorre tra Padre e Figlio nello Spirito Santo. La Pasqua ci introduce in questo amore mediante la comunicazione dello Spirito Santo, «che è il Signore e dà la vita». Invochiamo l’intercessione della Vergine Maria perché ci sia dato di comprendere più a fondo i doni dello Spirito Santo (sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà, timore di Dio), ricordando con fede che su di lei per prima è sceso lo Spirito Santo ed ha steso la sua ombra la potenza dell’Altissimo (cfr. Lc 1,35)

(* Giovanni Paolo II, Regina Coeli, 2 aprile 1989).

 
SAPIENZA: ci permette di capire, sperimentare e gustare le cose di Dio, e di giudicare rettamente.

INTELLETTO: attraverso questo dono, la nostra intelligenza è in grado di comprendere intuitivamente le verità naturali e rivelate e di coglierne il fine soprannaturale. Esso ci aiuta a capire il perché delle cose che Dio ci comanda. (approfondimento)

CONSIGLIO: Offre un discernimento intuitivo e sicuro nelle scelte che facciamo per conoscere la volontà di Dio.

FORTEZZA: rafforza l’anima nell’agire secondo tutte le virtù. Ci abilita a sopportare fatiche e sofferenze ma anche ad affrontare tentazioni e difficoltà. E’ lo spirito dei martiri, di coloro che sono ammalati da tempo e offrono queste sofferenze.

SCIENZA: Dell’intelletto abbiamo detto che ci fa intuire le verità, la scienza ci da la capacità di vedere le cose come le vede Dio. Fa sì che possiamo vedere sempre tutte le creature con gli occhi della fede.

PIETA’: ci fa sperimentare la tenerezza del Padre e ci fa sentire figli prediletti.

TIMOR DI DIO: Non è paura, ma il riconoscere la santità e la trascendenza, la maestà di Dio.

Preghiera allo Spirito Santo

Vieni, Santo Spirito, riempi i cuori dei tuoi fedeli e accendi in essi il fuoco del tuo amore.
Manda il tuo Spirito Creatore e rinnova la faccia della terra.

VIENI, SANTO SPIRITO

Vieni, Santo Spirito, manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce!

Vieni, Padre dei poveri, vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori!

Consolatore perfetto, ospite dolce dell’anima,
dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo; nella calura, riparo;
nel pianto, conforto.

O Luce beatissima, invadi nell’intimo
il cuore dei Tuoi fedeli.

Senza la Tua forza nulla è nell’uomo,
nulla senza colpa.

Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido,
sana ciò che sanguina!

Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido,
drizza ciò che è sviato!

Dona ai Tuoi fedeli, che solo in Te confidano,
i Tuoi santi doni.

Dona virtù e premio, dona morte santa,
dona gioia eterna. AMEN.

introduzione a cura di

Umberto Napolitano
 
Famiglie  d’Italia

V domenica di Quaresima… Lazzaro, alzati e cammina!

aprile 10, 2011

La quinta domenica di Quaresima, che precede la domenica delle Palme e quindi quella della Santa Pasqua è importante perché evidenzia un concetto inconfutabile: la vittoria della vita sulla morte che, con parole dottrinali, si può riassumere così:

” La vittoria della vita sulla morte è al centro della nostra attenzione in questa ultima domenica di quaresima. È una vittoria che si realizzerà solo nel mistero pasquale di Cristo (passione, morte e resurrezione), ma in questa liturgia si prefigura già nella visione del profeta Ezechiele (i morti che tornano alla vita, prima lettura) e, soprattutto, nella resurrezione di Lazzaro (vangelo), l’amico di Gesù. (more…)

Crocifisso via dalle aule: è successo quel che prima o poi doveva succedere

novembre 5, 2009

crocifissoDopo la sentenza  europea che ci intima di togliere da tutte le aule delle nostre scuole il crocifisso, e con lui un pezzo della nostra storia, i commenti pro e contro si sono sprecati. In riguardo mi astengo di aggiungere altro se non ricordare i colloqui col crocifisso del buon Don Camillo e quelli di Marcellino… pane e vino, apparsi in due film di produzione una italiana e l’altra spagnola. Eravamo a metà degli anni ’50 ed io ero un bambino: don Camillo e Marcellino mi insegnarono a non dire la sera le preghiere come un pappagallo ripetitore, ma a cercare, sotto le coperte del mio lettino, un colloquio con Gesù, col Cristo sulla croce che mai ha creato in me disturbo o pena, ma tanta speranza… perché se ce l’aveva fatto Lui a risorgere da tanto scempio, il suo messaggio d’amore e di speranza mi avrebbero accompagnato per tutta la vita. All’inizio della nascita di questo blog, il 26 novembre 2008, leggendo tra le notizie nascoste della nostra cronaca ne notai una  tristemente premonitrice alla quale accompagnai un articolo, che tale e quale vi ripropongo a distanza di un anno, perché è successo anche da noi quello che…prima o poi doveva succedere.

Prima o poi doveva succedere… (more…)